Sono le sette e tutto va bene. Come state? Di cosa volete che parli? Non è rimasto più niente o quasi. Delle orge del vecchio criminale no, perché è di cattivo gusto, dai, c’è il G8, suvvia. Delle cenette a lume di candela coi giudici suoi servi, nemmeno, perché bisogna abbassare i toni. E come avete visto, se c’è ancora qualcuno che esprime  un filino di disappunto, non è perché è disoccupato o terremotato: è perché è un “povero comunista” (che poi, come sarebbe a dire, poveri comunisti) (poveri un cavolo) (si sa che la sera se ne vanno tutti nei loro salotti o in barca a vela) (alcuni, tutti e due: la barca a vela la tengono in salotto). Infine, è ufficiale che la cura contro la crisi e il deficit ai massimi livelli da 10 anni, è: non parlarne – Galliani escluso, lui non parla d’altro ai tifosi del Milan, e tutti e tre sembrano comprensivi.

A questa stregua, di cosa si può parlare? Ma è ovvio. Di tormentoni.

L’anno scorso già pontificai sull’argomento, aserejendo che non esistono più e che il vero tormento sono i giornalisti che ogni anno ne attestano l’esistenza, chiedendosi con soverchia fregola chi saranno le eredi di Vamos a la playa o Luglio col bene che ti voglio: in proposito elencai nero su bianco le canzoni regine degli ultimi 15 ferragosti, scovando solo due tormentoni degni di tal nome.

Però in primo luogo, trattandosi di tormentoni, vi devo tormentare. Che cavolo. E poi Eros Ramazzotti è sempre n.1, miticoLiga è sempre n.2, Tiziano Ferro e J.Ax si scambiano semplicemente di posizione (n.3 e n.4), insomma secondo voi posso concionare sull’unica new entry nella top 10 che è il disco dei Dream Theater? No, dai. E poi ho una nuova politica: se entrano sotto il n.3, aspetto una settimana a parlarne, tanto per capire se si trovano lì solo perché c’è la nonsipuòparlarne della discografia.

Ma poi, in secondo luogo, i colleghi bravi hanno deciso che it’s tormentone time. Il 27 giugno il Corriere ha spiegato che quest’estate “si ballerà sulle note esotiche di Jai Ho, premio Oscar come migliore colonna sonora del film The Millionaire“.

Mmmmh.

L’ho visto, quel film. A dicembre. Ehi, ecco perché il film ha funzionato: come i film dei Vanzina, conteneva il tormentone estivo. Dell’anno dopo.

Poche ore dopo, il 29 giugno, Ginetto Castaldo su Repubblica ha spiegato che esiste una formula magica del successo estivo, e che i tormentoni sono l’assoluto. Sì, quell’assoluto. “Ben mascherato nella quotidiana banalità di un motivetto da fischiettare”. Cita come esempio Can’t get you out of my head di Kylie Minogue, “quella del la-la-la, la-la la-la-la-la, che tutti anche senza conoscere il titolo hanno sentito almeno una volta”.

Mmmmh.

Me la ricordo, quella canzone. La ballavo scompostamente un capodanno di tanti anni fa. Fatemi controllare – pubblicata il 17 settembre 2001. Cavolo, anch’io voglio diventare megamiliardario come Castaldo, scrivendo robe un po’ a caso. Mi ci sento portato, non capisco perché non succeda.

Infine il 30 giugno TgCom (la voce del Badrone) ha comunicato che Vamos a bailar di Paola & Chiara è stato nominato tormentone estivo degli ultimi 20 anni da una giuria selezionata da Tv Sorrisi & Canzoni (la voce del Ladrone) tra giovani da 14 a 34 anni. Ovvero gente che 20 anni fa aveva 4 anni, e il cui tormentone era presumibilmente Esatto! di Francesco Salvi (Facciamo tutti dei versi! Siamo una grande tribù!) (…wow. Che sballo che era, no?)

Chiarina Iezzi ha commentato: “E’ una specie di miracolo. Quel pezzo nove anni fa ha rappresentato la nostra rinascita. Prima di scriverlo tutti, o quasi, dicevano che eravamo finite”.

Mmmmh.

Decisamente non era vero. Avevano così tante cose da dire. Ci siamo dovuti tutti ricredere.

Comunque sarete d’accordo che negli ultimi anni i tormentoni li hanno creati gli spot di Vodafone e Tim. Miracolando Happy hour di miticoLiga e Come stai (“…ti distingui dal luooogo comuuune…”) di miticoVasco, due veri ribelli in lotta contro l’establishment.

Bueno. Quest’anno, le due società plurimultate dall’antitrust (non so se si può dire) (“antitrust”, intendo) hanno fatto la loro scelta. Gli uni hanno scelto Con te partirò, eseguita dalla giovane band che si mette all’occhiello Fiammetta (più che un nome, una graziosa allusione politica) il cui sogno è fare cover di Andrea Bocelli (…mi verrebbe da pensare che Tim è una manica di spiritosi con il raro dono dell’ironia) (se non fossi loro abbonato). Gli altri, hanno puntato su 50 Special dei Lunapop, blablablata a dovere sotto gli occhi di un abbozzante Zèsare Cremonini.

Alias, due capisaldi degli anni ‘90.

Mmmmh.

Maledizione, ma allora…

Anche il tormentone è in crisi.

Oh! Ops. Gosh. Dimenticavo.

Non se ne può parlare.

Sono le otto e tutto va bene.