The Classifica 73 – The king is gone, but is not forgotten

Dunque: Eros Ramazzotti sempre al primo posto, MiticoLiga sempre al n.2, poi entra al n.3 J.Ax, che probabilmente abbandonerà subito la top 10 come i Club Dogo (dal n.7, già scesi al n.18)… Mmh. Bah. Oh, sentite. La classifica di questa settimana non è commentabile. Non si può far finta di niente, quando succede l’impossibile. Perché non so voi, ma io non riesco a crederci. No, non è possibile. Lo avranno rapito gli alieni. Sarà andato a raggiungere il suocero Elvis su un’isola segretissima nel Pacifico. Si sarà fatto ibernare. Ma come gli anni 80, non può morire. Come Berlusconi, non può morire. E non importa quanto, come lui, fosse diventato pazzo e imputridito, un’ombra dell’uomo capace di sedurre il mondo. Gli déi, anche quando non sono i nostri déi, non possono morire come niente fosse.
Ora comunque comincia il circo. Mi aspetto un’elaborazione del lutto che nemmeno Diana Spencer, e un culto che nemmeno Wojtyla. Ecco, diciamo casomai una cosa tra Padre Pio ed Elvis (e impersonators dappertutto). Perché anche se i media da tempo lo ignoravano (eccetto per questioni di bambini, nasi, debiti), è stato davvero il re del pop. E lo conferma questa brutta fine, proprio da re. Perché evidentemente nessuno è abbastanza amico dei re da dirgli: vecchio mio, stai sbiellando. E troppi sudditi gli dicono: “Puoi fare quello che vuoi! Compreremo comunque i tuoi dischi, ti voteremo per sempre e sempre!” Ma gente, è stato il re, e non ne avremo più un altro.
Un bene? Non so, voi cosa dite? Ogni tanto a me è venuto il dubbio che il mondo del rock ce l’avesse con lui soprattutto per delusione. Perché chi era sulla lunghezza d’onda del cosiddetto “pop”, non poteva trovare gli ultimi 15 anni di Jackson molto diversi dalle proposte dei divi in auge in America, da Justin Timberlake a Beyoncé. Forse Sua Vitiligine ci ha delusi, a noi tardoni rock, perché ci aveva spiazzati, mescolando spesso Black AND White, e soprattutto mescolando (grazie a un Eddie Van Halen o uno Slash o un Mick Jagger) il rock bianco e la black music. Che qualcosa abbia seminato nel territorio rock lo testimoniano le continue riletture tipo Smooth Criminal degli Alien Ant Farm, o Billie Jean di Chris Cornell; Beat It dei Supergrass o Thriller di Ian Brown. Ma poi ha sposato definitivamente il pop e ci siamo sentiti sedotti e abbandonati. Per ripicca abbiamo cominciato a dire che in fondo dopo gli anni 80 non ha più scritto veri inni contemporanei – quando al contrario, là fuori ci sono intere curve da stadio che intonano quello che è, per forza di cose, uno degli ultimi singoli, You Are Not Alone (solo che cambiano le parole in “Non mollare mai”). Siamo rimasti delusi perché ci ha snobbati lasciando perdere la sua ombra rock, sposando quell’r’n’b che al resto del mondo tanto piace, ma che a noi fa tanto schifo.
Comunque, tant’è. I Jonas Brothers sono al n.8. Lady Gaga al n.17. Marco Carta al n.23. Eminem al n.24.
Vediamo se capite cosa sto cercando di dire.

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17 Comments

  1. Piccola previsione per “The Classifica 74”: Jacko sbanca tutti. Complimenti per la mancata citazione da lupo dei motori di ricerca, dimostra la tua onestà: molti, moltissimi non sono stati così generosi. Ma la morte, come tu stesso dici sempre, vende BENISSIMO in Italia.

  2. Personalmente ho sempre ritenuto fosse morto lustri fa. Non me ne batte ‘na ceppa.
    Gli era sopravvissuto solo un patetico e insopportabile fenomeno da baraccone utile solo a riempire di notizie colorite (ma rinunciabili) i giornali, e quindi per le battute del monologo di apertura di un JayLeno (che, btw, testimoniò in sua difesa). Per quanto la “responsabilità” sia opinabile, ma credo ci si allargherebbe un po’ troppo a trattare il discorso LiberoArbitrio vs. FreeWilly, i “Vip”, della musica, come dello sport, o del cinema, che fuori dall’ ambito strettamente lavorativo sian dei perfetti disa, idioti, douchebags, o paritetici, mi son sempre stati difficilmente digeribili. Anche se hai fatto 4 canzoni epiche/storiche.
    Anche Maradona: mai amato; anzi sempre stato troppo sul cazzo. Invece al mitico “Van”, forse, gli avrei fatto pure Bangare my daughter, per tirarsi su dai dolori della caviglia.
    Insomma, come reazione credo di potermi collocare un po’ agli antipodi delle considerazioni fatte da Madeddy nei primi 2 paragrafi.

    Altro collegamento mentale, che mi è sovente sovvenuto alla mente pensando a Jacko, in quanto nei miei emisferi celebrali è sempre stato archiviato nella cartella tra i celeberrimi artisti ormai defunti, del passato, è quello riguardante i “diritti intellettuali” in questo caso nella musica.
    Eventi recenti, le elezioni europee (con i 2 seggi al partito pirata) e le manovre du Sarkozy per mettere in pratica ‘sta robba de “2 avvertimenti e poi ti disconnetto”, ma, insomma, il tema in questo periodo storico è all’ordine del giorno un po’ sempre.
    Se proprio “bisogna” tenere qualche forma di copyright (e qualche scuola economica avrebbe da ridire sull’opportunità/legittimità di tale scelta), che almeno si riducan sostanzialmente molti suoi aspetti, in primis, e drasticamente, gli anni di durata.
    Invece ho letto proprio in questi giorni, un po’ a sorpresa dato che non prevedevo la notizia sarebbe passata così in silenzio, che il parlamento europeo un mesetto fa avrebbe esteso da 50 a 70 anni, anche per gli esecutori. Tutto ciò sotto la spinta di tal “McCreevy” che addirittura proponeva “95” (perchè non fare 100/un secolo a quel punto, rimane un curioso arcano). Vabbè, per gli autori, almeno in Italia, se non ricordo male, era già da tempo “70anni dopo la morte”, come sappiamo.
    Insomma, vakkagher: sopra 20 anni dalla realizzazione non se ne parla neanche–> In questo caso, per chi vuole, la roba di Jacko prima del Giugno’89 dovrebbe esser scaricabile, circolare, liberamente.
    Il fatto, come dice il “collega” sopra, che ce lo si debba aspettare comparire copiosamente nella FIMI, mi sta un po’ sulle balls.

    “Comunque, tant’è. I Jonas Brothers sono al n.8. Lady Gaga al n.17. Marco Carta al n.23. Eminem al n.24.
    Vediamo se capite cosa sto cercando di dire”
    Non ne ho la più pallida idea, quindi ti rispondo che ad Alessandra Amoroso va in tasca il 5% del CD, oops EP (non so a che stadio, presumo in SELL-IN, SELL-OUT mi pare più complicato) ed il bello è che quel 95% non va a MariaSatana o PierPapi, ai quali, nel bene o nel male, in questo caso è esemplificativo quanto, quella fetta spetterebbe molto più che a Zerbi&co (che, nello specifico: complimenti, lavoro difficile).
    youtube.com/watch?v=Njuo1puB1lg
    midem.com/en/Homepage/

    Ad ogni modo, se non moriva Jacko, per “The Classifica 73” cosa ti inventavi?
    Partivi sulla falsa riga delle tracce della maturità di ieri?
    Morirò con l’atroce interrogativo.

  3. Stai chiaramente cercando di dire che ti piace pensarli, lui e De Andre’, adesso, seduti su uno scoglio a contemplare un rosso tramonto sul mare. Il loro mare.

  4. Credo che i dischi del Michael Jackson deludente sarebbero stati molto meglio con altri produttori. Qualcuno che li rendesse un po’ più ariosi e ” allegri”, che lo riportasse quindi alla leggerezza dei primi album.

    Btw, a parziale (*)difesa di Michael Jackson, vorrei postare un video visto tempo fa, che potrebbe spiegare molti dei suoi comportamenti strani. Le mascherine, la pelle sempre più bianca, il suo evitare la luce e le persone.
    A suo tempo mi ha fatto riflettere e rivedere alcuni pre-giudizi maturati verso di lui. Forse era davvero ” strano”, ma meno strano di come si pensasse. E quasi sicuramente era più malato fisicamente di quanto non lo fosse psicologiamente. Certo, c’è il fatto che ” nasconde” i figli, ma vedendo come certe star sono pronte ad esbirli e trattarli quasi come accessorio pubblicitario, forse c’era più amore che paranoia in quella segretezza maniacale .

    (*) al netto delle accuse di molestie sessuali, su cui non si ha certezza.

  5. neanch’io riesco a crederci! 8-o

    Stai forse cercando di dirci che i discografici, avendo capito che Jacko non era più la gallina dalle uova d’oro, lo hanno fatto fuori per avviare l’industria della sua celebrazione/memoria?
    Sì, ti credo, mi sembra plusibile pensando a chi sono i discografici.

  6. che inizino le celebrazioni, celebrazioni del re del pop, di quello che prima piaceva a tutti perchè era il nero che piaceva ai bianchi. Perchè suonava tamburi nelle favelas, ballava con strafigone e si conciava da Zombie. A proposito … che Trhiller “la consacrazione” fosse anche un presagio?
    Oggi muore uno zombie. Uno zombie che fu zombie e poi essere umano e poi ancora zombie.
    Romero potrebbe trarre nuova linfa da questo schema.

    Chiudo con lo spazio per Jacko con una domanda che mi assilla da un po’ e per la quale chiedo se qualcuno ha la RISPOSTA. Si parla di CRISI della musica (in termini di album venduti), che sia arriva in top 10 con qualche migliaio di dischi e bla bla bla…
    Ecco la domanda…. Esiste un dato assoluto del tipo nel 1993 si vendevano x canzoni/album nel 2009 se ne vendono y?

    Non è che oggi si vende mooooolta più musica, solo che la vendita si è polverizzata su più artisti (maggiore offerta in termini numerici) e più media (MP3, CD, MOBILE)?

    Grazie in anticipo per la RISPOSTA alla domanda!

  7. “Billie Jean di Chris Cornell” ?
    Mad, Jacko non se ne accorgerà neanche, impegnato come sarà a rigirarsi nella tomba per altri motivi, ma dato che qui siamo soli io e te: non sarà forse “Billie Jean di M. Jackson e Cornell ha fatto la cover”?

    Bellissimo cocco il tuo. Bravo.

  8. la prima mail arrivata stamattina in negozio era del rappresentante della Sony che elencava le giacenze presenti in magazzino dei cd dvd e vinili di michael jackson..
    ( si lo confesso sono uno dei pochi rimasti che gestisce un negozio di dischi) poi comunque sono passate delle ragazzine giovani giovani che cercavano suoi titoli, ma strana coincidenza stamattina è uscita una raccolta di michael jackson, previsione? da ricordare che Sony (un tempo sony/bmg ex rca e ricordi) ha già raggranellato bei soldini con la scomparsa di battisti, de andrè ed altri.
    Per quanto rigurda il numero di pezzi necessari per entrare in classifica, non si può fare un calcolo, poichè le assegnazioni da parte delle case ai negozi e alla grande distribuzione falsano i quantitativi, nel senso che dalle case discografiche sono usciti ma restani nei magazzini dei negozi.

  9. E’ stato un personaggio tragico nel senso più elevato del termine, crogiuolo di grandezze e miserie che ci vorrebbe giusto Shakespeare (bum!) o Athur Miller (bu-bum!!) per raccontarlo: venuto su con una serie di distorsioni emotive e psicofisiche pazzasche, ha convertito tutta quell’energia negativa in un’arte che è diventata GLI anni ’80. Poi l’apice della carriera gli ha fatto percepire con ancor più sgomento il terribile vuoto affettivo su cui pure si reggeva l’edificio della sua gloria: ecco allora quel desiderio di fare del bene agli unprivileged children che lo ha portato a giocare a Disneyland a casa sua. Per me a quei bambini non ha torto un capello, semplicemente ha manifestato loro un certo tipo di affetto, “riparatore” nei confronti di lui medesimo, che facilmente è stato scambiato per attenzioni “particolari”. Contemporaneamente, quel desiderio di sfuggire la propria fisicità originaria, come a lavarsi via un’identità che gli pesava, fosse solo rivedere nel proprio viso qualche tratto del padre. Da costruirci un romanzo: la più classica delle sfide al destino.

  10. @Shengo, condivido. Ma credo che nemmeno l’Orson Welles di Citizen Kane potrebbe girare un film adatto a esprimere la parabola terrificante di cui siamo stati testimoni negli ultimi tre decenni. Per cui

    @Kluz, capisco cosa vuoi dire, ma o si gioca fino in fondo il gioco della società dello spettacolo e delle sue icone, o ci si chiama fuori del tutto. E le vite di Maradona o di Michael Jackson nsono paragonabili a quelle di Van Basten o di Prince, sono puro mito, infatti ne rimangono schiacciati.

    @rain: una nuova raccolta? Strano, ne era uscita una pochissimo tempo fa. A meno che non sia stato per la tournée.

    @memedesimo: può darsi, e sicuramente ci sono cose che danno soldi, che prima non ne davano: la pubblicità tv ad esempio, o i brani usati nelle serie televisive – una miniera soprattutto in America. In fin dei conti, il fatto che la gente che suona o prova a vivere di musica oggi sia molta, molta di più rispetto agli anni 60 e 70, vorrà pur dire qualcosa.

    @MJ: quello che cercavo di dire invece è che avendo MJ (non tu. L’altro) scelto di giocare in ambito pop ma soprattutto in quello che chiamano r’n’b (e non il rock nè la dance, come ad esempio Madonna), i suoi ultimi dischi andrebbero paragonati a tutta quella roba per me massimamente inascoltabile, ma tanto apprezzata in Usa e ovunque si possa imporre una musica “globale” e poco complicata. Jennifer Lopez ha venduto in tutto il mondo con dei dischi che farei sentire solo al mio peggior nemico (ma essendo il mio peggior nemico, potrebbe essere uno che apprezza Jennifer Lopez): se vuoi essere il re sia in Paraguay che in Egitto che in Thailandia, devi parlare una lingua comprensibile a tutti, quindi più facilona. Agli altri, le gioie di “capire Battiato.”

  11. Ot in un remoto passato organizzavo feste.Ricordo che c’era un bordereau da compilare nel quale mettere i brani in scaletta.Negli stessi giorni ero venuto a conoscenza del fatto che in base a truffaldini accordi non scritti le radio taroccavano gli stessi elenchi per fare distribuire i diritti in base a logiche precise e non a ciò che effettivamente si era trasmesso.Mi sono sempre chiesto se questo fenomeno continui e in caso di risposta affermativa quanto possa incidere sui meccanismi che drogano il mercato discografico

    http://tycoch.co.uk/Toy%20Dolls%20-%20Nellie%20The%20Elephant(1).mp3

  12. @paolo
    la nuova uscita è un cofanetto che contiene tutti gli album in versione digipack che per l’appunto è stat consegnata ieri.
    @diamonds
    la siae non sta certo a cercare gli autori che non ha nel proprio database, in quel caso i diritti che comunque le radio devono pagare vanno redistribuiti tra i nomi che stanno in classifica e anche tra vari enti e organizzazioni di musica classica e liscio.
    Report ha fatto un servizio sulla Siae per il quale, sono stati anche querelati.

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  1. Il Re del Pop | Ludik – di Luca Di Ciaccio

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