The Classifica 72 – La rubrica che chiede riforme subito, per darsi un tono

Strano guardarvi/guardarci dalla Scozia, terra dei miei avi – un giorno vi racconterò di quando il mio trisavolo Paul McDedu si distinse durante la battaglia di Culloden (in effetti rimase tutto il giorno nascosto dentro una cornamusa). Non pensavo, ma nel Regno (relativamente) Unito ci seguono, parlano e scrivono parecchio di noi italiuhns. Chiaro, la parte del leone la fa Lui, il jolly impazzito. Ma seguono un po’ spiazzati anche altre vicende, dalle ronde alla Fiat all’Alitalia. E nel complesso i britanni – non il popolo più serio del mondo, peraltro – hanno tutta l’aria di chi si è appena sintonizzato sullo show più trash del mondo e non riesce a staccarsene. “Oi, Molly, guarda cosa fanno gli italiani!” “My goodness, ma perché fanno così? A wee bit uno scherzo, innit?” “Beil yer heid! E’ la fantasia e creatività italiana al potere”. E parlando di fantasia e creatività: n.1 Eros Ramazzotti. N.2 (new entry) MiticoLiga. Con un altro live. Al n.3 Tiziano Ferro. Estromessi i Green Day (n.4) dal podio, il tricolore torna a garrire garrulo sulla hit parade. Nella top 10 entrano i Placebo al n.5 (il che mi fa pensare, con tutto il bene che gli voglio, che vendendo tremila copie entri in top ten), Dogocrazia dei Club Dogo al n.7 (mmh. Facciamo duemila?) e, con un tardivissimo colpo di reni da 10 posizioni, MiticoVasco al n.10. Escono dalla sporca diecina i Lost, ma soprattutto U2 e Depeche Mode. Ne fanno ancora parte Alessandra Amoroso, Laura Pausini, Renato Zero. Che voglia di creatività, no? Bene, mi tocca ragionare un po’ su MiticoLiga e Club Dogo.

In Scozia ho visto gli Oasis a Edimburgo. Stadio praticamente pieno, 55-60mila persone. Età media più bassa di quanto pensassi, popolarità sempre elevata e accoglienza calorosa per un gruppo che non ha più molta voglia – e lo dico 1) nonostante Noel sia una persona squisita, e 2) nonostante alla fatidica frase “Please don’t put your life in the hands of a rock’n’roll band” mi sia reso conto che sotto quelle sopracciglia c’è uno degli ultimi grandi del rock, con un fratello sconsolante (…capita. Pensate che il mio tiene all’Inter). Gli Oasis pubblicano dal 1994, Ligabue dal 1990. Gli Oasis hanno fatto una raccolta e un live. MiticoLiga, due raccolte e tre live. E vi faccio grazia dei libri e dei film. In compenso in questo decennio ha fatto due dischi veri, contro tre dei Gallagher.
E’ strano, perché sia gli Oasis che miticoLiga sono accusati da noi critici infami in malafede e prezzolati di ripeter sempre le stesse cose. Almeno nel caso di MiticoLiga, i fatti ci cosano: ogni anno rimette il circolo il suo amore, sotto forma di live in teatro, di raccolta, di concerto all’arena con i maestri d’orchestra. Ma è una legge del rock: per ogni fighetto che dice che il rock è rinnovamento, evoluzione, capacità di cambiare camaleontica, ci sono cento tipi che lo guardano male e gli dicono: “Ma vaffanculo! Dacci quei tre accordi e vattene”. Poche idee ma solide, forse è un’esigenza della working class – altro che cambiare nome e cambiare leader al partito ogni due anni.
Ma sono working class anche i Club Dogo, si presume. Mi piace molto come li descrive wikipedia, la voce dev’essere stata scritta dalle loro mamme. C’è un tale abuso di termini yankee che viene voglia di mandargli contro Rutelli – “Please! Speak! Italian! Beautiful! Country”. Peraltro, wikeggia wiki, “il loro stile “tamarro” spesso erroneamente giudicato dalla critica come filo-americano in realtà rispecchia molti giovani delle città italiane e garantisce loro il successo”. Viene wikisottolineato anche il fatto che ci sono state polemiche perché hanno firmato per la Virgin, ma che hanno avuto ragione loro; che hanno creato una linea di abbigliamento – ma hanno avuto ragione loro, che alcuni giornalisti “interpretano male la loro musica e vengono infastiditi dallo stile “gangsta”, ma i Dogo continuano per la loro strada”.

Ehm. Non vi suona familiare, come atteggiamento? “C’è un complotto della critica, ma la gente è con noi!” Oppure, anche: “Gli stranieri criticano il nostro Paese, ma sono solo invidiosi!” Alla fine è abbastanza simpatico che la Silviocrazia e la Dogocrazia si somiglino tanto.

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10 Comments

  1. E nei quartieri la [Dogo] Gang è un culto … e il disco ha raddoppiato le copie dopo l’indulto

    E se lo dicono loro …

  2. Curioso, ho appena accattato Dig your soul a 5 euri in special offer.
    Lo sentivo stamani in macchina e non è così brutto come lo dipingono.
    Ci sono almeno 4 o 5 pezzi di livello, il che nel 2009 per un CD non è un brutto andazzo.
    La voce di Liam scema, nel senso che cala, ma anche nell’altro senso.
    Noel è uno degli ultimi grandi pennivendoli (nel senso del songwriting) anche se I’m outta time viene ascritta al fratello occhialuto.
    Insomma danno sempre molte piste alle next big things, per dire.
    Del tenente Drogo conosco solo il libro.
    Di Wikipedia guardo solo la versione in inglese, mi pare meno comica. Ma forse è solo perchè la capisco peggio.
    Ossequi.

  3. la scozia come terra dei tuoi avi proprio non ce la vedo.Ma sono disposto a sottoscrivere il resto(sottolinando in caratteri cubitali gli elogi per i gallagher e il rilievo sui governanti oramai meno dignitosi del B-side di un cinecocomero girato con i resti di montaggio)

  4. Eppure a me ‘sti Oasis… C’era una volta una band che non c’entra niente, gli Status Quo. Saranno i pomeriggi di campionato di calcio inglese del ’79, ’80, ecc. trangugiati con mio fratello (sconsolante quanto Liam), ma non riesco a fare a meno di associarli.
    NB io stavo per il Tottenham.

  5. Ad ogni modo, per quanto non soddisferà molti, mi sbilancerei nel dire che sostanzialmente da questa settimana la classifica è di quelle normali per il nostro paese. Non TROPPO drogata/distorta da eventi specifici quali SRemo o Talent. Non solo la top10, ma anche top25.

    Agli Oasis mi lega fondamentalmente un solo ricordo: se non sbaglio nel ’98, non troppo dopo il loro periodo d’oro, li “incrociammo” ad inizio estate in pub fiorentino a 40 metri sia da piazza signoria sia da piazza della repubblica. Debbo dire che si sedetterò tranquillamente ad uno dei tanti tavolini fuori a prendere una birra. Tranne qualche piccolo anomalo assembramento di fanciulle in lidi vicini (si presume per vedere meglio in carne ed ossa i Gallagher), correlata da qualche moina da deficiente, e qualche richiesta di autografo, niente da segnalare. “Forse” anche influenzati dalle birre e dalle sigarette, si fece largo tra la nostra cumpa un’idea: un po’ da novelli Corona antelitteram, telefonammo (da una “cabina telefonica”) alla “Nazione” dicendo “gli Oasis son ad un locale pubblico, noi potremmo dirvi dove, ma vorremmo guadagnarci qualcosina.”
    Risposta:” Mah, veramente io so’ i’ccustode, qua un c’è mica più nessuno, e un lo so io…”

    (storiella un po’ del menga, ma pur sempre storia di vita vissuta)

  6. ah si! il porno con la partecipazione di Miss Violetta Bellosguardo vero? lei aveva una parte molto intensa… bravissima.

  7. caro compagno di viaggio scozzese, burger king ti ha addolcito la penna. sui dogo ti avrei immaginato assai più spicy

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