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The Classifica 68 – Tutti in gita

mag 21 2009 - di

Lo so. Lo so che non ne potete più di questo paese frollo. Beh, per fortuna, avete ME.

Lasciamoci questa valle di lacrime alle spalle! Forza, questa settimana saliamo tutti sul pullmino e ce ne andiamo a vedere le classifiche degli altri G8! Perlomeno quelli che mi ricordo che sono G8. Perché mica posso riciclare il discorso sulla telegioventù che domina in classifica o parlare dei Pooh e della loro raccolta doppia che entra al n.2 dietro Alessandra Amoroso o del disco degli Audio 2 con Mogol che è l’altra nuova entrata, al n.10. No, lasciamo per un attimo il Paese delle Meraviglie e cerchiamo di capire cosa frulla per la testa a quegli infelici che vivono nel Mondo Occidentale. Vedrete pupe francesi e tedeschi che cantano gli Abba, inglesi inkazzati e yankee invasi dai negri – mica come qui, che nei primi 50 abbiamo giusto Malika Ayane al n.17, e poi solo cantanti ariani vivaddio.

Allora, iniziamo dall’America (tipico). Al n.1 c’è un disco che ha venduto pochissimo, poco più di 80mila copie, il n.1 più povero di sempre. E’ quello di Chrisette Michele, strana animala al secondo disco, targata Def Jam. Lei non è troppo portata per sventolare le ghiandole mammarie, sembra una che davvero fa dell’r'n’b, cioè quello che intendevamo come r’n'b fino agli anni 90. Mi ricorda qualcuno d’antan ma non ho ancora capito chi, se Anita Baker o piuttosto Chaka Khan. Mi sbilancio: disco eccellente se vi piace il genere. Ma qui per ora a differenza della Crisi, della Chrisette non si sente parlare (ahaha) (…uff, e vabbè. Musoni che siete). Poi, al n.2 c’è Hannah Montana, amica dei giorni più lieti, e al n.3 Ciara, un’altra aspirante Beyoncè. Al n.1 ci si aspettava che andasse lei. Del resto nei primi secondi del suo video lecca l’orecchio a Justin Timberlake, poi cerca di aprirgli la patta dei pantaloni con le chiappe, quindi si mette a novanta e poi carponi in costume zebrato. Credo sia l’applicazione del concetto postmodernista di incredulità verso le metanarrazioni.

In Inghilterra, al n.1 i Green Day, che da noi non sono ancora classificabili, ma li aspetto al n.1 anche qui. Segue, la cocca locale, Lily Allen. Al n.3 la barbie Lady Gaga, che pur senza mai sfondare davvero si piazza nelle top ten ovunque tranne che da noi – che comunque abbiamo già le nostre gatte da pelare. Rispetto alla top 10 americana, che è molto americana, e alla top 10 italiana che è all’80% italiana, la top 10 inglese sfoggia una minoranza di inglesi (Prodigy, Maximo Park e abbiamo finito: il resto è America, con una menzione particolare per la perdurante presenza degli amati – fuorché qui – Kings Of Leon). E quindi, loro che potrebbero avere un’autarchia coi fiocchi (rispetto a Usa e Italia) importano gente che nemmeno in patria funziona, tipo P!nk o Beyoncé, lontanissime dalla prima decina oltreoceano.

Ma andiamo ora presso gli odiati cugini, cantando Pooo, popopo, po pooo, pooo. Nella top ten dei mangiarane ci sono cose che ci campeggiano lì da una vita, tipo Seal o Jason Mraz. Viceversa hanno già invitato gli U2 a farsi un giro (U2 e Depeche Mode stanno andando piuttosto male anche in America, dove di norma sono amatissimi). Al n.1 c’è, come sospettavate, Calogero Maurici, di Grenoble, che è un po’ il Nek francese – e come Nek, se uno non ascolta le parole, non fa totalmente schifo: ci piazza dentro pure un po’ di salsapariglia rock. E indovinate un po’? Per lui ha scritto un pezzo Piero Pelù, “l’ancien chanteur de Litfiba”. Il brano si chiama Il conte (sarebbe Dracula), la musica è melensona e vi trascrivo il testo da un sito francese:

Tu bianca rosa selvaggia sei qua
Volevi andar via ma sei solo mia

Scende il sole propio dentro mio castello
Avrò mille notti con te
E ti baccio come non ho fatto mai
Quando tu volevi essere libera

Libera e selvaggia sei qua
Ora sei mia sei solo mia
Tu che mi decevi “ora ti lascio”
Sei tra le mie mani

Beh, un po’ una Totocutugnata, eh. Ma bravo Pierone! Anche se non dimentico che l’anno scorso dopo che ti ho riassunto le mie vicende sentimentali mi hai detto “Ah, delinquente” (e voi capite che quando Piero Pelù vi dice delle cose del genere, è evidente che la vostra vita è puro luna park) però sono contento che sei tornato al n.1 da qualche parte, in qualche modo. Ti baccio.

Al n.2 ci sono i Depeche Mode (che sono al n.4 in Italia, dietro Renato Zero). Al n.3 c’è Olive Ruiz, uh, non sapevo che avesse fatto un disco nuovo, lei è taaaaanto carina e taaaaaanto francesina, cercate J’traine des pieds e scaricatela illegalmente, che così a Sarcosì gli parte un embolo. Al n.23 vi segnalo infine un tale Amaury Vassili, che è stato in top ten qualche settimana fa. Ve lo segnalo perché poi mi serve.

(perché mica crederete che non stia preparando un colpo di scena) (eddai, quant’è che mi leggete?) (lo sapete che a un certo punto parto verso una tesi fumosa con lo stesso incaponimento di Kakà quando parte da centrocampo verso la porta convinto che gli avversari rimarranno lì fermi a fargli delle foto perché è quello dei Ringo)

E adesso, giù risate, si parla di Germania. Al n.1 c’è Paul Potts, inglese, ex venditore di cellulari uscito da un reality di Simon Cowell. Si è presentato, ha cantato Nessun dorma e ha vinto: Simon Cowell, quel Simon Cowell cattivo, inventore di X Factor incensato da quelli che sanno di tv, alla fine dell’esibizione gli dice “You are a breath of fresh air”.

COSA?

Uno che canta Nessun Dorma?

E non è che non se la sono mai sorbita nemmeno loro nella versione di Pavarone, eh.

Comunque, il tenorone tenerone Potts dopo aver mietuto quel che c’era da mietere presso il Vallo di Adriano, ha conquistato anche i todeschi (in Usa è appena sbarcato, il suo disco è new entry al n.33). Dei quali a questo punto ricordiamo frettolosamente il resto della top ten, che vede gli Abba di Mamma Mia al n.2, e i Coldplay al n.3. Per i krauti, forte inclinazione verso il mercato britannico: piacciono Amy McDonald, Amy Winehouse. E piace ancor oggi Gabriellina Cilmi, col suo sangue calabroaustraliano.

(avete sempre lì fermo contro il muro quel tale Amaury?) (belloccio, giovane, sguardo patito?) (bene)

Amaury Vassili, nato a Rouen, nella top ten francese ci era entrato con un disco cantato in italiano. Intitolato: Vincerò.

(bang!)

Nel disco ci sono anche Parla più piano e altri brani da mafiosi.

Ebbene, lo vedete quello che succede nel mondo? Insomma piantiamola di baloccarci con il futuro, non è roba per noi: è l’Italia di ieri che tutti vogliono. La vogliamo noi, la vogliono loro. La propugnano inglesi, francesi e tedeschi, la propugnano Mogol e i Pooh, la propugna Pelù. Con il progressismo ci si trastulla solo la sssinistra, nei suoi salotti radical-chic. Italiani! Indietro tutta, e basta là.

39 commenti

  1. Ti baccio! uahahah! e pensare che credevo di aver letto male!
    Vado a lavorare e aspetto gli altri commenti.

  2. Beh, l’Italia piace per il suo passato semplicemente perché E’ un paese che vive nel passato, e da sempre: il mestiere del “laudator temporis acti” è tra i più praticati nello Stivale e non da oggi (modo predicozzo on): già Dante nel “Paradiso” fa pronunciare all’avo Cacciaguida una accorata elegia della Firenze del tempo che fu. Ricordo poi, in una delle mie vite precedenti, di aver durato fatica a convincere certi intellettuali del Lombardo- Veneto che le tre unità drammatiche previste da Aristotele per la composizione della tragedia erano ormai preistoria. Mentre da noi ci si stracciava il fazzolettino per i piagnistei di Flo Sandon’s e Luciano Tajoli, di là sbocciava Elvis e poco sopra vagivano i Beatles, mentre Mal, trasferitosi da Albione al sole dell’Ausonia, è finito a cantare la sigla di Furia, passando per la cover di Parlami d’amore Mariù. Mina ha sparigliato le carte delle cantanti- Valium e al primo flirt irregolare poco ci mancava che la fucilassero. Senza contare che all’estero siamo pur sempre il paese di “Volare” e gli artisti che non siano Modugno che riescono a vendere ci riescono sì, ma presso i nostri fratelli latini dell’America del sud. Per il resto dell’Occidente siamo fermi, se va bene, a Puccini. Del resto Pavarotti era costretto a finire i suoi show col Nessundorma… (modo predicozzo off).

  3. La tua tesi è affascinante nonchè assai veritiera.
    L’Italia di ieri aveva un’identità.
    Senza stare a sindacare sul valore e sui contenuti di questa identità (che altrimenti entro in conflitto di interessi con il mio personale ideologismo progressista e di sinistra), l’Italia di ieri aveva alcune cose che il mondo ci riconosceva e in qualche occasione, sposava.
    L’Italia di oggi non ha alcuna identità se non “quella”.
    E, a costo di apparire reazionario, nostalgico e irrimediabilmente vecchio, tra le due anch’io preferisco quella di ieri.

  4. la vogliamo anche noi una vita che è puro luna park.Anche a costo di obbligarci a voler bene ai coldplay(ora esagero)

  5. bella gnocca, ma mi sa che è olivia non olive

  6. Paul Potts, il dittatore…?

  7. sì, il nemico del veneto-irlandese O’Cimin :))

    Indietro Tutta era il titolo di una trasmissione tv di Arbore, che era la prefigurazione dell’Italia odierna, pari pari, dal capitano circondato da gallinelle sculettanti al pubblico che ripeteva in coro le scemenze di chi aveva il microfono ecc ecc ecc.

    oh, italiano simpatico mascalzone, canta una canzone, col sorriso furbacchione ed un conto alle Caimàààààn….:D

  8. Peccato che nelle top ten franco e tedesche non ci siano Johnny Hallyday e i Kastelruther Spatzen.
    Questi unltimi vendono dadio in Allemania!!

  9. salvaguardiamo le spiagge http://www.coronasavethebeach.org

  10. Barman, per finire il G8 mancherebbero Russia, Giappone e soprattutto Canada.
    Facci sapere.

  11. Quindi Amaury ha scelto la nazionalità italiana, alla fine…. e Lippi che dice?

  12. Salve, vorrei fare una richiesta estemporanea…non c’entra niente!
    Ho fatto un blog per un corso d’informatica all’università e mi servirebbero 5 post entro domani…non sono molto pratica di internet e non sono su facebook, l’unica cosa che leggo ogni tanto a parte la Gazzetta Ufficiale è questo blog.
    Grazie
    http://loredana-ilmiolibro.blogspot.com/

  13. siamo in rianimazione,insomma

  14. E io che pensavo che sotto la parrucca e le ciglia finte della Lady Gaga si celasse il solito duo di produttori dance bresciani! Ma ripensandoci potevo arrivarci, quando si tratta di dance/house gli italiani sono molto più bravi. Purtroppo in patria si nascondono dietro a sigle impronunciabili e nessuno dà loro importanza, all’estero, sono in tanti ad essere considerati eccellenti professionisti e infatti contribuiscono al successo di dilettanti come Madonna o gli U2 ecc,ecc…
    Comunque mi consola il fatto che Niccolò Fabi sia ritornato tra noi e, non so cosa ne pensi tu, caro il mio guru Madeddu, ma da quanto urla, si strazia e si dispera, direi che il ragazzo è proprio maturato, si è fatto un artista completo e credo sia degno di darci il tormento per i prossimi decenni!

  15. In Francia va per la maggiore anche Roberto Alagna (si’, proprio quello della figura da zozzone alla prima della Scala), che per i Francesi ha due vantaggi :
    - a dispetto del nome è Francese
    - è Italiano abbastanza da propinare i suoi insulsi dischi infarciti di Nessuno dorma e Parla più piano

  16. Alagna…nome nomen

  17. Visto che si parla della Germanotta (vero cognome di Lady Gaga) mi pareva opportuno asserire che mi pare un filino più sveglia di molte delle sue colleghe poppere.
    Pare (ma qui mi abbasso un pò perchè non essendo un critico nè giornalista vado per sentito dire e/o per interviste sul Tubo) che si scriva i pezzi da sola, che si disegni i look e i vestiti da sola, che insomma sia una dritta.
    Tra l’altro POKER FACE, nella sua pokezza, è un pezzo che buca qualsiasi orecchio e che ti ritrovi a canticchiare sotto qualsiasi doccia.
    Tra l’altro bis, guardate sul tubo alcune sue ospitate live in america, quando non è in playback canta più che dignitosamente. Vocalmente più vicina ad Anastasia e Macy Gray che non a Britney e Katy Perry.

  18. Non vorrei fare il pignolo, ma i Kings of Leon mica sono australiani, sono di Nashville, Tennesse. Per la precisione, come diceva quel tale….

  19. inizialmente pensavo che lady gaga fosse j.t. leroy nell’ennesimo sovvertimento dei sensi

  20. @electricgypsy: grazie mille per la segnalazione, non so proprio cosa mi passava per la mente quando l’ho scritto. Forse un copiaeincolla interruptus con qualche altra frase. Grazie ancora.

  21. Lo so io dov’eri, caro Mad… NME? O era MTV?
    La frase riguardava il tour australiano di marzo, suppongo.

  22. charly1300.com/euroairplay.htm
    z9.invisionfree.com/charly1300/index.php?showtopic=3123

    Si, ok, oltre al discorso che da un paese “frollo” ,oppure “italia di ieri che comunque aveva..invece ogg…”, o whatever, che vengano prodotte e richieste cose “non innovative” è la naturale conseguenza, e altre considerazioni grosso modo dello stesso “tenore”, almeno per un 25-33% chissà che non ci sia dell’ altro.
    Provo a lanciare una tesi alternativa:
    non è che comunque abbia un peso anche la morfologia della nostra lingua?
    Son cose arcinote, e presumo tutti l’ abbian constatato in maniera autonoma, però, visto che ci sono, cito Elisa, che piaccia o meno artisticamente, magari la meno autorevole su tale tema non è: <<L’italiano non è una lingua semplice da gestire nella scrittura musicale. Non è così malleabile come l’inglese, più adattabile ed elastico. Il ritmo che è dentro alle parole, il fatto che non finiscano con le vocali, ma con consonanti, dà al testo un ritmo molto musicale». Si potrebbe, ampliare, esplicitare maggiormente, il discorso, ma grossomodo il nucleo il concetto è quello.
    Certo si può riuscire (meglio che non dica il nome di 1 che ritengo particolarmente bravo in ciò) con l’ Ita , ma inglese è per ciò (oltre che per 100 altre cose) evolutivamente vincente.
    Insomma oltre a quelle culturali, in piccola parte, ci son resistenze strutturali della nostra lingua?!

    BREAK, sputtanatorio (tanto, specie dopo l’ uscita impopolarissima sugli Elii, non ho nessuna reputazione da preservare), sento il bisogno di confessarlo, non resisto: nel mio iPod è entrata una canzone dei dARI ( ho detto dARI)! Per l’ uso, un po’ sacrilego, a cui destino ormai almeno il 80% della poca musica che alla fin dei conti “deglutisco” oggi giorno “premeditatamente” (escludendo quella casuale, passiva, o sullo sfondo in regime di multitasking), ovvero per correre, funziona alla grande. Mi tocca troppo tenerla nella mia running rotation. Scusa Madeddy: don’t hate me.

    A parte il fattore tradizione, al contrario la forma delle nostre parole, chiuse da vocali, ad es. per la lirica possiamo dire invece spakki abbastanza. Vabbé e poi volendo la si può adagiare anche su musicalità all’ “impossibileeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee”.
    Non ho cognizione dello stato delle cose, la mia è in primis una domanda, una provocazione, ma mi chiedo come sia per le altre lingue.
    Tolto l’ inglese di cui sappiamo che alla fine va un po’ su tutto & rules the world, come stanno le altre (Francese, tedesco, russo) lingue e i loro paesi ?
    Sarebbe meglio parlarle per poter apprezzare e valutare meglio (es. il tedesco), e devo ammettere di non esser “molto aggiornato” sulle loro “hit indigene”.
    Ok, per la gioia di PM, faccio Ambo TRL e cito anche i TokioHotel, che escluso un gruppo metal, son gli unici todeschi che mi vengono in mente, ma in generale non mi pare che stiano messi tanto meglio di noi italians.
    Sbaglio? illuminatemi !
    Sullo spagnolo passo, per noi italiani è comunque abbastanza “penetrabile”, ma mi sta troppo sul kazoo/mi fa ka a prescindere.
    L’ unica che so un minimo, quantomeno per l’ uopo, è il francese, del quale direi che finchè sta su regimi molto tradizionali, minimali (un po’ alla Carla Bruni) ancora può produrre qualcosa di carino, ma aumentando i bpm etc o ad es. andando sul rock. mi pare che diventi sovente eccessivamente frivolo, poco credibile. Non so, manca mordente, forse la lingua ha suoni troppo fighettini per poter spakkare su tali registri, meglio il crucco a quel punto.
    Forse nel mondo Hiphop,o R’n’B, per ragioni intuibili, è avanti a noi, ma sul resto del moderno… e anzi anche sull’ ultra tradizionale, non mi par tanto competitivo. Tra l’ altro non mi pare abbia grandi riscontri.
    Insomma da quel poco che ho sentito, tendenzialmente, ripeto, non è che mi faccia impazzire in musica .
    Al contrario sappiamo l’ effetto che fa a molti il francese parlato; se parlato bene da una donna incantevole poi non ne parliamo: youtube.com/watch?v=qFo3I2_XZQo .
    Non riesco a dimenticarmi la parlata di una che aveva, tra le altre, una “C” così cioccolatosa che mi faceva sciogliere come burro.

    2° BREAK (direi al 95% OT), anche qui non passo benissimo :
    il decesso di Lucy Gordon mi ha particolarmente colpito, più di quanto sarebbe di norma in casi analoghi.
    Più di DFW la cui produzione non-fiction seguivo piacevolemente da tempo (come si suol dire, oramai insopportabilmente, “da prima che…”)
    Temo la motivazione, onestamente, nonostante d’ innanzi a certi eventi in teoria si dovrebbe esser più profondi, sia in vero molto, riprovevolmente, superficiale.
    —–
    Hodges: It’s hard to believe that anybody could do something like this to such a beautiful girl.
    Catherine: So, if she had been plain or homely, it’d be easy for you to accept?
    Hodges: No, but, maybe it’s just me, when something like this happens to a kid with a face like that, it just seems a little more tragic.
    Catherine: Maybe that will work in our favor. (Catherine walks out)
    Hodges: Did I just piss her off?
    Grissom: Yeah, but she was heading that way when she came in
    —–
    Aveva in principio catturato la mia attenzione in Serendipity :
    (Min 1:00) youtube.com/watch?v=DhPIckn9vQw&feature=channel_page , e dire che notare qualcun’ altro quando sia presente KateBeckinsale (c’mon: “serendipy”… quale altra motivazione) è tutto dire.
    (Trivia: nonostante interpreti la sorella di SarahThomas(K.Beckinsale) , nella lista del cast su IMDB il personaggio (di LucyGordon) si chiamava CarolineMitchell. Boh, chi ci capisce e bravo, per quanto…)
    L’ avevo un po’ tenuta d’ occhio e recentemente mi compiacevo che la sua carriera stesse avendo finalmente un certo boost.
    Era bilingue: aveva appena finito di interpretare Jane Birkin in un film francese sulla vita di Serge Gainsbourg che,appunto, tra i francesi forse è uno dei pochissimi minimamente noti oltralpe (intendendo per una volta da questa parte dell’ alpe).

    A parte che a leggere il post mi verrebbe da obiettare a PM che manco la musica anglofona degli album “best seller” ti sia poi così di sommo gradimento (o futuribile).
    Fino a ieri lamentavi la tua insoddisfazione per l’ andazzo medio globale, quantomeno main stream, rispetto a decenni musicali passati, certo, ho capito l’ Ita sia messa particolarmente male, ma addirittura quelli del regno unito ti deludono, almeno parzialmente.
    Comunque, riguardo alla chiusa del post, l’ ipotesi (del tutto da dimostrare, e proposta un po’ per sport) è che invece sulla musica “stile di ieri” forse abbiamo da offrire qualcosa che a molti di essi manca, e per caratteristiche insite strutturalmente nella loro lingua, oltre che per storia, anche volendo, in proprio, avrebbero estrema difficoltà a riprodurre un prodotto corrispettivo di medesima qualità, medesima resa.
    Anche se comprendendo oltre alla lirica, anche TotoCutugno e similari ho qualche dubbio, specie nell’ usare il termine qualità. Già la mia era un po’ na acrobazia, come quel gioco di società in cui bisogna inventare il significato di parole difficilissime e pravare a convincere, con Toto&co. va tutto a puttane.
    Su pezzi moderni, per quanto forse, tendenzialmente (escluse eccezioni) non spicchiamo per motivi “culturali” del nostro paese, o si tengono i prodotti autoctoni o vanno sull’ importazione inglese, perchè la lingua italiana su quel terreno difficilmente da un valore aggiunto (un po’ come il terreno per i diverse tipologie di tennisti).
    Perchè dovrebbero? Osserverei che qui di francesi, russi e tedeschi non si importa/ascolta proprio nessuno, ne “nuovo” ne “vecchio”.
    Come va letta la cosa ?

    « Parlo in spagnolo a Dio, in italiano alle donne, in francese agli uomini, e in tedesco al mio cavallo. »
    (Carlo V del Sacro Romano Impero)

    p.s. ora, moi ci capisco poco, ma adesso non va manco bene “Poker Face”…? comincia ad essere un problema vostro. Personalmente ho ad es. il problema con la politica (ma avrei la scusante che, in pratica, in italia mancano da sempre proprio 2 importanti “tradizioni”) ma sulle “produzioni culturali”(?) (non so quanto sia appropriata la definizione, siate comprensivi) alle soglie del 2010 si trova di cui accontentarsi.

  23. Kluz, ti ho capito, sai? :-)))
    http://www.youtube.com/watch?v=_9MTJw5ctVE

    No , a parte gli scherzi. Concordo con quanto scrivi circa le lingue, e la canticchiabilità dell’inglese grazie all’abbondanza di monosillabi e bisillabi tronchi (ma allora il cinese?). In italiano si ricorre al futuro o al passato remoto, stile Amedeo Minghi (ti guardàiiiii, etc.) ma l’effetto è buffo. E poi sono daccordo anche sul finale, quantomeno perché ci abbiamo, oltre alle novità, anche 50 anni di passato in cui spulciare e a volte si trovano cose che fanno l’effetto di una novità. Infine, faccio anch’io come Carlo V, ma mi prendono per pazzo. E ora, tutti al mare.

  24. jack skellington

    mon dieu, kluz.. ma come fai??

  25. L’Italiaè olo un paese che ha paura di novità. Su questo ha giocato Striscia nell’attacco alla cucina molecolare

  26. non posso non concordare con “poker face” kluz(almeno per quanto scritto fino al secondo tie-Break)

    egleclan.com/music/alliwannado.mp3

  27. kluz
    kluz
    klan

  28. Kluz, sei illeggibile.

  29. Totalmente OT, ma molto importante, direi:

    http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/05/articolo/823/

  30. No, vi prego, la vecchia tesiu che non si possa fare rock in Italano, non al si uò più sentire. Non è vero. Semplicemente non è vero. E’ solo una sorta di sobismo all’incontrario che tutti quelli che vogliono fare musica in Italia sono costretti a portare come un peso inutile e danoso. I nomi PFM, Area, Diaframma,Litfiba, Afterhours, Marlene Kuntz, CCCP, C.S.I., Disciplinatha, Interno 17, Bluvertigo, Marta Sui Tubi, vi dicono nulla? Ce li siamo sognati? Cantano forse in Inglese? Basta, vi prego. Smettiamola di farci del male…

  31. totalmente d’accordo con ubi.
    basta con gli alibi tecnici.

  32. bè, kluz parlava di album ‘best seller’ (più o meno alla riga 10.985 :)), mainstream ‘nsomma, di quelli che canti sotto la doccia o sul bidet, quei gruppi non lo sono a parte i peluidi Litfiba.

  33. Sarà pur vero che ogni letteratura è espressione della lingua in cui è scritta (e la musica s’accoda all’assioma), ma nulla è impermeabile: Orazio (Quinto Flacco, intendo) si vantava di aver adattato quella lingua da contadini- soldati- legulei che è il latino ai fluidi metri musicali della lirica greca arcaica… ok, la smetto.
    Poi, se Jovanotti e i Sottotono sono riusciti a rappeggiare nella lingua di Padre Dante… beh, allora..

  34. Si, si parlava a livello di “best seller”.
    Comunque non è che sostenessi che tale ipotesi fosse necessariamente vera, mi limitavo, anche per gioco, a ventilarla: la “buttavo li”.
    (Anche per avere un minimo pretesto buono per rompere bonariamente le scatole al Madeddu.)
    Se più competenti di me dicono che certi alibi tecnici son stati già confutati da tempo, mi fido.
    Nondimeno il fatto che con l’ inglese sia tendenzialmente più facile, mi par addirittura banale (nel senso di ovvio) sostenerlo.
    Tra l’ altro, mosso dalla curiosità, ho poi scoperto invece, già solo spippolando celermente su youtube, che ad es. il tedesco si presta non così male su vari generi e anche su canzoni lente, cosa che a naso non avrei mai detto.
    A questo punto mi manca giusto da trovare canzoni rock etc. (o meglio ancora: metal) che spakkano in francese; ma non ci credo manco se lo vedo.

    p.s. pardon, mi sa che la modalità “scrittura a rubinetto aperto” (mentre in tv non c’è nulla) aspettando le invasioni barbariche, presenta qualche controindicazione.
    Btw, meglio chiudere, che col gp di F1 poi…

  35. Ma non è l’Italia di ieri.

    E’ l’Italia di oggi.

  36. Tesi kluziana: se una lingua è più facile di un’altra il rock viene meglio.
    Provato con “uga uga”? Potrebbe dare risultati straordinari.
    Nel senso che la facilità di un testo viene meglio con il Rock, non la lingua in cui è cantato.
    Se poi non si riscontrano nella realtà big seller rock italici o francesi non sarà ANCHE perchè il rock è nato in zona anglosassone e non nel ciad?

  37. Kluz: e ascoltare i noir desir. Con tanto di cantante assassino (molto rock)?

  38. Kluz: e ascoltare i Noir Desir? Con tanto di cantante assassino (molto rock)?

  39. fatfingered sorry

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