L’arca di Noemi

Silvio Berlusconi nuovamente pronto a giurare la propria innocenza sulla testa dei figli.

Dipende quanti. E quali.

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6 Comments

  1. Nei tribunali americani giurano mettendo una mano sulla bibbia. Da noi si giura sulla testa dei figli.

    A proposito di storie bibliche ricordiamoci Abramo, che Dio per fermarlo ha dovuto dire che scherzava, sennò la testa del figlio finiva male…

  2. A corto di argomenti vi attaccate alle pagliacciate,ma
    tanto peggio per voi.
    Noi ridiamo.

  3. veramente la fabbrica delle cazzate funziona a pieno ritmo ed è animata dal PDL e dai dipendenti del vecchio bavoso che va con le ragazzine e poi dice che lo criticano perchè lo invidiano

    qualsiasi altro ultrasettantenne sarebbe linciato in piazza dalla maggioranza dei votanti la destra qualora avvicinasse una minorenne, lui invece ha fior di leccculo che scrivono schifezze del genere e dicono che è colpa di sua moglie se la condizione femminile in Italia fa schifo e se i polisti son per lo più machi buzzurri

    Cara Veronica,

    le scrivo una lettera pubblica a nome mio e di molte mie colleghe parlamentari. Tutte noi abbiamo letto le parole da lei espresse nei confronti di suo marito e tutte noi ne siamo rimaste molto colpite. Non è nostra intenzione commentare le sue iniziative me diatiche che evidentemente esprimono un disagio profondo, ma desideriamo farle co noscere il nostro, di disagio, sicuramente di verso dal suo, ma forse meno personale, poi ché comprende l’universo femminile italia no.

    Noi deputate del Pdl riteniamo che la sua esternazione pubblica abbia fatto tornare indietro di colpo di cinquant’anni le donne, a quando erano comandate dal maschio dominante ed erano bersaglio del maschili smo becero, a quando veni vano considerate solo corpi da guardare e sesso da gode re, mentre le proprie mogli erano solo madri e necessa riamente casalinghe. Il no stro disagio si è concretizza to alla lettura dei giornali di queste settimane, in cui si sono sprecati i ritratti di donne aspiranti a qualun que cosa, con foto di ragazze seminude (comprese le sue), con puntuali citazioni di amanti e di peccati, abbiamo letto il velato disprezzo per le donne che comunque sfiora no il mondo ‘porno’ dello spettacolo, i titoli umilianti scelti (velina ingrata), ed il ritrat to della donna italiana è tornato, in tre set timane, ad essere quello desolante che a fa tica ci eravamo illuse di aver cancellato. L’eco delle sue parole è arrivato sulla stam pa estera, dove le italiane sono state dipin te come cortigiane, tutte seno e labbra rifat te, e l’Italia, il cui Capo del Governo ha il cognome che porta lei ed i suoi figli, ritratta come un Paese di veline, tutte col book foto grafico sotto il braccio, che mostra il ‘lato B’, nostro orgoglio nazionale!

    Cara Veroni ca, la potenza del suo amaro messaggio, scelto sicuramente con dolore e con determi nazione, ha provocato l’esplosione di una mentalità sopita e mai soppressa. Noi depu tate avvistiamo in Transatlantico ammiccanti sorrisi maschili ed ascoltiamo commenti compiaciuti rivolti alla sessualità, grazie a lei invidiata, del nostro Premier. Cara Signora Berlusconi, lei ha sposato un uomo fuori dal comune, che ha sempre avuto quel carattere che lo contraddistingue e che è parte del suo fascino, come lei stessa ha riconosciuto più volte, e suo marito avrà per lei dei difetti anch’essi fuori dal comune, ma deve riconoscere che ha anche una personalità talmente travolgente da averle fatto dichiarare che difficilmente ne avrebbe fatto a meno.

    Cara Veronica, ci stupisca ancora, visto che la sua voce ha una eco così vasta, faccia qualcosa di concreto a favore delle donne. Dia ai suoi figli un vero esempio di vita, esca da quella casa dorata e si faccia vedere tra le donne italiane, quelle che tutte le mattine vanno al lavoro per portare a casa lo stipendio. Faccia tornare sui giornali le notizie del terre moto d’Abruzzo e della crisi economica mondiale. Usi la sua forza mediatica non per distruggere ma per costrui re, come ha sempre fatto nel la sua vita. Abbandoni la sua solitudine e lasci perdere i famelici av vocati e gli eventuali interessati consiglieri, e segua le ragioni del suo cuore perché, per dirla come Pascal: «Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce».

    Cara Veronica, torni a parlare con suo ma rito, privatamente però, e con la vostra fa miglia che cresce, perché da soli, dopo tanto amore e dopo tanta vita, è come un lutto, si soffre, si piange e si sta male, specie se i sentimenti non sono morti, ma restano an cora vivissimi.

    Con affetto e stima

    Melania Rizzoli
    deputato Pdl
    23 maggio 2009

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