Do they know it’s internet?

arton16454-4e8c4Leggo sul Corriere l’accusa lanciata da Caterina Caselli sulla diffusione illegale del brano e del video Domani 21/4/2009 che – sostiene la Caselli – sta compromettendo gravemente le vendite della canzone e dell’operazione benefica. Considerato che sul blog e su facebook sono stato tra i primi a pubblicare il video in questione (salvo poi acquistare il brano completo sul Deejay Store), mi sento coinvolto direttamente, e ciò mi porta a fare una serie di riflessioni e considerazioni.

La prima è che in questo mese gli italiani tutti, giovani e vecchi, hanno dato una grande prova di solidarietà nei confronti dell’emergenza e delle vittime del terremoto attraverso donazioni (e quindi, come tali, a fondo perduto) di ogni genere, a partire proprio da quegli sms da 1 o 2 euro verso il numero della Protezione Civile. Immagino che le stesse persone saranno disposte a versare le stesse cifre in cambio di una buona canzone eseguita da 56 artisti italiani.
Trovo francamente una mancanza di rispetto accusare così il pubblico, specialmente a fronte di un’operazione, come spiego qui sotto, vecchia e obsoleta dal punto di vista logistico e commerciale.

Seconda considerazione: se si decide di fare un video è inevitabile – ripeto, INEVITABILE – che vada poi a finire su youtube e che poi inizi a circolare sui social network. E’ da un po’ di anni che succede così, e non vedo come e perché le cose debbano cambiare quando si tratta di un video “benefico”. Per chi consuma musica questo è ormai diventato una consuetudine ma che, mi ripeto ancora, ciò non dovrebbe viziare l’acquisto ” a scopo benfico” della canzone. Peccato che i discografici sembra che vivano sulla luna e non riescano ancora a vedere le cose che accadono intorno a loro senza le lenti e il modo di pensare di dieci-quindici anni fa.

Terzo e ultimo punto: leggo sul comunicato ufficiale che “il brano è in rotazione sulle radio dal 6 maggio; dall’8 maggio è acquistabile sui principali store digitali. Il disco sarà disponibile nei negozi di dischi a partire dal 15 maggio”.
Dal 15 maggio? Perchè?
Cari discografici, mi dite che politica commerciale è questa? Perché accusare il pubblico quando non riuscite nemmeno a piazzare il disco nei tempi giusti?
E poi perché utilizzare la dicitura “negozi di dischi” quando ormai da anni più della metà delle vendite dei cd viene sviluppata dai supermercati e dalle edicole? Non vi sembra tutto un po’ fuori luogo e fuori dal tempo?
Se proprio non vi fidate del “vostro pubblico”, allora perché non avete messo in vendita PRIMA il disco e poi, in un secondo tempo, messo on-line il video?
Mi pare che siano tutti segni evidenti della cieca ostinazione della discografia italiana a non arrendersi a pensare nel vecchio modo, quello che vede internet come un nemico e non come un alleato con cui collaborare, continuando a dare la colpa dei loro errori al pubblico.

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18 Comments

  1. Ma perchè non pensare di commercializzarlo direttamente su Internet??Perchè non rinunciare ai costi di produzione e distribuzione tendando di massimizzare i proventi così da poterne dare a chi ne ha davvero bisogno un pò di più??ma soprattutto, perchè non riconoscere che in fondo gli italiani in questa situazione sono stati generosi oltre ogni aspettativa, e perchè voler a tutti i costi avere un ritorno di visibilità con una azione fuori tempo e inutile?? Credo che siano loro (Caselli in primis) a fare dello sciacallaggio su questa tragedia.

  2. Bei tempi quando non c’era questa maledetta internet. Ma c’è, che inizino piano piano a farsene una ragione.

  3. Ma perché, c’è gente che lo scarica perché vuole davvero ascoltarlo? Quel brano lo si può acquistare unicamente per fare beneficenza: lo compri e poi lo abbandoni, visto che musicalmente è aria fritta. Sarebbe stato più onorevole e utile se le case discografiche avessero donato, per un periodo, una percentuale anche minima dei loro incassi anziché confezionare un’operazione così grottesca.

  4. eh no!…la beneficenza la si deve fare noi sempre e comunque comprando l’orripilante canzoncina, che Dio non voglia che debbano aprire i loro gonfi portafogli.

  5. Ma è legale o illegale inserire il video? Perchè se è illegale e non hai chiesto il permesso poi dopo c’è poco da lamentarsi…
    E poi scusate: ….”ma soprattutto, perchè non riconoscere che in fondo gli italiani in questa situazione sono stati generosi oltre ogni aspettativa”….
    La raccolta fondi del Corriere “un aiuto subito”, una delle più grandi e più pubblicaizzate, ha raccolto al7 maggio poco più di 3 milioni di euro…il che equivale alla mirabolante cifra di 5 centesimi procapite (visto che siamo 60 milioni). Di altre associazioni non ho trovato dati, però poniamo anche che il totale sia 10 volte tanto, e ne dubito: arriviamo alla stratosferica cifra di 50 centesimi a testa. Insomma dire che gli italiani siano stati generosi oltre ogni più rosea aspettativa…francamente mi sembra molto più che eccessivo.Purtroppo.

  6. Operazione sicuramente qualificante, che avrà di certo un ritorno economico per i terremotati dell’Abruzzo. Chiariamo però che fare operazioni di questo genere ha un ritorno di immagine a costo zero.
    Ne parlano i tiggì , sappiamo che la Sugar ha fatto questo disco , conosciamo i nomi dei cantati, ne parliamo noi che abbiamo rubato il brano e l’ Ansa.
    Sono contento che sia stato fatto il disco . Però credo che in questi casi non vadano messi i nomi di chi ha partecipato, chi vuole se li riconosce da solo, e la casa discografica non deve metterci il marchio. Meglio sarebbe se fosse dell’associazione discografici, se esiste. Così chi partecipa può farlo per nome e per conto di chi non ha trovato spazio. Non è che questi che hanno partecipato sono bravi e chi non ha trovato spazio è egoista. Così per le case discografiche, che adesso dovranno muoversi ognuna per conto proprio per non apparire insensibili. Io la vedo così.

  7. Cominciassero a fare delle cose belle, e poi ne riparliamo. Ripescare uno scarto di Mauro Pagani del secolo scorso è una operazione ignobile soprattutto musicalmente. Leggete il post su http://www.malvestite.net (non metto il link altrimenti il mio messaggio finisce nello spam), dice tutto e si ride pure.

  8. se hanno davvero qualcosa contro internet allora non lo utilizzino per vendere dischi, addirittura invece privilegiano gli internettiani fornendogli in anticipo(anche se a pagamento) il disco gia pronto per essere condiviso sui peer to peer…
    avrebbero invece potuto fare un’operazione di fiducia e disponibilita nei confronti degli utenti della rete vendendo il disco solo su internet ma con offerta libera, come gia hanno fatto i radiohead, con il ‘vantaggio’ del richiamo mediatico che una cosa simile fatta per beneficenza avrebbe di certo avuto…o no?

  9. In ogni caso, c’è una pagina che si presenta proprio come la pagina ufficiale e dove il video è liberamente guardabile!
    http://www.domani21aprile2009.it/

    Ci sono anche i link per comprarlo su internet…

    Quello è un ottimo modo di utilizzare lo strumento; sembrerebbe quasi che la Caselli non sappia cosa stanno effettivamente facendo con quel disco.

  10. Ehm ehm… siamo pur sempre il paese in cui il Festival di Sanremo sopravvive come un guscio svuotato all’interno dal tarlo di MTV… coi discografici che fanno a gara per tenerlo in vita così da assicurarsi un piatto di trofie a fine febbraio…

  11. Ho fatto parte di un noto coro che qualche anno fa ha ricevuto dalle mani di Mario Luzi il premio La Pira. Uno dei motivi del premio è il fatto che quando ci siamo esibiti per beneficienza lo abbiamo fatto sempre in maniera totalmente gratuita. In quella occasione ho invece scoperto che le esibizioni per beneficienza di noti artisti sono invece di solito al 50% del cachet. Credo quindi che l’osservazione di Laura Lovi sia parecchio fondata: è difficile che il fonico abbia lavorato gratis, è difficile che il grafico abbia lavorato gratis, ecc. ecc. La vendita solo via internet avrebbe eliminato gran parte dei costi fissi dell’iniziativa.

  12. Beh, la Casella ha alzato sicuramente i toni ed ingigantito la faccenda: non esistono in Italia due milioni di persone interessate (o capaci) di scaricare gratis un brano da Internet. L’attacco ha più il sapore di una trovata pubblicitaria.

    Quanto alle strategie commerciali, in un mondo fatto al 95% di pirateria, sono tutti ancora alla ricerca del Graal. L’uscita prima in digitale poi nel fisico è ormai una prassi consolidata anche negli accordi con i distributori digitali. Una settimana di esclusiva su Internet e telefonia per catturare gli early adopters (e creare l’evento mediatico) e poi nel fisico per prendere il pubblico un po’ più tradizionale. I due segmenti sono abbastanza indipendenti e fare uscire prima il CD sarebbe addirittura peggio per la pirateria data la possibilità di rippare.

    La musica è in mezzo ad un fallimento colossale del mercato (in senso tecnico, lo spiegherò più avanti in un post dedicato) e di sicuro le labels non hanno dei cervelloni al marketing ma guadagnare nel nuovo ecosistema è davvero difficile.

    In questo caso però gli artisti dovrebbero dare l’esempio mettendo mani al portafoglio e dando il buon esempio, chiedendo agli Internet provider (che sulla pirateria hanno costruito un modello vincente di business) di fare altrettanto. Almeno per l’Abruzzo. Poi si vedrà.

    Io ho appena scaricato il pezzo da Itunes e l’ho immediatamente cancellato. Questo è il mio buon esempio.

  13. Terremoto Abruzzo/ Repubblica rivela: le case erano costruite con la sabbia del mare
    Un articolo di Carlo Bonini su Repubblica mette lì, in mezzo alle gambe dei dolenti di Stato, l’amara verità che è tra le origini del disastro del terremoto in Abruzzo. Il modo in cui hanno costruito gli edifici moderni, quelli pubblici: con la sabbia del mare.

    Infatti non tutte le costruzioni abruzzesi moderne sono crollate, anzi sono lì, davanti a tutti, come ulteriore monumento alla vergogna nazionale. Le strutture costruite in modo adeguato, con la giusta dose di cemento armato, sono ancora lì e continuano a operare e produrre.

    È giusto quel che dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quando parla di responsabilità diffuse: dei costruttori per primi, che hanno imbrogliato, dei politici che su quelle costruzioni avranno preso la giusta percentuale, su tutti gli intermediari che hanno avuto la loro parte, su tutti noi che abbiamo applaudito le gare al risparmio, che hanno avuto l’effetto di comprimere non i margini di profitto delle imprese e di mazzette degli aventi causa, ma il valore intrinseco delle costruzioni stesse, dei giornali che hanno a-criticamente applaudito a tutto, salvo poi piangere, deprecare, accusare tutto e tutti.

  14. Caparezza, non lo conosco molto bene.
    Però, devo dire che la canzone “Eroe”, quando uscì, mi piacque (un testo interessante) .
    Per la “benefica iniziativa”, beh… no comment.
    Comunque una bella bombetta, non sarebbe stata poi così male ;)

  15. Ci sono canzoni ben più belle dedicate a noi abruzzesi e scritte proprio da abruzzesi, canzoni che ascoltiamo tutti i giorni dalle radio locali (perchè figuriamoci se quelle nazionali non fingono anche loro di fare beneficienza mettendo il brano “Domani” in rotazione). i BAU sono un gruppo locale che ha scritto “ridere” (il video è http://www.youtube.com/watch?v=i_o8XHeevaw&feature=related e questo è quello che è stato scritto con il cuore da persone che vivono con noi i nostri stessi problemi. G

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