Andy Violet, da Twitter
Nella lingua cinese, per dire, esistono molti termini coniati appositamente per descrivere una fragranza mentre da noi, sempre per dire, ci si arrangia un po’ come si può così come avviene per il vino che se fino a ieri era “sincero” adesso ha retrogusti improbabili roba che se ti fermi ad ascoltare un sommelier, passi la giornata a chiederti che accidenti sia il retrogusto muschiato ai frutti di bosco del Volga.
Si fa per dire.
Anche la censura, termine che fino a ieri pensavo archiviato nella memoria storica dei tempi bui, ultimamente è argomento tornato alla ribalta e se censura vi pare un termine eccessivo, brutto, cattivo e obsoleto, ecco che abbiamo pronti molti altri modi di definire quell’atteggiamento che impedisce a qualcuno di esprimere le proprie idee.
Non che censura lo si sia confinata nei libri di storia, ma se fino a ieri la censura la si usava solo in circostanze molto particolari e quasi sempre per motivi che urtavano la suscettibilità dei più, oggi si fa della censura un uso più disinvolto e soggettivo, censurando anche ciò che disturba solo alcuni .
Per questo si è reso necessario creare nuove possibilità linguistiche ed operative della censura creando sfumature che meglio si adattano alle circostanze che volta volta richiedono il suo intervento e che nelle forme più diffuse, possono chiamarsi par conditio piuttosto netiquette.
Succede così che per esempio Vauro viene censurato da Anno Zero per le sue vignette sul terremoto e che per esempio si invochi la par conditio per non mandare in onda l’intervista di Vauro e della Borromeo all’”Era Glaciale” di Daria Bignardi.
Intervista che, come spiega la stessa Bignardi sul suo blog, non è stata mandata in onda perché mancante di un contraddittorio, condizione essenziale per parlare o anche solo accennare ad argomenti politici in regime di par conditio.
Succede poi che il mio commento al post di Daria che parla dell’argomento e nel quale mi chiedevo se possa definirsi “contraddittorio” la D’Urso che dagli studi di Mattino5 contesta il colore della cravatta di Belpietro o il taglio di capelli di Brachino (scherzosamente mi offrivo di partecipare alla trasmissione per contestare il colore dei pennarelli di Vauro) mi venga rispedito al mittente con il seguente messaggio:
“Ciao viscontessa,
grazie per aver espresso la tua opinione. Il tuo commento su Barbablog non può essere pubblicato così com’è, perché contrario alle nostre policy.
Ci dispiace per l’inconveniente, se vuoi provare a riformulare o approfondire il tuo pensiero, sei sempre il benvenuto.
Buon divertimento con Style.it!
lo Staff di Style.it”.
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Sono d’accordo anche con gli spazi bianchi.
—

77 commenti per "Censura ma con Style"
Censura ma con Style http://ff.im/-2LkoE
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e il like, sia chiaro, non è per la censura, eh. c’è la censura facile da quelle parti comunque. provato in prima persona. :D
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e il like, sia chiaro, non è per la censura, eh. :D
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che tristezza
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like @Giovanna Hugues / Viscontessa
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"par condition" è una battuta, vero?
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Non hai proprio Style…
Ciao Viscontessa, qual è il testo del tuo commento sul blog della Bignardi? Così possiamo giudicare anche noi quanto sono stylose le policy invocate. Sono sicuro che Macchianera non ti censurerà.
Chiedi se sia una battuta perchè è scritto in maniera a dir poco originale o perchè pretendere di parlar di par condicio (btw, prima che il termine divenisse di moda, avrei pensato che scrivesse "conditio") in Italia fa comunque abbastanza ridere?
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Il testo originale non ce l’ho perchè l’ho inviato (e ovviamente non ho salvato un commento) ma era molto simile a quello che ho scritto.
Mi chiedevo se la D’Urso che ogni mattina a Mattino5 contesta il colore della cravatta di Belpietro piuttosto che il taglio di capelli di Brachino, lo si potesse definire un contradditorio. Poi mi offrivo di contestare il colore del pennarello di Vauro per offrire un contradditorio all’intervista di Vauro.
Tre righe in tutto.
Ora ci si appellerà alla solita minchiata dell’ironia, oh quanta ironia, per coprire tali abominii. Ma Par CondiTION – scritto per DUE VOLTE – fa veramente accapponare la pelle. Non è un anglicismo (e non INGLESISMO), non è latino, non è niente, è solo ignoranza galattica. Probabilmente ti hanno moderato (non censurato) il commento proprio per questo.
Ma ehy “prendetevi sul serio”, “ehy, conosci la parola ironia?”, “ehy, hai una vita?”. Non c’è bisogno di rispondere, ho già elencato tutte le risposte che date ad una critica qui dentro, di solito.
Ma lo sai CamerataStizza, che non ho capito una segaccia niente di quello che hai scritto?
Come stupirsi.
La Par CondiTION, scritta per due volte, non esiste. E’ latino, -diCIO, non inglese. La Facebook Generation vi ha bruciato quei pochi neuroni rimasti.
Ah ecco, ora finalmente ho capito, hai letto il post e siccome non sapevi a cosa attaccarti hai trovato la “condition” ideale per formulare un commento.
Grazie della “gentile” segnalazione approfitto subito per correggere.
ps mi spiace per te ma scrivevo già molto prima della nascita di facebook, provane un’altra magari sarai più fortunato.
urca, non era una battuta. E vedo nei commenti che l’autrice non l’ha presa bene, per fortuna ha beccato un altro disgraziato.
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Mi chiedevo se la D’Urso che ogni mattina a Mattino5 contesta il colore della cravatta di Belpietro piuttosto che il taglio di capelli di Brachino, lo si potesse definire un contradditorio. Poi mi offrivo di contestare il colore del pennarello di Vauro per offrire un contradditorio all’intervista di Vauro.
Quindi hai pienamente ragione: spero che il giro Neri –> Bordone –> Sofri faccia sapere a Daria come viene moderato il suo blog. Secondo me non è d’accordo (e se alla RAI non può contrapporsi ai tagli di censura, direi che il suo blog può essere moderato in maniera più civile).
@CamerataStizza: hai perfettamente ragione, “par condition” è un errore, ma si vive per imparare, no? Non prendertela così…
Potrei replicarti che in italiano si scrive “hey” e non “ehy” come scrivi tu, ma a che pro?
non per pignoleria, ma l’autrice ha sbagliato anche a correggere. "par condicio", non "par conditio".
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Limo, in realtà sono sciocchezze:-)
non ho scritto questo post perchè la catena di sant’antonio che conduce a Daria la informasse del fatto ma perchè mi pareva singolare la contraddizione.
conditio = fondazione ("ab urbe condita"), condicio = condizione ("condicio sine qua non").
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appunto. condicio come in "par condicio"
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Ok, premesso che, come scrissi in un commento che ho cancellato, ormai data la moda del termine ci si stupisce se qualcuno non lo sa scrivere bene, "conditio humana" ad es. ricordo di averlo incrociato varie volte.
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è stato censurato perchè hai fatto nomi di individui reali, non vogliono grane. Al Corriere fanno lo stesso, qualche tempo fa ho inviato un commento alla notizia delle paperelle erotiche alla Coin. Scivevo qualcosa del tipo “la soglia dell’osceno deve essere rivista, se vale Vespa vale tutto”: censurato. Bisogna usare nomi di fantasia e specificare che ogni eventuale relazione con la realtà è solo accidentale.
A proposito riporto la giustificazione con cui FreedomHouse ha declassato a parzialmente libera la stampa italiana:
“L’Italia è scivolata nell’area dei Parzialmente Liberi grazie all’uso accresciuto delle corti di giustiza e di leggi contro la diffamazione per limitare la libera espressione, all’aumentata intimidazione di tipo fisico ed extralegale da parte della criminalità organizzata e di gruppi di estrema destra e a preoccupazioni relative alla proprietà dei media. Il ritorno del magnate dei media Silvio Berlusconi al governo ha risvegliato timori sulla concentrazione dei mezzi privati e posseduti dallo stato sotto il controllo di un unico leader.”
Ricordo inoltre che qualche giorno fa hanno assolto in sede penale il blogger che aveva definito Gigi Moncalvo “ex-idiota”. Finora però il blogger ha dovuto sborsare quasi 5000 € per le spese legali.
Viscontessa, cerca di capire: le parole D’Urso-Belpietro-Brachino tutte insieme il filtro di Style non le ha proprio rette.
E’ il “riformulare o approfondire il tuo pensiero” che mi spaventa…
Evidentemente lo Staff non vuole rogne, non hai visto De Bortoli da Vespa l’altra sera? Francamente imbarazzante, tant’è che Scalfari l’ha cazziato (elegantemente) proprio oggi.
Comunque si dice “par condicio” non “par conditio”… ;)
Valeria Gentile trema sdegnata dinanzi a una cortese richiesta di approfondimento di pensiero.
Quando io, parimenti spaventata, sto ancora a tentare di capire quale fosse quel pensiero.
Però mi rendo conto che dinanzi ad una censura di queste proporzioni, la pair condiscion sia un probblema traggico in questo paese.
Mentre quel pensiero acquista di colpo una statura incommensurabile.
Se l’autrice avesse la cortesia di riformularlo in questa sede, anche menti ottuse come la mia potrebbero comprendere.
Si Andrea, ho visto De Bortoli ed è stato francamente imbarazzante come francamente imbarazzante mi è sembrato un servizio di oggi su Rai 1 a Domenica Insieme (mi pare) nel quale la Setta ricostruiva la vicenda Berlusconi-Lario.
Poi c’è Scalfari che interviene dalle pagine di Repubblica e che neanche tanto per il sottile dice la sua a De Bortoli ma quanti, nel corso di questa settimana, hanno visto ore e ore di televisione in difesa di Berlusconi e quanti hanno letto oggi Scalfari? La sproporzione è scoraggiante.
ps. abbiate pietà con sta par “condiscio” potrei riscriverlo centomila volte e centomila volte lo sbaglierei. Ci sono delle parole che non riesco proprio a scriverle:-))))
Virginia, riformulerei volentieri un pensiero che purtroppo, aihmè, per la sua semplicità, superficialità e infine inutilità, temo non possa essere espresso diversamente.
Forse, ma la mia è solo un’ipotesi che tuttavia ti inviterei a valutare, il problema è proprio questo: il commento non aveva alcun motivo di essere eliminato.
Ora invece se tu fossi così cortese da spiegarmi quali parole, virgole, espressioni o quant’altro ti abbiano indotto a ritenere che fossimo tutti scossi ed indignati dall’accaduto, otterresti la mia imperitura gratitudine che, da colei che come tu stessa dici, ha formulato un pensiero di incommensurabile statura, capirai bene non è poco.
virginia, cara
non ti caga+nessuno
ok, ho fregato un quadernino nuovo a mia figlia e ho scritto 100 volte in bella calligrafia "condicio" (tanto la prossima volta sbaglio nuovamente). Il "disgraziato" del mio commento sarebbe stato tale anche se avessi scritto bene CONDICIO:-) (condicio, condicio, condicio…. ce la posso fare)
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Non badare a me.
Perché non ti chiedi se magari non sia Daria che non ha compreso, eh? Hai pure allegato un regolamento che mi risulta non sia stato scritto da Brunetta.
Rispiegalo almeno a lei, che ahimè, pur nella sua semplicità eccetera, te l’ha segato.
Vedrai che poi ti invita in TV
Virginia, ho per caso scritto da qualche parte che Daria non fosse l’artefice dell’accaduto? Ho accusato qualcuno in particolare e scagionato qualcun altro?
Ho fatto delle insinuazioni, ho lasciato trasparire delle speranze, ho espresso indignazione, ho lasciato intendere qualcosa?
A me pareva di aver semplicemente narrato i fatti , non so di chi sia la colpa ne mi interessa, il link che ho allegato è quello riportato nella mail.
Riprova e sarai più fortunata altrimenti, invece di sparire come fai sempre quando ti rendi conto di aver sparato delle cazzate, torna qui e chiedi scusa anche se non so se potrò perdonarti. (Berlusconi docet)
Scusa, ma quali sono i “fatti”?
Il contenuto del tuo commento sul blog della Bignardi, che riagevolo:
“Succede poi che il mio commento al post di Daria che parla dell’argomento e nel quale mi chiedevo se possa definirsi “contraddittorio” la D’Urso che dagli studi di Mattino5 contesta il colore della cravatta di Belpietro o il taglio di capelli di Brachino (scherzosamente mi offrivo di partecipare alla trasmissione per contestare il colore dei pennarelli di Vauro) “
Oppure che la Bignardi te l’abbia segato?
Perdona la mia gnuccaggine e insegnami l’abc del reportage.
Dopodichè scriverò sul blog della Bignardi e le darò della fascista berlusconiana.
Virginia, ti si è scaricata la batteria mentre facevi un copia incolla delle mie parole?
Hai segato la mia frase a metà e ci hai pure messo le virgolette di chiusura!
Spe’ che ti aiuto:
“Succede poi che il mio commento al post di Daria che parla dell’argomento e nel quale mi chiedevo se possa definirsi “contraddittorio” la D’Urso che dagli studi di Mattino5 contesta il colore della cravatta di Belpietro o il taglio di capelli di Brachino (scherzosamente mi offrivo di partecipare alla trasmissione per contestare il colore dei pennarelli di Vauro) MI VENGA RISPEDITO AL MITTENTE CON IL SEGUENTE MESSAGGIO:”
Ma stasera sei messa peggio del solito!
Dai, fai un altro tentativo che stasera (se non lo avessi capito) c’ho tempo da buttar via.
Non fare la sceriffetta a Las Vegas, viss.
Il succo è che continui a sorvolare sulla coglionaggine del tuo interventone e tenti di nobilitarlo col fatto che te l’abbiano segato.
Risparmiamoci il tempo di entrambe, dai, visto che non c’è altro da spiegare. Ciao-ciao
No Virginia, ti sbagli di grosso, il mio commento era una cazzata: l’ho detto, ridetto e se ancora non lo avessi capito, te lo ridico.
Ma il punto non è questo.
Ribadisco il like @visscontessa per il contenuto, gli errori formali capitano, commettiamo un sacco di errori nella vita e li chiamiamo esperienza, no?
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giovanna, se posso azzardare un consiglio. Qualunque sia la malafede e la ricerca di rogne dell’interlocutore, se lui corregge una cosa a ragione, dirgli "ti attacchi ai dettagli per non parlare d’altro" è perdente e sembra che te la sei presa per essere stata corretta (anche perché non è lui che ti ha censurata, quindi di cos’altro dovrebbe parlare?). La risposta giusta è "ok, grazie della correzione". Se posso azzardare un consiglio.
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:)
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hai ragione Luca lo so. Ogni tanto mi parte la tastiera e poi me ne pento. E’ che alcuni commenti al precedente post del Neri mi avevano particolarmente irritata e ho avuto la sensazione che il mio "disgraziato" provenisse proprio dalla banda di commentatori di quel post.
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“il mio commento era una cazzata”. la risposta a tutto questo quesitone di alta levatura sta in questo virgolettato, tratto dal commento 23 di Visscontessa.
Basterebbe questo e questi:
“Ogni proprietario di blog decide in merito alla gestione dei suoi commenti”
“Non dipende da noi: ognuno è libero di fare ciò che vuole nel suo blog, commenti compresi.”
Tratti dalle policy che malauguratamente l’autrice del post ha citato. Se poi vogliamo scomodare la Censura – nonostante le dovute premesse debitamente apportate – per una cosa che è esplicita, normata e dovrebbe essere pacifica per tutti allora forse c’è bisogno di tornare a studiarsi un po’ meglio il regime di censura (da cènseo, valutare) proveniente dai Romani ed applicato in maniera tragica in tempi più moderni. Il fatto che internet sia un’agorà dove circola senza paletti la libera espressione, non giustifica il fatto di sentirsi liberi di dire qualsiasi cazzata ci passi per la testa. Peraltro, in casa d’altri.
…mah, non saprei cosa possa essere successo al tuo post Viscontessa, davvero.
Sono andato a leggermi i commenti sul blog della Bignardi e non mi sembra che i commentatori si siano trattenuti (anzi!) nè tantomeno censurati.
Forse è veramente una cazzata…
Ciao.
Ho scritto a Viscontessa anche in privato per spiegare l’equivoco: nel suo commento ha involontariamente allegato un “pezzo di codice” e questo ha fatto sì che il suo commento venisse bloccato.
Il messaggio di “non pubblicazione” è standard e solitamente viene usato in risposta a commenti pubblicitari o contrari appunto alle policy del sito.
Forse il testo del messaggio è un po’ troppo generico e può trarre in inganno in caso di altre motivazioni (come questo), ci lavoreremo: promesso ;-)
Buon pomeriggio, la Community Manager di Style.it
Ti ringrazio Miranda della segnalazione, ti stavo rispondendo per mail e poi avrei provveduto a segnalare la cosa anche qui.
Era singolare la coincidenza dei fatti e mi fa piacere sapere che è stata generata da un’ulteriore coincidenza che per altro non ho idea da dove venga fuori.
Buon lavoro a voi.
ma virginia tromba ?
sembrerebbe di no
Ho sempre pensato che la “par CONDICIO” fosse una stronzata. Fu creta dai coglionazzi della sinistra (con D’alema e Scalfaro in testa) credendo così di fermare il potere mediatico del Berlusca negli anni ’90. Idea brillante. Che da allora gli si ritorce continuamente contro, a dimostrazione che seguire vocazioni liberticide, in democrazia è come pestare una cacca. Viscontessa ti si può perdonare la “condition”, non è colpa tua. Stai da una parte che pensa che l’inglese dia una patina di internazionalità alle proprie visioni, mentre queste non vanno al di là della fuffa ombelicale.
Wow, che analisi profonda.
” stai da una parte che pensa che l’inglese dia una patina di internazionalità alle proprie visioni ”
Da segnare e studiare.
Viss, Viss, ma che mi combini? Lo vedi dove ti porta la tua refrattarietà a farti entrare in testa che si scrive CONDICIO e non condition? Poi, uno si sente in diritto di farci su un esempio sui massimi sistemi. Ganzo.
Posso testimoniare che la signora è recidiva, avendo scritto ” condiscion” già tempo fa, ed essendo stata ( inutilmente) corretta da me, che mi ritengo più o meno di sinistra , ma evidentemente, non pensante che ” l’inglese dia una patina “, etc…
Viss, per l’amor di Dio, imprimiti in testa quella parola:), una buona volta, perchè poi vedi che ca**ate qualcuno riesce a scriverci su.
Mj:-))))
(ps però non avevo scritto condiscion ma condition.
ps2 un amico, riferendosi all’argomento, mi scrive:
“La faccenda del condicio o condition è risibile, anche
perchè spesso si mischia incosciamente le nozioni e se hai
fatto latino e sai l’inglese nulla di più semplice che
accada”. Forse mi innamorerò di questo uomo:-))
” un amico, riferendosi all’argomento, mi scrive:”
Si, vabbeh, Viis, ora non ciurlare nel manico. Quest’amico, era di destra o di sinistra? Perchè se era di destra, la sua opinione era limpida, cristallina, e , va da sè, ” vicina alla gente”, mentre se è di sinistra mi sembra ovvio che il suo sia un parere interessato, nonchè rivelatore della perseverante attitudine della sinistra a NON fare mai autocritica.
;)
Mj, pensavo che fosse di sinistra però era ben vestito e non puzzava affatto….. ora mi sorge il dubbio: dove lo collochiamo uno così?
” Mj, pensavo che fosse di sinistra però era ben vestito e non puzzava affatto….. ora mi sorge il dubbio: dove lo collochiamo uno così?”
Dipende, Viss. Se era ” ben vestito” ma casual, apparteneva ai radical-chic. Sinistra. Con due sottospecie, quella bertinottiana, e quella ” fumo (velleità) di Londra “, alla Riformista.. Se invece era ben vestito, ben rasato e con cravatta obbligatoria, allora era di destra.
( niente. Generalizzazione per generalizzazione..)
Comunque, in Italiano si scrive “ehi”, senza veruna “y”. Grazie.
Mj, perbacco! aspetta che lo rivesto e ti dico.
Ma esistono ancora uomini che sono, l’ordine non ha importanza ;) di sinistra, vestono bene, non puzzano e conoscono lingue anche morte oltre allo stadiese.
No perchè se qualche esemplare è ancora allo stato brado ditemi il territorio che mi metto in tiro.
Arj
Ps.
Ne ho conosciuto uno ma era sposato, impegnato e protetto dal WWF.
Arianna, mi spiace, ma lo “stadiese” non è di sinistra:-)
Perchè restano nascosti in casa davanti al televisore e guardando di sfuggita le tette, che speranzosa e un pò disperata mostri ti dicono, carucce ma togliti davanti che non mi fai vedere quella là che è più bella.
Arj
Arianna, tu sbagli, non devi proprio fargliele vedere, vedrai che poi la cerca lui.
CercaVA, maledetto cercava, poi è scappato con una milanista, ed io sono di Torino.
Sarebbe carino un post sugli uomini e la politica.
Arj
allora non c’è storia:-)
uomini e politica o uomini e sport?
Vabbè, sempre di Berlusconi bisognerebbe parlare.
perchè è un uomo, credevo fosse nonno bello della chicco?
Vabbè, siamo tutti qui a commentare un post che era una ca##ata, per stessa ammissione dell’estensore.
Poi siccome non glielo hanno pubblicato, ‘sta ca##ata di post, l’estensore, a raglio (ah, la par condition!), grida alla censura. E manco gli viene in mente che forse la ragione della “censura” potrebbe consistere nel fatto che era appunto una ca##ata. Mj, hai ragione: l’ignoranza non è mica reato, neanche quando è crassa. Io mica volevo fare lezioni su massimi sistemi, e se hai invece capito così probabilmente di massimi sistemi ne mastichi poco. Volevo solo notare come a volte le figure più comiche e meschine nascano quando a questa ignoranza viene unita la presunzione.
Ma forse è colpa mia, non mi piacciono le ca##ate di Viscontessa. Magari a 16 anni scriveva meglio e con meno fesserie.
Un reato pius è l’arroganza e non l’ignoranza che stai cercando di dimostrare, da persona che non ti conosce, non posso che basarmi su quanto e come scrivi, e diffido sempre di chi non sa farsi due risate anche su due ca**ate.
Scusami ma a pelle mi hai dato questa sgradevole impressione, prendila per quella che è in fondo viene solo da una donna.
Arj.
Temo pius, che la tua unica colpa sia quella di non aver compreso il senso del post né dei miei commenti successivi.
Anche questa, poi, non sarebbe una colpa: se lo stolto continua a fissare il dito anziché la luna, pazienza.
” Mj, hai ragione: l’ignoranza non è mica reato, neanche quando è crassa. Io mica volevo fare lezioni su massimi sistemi”
Pius, e insisti. Ho cercato di farti capire che quella di Viss, NON è ignoranza, perchè come si scrive Condicio lei lo sa. Solo, rifiuta di farselo entrare nel cervello.
Chiamalo snobismo, se vuoi. D’altra parte, la ” parte con cui sta”, sono i radical chic, no? E non vuoi concedere a una povera radical chic qualche snobberia?
E per quanto riguarda i ” massimi sistemi”, guarda, se ti fossi limitato a scrivere che quella di Viss non era censura, avrei anche concordato con te. Anche a me non era sembrata censura.
Poi, però, hai voluto fare un volo troppo ardito.
Ah, capisco. Non è ignoranza, è solo che non gli vuole entrare in testa. Interessante distinzione.
Il fatto poi che molti ritengano di acquisire autorevolezza utilizzando anglicismi o altro (più o meno volontariamente) mi sembra troppo evidente per essere negato, ne è stato vittima anche Walter V., varie volte. Non mi sembrava necessario spiegartelo, Mj. Scusa, Arianna, neanche l’arroganza è un reato. E poi, scusa ancora, non è forse più arrogante gridare alla censura solo perchè non ti pubblicano una ca##ata?. E per finire, Viscontessa, non è utilizzando frasi idiomatiche trite che puoi dimostrare quanto vali; vedo il dito e anche la luna, e tutti e due sono in condizioni miserabili.
frasi idiomatiche…..
Pius. l’arroganza è un reato non previsto dal codice penale, ma che condanna all’isolamento sociale per tracollo di sopportazione.
All’ignoranza c’è rimedio, all’arroganza no.
Mi spiace hai toppato e non vuoi rendertene conto, ricofermi la mia prima sensazione, anche perchè più commenti più ci cadi nell’esserlo, segno che è proprio natura, con questo so benissimo che della mia considerazione non te ne fregherà mai niente.
Non credo che tu sia nella categoria di uomini di cui Viscontessa parlava in leggerezza, e che mi aveva spinto a divertirmi commentando a mia volta.
Don’t judge a book by it’s cover.
Arj
Boh, Arianna se ti diverti a leggere cretinerie presuntuose son poi fatti tuoi. Chiamami pure arrogante, se ti pare. In effetti non me ne può fregar di meno. Ah, C.V.D.:complimenti per la insulsa frasetta inglese che non c’entra una cippa; purtroppo non ti fa apparire più intelligente, anche se probabilmente per questa ragione non soffri anche tu del mio isolamento sociale, non stento a credere che tu sia sempre in buona compagnia.
Viscontessa, sapevo che ti sarebbe piaciuta la parola “idiomatiche”, l’ho usata apposta, e pensa che ne conosco delle altre che forse non hai mai nemmeno sentito. Comunque ti devo chiedere scusa: neppure io so perchè mi metto a commentare i tuoi scritti, rischiando di accendere flames inutili come i tuoi post. E’ l’ultima volta, non lo farò più, non ne vale proprio la pena.
Sapevo che non avresti resistito alla frasina idiota, ma nemmeno tanto, in inglese, che uomo assolutamente prevedibile che sei.
Credo che il problema delle compagnie sia alla base dell’acida arroganza.
Però sei divertente, basta spingere il bottone.
Ti rimaneva difficile chiderla con una risata e fine lì, no eh….. troppo intelligente.
;) Arj
Sapevo che non avresti resistito ad avere l’ultima parola, Arianna. Anche tu sei molto prevedibile. Chiudere le tue insulsaggini melense con frasine banali in lingua straniera è una cosa che già facevano anche i miei compagni al liceo sul loro diario, e fa tanta, tanta tenerezza; dunque il tuo problema invece è che forse devi crescere, sopratutto intellettualmente, cessare di mettere il tuo povero e bistrattato cervello all’ammasso collezionando finte amicizie su facebook come le figurine in un album, leggere i libri giusti, direi qualche saggio, e non quella robaccia puzzolente che hai letto fino ad ora, ascoltare la musica giusta, avere un hobby che ti tenga lontano da internet, smettere di frequentare gente con cui darsi sempre ragione ma parlare e confrontarti con persone il più possibile lontane dal tuo modo di pensare in modo arricchirti davvero, cominciando così a sviluppare un senso critico indipendente, libero dagli stereotipi, e forse qualche pregiudizio, che con tutta evidenza ti affliggono. Magari imparerai finalmente a giudicare la realtà per quello che è, riconoscendo così tra l’altro che Viscontessa ogni tanto indulge in fesserie autoreferenziali, capire le ironie ed evitare di usare la tua stizzina da bimba con chi capisce più di te. Male che vada potresti sempre imparare a maneggiare le citazioni in modo meno puerile, il che sarebbe già un gran bel successo. Che dici, ne sarai capace?
Ma chi ti credi di essere?
Sembri la sintesi mal riuscita di Freud e Charcot con l’aggiunta di Kohut, che già hai capito la mia vita e la mia redenzione.
Ma chi sei?
Non sai nemmeno chi sono, che leggo e con chi mi accompagno.
Non hai nemmeno capito che il problema non è Viscontessa ma la tua misoginia arrogante e presuntuosa che trasuda da ogni parola.
Mi spiace deluderti non ho nessuna figurina perchè non uso nè blog nè feisebooochee.
Certo dire che la tua presunzioni è smisurata è dire poco, tu di ironico non hai nemmeno il pisello.
La desolazione infinita che affligge l’attuale genere maschile trova sempre più i suoi perchè, rileggiti e pensa che uno mi avesse detto in voce quello che hai scritto, adesso sarebbe in ortopedia ingessato.
Ripijati
Arj.
Accipicchia, te la sei presa? Hai mai provato con i fiori di Bach? La tua foga patologicamente misandrica con annessa invidia del pene ti rende particolarmente comica. Sembri la caricatura maschile di una femminista lesbica. Quanto sbagli nel credere che per me conti qualcosa il sesso di un cretino che, invece di argomentare sul punto, mi chiama arrogante e mi offende perchè non capisce bene ciò che dico e solo perchè esprimo le mie critiche ad un post insulso nei commenti.
Io non volevo accendere un flame, né ora desidero abbassarmi al tuo patetico livello, ma mi devi scusare, pensavo che fossimo già un po’ in intimità: parli liberamente delle mie amicizie, di come sono fatto, così ho pensato che magari anch’io potevo parlare un po’ di come sei fatta tu e delle tue amicizie. Cos’è, non ti piace che lo facciano anche gli altri? Questo vuol dire che non saremo amici? Che peccato.
Curati.
Con questa la finisco perchè proprio non vali la pena, con persone come te pensare ad una forma di intimità è perversione, ti basti ampiamente da solo.
Chiedi a qualcuno che ti faccia un bel Lodo Pius, che sancisca che tu puoi offendere senza essere offeso, però pensa prima di scrivere perchè non sei solo offensivo e provocatorio ma anche sessista e volgare.
Arj
ps.
Io magari avrò, come scrivi tu, la comica invidia del pene da femminista lesbisca (meno male che sei quello buono che non offende), tu però sicuramente soffri di astinenza da figa, con conseguente sindrome da tunnel carpale.
Sei sempre più buffa. Adesso addirittura blateri di lodi, ma così rendi evidente che oltre a non capire bene quello di cui parlano gli altri, non capisci bene nemmeno quello di cui parli tu. All’inizio io non mi sono permesso di offenderti, vai a ricontrollare. Hai cominciato tu, chiamandomi arrogante, arguendo la mia presunta misoginia e criticando le mie frequentazioni che manco conosci, e tutto così, gratis. Ora ti lamenti solo perchè prendi il tuo avere, e mi dai del sessita quando ti ho già spiegato che per me la tua cretineria non è influenzata dal fatto che tu sia uomo o donna. Quanto al resto, io sono sposato da cinque anni e a giudicare dalla pervicacia isterica con cui tiri continuamente in ballo il sesso, ho chiaramente molti ma molti meno problemi di astinenza di te.
Smetti dunque di pensare continuamente a quello che io faccio col mio cazzo, che alla fine, oltre a non farci una bella figura, diventi pure un po’ patetica.
Sopratutto cercane uno bravo.
Addio.
pius, c’hai rotto li coglioni.
Sei la dimostrazione vivente dell’immenso masochismo di noi donne.
Arj.
Mattia: ehilà, benvenuto. Vuoi entrare anche tu in questo privè? Accomodati, noi ci si diverte un sacco e volano persino gli stracci. Hai detto una frase sola e già hai rotto i coglioni pure tu, un record, complimenti.
Arianna: l’unica masochista qua sembri tu.
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