The Classifica 66 – La vita ai tempi della febbre maiala

Cassidy: Fuckin’ 80’s, man, best shit ever !

Randy “The Ram”: You bet your ass – Guns’n’Roses! Rules.

Cassidy: Crue!

The Ram: Yeah!

Cassidy: Def Lep!

The Ram: Then that Cobain pussy had to come around and ruin it all.

Cassidy: Like there’s something wrong with just wanting to have a good time!

The Ram: I’ll tell you somethin’, I hate the fuckin’ 90’s.

Cassidy: Fuckin’ 90’s sucked!

The Ram: Fuckin’ 90’s sucked.

…Un sentire diffuso. Vediamo un attimo.

I Depeche Mode sono un’eredità degli anni 80, e sono al n.1.

Renato Zero è un’eredità degli anni 70 (…ma anche un po’ dei 30. Ce lo vedo bene a cantare Se potessi avere mille lire al mese), ed è al n.3.

Bob Dylan è un’eredità degli anni 60, ed è al n.6.

Alessandra Amoroso, The Bastard Sons Of Dioniso, Matteo Becucci, Ben Harper, Valerio Scanu, Luca Napolitano, Noemi (…l’altra Noemi) sono un’eredità di questo decennio, se non di quest’anno, e sono al n.2, 4, 5, 7, 8, 9, 10.

(ok, su Ben Harper mi sono preso una piccola licenza, lo so. E’ che nei primi dischi, quelli del decennio scorso, il suo massimo piazzamento nelle charts Usa è un n.67)

Di fatto, per trovare un personaggio realmente consacrato dagli anni 90, dobbiamo scendere al n.21 di Laura Pausini.

Ma vi dirò di più: negli album degli artisti lanciati da X Factor trovate i loro brani nuovi, ma soprattutto le cover di brani vecchi, il debito pagato al rispettivo background. Becucci rifà i Ph.D, Frankie Goes To Hollywood, Spandau Ballet, Loredana Berté e Mina. E vabbè, va per i 40, ci può anche stare. Però i giovani Bastard Sons Of Dioniso rifanno i Decibel, i Corvi, i Depeche Mode e i Rokes. E qui uno s’acciglia. Noemi invece si produce, con Morgan in cabina di regia, in Albachiara e Il cielo in una stanza.

Non è curioso? Gli anni Novanta sono completamente rimossi. E se ci pensate, non succede solo in una trasmissione televisiva e in una classifica. Troppo vari? Insomma, dai Pearl Jam alle All Saints, dai Chemical Brothers ai Blur. Però sapete, io continuo a leggere di “sound anni 80”, e mi chiedo se si intenda il sound di Peter Gabriel in So o dei Guns’n’Roses in Appetite for destruction, di Sade in Diamond life o degli U2 in Joshua Tree, di Police in Synchronicity o dei Metallica in And Justice for All, dei Beastie Boys in Licensed to ill o di Tracy Chapman in Tracy Chapman.

C’è stata un sacco di musica eccellente negli anni 90. E di cinema e di libri, e di nomi cose animali città. Sono successe delle cose. Ma ho la sensazione che l’andazzo sia di minimizzare un’epoca. Sì, forse alla fine nel grande schema delle cose un giorno è previsto un grande revival delle boy-band e il film su Monica Lewinsky, il musical sulle Spice Girls o su Friends e il ritorno in forze del Tamagotchi, e a Las Vegas dei buffi Kurt Cobain impersonators sposeranno le coppie esilarate.

Però per mettere in piedi quest’opera di rimozione collettiva dev’esserci stato qualcosa negli anni Novanta che proprio non è andato giù a chi di dovere. E dev’essere stato importante.

Ma, cavolo. Non riesco più a ricordare cos’era.

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36 Comments

  1. è che negli aNNI novanta l’ITALIA non ha MAI vinto o MONDIALI di calcio. NEgli 80 e DUEMILI, sì.
    Ecco, la spiegazzione mia (di eNZO)
    ciao

  2. siamo finiti nel buco nero(giocando a saltafosso)

    halfdemolishedkitchen.blogs.com/my_weblog/files/the_police_murder_by_numbers.mp3

  3. Curioso, ma hai ragione.
    Secondo me il decennio dei ’90 è passato storicamente inosservato perchè in quei dieci anni tutti hanno passato il tempo ad aspettare il 2000.
    Le poche cose che sovvengono sono dei primissimi ’90 (il canto del cigno degli U2, il grunge, RHCP e tutto il movimento del cross-over…).
    Poi tutti ad attendere il millenium bug e la musica che verrà.

  4. Sai che mi prendi in contropiede? Così a freddo direi che l’esplosione delle torri ha cancellato due decenni, uno indietro (’90) e uno avanti (’00). Nei ’90 è successo davvero di tutto e in un certo senso, come scrive DD, è finito tutto. Basta pensare all’avvento della Rete e dei telefonini.
    Invece mi sto ancora chiedendo cosa è successo dal 2000 a oggi.

  5. ma dai, è normale… non è ancora passato abbastanza tempo per la nostalgia, ci si penserà dal 2011 (anche se nel 2012 saremo tutti morti). Gli anni 90 sono stati il decennio dei nostri vent’anni, ma non siamo ancora così vecchi per tirare fuori il fazzoletto quando suonano i Soundgarden

    http://www.youtube.com/watch?v=qiSkyEyBczU

    Saranno i regazzetti a ripescare il grunge e la new age, come fanno adesso con il progressive (conosco un paio di minorenni letteralmente pazzi per Le Orme e la PFM). E’ sempre così, il nuovo costruito sul vecchio, sopra l’asfalto e sotto le catacombe, nessuno si è mai inventato veramente nulla, niente è mai veramente originale

    E comunque, se c’è un complotto contro i 90, è tutta colpa dell’opposizione e di Cacciari e dei comunisti

  6. andrebbero ricercati i colpevoli dell’omicidio di quella storica trasmissione che avrebbe potuto sparigliare le carte a coloro che hanno strappato l’anima a questo paese:roxybar.Non ho mai nutrito dubbi sul fatto che la maggior parte dei guai di Cecchi Gori fosse dovuta al fatto che lasciando mano libera alle sue tv si fosse fatto molti nemici

  7. A me pare che anche gli anni ’80, a poco a poco, stiano finendo fuori fuoco.

    E se ci fossero stati solo i ’60 ed i ’70?

    Ed il resto fosse solo un deja vu?

  8. Anvedi, allora in realtà i tanto sfottuti francesi forse c’avean visto lungo:
    i ’70 non son esistiti, ma eran solo un sogno procurato dalle canne fatte durante i ’60, cosi come non ci son stati i ’90 che eran una ritrasmissione su betamax degli ’80 (che a loro volta altro non eran che i ’20 ma …)
    Che si scopra che anche il sistema di misura degli ammericani abbia senso? Incredibile.

    Allora? Che han raccontato Sabato gli SviluppoInsostenibileQuartet?

    L’ attenzione dei media sull’ Influenza Maiala è stata spodestata da Silvio, lui che peraltro l’ aveva già presa (e, come sappiamo, mai persa) quarti di secolo fa.
    Alla luce dei recenti eventi son giunto, abbastanza palpabilmente, alla conclusione che potrebbe meritare sostituire l’ analisi sulla top10 FIMI “Artisti”, non con la “top digital download” (i “singoli”), ne con quella “airplay”(passaggi radio), ma bensì ad es. con una su quella di TRL,così da riassettare STRATEGICAMENTE il target della rubrica.
    Beninteso: è solo un suggerimento, Madeddy.
    Ma poi magari si fa la festa dei commentatori della rubrica del blog… ecc. etc. insomma ci siam capiti… anni ’90 a paletta( e amiche di Noemi, l’altra).

    Tutto okkappa, però, piccola annotazione: a onor del vero i Bastard nel coverizzare hanno riarrangiato a palla.
    Direi che il “tiro” finale risultasse sostanzialmente diverso.
    Scusa, non per romperti le uova nel paniere, capisco la necessità di far quadrare la tesi del post, Ben Harper uno può anche far finta che possa passare, ma alla fine si esagera: quasi peggio di certi ricercatori.
    BTW, ventilai, già considerevole tempo fa, l’ ipotesi che potrebbe meritare dedicarsi maggiormente al “rimodernare” (non la sola banale cover, ma 2° bagno e tutto l’ ambaradan) molti pezzi del passato, specie piuttosto che affaticarsi a creare moltitudine di “massa” nuova inutile. Tra l’ altro esempi di enorme successo commerciale ottenuti con tale operazione si sprecano (tra cui una proprio compiuta da parte di una exSpice). Ricicliamo.

    p.s. degli anni ’90 resterà solo: “VALERIOOOOOOOOOO!!!”

  9. bella la citazione di teen spirit.
    comunque concordo, i ricordi sono ancora troppo freschi per essere ricordi strappalacrime.
    ma tranquillo…tra poco ci mangeranno di nuovo su.

  10. @ PepPorno ti quoto al massimo e aggiungo qualcosa di mio.
    Che bello, che bello, mo tiro fuori un po’ di sociologo che alberga in me.
    Tac, tac, tac (rumore dei tacchi per salire in cattedra) e pofff (mi sono accomodato).
    Il revival è attività tipica dai 30 anni in su.
    E’ un misto di nostalgia per la perduta giovinezza, di nostalgia per il primo amore, per le cazzate, per la prima camporella, per l’auto che fa brum brum, per i sit-in a scuola e tutto quanto fa parte del momento di massima spensieratezza (anche se al momento non ne avevi percezione).
    Quindi ne segue che per avere nostalgia degli anni 90 dovremmo interrogare gente che al massimo bazzica intorno ai 20 e che guarda ancora avanti.
    Quindi come giano bifronte abbiamo i giovani che guardano al presente e al futuro e i “non più giovani” che guardano a quando giovani erano.

    Anni ’90 Pulp Fiction e Forrest Gump,
    Radio Head e Bjiork….
    … hai detto niente!

    Ecco, mo mi aspetto una sonora bordata di pernacchie, ma esco dall’aula convinto del mio valido supporto.

    clack (chiudo la porta)

    Degli anni 90 rimpiango il viso di Schillaci (estate ’90) con gli occhi fuori dalle orbite e l’Inter che non vinceva nulla. ahhh bei tempi…

  11. Ma scherziamo…
    Fatboy Slim, Prodigy, Chemical Brothers … il BigBeat e la BreakBeat… boh….

    Appunto: Tarantino?
    Fight Club
    Trainspotting
    Underground (Goran Bregović ed Emir Kusturica )
    The Matrix

    E poi meritano: menzione d’onore per MANI PULITE!!!!!
    Dai per la miseria…

    Cioè degli anni 80 che salviamo… I Clash? (che inizano nel 70) .. I Joy Division…

  12. Non credo sia in corso una disputa tra decenni.
    Il Mister voleva a mio avviso sottolineare la (temporanea?) scomparsa dalla memoria collettiva del decennio dei ’90.
    Ovvio che chi aveva 20 anni nei ’90 se li ricordi alla perfezione.
    Ma non se ne parla da nessuna parte, non si sentono mai menzionare, non c’è in questo momento una precisa memoria collettiva, è questo il punto.

  13. Si potrebbe lanciare una classifica de “I Buoni motivi per dimenticare gli anni 90” e questo colpisce piuù o meno tutti in modo trasversale

    I Buoni motivi per cui la gente “vorrebbe” dimenticare gli anni 90

    1 – Mani Pulite

    2 – Fine del PCI

    3 – Abolizione della scala mobile

    4 – L’Europa assiste indifferente allo sterminio di minoranza musulmane per conto di Cristiani (croati e serbi) nella guerra della Ex_Jugoslavia

    5 – I peggiori insulti in pubblico verso Berluconi: Bossi docet.

    6 – Guerra del golfo: 204 Morti da parte Nato di cui 24% per fuoco amico

    7 – D’Alema accetta di far bombardare Belgrado

    8 – Dario Fo vince un Nobel e Benigni un Oscar ( e questo quelli di destra non va proprio giu! come gli prude)

  14. @ diamoniddog
    sono d’accordo, non se ne parla. Ma questo accade perchè per ora nessuno sviluppa nostalgia. Aspetta ancora 4-5 anni e inizierà il revival anni ’90.
    Non ti preoccupare come nel maiale … non si butta via niente …

    “… chissa’ perche’ si gira il mondo per capire un po’ di piu’
    sempre di piu’ tu vai lontano e perdi un po’ di cio’ chesei
    e poi perche’ un’avventura e’ bella solo per meta’
    mentre si va quel dolce tarlo all’improvviso tornera’ tornera’
    nostalgia nostalgia canaglia …”

  15. Discutendo con il nostro Mister, ho detto una volta che il 1993/94 è stato il periodo in cui sono usciti alcuni dei più grandi dischi della storia del rock.

    Smentitemi.

  16. Forse ci vuole solo il giusto distacco per guardare al passato in modo imparziale. Nei primi anni ‘90 ci fu una collettiva presa di distanza da un decennio che sembrava eccessivo in tutti i suoi aspetti. Eccessive le acconciature, il trucco, gli accessori, le spalline delle giacche, l’inflazione, i rolex e le mercedes status symbol, la musica spazzatura e le vacanze di Natale stile Vanzina. Si cercò di rimuovere il senso di colpa guardando più indietro, agli anni ’70, quando i giovani si interessavano di politica e combattevano per la difesa di nobili ideali, allora sì che si ascoltava musica vera, i cantautori come i grandi del rock. In quegli anni ci hanno sfinito, riproponendoci la Disco Music e le feste anni ’70 e tutti i musicisti giuravano di ispirarsi ai Led Zeppelin e ai Doors…ora che di tempo ne è passato possiamo sdoganare gli anni 80. La musica di quegli anni non sembra più superficiale ma al massimo esprime l’entusiasmo di un decennio di grande ottimismo. Tempo un paio d’anni e ci ritroveremo a celebrare i meravigliosi anni ’90 (insomma basta aspettare che chi ha avuto 5 anni nei primi anni ‘90 compia almeno 20 anni!)

  17. Anche io credo che ruolo fondamentale lo giochi l’operazione nostalgia dei 30/40enni di oggi verso gli anni 80. Che nell’80% dei casi si tratta di fuffa, perchè degli eighties si rivalutano solo robe come il wrestling (Ram docet), Flashdance, i calzettoni fluorescenti e i Duran Duran. Quando all’interno degli ottanta ci vivevo (classe 71) francamente li odiavo a morte, e ho sempre pensato che ci trovassimo su una china discendente che raggiunto l’apice nei 60, ancora ruggiva nei 70, per arrivare al sottolivello degli 80. Oggi mi accorgo che gli anni 80 sono stati però anni di grande attesa per il futuro: spuntavano i primi pc e si sperava che nel futuro potessero servire davvero a qualcosa, il rap verso la fine della decade si sgrezzava dalle ingenuità alla Run Dmc e si avviava a diventare qualcosa di più complesso, iniziavano a crescere gruppi rock italiani (si diceva definitivamente addio al cantato in inglese), le edicole si arricchivano di riviste non solo iper mainstream, la guerra del golfo ricominciava a coinvolgere nuovi movimenti di studenti (che però avrebbero a piene mani riciclato tutta l’estetica sixties), persino l’acerba nascita della house preludeva a future possibilità espressive, si iniziava a parlare di termini come “contaminazione”, “crossover”. Insomma gli anni ottanta sono stati anni di schieramento, non schieramento politicizzato come i 70, ma estetico. C’erano le varie tribù: dal metallaro del paesino al paninaro cittadino. Mentre il mainstream era completamente appiattito su feccia musicale, cercare qualcosa di diverso (fosse un disco, un libro, un vestito) era una caccia importante, che aggregava, che distingueva. Perchè mai come negli ottanta si è avuta distinzione tra mainstream e underground, da una parte Europe, Madonna, Chaka Khan, A-HA, dall’altra Bauhaus, Clock Dva, Tuxedomoon. Ho personalmente capito di essere entrato nei novanta solo quando alla radio sentìi che i Nirvana erano primi in classifica. I Nirvana? Quelli che fino a poco tempo prima erano suonati dai miei amici metallari in concertini di 20 persone? Da quel giorno tutto è cambiato, termini come contaminazione e crossover hanno germogliato, e si è appiattita la rigida contrapposizione tra gruppi metropolitani: tutto è arrivato alla portata di tutti, ma il significato si è perso. Quando un tempo tingersi i capelli rosso fuoco voleva dire quasi essere ghettizzati, ed era una scelta coraggiosa, dopo i Greenday è diventata la norma per qualunque liceale, ma non significava più niente. Nei 90 qualunque commesso discotecaro andava al lavoro con pantaloni zebrati, capelli dritti, e zeppe di 30 cm senza solleticare alcuna curiosità, mentre negli ottanta un semplice orecchino scatenava dibattiti di piazza. E’ come se fosse arrivata tutta ad un tratto (per motivi esclusivamente commerciali) quella libertà di espressione tanto ambita, ma una volta ricevuta ci siamo sentiti come chi ha aperto il pacco di natale: felice ma sazio, non più affamato, euforico, disperato. Quindi tante cose belle sono accadute nei 90, ma molti di noi hanno forse covato rimpianto per quei dischi oscuri che gli amici dovevano reperire facendosi ore di treno per andare nelle grandi città, per quei gruppi che solo conoscerne il nome voleva dire essere tuo amico, per videotape comprati via pacco postale. Gli anni ottanta sono stati anni di omologazione, ma hanno avuto una fortissima controparte che disprezzava Spandau, Sandy Marton, Madonna. Gli anni novanta (complice MTV) hanno capito che rendeva di più mischiare tutto in un unico calderone, per arrivare a prendere tutti i target in un colpo solo, ma andando ad annullare ogni valore aggiunto, ogni senso identitario. Quali tribù giovanili sono nate nei 90? Hai mai sentito una persona dire seriamente “io sono un grunge”? O un fan dei Greenday dire “io sono punk” con coscienza di causa? Semplicemente il mercato ha capito che poteva espandersi e l’ha fatto, abbattendo le barriere che gli conveniva abbattere (così lo stesso jeans lo vendo sia a te fighetto che a te rocker) e spruzzando una patina di libertà su tutto. Vedi i gruppi sconosciuti messi sotto contratto da finte etichette indipendenti, in realtà figlie delle major. Vabè dai ho rotto abbastanza, ma potrei parlarne per ore!

  18. Pres.Belluscone, io non ti smentisco di certo, anzi…

    Madeddu, per ‘sound di un decennio’ forse si deve intendere qualcuno che tu lo citi e l’altro/a dice “è veeeeeroooo!”, Tipo, per sound anni ’60 i Beatles o i Rolling Stones, sound anni ’70 i Pink Floyd o i Sex Pistols, sound anni ’80 Prince o i Duran Duran o Madonna… capisc?:-)

  19. Mattioli la tua analisi è interessante.
    Io la spingo un pò più in là.
    Secondo me negli ’80, grattando sotto la patina edonistica, si sono gettate le basi per i due decenni a venire.
    Finita la distruzione iconoclastica (sì vabbè l’ho detta questa parola sborona ma è l’unica che mi viene) del punk c’era bisogno di riordinare le idee e di ripartire.
    Ad operare in questo senso sono state molte band nate nei ’70 o nei primi ’80, che per prime hanno scritto nuove regole. Penso ai Clash di London Calling e Sandinista (gli echi di quest’ultimo sono tra noi tutti i giorni), penso ai Police, penso agli U2 (sbeffeggiati quanto si vuole ma oggi metà dei sound che sentiamo sono mutuati da lì), penso ai gloriosi e subterranei XTC (faro del pop underground e abbeveratoio di ogni “next big thing” di NME odierna), penso alla curva creativa di Peter Gabriel (anche lui generatore di stimoli infiniti) che ha trovato negli ’80 i suoi apici, penso a mille altre situazioni (non mi piacciono le lenzuolate….) che negli anni ’80 veramente gettarono le basi per la musica dei ’90 e del 2000.
    Io li amo, gli anni 80, per il ruolo che hanno avuto nello sviluppo della musica.

  20. @diamonddog però questo forse è vero per ogni epoca. Cioè, ogni momento storico è il risultato di ciò che (nel bene e nel male) è avvenuto prima. Nei 60 c’erano già i germogli dei 70 (Led Zeppelin, Pink Floyd, Lennon & McCartney, i cantautori ecc.), nei 70 si intravedevano gli 80 (la disco music, la new wave, il metal etc.)…

    In pratica avviene una stratificazione, più sopra facevo l’esempio dell’asfalto con sotto le catacombe, o una ramificazione (come direbbe Veronica Lario guardandosi la fronte allo specchio). E perciò diventa sempre più difficile identificare un decennio con qualcosa in particolare, visto che la musica (nel nostro caso) si perde ormai in mille rivoli.

    Vabbè, se mi rileggo non mi capisco nemmeno io, ma spero di essermi spiegato e di non aver fatto abbioccare nessuno…

  21. conscio di conquistarmi il golgota opto per considerare la sempiterna madonna come la responsabile della cifra stilistica,e del conseguente vuoto siderale,della seconda metà dei 90.Milioni di dischi venduti,blasfemie tette,figa,acrobazie indicibili e forse 3 hit che ogni tanto tornano a rincretinirci:la dimensione del nulla

  22. Certo, si tratta sempre di stratificazioni. Forse sai, è che mentre negli anni sessanta o settanta si è riusciti a esprimere sul momento il massimo che si poteva esprimere (da Hendrix ai Led Zeppelin etc..), negli ottanta rimane un senso di incompiuto. Perchè i semi di quegli anni hanno generato i veri frutti dopo (i rozzi rudimenti di hip hop e house hanno partorito la metà della musica dei decenni successivi, e gli Smiths da soli ne hanno influenzato l’altra metà). E quindi il revival degli 80 ci sembra incentrato sulle figure che già in quegli anni erano al loro “top” (da Madonna a che ne so…Lesson 42, A-Ha, Europe, ma sono miliardi), che obiettivamente è un top che vale zero se confrontato ai giganti delle generazioni precedenti. Quando in tv passavano qualcosa di un attimo più decente, che siano stati i Frankie Goes to Hollywood o i Culture Club, già si gridava “al genio (mica potevi pretendere di vedere Joy Division o Nick Cave). Gli stessi Cure ai quali sono legato, sono potuti comparire al grande pubblico solo dopo aver completamente cambiato rotta musicale. E non credo di aver mai visto gli Smiths in tv neanche in un video, a parte l’infelice presenza playbackata a San Remo. Questa è la vera differenza: mica abbiamo dovuto aspettare gli anni settanta per vedere i Beatles o gli ottanta per diffondere al grande pubblico i Led Zeppelin, eppure tutti i grandi del decennio eighties sono stati rivalutati solo dopo, mentre in tv ci passavano solo Simply Red, Level 42, Madonna, Sandy Marton e Dead of Alive e tutta la feccia del mondo pop.

  23. VI AMO. Nell’eterna disputa col mio uomo (lui pieni anni ’80 e io pieni anni ’90) mi avete fornito un sacco di frecce per il mio arco.Sìììììììììììì

  24. In questo momento i novanta sono dimenticati, denigrati e quant’altro semplicemente perchè in questo momento la qualità musicale generale è pessima. RIDICOLA !

    Trovatemi un pischello di 20 anni di questi gruppettini che suona 1/10 della potenza di un Frusciante di Blood sugar sex magic !! Ma gli avete mai sentiti dal vivo i gruppettini oderni tipo i mychemicalromance??!!
    Trovatemi un altro pischelletto di oggi che ha 1/100 delle palle di un Tom Yorke di 21 anni, di un Eddy Vedder, di un beck.
    Potrei continuare ore e ore..non v’è nè !!

    Adesso imperversano gli anni 80, vestiti e pettinature agli stessi livelli di ridicolo che pensavo di non vedere mai più e il talento it’s all over ! tranne rari casi..ma rari !

    Ma di questa hentuzza cosa rimmarrà??
    I grandi dei 90 son quasi tutti qui !!!!!!
    e ci ricordano come si fa a suonare…invece che a sballonzolare con una povera chitarra al collo ..tze.. mezzeseghe !!!

    si vede che sono un fan dei 90? ;)

  25. Mode provinciale on: restringendo al solo panorama italiano, personalmente nei ’90 mi sono mancate le cantanti: la Rettore sarà matta e plasticosa finché si vuole, ma piuttosto della pausini… giuni russo era un genio saturnino e melancolico, ma pur sempre un genio di cui carmen consoli ha raccolto qualcosina con poca voce ma con molti avverbi in più; e le acrobazie della ruggiero paragonate agli elenchi telefonici cantati da giorgia … brrrrrrrr…
    Mode provinciale off.

    Ah, le heavy rotations di MTV nei ’90 hanno calcificato il gusto medio collettivo: puoi ingozzarti di ricotta finché vuoi, ma il sapore svanisce sempre.

  26. Oh yes, oh yes, it’s reply-time! @dessisa: molla quel relitto.

    @eNZO: uhm. Sei più nel vero di quanto si possa tollerare da uno che reputa ghignoso il tuo modo di scrivere.

    @Fiandri: il Governo ha garantito che l’Italia è esentata dalla febbre maiala. A parte il Primo Ministro, naturalmente.

    @stone: big time!

    @kluz: gli Arami poi non li ho visti. Non un trauma. Giovedì però mi sono invaghito di Dolcenera. E’ partita la manovra avvolgente.

    @kluz bis: mi rifiuto! Falla tu, TRL se hai il coraggio! Ti ospito qui.

    @kluz ter: ho anche Carlino Pastore che mi tiene il muso, quindi io tengo il muso a lui. TRL non esiste, non è mai esistita.

    @Nevskji: però da qualcosa che non è un ricordo freschissimo si potrebbe già cominciare. Che so, dai Vernice – “Andavamo suuu, andavamo giù…”. O da Tupac Shakur. Vigliacco se mi ricordo da che parte stavo. Peccato a un certo punto abbiano smesso di accopparsi.

    @diamonds: il trip-hop lo ascriviamo alla prima metà?

    @Pres.Belluscone: non ti smentiremo. Abbiamo tutti altro da fare.

    @Sartori: penso che sia vero, ma penso anche che si attenda sempre qualcuno che fa quadrare il cerchio conciliando l’inconciliabile. Faccio l’esempio degli anni 70: punk, disco e progressive erano generi i cui propugnatori nutrivano sommo schifo per gli altri due. Vent’anni dopo, salta fuori che avevano tanto in comune, nascevano dalla stessa calda ansia.
    A questa stregua, basta solo che qualcuno scopra il minimo comun denominatore di grunge e boy-bands, dance elettronica e brit-pop, Alanis Morissette e whigfield (Saturday night da ba da dan dee dee dee da).

    @rocky raccoon: ancora questa fissa per la musica dal vivo? Nah! Dai! E basta! Che i Beatles avevano già capito che non significava nulla nel 66.

    @Marcosgrunt: condivido tantissimo il primo intervento, un po’ meno il secondo. In heavy rotation su deeyay television e Videomusic ci andavano anche gruppi molto rilevanti, dai Depeche Mode ai Guns’n’Roses, dagli U2 ai Duran Duran – dei quali penso molto bene, specie dopo aver rivisto recentemente il dvd di Live Aid (dal quale hanno tolto però la famosa stecca di Simon). Rio e alcune delle cose successive sono su livelli di eccellenza rock (e parlo di rock quello vero, nei DD c’è un’eredità dei Rolling Stones molto forte, continuità Warholiana inclusa) che la grande mania degli anni 90 – i Take That – si sono potuti solo sognare.

    @PepPorno: ti seguo. Quindi negli anni 90 c’erano i germogli degli anni farinosi 00. Il che implica…

  27. Giusto perche’ non l’ha nominato nessuno, nel 92 e’ uscito l’omonimo dei RATM. Mica

  28. il trip-hop è come andare al ristorante giapponese.Si mangia da Dio restando affamati come lupi.Ascriviamolo all’era di Agartha

    thedoors.at/cd_mp3/mp3/the_doors_experience-alabama_song.mp3

  29. perché gli anni novanta sono e resteranno anni strani. anni davvero poco etichettabili.
    I 90 sono gli anni di un certo nichilismo esistenziale e di pensiero, anni del grunge che delle poetica della inettitudine a vivere aveva fatto una bandiera. non è come ricordare gli 80 che erano anni “positivi”, secondo me ci vorrà un po’.

    al cinema uscì singles di cameron crowe che affrescava la nascente scena grunge di seattle, nota ai più anche la notevole soundtrack:

    1. “Would?” – Alice in Chains
    2. “Breath” – Pearl Jam
    3. “Seasons” – Chris Cornell
    4. “Dyslexic Heart” – Paul Westerberg
    5. “The Battle of Evermore” – The Lovemongers
    6. “Chloe Dancer/Crown of Thorns” – Mother LoveBone
    7. “Birth Ritual” – Soundgarden
    8. “State of Love and Trust” – Pearl Jam
    9. “Overblown” – Mudhoney
    10. “Waiting for Somebody” – Paul Westerberg
    11. “May This Be Love” – Jimi Hendrix
    12. “Nearly Lost You” – Screaming Trees
    13. “Drown” – The Smashing Pumpkins

    tra 92 e 94 furono anni di tavole da skateborad larghe e piatte con ruote minuscole e pantaloni larghissimi tagliati alti con maglie a righe. la scena stava morendo ma in tutto questo, colonna sonora dei miei video di skate preferiti, gli anno 90 sono stati l’epoca d’oro della vera musica della disperazione urlata: il PUNK. i migliori album (per me e non solo) che mi fanno ancora adesso venire voglia di distruggere tutto e non posso ascoltarli in auto.
    forse può darsi nessuno se li vuole “ricordare” come belli. perché se li ascolti e ti guardi allo specchio percepisci che nulla va come deve: I maintain against the grain (A rebours, per dirla con Huysman)

    Bad religion, Against the Grain 1990
    Bad religion, Recipe for hate (1994)
    The Offspring, Smash, 1994
    NOFX, Punk in Drublic 1994
    Rancid,…And Out Come the Wolves, 1995

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