The Classifica 63 – Radio killed the radio stars

Non ho mai capito perché nessuno recensisca le radio e i loro programmi. Cioè, di critici tv ce n’è a strafottere. E forse la cosa ha senso – sempre che vi fidiate di chi guarda più di 20 minuti di tv al giorno. Io, per niente. Così come non mi fido di chi ascolta tanta musica e va tanto al cinema e vede tante mostre (bisogna essere malati, no? Si diventa come Aldo Grasso e Ghezzi e Fegiz e Sgarbi) (…lo so, ho scritto una fesseria: Fegiz non ascolta musica) (però cosa potevo fare? Mi saltava il ragionamento) (fate così: metteteci un altro critico preoccupante a piacere) (va bene, me compreso. Scimpanzè che siete). Però ci sono critici musicali e cinematografici e critici d’arte e letterari a strafottere, ma gente che critica la radio non c’è, nonostante i dati Audiradio (ehm, ehm) ipotizzino solo per le prime tre in classifica (RadioUno, RDS, Rtl) una cifretta come 18 milioni di ascoltatori. Mica esistono, 18 milioni di lettori o di cinefili – e sicuramente non esistono 18 milioni di ascoltatori di musica. Grazie anche alle radio. Eppure, forse non per caso, non c’è nessuna rubrica, magari sui giornali musicali, che dica: “Ehi, ascoltate questo programma, si sente roba ammodo”. Con questo, cosa voglio dire? Perché vi parlo delle radio? Perché nella top 5 degli album più venduti il più giovane (Bono degli U2, n.4) ha 50 anni. Al n.1 c’è ancora don Renato Zero (59 anni), seguito da Gianna Nannini (53 anni), i Nomadi (99 anni), gli U2 e infine Pino Daniele (54). Tutta gente che la radio ha lanciato almeno 30 anni fa (e sul fatto che gli U2 siano stati lanciati in Italia dalle radio, si può discutere).

Ma la fatidica classifica dei download, quella presumibilmente rappresentativa dei giovani? Al n.1 c’è Valerio Scanu, uno dei banshees della De Filippi. Al n.2 c’è Arisa, vincitrice in quel vecchio show televisivo che si tiene in Liguria. Al n.3 Malika Ayane, che solo dopo Sanremo ha ottenuto ascolto. Al n.4, Marco Carta, altro banshee. Al n.5 Tiziano Ferro – e ammettendo che la radio abbia fatto conoscere la sua musica, temo abbia fatto di più Mtv.

Con questo, cosa voglio dire? Che il peso delle radio nel far vendere dischi è scarsino? Mettiamola così: secondo Music Control della Nielsen il brano più trasmesso dalle radio in assoluto è Il mio amore unico di Dolcenera, artista che secondo la stessa Nielsen (sempre lei) è brillantemente al n.51 tra gli album più venduti – e n.10 tra i download (forse è un buon risultato. Posto che per essere al n.10 secondo me bastano 40 download). Ebbene, ai n.1 delle classifiche dei network più popolari ci sono gli Empire of the Sun per Rtl (n.80 nelle vendite), AR Rahman & Pussycat Dolls per Radio Deejay (Dio che SCHIFO!) (…non compare nelle classifiche di vendita) e Dolcenera per RDS, la radio che promette “100% grandi successi” – ché si sa che gli insuccessi alla nazione fanno schifo. Giusto per dare un altro nome visto che quello di Dolcenera lo abbiamo già fatto, al n.2 per RDS c’è Anastacia, che quest’anno non ha venduto nemmeno a spinte.

Con questo, cosa voglio dire? Che la radio e la musica c’entrano sempre meno. Che il fatto che la gente si faccia consigliare i dischi dalla tv (The Giusy Ferreri, Carta, Arisa, l’esangue Scanu) è persino una giusta vendetta, visto che quando non si affidano disperate a pupazzi tv, dal Trio Medusa ad Anna Falchi, le radio continuano a fare perno su personaggi come Anna Pettinelli (direttrice dei programmi di RDS) (oh, non so se mi spiego, una che fa l’opinionista alla Fattoria) o Federico l’Olandese Volante (tutti i pomeriggi su Rtl) (che evidentemente dopo 40 anni non ha più voglia e regala solamente infinite variazioni sul tema: “Ehi ragazzi, hahahahaaha, eh, eh? Ahaha, eh?”).

Con questo, cosa voglio dire? Che le case discografiche hanno puntato tantissimo sulle radio, e hanno perso. Che nessuno lo ha mai detto ma tutti lo sanno, che in Italia l’ultimo luogo che spinge ad ascoltare musica e a comprarla, è la radio. Che Cecchetto e la sua capacità di imporre alla nazione Jovanotti e gli 883, sono ricordi di un’epoca che non è più.

Che tuttavia, qualcosa potrebbe cambiare. Il giorno in cui la tecnologia riuscirà a strappare le autoradio alla dittatura dei network, aprendole alle webradio o a stazioni che nascano con ambizioni diverse da quelle di lobotomizzare il pubblico con papposi riempitivi tra un’inserzione e l’altra (persino stazioni gestite dalle stesse case discografiche. Posto che almeno una di esse resti in piedi un altro paio di anni), il giorno che l’apparecchio radiofonico come lo conosciamo, quello con scritto AM e FM sarà superato, quel giorno in cui non esisteranno più le frequenze, parola tanto nefasta per il Paese già in senso televisivo, beh, quel giorno tanta gente potrebbe scoprire che di musica che merita di essere ascoltata ce n’è ancora parecchia, e quel giorno smetterà di comprare i vecchiardi di cui si fida, tipo Renato Zero o i Nomadi o Pino Daniele, porcozzio.

Con questo cosa voglio dire? Non lo so. Ma scordatevi che vi dica qual è quella musica che merita di essere ascoltata eccetera.

PS

No, davvero: smettete di chiedermelo – cioè, di chiedermelo QUI. In questa rubrica si parla di classifiche, mica è la mia playlist, e in ogni caso non so più come dirvelo, ascoltate quello che vi piace. Anche se si tratta dei Tiromancino, mondo schifoso.

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44 Comments

  1. Sei straordinario, bravo, bravo, bravo. Le c.d. radio commerciali (cioè tutte) si spiegano già solo con la loro denominazione, appunto. Ma il problema non è il commercio, senza il quale non potrei ascoltare i gruppi che mi piacciono, ma è lo smercio e la assenza di educazione musicale.
    Elenco in ordine sparso, 5 gruppi pazzeschi che NON HO MAI sentito in nessuna radio tranne i) Rock fm (ora defunta) e LIfegate (ora troppo roba etnica) o visto su brand new alle 3 di notte una volta.
    Dei seguenti 5 gruppi elencati, tre non sono nemmeno distribuiti in Italia, li compro con amazon, sebbene abbiano venduto centinaia di migliaia di dischi (penso!) negli USA (ma non eravamo globali? evidentemente, no!)
    – Eels
    – Fountains of Wayne (cazzo il gruppo pop rock più grande degli ultimi 10 anni)
    – Marcy Playground (incredibili)
    – Fastball (dopo the way non se li è cagati più nessuno, ma sono un alive anck kicking in Austin, Texas)
    – Okkervil river.

    Ora però a casa ho Last FM, che risolve i problemi da te sopramenzionati. é verò quel che dici: quando LAST FM raggiungerà la mia automobile, sarà the end of the radio as we know it.
    Amen.

    p.s.
    spezzo una lancia per radio capital che anche se del gruppo espresso, mantiene certe peculiarità. ho sentito trasmessi i Pavlov’s Dogs una volta in un programma quasi educational sul rock progressive, stupendo!
    e qui dico che se la radio volesse educare il suo pubblico potrebbe farlo, e invece preferisce smerciare merda. perché, i soldi, sempre sti soliti soldi? no secondo me è per conformismo e pusillanimità.

  2. Caro Paolo,
    secondo me le radio non influenzano tanto le vendite per due motivi. Vediamo se sei concordi. 1) quando un pezzo è gradevole lo trasmettono talmente tante volte al giorno che dopo 2/3 settimane ne hai la nausea, quindi vuoi rimuoverlo dalla tua testa e non conservartelo per il futuro.
    2) i dj tanto presi a salutare Mimmo e a raccontarci cosa hanno mangiato a pranzo si scordano regolarmente di dirti chi canta cosa, e andare a cercare un disco canticchiano il motivetto al negoziante è imbarazzante, aggiungi poi che cantanti e gruppi nuovi spuntano come funghi, star dietro alle novità diventa un lavoro a tempo pieno.-
    Comunque visto che non vuoi dirmi chi ti piace ti rivelo i miei prediletti del mese: i Killers e i Metro Station!

  3. un giorno i tuoi desideri saranno esauditi.Anche se avremmo sperato fosse un po prima(ma le cariatidi saranno ancora in classifica e i discografici continueranno ad avanzare nell’ombra,temo)

    youtube.com/watch?v=iknLswL0e8g

  4. La spiegazione potrebbe essere tutta nel passaggio da ‘radio libere’ negli anni 70 (ero piccolino allora, ma mi ricordo i Genesis e i Pink Floyd durante la merenda) a ‘radio commerciali’ negli anni novanta. Ma non credo sia così. All’estero (per esempio UK e Germania) ci sono radio che trasmettono la solita merda mainstream ma anche radio che trasmettono musica “altra”. Forse la spiegazione è (come per la tv) la spartizione delle frequenze tra pochi gruppi che hanno l’esigenza di essere più generalisti e superficiali possibile. O forse semplicemente che noi italiani abbiamo per lo più dei gusti musicali di merda.

  5. Purtroppo la logica del “commerciale” dopo la TV ha pervaso anche il mondo delle radio. Concordo quasi in toto con te Paolo e con Pepporno, anche se non sono così convinto che abbiamo dei gusti musicali di merda.
    Restano piccole isole di soddisfazione (dispenser su radiorai due e qualcosa su radiorai tre) laddove non sono così pressanti le esigenze di audience e ad orari in cui la massa non ascolta.
    Negli orari di punta della radio, i famosi “prime time”, ci sono solo quelle robe che Paolo descrive da par suo.
    Le web radio sono come il satellitare TV.
    Superano il concetto di generalista e vanno ad occupare nicchie di consumo specialistiche.
    In più hanno conti economici con molti meno costi fissi e quindi possono permettersi di fare un pò quel cazzo che vogliono. E meno male.
    Ma che arrivino alle autoradio…….mah.

  6. sì è vero dispenser! in effetti alcuni programmi rai mettono bella roba. ecco mi ricordo ora che ce ne è uno ascoltabile su radio cpaital: si chiama under cover e che fa anche puntate monografiche, davvero ottimo. in orari normali è l’unico che mi venga in mente che senza spingersi troppo abbia però il coraggio di educare all’ascolto. dai facciamo l’elenco: mod echo on: “Va ora in onda ‘Elementi di Ascoltabilità Musicale Ancora Rintracciabili Nel Desolante Panorama delle Radio Commerciali Italiane’ un programma condotto da Macchianeraaaaa..”

    Dispenser – Radiorai 2
    Undercover – Radio Capital
    Country Skyline (se esiste ancora da qualche parte?)

  7. Mi sa che siete troppo giovani per ricordarlo, ma io (15 anni nel ’78) di pomeriggio facevo i compiti ascoltando un programma di RMC che si chiamava proprio “Hit Parade”. E, a parte Renato Zero che insiste e persiste, in classifica c’era David Bowie (“quel” Bowie, Diamondog), i Police, i Talkin Heads, i Clash… E potrei continuare a lungo. Insomma un sacco di bella musica che ora è Storia (infatti nessuno la fa più).
    Ero troppo giovane per chiedermi se erano le radio a spingere le classifiche, ma quella musica era nelle radio e in classifica. Bei tempi.

  8. a me alla radio piaceva Tutto il calcio minuto per minuto, quando le partite erano in contemporanea.

  9. ma le webradio sull’autoradio come ci arrivano? Ad oggi tecnicamente non mi sembra fattibile, col wi-fi no, forse con la rete dei cellulari…

  10. Ma tu…chi cazzo credi di essere? No…davvero: sei lì che dalla tua tastiera sputi sentenze (Dio che schifo questo! Che merda quest’altro!).

    Comodo eh? Non metterci la faccia…non essere mai in prima linea…

    Però sei il depositario della verità!

    Sai una cosa: sei come Fegiz. Davvero. E lo sai bene. Perché non vedevi l’ora di diventarlo.

    Auguri

    Carla

  11. @ Madeddu: lo sai che alla prossima “The Classifica” potresti (dipende da come vanno, ma il rischio c’è) esser chiamato al “gaudio” di leggere, nella FIMI del 20 aprile, vari album, o meglio EP (ehm, ehm… coff coff), dei 6 banshees :D di Amici, che, essendo usciti compatti il 10, nella sopracitata data potrebbero proporti il conto.
    Visto che ci siamo: invece per i delfini di X-Factor, uscendo, anch’essi in massa, il 24 Aprile (di 4 si sa già, ma protrebbero benissimo esser di più) sempre con la nuova ma, come dissi, tardiva moda dell’ EP , tale, eventuale, dilettevole lettura, dovrebbe toccarti il 4 Maggio.

  12. @carla magris: non capisco la reazione isterica. Mi firmo con nome e cognome, ho espresso la mia opinione, tu puoi benissimo fare lo stesso; se mi dici cosa intendi per prima linea ci vado, se pensi che mi sia tirato indietro ogni volta che dei fans o degli immensiartisti mi hanno tenuto il broncino o chiesto soldi per averli feriti nell’intimo, ti sbagli. Se poi vuoi vedere la mia faccia, posso inviarti una foto. Se invece è un tentativo di corteggiarmi sono piuttosto impegnato, grazie.

    @Kluz: sarò costretto a fare una telefonata alla Fimi e chiedere come funziona. Sono riluttante perché ogni volta che lo faccio mi rispondono: “Ce lo può chiedere via email?”. Io lo faccio. Loro non rispondono. Sempre così, da anni. Però io continuo, con lo stesso spirito con cui metto soldi sull’Inter vincente in Champions League.

    @PepPorno: mi vuoi dire che entro 10 anni non abbiamo tutti l’auto wirelessizata?

    @Elfi: i Metro Station con il loro pop saltellante mi hanno abbastanza colpito, sono un gruppo che 25 anni fa sarebbe comodamente entrato nell’immaginario giovanile, per poi non uscirne più. Non con l’irruenza dei Duran Duran, più con l’aria disincantata dei Curiosity Killed The Cat (non perché gli somiglino. Il paragone è soltanto sulle possibili dimensioni del fenomeno). Se c’è una cosa un po’ triste dei giovanissimi di oggi è che non si affezionano più a niente. Oh, magari fanno benone, eh.

    @marziano: mi sa che hai ragione. Conformismo e pusillanimità. Non riesco a spiegarmi altrimenti il fatto che siano tutte uguali e che gli stessi speaker passino indifferentemente da una all’altra, come se Michele Serra passasse al Corriere o Severgnini a Libero. Nessuna identità, nessuna “missione”. Poi rimangono stupiti se arriva Virgin, con Ringo (Ringo!!!!!) a mettere secchiate di Creedence, ed entra in un attimo nelle prime dieci radio d’Italia.

    @Fran: non vorrei ripetermi, perché poi sembro rimbambito (…lo sono. Ma è più grave sembrarlo). Ma là fuori, oltre le Alpi e al di là del mare, qualcosa ancora succede. Per esempio l’ultimo disco dei Kings Of Leon a me non è piaciuto tantissimo, ma è un fenomeno mondiale. Qui da noi non occupa un millesimo dello spazio dato ad Anna Tatangelo (che peraltro, non vende – ahahaHAHAHA! Tiè). Il Fascismo Allegro di Berlusconi ha vinto in primo luogo sul piano della cultura pop spicciola, nel trionfo autarchico e immancabile dei nostri monumenti, nella chiusura precauzionale a qualsiasi turbativa e suggerimento dall’estero (un po’ come quando esce l’articolo critico su un giornale straniero e la penisola compatta s’indigna: fatevi i cazzi vostri!). Ora che ci penso: nel pezzo non ho citato la radio di proprietà diretta del Duce, 101, che è un caso da manuale: anni 80 come se piovesse, un po’ per motivi demografici, un po’ per confermare come gli anni di Bettino e la Felicità fondamentalmente coincidessero. Il bello è che come radio è una delle più decorose in assoluto. Al confronto di 105, poi, è la BBC.

  13. Scusa Mad, ma la rimbambita sembro io (è più grave, si, specie se parlo di “Storia” e di “Bei Tempi”). Come al solito sottoscrivo ogni virgola e concordo con te.
    101 non la conosco, ma Virgin si, anche perchè i figli non ascoltano altro, tranne la mattina quando sono a scuola. E la mattina c’è Ringo, a cui fraternamente consiglierei di riascoltarsi qualche volta, sempre per motivi legati all’età e alla diretta, e magari anche a metterli ‘sti Creedence, che fanno ancora la loro bella figura al contrario di altre cariatidi che non nomino perchè sennò mi piove addosso di tutto.
    A sproposito, chi è che doveva vedere i Glasvegas dal vivo?

  14. Guarda Paolo che qua da noi i giornali danno un enorme spazio alla Tatangelo, e non ai Kings of Leon, mica per spingere il disco.
    Lo fanno per aumentare la tiratura visto che tira più un eccetera eccetera.
    Espresso e Panorama hanno fatto scuola in ogni settore dell’editoria.
    Annatata è ormai una pinup da copertina che per passatempo (e forse casualmente) indice dischi.

  15. é l’unica spiegazione possibile. nessuno che osa.
    Ed è vero che stante il panorama spesso mi soffermo, in auto, su virgin radio. a parte il mio personale distaste per ringo, cazzo però mettono i babyhshambles che davvero non so come sia possibile non mettere, sono ultraradiofonici!
    per cui davvero:
    “And I wonder, still I wonder, who’ll stop the rain”.

    Essendo in auto però solo la sera/notte spezzo una lancia critica alla trasmissione virgin motel che voglio sdoganare per primo: l’inflessione e la voce del conduttore (che si chiama ottaviano blitch (!?)) li trovo ipnotici e al contempo piacevoli. si è vero. i testi invece a volte sono un po’ carenti, ma vabbè.

  16. Iniziamo con un po’ di insulti:
    Esimio Madeddu lei è un prostituto intellettuale di infima specie, sempre a parlare male dei Tiromancino. Tutta invidia la sua, perchè Fabbbbri Fibbbbra ha inserito un loro rif in un suo componimento!

    Ok, dopo gli insulti per lei, gli insulti per il mio cervello:
    Non è raro sentire nei reallllity musicali, commenti tipo: “questo pezzo non spacca in radio”.
    Cosa è che spacca / passa oggi in radio?
    Dal mio punto di osservazione, posto su aldebaran 5 vista mare, direi che passa qualcosa di molto simile e molto ripetuto.
    C’è un effetto san remo che proprio non si scrolla.
    Canzoni orecchiabili, per pubblici distratti che guidano, bevono all’happy hour, si rinfrescano sotto l’ombrellone, fanno jogging su un tappeto scorrevole.
    Le radio non sono veicolo promozionale per la musica, sono un contenitore per intrattenere e Intrastonare.
    Con l’obiettivo di soddisfare gli inserzionisti, inserzionisti che inserzionano se vendono e vendono se c’è pubblico che ascolta e c’è pubblico che ascolta se quello che ascolta è semplice è orecchiabile.
    Ci chiediamo mai perchè quello che manda la TV (generalista) continui a mandare reality, talent show, pessimi film e programmi vari di “intrattenimento”?
    Il meccanismo è lo stesso: vendere spazi appetibili per gli inserzionisti. Chi se ne frega del buon cinema e della buona musica.

    Certo ora arriva la Rivoluzione digitale…spero dia chance maggiori di quanto non accada in campo TiVVVu.

    f

  17. comunque non credo che ascoltare le web radio in macchina comporti costi o difficoltà logistiche insormontabili.Penso basti collegare un cellulare che opera in modalità web alla rete Bluetooth o al microfono dell’autoradio,o un pc portatile con la chiavetta deputata alla navigazione inserita.Peraltro pur non avendo mai sperimentato personalmente la cosa immagino che il semplice ascolto di una radio dalla rete non comporti spreco di byte,per la gioia di grandi e piccini.Il problema però è capire se le emittenti generaliste vogliano veramente trovare un punto di equilibrio tra sperimentazione ed esigenze primarie di sopravvivenza,vecchi sapori e nuovi gusti.Personalmente sto ancora cercando di riprendermi dallo shock derivato dall’avere appreso nel mercato delle definizioni che all’inspiegabile seguitissima musica house si contrappone la musica commerciale

    p.s. l’unica ragione che ancora mi sento di tenere in piedi è la stessa per cui quando qualcuno mi spiega con convinzione quali sono le cose “che meritano” “porto subito la mano all’ipod”(sintonizzato di solito su radio capital)

  18. @marziano: ti piace Blitch? Non pensavo di trovare un uomo a cui potesse piacere (e infatti sei marziano).

    Nessuno osa perchè sul mercato anche le novità tecnologiche vanno centellinate. Sennò questi cosa vendono di “nuovo” tra sei mesi?

  19. Condivido moltissimo di quello che si è scritto.
    Una domanda: chi è un fan da pazzo scatenato a Virgin che ogni giorno mette su un pezzo dei MANIAC STREET PREACHERS? Non che mi dispiaccia, però, la cosa mi sorprende non poco.

    ps nessuno ha detto che ormai le radio oltre a mettere le canzoni hanno tutte o quasi un programma con gli scherzi telefonici? Che tristezza.

  20. “ti piace ottaviano blitch? non lo so.
    hai letto quello che ho scritto? ecco, quello è.
    la voce alla radio mi piace.

  21. @marziano: hai spezzato una lancia critica per la trasmissione Virgin Mothel.
    Quel tipo di voci alla radio piacciono anche a me. Guarda che è un complimento.

  22. @fran; ah, chiedo venia per la reazione risentita, pensavo fosse una snobistica ironia verso i miei gusti bi(po)polari!

  23. @diamonds per me è complicato anche collegare l’pod alla porta usb. Ma comunque credo che stavolta i marpioni non si vogliano far fregare come con internet, e lanceranno la cosa solo quando avranno la certezza di poterla tenere sotto controllo. Sento puzza di gomblotto.

  24. La brevità, se non sempre uccide la poesia, talvolta fa strage della comprensione.
    Vabbè va. Per stavolta ti perdono…

  25. oh, non riuscivo ad inserire il mio imprescindibile commento. Ma mo’ mi sono scordato cosa dovevo dire. Vabbe’ fa niente

  26. Ma come a 105 c’è pure la Borromeo!Sticaz

    Mi spieghi la differenza fra RTL e RDS l’unica cosa che ne so io è che le evito come la peste!

    Dispenser! Condor non lo nominate, come mai, non vi piace?AAhahAHAAHAhh

    Mi è piacuta questa puntata sulle radio, non vedo l’ora di leggerne una sui discografici, che dopo lo yogurt della Marcuzzi sono la cosa più inutile che il Padreterno abbia inventato!
    Trovo deliziosa della gente che pensa di convincere qualcuno che sia conveniente pagare 0.99 per una canzonetta quando potresti averla gratis

  27. ma che bel post, hai ragione su un sacco di cose. Non ho letto tutti gli altri commenti ma volevo aggiungere: voi non conoscete un sacco di persone che alla domanda (banale, ma capita) “e tu che musica ascolti” risponde “uhm, io ascolto la radio”- Credo che alcuni mettano su una media di sei-sette cd all’anno, quando sono a casa o in macchina.

  28. @Elena: Condor non la sento spesso, è in un orario impossibile – dehehihohu. Poi vabbè, quando mi capita di sentire Sofri parlare di musica provo lo stesso piacere lancinante che provo quando sento Enrico Ruggeri parlare di calcio. Quanto a Bordone, non ci piacciono le stesse cose ma quando scrive di musica spesso riesce a far capire come suona un disco – e non ci riescono in tanti, io sicuramente no, desisto in partenza: se inizio a dire “questi sono tipo i Beatles ma anche tipo i Ramones e gli Editors” mi vengono in mente i sommellier che cominciano a evocare sapore fruttato, aroma di nocciole, retrogusto di menta mista a cuoio, e mi sento ridicolo.

    @marziano: Blitch è veramente tremendo, haha! E dire che l’idea non è malissimo, ma l’esecuzione è tremenda, così come lo humour alla Ezio Greggio dell’agente Malone e la Giulia Salvi che legge ogni testo – foss’anche Fragile di Sting – con voce da gattamorta, ogni frase sembra buona per un dialogo di Beautiful.

    @Kluz: intendevo dire: come funziona il conteggio degli EP. Perché non mi è molto chiaro. Tanto per fare un esempio, Nek ha pubblicato sia LP che EP. Gli sono stati conteggiati tutti e due come uno solo, ed è andato al n.1. Ma ha senso?

    @DD: però questa cosa che tira più il pelo eccetera, non me la spiego. Più di metà delle utenti internet in Italia sono donne, dicono. Più di metà dei giornalisti sono donne, dicono. Più di metà degli elettori sono donne, dicono. E nonostante questo, siamo in piena pelocrazia, nei media e in politica. O è una strategia per tenere succubi noi maschi e impedirci di evolvere?

    @Memedesimo: io ho il sospetto che gli inserzionisti non siano furbi come dicono, se si fidano di Auditel e soprattutto di Audiradio. Ma d’altro canto sto parlando di gente che si è fatta dire come inserzionare da uno come Gasparri. A parte questo, ti dirò, il pezzo di Fibra non è malissimo – ovviamente finché non….
    Oh, no.
    Buon tentativo, ma non ci casco.
    Intendevo dire: finché non subentra il ritornello, cantato con quella zenzibilità impareggiabile di uomo che ha tante cose dentro. Più che un uomo, un trolley.

  29. Sulla qualità delle radio sono piuttosto d’accordo. Ormai il modello FM si è appiattito su quello della TV generaliste dove i conduttori (ma anche gli artisti) producono una audience monstre che però rimane intrappolata all’interno del mezzo senza una vera ricaduta nel mondo reale, senza che a nessuno venga in mente che Gerry Scotti o Maria De Filippi, fuori dalla TV, potrebbero egualmente esistere.

    Tra musica e radio si è rotto quel modello “promotion to store” che andava fino alla fine dei ’90, dato che la musica, fuori dalla radio, non si vende più, sia per problemi di qualità ma anche e soprattutto per la pirateria. Che per la TV (vedi Amici, vedi Arisa) funzioni un po’ meglio è dovuto al “premio personaggio” che vince sulla canzone e fa si che qualche traccia in più si venda grazie alla “faccia” dell’artista. Lo stesso “Face Factor” che fa riempire i concerti dei Bastard Sons of Dioniso che ti voglio poi vedere quanto vendono con i CD.

    Sulle radio digitali ci sono tanti problemi di diritti che stanno creando casini a Pandora, Last.fm, Spotify etc. Alla fine vincerà comunque il modello streaming on demand sul web. Se poi questo genererà abbastanza fatturato da salvare le case discografiche e gli artisti lo scopriremo in questi mesi perché YouTube (che controlla il 40% del traffico mondiale) sta rivedendo il suo modello di business con le labels, dato che al momento, sulla musica, perdono soldi anche loro.

  30. Bah, a quanto risulterebbe, ma l’ argomento mi interessa il giusto per cazzeggiare su Macchianera non certo abbastanza da fare studi approfonditi, la FIMI (della classifica “MusicaeDischi” non rimembro, e altre, come, “DiscotecheLaziali” non saprei proprio; scommetterei faccian uguale) mette serenamente gli EP e “LP” insieme nella classifica, ovviamente contando 1 a 1 senza coefficenti ad handicap o similari. Certo, è piuttosto opinabile e un utente potrebbe esser portato a squotere la testa. Bisogna concedere però che spesso da molti punti di vista il criterio ad es. per distinguere un album vero e proprio da uno un po più “ristretto” sarebbe comunque difficile da stabilire, arbitrario.
    Come sappiamo la nomenclatura e le relative categorizzazioni vengono dai dischi, che ormai non si usan più. Senza supporto fisico, o già col CD etc la cosa era rimasta un po’ ‘na convenzione.
    Se uno guarda i vecchi EP contenevano tendenzialmente 4 tracce, dopo era intesa in tale modo una produzione con 3-5 tracce, adesso alcuni ne hanno tranquillamente 7. Con le MC spessissimo gli album ritenuti “normali” avevan non più di 8 pezzi.
    Quindi la differenza dagli “album” è relativa, tra l’ altro faccio banalmente osservare che anche gli album (considerati LP) hanno lunghezze eterogenee, oltre che prezzi eterogenei e non necessariamente correlati al numero di brani inseriti nella produzione. Alla fine la classifica è comunque abbastanza GROSSOLANA, la copiosa presenza di EP forse rende la cosa “ancora meno alla pari”, caotica. Certo c’è una bella differenza, ma non saprei porvi rimedio: si fa che il “quorum sia 7 pezzi , ma poi LP di 9 e di 14 pezzi posson tranquillamente competere alla pari nella stessa chart? Può darsi, la vedo molto opinabile in ogni caso.
    A questo punto, probabilmente, il conteggio riguardo a NEK, senso totale agli occhi di molti giustamente non l’ ha, ma, non utilizzando più vinili con le loro limitazioni strutturali, è difficile decidere che conteggi fare.
    Per avere un sistema minimamente più preciso e idoneo a questi tempi, bisognerebbe rivoluzionare proprio tutto: non sarò certo io a farlo, chi vuole provarci si accomodi pure.

  31. Cribbio! Avrò commesso sicuramente anche altri scempi però addirittura arrivare a scrivere “scuotere” con la Q…
    Shame on me.

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