La ballata di Karol Racz

Sei libero Karol, sei fuori di cella / non sei più il mostro della Caffarella / Sei celebre Karol, sei quasi famoso / non sei più un ceffo alla Lombroso / La senti quest’aria di libertà? / Ringrazia il giudice e il dna

E’ vero, diceva: hai fatto violenza / Ma non fece apposta, era l’emergenza / E’ vero che c’era la caccia al romeno / e chiuso in galera eri uno di meno / E’ vero che sai, quel naso schiacciato / l’avremmo ben visto su un treno piombato / E’ vero che pure, per scherzo di sorte / qualcuno diceva: mettiamolo a morte / I veri colpevoli, han scritto i giornali / del resto son tuoi connazionali

Ma tutto è passato, sei uno dei nostri / che importa se ieri dicevano: mostri / Che importa se adesso chi fa l’intervista / prima era un boia anziché un giornalista / E’ un grande Paese: una sola mattina / ed ecco diventi un eroe da vetrina / Sembrava un’impresa, la cena col pranzo / e adesso t’invita Maurizio Costanzo / ti avean tradotto in furgone con scorta / e ora in berlina sino a Porta a porta / Tu prendila poi con filosofia / e forse t’invitano anche alla Fattoria

Abbiamo un problema, sai, generale: incarceriamo tutti, tranne il criminale / nei parchi forzata concupiscenza / dai giudici troppa giurisprudenza / Tu almeno sei forte: ma chi pagherà i danni / alla ragazzina di 14 anni?

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=339022

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