Mi chiamo Emilio (financial hero): month 5 (-24,7%)

Negli ultimi giorni Berlusconi ha ripetuto più volte che la sua promessa di sangue, il giuramento solenne espresso nella prima conferenza stampa anti crisi dell’ottobre scorso, è ancora valida: “nessun italiano perderà un solo euro depositato presso le banche italiane, sui conti correnti o sui libretti di risparmio”.

In effetti nessun correntista ne portatore di libretti (come d’altronde successo in tutti i paesi del mondo anche in quelli tecnicamente falliti, come l’Islanda o la Lettonia grazie a nazionalizzazioni o garanzie pubbliche) ha davvero perso un euro per colpa della crisi. Ma un’economia moderna non è solo conti correnti o libretti di risparmio, come Berlusconi sa benissimo, ma è anche una storia di titoli di stato, obbligazioni ed azioni.

Ed è proprio la storia di Emilio, il nostro ipotetico eroe, che ha investito tutto i suoi risparmi proprio sulle raccomandazioni d’acquisto di Silvio in titoli azionari quotati alla Borsa di Milano.

Beh, l’ultimo mese a Emilio gli ha detto proprio male.

Il suo portafoglio negli ultimi 30 giorni è letteralmente collassato, con la crisi che è entrata in una fase nuova di rinnovata sfiducia alle banche e di consolidamento delle perdite macroeconomiche (a sorpresa il Pil italiano ha fatto -1% già nel 2008). E’ andata malissimo per l’ENEL (-26,6%) che dopo la fase napoleonica della conquista dell’energia spagnola di Endesa e il patto per lo sviluppo nucleare con la francese Edf si è accorta che ormai il debito ha sfondato il muro della decenza e che senza un aumento di capitale di almeno 7 miliardi di euro si perderà il rating sulle obbligazioni con effetti salatissimi sul conto interessi. Ancora peggio ha fatto ENI (-29,02%) ma questa volta non c’entra il prezzo del petrolio che galleggia sui 40 dollari al barile. Si è scoperto che ENI doveva sbolognare delle attività russe ai cugini di Gazprom che però ne faranno volentieri a meno, rinviando il pagamento di almeno 5 miliardi di euro fino al 2012; ENI si trova così milioni di barili in più e miliardi di euro in meno in cassa, in una fase come questa erano meglio i quattrini. Neanche fa più notizia invece la continua scivolata di MEDIASET (-15,1%) che incassa anche la bocciatura degli analisti svizzeri di Ubs, che mentre affondano in una specie di fallimento simulato trovano il tempo di gufare la stella dei media italiani.

Insomma facendo una botta di conti, in un solo mese, Emilio ha perso 27.800 euro di capitalizzazione. Era sicuramente meglio il conto corrente.

Portafoglio Berlusconi: ENI, ENEL, MEDIASET (giudizio buy, secondo il Premier)

Valore di carico al 08.10.08: 120.000 EUR.

Valore di chiusura al 07.03.09: 90.350 EUR (-24,7%)

Obiettivo al 10.10.10: 240.000 EUR (18/24 mesi il tempo necessario per raddoppiare il capitale, secondo la previsione di Berlusconi

Rendimento alternativo “Italian Underdogs” (blue chips non consigliate da Berlusconi TELECOM ITALIA, GENERALI, LUXOTTICA, FIAT): 79.920 EUR (-39,9%)

Rendimento alternativo “Plus 20″ (azioni sconsigliate da Berlusconi APPLE, GOOGLE, AMAZON): 166.750 USD (+11,2%)

Emilio Mood :-((((

(Visited 5 times, 1 visits today)

28 Comments

  1. Peccato che il rendimento delle plus 20 sia stato aggiunto dopo che l’articolo era iniziato..
    raccontiamola giusta ;)

  2. Certo che la raccontiamo giusta Paolo M.

    Il rendimento delle plus 20 è stato inserito successivamente ma a valori omogenei rispetto agli altri 2, vale a dire con i prezzi di riferimento al 10.10.08.

    Per cui simulano il rendimento che Emilio avrebbe avuto investendo in quelle azioni in alternativa a quelle consigliate dal Premier. Già allora il loro rapporto prezzi/utili era superiore a 20 e quindi sconsigliabili rispetto a Silvio.

  3. Attendevo con ansia questo pezzo, alla luce degli ultimi sviluppi.

    Pero’ volevo anche la fotina di Emilio!:-)

  4. Raccontarla giusta o no, sta di fatto che da 14 anni si aspetta la prima mossa politica di Berlusconi, non solo intelligente, ma anche connessa con quella roba che si chiama benessere della collettività.

  5. Nel gennaio del 1994 Berlusconi fonda Forza Italia ed entra personalmente in politica. «Se non lo faccio, mi arrestano e fallisco per debiti ».
    Ecco la prima mossa in favore “della colletività”…

  6. il vecchio emilio potrà presto rifarsi con una serrata caccia alle azioni della “Bacigalupo Engineering” società di costruzioni sorta ad arcore lunedì scorso.Tale compagine,che per decreto resterà unica nel suo genere,avrà la caratteristica di ristrutturare palazzine realizzate in tempi sospetti ricalcando lo stile della Torre Velasca

    youtube.com/watch?v=dxThJp4s4hk

  7. “Peccato che il rendimento delle plus 20 sia stato aggiunto dopo che l’articolo era iniziato..
    raccontiamola giusta ;)”

    hai capito? Lui che è capo del governo può sparare cazzate senza preoccuparsi del fatto che qualcuno, ascoltandolo, possa rimetterci dei soldi. Tu invece, povero pistola che posti macchianera, devi essere impeccabilmente corretto, sennò.
    Valà, va.

  8. al di là del destino di Emilio, resta che i matti al governo hanno negato con tutte le loro forze l’esistenza della crisi, quello faceva berlusconi quando ha psarato cazzate sulla borsa

    lo fanno perché non sono capaci di fronteggiare la crisi, ma soprattutto perchè non vogliono e perché non hanno ancora chiaro come beneficiare della crisi stessa senza farsi linciare, perché non hanno mai avuto uno straccio di progetto che andasse oltre il saccheggiare la nave mentre si dirige verso gli scogli

    ricordiamo che insieme al premier c’è tutto il governo schierato nel negare la crisi mentre massacra lo stato sociale invece di rafforzarlo per farvi fronte

    lo fanno anche a sprezzo del ridicolo, come il piccolo Brunetta in questa profetica esibizione di giugno. Da notare che a giugno era già evidentissimo quale fosse il prolemino, anche se molti ancora faticavano a comprenderne la dimensione.

    una delle migliori intelligenze governative la pensava così “«Ma è un fatto, non una mia opinione: il declino non esiste. Non esiste la recessione, né in Italia né nel mondo: recessione è quando per due, tre trimestri di fila il pil diminuisce; invece l’Italia è sempre cresciuta, sia pure poco. Non esiste neppure la crisi dei subprime ». Come non esiste? «Esiste una crisi di crescita. E di governance. Ma i subprime non c’entrano niente. I derivati sono un aspetto virtuoso, positivo, della straordinaria crescita economica americana di questo decennio. La tensione sui subprime incide in minima parte sui bilanci delle banche. Crederà mica che la Northern Rock sia fallita per i subprime? È crollata la fiducia dei risparmiatori. Dobbiamo e possiamo recuperarla». Sì, ma in che modo? «L’economia italiana non è messa male. È in sofferenza per il prezzo del petrolio. Controllo dell’offerta, aumento della domanda: agli arabi conviene tenerlo sotto piuttosto che venderlo».”

    Ovviamente nessuno è poi corso a chiedergli conto di questa incredibile accozzaglia di puttanate…

  9. Ieri Tiscali, +47, Safilo +24, Unicredit + 11,9, Eni +8,45, Enel +5,14, Alleanza, +9,6. Ah, ah, ma dov’è la crisi? Avete idea di quanto si può guadagnare in borsa in questo periodo?

  10. scommetto che saranno contentissimi gli azionisti…

    certo che se non si usa la testa per valutare i numeri si fa fatica..

    Tiscali ad esempio è collassata il giorno prima, quel +47% non vuol dire molto

    è inutile sbandierare il dato di un giorno come se fosse una tendenza o la ripresa del mercato, è infantile più dell’esultare per un gol della propria squadra quando già perde 10 a 0

    certo, anche oggi in borsa si può guadagnare sempre, a patto di non aver già perso tutto e di riuscire a comprare a prezzi di fallimento, ma questo dimostra la crisi, non certo la sua non-esistenza

    tanto per aggiungere, senza il dato del volume degli scambi non si può nemmeno sapere se è stata una giornata animata o se quelle azioni hanno fatto il prezzo su scambi ridottissimi

  11. http://it.finance.yahoo.com/echarts?s=TIS.MI#chart2:symbol=tis.mi;range=1y;indicator=volume;charttype=line;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=on;source=undefined

    questa è Tiscali, che è praticamente fallita se non arriva qualcuno a ricapitalizzare in fretta, ha pure annunciato che non può pagare i debiti, praticamente il default

    si calcola che da settembre si sia polverizzato il 40/50% delle ricchezze dei valori borsa nel mondo, certi guadagni ora sono una gocci nel mare

  12. a margine, un problema filologico che mi attanaglia da anni

    mazzetta qui sopra definisce i guadagni di ieri, poichè irrilevanti dopo tanti ribassi, “una goccia nel mare”

    sente praticamente tutti definire situazioni analoghe, dove una piccola quantità di qualcosa va in controtendenza rispetto a una grande quantità di qualcos’altro, con la stessa metafora: una goccia nel mare

    ma una goccia nel mare significa aggiungere qualcosa, in piccola dose, a una grande massa di quantità omogenee
    cioè, guadagnare un tre per cento in borsa dopo aver già guadagnato il 50% nell’ultimo anno è una goccia nel mare
    se guadagno il tre dopo aver perso il 50 è una goccia nel deserto
    ma dovunque sento usato in modo che mi pare sbagliato e opposto alla logica quella locuzione
    dite che ho ragione o sono definitivamente impazzito?

  13. secondo me ha ragione Piti, forse sarebbe meglio usare un’espressione come: “un brodino per l’ammalato”

    comunque tutti i network che si occupano di finanza giocano all’ottimismo, ci sono mole spa sull’orlo del default e non ne parla nessuno, la stampa economica è conformata a dare le notizie solo quando siano ufficializzate dalle aziende o da queste sollecitate

    senza dimenticare quella che sembra essere la consgena dell’ottimismo, si cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno e si finge sempre che il miracolo sia dietro l’angolo o che non vada poi così male

    oggi in proposito e a proposito di Tiscali, il Corriere intitolava un box con “Tiscali azzera le perdite” riferendosi al rimbalzo, ma… non è vero!

    quello che sfugge a molti è l’evidenza matematica, eppure si parla di soldi

    se un’azione stamattina vale 100€ e perde il 50% in giornata, per poi guadagnare un 50% domani, in realtà domani sera avrà perso il 25% del prezzo di questa mattina

    100€ x -50% = 50€€
    50 x +50% = 75€

    quindi il -47 e il + 46 di Tiscali non si elidono per magia, posto che quello si possa considerare un vero rialzo, visto che a giugno le azioni di Tiscali valevano circa 2.50€ (quotazione minima nei 4 anni precedenti il giugno scorso) e oggi viaggiano tra 0.25 e 0.26

    di questi tempi non si può gioire di un rialzo registrato su volumi di contrattazioni tanto esigue, poi c’è chi lo f per motivi suoi, ma non è il caso di andargli dietro

  14. Su Tiscali ha ragione Mazzetta, il calcolo è esemplare.

    In genere la stampa economica, sulla borsa come sul PIL sa fare solamente un discorso differenziale, la percentuale di giornata, con affermazioni che non sempre rendono l’idea.

    Tiscali è alla canna del gas e quello che può fare è cercare di mantenere la continuità aziendale prima che qualcuno se la pigli tra Murdoch o Vodafone.

    Ovviamente se uno la comprava prima del +47 faceva un sacco di soldi ma il trading intra day è uno sport per professionisti che non c’entra con il nostro investitore medio (Emilio). nel trading intra day si guadagna e si perde parecchio, rischiando di rimanere con il cerino in mano.

  15. il bello è che funziona anche al contrario, ponendo prima il guadagno

    100€ x +50% = 150€
    150€ x -50% = sempre 75€

    il che vuol dire che tutte le volte che un’azione oscilla giorni alterni tra aumenti e cali molto vicini, il suo valore cala sempre, anche se a vedere le percentuali sembra di no
    che poi basta guardare tutti i dati a disposizione, il giornalista che omette il valore dell’azione per parlare solo di performance percentuali relative non fa nemmeno cronaca, monta solo la fuffa

  16. E però, a leggere voi viene mal di pancia, a sentire Berlusconi invece ci si tranquillizza :)

    Si fa per scherzare, ma nemmeno troppo. Per uno come me che fino a che la crisi non scende al mio livello (quello di chi non ha azioni, obbligazioni, fondi, ma solo i proventi da lavoro e qualcosa in banca) è meglio continuare a sentire di quanto è grosso l’iceberg verso cui stiamo navigando, o qualcuno che mi dice che sì, l’iceberg c’è, gli stiamo andando addosso, ma probabilmente riusciremo a salvarci quindi non è il caso di buttarsi in mare prima ancora di cozzarci?

    Pregasi astenersi risposte da schematici pro/anti-Berlusconiani.

  17. Non capite il punto, qui non è questione di gocce nel mare, in tempi di crisi chi ha sempre fatto soldi fitti in borsa ne fa molti di più che non in tempi di calma piatta.
    Rotschild amava dire che “…quando il sangue scorre nelle strade quello è il momento di comprare”.
    E di guadagnare sul serio. Così è sempre stato in borsa, perchè, come disse Gordono Gekko: “l’avidità è giusta, l’avidità funziona, l’avidità in tutte le sue forme chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo”. Il problema di Emilio non è solo quello di aver seguito le indicazioni fuorvianti di B. ma anche quello di non essere abbastanza avido.
    Se non lo sei che ci stai a fare in Borsa?

  18. spider, non so cosa tu preferisca sentirti dire e direi che sia anche poco importante
    ciascuno è libero di fare come crede, anche scocciarsi in fretta di quei rompimaroni che si ostinano a parlare di cose reali come i numeri invece di spruzzare ottimismo sui tonti, ma magari leggendo discorsi diversi da quelli del nano qualcuno evita di fare clamorose cazzate come comprare le azioni di banche fallite o sai tu

    quanto al fatto che qualcuno ci guadagni sempre è fuori discussione, ma visto che già ora si sono brciati i guadagni degli ultimi 30 anni, è abbastanza scontato che quelli che guadagnano ora abbiano già perso in abbondanza nei mesi scorsi
    e probabilmente non è finita, ci ha rimesso una fetta importante del patrimonio anche un volpone come Buffet e quelli che ci guadagnavano di più sono falliti, quindi non hanno guadagnato un bel niente

    la citazione di Gekko è giusta, proprio quella concezione del nusiness è alla radice dell’autodistruzione del sistema finanziario

  19. No, non è quella concezione ma la sua deriva. Quella concezione tiene in piedi la borsa e il mondo degli affari da sempre

  20. imho è la concezione, che in passato era più bilanciata da regole che poi sono state scavalcate o evase

    negli States stanno pensando di reintrodurre cose come l’upstick rule e altri meccanismi di buonsenso che sono stati rimossi in un recente passato, parlano di avidità temperata da contrapporre all’avidità onnipotente, ma l’impressione è che brancolino nel buio cercando di salvarsi il culo

    ho l’impressione che non ci sia l’esatta percezione del numero mostruoso di persone già rovinate dalla crisi e che tutto sommato si preferisca pensare che il sistema possa essere semplicemente riformato, nonostante abbia dimostrato le sue mortifere potenzialità e le sue plateali incongruenze

    non mi pare una volpata

  21. Il sistema è questo e non può cambiare, può essere riformato, possono essere introdotti correttivi, ma nulla potrà impedire che risucceda ciò che è successo.
    Non può esistere avidità temperata, esiste l’avidità come motore essenziale del business ed esistono derive che spesso funzionano come farmaci omeopatici dati che l’unica cosa inmpossibile è la crescita infinita.
    Infatti molte delle persone rovinate sono state mosse dalla loro stessa avidità. Perchè credi che funzionino il multilevel alla Maddok o che si possano piazzare titoli spazzatura come il pane? E’ sempre l’avidità che muove sia il grande finanziere sia il piccolo investitore che si crede più furbo degli altri.

  22. RITA BELLACOSA E’ UN PERSONAGGIO DA AMMIRARE E DA SEGUIRE CON INTERESSE E PASSIONE. LEI CI FA RIFLETTERE E MEDITARE.

  23. Caro Enrico #24,

    qui non si mette in discussione la naturale avidità dell’uomo e nemmeno l’eterogenesi dei fini nella sintesi di Adamo Smith.

    Il punto è se il Premier ha fatto bene a dare quei consigli di investimento così precisi ad una platea di investitori non professionali.

    Il buonsenso suggerirebbe di no nella forma, vediamo se almeno nella pratica i suoi consigli risulteranno azzeccati nel lungo termine.

    Se non sarà così, Berlusconi avrà sbagliato due volte: nella forma e nel merito.

    Ma diamogli tempo.

  24. Anche io la seguirei con passione e interesse e anche con la mia ascia nuova da provare

1 Trackback / Pingback

  1. Trentasei' s

Rispondi