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DonnaModerna
Amo mio padre. Ha novant’anni e spero che muoia. In agosto mi ha detto “Voglio solo vivere abbastanza per poter votare.” Il 20 ottobre, subito dopo mezzanotte, ha spento la CNN nella sua casa in Massachussets, si è alzato per andare a letto e ha avuto un ictus. Se l’ictus l’avesse colpito mentre era seduto in poltrona, la mia matrigna avrebbe immaginato che stesse dormendo e probabilmente l’avrebbe trovato morto la mattina seguente. Il tonfo che mio padre ha fatto cadendo dalle scale ha svegliato mia sorella e la mia matrigna. Quel tonfo gli ha salvato la vita. Continua a leggere »
Si è spenta Eluana Englaro, ma continua in Senato la corsa contro il tempo per salvare Rete4.
Penso che nessun modo di morire sia buono, ma questo è il peggiore, e lo stiamo peggiorando ogni giorno, anche noi di buone intenzioni e sentimenti.

E’ lunedì, e come ogni lunedì, fatte le nove di sera, imperversano Macchiaradio, e il cazzeggio libero a commento di X-Factor e del Grande Fratello. Si parte delle 21, su RadioNation 1, poi si va avanti saltando di qua e di là. Potete seguirci in audio attraverso questa stessa pagina, in video (nella colonna a destra del blog) e in chat (attenzione che l’indirizzo è cambiato).
Dietro ai microfoni: Michele Boroni, Laura Carcano, Francesco Cataldo, Lorenzo De Marinis, Paolo Madeddu, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri, Claudio Sterpone, Simone Tolomelli.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
| …oppure clicca “Play” per ascoltare la puntata in questa pagina |
Anche questa puntata di Macchiaradio è stata gentilmente
Prima di iniziare qualunque discorso sulle drammatiche ore che sta vivendo il Paese, poiché queste ore si scatenano utilizzando in maniera oscena e quasi triviale il corpo e il sangue di Eluana Englaro, è a lei – a quello che è stata e a quella crisalide abbandonata che è ora – che dovrebbe andare un silenzio meditativo e privo di giudizio. Il suo corpo e il suo sangue non sono offerti in dono, e comunque non affinché l’eventuale dono si tramuti nel massacro volgare a cui stiamo assistendo. Il suo corpo inabile poiché inabile è il suo organo cerebrale, e quei 17 anni di pura vegetazione: la tragedia prima è questa, cioè l’artificialità con cui la natura è stata soppressa da una seconda natura, violentissima, che ne ha stuprato la volontà certa, comprovata, che lei non avrebbe desiderato per sé l’artificio che mantenesse respirante un corpo incapace di sopravvivere, nemmeno di vivere, senza l’ausilio di questo emblema della tragedia tutta, che è “il sondino”.
Davvero non coglie pietà a fronte di un corpo rattrappito, una persona che non detiene più il principio di personalità? Pietà pura, intendo: non giudizio pietoso o pietistico, e tantomeno ideologico.
Raffiguratevela mentalmente e sentitevi lei. Perché, se non si riaccende l’empatia e la pietà, cioè l’amore stesso, ogni parola è vana e ciò che si sta per leggere diventa ulteriore rumore nella lugubre e drammatica caciara di queste ore italiane – nell’espropriazione definitiva dell’Italia repubblicana da se stessa, che è la fase che ci stanno facendo vivere: a noi, non a Eluana.
Continua a leggere su ‘Carmilla’
Battiamo forte i piedi sulle nostre pagine virtuali. Ancora una volta non possiamo esimerci dal manifestare la nostra indignazione, la preoccupazione, il senso di nausea per i gesti, le parole, gli intenti del nostro Presidente del Consiglio. Il caso Englaro che dopo aver spaccato le coscienze, adesso spacca la politica, minaccia le istituzione, offende le donne e la loro possibilità di procreare.
Battiamo forte i piedi perché qualcuno deve pur farlo e ormai non resta che qualche quotidiano, qualche blog e sparuti gruppi di manifestanti a farlo. Parole che come al solito, in un periodo storico nel quale le parole non valgono niente, restano lì come un corpo senza volontà sul quale figurativamente combattere una battaglia che non avrà né vinti né vincitori. Continua a leggere »
Alle 16.29 di oggi, 26 febbraio 2009 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha deciso di non firmare il decreto legge che si poneva come obbiettivo unico, nell’ordine, di ignorare una sentenza, di ignorare una lettera nei giorni scorsi inviata dallo stesso Presidente della Repubblica al Parlamento e al Governo, di bloccare il protocollo di cessazione di assistenza medica nei confronti di Eluana Englaro. Il decreto legge è uno strumento in mano ad un Governo e non al Parlamento, per dire. Ed è quello strumento pensato per fare in modo che non si utilizzi uno stallo architettato ad arte tra le due Camere per secondi fini. Non un modo per scavalcare Camera e Senato.