I’ve sent the SOS to the world (XFactor – quarta puntata)

Lo sapevate anche prima. E se non l’aveste saputo, avreste dovuto. Non ci sono scuse. Vale per tutti. Per ciascun concorrente eliminato, da ogni reality del mondo. Tocca alle Sisters Of Soul, mi dispiace: avevano a tutti gli effetti eseguito la loro migliore esibizione di sempre. Brave, precise, intonate a tempo, il contrario di Giops, che lo adoro ma ieri ha fatto proprio pena. Finiamo un attimo con le SOS. E’ vero si sono un po’ scazzate, è vero non erano forse preparatissime, è vero c’era stata qualche frase imprudente, probabilmente -è altrettanto vero- si erano chiarite e il peso si era ribilanciato eccetera ma in tv non funziona così. E dice, si ma della tv non ci frega niente noi pensiamo alla musica. Tesoro, se pensi alla musica vai in conservatorio e non rompere i coglioni. XFactor è una trasmissione televisiva, no opere di bene: soldi, sponsor, auditel.

D’avanzo ci scappa che stavolta il cuore della faccenda graviti attorno alla musica ma è un caso; o meglio, un nucleo sarebbe valso l’altro. Ecco, così è più giusta. Quindi, SOS, io vi credo. Dite, ci sono stati tagli e s’è fatto vedere solo quello che si voleva. Probabilmente questo taglia e cuci ha influenzato la gente che vota da casa e la stessa Maionchi? Sì, è probabile. E’ la televisione, il farla, il partecipare ad un programma che parla di musica ma nel quale non si può parlare di musica (altrimenti la gente borbotta cagate mondiali che spaccia per “gusto”, come c’entrasse qualche cosa il gusto), e nemmeno utilizzare uno strumento (che non sia la voce). Guardatevi in tasca, ragazze, non lo sapevate anche prima che le cose funzionavano cosi? Se la risposta è “sì, lo sapevamo” allora siete state sprovvedute perché avreste dovuto evitarvi le scenate da televisione verità -la televisione non è verità, è manipolazione. E’ finzione, la sorella stupida del cinema. E’ finta. E’ come chi progetta un determinato format vuole che sia. Ma tutta la comunicazione in genere è così, io potrei scrivervi quintali di aggettivi e avverbi diversi ma ne uso determinati perché è la mia tesi che supporto non quella dell’accademia della Crusca.

Se invece la risposta fosse “no, non lo sapevamo” beh allora siete delle ingenue, tutto il mondo va così. A nessuno importa quello che sei, sono solo frasi da liceale in crisi ormonale, tutti quanti vedono solo il risultato delle tue scelte. E su quello, non necessariamente giudicano, ma più spesso decidono come rapportarsi con il prossimo. La questione è che voi tre ragazze avete le carte per fare qualche cosa, non siete “scarse” ma siete ancora troppo poco. Dovrete innanzitutto scegliere se quel carrozzone lì è quel che vi interessa fare nella vita, se davvero vi importa mischiarvi a quel modo di essere, di porsi nei confronti del mondo, se vi riesce di sopportare la vuotezza che sprigiona come una bomba atomica al passare di ogni singolo minuto; poi come fare in modo che siate voi quelle a comandarne la direzione perché consapevoli di voi stesse, ed è inutile che annuiate, ora, ci vuole un sacco di tempo per essere consapevoli di se stessi, e voi non lo siete. Non al punto da saper tranquillizzare il prossimo sulla potenza con la quale si è in grado di affrontare la vita per come piano piano si dipana di fronte ai nostri occhi; l’onnipotenza (cantiamo da dio e spacchiamo culi!) e l’impotenza (noi povere sfigatine che non siamo comperese) dimostrata nei giorni scorsi fa di voi persone irrisolte (è normale, siete piuttosto giovani) e terrorizza gli altri, perché chi non ha una dimensione definita altera lo status quo; poi si prendono centinaia di migliaia e milioni di persone che alterano lo status quo con gli ormoni a bagasce e si dà loro un nome, adolescenti, e tutto torna o posto. Inquadrato preciso. Spiegabile, relazionabile. Avete perduto una opportunità, potrebbero non essercene altre ma in realtà non lo sapete per certo e soprattutto ancora non credete -davvero- di essere le fautrici delle vostre, prossime ed abbondanti, fortune: vi garantisco che la vita è molto più complessa di così e saprattutto prende derive tanto orribili quanto geniali a prescindere dai vostri desideri più reconditi quindi, state serene, davvero. Poi c’è l’indifendibile Giops.

E dire Giops è per dire Morgan (si anche dire Noemi era “per dire Morgan”, ma d’altra parte è l’unico che abbia qualche cosa da dire, non è colpa mia). Il buon stimato Castoldi, ha ragione e sbaglia. Pretende che non si usi l’espressione “è stonato/a” perché viene utilizzato in una accezione scorretta, e per questo motivo ha ragione. Le persone che stanno su quel palcoscenico “hanno stonato” non “sono stonate”, di stonati ne ho incontrato solo uno in tutta la mia vita e sono uno che ci sta un filo attento, c’è caso che Simona Ventura non ne abbia mai visto l’ombra nella sua. Giops ha stonato in modo orrendo, e non è nemmeno stato l’unico errore. Giops si è mangiato almeno mezza misura correndo verso il baratro del “fuori tempo” che è un problema molto maggiore della stonatura. Non nel caso di ieri, perché la base non è influenzata dai problemi di chi ci canta sopra, ma il giorno che attorno hai gente che suona potrebbe essere che “li mandi fuori”; e il rischio ultimo è quello di “fermarsi”, chiunque abbia avuto in mano uno strumento venti secondi sa cosa si intende.

Eppure il pubblico decide che le persone “siano stonate”, perché non sanno. E allora l’utilizzo di un termine tecnico a sproposito crea un obrobrio duplice. Il comune sentire non sa distinguere chi stona da chi cala, cresce, corre, rallenta eccetera e -sì- anche da chi stona per qualche nota e dice: è stonato. Che non è vero, prendi una chitarra giri tutte le chiavi d’accordatura a caso, e la scordi. Poi suoni e sentenzi che quella chitarra è stonata. No, è scordata, l’accordi e torna a posto; gli stonati non hanno la capacità per girare le chiavi meccaniche d’accordatura della loro voce, non sentono cosa dovrebbero fare. E non è come si pensa in genere: non è vero che gli stonati non capiscano se una nota è alta o bassa, non sentano il tendere melodico, o le tensioni armoniche, che non abbiano né la percezione né la sensibilità musicale.

Morgan lo sa, sa che il pubblico, popolo, quella roba lì, non intende tutto questo pippotto e la fa molto più semplice, eppure si incazza e io mi sento di dargli ragione; quello che “il popolo” pretende con ferocia è che questo o quel partecipante sia -occhio- “amuso” ma non conosce l’aggettivo e allora usa “stonato”, che vuol dire un’altra cosa, sembra lo stesso ma non lo è. Dice, ma chi se ne frega: no. Se stai lì e parli di musica ne parli bene o taci. Un medico non dice passami quella cosa là che taglia tanto, è il bisturi e si fa passare il bisturi. Ho comunque accettato il consiglio, sono andato a risentire su youtube il tutto, e Andrea ha stonato, parecchio, che Morgan vada ad scoltarlo pure lui. E sia onesto, ché come ci siamo detti per tutte queste righe, stonare non è un’opinione. Anzi a voler riprendere lesue parole, ha stonato “perché è andato eccome fuori tono” di poco ma sufficientemente. Negarlo è cattiva fede, perché -lui noi- non è sordo.

E infine, sbaglia Morgan per la seconda volta perché prende un ragazzo super simpatico, bravo, personaggio fatto e finito per avere sufficiente spazio nei prossimi anni sia in televisione che in radio e lo carica troppo. Troppa roba da fare, è già un pazzo scriteriato non gli puoi dare in mano i coltelli infuocati e la schizofrenia di un altro cantante oltre la sua. Non può. Fategli fare cose più semplici, molto più semplici. Marco, davvero, piace già un casino divertitevi a fargli interpretare cose facili. Quel brano di Battiato ha una melodia con intervalli al limite del legale, armonicamente complesso tende a portare un cantante insicuro della propria intonazione in posti sbagliati dai quali difficilmente si torna indietro senza farsi male. Cambi ti tonalità al buio che o sei una lama nel ghiaccio tipo Mina o vai per aria, e tu la dai all’artista un tempo conosciuto con il nome di Giops? Abbassa il tiro Morgan, può fare tanto, non saranno due svarioni a complessarlo ci sono personaggi che hanno fatto la storia del pop e del rock negli ultimi cinquantanni che in quanto a stonature (e non solo dal vivo, pure incise) non sono secondi a Giops. Guarda tiro già il carico da undici subito, a partire dai Bealtes, passando per Bowie, Lou Reed te ne tiro fuori a valanga, gente che stonava di continuo pur avendo tutto il tempo di essere e vivere La Professione del musicista e non per un pochino in televisione con tre prove emmezza, delle quali una giornata in scena, dai. Fa minga il pirla; vola basso e schiva il sasso. Cambia repertorio ad Andrea, si merita di fare bella figura ma per adesso dipende solo da te.

In chiusura, di tutti gli altri il giudizio è sospeso perché a) non si può fare un pezzo per un blog sopra le 1800 battute, è irriverente; b) Daniele e Ambramarie procedono a marce forzate belli tranquilli e bravi verso la finale; Matteo sta ad XFactor 2009 come Emanuele a quello 2008, cioè c’è pure caso che caschi in finale senza meriti degni di nota né alcuna Netta superiorità rispetto ad altri; i Bastardi sono i miei projected winners, non vorrei menar loro sfiga, ma se lo meritano -detta così alla brutta XFactor o meno qualche cosa faranno di qui ai prossimi mesi, anni non lo so, ma mesi sicuro; Enrico ha tutte le ragioni del mondo a chiedere di interpretare qualche cosa di meno tecnico per mostrare un po’ di “quello di cui è fatto Enrico” e per questo potrebbe andare in ballottagio perché come per le SOS a nessuno frega niente di come sia fatto Enrico, Enrico lo si applaude perché c’ha l’estensione e perché non si trova implicitamente svilente ritenere di essergli inferriori, il giorno che abbassa il tiro sarà la sua Domenica delle Palme; Noemi traballa ma mai quanto Giops, il nuovo è Nuovo e sembra molto bravo, che vuoi aggiungere d’altro; ah, i Farias. Beh dietro questi qui ci dev’essere Licio Gelli quindi a me vanno bene come come sono.

Voto complessivo della serata 6–, agli autori chiedo: quali sono le regole del programma, cioé perché non si possono usare strumenti sul palco manco per finta come faceva ad ogni puntata l’anno scorso Emanuele? Perché non si suona dal vivo (costi?), perché non decapitate il regista che non fa spegnere i microfoni dei giudici in fase di proclamazione? Facchinetti non teme per le gomme della sua auto? Avanti così che va tutto bene.

(Visited 7 times, 1 visits today)

8 Comments

  1. Perché non si possono usare strumenti sul palco manco per finta come faceva ad ogni puntata l’anno scorso Emanuele? Perché non si suona dal vivo (costi?),

    Il format originale del programma lo impedisce (per quelli finti, Emanuele era abbastanza ridicolo, sembrava Ligabue anche nel far finta di suonare la chitarra).

    perché non decapitate il regista che non fa spegnere i microfoni dei giudici in fase di proclamazione?

    D’accordissimo, fa quell’effetto “pentola di fagioli” odioso.

  2. Per le S.O.S. mi dispiace, non erano male e adesso siamo scesi sotto il minimo sindacale di topa per un reality…
    E poi, pensandoci, le Sisters non coinvolgevano il pubblico perché sconclusionate, problematiche e indefinite, ma i Farias sono già al loro meglio e fanno schifo comunque… abbia perso una vaga speranza per un’orribile certezza!!!!

  3. Le 1800 battute le avevi superate già al secondo paragrafo, forse volevi dire parole? ;-)

    Battute a parte, il bello di queste tue cronache è che mi obbligano a imparare ogni volta cose nuove. Belle! :-)

  4. hai percaso avuto un prolasso del nervo vago, che rilasci parole quasi a caso, soprattutto nella parte del discorso da “no, non lo sapevamo” a “giops”?
    dio mio, se la visione delle tette costernate della ventura ti fa questi effetti, ti consiglio una settimana di purificazione a base di corsi a distanza di fisica I e II!
    saluti e SINTESI, la prossima volta, che per leggerla senza essere sgamato devo fare copia incolla su word per far finta che siano relazioni!!!!!!!!!

  5. secondo me ti sei “fumato” la puntata della settimana scorsa….

    quella di lunedì scorso dovrebbe essere la quinta puntata, non la quarta !

  6. Tutto in gran parte condivisibile (anche i tecnicismi, di cui confesso sono a digiuno), soprattutto le 2/3 righe sui TBSOD. E non aggiungo altro, che non voglio portar sfiga neanche io.

1 Trackback / Pingback

  1. Programmi TV - video zapping a mano armata (di telecomando)

Rispondi