The Classifica 51 – Siam pronti alla morte, Italia chiamò

Ho un brutto presentimento. Ho come la sensazione che scriverò nuovamente di De André. Quando in realtà vorrei scrivere dell’insediamento di Obama e del concerto.

Ma ultimamente mi leggo nel pensiero. E so che tornerò sul luogo del delitto. Ostentando un alibi inattaccabile.

Perché gente, lo sapete: questa rubrica si propone di parlare del Paese partendo dalla classifica dei pochi dischi venduti. E quindi, parlare di Fabrizio De André mi tocca. (… visto? Ve lo avevo detto che avrei tirato fuori l’alibi inattaccabile) (però se riesco ci infilo Obama e Bono e Springsteen e via dicendo, che ci tengo) (e ovviamente, Berlusconi) (che non può mancare) (però vedrete che botto, quando me lo gioco)

Come accompagnamento per il sermoncino di oggi, suggerisco l’ascolto di questo brano: http://it.youtube.com/watch?v=jm6Je_T15io. E ciò caldeggiato, partiamo. Al n.1 in classifica c’è Laura Pausini, al n.2 Tiziano Ferro. Fabrizio De André è al n.3. E al n.6. E al n.7. Con Effedia, con In direzione ostinata e contraria, con Fabrizio De André.

Ma De André è anche al n.23. E al n.26. E al n.27. E al n.32. E al n.35. E al n. 50 (questo è Anime salve, l’ultimo. A precederlo sono le raccolte e i concept album degli anni 70). E al n.54. E al n.58. E al n.62. E al n.68. E al n. 74 (oh, finalmente la PFM). E al n.78. E al n.83 (questa a dire la verità è la PFM senza De André che canta De André). E al n.96 (questo è Le nuvole, che chiude la parata).

Amici, oh, miei unici amici: non solo De André non era mai stato così popolare da vivo (e lo era non poco). Ma in generale, nessuno aveva mai avuto così tanti dischi in classifica in Italia. Alla fine, il grande sforzo mediatico ha avuto successo. Né un vivo, né un morto, nemmeno il più popolare – che, l’ho già scritto, era a mani basse Lucio Battisti, il cui decennale è stato osservato morigeratamente un anno fa. Viene da augurare lunghissima vita al miticoVasco e al miticoLiga, a Renato Zero e a CapireBattiato. Viene da augurare lunghissima vita a tutti, persino a Biagio Antonacci. (mmmh. Ok, su Antonacci devo pensarci su).

Altra cosa che ho già scritto è: la sinistra dovrebbe candidare De André alle elezioni. E’ morto? E che sarà mai: i morti governano questo paese. Lo governano Moro, Berlinguer, Craxi, Mussolini, Padre Pio. E Berlusconi, che non è vero che è sopravvissuto al cancro: è schiattato e intelligentemente quelli hanno candidato un sosia. Altro che lifting e capelli nuovi: come nel film Dave con Kevin Kline, si tratta di un attore che lo imitava alle convention di Mediaset, e gli unici che lo hanno capito sono Veronica Lario e i tifosi del Milan.

E mentre in America i vivi (beh, diciamo: i vivi più Bon Jovi) celebrano Obama davanti alla Casa Bianca, noi ci esaltiamo nel trionfo della morte. Dateci un Alberto Sordi, un Wojtyla, un Enzo Biagi o un’Oriana Fallaci, un Carlogiulianiragazzo, un GabrielesandridettoGabbo, e noi toccheremo il cielo con un dito. Non so quando e perché sia successo, ma lo sapete anche voi: siamo una nazione di zombie, la festa della Repubblica non dovrebbe essere il 2 giugno, ma il 2 novembre.

E in tutto questo io ieri me lo vedevo, Veltroni, che pensava a cosa avrebbe fatto LUI, se fosse stato eletto. Perché quello là, un concertone non lo ha mai fatto: del resto si ritrova Apicella (Michele) e Iva Zanicchi, Marco Masini e Alexia, Marcella Bella e (attualmente) Giovanni Lindo Ferretti. Unica vera star, Enrico Ruggeri, il che è tutto dire. Ah, come sarebbe stato contento Waltere di fare un bel concertone – con l’immaginifico titolo Concerto italiano. E presentato da lui, sia chiaro: il suo sogno è sempre stato quello. Salire sul palco e dire: “Jovanotti è un artista. Un artista italiano. Nato negli anni Sessanta. Un decennio importante. Un decennio di grandi cambiamenti. Anni di impegno. Ma anche anni di leggerezza. Una leggerezza importante” (…va bene, la smetto)

E dopo Jovanotti, ovviamente Fiorella Mannoia. “Una grandissima interprete. Un’interprete italiana. Nata negli anni Cinquanta. Un decennio importante. Un decennio di grandi cambiamenti…” (va bene, basta).

E dopo di loro, Waltere avrebbe messo in lista Eugenio Bennato e Francesco Renga, e Ivano Fossati e Tiromancino (…sì, sto cercando di citarlo in ogni mio pezzo) (così se lui cerca ancora di citare me sono irraggiungibile). Venditti e De Gregori no, che sono stati antipatici. Ma qualcosa mi dice che a metà lista, più o meno all’altezza di Drupi e Anna Identici, finalmente Waltere avrebbe capito. “Noi siamo i morti. Il Paese è morto. Il partito è morto. E per il mio insediamento dovrebbe esserci un grandioso Live/Dead. In modo da ricordare tutti assieme Modugno e Tenco. Rino Gaetano e Piero Ciampi. De André e Battisti (la destra stia muta, che “Battisti era di tutti”). Giorgio Gaber e Mia Martini. John Lennon e Bob Marley. Anche loro artisti italiani. Perché l’Italia non è uno Stato, ma un’idea. E quando si è morti, allora si è compiutamente italiani”.

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15 Comments

  1. Applausi, come sempre, ché cogliere il lato mortifero di questo paese è cosa rara. Ma hai visto bene: siamo una grande contrada morta e nulla più.

    Ma anche un appunto: dato per sempre come destrorso, Masini si è apertamente schierato per la Rosa nel pugno alle ultime elezioni, piantando peraltro l’ultimo chiodo nella cassa del centrosinistra e delle sue chances elettorali.

  2. Madeddu, che ti sei rivisto The Others ieri sera? Oppure Nightmare before Christmas?

    Ecco, mi sa che ci hai visto giusto; l’Italia somiglia molto al paese di halloween descritto da Tim Burton.

  3. E comunque questa storia di De André mi puzza di complotto, come quella storiella su Paul McCartney
    “http://it.wikipedia.org/wiki/Leggenda_della_morte_di_Paul_McCartney”

    Che sia tenuto legato e imbavagliato nello scantinato della casa discografica?
    Oppure è stato portato a Guantanamo? Obama potrà fare luce.

  4. @Suzuki : certo che sottolineare gli aspetti mortiferi del paese e subito dopo far sfoggio di una battuta su Masini che porta sfiga …
    :P

    Prevedo che il prossimo vincitore di Sanremo trionferà con un avanguardistico brano sui problemi alla prostata.
    Ad ogni modo il post mi pare catastrofista e incompleto :
    perchè non leggi le posizioni 3-5-6 etc. della “Top digital download” ?
    Oggi stiamo assistendo a tanti soggetti che stanno “rivoluzionando la musica”.
    Dai, consolati con quelli.

    p.s. recentemente mi son intrattenuto su “Bareddu.it” : mi son molto dilettato. Grazie.
    Ad esempio, l’ intervista a M.Hunzicher ogni tanto mi sovviene alla mente procurandomi gran gaudio interiore.

  5. Un concerto per celebrarsi è un’idea, ma nella storia c’è anche la genialata di un (salutare) concerto per salutare.

    Un bel The Final come gli Wham!, così, uguale, Veltroni all’apice del successo (tutto è relativo, si tenga presente) organizza un concertone e poi si leva di torno con qualche migliaio di persone che applaude.

    Meraviglia la chiave di lettura di questo post.
    Il personale picco è su “Ultimamente mi leggo nel pensiero”.

    Clap clap, insomma.
    Adesso se con i tuoi superpoteri potessi restituirci anche Mak, alle europee io voterò te.

  6. Accidenti, praticamente TUTTI i suoi dischi o quasi. Sono andata a vedere perché non ci credevo. E il bello è che sono sempre stati lì per tutti questi anni. La cosa fa anche un po’ paura, intendo dire come la gente ha risposto all’input mediatico…..

  7. Quando sento nominare masini… Comunque non vorrei risultare uno “spammer” ma invito l’autore di questo blog a passare sul forum Feedshare Italia….

  8. Parlo di Kuntz, Klutz e Suzukimaruti. Dare del menagramo a qualcuno e’ una cosa schifosa come se ne trovano poche.

  9. @Tantecose: forse non era chiarissimo il mio intento, la forma per la quale ho optato ammetto possa concedere un filo di ambiguita, ci tengo però a dire che non davo del menagramo a nessuno.
    Intendevo sfottere bonariamente Suzuki perché a fronte a certe considerazioni, poi non si era fatto alcuno scrupolo a fare una “battuta vecchissima”.
    (Sul fatto che tali battute/ dicerie, fossero ignobili, schifose, idiote, o quant’ altro, o viceversa sian di mio sommo gradimento e ne faccia ampio uso, non entravo nel merito)

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