Le strepitose avventure di un sasso senza cuore e una rapa senza testa.

A grande richiesta dopo mesi e mesi di postproduzione, pubblichiamo la graphic novel che il mondo intero stava aspettando. Un inedito capolavoro di illustrazione realizzato senza l’impiego della benché minima illustrazione tranne una vignetta dell’amico Rododentro.

tdrcdp1Cuore di Pietra e Testa di Rapa si conoscono a una festa. Cuore di Pietra conversa tra sé e sé fumando una sigaretta, quando Testa di Rapa si avvicina con un pretesto idiota. Per una migliore comprensione di questo post, ecco una legenda: TdR = Testa di Rapa, CdP = Cuore di Pietra.

CdP – Mumble mumble…

TdR – Ciao, come ti chiami?

CdP – Eh?

TdR – Bel nome.

CdP – …

TdR – Io sono Testa di Rapa, per gli amici Tes. Tu?

CdP – Veramente…

TdR – Bel diminutivo. Un po’ lungo.

CdP – …

TdR – Sai per caso di chi è la festa?

CdP – …

TdR – Lo so io, è di quel tizio lì (indica un tizio) è un mio collega, lavoriamo insieme. All’inizio mi stava un po’ antipatico ma è una di quelle persone che non le conosci veramente finché non le vedi abbracciate alla tazza del cesso che rimettono l’anima per via di una storia finita male. Ma non era la donna per lui, sai? No no. Lei l’ha lasciato per il fattorino che ci consegna la posta. Un duro colpo. Poverino, si è ripreso a fatica ma poi ce l’ha fatta.

CdP – Ah.

TdR – Adesso sta con quella tizia lì (indica una tizia con un bicchiere in mano) quella con il bicchiere in mano.

CdP – Oh.

TdR – Sai dire solo eh, veramente, ah e oh?

CdP – No.

TdR – Allora sai dire eh, veramente, ah, oh e no?

CdP – Uff…

TdR – Eh, veramente, ah, oh, no e uff?

CdP – …

TdR – Certo che sei un tipo strano. Comunque scherzavo, nemmeno io so di chi sia la festa: mi sono intrufolata ma non dirlo a nessuno.

CdP – E’ mia.

TdR – Cosa? (esterrefatta)

CdP – E’ la festa per il mio compleanno.

TdR – Auguri! Tanti auguri a teeee, tanti auguri a teeeee… Tanti auguri caro Veramenteeeeee…

CdP – Non mi chiamo Veramente. Mi chiamo Cuore di Pietra. Per gli amici Pier.

TdR – Allora per tutto questo tempo mi hai mentito!

CdP – Beh, anche tu. O meglio, hai detto una marea di stronzate senza senso e ti sei introdotta in casa mia con l’inganno.

TdR – E va bene mi sono introdotta perché… ehm… dovevo andare urgentemente in bagno, sì esatto. Poi tu mi hai rivolto la parola e mi sembrava buona educazione degnarti di una risposta. Di lì a un attimo ti avrei chiesto se potevo usare il bagno e tutta questo casino non sarebbe successo.

CdP – Tu mi hai rivolto la parola.

TdR – Invece sei stato tu, me lo ricordo perfettamente. Mi hai raccontato quella storia del tuo collega che si è lasciato con la sua fidanzata per colpa di una tazza del cesso, mi pare. E io, francamente, sono rimasta molto colpita da questa coincidenza: voglio dire, ero pur sempre entrata in casa tua per usare il tuo bagno, quindi l’ho preso come un segno del destino.

CdP – Veramente la storia del collega e della tazza te la sei inventata tu.

TdR – Perché parli in terza persona?

CdP – Ti ho già detto che non mi chiamo Veramente, mi chiamo Cuore di Pietra, per gli amici Pier.

TdR – Ah, già. Dov’eravamo rimasti, ho perso il filo…

CdP – Stavamo ricapitolando. Dunque: io ero tranquillo che fumavo la mia sigaretta in assoluto silenzio. Poi sei arrivata tu e hai cominciato a esasperarmi con alcune domande assurde che non avevano niente a che vedere col bagno. Dopodichè hai farneticato a vanvera finché non ti ho sbugiardata e adesso siamo qui che litighiamo. Non ci posso credere: sto litigando con una sconosciuta dopo tre minuti che la conosco.

TdR – Non sono proprio una sconosciuta, mi conosci da ben tre minuti, l’hai appena detto tu.

CdP – Dicevo così per dire.

TdR – Allora non dirlo!

CdP – In casa mia dico quello che mi pare. E tu, se sei venuta per rovinarmi la festa e mettermi in imbarazzo di fronte ai miei amici, puoi anche andartene.

TdR – Quali amici?

CdP – Le persone che vedi qui, sono i miei amici.

CdP – Quelli che ti chiamano Pier?

TdR – Precisamente.

TdR – Ah sì? Invece scommetto che non sanno neanche di chi è la festa.

CdP – Invece lo sanno.

TdR – Facciamo una prova. Ehi tu, (a un tizio che è lì) di chi è la festa?

Tizio – Boh!

TdR – (rivolta a Cuore di Pietra, con tono trionfale) Visto?

CdP – E va bene, non ho amici. Ho radunato alcuni estranei attorno a una torta per illudermi di essere circondato da affetti autentici che in realtà non ho. Adesso per favore vattene.

TdR – C’è una torta? Davvero? Posso averne una fetta?

CdP – No.

TdR – Buuuuuhhhhihihihiihiiiiiiiiii…

CdP – Ma come cavolo piangi? Fai il rumore del gesso sulla lavagna, basta piangere ti prego, smettila. Se smetti di piangere ti do una fetta di torta.

TdR – Va bene, snif…

CdP – Ecco, così, da brava.

TdR – E comunque non piangevo per la fetta di torta, piangevo perché è molto triste che tu non abbia amici. Dei veri amici, intendo. Qualcuno che ti chiami per sapere come stai, che ti chiami per andare al cinema o che ti chiami Pier. Se mi lasci il tuo numero ti chiamo io, qualche volta. Ti telefono e ti dico: ciao Pier, vecchio amico. No, vecchio è meglio di no. E’ meglio se ti dico: ehi, Pier, come butta? Allora me lo dai questo numero?

CdP – No.

TdR – Sei sempre così scorbutico?

CdP – Sì.

TdR – Con tutti?

CdP – Sì.

TdR – Anche con gli estranei che non conosci e dovresti essere gentile per forza?

CdP – Soprattutto.

TdR – Anche con gli anziani, le donne e i bambini?

CdP – Per gli anziani e i bambini faccio un’eccezione. E anche per i cani, i coniglietti e i fiorellini. Adesso per favore pussa via.

TdR – Prima portami la fetta di torta che mi hai promesso e poi io in cambio starò qui con te a farti compagnia finché non finisce la festa.

CdP – Vai a prendertela da sola, è laggiù: sempre dritto, poi svolti a destra, ancora dritto, poi svolti a sinistra, poi avanti per un bel pezzo, poi svolti a destra e lì c’è una fetta di torta. Ti aspetto qui.

TdR – Non ti credo. Secondo me non c’è nessuna fetta di torta. Facciamo una prova: EHI LAGGIU’, C’E’ PER CASO UNA FETTA DI TORTAAAA?

Voce da laggiù – NOOOOOOO!

TdR – Lo sapevo, mi hai mentito di nuovo! Volevi solo sbarazzarti di me illudendomi con la promessa di una fetta di torta inesistente e svignartela.

CdP – Esatto.

TdR – Buuuuuhhhhihihihiihiiiiiiiiii…

CdP – Ari-dagli! Basta frignare, capito? Oppure frigna quanto ti pare ma non qui, frigna a casa tua dove non posso sentire questo piagnisteo.

TdR – Va bene, hai vinto: me ne vado. Vado via, per sempre. Ma sappi che ben presto ti dispiacerà moltissimo di avermi trattata così. Ti rimorderà la coscienza e farai gli incubi di notte. Sempre che tu riesca a prendere sonno. Farai le notti in bianco e sarai rincoglionito di giorno, quindi prima o poi combinerai qualche casino al lavoro e ti licenzieranno in tronco. I tuoi amici non ti faranno neanche una telefonatina per sapere come stai, visto che non hai amici e probabilmente nemmeno un numero di telefono. Inoltre sentirai terribilmente la mia mancanza e quando finalmente ti deciderai a chiedermi scusa, prostrandoti al mio cospetto e implorandomi con in mano una torta, io prenderò la torta e te la tirerò in faccia così impari. E tu morirai solo e abbandonato da tutti, senza né amici veri né amici finti, solissimo che più solo non si può, invocando il mio nome invano.

CdP – Non mi ricordo neanche come ti chiami.

Fine.

(Visited 33 times, 1 visits today)

10 Comments

  1. Gaia Giordani, che vorrei tanto conoscere, è uno dei pochi motivi per cui vengo qui, escluso dire le solite minchiate adoranti su Facci.
    Gliel’ho scritto-credo-molte volte.
    Ci sono purtroppo molte cretine, autocelebranti, in giro.
    Gaia ha gli occhietti intelligenti, invece :)

Rispondi