Poverini, vogliono rincoglionirsi di serie tv e di Skycalcio e la democrazia cinese glielo impedisce, forzandoli a leggere o uscire di casa o guardare RaiTre. O ascoltare musica, che fa schifo a tutti: vedi le riviste rock più diffuse: su tre, nessuna ha musicisti in copertina. Il Mucchio mette (di nuovo) quel fumetto stantio, Don Zauker. XL ci mette (di nuovo) un film di Frank Miller. Rolling Stone, poi, proclama Roberto Saviano “rockstar dell’anno”. Con buona pace dell’uscita dell’Ultimo Album Rock Della Storia, del quale vi narro per esteso qualche riga più in giù – ma già che ci siamo, recensiamo un po’ l’annoiata critica musicale.

Disco del mese per il Succhio: The Fireman. Cioè Paul McCartney. E’ vero che a dargli 4 stelle è John Vignola, tra le penne più purulente del rock (“distorsioni stranite”, “destrutturazioni che abbacinano”, “blues acuminati”, “code di evanescenze”) ma apprezzo assai il coraggio. Apprezzo anche il fatto che nelle prime 60 pagine del giornale ce ne sono solo 8 di musica.

Disco del mese per Rolling Stronz: Chances, dei Super Elastic Bubble Plastic: 4 stelle e mezza. Mentre su The Fireman Fabio De Luca, vicepresident elect del foglio che si fregia di ospitarmi, esordisce con “Parliamo di quel babbeo di Paul McCartney” (haha, iconoclastìa a go-go), ecco che sul succitato gruppo di Mantova Giuseppe Fabris parla di “rock potente quanto articolato”. Fabris ha gusti mefitici e tiene pure alla Juve, ma io il disco non lo conosco e taccio. Apprezzo assai il fatto che mentre il direttore de Il Mucchio racconta cosa ha mangiato ad Halloween e informa che non sopporta più il Natale, il direttore di RS denuncia che non dorme a causa dei muratori sotto casa sua.

Disco del mese per Icselle: Il Genio. Casualmente (toh!) lo vendono pure, allegato al giornale. Endorsement un po’ tardivo: era l’inizio dell’anno quando ho sentito per la prima volta Pop porno e ho capito che 1) era una minchiata 2) i cyberfighetti se ne sarebbero pasciuti. L’adesione entusiasta di Simona Ventura mi ha spiazzato – però il fatto che il disco (uscito dalla top 100 dopo due settimane) non abbia venduto una mazza in quanto strascaricato dal suo pubblico di elezione mi pare adeguato contrappasso per i due furbini. Che provino con le altre query più diffuse: Pop meteo, Pop oroscopo, Pop calciomercato, Pop redditi 2005. Apprezzo assai il fatto che su XL ogni mese c’è il Trio Medusa, che non mi farebbe ridere nemmeno in una scena di schiaffoni con Bud Spencer e Terence Hill. Ed è appropriato che XL li ospiti, visto che ricorda Italia Uno, mentre RS ricorda Mtv, mentre Il M ricorda La7. Annoiati dalla musica, che non gli porta soldi né fama, vanno dietro alla tv. E non notano che con Chinese Democracy del Guns’n’Roses (cioè, il solo Axl Rose) il concetto di album rock è al capolinea.

Unico album straniero in top 10 (!!!), n.3 alle spalle di Laura Pausini e Giusy Ferreri, è il disco di un pazzo. Ogni singolo brano è realmente disturbato, schizofrenico, litiga con se stesso e cambia idea dopo un minuto – come ha fatto Axl Rose in questi 14 anni. Proprio per questo, mai un disco ha somigliato tanto al proprio autore. Non ci sono gli inni alla Paradise City o i napalm alla Welcome to the Jungle. Ci sono, volendo, pezzi isterici alla Estranged. Ma gente, se volete dischi normali di belle canzuncelle accattivanti, là fuori è pieno. Axl non è il miticoBruce nè i Green Day. E’ uno che tutti vorrebbero morto, per farne una menosa leggenda maudit. Invece è vivo e messo malissimo, è arrivato prima di Kurt Cobain al culmine dell’autodistruzione ma senza il buonsenso di cannoneggiarsi, è praticamente il Pink di The Wall – ma voi cosa volete, arte o motivetti da fischiettare? Sicché, mentre l’annoiata critica lo stronca e irride il Titanic che affonda (vedi ad esempio qui: http://undercover.com.au/News-Story.aspx?id=7060) in verità vi dico che Chinese Democracy, anche per il suo essere un mammut costoso e ridicolmente atteso, è l’Ultimo Album Rock Della Storia. Perché un autismo del genere è assolutamente rock (quanto parlare del proprio Halloween e dei lavori condominiali o del proprio viaggio nel Sahara), perché va contro la mp3izzazione e la mitridatizzazione, contro la musica à la carte “downloada tre pezzi e tanti saluti”. No, non lo si può fare: per capire la triste rockstar allo sbando bisogna ascoltare tutto il disco, e nell’era della playlist ciò è così insensato da far tenerezza.

Ciò sentenziato, notizie in breve:

- entrano in top 10 anche i Negramaro Live a San Siro (bah!) al n.5 e l’ennesima raccolta, addirittura tripla (ma costa poco) di Giorgia (n.6).

- escono dalla top ten AC/DC, Gigi D’Alessio, Enya.

- entrano al n.21 i Killers. E’ tanto, è poco? Saranno 6mila dischi, toh. Se fanno un tour tirano su di più.

- non che a Dido vada molto meglio, dopo una settimana è al n.18. Anche Anastacia non ha venduto granché bene, è al n.25. E sentite questa: Beyoncé è già precipitata al n.26, ma ovviamente internet e settimanali continueranno a parlarne compulsivamente.

- Giovanni Allevi non gliel’ha fatta. A due settimane dai due anni netti in top 100, Joy saluta lasciando il primato di disco più vecchio a La finestra dei Negramaro (77 settimane). Allevi mantiene al n.46 il brodoso Evolution, il disco che ha cambiato per sempre la storia della musica, perlomeno secondo Allevi (testimonianza raccolta dall’insipientissimo Andrea Laffranchi sul Corriere della Sera).

- Dopo tre mesi in classifica, saluta anche il flop dei Verve. E dopo due settimane, quello di Grace Jones, vera chiavica che però ha fatto parlare tutti i giornali.

Prossima settimana in hit-parade: prevedibile la conferma di Pausy e Giusy ai primi due posti, il crollo dei Guns’n’Roses, nonché l’entrata di Britney Spears in top 5. Non sottovaluto l’insulsa raccolta natalizia di Adriano Celentano, mentre non credo che Anna Tatangelo avrà altro n.1 che quello delle news più cliccate su corriere.it. Non mi meraviglierei di un posto in top 10 per lo stucchevole ennesimo megacofanetto dei Genesis anni 70, non ho capito bene se stavolta ai soliti 4 dischi del periodo aureo accludono preziose serigrafie e inedite tazzine di porcellana con le faccette dei cinque santini – sta di fatto che i foxtrotter maniacali non se lo faranno mancare e sono tanti. In effetti se volete regalarmelo giuro che non lo rivendo.