Finanza Cretina: la Carta Sociale

Più volte annunciata, la Social Card non era purtroppo uno scherzo.

Nata come impiego ideale del gettito della Robin Hood Tax varata a luglio (ma ne assorbe solo il 10%, e il resto?), la Social Card è il fiore all’occhiello di quella che una volta era la Finanza Creativa del Governo e che ora si trasforma in qualcosa di più intimamente perverso: la Finanza Cretina.

Tecnicamente la Carta Sociale introduce, per la prima volta in un paese Ocse, l’istituto dell’elemosina di Stato che non solo umilia pubblicamente chi la fa (1,3 milioni di individui per lo piu sopra i 65 anni) ma anche chi la concede (Mr Tremonti, che unisce qualità di illusionista a quelle di politico).  Finanza Cretina: non solo non inventa nulla e non redistribuisce ma ci aggiunge l’aggravante di essere inutile come strategia anti-crisi (impulso ed effetto sulle aspettative sono pari a zero, anzi negative, è ufficialmente un OKPanic). In più complica. E costa più a gestirla che a lasciarla dov’è.

La Card regalerà 40 euro al mese per pagare gli acquisti al supermercato ed avere sconti sulle bollette. Sarà ricaricata dalla Pubblica Amministrazione ogni bimestre. Anonima, dovrà comunque essere esibita dall’avente diritto (di fronte a tutti, in coda alla cassa, chapeau per la delicatezza). Beneficiaria sarà la solita platea di anziani, supposti poveri, che da anni rappresentano il terreno di conquista di due schieramenti politici imbolsiti che si prodigano nel populismo geriatrico pur di portarsi a casa il premio elettorale. Con molto rispetto per gli anziani in questione, si intenda. Che tuttavia non abbiamo ancora visto stesi, morti dalla fame, nei parchi di città, e che oggi prendono pensioni minime ed inadeguate anche per non aver versato una lira di contributo in vita loro.

Ma va beh. Diamolo pure un aiuto a questi anziani. Alleviamo i morsi della fame. Facciamoli arrivare a fine mese per avere un’altra ricarica. Ma questa trovata all’italiana,  a parte distribuire una cartina plastificata come pro memoria elettorale, è molto meno efficace di quello che si poteva ottenere abbattendo di “zero virgola” le aliquote fiscali sui redditi più bassi senza tutta ’sta poetica dickensiana. Oppure ci si poteva concentrare sulla riduzione dei prezzi (la Robin Tax ha alzato verosimilmente i prezzi dell’energia, poi però ti dan la carta per pagarla).

La Social Card non avrà alcun effetto sull’economia, come non ne ha avuto l’assegno di cinquecento dollari  spedito da Bush a tutti i cittadini americani (altro esempio di Finanza Cretina, poco prima del crollo totale di Wall Street). Dal punto di vista civile, poi, è un punto di non ritorno e ci allinea alla tradizione desueta della “Zakat”, l’elemosina islamica obbligatoria. Un’istituzione economica che lasceremmo volentieri ai vari Califfati sparsi per il Medio Oriente.

E poi se Tremonti voleva fare l’elemosina ha pure sbagliato i conti. Come dimostra un bell’articolo di Focus di qualche settimana fa anche il mendicante meno brillante è in grado di tirar su dai 10 ai 30 euro al giorno, facendo la spola tra il segrato di una chiesa ed un semaforo in centro.

Altro che meno di 2 euro al giorno, con la Social Card.

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47 Comments

  1. anzichè fare del razzismo antiarabo sulla zakat, non era meglio ricordare che la social card assomiglia a qualcosa che noi italiani conosciamo benissimo, ovvero la tessera del pane fascista?

  2. non sono razzista antiarabo.

    Credo solo il modello di Welfare islamico non sia esattamente un modello da imitare.

    In fondo do del cretino al governo italiano e del desueto a quello arabo. Non c’è razzismo.

    Vero per la tessera del pane.

    Anzi a dire il vero il modello ispiratore di Tremonti sono i Food Stamps americani distribuiti fra il ’39 ed il ’43 in tempo di guerra da Roosevelt. In tempo di guerra appunto.

  3. Come succede con i buoni pasto in certe aree del paese.

    Ci pagano le mignotte.

    Ecco io la Social Card, secondo me, farà la stessa fine.

    Perchè i vecchi hanno fame, ma non solo di alimentari.

  4. mah…
    a me pare una buona idea, utilizzata male: ci pagerei anche la pensione, su quella card, invece di farla prendere alle poste.
    Poi la darei ad ogni cittadino, che ci farei passare QUALSIASI conto tra cittadino e stato, qualsiasi bolletta, importo IVA, rimborso sulle tasse, con un conto unico. Tanto per semplificare.
    Ci metterei anche un cip, con tutte le informazioni inerenti il cittadino: Cod. Fisc., C.I., eventuali Patenti, Patentini, Licenze ecc; informazioni mediche, assicurative, catastali, testamenti biologici, impronte digitali ecc.
    La farei univerlamente spendibile: circuiti delle maggiori carte di credito e di debito, nonché sportelli bancari e postali.
    Insomma il vero mezzo tra me e lo stato.
    Magari la userei anche per votare, va’, senza schede elettorali, timbri, inchiostri ecc.

    Insomma un po’ di fantasia, coraggio, inventiva, novità…

  5. riccarù, se te la fregano o clonano però son cazzi!magari il ladro poi paga l’IRPEF al tuo posto..

  6. Invece di parlare di elemosina, parlerei del 5% in più di una pensione di 800 euro o del 4% di una pensione di 1000.
    Forse l’euro ha fatto perdere un pò le misure.

  7. non scherzano mai questi, quando fanno la carità. anzi hanno sempre la faccia molto seria e compresa di chi pensa “guardate quanto so’ bbuono, che do li sordi ai porelli!”

  8. su una pensione da 400 euro è anche il 10% se è per questo

    senza euro fanno 80.000 scarse al mese

    con l’euro non fanno nemmeno un caffè e una brioche al giorno o se si preferisce fanno 1.3 euro al giorno

    in ogni caso con una pensione da 800 o da 1000 non ne hai diritto, non sei povero e ti attacchi, deve essere sotto i 500 euro, il che, come qualcuno ha già ricordato, fa pensare parecchio

    soprattutto alle pensioni minime, se Tremonti dice che ci sono 1.3 milioni di eleggibili, vuol dire che non pensa affatto ai pensionati, ma ai poveri prima della pensione e senza alcuna copertura, nemmeno un cassintegrato o un disoccupato con sussidio prendono così poco

    a occhio dovrebbe andare più a baldi precari che ad anziani pensionati

    una cosa strana è che per la ricarica occorra presentarsi di persona una volta al mese, un controsenso visto che è “elettronica” e potrebbe essere ricaricata in automatico senza disturbare nessuno e senza spese per l’amministrazione

  9. In effetti é da anni che penso in una “carta del cittadino” come quella descritta da riccarú.
    No, Andrea, se dotata di cip, non potrebbe essere clonata; sempre che la password scelta dall’utente sia composta da piú di 8 lettere/cifre e non sia una cosa facilina come la somma di un nome ed una data (nascita, matrimonio ecc).
    Con quella carta, poi, si potrebbero privatizzare anche tutti i servizi. BOOM!
    Se la carta dialoga con la amministrazione, la stessa amministrazione puó indicare sulla carta la “percentuale di sconto” per qualunque servizio pubblico gestito dai privati.
    Quindi, mi presento nel migliore degli ospedali (privato) e la carta indica alla sezione contabile quale percentuale del mio conto addebitare alla sanitá.
    Un buon ospedale, guadagna; un cattivo ospedale, chiude; semplicemente.
    Scusate il disturbo
    Augusto

  10. se poi non ho da mettere la differenza in contanti, muoio o differisco le cure

    semplicemente

    scusate il disturbo

    se c’è una cosa che è illogico privatizzare è proprio la sanità
    non esistendo capacità contrattuale (un malato non ce l’ha per definizione) e non esistendo alternative (curarsi non è opzionale) è matematico che se dall’altra parte c’è un’impresa, massimizzerà i profitti facendo accordi di cartello (minimo) o lucrando su tutto il lucrabile e anche di più

    un po’ come la storia della liberalizzazione della rc auto che è obbligatoria, senza libertà contrattuale non ci può essere competizione, la privatizzazione dei servizi essenziali è una perdita secca per tutti e quando l’acquisto di un servizio è obbligatorio…
    finisce comunque sempre con servizi di serie b per i poveri e servizi di serie a a prezzi folli per meno poveri, altro che mistica del libero mercato…

    remember la clinica Santa Rita, che sarà la patrona dei medici sciacalli da oggi in poi…

  11. “non potrebbe essere clonata; sempre che la password scelta dall’utente sia composta da piú di 8 lettere/cifre e non sia una cosa facilina”

    Eh ma infatti.
    Mia nonna sono anni che naviga in internet per fare la spesa con nick vari e ha dimestichezza con password e chip.

    Il problema non è la card clonabile o meno.
    Il problema è che la mossa è geniale perché non consegna soldi ma obbligo di spesa.
    La stessa cifra accreditata sulla pensione o sul conto avrebbe potuto esser tenuta da parte come risparmio o esser spesa come più si considerava giusto.

    Messa su una card elettronica, invece, costringe i destinatri a spenderli e a spenderli solo in negozi convenzionati, perché la sola carta non ha alcun valore economico se non andando a spendere spendere spendere dove lui dice si possono spendere spendere spendere.

    Sarebbe poi interessante sapere la quota percentuale sull’operazione da parte di chi gestisce il traffico della carta.

    Inoltre, ultimo ma non meno importante: la ricarica è mensile e quindi confermabile o interrompibile ogni trenta giorni.
    Io parlerei di ‘ricatto sociale’, ma se proprio non si vuole fare gli estremisti, almeno ricordiamoci che esiste una pratichella italica molto comune definita ‘voto di scambio’.
    Così, giusto perché i contorni sono gli stessi al millimetro.

  12. @ Mazzetta
    sommessamente, discordo; per 2 motivi fondamentali.
    1 – evidentemente la percentuale di “sconto” o di addebito al servizio pubblico (se lo vogliamo chiamare cosí) dovrebbe raggiungere il 100% in molti casi, forse la maggioranza; pagheranno i “piú dotati” in base ai dati IRPEF.
    Per quanto sopra, penso che si dovrebbe parlare anche di “quoziente familiare” e reale lotta alla evasione
    2 – cartello; poco importa, perché? bene, tutti gli ospedali toscani (tanto per fare un’esempio) fanno cartello praticando gli stessi prezzi. Sará che riescono anche a praticare la stessa ottima o pessima sanitá? Non credo; quindi i migliori, o i meno peggiori, probabilmente riceveranno piú carte dei decisamente peggiori.
    Spingendo al miglioramento generale del sistema, anche in presenza di un cartello.
    Come per le citate RCAuto. Eguagliati i prezzi, io cerco il servizio, per quanto possibile, facile e competente.
    La mia assicurazione attuale non mi soddisfa? la cambio. E continuo a cambiare fino a che trovo la migliore; o la meno peggio.
    Grazie per il commento
    Augusto

  13. @Broono
    Non stavo parlando di “questa” social card, che é affetta da tutti i difetti indicati, ma di una carta generale indicata da riccarú ed elaborata ulteriormente da me.
    Anche mia mamma aveva problemi, ma li aveva anche per andare a ritirare la pensione in posta.
    Abbiamo fatto l´accredito bancario e, guarda caso, a piú di 80 anni, é riuscita a memorizzare la password del bancomat.
    Poi, passati i 90, non ha piú potuto camminare ed ha dimenticato o confuso la password. Il bancomat, in mia assenza, lo gestiva una vicina.
    Quale sarebbe stata la differenza usando la tale “carta del cittadino” che ho proposto?
    Cordiali saluti
    Augusto

  14. Questa carità pelosa andrà ,per il 70% , a quanti per EVASIONE FISCALE hanno avuto l’assegno di assistenza, dato che per evitare di pagare ,oltre alle tasse, anche i contributi pensionistici , si sono intascati tutto il malloppo e ora hanno la pensione minima + tutte le esenzione previste+gli aumenti populisti preelettorali+ la carta annonaria . Il punto è che sono in pochi e rendono molto in termini di propaganda elettorale. Pensare che questo governuccolo ulula contro lo sperpero della spesa pubblica……!!! della sx.
    A destra, evidentemente si chiama: carità.

  15. E ma così, scusate, non si vince mai:
    la carta non va bene, se invece avessero aumentato le pensioni si sarebbe ugualmente detto che era carità e che cmq i soldi vanno agli evasori etc…..
    Magari andranno anche agli evasori, ma andranno pure a chi ne ha bisogno.
    Non capirò mai l’essere cmq sempre e a prescindere contrari ogni volta che si cerca di cambiare qualcosa.
    Certo facendo cambiamenti si fanno sicuramente anche errori, ma da qualche parte ed in qualche modo bisognerà pure iniziare, no?

  16. il reddito di cittadinanza, che esiste in tutta Europa, vi sembra una bestemmia?

    perchè scivola addosso a tutti, sinistra compresa ?

    siamo davvero così arretrati culturalmente da non riuscire in blocco ad afferrarne la valenza?

    eppure in alcune zone d’Italia c’è già, renderlo universale sarebbe una fondamentale misura d’equità e un’azione piena di senso

    senso che invece manca del tutto nei provvedimenti spot come questo, che è una miseria -nel complesso- e non solo nei 40 euro

    fanno la miseri di 50 milioni di euro al mese per la plate di beneficiari prevista da 3monti, mentre volano decine di milirdi di euro verso i finanzieri disgraziati

    ci rendiamo conto o continuiamo a parlre di niente?

  17. Io mi vergogno alquanto di vivere in un paese che concepisce il welfare come elemosina una tantum sulle spalle dei contribuenti. Io vorrei pagare uno stato sociale, non questa specie di surrogato degli euro-convertitori di berlusconiana memoria.

    Ma che figura ci stiamo facendo in Europa?
    Stamattina ho incontrato un mio collega belga in erasmus qui, e gli ho chiesto scusa.

  18. Il reddito sulla cretinanza sarebbe il top fra le iniziative sociali e culturalmente avanzate. L’avanguardia dell’equità. Volerebbero miliardate di miliardi verso le persone giuste e piene di buon senso.
    Se solo si combattesse una vera battaglia contro i finanzieri evasori piuttosto che puntare sui fannulloni, qui ad esempio ci sarebbero dei discreti benestanti.
    Che vergogna. Ne ho parlato anch’io coi i miei colleghi candidati al Nobel e ho chiesto loro scusa.

  19. Virginia, capisco che tu non abbia niente da dire e tanta voglia di farlo sapere, ma non potresti limitre un pochino l’esibizione del tuo disagio?

  20. A parte che provo un certo fastidio per le persone che vivono all’estero che si scusano (vivo all’estero da 4 anni): de che? Ma pensate davvero che gli altri siano perfetti? Siamo il paese che siamo, siamo così perché la maggior parte di noi è così, certo non siamo il massimo, d’accordissimo, ma scusarsi per il proprio paese è veramente triste.
    E l’immagine dell’Italia peggiora ancora di più se noi per primi abbiamo questo atteggiamento.
    ciò detto, Welfare de che? Ma vi siete accorti che siamo in recessione, o questo piccolo particolare vi è sfuggito?
    Tra qualche tempo l’elemosina farà piacere ad un bel pò di persone.

  21. Berlusconi esclude provvedimenti speciali (nessun lodo Alfano, insomma) per la crisi:”Se ne esce con l’ottimismo”.Ecco la differenza fra la crisi e il carcere.

  22. A parte che la Social card non è nemmeno un’elemosina (anche se lo fosse, non servirebbe a niente, come tutte le elemosine), ma qualcuno lo ha letto, Travaglio di oggi? E se è vero quello che scrive, allora l’Eccelso Giornalista che mi dicono frequentare queste pagine, non ha niente da dire?

  23. “Ma vi siete accorti che siamo in recessione, o questo piccolo particolare vi è sfuggito?”

    veramente chi diceva che andava tutto bene e che non c’era problema…

    qualto al “welfare de che?”, verrebe da dire: se non ora quando?
    se non ve ne siete accorti sono tutti d’accordissimo sul +++ welfare a parole, il pacco è che per alcuni welfare significa soldi dirottati ai propri amici o al massimo ai propri sostenitori

    sembra che il welfre come conquista di civiltà sia sconosciuto a chi si è pasciuto nella crassa ignoranza della narrazione liberista, ormai c’è gente che discetta di mercato come una volta si recitava il Credo.

    bene, il problema è vostro, se qualcuno credeva che le grandi questioni sociali si sarebbero tolte di torno perchè Gordon Gekko era troppo pheeko e vincente ha sbagliato i suoi calcoli

    il mondo non un paradiso d’abbondanza, tocca dividersi quel c’è da buoni fratelli, oppure rischiare la ghirba per depredare gli altri

    i prenditori non hanno bisogno della complicità di nessuno, chi si lascia sedurre dalla narrazione propagandata dalle elite non migliorerà certo la propria condizione indossando i colori di quella squadra dei presunti più forti

    non è una novità, le corde troppo tese si spezzano, adesso che la situazione è seria cerchiamo almeno di risparmiarci le stupidaggini, che poi la rabbia monta e succedono cose brutte, una considerazione non rivolta ai commenti qui sopra, ma alla nostra squallida classe dirigente

  24. Mazzetta ma non hai proprio null’altro da fare nella vita che scrivere post chilometrici che nin dicono nulla? Ma vai a prendere un po’ d’aria su, vivi un po’ di vita reale così smetterai di fare solo teoria accademica.

  25. mmmm

    commento profondo…

    ci rifletterò, ma tieni presente che i post chilometrici mi impegnao molto di meno di quanto tu possa supporre, non siamo tutti uguali, sai?

  26. La lettura di alcuni commenti, come quello di Virginia o di Mariotto, sono le ennesime conferme che Einstein fosse un genio…

  27. http://www.bin-italia.org/index2.php

    BIN Italia
    Un’associazione per il reddito garantito

    Chi siamo
    Sociologi, economisti, filosofi, giuristi, ricercatori, liberi pensatori che da anni si occupano di studiare, progettare e promuovere interventi indirizzati a sostenere l’introduzione di un reddito garantito in Italia hanno voluto trovare in questo sito uno strumento per l’aggregazione delle idee. Ne è risultato un network di competenze diverse che muovono però nella medesima direzione, sotto un «logo comune», quello del “BIN Italia”, perché comune è l’obiettivo: giungere all’introduzione di un Basic income per tutti.

    Perchè

    Nell’ultimo decennio il confronto nazionale ed internazionale sul reddito di cittadinanza (Basic income) ha conosciuto un vibrante sviluppo ed al tempo stesso uno straordinario arricchimento. Il ragionamento collettivo sul tema ha trovato ulteriori connotazioni negli anni nei quali sono divenute egemoni condizioni e modalità produttive che in genere vengono riassunte nell’espressione “post-fordismo”. Il Basic income è diventato, in questo modo, il fulcro attorno al quale diveniva possibile ridisegnare il nuovo statuto delle garanzie non solo del lavoro, ma della cittadinanza. Il reddito di cittadinanza, come è stato spesso definito il Basic Income, pone la questione centrale su cosa siano oggi, a fronte delle trasformazioni sociali e globali, i diritti sociali, cosa significa garanzia di un livello socialmente decoroso di esistenza e della possibilità di scelta e di autodeterminazione dei soggetti sociali. Il dibattito italiano ha goduto di una forte varietà di riferimenti e di ottiche di lettura che bene fa comprendere la sua originalità e ricchezza. È stata centrale, in questo dibattito, proprio l’analisi delle trasformazioni produttive degli ultimi decenni, la cui indagine rappresenta il contributo forse più interessante che il dibattito italiano può offrire al contesto internazionale: si trattava di mettere a disposizione di tutti questa ricchezza e questo sito è stata l’occasione giusta.
    Come

    Nonostante la miseria del welfare state e del sistema di protezione sociale in Italia, negli ultimi anni si è sviluppato un vivace e innovativo dibattito su questi temi. Nonostante l’Italia detenga il tristissimo record in Europa di essere il paese in cui manca completamente una riflessione garantista in tal senso e dove non c’è nessuna rete di sostegno al reddito di carattere universalistico, numerosi studiosi hanno saputo ibridare i diversi piani del dibattito sul Basic income in modo originale e promettente. Intendiamo raccogliere questo confronto, offrire una sede comune ed aperta dove le diverse voci che, da diversi punti di vista, hanno sin qui sostenuto l’idea di un reddito di cittadinanza possano trovare ospitalità ed un collegamento con altre esperienze nazionali ed estere. Per tutto questo è stato necessario, innanzitutto, dar luogo a una convergenza delle traiettorie che compongono il dibattito eterogeneo sul reddito garantito.

    È nata così l’Associazione per il Basic Income.

  28. Il reddito di cittadinanza è solo una forma di assistenza come un’altra che non risolve nulla, non vedo differenze con le misure che qui vengono sbeffeggiate. La regione campania da 350 euro ai redditi sotto una certa soglia. Embe? A parte che già si è accertato che ne usufruiscono famiglie che noin ne hanno affatto bisogno, ma come lo finanzi a livello nazionale? Da dove li tiri fuori i soldi se non da una riduzione generalizzata della spesa?

  29. Ci ho riprovato! saranno i link che non piacciono?Sono da ieri in attesa di moderazione…scusate per il post doppio che non avete letto…ma è inutile che vi chiedo scusa…non lo avete letto! Boh!

  30. Stiamo facendo un po di casino!
    Ma non solo noi.
    Soprattutto i giornalisti,ed in particolare mi riferisco al Sole 24 ore che parla di calcolo Isee.
    Ma nel calcolo Isee l’abitazione di proprietà conta,e pure tanto.Mentre i beni mobili,non vengono calcolati.
    Se 6000€ all’anno sono da calcolare con il calcolo Isee,
    un pensionato che prende la minima € 516,46 e possiede una casa di proprietà, non ne ha diritto.
    se pagasse un affitto di 50€ al mese(che non è reale),non riuscirebbe a recuperare nemmeno i soldi per pagare l’affitto.
    Un pensionato con una pensione Irpef di 900€ che paga 400€ al mese di affitto, avrebbe un calcolo Isee di 6000€.Quindi non avrebbe diritto ad un bel niente.
    Ne ha diritto una famiglia monoreddito Irpef di 1300€ al mese con un figlio e moglie a carico e 300€ al mese di affitto.Ma se portasse a casa anche solo 50€ in più al mese,non ne avrebbe diritto.
    Comunque Tremonti ha avuto il coraggio di paragonarsi a Kennedy.
    La mia impressione è che non solo è una pessima elemosina,ma credo proprio che a ricevere questa carta saranno molti meno di quelli che dicono.
    N.B. ho calcolato 12 mensilità, anche perché sono parecchi anni che di tredicesime non ne vedo.

  31. ottimismo…e che cazzo… siete dei menagramo….e sti tg che no fanno altro che dire che le cose vanno male… che dicono di aziende che chiudono e mettono in cig… e basta…

  32. faccio notare che siamo l’unico paese europeo senza alcuna forma di basic income

    gli altri si vede che sono scemi, noi preferiamo polverizzare elemosine controllabili, ciascuna con uno scopo preciso e insondabile ai più

    vuoi mettere che rivoluzione accettare il principio che esista il diritto a campare dignitosamente anche se non si lavora?

    vuoi mettere che panico per quei compratori di lavoro che vorrebbero pagarlo meno di niente perchè in Cina i lavoratori si accontentano di molto meno?

  33. Si stanno vendicando di anni di uso e anche abuso (bisogna ammetterlo) di diritti sindacali.I lavoratori “devono” essere sfruttati,malpagati come i Cinesi, ma devono consumare come gli Statunitensi (di qualche anno fa),questo non è possibile,piuttosto che alzare gli stipendi cercano di venderti un telefonino da meno di 200€ a tasso zero in 24 rate,piuttosto di mollare la ciccia.Cosa pretendono,che spendiamo soldi che loro stessi non ci danno?

  34. un’altra cosa sulla quale forse si potrebbe puntare sarebbe far pagare un tot in piu la manodopera a tutti quei genialoni che hanno delocalizzato all’estero per abbssare i costi di produzione, raddoppiare o triplicare i prezzi di vendita e incrementare il loro parco macchine, e i soldi reinvestirli in ammortizzatori sociali.

  35. È bello vedere i migliori cervelli d’Italia, i più grandi economisti del mondo riunirsi in modo costruttivo, con proposte sensate e organiche, attorno ad un sito.
    Ragazzi già che ci siete risolvetemi la situazione economica mondiale attuale

  36. Basterebbe, caro Uriele dal commento inutile tipico dal solito scettico da osteria, che venissero chiamati dall’attuale governo a discutere apertamente sull’argomento. Questi ed altri economisti magari più autorevoli. Perché sai, il punto è che gli economisti al governo non ci sono, e a quanto pare, pensano di farne a meno, non sia mai che qualcuno si metta di traverso.
    In Francia, in Germania e negli USA la pensano diversamente, chissà perché.

    La “social card”, a partire dal nome furbesco ed ipocrita, si commenta da sola. Se volevano aumentare le pensioni, bastava farlo. Purtroppo, anche nella difficoltà, l’operazione di marketing non può mancare.

    Per chi ama le percentuali quando si chiosano aumenti su pensioni da spazzino del Ghana, l’aumento può essere anche dal 8%. Dico però che la chiosa ha le stesse caratteristiche della suddetta “social card”: è furbesca ed ipocrita.

  37. Un bel serial killer di economisti?Come possibile soluzione?
    Credo proprio che gli economisti abbiano una bella fetta di responsabilità.

  38. Cara Nice
    non si puo’ sempre criticare tutto,ricordiamoci che gli ultra sessantacinquenni sono vissuti in periodi non proprio paragonabili agli attuali,e ti posso garantire che i ricordi che ho della fine anni 40 mi fanno ritenere giusta questa azione di aiuto.

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