Fear and Hope/4: mercatismo, i soliti sospetti

(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Europa Le Cause della Crisi Continentale pag. 36).

“La realtà risiede sempre più nell’economia e l’economia è sempre più dominata da un pensiero unico che tende a travolgere e demonizzare, fino a cancellarle, le vecchie diversità, perchè il consumismo funziona solo su scala di massa, e la sua efficienza cresce solo se è lanciato su scala globale. Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo, si è spostato in modo strumentale dal controllo dei mezzi di produzione al controllo prima dei prodotti e poi dei consumatori. In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale.” 

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10 Comments

  1. Il mondo al contrario: dal mercatismo al marketing.

    Il mondo aggredito dal consunismo, il consumismo comunista, che tutto appiattisce e unifica su scala mondiale, sarà salvato dal marketing. Un giorno i consumatori, costretti oggi a comprare tutte lavatrici bianche e rumorose, potranno scegliere tra diverse fogge, gamme, colori, e marchi, preferire fornitori che, oltre ai beni garantiranno anche i servizi: consegna, installazione, assistenza e altro.
    Credere ai sogni avvicina il futuro.

    Tremontoski, dissidente comunista. Siberia, 1975.

    P.s.: A Tremonti il cervello gli ha fatto un testa-coda.

  2. Tremonti e il mercatismo, della serie: di che cazzo parliamo quando parliamo del banale cazzaro.
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    Allora gli USA hanno 304 milioni di abitanti ed immatricolano 14 milioni di auto. I cinesi invece 1.322 milioni ne immatricolano 10 milioni. Rapporto immatricolazioni 2008 per abitante: USA 46 su 1000, Cina 7,5 su 1000. Rapporto USA/Cina 5,7. Dai dati che si riportano sotto, l’attuale parco circolante americano è di circa 140 milioni autoveicoli, quello cinese di 15 milioni. La popolazione cinese è 4,3 volte maggiore di quella americana. Ergo, l’impronta biologica sul pianeta dovuta agli autoveicoli è di 40 volte superiore da parte degli USA rispetto alla Cina.

    Questa è la lista del parco circolante privato worldwide. Il numero è diverso da quello dato in un altro commento perché i 44 milioni di autoveicoli italiani ricomprendevano anche i veicoli business. Noi ovviamente siamo al primo posto nel mondo

    EUROPA
    732 – Principato di Monaco (dati 2005)
    592 – Italia
    591 – Islanda (dati 2005)
    559 – Germania
    518 – Svizzera
    509 – Gran Bretagna
    505 – Austria
    500 – Francia
    472 – Lussemburgo
    470 – Belgio
    460 – Finlandia
    459 – Svezia
    459 – Spagna
    444 – Olanda
    437 – Norvegia
    409 – Irlanda
    399 – Portogallo
    379 – Grecia
    364 – Danimarca

    RESTO DEL MONDO
    558 – Nuova Zelanda
    555 – Canada (senza monovolume e SUV)
    537 – Australia
    453 – Stati Uniti (senza monovolume e SUV)
    448 – Giappone (in parte senza monovolume e SUV)
    230 – Corea del Sud
    176 – Stati dell’Ex Unione Sovietica
    144 – Argentina
    134 – Messico
    99 – Brasile
    98 – Sud Africa
    11,5 – Cina

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    A proposito di mercatismo e di autoveicoli cinesi. Anche i poveri piangono.

    Articolo su repubblica online
    http://www.repubblica.it/2008/06/rubriche/piazza-asiatica/auto-cinesi/auto-cinesi.html

    Soffre anche l’auto cinese

    Anche l’industria automobilistica cinese ora chiede aiuti di Stato, sull’esempio del salvataggio pubblico che viene discusso in queste ore a Washington per le tre sorelle dell’auto americana Gm, Ford e Chrysler. Le pressioni discrete che le case cinesi stanno esercitando per ottenere sussidi dal proprio governo sono rivelatrici dell’ondata di difficoltà che non risparmia più nessun paese.

    Per la prima volta infatti i dati sulle vendite di automobili in Cina in questo autunno potrebbero segnare una crescita zero o leggermente negativa (i dati di ottobre usciranno questa settimana). Abituati a ritmi di crescita delle vendite dell’ordine del 20% annuo negli ultimi anni, i produttori della Repubblica Popolare per ora cercano di contrastare la crisi a colpi di ribassi e campagne promozionali. E nel frattempo hanno cominciato a fare un insistente “lobbying” sul governo di Pechino per ottenere aiuti analoghi a quelli attualmente in discussione negli Stati Uniti.

    I produttori cinesi sono fiduciosi di poter ottenere qualche forma di appoggio da parte del governo: dopotutto questo è un settore annoverato tra le “industrie strategiche” a cui i leader di Pechino hanno dedicato attenzioni particolari (ivi compreso l’obbligo per le multinazionali straniere di associarsi in joint venture con produttori locali) e la maggioranza delle aziende sono ancora a partecipazione statale. La produzione totale di vetture nella Repubblica Popolare ha ormai superato quella del Giappone e si avvicina ai livelli di Europa e Stati Uniti. Quest’anno la Cina dovrebbe raggiungere la soglia dei 10 milioni di immatricolazioni, mentre gli Stati Uniti per la prima volta da un quarto di secolo scenderanno sotto i 14 milioni di auto vendute in un anno.

    (19 novembre 2008)

  3. Grazie Ventomare #6

    L’Italia, come ben sappiamo, per anni ha costruito la sua politica economica ed infrastrutturale sulle strategie concomitanti dell’industria di bandiera: la FIAT.

    Non c’è da stupirsi ora se lasciamo un’impronta ecologica sul mondo degna di uno yeti.

    Non posso che aggiungere che il programma elettorale del centro destra di Tremonti prevede pure:

    1) costruzione del Ponte sullo Stretto
    2) riduzione o eliminazione del bollo auto

    Altri due provvedimenti che spingono ad usare l’automobile, a occhio e croce.

  4. Noto con piacere che ventomare ha ripreso a dare i numeri capendo pochino e pure in contraddizione.

    “Non posso che aggiungere che il programma elettorale del centro destra di Tremonti prevede pure:
    1) costruzione del Ponte sullo Stretto
    2) riduzione o eliminazione del bollo auto
    Altri due provvedimenti che spingono ad usare l’automobile, a occhio e croce.”

    Mamma mia Jonkind, questa cosa è imbarazzante. A qualsiasi governo l’avessi riferita.

  5. Farà piacere a tutti sapere che il libro di 3monti è nella rosa dei candidati a “miglior libro dell’anno per il TG1”

    Il che spiega più di tante parole come sia messo Raiotta e che genere di prestigio possa avere la sua classifica. Per non parlare della qualità dl TG1

    Uno che fa l’intellettuale fino al punto di azzardare la rubrica dei libri, uno che si mette addirittura a dare i voti ai libri e che poi ammette nei primi 10 una vaccata come quella di 3monti, può essere solo……….

    i puntini li riempie Virginia

  6. Mamma mia Virginia,

    ma di che mi dovrei imbarazzare?

    Secondo te abolire il bollo auto è una mossa ecologista? Secondo me no…

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