Fear and Hope/3: il Mercatismo veste Denim

 

(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Europa Le Cause della Crisi Continentale pag. 36).

“Un tipo umano che non solo consuma per esistere, ma che esiste per consumare. Un soggetto che pensa come consuma e consuma come pensa, per cui i vecchi simboli civili e morali sono sostituiti dalle icone e dalle immagini commerciali. Per cui i jeans e le scarpe sono una divisa e la divisa un sostituto dell’anima, per cui il turismo sublima l’avventura umana, la musica metallica spiritualizza l’esistente, i concerti sostituiscono provvisoriamente la comunità…” 

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11 Comments

  1. Ma io non ci posso credere: cioè, ‘sto qua ha scritto davvero ‘ste robe? Ma non è possibile. Cioè, qualcuno lo ha pagato per fargli scrivere baggianate di questa portata, ovvietà così banali che chiunque al mondo avrebbe pudore a dirle, luoghi comuni così sciocchi ai quali non ci crede più neanche mia nonna.
    Ma che è?

  2. povero Treconti.
    Aveva dei libri sul comodino da una quarantina d’anni; un paio di anni fa li ha letti “ohibò saRà oRa” e ha avuto un illuminazione. E adesso chi gli dice che sono cose che insegnano alle elementari?
    povero Treconti.

  3. Brizzina,

    proprio tutto no, ma ci sono ancora alcuni passaggi che vanno menzionati.

    Che non si pensi che sia solo Obama a voler salvare il mondo.

    Ogni Paese ha il suo Eroe.

  4. Ma nessuno che va a fare un’ospitata in qualche dibattito con Tremonti e, invece di interloquire, gli rilegge queste sesquipedali idiozie?

    k.

  5. La cosa più “interessante” in tutto questo è che Facci ha detto che è un genio. Tra geni si capiscono.

  6. Il mondo sta per partire. Tutti si allacciano le cinture. Noi non ci dobbiamo preoccupare, a noi ci lasciano a terra. Tra sto genio del mercatino, e quell’altro narcisista ceronato, a noi ci mandano a quel paese, a quel bel paese che eravamo. Ci sembrerà di stare in un embargo economico. Quanto tempo potremo resistere? Ormai è solo questione di tempo. Non penso che L’Italia potrà sopportare la spinta del cambiamento con questi al vertice. E’ letteralmente impensabile che Berlusconi possa arrivare al 2013. Cadrà lui ed il governo, prima della scadenza, ma lascerà al successore un Italia peggiore di quanto a fatto Bush all’America ed ad Obama.

    Ecco che si prepara.

    OBAMA CAMBIERA’VOLTO AGLI USA,VIA 200 PROVVEDIMENTI BUSH
    ‘De-bushificare’ l’America. Questo la parola d’ordine dell’amministrazione ‘in pectore’ di Barack Obama. Il team di transizione del presidente eletto ha definito una lista di circa 200 provvedimenti dell’amministrazione Bush da eliminare non appena il presidente eletto si insediera’ alla Casa Bianca il 20 gennaio del prossimo anno. E’ quanto scrive il “Washington Post” citando fonti dello staff di Obama e dei democratici al Congresso. Nel mirino le normative sul finanziamento pubblico per la ricerca sulle cellule staminali, il cambiamento climatico, l’aborto e le trivellazioni petrolifere e di gas.. Secondo il quotidiano, quella lista gia’ messa a punto potrebbe ulteriormente allungarsi nei prossimi giorni, se il presidente uscente decidesse di approvare in ‘zona cesarini’ altri provvedimenti prima di lasciare la Casa Bianca. In particolare il capo del team di transizione, John Podesta ha confermato alla Abc che Obama ricorrera’ alla prerogativa dei decreti presidenziali per rimuovere rapidamente, senza attendere il Congresso, i “guasti” dell’era Bush. Su altri provvedimenti meno urgenti Obama per evitare di contrariare il Congresso, a maggioranza democratica, e per tenere fede alla sua promessa di operare in spirito bi-partisan Obama prima di varare le sue riforme consultera’ i leader del Congresso di entrambi gli schieramenti. Tra i provvedimenti targati Bush che Obama intende cambiare quello che di fatto ostacola la ricerca sulle cellule staminali embrionali limitando in termini estremamente restrittivi i finanziamenti pubblici ai laboratori. Il neo presidente intende eliminare il veto imposto da Bush alla legislazione che limita le emissione di anidride carbonica e gas serra da tutti i veicoli a motore adottata dalla California del governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger Sempre il Post scrive che in vista del “piu’ importante trasferimento di poteri nella storia americana” e alla avvio dell’ “Era Obama”, a Washington si registra un insolito clima collaborativo tra l’amministrazione Bush e quella Obama: stanno collaborando in maniera “eccezionale” sui dossier piu’ scottanti, dai conflitti in Iraq e in Afghanistan, alla lotta al terrorismo e la crisi finanziaria. Il giornale sottolinea come a pochi giorni dal voto, uno storico cambiamento per Washington, “il rancore della campagna ha lasciato il posto a un impressionante livello di cortesia” tra i due campi come ha sottolineato lo stesso Bush che nel suo discorso radiofonico di sabato ha confermato che fara’ il possibile per assicurare “una transizione senza strappi”. A conferma del clima collaborativo la Casa Bianca intende organizzare una simulazione di attacco terroristico per vedere come i responsabili per la sicurezza nazionale di Obama risponderanno in caso di un attentato. “Se ci fosse una crisi il 21 gennaio (giorno successivo all’insediamento, ndr) sarebbero loro quelli chiamati ad affrontarla. Dobbiamo assicurarci che siano il piu’ preparati possibile”, ha spiegato Joshua B. Bolten, capo di gabinetto di Bush Oltre al pericolo terrorismo, sempre presente sullo sfondo, le due squadra si stanno concentrando per evitare eventuali “scossoni” durante il passaggio di consegne per contrastare la crisi economica globale. Un’emergenza autentica al momento. Agli uomini del presidente eletto, ad esempio, e’ stato concesso “un livello di accesso insolito al dipartimento del Tesoro e alle altre agenzie coinvolte nel tentativo di stabilizzare l’economia”, sottolinea il Post perche’, come ha chiarito il portavoce della Casa Bianca Tony Fratto, l’obiettivo e’ quello di “non sorprendere i mercati”.

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