Il nemico marcia alla tua testa, e a volte ci entra dentro

Due righe di cronaca.

Ieri la rivista di Amani, storicamente vicina al Ku Klux Klan ed organo ufficiale dei nazisti dell’illinois, ha richiesto la vignetta di Obama per il numero di dicembre.

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25 Comments

  1. ecco, mò sì che si capisce la vignetta.
    no prima.

    hehehe
    e se te la pubblicava il Giornale dicendoti “Bravò!”?

    ti voglio bene e non hai bisogno del visto di nessuno per essere quel che sei.

  2. Giancarlo, non è come dici tu: il problema è che i benpensanti politically scorregg dei “ma anche” di soldi ne hanno ben più di uno, e di palle ben meno di due, e quindi se la prendono con vignette che non capiscono anziché con i compagni al caviale coautori dei CPT.

    In ogni caso, questa esperienza dimostra che nelle vignette ognuno ci vede riflesso se stesso: chi da giovane frequentava sprangatori e pistoleri con le P38 poi si scandalizza per una persona disegnata, e chi ha avuto in testa almeno per un minuto l’immagine dell’africano con l’osso in testa e l’orologio al collo, poi la proietta anche sul disegno di un abito regale che appartiene ad una cultura diversa. Bollare quell’abito come razzista non è segno di apertura mentale, ma è invece l’atto più subdolo di razzismo, che nega una intera cultura pensando che l’uguaglianza dei diritti debba passare per l’uguaglianza dei vestiti, e che tutti debbano vestirsi come noi.

    Da questo punto di vista anche Facci dice cazzate di proporzioni geologiche, proclamandosi superiore e civile perché non gli interessa il colore della pelle del presidente. A me invece interessa molto che dopo secoli di schiavitù, persecuzioni e discriminazioni chi è stato messo in ginocchio possa rialzarsi nel punto più alto della nazione, e quindi il “me ne frego” qualunquista, buonista e fintamente antirazzista di Facci, ereditato dal fascismo e applicato all’origine etnica del presidente Usa, diventa un “I Care” ereditato da Don Milani, che mi spinge a dire “mi importa che gli oppressi rialzino la testa e possano raggiungere le mete più ambiziose”.

    Ma non mi stupisce che in tempi come questi il “me ne frego” sia spacciato come una espressione di civiltà mentre il “mi sta a cuore” viene bollato come una espressione razzista.

    In fin dei conti il centro della propaganda e della censura descritto da Orwell in “1984” si chiamava proprio “ministero della Verità”, e da quel libro in poi siamo allenati a distinguere la guerra che si nasconde dietro la presunta pace, la menzogna che si nasconde dietro la presunta verità e l’ipocrisia che si nasconde dietro il “me ne frego della razza” proclamato dal libro paga dei padroni che praticano quotidianamente il razzismo.

    Dice bene oggi Curzio Maltese: in Italia il figlio di un africano non avrebbe nemmeno diritto al voto. E’ questo il dato politico rilevante, e non i sogni deliranti di Facci che immagina un mondo dove tutti se ne fregano come lui se un popolo oppresso rialza la testa, e dove continuano a fregarsene se i diritti civili sono solo roba per italiani DOC.

    Ma in ognuno di noi, alberga un pò di fscismo, e il mio si esprime quando me ne frego di Facci e delle sue cacchiate.

    Distinti saluti

  3. A volerla capire si capiva anche prima: bastava guardarla con occhi da bambino, e non da adulto per cui l’unico negro buono è quello vestito armani ;)

  4. la vignetta non e’ brutta anzi, tutt’altro, io la trovo molto bella, in fin dei conti parliamo di uno dei pochi afroamericani che sa da dove viene, e non e ‘ cosa da poco.

    solo non fa ridere

  5. Ma non è che una vignetta, solo perchè vignetta, debba far ridere. Può anche far riflettere, provocare, stimolare il dibattito. La conditio sine qua non è che sia intelligente, non che ci si pisci addosso dalle risa.
    Anche perchè, se così fosse, sapete da quanto tempo Forattini sarebbe a spasso nei giardinetti?

  6. Quella di “o mamma, obama” però non te l’hanno chiesta, mi sa. boh, sarò io che non ho capito, forse perchè ancora offuscato dalla terribile vignetta precedente, però a me continua a sembrare razzistella ben più della battuta del presidente. poi fate voi. comunque vedo che adesso che l’ong ha dato il nullaosta tutti i tuoi fan l’hanno capita (ieri no)

  7. @Dario ti do una notizia: esiste anche gente che non ha interesse alla lotta nel fango. (ieri si)

  8. io l’avevo trovata un po’ retorica e buonista e un po’ messa lì, ma il razzismo ce l’ha nel cervello chi ce l’ha visto, ma davvero, è una vita che l’umorismo (che ci riesca o meno non importa) gioca con gli stereotipi e si mettono pure a fare i distinguo.

  9. ihihihihih, sto riguardando i commenti del post originario… mi rotolo dalle risa a vedere quanti pseudo-intellettuali che bivaccano qua hanno sproloquiato dottamente col ditino puntato non capendoci un cazzo…
    e qui tutti zitti!

    biani forever!!!! Sei il migliore :-)))))))

  10. Niente lotta nel fango. Resto però dell’idea che la forma mentis che ha prodotto queste due vignette, soprattutto la prima, ma anche questa, con buona pace di chi vuole zittirmi perchè adesso ha avuto il placet di quell’ ong, sia la stessa di chi ha portato il presidente del consiglio a parlare di abbronzati. Se poi sono contro alla “torcida” di biani, beh me ne farò una ragione…

  11. @dario, perchè insisti? Perchè continui a renderti ridicolo? Lo vuoi capire che è bellissimo poter dire: “scusate sono stato precipitoso, ho rivisto le vignette, ho letto chi è biani e cosa fa, e lo ammetto: non le capisco e probabilmente ho sbagliato”.
    Dario non è questione di “restare dell’idea”, è solo il fatto di arrendersi bonariamente all’evidenza.

  12. Caro htmlpiero, vediamo di capirci. Non è che a me poi interessa tanto starti simpatico, se giudico le vignette come le ho giudicate in precedenza, fattene una ragione. Per quanto riguarda il “rendermi ridicolo”, fai il bravo, siete voi della claque di biani che lo siete continuando a difendere con evidente affanno le vignette del vostro idolo; ricordate gli esponenti del governo che cercano di difendere Il Capo dopo la battuta dell’altro giorno. Biani poi ce la pubblichi quella vera di prima pagina di amani, vero, quando uscirà?

  13. @dario: biani non rappresenta nient’altro che il suo pensiero, il presidente del consiglio rappresenta un paese.

    un presidente del consiglio ha altre responsabilità nel dire e nel non dire rispetto ad un disegnatore satirico, che utilizza il paradosso e l’iperbole per spiegare la realtà (lo fa anche berlusconi purtroppo, ma vorremmo che non fosse così).

    inoltre non capisco cosa ci trovi di offensivo nel farti dare del kenyota, me lo spieghi? Obama rappresentato come si vestivano i suoi bisnonni, ti sembra un’offesa?

    Io l’ho detto, a me pare buonista, ma il razzismo dove lo vedi?

  14. Si, terrigeno, sono d’accordo, certo che la gravità di quello che ha detto il presidente del consiglio è non paragonabile a quello che può disegnare Biani. Guarda la mia critica non voleva essere un attacco d’odio a biani, figurati, non lo conosco neppure! quello che volevo stigmatizare è solo il fatto di continuare a parlare di obama solo in riferimento al colore della pelle. perchè parliamoci chiaro, se fosse stato di origine svedese, a nessuno sarebbe fregato un cazzo e non ci sarebbero vignette con obama vestito da vichingo…Tutto qui

  15. Interessante davvero che qualcuno l’abbia trovata razzista e qualcun altro buonista.
    Comunque Dario voglio essere ancora più “buonista”: facciamo così, se vuoi, la vignetta (che uscirà a pag. 4) vedila “in diretta” sul giornale. Vai sul sito di Amani e sottoscrivi un abbonamento.
    Non è una provocazione, anzi mi sembrerebbe una ottima conclusione della vicenda.

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