Fear and Hope: missing Barack Obama

(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, I costi della globalizzazione, pag.10).

“Cosa è successo in questi anni in Europa, cosa ha cambiato la nostra vita? Cosa ci ha portato via la speranza? Cosa ci consegna ad una vita senza futuro? Perché abbiamo buttato via la civiltà contadina, ma non sappiamo più gestire la modernità? Perché abbiamo scambiato gli interessi con i valori, l’avere con l’essere, il consumismo con l’umanesimo? Perché, barattando il piccolo con il grande, abbiamo firmato una cambiale mefistofelica con il dio mercato? Perché, passando disinvoltamente from Marx to Market, dall’utopia comunista all’utopia mercatista, abbiamo fatto del mercato unico il nostro nuovo habitat? Un territorio nuovo popolato da simboli, da nuove icone, da nuovi totem: pop, rap, jeans, reality, ecstasy, pc, online, ecommerce, e-bay, i-Pod, dvd, facebook, r’n’b, disco, techno, tom tom etc. Simboli, icone e totem capaci tutti insieme di avvolgerci nella forza virtuale propria di una nuova dialettica esistenziale. Nella forma dinamica continua di un nuovo materialismo storico, la fabbrica illusoria del nuovo uomo post-moderno.”

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32 Comments

  1. Che cavolo c’entra Obama?
    Ancora non s’è insediato e già si manda un disco di Albano, si legge un delirio di Gasparri, si guarda un frammento dell’Isola o un concerto di Vasco … e lo s’invoca?
    Mi sa che andremo avanti per mesi in questo modo, anche parlando di cucina o della pulizia del water, giusto per affermare un certo self statement.
    I comps di Giulio Tremonti sono Hank Paulson o Mario Draghi, scuola Goldman Sachs. L’elitarismo degli ignoranti non ha un curriculum, mentre questi stanno un tot di spanne sopra.

  2. Ma per ridursi a parlare come Virginia come si fa? Non sembra alcol, piuttosto un qualche mix esotico. Ipotizzo: scienze politiche + background familiare di destra + “imparafacile l’inglese sul pc” + colla da falegname.

  3. E’ incredibile con quanta arroganza hai risposto ad un semplice parere espresso anche con una certa efficacia. Perchè non rifletti di più prima di espettorare giudizi cosi tranchant?

  4. “..pop, rap, jeans, reality, ecstasy, pc, online, ecommerce, e-bay, i-Pod, dvd, facebook, r’n’b, disco, techno, tom tom etc.”

    Ma cos’è ‘sta buffonata? Ma per cortesia.

  5. “l’elitarismo degli ignoranti” è esattamente quello di Paulson
    per non parlare di Tremonti, che piace a Facci solo per scelta di campo ed uguale ipocrisia

    uno che si autodefinisce Robin Hood No-global mentre ci rapina per sostenere i vizi e i patrimoni dell’elite più corrotta dell’Occidente, non può che suscitare l’ammirazione servile dei Filippi e delle Virginie, che guardano al commercialista miracolato del padrone come al un messia dei ladroni

    Tremonti, per gli smemorati, è stato cacciato con infamia dalla funzione appena un governo fa e anche se si deve spiegarlo a gente che non capisce che c’entri Gasparri con Obama quando l’inutile ha appena sparato una cazzata terrificante su Obama, bsta leggersi il libercolo copincollato per mettere Tremonti nella bacheca degli orrori accanto all’owner del partito di maggioranza

  6. “E’ incredibile con quanta arroganza hai risposto ad un semplice parere espresso anche con una certa efficacia. Perchè non rifletti di più prima di espettorare giudizi cosi tranchant?”

    CN ha ragione: Facci doveva pensarci due volte prima di scrivere “genio”.

  7. Tremonti deve aver letto molto Massimo Fini ultimamente… non mi piace molto il suo stile ma ne condivido gli argomenti. Pero’ non si rende conto dell’estrema contraddizione nel perorare la crescita economica ed allo stesso tempo di scrivere quel che scrive?

  8. Tremonti. Quello che aveva detto che gli italiani dovevano impegnare i beni che avevano per spendere, spendere, spendere? Ovvero, la ricetta che ha messo in crisi gli Usa? Quel Tremonti lì?

  9. Fini è il classico destro che mostra di possedere dei princìpi senza riuscire a dar loro una sistemazione logica
    Le “piccole patrie” del suo Movimento Zero sono pura nostalgia e il resto del suo immaginario è ancorato alle ricette del corporativismo fascista. Quello che intenerisce è il tentativo di assumere la critica al neoliberismo come rampa di lancio per l’ennesimo minestrone populista con i pezzettoni di patria e famiglia. Tipico di molti di destra, non avendo alcuna piattaforma coerente, sfruttano quella della sinistra in chiave populista, per finire sempre dalle parti dell’impero (quello che piace a loro, molti ciarlano di impero eurasiatico) e alla rassicurante esistenza di comunità costruite sulla legge, l’ordine e l’omogeneità culturale

  10. Questa fissa tutta italiana per l’umanesimo continua a sorprendermi. L’Italia è probabilmente il paese dove l’istruzione “umanista” è più spinta al mondo e questo a discapito delle materie scientifiche. I risultati poi si vedono!

  11. No, non quel Tremonti; ma quello delle cartolarizzazioni.
    Quello che voleva vendere gli immobili pubblici per poi entrare in affitto….un genio, non c’è che dire.

  12. @ Prez “voleva”?Pensi che le cartolarizzazioni all’Italiana si siano fermate in qualche modo?
    Tremonti in questi anni si è letto i libri e le documentazioni dei No Global del Primo incontro per l’umanità e contro il neo liberismo.Ammorbidite e smussate negli angoli.Quasi quasi gli mandiamo la celere come hanno fatto a Genova. ;P

  13. Commento en passant su Massimo Fini: chi bene conosce i suoi scritti si esime dal rinchiuderlo nelle logora, estenuante ed estenuata logica destra-sinistra. Ma le comunita’ se non su legge, ordine (che poi non e;’ altro che un disordine organizzato) e valori culturali condivisi, su cos’altro si possono fondare?

  14. chi ben conosce i suoi scritti e la sua azione “politica”, sa benissimo che si accompagna con quelli di nazione Eurasia e altri balillati del genere

    forse a qualcuno è sfuggita la convergenza rossobruna degli “antimperialisti” alle cotiche con i neri di vari estrazione, ma il minestrone è proprio quello che fino ieri spingeva questa gente ad inneggiare a Putin e a prestarsi come “osservatori” per certificare come free fair le elezioni in Transdnistria

    Fini in questo brodo ci sguazza, sembra diverso solo perchè adotta stilemi retorici di sinistra, ma in fondo anche Mussolini era “socialista” e quindi fini non inventa un bel niente, semmai cerca di ripercorrere strade già percorse sperando in esiti simili

  15. A me questo passo del libro sembra abbastanza banale. Nulla di straordinario e probabilmente nemmeno scritto davvero si duo pugno.
    Si può cambiare post?

  16. In realtà il passo tra Marcuse e il tom tom è moooooolto breve… poi sembra di leggere la lista della spesa e questo un altro discorso

  17. Tremonti è un genio nel capire dove tira l’aria, molto più intelligente di Mastella

    Tremonti, quello dei condoni, della privatizzazione delle spiagge, braccio armato del più grosso capitalista/mercatista in circolazione in italia.

    A questa domanda:
    “Perché abbiamo scambiato gli interessi con i valori, l’avere con l’essere, il consumismo con l’umanesimo? Perché, barattando il piccolo con il grande, abbiamo firmato una cambiale mefistofelica con il dio mercato? Perché, passando disinvoltamente from Marx to Market, dall’utopia comunista all’utopia mercatista, abbiamo fatto del mercato unico il nostro nuovo habitat?”

    bastava che rispondesse: “per diventare Ministro nel governo berlusconi”.

  18. A me colpisce la paura del nuovo. La paura per ciò che non si capisce e quindi non si domina. Quest’uomo è un caso antropologico, come gli indigeni delle Trobriand di Malinowski. Ha le reazioni di un trobriandese di fronte al telefono.
    E io continuo a pensare che ce lo meritiamo. Potessimo sostituirlo con pene corporali, sarebbe quasi meglio…

  19. Tremonti è molto più intelligente di Mastella è come dire che Berlusconi è molto più alto di Arnold.
    Niente di decisivo, insomma.

  20. a quando la carta da culo a stelle e strisce nei nostri supermercati?
    chi la importerà per primo?
    chi proporrà una riduzione sull’iva e la deducibilità per i redditi inferiori a 8000 euri l’anno?
    chi?

    questi sono i veri problemi che dovremmo affrontare il giorno dopo l’elezione di Obama

  21. QUESTIONS and ANSWERS

    “Cosa è successo in questi anni in Europa, cosa ha cambiato la nostra vita? Cosa ci ha portato via la speranza?

    Berlusconi.
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    Cosa ci consegna ad una vita senza futuro?

    Berlusconi.
    ————————————————————–

    Perché abbiamo buttato via la civiltà contadina, ma non sappiamo più gestire la modernità?

    La colpa è dell’accoppiata Publitalia-Mediaset
    ————————————————————–

    Perché abbiamo scambiato gli interessi con i valori, l’avere con l’essere, il consumismo con l’umanesimo?

    Chiedilo al tuo capo, campione dell’avere e degli interessi personali che adora le veline e disprezza gli intellettuali.
    —————————————————————–

    Perché, barattando il piccolo con il grande, abbiamo firmato una cambiale mefistofelica con il dio mercato?

    Chiedilo al tuo capo, campione dell’avere e degli interessi personali.
    ——————————————————————–

    Perché, passando disinvoltamente from Marx to Market, dall’utopia comunista all’utopia mercatista, abbiamo fatto del mercato unico il nostro nuovo habitat?

    Magari il mercato, in realtà il nostro habitat è il monopolio di Berlusconi.
    —————————————————————–

    Un territorio nuovo popolato da simboli, da nuove icone, da nuovi totem: pop, rap, jeans, reality, ecstasy, pc, online, ecommerce, e-bay, i-Pod, dvd, facebook, r’n’b, disco, techno, tom tom etc. Simboli, icone e totem capaci tutti insieme di avvolgerci nella forza virtuale propria di una nuova dialettica esistenziale. Nella forma dinamica continua di un nuovo materialismo storico, la fabbrica illusoria del nuovo uomo post-moderno.”

    A questa serie di banali cazzate, frasi prive di qualsiasi senso, è impossibile contrapporre qualsisasi commento.
    ————————————————————-

    L’uomo è un banale cazzaro.

  22. A parte le faticose annaspate fino alle virgole su quanto citato nel post, qualcuno ha una vaga idea di che cosa tratti il libro e di quando più o meno sia stato scritto?
    Ché averlo letto è pretendere troppo.

  23. Se vuoi Virginia, ti posso dire anche da quali testi è stato (malamente) copiato

    Tutta roba scritta da parecchio, che Tremonti ha deriso per anni con arroganza e disprezzo
    Pensa te che il governo nel quale stava Tremonti ha pure definito “terroristi” chi sosteneva quello che scrive oggi nel libercolo.
    Pensa te che li ha anche coperti di denunce, calunnie e pure botte quando ha potuto.

    Comunque, se non sai -nemmeno- quando è stato scritto, trovo piuttosto fuoriluogo che tu faccia anche dell’ironia su chi prende per il culo lo “scrittore” senza neppure aver letto l’opera.

    Pensa che è un geniale instant-book uscito quest’anno appena il nostro ha annusato il disastro in arrivo, ‘sto bel paraculo, ma pensa anche che i suoi colleghi di governo, per decenni fieri mercatisti, non lo hanno cagato nemmeno di striscio, ‘sti gran paraculi.

    Non viene anche a te da pensare che a tremonti come agli altri non gliene importi un cazzo, se non di prenderci per i fondelli?

  24. mazzetta, caspita, sono d’accordo su tutto. Solo, sottovaluto – o sopravvaluto, dipende dal punto di vista- un po’ di più Tremonti: io non credo ci sia particolare premeditazione nella pubblicazione di questo libro e nelle varie manifestazioni di questo nuovo “orientamento”. Penso anzi che sia sinceramente convinto di quello che dice (pur compiaciuto dell’autorevolezza che così guadagna di fronte a larghi strati di opinione pubblica), senza rendersi conto di apparire abbastanza scialbo e patetico agli occhi di quelli che le sue argomentazioni le hanno già conosciute in altri autori in modo più raffinato, profondo, lucido.

    Comunque l’incipt, melodrammatico e pretenzioso, crea una strana atmosfera intima. Deve essere l’uso del “noi.”

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