Mi chiamo Emilio (financial hero): week 3 (-4,15%)

 

Azioni acquistate: ENI, ENEL, MEDIASET (giudizio buy, secondo il Premier)

Valore di carico al 08.10.08: 120.000 EUR.

Valore di chiusura al 18.10.08: 115.020 EUR

Rendimento: – 4.980 EUR (- 4,15% )

Obiettivo al 10.10.10: 240.000 EUR (18/24 mesi il tempo necessario per raddoppiare il capitale, secondo la previsione di Berlusconi

Rendimento alternativo azioni non consigliate dal Premier (TELECOM ITALIA, GENERALI, LUXOTTICA, FIAT): – 8.240 ( – 6,87 %)

Commento sulla settimana: dopo un andamento altalenante fino alla giornata di giovedì (con qualche illusione di ritrovata stabilità), le Borse mondiali hanno ceduto all’ennesimo venerdi nero durante la giornata del 24 ottobre. Settimana negativa soprattutto per FIAT (-8,35%) con l’industria automobilistica europea che precede tutti nella recessione con impianti temporaneamente chiusi in Francia e Germania (Renault e Peugeot su tutte) per il crollo delle vendite. Continuano a soffrire le petrolifere (tra cui ENI -5,76%) nonostante il taglio alla produzione annunciato dell’OPEC per sostenere il prezzo del barile.  ENI ed ENEL accentuano la debolezza anche per il rischio di dover pagare miliardi di euro per le quote di emissione Kyoto, che il governo italiano sta cercando di rinegoziare con la UE. Continuano le vendite su MEDIASET (-5,46%) alimentando le voci di di possibili scalate ostili dall’estero. La famiglia Berlusconi continua a comprare attraverso la Fininvest per consolidare la propria leadership all’interno dell’azienda.

Emilio Mood §:-(

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3 Comments

  1. Mondadori, nonostante abbia da poco venduto l’80% delle proprie attività di stampa, ha un indebitamento netto che veleggia verso 8 volte e mezzo l’utile dopo le tasse dell’anno in corso. A me l’uccellino ha detto che il 2009 ci riserverà molte sorprese. Queste aziende non falliscono perchè sono un tutt’uno con le banche, ma non puo’ durare.

    Non vi parlo di ENEL che ha un indebitamento netto all’ultima rilevazione di 56 miliardi di Euro , pari a 28 volte il valore della linea ad alta tensione che trapassa l’Italia. Sono dimensioni che vi diranno del prossimo Grande Disastro Industriale.

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