The classifica 38. La rubrica che spezza le vene delle mani

Maestro unico, grembiule, classi per bambini ariani. Negri ammazzati per dei biscotti, morti sul lavoro a strafottere e il ministro gli dà dei cazzoni, inique sanzioni dall’Unione Europea, patto d’acciaio coi migliori dittatori di Russia e di Libia, consenso di massa al Grande Padrone… ITALIANI! Il momento è esaltante: A NOI! Non so voi, ma io ho una voglia di rompere il culo alla Grecia che non ci sto dentro – laddove invece il ventre molle e debosciato della sinistra come reagisce a questi tempi volitivi? Puh, mandando al n.1 Ivano Fossati (che scalza gli Oasis, ora n.3). E rimanendo da quegli sommamente delusa.

Fiero nel piglio e decisionista nell’intimo, io che MAI fui fossatico se non per La mia banda suona il rock (che a lui gli fa schifo, haha! Forse perché gli ha portato un Telegatto, e non una delle sei) (SEI) (6) (targhe Tenco da lui vinte) (…che io, se in carriera avessi vinto sei targhe Tenco, ITALIANI!, avrei picchiato la maschia cervice contro la parete chiedendomi dove ho sbagliato); io che MAI tollerai gli effemminati sdilinquimenti per La-co-stru-zio-ne-diu-namo-re, io che MAI accettai che Loredana Bertè mugugnasse di carretere e di vite balere, io che MAI fui per la bolscevica scuola genovese o l’ancor più rossa scuola emiliana ma sostenni la laziale gloria imperiale dei Battisti e Venditti e De Gregori – insomma IO che MAI da questo balcone vi straparlai senza franchezza, interpellai i trinariciuti estimatori dell’autore di Cara democrazia e della can-zo-ne-po-po-lah-re. Ed essi sovieticamente affossarono il disco Musica moderna. Troppo allegrotto. Troppo ritmato. Troppo frufru. HA! So io, cosa non gli è piaciuto, ITALIANI!: che Fossati si sia scrollato di dosso gli etnicismi i piccolimediocrismi i decadentismi i sensibilismi, e sia andato dritto verso il grande centro.

Al quale si rivolge dalla radio, tatangeleggiante: “Dio lo sa, se ci vorrebbe fedeltà. L’amore è grande e io sto qua”. E sempre da Il rimedio: “M’hai fottuto un altra volta coi tuoi baci al veleno”. O, ne L’amore trasparente: “Ti ho dormito accanto e mi hai lasciato andare, sarà anche il gioco della vita ma che dolore”. Tiziano Ferro è ben più ambizioso. E al fossatico questo non gli va, oh se non gli va.

“Ma come”, domanda il fossatico, che aspettava in cima al mistero di essere così solo. “Ivano, non puoi farmi questo. La mia depressione va rispettata, la mia depressione va rammendata”. Eh, miei cari: mi dispiace, ma l’uomo che rimase dolente persino mentre spupazzava Nancy Brilli, è tornato per un attimo a quando la sua banda suonava il rock, e ha fatto un disco di una musica leggera, così leggera che NON fa sognare. Perlomeno, non voi. A noi teste di legno questo disco non dispiace nemmeno, toh.

Per fortuna il resto del Paese è lungi da siffatte doglianze stataliste e panciafichiste. Escono dalla top 10 i democratici Raf e Jovanotti (dopo 39 settimane, comunque. Grande responso per lui, forse ha venduto meno di miticoVasco ma ha retto più a lungo: ha preso il voto degli indecisi, diciamo) nonché l’antico psichedelico David Gilmour. E’ vero che vi rientra Mango (n.5), il quale – liberi di non crederci – è un filo filocubano anche lui; ma la Gioventù Disciplinata e Catodica, ultimamente molto incline a comprare dischi, risponde presente, tenendo in alto (n.2) i giovani teocon disneyani Jonas Brothers, spingendo al n.10 Marco Carta, pupillo della Oberaufseherin De Filippi, e contrastando le mollezze di Paolo Conte (n.4) e Coldplay (n.8) col brutalismo dei Metallica (n.6), l’autarchismo della Amy italica Giusy Ferreri (n.7) e il beotismo nazionallagnoso di Biagio Antonacci (n.9). E che gli inni pederasti degli Abba si fermino al n.13, ITALIANI!, è il segno definitivo della vittoria! Su, cantate con me: Der morgige Tag ist mein…

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8 Comments

  1. Paolo, Ballardini ha ragione.
    Assante ti ha battuto in velocità.
    Anticipando una prossima new entry in the classifica.
    Ma il discorso resta da approfondire.

  2. Su Fossati concordo in pieno.
    Dà (oddio ci vuole l’accento?) il meglio di sè (qui sì, la so) quando fa dischi senza impegnare troppo la materia grigia. Grandissimo nei Delirium. Orrendo nei suoi deliri vetero-comunisti.

  3. “Battuto in velocità”? Da ASSANTE ? Al massimo può stendermi da dietro mentre sono lanciato a rete. Questa è una rubrica di classifica e politica, e il disco degli AC/DC non è ancora entrato nell’una o nell’altra. E dovrà entrare ben alto, giacché chi non supera il quorum non ha diritto di parola. Per dirla con loro medesimi: Money talks.

  4. ma lol, diggo il Ballardini che passa con assoluta levitas dalla storia del movimento agli AC\DC :D

    Certo che loro sono di tale immutabilità da far sembrare uno come Ingrao, Ferrara, e Ferrara un bosone di Higgs. Black Ice mi gira in cuffia da un paio di settimane e alcune che svettano ci sono (su tutte Big Jack, che ricorda non solo nel titolo la Big Gun delle loro incursioni a Hollywood, War machine e Stormy Mayday) ..poi chiaro money talk è un’altra cosa..pero’ meglio di BallBraker o di Stiff Upper Lip.

    A rischio di confino, Dux Madeddu, sugli Oasis la farei meno dietrologica..in cuffia dopo quasi un mese di ascolto mi sono rimaste giusto le prime due..tutto il resto (dell’album), come cantava il califfo, è noia e roba da emoboy (le bonus track jappo..brrr..lasciamo perdere).

    Mi rimane un mistero come facciano i Metallica a stare ancora al n°6 con l’ennesima release fatta perchè “è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo”, e spero che Voi potrete illuminarmi :)

    Chapeau, again

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