Azael, da FriendFeed
Si diceva in sala prof che, certo, sciopereremo, ma che senza blocco degli scrutini non ci si filerà mai nessuno, e che i colpevolissimi sindacati possono aggiungerlo al già gravoso carico che portano sulla coscienza, l’avere disattivato l’unica nostra arma dotata di efficacia. In realtà, poi, sullo strumento del blocco degli scrutini la confusione regna sovrana: è illegale o no? Io, con molti altri, pensavo di sì, ma questo link della Gilda ci smentisce. (Ecco, una cosa buona di questo governo è che mi sta finalmente facendo studiare cose a cui, prima, manco pensavo.)
Scioperare si deve e lo farò, ovviamente, ma sarebbe opportuno uscire dalla logica autolesionistica che ci contraddistingue e che ci rende la categoria più innocua d’Italia – e quindi la più sbeffeggiabile, in questo paese che ama i furbi e gli arroganti. Tre sacrosanti giorni di sciopero a Ottobre vogliono dire circa 200 euro in meno in busta paga (madonna santissima) nonché le consuete corse successive per recuperare voti, programma e quant’altro. Benissimo: ma il senso dello sciopero è creare disagi fuori, e non solo a se stessi. Io, quindi, colma di ammirazione per le maestre delle elementari (che ho visto in azione la settimana scorsa durante un’assemblea e mi sono spellata le mani ad applaudirle, ché di donne fiere ed agguerrite così non mi pare di averne mai viste, da noi alle superiori) faccio mia anche l’idea dello sciopero bianco e col cavolo, che quest’anno muovo un dito al di fuori di quello che è strettamente il mio dovere.
E poi credo che dovremmo davvero tralasciare la nostra consueta, istintiva gentilezza verso il sistema tutto e che abbiamo l’obbligo di mostrare agli italiani quanto è improvvisata, vuota e sciocca la politica Brunettiana. I due soldi che lo Stato, nella sua nuova versione buzzurra, mi toglie quando mi ammalo, li deve spendere con gli interessi obbedendo a Brunetta, guarda, e senza che io gli faccia sconti. VOGLIO il medico a domicilio pure se sto a letto per dolori mestruali, visto che non posso uscire. VOGLIO la visita fiscale dal primo giorno di malattia, e voglio che l’ASL mi spieghi perché non me la manda, se non me la manda. Scriverò lettere ai giornali per protestare per ogni mancato arrivo di chi dovrebbe controllare che io non esca, quando mi ammalo. Voglio che i servizi sociali mi facciano la spesa – visto che non posso morire d’inedia mentre sono agli arresti domiciliari 11 ore al giorno – e voglio che il 118 mi procuri le medicine che non posso andarmi a comprare per decreto, e che l’Amministrazione mi chieda per iscritto di stare a casa se sono contagiosa.
E credo che quest’opinione pubblica tanto pronta ad applaudire riforme orecchiate e fatte apposta per titillarle la pancia dovrebbe cominciare a capire un po’ più da vicino di cosa stiamo parlando. Genitori che non vedi MAI a scuola, sindacalisti dei propri figli esperti di didattica come di pallone, ragazzotti che ci riportano nelle classi il bullismo di un Brunetta senza vedere che il vero spreco di denaro pubblico, nella scuola, sta nello scaldare il banco dei deficienti che l’anno scorso ci deliziavano con le loro prodezze messe su YouTube, e che quando gli dici: “Ma lo sai che tu sei qui finanziato da denaro pubblico investito per farti studiare?” ti rispondono che loro pagano la tasse e che quindi gli spetta, il diritto di dormire sul banco Be’, io sarei stufa del maternage a oltranza della mia categoria verso una società che risponde a sputi in faccia. Forse dovremmo concentrarci un po’ di più sul nostro mestiere, sapete? Fare meno gli assistenti sociali e più i prof. Affrontare un po’ di nodi che non ci piace affrontare, perché portano ad ammettere che la scuola – che ci piaccia o no, ché la realtà se ne frega, dei nostri desideri – è di classe, oggi più di prima, e che fingere che non sia così non ha più senso. Non in quest’epoca, non con l’analfabetismo teleindotto che è penetrato soprattutto nei settori più svantaggiati di questo paese.
Quando ne parliamo, di certe realtà scolastiche e del fatto che forse bisogna proprio diminuirglielo, il numero di materie, a chi ci studia dentro? Mi sa che non riusciamo a parlarne perché sappiamo che, con buona pace della Gelmini, non sono le materie tecniche ad essere di troppo, in quelle scuole, ma l’italiano, la matematica, la storia e le lingue straniere. Perché le conclusioni a cui arriveremmo, se ne parlassimo, non ci piacciono per niente, davvero. Solo che inganniamo l’Italia, i genitori, noi stessi e pure gli studenti, andando avanti così. A fare finta di insegnare a gente che manco finge più di imparare. Oh, lo facciamo a fin di bene, ne sono certa. Ma non funziona.
Io credo che dobbiamo affrontarlo e denunciarlo noi, lo sfacelo sociale e culturale a cui assistiamo in tante delle nostre scuole (penso ai professionali ai confini della realtà di cui ho notizia, penso a certe realtà di periferia o del sud, penso al senso di impunità in cui crescono i bulletti di oggi che saranno i bulli di domani). Perché la realtà ci dice che non abbiamo la forza di risolvere una beata mazza e che, anzi, con i nostri silenzi da formichine non riusciamo che a essere complici dello sfascio e che, nel momento in cui i nodi cominciano ad arrivare al pettine, ne siamo e ne saremo capri espiatori.
Toccare la scuola vuol dire toccare i nodi, la carne viva della società. E’ normale che, piuttosto che vedere il degrado per ciò che è, si preferisca attaccare noi. Però è la normalità dei nevrotici o degli idioti, nulla di più.
Io credo che dovrei ridefinire il senso del mio lavoro. Dentro di me, dico. Lo penso, ma poi non riesco a sciogliere la contraddizione che c’è tra il mio desiderio, che ormai aumenta ogni giorno di più, di fare solo e soltanto il mio mestiere (insegnare la mia materia e poi valutare i risultati degli studenti, su programmi e sistemi di valutazione che rispettino degli standard nazionali, e stop) e i nodi dell’educazione e dell’integrazione, e di come perseguirle. Qui, adesso, in Italia, nel degrado.
Non mi vergogno ad ammettere che mi sento professionalmente smarrita, confusa, piena di dubbi. L’unica cosa che so con assoluta certezza è che, mentre cerco il bandolo della matassa di ciò che è il futuro del mio mestiere, ho un solo modo per non perdermi e per non soccombere ai colpi che arrivano da tutte le parti, a cominciare dal Governo. E consiste nell’essere più statale dello Stato. E non è una parolaccia, “statale”. E’ qualcosa di cui io sono orgogliosa. Fino a quando non inventeremo un sistema migliore per dare pari opportunità ai cittadini – e fino ad ora non lo abbiamo inventato, mi pare – continuerò a ritenere che lavorare per lo Stato sia un onore e una responsabilità, a prescindere dai singoli figuri a cui può capitare di governare.
Non so come se ne esce, da ’sta storia. So che comunque, e per prima cosa, qua tocca vivere con la Costituzione tra i denti. Quello che caspita dobbiamo fare deve essere scritto lì, da qualche parte.
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Sapete perché i generali sono così imbecilli? Perché li scelgono tra i colonnelli.
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98 commenti per "Pensieri da sala prof"
Sono assolutamente d’accordo. Una seria riflessione sulla scuola dovrebbe partire da dentro la scuola. Purtroppo invece nel tempo si sono susseguite tante riforme, si sono fatti tanti scioperi contro, ma mai una proposta.
Ed alla “persona comune” vendere questo come spirito di autoconservazione è molto semplice!
Saggio post.
Vi licenziassero tutti, te compresa, e si ricominciasse da zero. Allora forse qualcosa si potrebbe cambiare.
Luciana Littizzetto una volta disse che il mestiere di insegnante è l’unico che più si va avanti, più si peggiora.
Haramlik ne è la dimostrazione vivente.
PErchè un metalmeccanico quando sciopera dice di farlo per il lavoro o per il grano (tutte cose sacrosante) e voi invece scioperate sempre per la società italiana?
Siete troppo generosi…
La scuola Italiana tranne pochissime realtà nella scuola primaria fa semplicemente schifo.
La gelmini non l’aiuta ma siete sicuri che la peggiori?
Io non credo e non parlo per sentito dire.
credo dipenda dal fatto che la società italiana esiste in quanto prodotto culturale e, guarda caso, chi si occupa di istruzione è addetto a formare la capacità di essere parte -decente- di una cultura decente
il metalmeccanico ha un’altra mission, come si dice oggi nel gergo degli ignorasini
categooria alla quale appartengono tutti coloro i quali vedono nella cultura e nello scambio culturale uba fatica inutile, preferendo (come fa spesso gente tipo Arcroyal) giocare al gioco degli amici e dei nemici
certo, è un gioco più semplice, che possono praticare anche i demagoghi malriusciti e i violenti picchiatori, cosa c’è di più semplice di tirare una riga al di là della quale sono tutti cattivi, invidiosi e ignavi?
in questo modo si possono sostenere senza troppa vergogna anche riforme come quella di Tremonti
in questo modo, mentre tutto il mondo da la caccia ai neocon per coprirli di pece e piume, il nostro paese può dirsi ancora una volta retroguardia americana
in questo modo l’Italia è l’unico paese che propone ed introduce ancora misure derivate direttamente dalla narrazione oligarchica dei neoconservatori
una vera vergogna, ormai lo spazio pubblico è popolato solo da teppisti, picchiatori e venduti e l’afasia delle potenziali opposizioni rende ancora più agghiacciante la visione d’insieme
onore e lode agli Arcroyal, ai Facci, ai Tremonti e ai Berlusconi, ultimi alfieri della decadenza italiana, veri eroi del tramonto morale di un intero popolo
sia riservato loro un posto in Paradiso (o altrove) alla destra di Bush, se lo sono davvero sudato
Sei formidabile, mazzetta. Sei riuscito a tirar dentro Facci e i neocon persino sotto un post dedicato alla scuola italiana. Se non è un’ossessione questa.
Però a volte i tuoi deliri tornano utili. Effettivamente iniettare un pò di Stati Uniti nella scuola italiana, non farebbe male. O meglio, farebbe male solo alle mandrie di pseudo-docenti che pascolano da decenni sulle cattedre di ogni ordine e grado.
La precarizzazione del lavoro di insegnante è una delle strade che porterebbero ad una scuola decisamente migliore. Il contratto andrebbe rinnovato anno per anno a seconda dei risultati, e chi non si dimostra all’altezza dell’incarico andrebbe fatto accomodare alla porta senza tanti complimenti.
vedi perchè ho tirato tutto in mezzo?
sei tu che dimostri a chiunque come avessi ragione
uno che a fronte della -realtà- della scuola italiana scrive una boiata come: “La precarizzazione del lavoro di insegnante è una delle strade che porterebbero ad una scuola decisamente migliore”
sorvolando sul -fatto- che il lavoro di insegnante è già uno dei più precari, può essere solo i povero pappagallo di ignoranze ardite altrove
un po’ come quei neocons che adesso provano a dire che è colpa della decisione “socialista” di estendere la proprietà immobiliare a “chi non la meritava”
se c’è grossa crisi secondo questi furbacchioni, è colpa dei poveri che hanno fatto mutui che non potevano pagare e hanno rovinato tutti
senti che assonanza con la tua pretesa secondo la quale trattando da bestia gli insegnanti la scuola migliorerebbe?
te l’ho già detto un’altra volta: l’ignoranza e la cattiveria che esibisci verso i deboli, il tuo servilismo verso idee che non comprendi appieno e, non ultimo, il tuo incessante calunniare a vanvera intere categorie sociali, non sono un vezzo da irresponsabile
sono proprio attacchi alla socialità e all’intelligenza, alla cultura e a tutto quanto ostacoli la creazione di una società fondata sulla sopraffazione oligarchica
niente di simpatico, tutto abbastanza pericoloso, reazionario e finanche eversivo quando si attacca la scuola pubblica per agevolare l’avanzata del bushismo nell’italica variante defilippica
nel nuovo secolo i “terroristi” e gli “eversori” sono quelli che agiscono come te, non certo chi difende la Costituzione e i diritti umani e civili
l’hai capito o no che per molti di quelli che leggono le tue esibizioni sono un attacco plateale al buon senso, alla cultura e alla democrazia, non meno degli esercizi servili di tanti altri megafoni del tremontismo ignorante?
lo hai capito o no che a forza di chiedere di accompagnare gente alla porta, apri la strada a richieste esattamente uguali nei tuoi confornti?
o forse credi di essere in qualche maniera “al sicuro”, come tanti che si credevano sicuri e poi da un giorno all’altro sono stati travolti dalla storia?
Per precarizzazione intendevo evidentemente il rinnovo annuale dei contratti sulla base dei risultati ottenuti, e non di quelle astruse tessere a punti in voga presso il sistema scolastico italiano.
Si dimentica sempre che l’insegnamento è uno dei mestieri più usuranti che esistano, e che quando si iniziano a fare i discorsi di cui Haramlik ci ha lasciato un saggio oggi, è forse il caso di cominciare a pensare di cambiare lavoro. Non solo per sè stessi, ma soprattutto per quei poveri disgraziati che hai davanti e non si meritano di essere trattati con tanta alterigia e disprezzo. Non se lo meritano soprattutto da una classe docente che è l’ultima a poter salire sul pulpito.
Con te, comunque, non servono i discorsi astratti. Nei cieli rarefatti delle idee trovi sempre qualche nuvoletta dove sistemarti e buttarla su Bush, Berlusconi, Tremonti e Facci. Con te serve la realtà nuda e cruda. E allora via con i fatti.
Ora di latino in una seconda liceo scientifico del Nord Italia, forse la migliore scuola superiore della città. L’insegnante sulla trentina – quindi neppure una di quelle vecchie carampane inacidite che si trovano ancora in circolazione – entra e si capisce subito che è giornata di comizio. Lo era già stata la scorsa settimana, ma forse è meglio così. Il martedì precedente aveva deciso un ripasso dei complementi e aveva dato una tristissima prova della sua ignoranza in materia. Un’ora di “ehm…no…aspettate che guardo bene…ah sì il complemento di modo è in ablativo semplice…no…boh…vediamo” e via così fino al suono della campanella. Quindi meglio il comizietto, che forse si fanno meno danni e brutte figure.
E parte la solita cantilena contro lo ‘pisconano’, quell’infamone di Brunetta e soprattutto quella strega della Gelmini. Dopo 15 minuti buoni di concione, improvvisamente si blocca, si mette a scrutare la classe come Terminator e sbotta: ” Ma ci sarà mica qualche berlusconiano qua dentro? “. Davanti, è appena il caso di ricordarlo, ha alunni la cui età media è 15 anni, e la guardano come se fosse impazzita.
A questo punto trilla un cellulare. E’ il suo. Smette di parlare, si fionda sulla cattedra e per 5 minuti si mette a smanacciare sulla tasteria del telefonino, tenendosi però rigorosamente sotto il bordo della cattedra, che altrimenti si capisce che sta messaggiando furiosamente con il fidanzato.
Ecco, questa è la scuola che i mazzetta difendono in nome della “socialità” e “dell’intelligenza”, “della cultura” e “di tutto quanto ostacoli la creazione di una società fondata sulla sopraffazione oligarchica”. Sei solo un’ipocrita, mazzetta. E della peggior specie perchè dietro a paroloni altissimi e nobilissimi nascondi la realtà di una scuola che è allo scatafascio. E non per colpa del Caimano. Per colpa soprattutto di individui del genere, che occupano cattedre che mai avrebbero dovuto occupare e da cui, se esistesse un minimo di decenza, dovrebbero essere cacciati a calci in culo domani stesso.
I post di mazzetta fanno schiantar dal ridere, il principe dei gesuiti non potrebbe fare di meglio. Sono deliri moraleggianti come i suoi che ti fanno capire meglio di qualsiasi analisi politica perchè la sinistra non esiste più.
vedi che non ce la fai?
“Ecco, questa è la scuola che i mazzetta difendono”
è un’espediente squallido, sempre lo stesso
che ne sai tu della scuola che difendo io?
io ti ho fatto notare che precarizzare il personale non è certo utile al miglioramento del servizio, tu mi ribadisci uhna concezione secondo la quale l’insegnante deve essere spremuto e poi cacciato a calci nel culo quando va in esaurimento perchè deve affrontare un compito immane in completa solitudine e pagato meno dell’ultimo degli stronzi
se non è neoconismo del più ignorante questo….
tipicamente neocon è poi lo stile nel prendere un episodio demenziale e nel trasformarlo addirittura nella “scuola che i mazzetta difendono”
la tua non è ipocrisia, sono maldestri tentativi di truffa a sostenere una propaganda altrettanto maldestra e calunniosa contro l’utilità stessa dell’istruzione pubblica
riprova, sarai più fortunato
game over
insert coin to continue
giggà….moralista…lol…detto dalla curva che ha sostenuto gli ultimi dieci anni di sfascismo ignorante è quasi una medaglia ;)
Mazzeta, poi mi linki qualche testo dedicato alla scuola dai neocon, che non me ne viene in mente nessuno. Ricordo solo così, en passant, che la scuola sovietica era una delle più meritocratiche, selettive e ‘di classe’ che la storia umana ricordi.
I sistemi scolastici si dividono in buoni e cattivi. Il colore politico c’entra poco, altrimenti si dovrebbe concludere che la scuola uscita dalla riforma Gentile fosse pessima in quanto fascista. Mentre a fare decisamente schifo è la scuola post-sessantottina dell’Italia repubblicana.
Comunque alla fuffa da ‘pietismo’ sindacale di mazzetta ( questa storia dei poveri docenti affamati, spremuti fino all’osso, lasciati soli in mezzo alle belve ricorda tanto la capanna dello Zio Tom, e mi commuove tremendamente ) si risponde con un altro ‘episodio demenziale’.
Questa volta la profia è di matematica. Mezz’età, moglie di un dentista con due studi in due città diverse, una di quelle che insegna per dare un senso alla vita, che tanto al mattino c’è la domestica in villa a riassettare e a preparare pranzo e cena. E’già ricorsa alla chirurgia plastica un paio di volte, e al pomeriggio è un lungo dribbling tra estetista e lezioni di spinning ( tutto doverosamente relazionato in classe al mattino, sia mai che gli studenti si annoino… ). A casa votano il Berlusca – lo dico così per par condicio con il precedente caso umano ( ma questa ha l’importante merito di non usare la predella come tribuna politica, anche perchè nella scuola è una mosca bianca e rischia seriamente l’ostracismo dei colleghi ).
A scuola arriva in Suv, e guai ad occupargli il posto nel cortile con i motorini, che si incazza abbestia e rischi di finire dal preside. In classe l’altra mattina è arrivata stile ‘il Diavolo veste Prada’, con 1 chilo di oro addosso, che la Madonna di Pompei se lo sogna. Come al solito, è giunta con 15 minuti di ritardo che c’è traffico ( dice lei ), e tanto nessuno controlla.
Non appena si è assisa sulla predella, una studentessa dal primo banco le dice che uno dei problemi di geometria dati per esercizio il giorno prima non le è venuto. Lei prende il libro e si mette a studiare il problema. Passano 3, 4, 5 minuti…e non succede nulla. Poi alza lo sguardo e si mette alla ricerca della sua solita ciambella di salvataggio.
” Mazzocchi, per piacere puoi venire alla lavagna e far vedere alla tua compagna come si risolve il problema? ”
( ‘Mazzocchi’ è il genio di matematica della classe, una sorella che fa fisica all’università e una naturale propensione per i numeri…il nome è di fantasia perchè le arpie ingioiellate sono vendicative e carogne come poche…vuoi mai che capiti su MN e si riconosca, ndr ).
‘Mazzocchi’ si alza e in pochi minuti risolve il problema. La madamazza ingioiellata gli lancia un sorriso a 32 denti e tira un sospirone di sollievo. Anche questa volta l’ha sfangata. Per fortuna che anche quest’anno c’è Il Mazzocchi che altrimenti con ’sti benedetti problemi di geometria lei proprio non ci piglia.
Ora non vorrei urtare la sensibilità proletaria di mazzetta, ma non sarebbe più giusto dare i soldi dello stipendio al ‘Mazzocchi’, e lasciare la madamazza a casa? E’troppo fascista, neocon, reazionario chiedere che questa genia sia allontanata dalle cattedre? O preferiamo continuare con le geremiadi strappalacrime sulla triste condizione degli insegnanti italiani?
Recentemente parlavo con un’amica, figlia di insegnante di carriera pluridecennale.
Il tema era quel numero là degli insegnanti indicati come ‘da spedire sulla luna’.
Ovviamente il tono del suo discorso era allarmatissimo, la madre era allarmatissima, si stava attaccando il sistema scuola, si vogliono mettere in strada migliaia di professionisti, si vuole dare una direzione alla cultura della prossima generazione.
Finito di parlare le ho raccontato la mia esperienza e le ho chiesto di fare un semplice calcolo matematico spannometrico:
Nella personale storia scolastica, sul 100% degli insegnanti incontrati, quanti si riconosceva essere (anche al netto del proprio esser giovani e non certo in grado di formulare giudizi completi e affidabili), al limite dell’oggettivo, meritevoli di biglietto per la luna perché inadatti quando non addirittura pericolosi per la crescita dei soggetti a loro affidati?
Io per me ho detto ‘più della metà’
Lei ci ha pensato un attimo e, ridendo perché aveva colto il senso, mi ha detto ‘Io pure di più’.
A quel punto abbiamo preso la cifra indicata oggi come ‘esuberi’ e le ho chiesto di rapportarla al totale degli insegnanti in Italia, per vedere di quanto era sotto la sua valutazione di quel ‘più della metà’.
Fine dell’aneddoto, il cui esito non serve raccontare.
Allora io tutto sono tranne che Berlusconiano (chiedere ad Arc per referenze), tutto sono tranne che felice per la deriva che ’sti qui faranno prendere non tanto alla personale vita di questo o quell’insegnante quanto al livello culturale delle prossime generazioni (ché noi saremo anche stati lasciati in mano a professori non qualificati, ma avevamo intorno un sistema paese che in qualche maniera compensava e scemi non siamo usciti…non tutti diciamo), ma non si può continuare a indicare nella soluzione sbagliata la prova che il problema non esista.
Il problema esiste eccome e la percentuale di professori che non dovrebbero essere seduti dietro quella cattedra è ben più alta di quella indicata da ’sti quattro folli al governo.
Significa che quella percentuale avrà qualche difficoltà nel pagarsi la casa che si è comprato quando pagata da un sistema che ha permesso a completi ignoranti di vedersi affidare il futuro di decine di prossimi uomini?
Eh sì, significa questo.
Drammatico?
Non più di quanto sia drammatico il futuro di quelle decine di prossimi uomini, se affidati a gente inadatta culturalmente, prima che per capacità educativa, i quali avranno a loro volta pari difficoltà (anzi di più perché il sistema è diventato più selettivo anche fuori dalla scuola) a pagarsi il mutuo.
Allora qui il punto non è essere umanamente capaci di capire la difficoltà umana e personale di questo o quel professore, ma la capacità prima di tutto di condividere la realtà, il problema, per quella che è:
Ben peggiore dei numeri proposti dalla Gelmini.
Poi si può (in questo caso si DEVE) dissentire sulla soluzione, si può trovare qualunquista e demagogica la ricetta, si può indicare in Facci il problema della scuola italiana, si può fare ciò che si vuole, ma sempre e solo partendo da un onesto punto di partenza condiviso perché oggettivo quanto il fatto che il sole sta fermo e la terra gli gira intorno:
L’obiettivo del sistema scuola non può e non dev’essere quello di dare uno stipendio ai professori, tantomeno a più professori possibile.
Finché ogni volta che quelli dicono ‘la scuola fa schifo e al meridione di più’ quegli altri rispondono ’siete razzisti e al nord di più”, l’unico risultato che si otterrà sarà che di gente non in grado di pagare un mutuo se ne sfornerà in quantità esponenziale.
“un onesto punto di partenza condiviso perché oggettivo quanto il fatto che il sole sta fermo e la terra gli gira intorno: L’obiettivo del sistema scuola non può e non dev’essere quello di dare uno stipendio ai professori, tantomeno a più professori possibile.”
questo non è un punto di vista oggettivo
è un’altra cagata che provi a mettere in bocca a chi contesta i tagli della Gelmini
concentrati sui soldi e fai meno il furbo, vedrai che migliori se non ti adagi nell’impiego di questi trucchetti retorici
uff..
i link impediscono la pubblicazione del post, provo a spezzarli…
usliberals. about. com/od/education/a/EdBudget07.htm
oplà
perfettamente sovrapponibile alle (assenti) idee di Trem0nti e Berlusconi sull’istruzione pubblica
provvedimenti-fotocopia
stesso supporto ideologico, stesso stile
a botte di decreti si demolisce l’istruzione pubblica, anche dove ce n’è poca, dimmi tu le differenze se ne vedi, ma tieni presente che c’è molto di più prima di osare voli pindarici
eserver. org /clogic/4-1 /lipman.html
poi magari non ci crederai, ma anche Bush pagava i giornalisti perchè sostenessero le sue stronzate
washingtonpost. com/wp-dyn /articles/A56330-2005Jan7.html
e le analogie non si esauriscono qui
perchè a parte le cagate e la fuffa con la quale si insulta l’intelligenza, il punto incontestabile è nel taglio draconiano a tutti i capitoli di spesa che riguardano l’istruzione
è quello che dovreste provare a motivare, invece di menarla con le storielle esemplari o sui singoli punti della riforma, il grambiulino è un dettaglio, centinaia di milioni di euro in meno per l’istruzione sono invece il punto della questione
tutti tagli sistematici, che rispondono evidentemente a un unico criterio: fare cassa
spiegami tu che giudichi senza sostanziare i tuoi giudizi, quale vantaggio esista nel tagliare a tappeto le spese in istruzione in un paese che non ha altre risorse naturali che le teste e le braccia dei propri cittadini
spiegami tu se non serve esclusivamente a formare una platea con bassi tassi di scolarizzazione, che avrà l”unico pregio di essere facilmente manipolabile dal demagogo di turno
capisco che certa gente si senta spaventata dall’esistenza di una cittadinanza attiva e pensante, ma ormai la storia ha dimostrato in abbondanza che affidarsi alle idee di pochi maestri è diseconomico e conduce ai disastri
poi quando hai finito dimmi se hai capito a chi saranno destinati i “risparmi” fatti sull’ignoranza dei nostri figli, vediamo se hai studiato o se sei solo chiacchiere e distintivo ;)
Tipico di lui e dei suoi amici citare episodi (inventati? chi può dirlo, ma tanto che interesse ha)…
Il fatto è che non entrano nel merito, una visione d’insieme del problema non ce l’hanno perché sono pappagalli decerebrati.
bella mazze’!
@Mazzetta:
Ma quel tono in risposta me lo sono guadagnato tutto con un solo commento (per altro in parte a tuo favore e comunque in questo caso seduto dalla tua parte) perché:
a) Antipatia personale, Broono mi stai sul cazzo e qualsiasi cosa tu dica genera risposta a uno che mi sta sul cazzo.
b) Antipatia generale: mi state tutti sul cazzo e qualsiasi cosa diciate io rispondo che siete furbi e retorici perché non mi date ragione
c) Se un commento non si apre con “Bravo Mazzetta” nemmeno leggo chi l’ha scritto perché io ho un nemico che è il sistema e come tale quando mi si contesta in cento mi rivolgo come fosse uno solo perché per me è un totale e si chiama appunto sistema.
d) ti tocchi.
Nel merito:
No, non mi concentro sui soldi ma su chi li riceve (o non).
Altrimenti divento berlusconiano e non ne ho voglia.
Se considerassi un provvedimento giusto in misura proporzionale ai soldi che distribuisce ai cittadini, dovrei onestamente considerare il condono fiscale di qualche anno fa una delle migliori mosse politiche dell’ultimo decennio.
no broono, solo perchè
ti ho scambiato per arcroyal :D
evidentemente con il page down sono passato dal suo post al tuo, la conclusione del quale non è che si scosti molto dalle sue…
in realtà il secondo post è una risposta ad arcroyal e il primo voleva essere un p.s. a quello, scaturito dalla lettura del paragrafo che mi sono trovato lì, credendolo di Arcroyal
questo per il tono involontariamente (con te) sgarbato
sul merito invece non defletto ;)
Broono, hai toppato.
Non hai considerato nel novero dell’ipotesi:
e) sei come al solito in evidente stato confusionale.
E la e) era proprio la risposta giusta perchè solo un mazzetta può riuscire a confondere un commento scritto da me con uno scritto da te :)
Adesso però devo andare. Ho da recarmi in uno di quei luoghi dove, come giustamente ha intuito Carlo, mi ‘invento’ le mie storie di fantasia. Poi parliamo anche dell’università. Non ci facciamo mancare niente qui.
PS. per mazzetta
Ho dato una rapida occhiata a quei link. Non mi pare che siano stati scritti da neocon. Il termine neocon è, come sei solito fare tu, grattugiato qua e là per gli articoli. Ma io ti avevo chiesto dove avevi letto un piano organico per la scuola e per l’università scritto direttamente da un neocon. Di scritti infarciti di oscuri riferimenti alle dottrine ‘neocon’ non so che farmene. Ne è già infarcita la rete senza bisogno che tu me ne butti altri tra i maroni.
Arcroyal, i provvedimenti di Bush sull’istruzione li ha scritti Madre teresa di Calcutta o possiamo convenire che siano espressione del portato ideologico suo e dei suoi amichetti?
non sono “scritti farciti di oscuri riferimenti”, c’è un articolo del WP (comunista?) sulla corruzione di un giornalista perchè sostenesse Bush sull’istruzione e poi ci sono liste di tagli all’istruzione
come al solito giudichi senza nemmeno aprire i link :D
mi pare evidente che ci sia in giro un sacco di gente alla quale si fa prima a metterlo in culo che in testa…
vedo comunque che eviti come la peste le piccole domande che ti ho rivolto, hai già esaurito il campionario di reazioni prestampate?
;)
questo è un simpatico resoconto dell’impatto di stronzate quali “valutazione esterna” “retribuzione dei risultati” e altri aziendalismi applicati senza senso all’istruzione
la produzione bushista e berlusconiana godono di un altro parallelo, spesso danno vita a leggi che (vedi tu) portano a conseguenze “inattese” rispetto ai risultati che si proclama di perseguire, come le leggi sull’istruzione o quella sull’ATM (alternative minimun tax) che doveva servire a tassare di più i ricchi e che invece ha mandato alle stelle la tassazione della classe media
strano…
la fonte è forse il principale quotidiano statunitense, non il Manifesto, il principio sul quale si regge il provvedimento è che si può spendere meno (e i tagli li hanno già fatti) legando i soldi ai risultati (capacità di leggere e di far di conto, tanto basta alla pedagogia neocon)
l’obiettivo passa così dal fornire un’educazione al preparare al passaggio di qualche esame ridicolo e assolutamente inutile
SACRAMENTO — Prairie Elementary School had not missed a testing target since the federal No Child Left Behind law took effect in 2002. Until now.
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Max Whittaker for The New York Times
Fawzia Keval, the principal of Prairie Elementary in Sacramento, which had not missed a testing target since the No Child Left Behind law took effect. “I’m spending sleepless nights,” she said.
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The school, perched on a tidy, oak-shaded campus in a working-class neighborhood here, has moved each of its student groups — Hispanics, blacks, Asians, whites, American Indians, Filipinos, Pacific Islanders, English learners, the disabled — toward higher proficiency in recent years.
Over all, the number of its students passing tough statewide tests had increased by more than three percentage points annually, a solid record.
But this year, California schools were required to make what experts call a gigantic leap, increasing the students proficient in every group by 11 percentage points. For the first time, Prairie, and hundreds of other California schools, fell short, a failure that results in probation and, unless reversed, federal sanctions within a year.
“And they’re asking for another 11 percent increase next year and the next, and that’s where I’m saying I just don’t know how,” Fawzia Keval, the school’s principal, said. “I’m spending sleepless nights.”
Across the nation, far more schools failed to meet the federal law’s testing targets than in any previous year, according to new state-by-state data. And in California and some other states, the problem traces in part to the fact that officials chose to require only minimal gains in the first years after the law passed and then very rapid annual gains later. One researcher likens it to the balloon payments that can sink homebuyers.
Part of the reason for the troubles was that the states gambled the law would have been softened when it came up for reauthorization in 2007, but efforts to change it stalled. This year Congress made no organized attempt to reconsider the law. With the nation facing urgent challenges, including two wars and economic turmoil, it could be a year or more before the new president can work with Congress to rewrite the law.
The law requires every American school to bring all students to proficiency in reading and math by 2014. When it was first implemented six years ago, it required states to outline the statistical path they would follow on their way to 100 percent proficiency, and about half set low rates of achievement growth for the first few years and steeper rates thereafter.
Here in California, which in 2002 had only 13.6 percent of students proficient in reading, officials promised to raise that percentage on average by 2.2 points annually from 2002 to 2007, but starting this year greatly accelerate the progress, raising the percentage of proficient students by 11 points per year through 2014.
Now that the time has come for that accelerated improvement, California schools are not keeping up. This year, about half the state’s 9,800 schools fell short.
“We’re hitting a balloon payment scenario, to use a housing analogy, where the expectations set forth in the federal law are far higher than recent performance levels,” said Richard Cardullo, a professor at the University of California, Riverside, who led an analysis of the performance of state elementary schools.
His study, published Sept. 26 in the journal Science, found that the proportion of students scoring at or above proficiency increased, on average, less than four percentage points annually from 2003 to 2007, far short of the 11 percentage points of annual growth required starting this year.
“Lots of schools are no longer going to be able to meet the law’s requirements,” Dr. Cardullo said. His study predicted that virtually every elementary school in California would fall short of the federal law’s expectations before 2014.
Why did California decide on six years of relatively slow achievement growth, followed by six years of extraordinary gains? Officials from many states told the Bush administration in 2002 that they needed time to write new tests and accustom teachers to them.
But the California state school superintendent, Jack O’Connell, said he also bet that Congress might change the law in 2007, perhaps by removing its 100 percent proficiency goal. “It’s true that was in the back of my mind when we negotiated our plan with the feds,” Mr. O’Connell said. “And I’d do the same thing again. I’m still hoping a new administration will change the law.”
Meanwhile, the law has had other unintended consequences — including its tendency to punish states, like California, that have high academic standards and rigorous tests, which have contributed to an increasing pileup of failed schools.
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A state-by-state analysis by The New York Times found that in the 40 states reporting on their compliance so far this year, on average, 4 in 10 schools fell short of the law’s testing targets, up from about 3 in 10 last year. Few schools missed targets in states with easy exams, like Wisconsin and Mississippi, but states with tough tests had a harder time. In Hawaii, Massachusetts and New Mexico, which have stringent exams, 60 to 70 percent of schools missed testing goals. And in South Carolina, which has what may be the nation’s most rigorous tests, 83 percent of schools missed targets.
“The law is diagnosing schools that just have the sniffles with having pneumonia,” said Jim Rex, the South Carolina schools superintendent.
Under the law, all public schools must test students every year and if those in any group fall short, the school misses its targets and is put on probation. All states adopt their own curriculums and testing standards, and the rigor of the tests varies greatly.
Schools that miss targets for two consecutive years are labeled “needing improvement” and face escalating sanctions that can include staff changes or closings. Partly because the law is identifying thousands of schools, however, few states have tried to radically restructure more than a few.
Margaret Spellings, the federal education secretary, acknowledged in an interview that the law’s mechanism for holding schools accountable needed refinement because it works as a pass-fail system in which schools with only minor problems are in the same category as chaotic institutions with students running the halls.
“We passed the best law we could seven years ago,” Ms. Spellings said. “There’s wide recognition that this is something we need to address.”
Under a pilot program known as differentiated accountability, Ms. Spellings has given six states — Florida, Georgia, Illinois, Indiana, Maryland and Ohio — permission to treat schools labeled for improvement that have missed targets for only one group differently than those needing sweeping intervention.
But the rate at which schools have been identified as needing improvement has not yet become worrisome, she said. “Pretty much every organization needs improvement,” she said.
Ms. Spellings has fiercely defended the law’s requirement that all students achieve proficiency by 2014.
Among that provision’s most tenacious critics has been Robert Linn, a University of Colorado professor emeritus who is one of the nation’s foremost testing experts. He argued, almost from the law’s passage, that no society anywhere has brought 100 percent of students to proficiency, and that the annual gains required to meet the goal of universal proficiency were unrealistically rapid, since even great school systems rarely sustain annual increases in the proportion of students demonstrating proficiency topping three to four percentage points.
“If, no matter how hard teachers work, the school is labeled as a failure, that’s just demoralizing,” Dr. Linn said.
Ms. Keval, the principal at Prairie Elementary, has been fighting demoralization herself since learning of this year’s test results, she said.
Educated in British schools in Kenya, she speaks Urdu, Swahili and five other languages, and several teachers said she was an inspirational leader. Ms. Keval described her staff as qualified, hard-working and dedicated to student progress.
Eight out of 10 children at the school are poor — the children of gardeners and maids, retail clerks and short-order cooks, the unemployed — yet all groups have made progress.
When the law took effect in 2002, 22 percent of all students and 19 percent of blacks were proficient in reading. Ms. Keval has for several years used federal money to hire extra reading teachers and to organize additional instructional time for low-scoring students after school and during vacation periods.
As a result, reading proficiency has increased on average by nearly four percentage points each recent year, although black students have improved more slowly. On California’s state tests this year, 42 percent of Prairie’s students schoolwide and 40 percent of Hispanics demonstrated reading proficiency. But only 29 percent of blacks demonstrated proficiency, and since California schools were required to raise the proportion of proficient students in every group from 24 percent to 35 percent this year, that was not good enough. The school has been put on probation.
“I know we’ll continue to make gains with our students, but whether we can meet the next No Child target remains to be seen,” she said. “In one year, its hard to make an 11 percent impact.”
Dr. Linn said Ms. Keval had good reason to worry.
“An 11 percent increase from one year to the next, that is pretty gigantic,” Dr. Linn said, “compared to how most schools improve from one year to the next.”
cosa fa presumere a mazzetta che arcroyal conosca l’inglese? suona francofono, a orecchio…
e cosa induce mazzetta a pensare che il supposto francofono riesca a leggere tutto sto popò di roba? non certo il suo disinvolto atteggiamento nei confronti dell’istruzione…
ma soprattutto: di quante righe sarà la risposta di arcroyal?
non perdetevi il seguito, qui su macchiachannel!
Ehi…
Ma qui si fa la gara a chi ce l’ha più lungo e nessuno mi chiama!
Anch’io voglio partecipare!
Almeno qui che posso non dico vincere ma almeno competere…
:)
perfetto, vi lascio volentieri il campo allora :)
Questo pappagallo copincolla a rampazzo come neppure il peggiore dei cialtroni e flagella MN come neppure le peggiori tele imbonitrici e lettrici di tarocchi. L’articolo fa riferimento alla discussione su una legge federale degli Stati Uniti, chiamata “No Child Left Behind”, a suo tempo co-firmata dai democratici (rappresentati dal senatore Kennedy) e approvata dal Congresso. In rete c’è tutto per farsi un’idea specifica.
Tutto ciò per avvertire Arcroyal che questo calderonaio dilettante e assemblatore di motti fa perder tempo a commentarlo. Anche ora, a caso, è bastato poco a stanarlo.
Su questo post pseudo sindacale, che trasuda code di paglia grandi come una casa, non val la pena di soffermarsi.
e che vuol dire se l’hanno co-firmata i democratici?
e che l’abbia approvata il congresso?
anche la guerra in Iraq l’hanno controfirmata tutti, ma era decisamente un’idea bushista
o non era bushista perchè anche tu la condividevi? :D
tutto ciò per avvertire Virginia che la sua coda di paglia ha appena preso fuoco :P
Esistono degli studi (dovrei scartabellare tra vecchie carte per trovare i riferimenti, quindi vado a memoria) che analizzano le dinamiche che stanno dietro il difficile rapporto tra scuola e utenza e che, riassumendo, dicono che il problema sta nel fatto che i prof sono, contemporaneamente, idealizzati e disprezzati. Li si vorrebbe dotati di poteri magici e li si condanna perché non ne hanno.
Alla base, una grande confusione su ciò che si vuole da loro: che promuovano tutti ma nel massimo rigore, che rendano colte pure le capre ma senza obbligarle a studiare, che abbiano preparazioni da luminare a fronte di stipendi da postini, che amino i nostri figli come se fossero i loro ma oggettivamente e con imparzialità. E che gli insegnino le cose che hanno studiato e pure le altre, dall’educazione stradale in su. E che compensino, grazie a un carisma che farebbe la fortuna di un politico, tutte le carenze culturali di famiglie che non possiedono un libro e contesti disastrati, trasformando ragazzotti da discoteca in appassionati di Dante, estimatori di Kant, cosmopoliti poliglotti.
La verità è che la categoria dei prof è piena di persone che sono semplicemente mediocri, ovviamente. Perché ogni categoria professionale di questo mondo lo è.
Se non vi accorgete che, chessò, la maggior parte dei medici è semplicemente mediocre, è solo perché in genere avete il raffreddore o poco più. Perché non li mettete mai davvero alla prova, quindi. E, quando lo fate, in genere morite e non avete il tempo di raccontarlo.
A me fa anche piacere fare parte di una categoria professionale a così alto rischio di idealizzazione.
Però un adulto lo dovrebbe capire, che un mondo dove la maggior parte dei prof sono bravi al punto che te li ricordi dopo anni non esiste, semplicemente. Da nessuna parte.
Così come non esiste, da nessuna parte, un mondo dove i medici sono capaci di fare vivere tutti fino a 100 anni.
Io dico solo che il GILDA fa schifo. Perlomeno quello di Palermo.
Aggiungo che aspettarsi che i prof siano delle divinità (oltre i 20 anni) è aspettativa imputabile agli idioti irrecuperabili.
No. Tutto per avvertire che essendo tu ignorante non solo non sai quel che linki, ma ti sei limitato a cogliere le paroline più facili del mio commento, manco avessi parlato di Britney Spears.
Fai un riassunto di quel che hai linkato e della legge a cui si riferisce l’articolo. Asino.
“Il contratto andrebbe rinnovato anno per anno a seconda dei risultati”. Ecco, ricominciamo da qui. Chi giudica? In base a quali parametri?
uff… qua si è colta la palla al balzo, gli sciacalli son lesti e tristi.
@mazzetta
non ti curar di loro
ma guarda e passa
soprattutto della pseudofacci, *
ch’ella l’alias non è
data la gran voglia di cacci.*
cc: zz = meches: facci
questa è poesia, non cronaca;)
Io penso Virgina semplicemente intendesse “considerando che questi cattivissimi neocon oltre ad essere passati di moda come l’arancione sono degli studiosi di politica estera che hanno già idee confuse in economia figuriamoci in politica dell’istruzione, e che il No Child Left Behind è un disegno di legge presentato da un senatore e da un deputato DEMOCRATICI, e che lo stesso ha fatto incazzare non poco la base conservatrice del GOP per l’impostazione decisamente liberal, di che cazzo stiamo parlando?” Sì è incredibile pensare che una legge presentata da due democratici non veda le barricate della parte avversa (e viceversa), ma quelli sono una democrazia matura, mica come noi straccioni.
impostazione liberal?
qui qualcuno farebbe bene a cambiare spacciatore, gli unici provvedimenti velatamente “liberal” presi dall’amministrazione Bush nell’arco di due mandati riguardano l’immigrazione
poi c’è anche che qualcuno dovrebbe chiarirsi i significati di -liberale-liberismo-liberlismo etc… spesso usati alla membro di cane uno al posto dell’altro, tanto il significato vero non fa nessuna differenza, basta l’assonanza per la propaganda
poi, se proprio si vulo fare un lavoro come si deve, occorre osservare i dem americati e concludere che la loro impostazione non è meno elitarista ed oligarchica di quella dei neocon, le differenze tra i due partiti è veramente minima, anche perchè sono entrambi controllati dalla super upper class statunitense
Mh, liberal non c’entra una mazza con liberale-liberismo-liberalismo, lo usano per dire “di sinistra”. Sì, la definizione di “sinistra” negli US è bella diversa dalla nostra, so what? Infine non me lo invento certo io che il maggior criticismo al NCLB veniva dalle fila dei conservatori, né che i neocon non hanno nulla da dire in campi diversi dalla politica estera. Ribadisco, di cosa stiamo parlando?
Nonostante i ben fondati consigli di Virginia, mi autoinfliggo una mazzata sui coglioni e rispondo a mazzetta.
Amore, io di solito i link che mi vengono suggeriti li apro sempre ( per conferme rivolgersi a Broono ). Ieri pomeriggio avevo da immergermi nel meraviglioso mondo dell’università italiana, e potevo dedicare alla tua robaccia solo un’occhiata approssimativa. Stamane ci ho dato una lettura più attenta, e le mie impressioni iniziali sono risultate confermate. Ti avevo chiesto di linkarmi un testo scritto da un ‘neocon’ e contenente un piano organico riguardante la scuola e l’università. Tu invece mi hai suggerito:
1) un articolo di un sito della sinistra radicale americana riguardante tagli ad alcuni programmi federali destinati al sistema scolastico. I tagli erano basati sul principio che non si finanziano con soldi pubblici programmi che non diano risultati significativi. Nulla di particolarmente efferato dunque.
2) Un articolo del Washington Post del 2005 ( il giornale della East Coast che insieme al New York Times da anni conduce una campagna serrata per dimostrare che G.W.Bush è Lucifero…in pratica è come se mi citassi Repubblica per dimostrare la natura criminale del Caimano…sono operazioni che solo una testina come la tua può pensare godere di qualche credibilità ) che denuncia il fatto che un giornalista abbia preso soldi dal Dipartimento dell’Educazione per mandare in onda alcuni spot governativi in un suo programma radiofonico e per scrivere alcuni articoli a favore del No Child Left Behind Act. Lo scandalo è sorto dal fatto che Armstrong Williams, il giornalista afroamericano in questione, non aveva rivelato di essere sotto contratto con il Dipartimento dell’Educazione mentre commentava la legge in radio e sui giornali. Uno scivolone ‘etico’ abbastanza grave da parte sua, ma in cui l’Amministrazione c’entra relativamente visto che il contratto era stato messo a bilancio ( ed infatti ai deputati democratici che hanno dato il via alla denuncia di comportamento ‘non eticamente corretto’, è bastato leggerlo attentamente per scoprire la cosa ). Non capisco però cosa tutto questo c’entri con i famigerati neocon. Forse che esiste qualche loro scritto in cui suggeriscono ai giornalisti di non rivelare i propri rapporti professionali con l’Amministrazione repubblicana?
3) Un articolo del New York Times in cui si denuncia le difficoltà di molte scuole nel raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati dal No Child Left Behind Act. Ora, a questo proposito, voglio esprimere tutta la mia solidarietà alla preside della scuola elementare Praire di Sacramento che ci ha passato sopra notti insonni. Effettivamente occorrerebbe rivedere alcuni aspetti del NCLBA soprattutto per quanto riguarda la sua applicazione in scuole con un’utenza problematica’ ( la Praire accoglie i figli di lavoratori a basso reddito e di immigrati latinoamericani, ndr). Però che la legge abbia molti aspetti positivi in quanto sollecita le scuole a raggiungere determinati traguardi e condiziona i finanziamenti pubblici al conseguimento di questi obiettivi ( tra l’altro minimi, in quanto legati all’acquisizione di sufficienti capacità di lettura, comprensione del testo e scrittura ), mi pare cosa ottima e giusta. Però, come già notato da Virginia, questo Act è passato con voti bipartisan. E non capisco proprio come si faccia ad attribuirlo solo ai diabolici neocons, ammesso e non concesso che essi c’entrino qualcosa con questo provvedimento.
( e vista l’opportunità offerta posto anch’io un link
projects.latimes.com/schools/school/sacramento/prairie-elementary-1/
arriva dal Los Angeles Times ed è la scheda dedicata alla Prairie Elementary School. Ogni anno i giornali americani pubblicano schede simili su ogni istituto scolastico presente nella loro zona di diffusione. E questo per tenere informata la pubblica opinione sulle caratteristiche e sui risultati dei singoli istituti. Gli Stati Uniti, un paese meraviglioso )
4) Ho lasciato per ultimo l’articolo di Pauline Lipman perchè è la cosina più interessante. La Signora Lipman è una docente alla Chicago-Illinois University. E’conosciuta sia sul luogo di lavoro sia al di fuori dell’ateneo come un’estremista di sinistra che cerca di dimostrare che dietro a Bush e ai neocons c’è nientepopodimeno che il Ku Klux Klan. Per dirne una, dovrebbe occuparsi di sistemi educativi, ma riesce a trasformare le sue lezioni e i suoi seminari in ‘happening’ contro la guerra in Iraq. In pratica è un’altra povera sfigata che non sa nulla dell’ideologia neocon, e che è solo interessata ad usare le aule universitarie per fare politica. Della serie “ i cattivi maestri non ci sono solo in Italia “.
Qui comunque si possono leggere alcuni giudizi di suoi studenti:
ratemyprofessors.com/ShowRatings.jsp?tid=221025&page=1
La citazione di Pauline Lipman – mazzetta tesoro – è la dimostrazione definitiva che tu sostanzialmente sai poco o nulla dei neocons, e li confondi con politiche di stampo reaganiano o, al massimo, neoliberiste. Tu usi il termine ‘neocon’ alla stessa stregua di come lo utilizzano i giornali e le televisioni di Damasco e Teheran. Lo appiccicano a qualunque cosa non garbi ai rispettivi regimi islamo-nazisti per sottolineare l’esistenza di continui complotti ebraici ( dal momento che alcuni neocons sono ebrei, e i neocons sono responsabili di tutto il male del mondo, i ‘perfidi giudei’ sono il male del mondo, ndr ).
Quanto poi alle domande che mi porgi con un tono da professorino di prima nomina, prima di tutto fai una bella cosa. Scendi dalla cattedra, che qua tu sei solo una merdaccia come tutti noi. Poi, in uno slancio di carità cristiana, rispondo a una a caso
“quando hai finito dimmi se hai capito a chi saranno destinati i “risparmi” fatti sull’ignoranza dei nostri figli, vediamo se hai studiato o se sei solo chiacchiere e distintivo”
Spero che finiscano in armamenti. I nostri soldati abbisognano di altri elicotteri da combattimento e mezzi blindati per garantire il diritto allo studio di bambine e ragazze afghane, minacciato dai talebani.
Dal momento che il bilancio della scuola va a finire per il 97% negli stipendi, tra i quali la telefonista antiberlusconiana e la madamazza ingioiellata di cui sopra, qualunque taglio è sacrosanto e benedetto. Non diminuirà di un millimetro la già abissale inefficenza del sistema scolastico italiano. La nostra è davvero una scuola ‘di classe’ perchè solo i ricchi possono sfuggirgli mandando i figli a studiare all’estero. Fino a quando non si farà piazza pulita di tutti gli ignoranti, i pelandroni e gli psicolabili che siedono impropriamente sulle cattedre, nessuna seria riforma sarà possibile. Meglio impiegare i soldi in altro: peggio di così certo non si può andare.
E adesso, scusa, ma preferisco andare a rispondere ai commenti degli altri, che mi paiono un pò più interessanti e pertinenti. Per oggi ho dato già abbastanza spazio alle tue ossessioni neocon. Torno alle cose serie. Ciao bello. Alla prossima.
quella del bilancio della scuola dedicato per il 97% agli stipendi è una balla, come il resto
uno che scrive “…il giornale della East Coast che insieme al New York Times da anni conduce una campagna serrata per dimostrare che G.W.Bush è Lucifero”
riferendosi al nyt per negare semplicemente che -avesse ragione nelle sue critiche- come I FATTI hanno dimostrato, è chiaramente in malafede
p.s. se ti stesse veramente a cuore i diritti di studenti e donne in Afghanistan, te la prenderesti con quelli che dalla Virginia spedivano testi talebani made in USA per allevare mujaheddin antisovietici
potevi tenerla più corta e dire semplicemente che ti riconosci nell’ideologia dei fanatici iperamericani, tanto si era capito che per te anche Krugman è un comunista…
p.s. se surfi il Washington Post, trovi le stesse considerazioni e trovi severe critiche a Bush persino sul Washington Times, il gradimento per Bush e le sue politiche è al 20% negli Stati Uniti
non te ne sei accorto, ma arrivi tanto in ritardoda risultare fstidiosamente antiamericano :P
@ rwidam
“cosa fa presumere a mazzetta che arcroyal conosca l’inglese? suona francofono, a orecchio…”
Mon cheri, credo che l’Amplifon stia facendo delle campagne promozionali per il mese di ottobre. Io se fossi in te ne approfitterei.
“e cosa induce mazzetta a pensare che il supposto francofono riesca a leggere tutto sto popò di roba? non certo il suo disinvolto atteggiamento nei confronti dell’istruzione…”
Ed invece…
Però il tuo sferragliare tra le lingue, offre lo spunto per parlare di un’altro comodo taglio che si potrebbe fare. L’eliminazione di tutte le cattedre di inglese dalla scuola e dall’università sarebbe un bel modo di racimolare altre risorse per cose più utili.
Broono ieri cercava di quantificare gli ‘esuberi’ del sistema scolastico. In realtà bisognerebbe procedere per materie. Se si adotta questo metodo, ci si accorge che, visti i risultati risibili, l’inglese lo possiamo serenamente togliere dalle ore di insegnamento. Basta aggirarsi tra gli studenti universitari per rendersi conto che, nonostante 11, se non 14, anni di inglese ’scolastico’, sanno a malapena dire come si chiamano e l’età. Quanto al capire cosa dice un coetaneo di Manchester o di Denver, forse sanno decrittare un ‘hi’, ma non mi spingerei troppo oltre.
Di tutte le materie insegnate dalla scuola italiana la lingua inglese è quella che soffre il trattamento peggiore. E’infatti nelle mani di schiere di laureati a cui l’università ha insegnato invece che la comprensione della lingua, la sua storia e la storia della sua letteratura. Con il risultato che le ore di inglese sono imperniate intorno a raffinate analisi dei sonetti di Shakespeare e delle novelle di Chaucer oppure sul dettagliato studio del tempo futuro ( quando ormai a New York il futuro è ridotto a una doppia ‘l’ o a un ‘gonna’, per non parlare del condizionale…), mentre lo studente medio non capisce letteralmente un’acca delle canzoni che ascolta ogni giorno o dei film che scarica in lingua originale.
In Giappone ( poi magari parliamo anche di quel paese dove una Haramlik si troverebbe forse a dar la caccia alle balene, non certo in una scuola ) agli insegnanti di lingue è fatto obbligo di svolgere degli stage periodici nella reception degli alberghi. Io addirittura eliminerei punteggi ed esami universitari, e lo metterei come ‘condicio sine qua non’ per accedere alla cattedra. Se riesci a superare la prova ‘reception’ in un albergo di Roma o Venezia, ottieni la cattedra. Se no, bye bye e buona fortuna. Per quanto riguarda invece le cattedre universitarie, le più ambite e le più decisive per il benessere del mondo-scuola, ci vorrebbero delle prove speciali tipo l’essere paracadutati in un punto imprecisato degli Stati Uniti senza soldi, con l’obbligo entro 2 mesi di tornare presso la sede universitaria di partenza.
Intanto che si procede alle nomination per stabilire chi resta e chi se ne va, un governo illuminato e televisivamente competente quale è quello attualmente in carica, dovrebbe fissare per decreto la trasmissione di film e telefilm in lingua originale ( e magari senza sottotitoli…al massimo, tanto per non essere accusati di eccessi di sadismo, si potrebbe mettere i sottotitoli alla sera quando si è tutti un po’ rincoglioniti, e proibendoli invece tassativamente nelle altre fasce orarie ). Il miglioramento complessivo nella padronanza della lingua sarebbe assicurato. Per la conoscenza del Macbeth si potrebbe tranquillamente aspettare il ritorno dei nostri cattedratici dall’Hotel Excelsior o dal deserto dell’Arizona, che tanto per quello non c’è fretta.
“ma soprattutto: di quante righe sarà la risposta di arcroyal?”
Spero di essere stato all’altezza delle aspettative.
“visti i risultati risibili, l’inglese lo possiamo serenamente togliere dalle ore di insegnamento. ”
a forza di tagliare insegnamenti perchè non raggiungono certi standard, si finisce per lasciare ai pargoli un’istruzione da deficienti
ottimo metodo Arcroyal, dovresti brevettarlo
invece di provare a migliorare l’insegnamento delle lingue, tanto vale rinunciarci, oppure optare per fanta-soluzioni prese direttamente dall’effetto della bile sulla pennica post-prandiale
AHAHAHAHAHAHAH….
Dimmi che ci stai prendendo tutti per il culo….ti prego….
così poi quando la Gelmini apre al bocca ed emette il verbo tremontiano, saranno tutti al livello di quelli che credono che il 97% delle spese per l’istruzione siano “RUBATI” dagli stipendi dei professori
l’ignoranza è una brutta bestia, ma mai come la presunzione di chi pensa di aver già le ricette da imporre al mondo
“quella del bilancio della scuola dedicato per il 97% agli stipendi è una balla, come il resto”
Il bilancio previsionale del ministero della pubblica istruzione per il 2008 ha una spesa pari a circa 42 mld. di euro. Di questi 42 mld., 41 circa sono per spese di personale (Stipendi, compensi accessori e relativi oneri a carico dello Stato (IRAP e contributi previdenziali) delle scuole e oltre l’80% sono relative alla retribuzione personale docente. (Ricerca fatta in 5 min).
A-si-no
“In Giappone ( poi magari parliamo anche di quel paese dove una Haramlik si troverebbe forse a dar la caccia alle balene, non certo in una scuola ) agli insegnanti di lingue è fatto obbligo di svolgere degli stage periodici nella reception degli alberghi. Io addirittura eliminerei punteggi ed esami universitari, e lo metterei come ‘condicio sine qua non’ per accedere alla cattedra. Se riesci a superare la prova ‘reception’ in un albergo di Roma o Venezia, ottieni la cattedra. Se no, bye bye e buona fortuna.”
Ehm, scusami tanto: il mio curriculum è pubblico ed ho insegnato Spagnolo, oltre che nella scuola e nell’università italiane, anche presso l’Instituto Cervantes – l’ultima volta quest’estate – la cui valutazione mi pare un po’ più significativa di quella della reception di un albergo. Se non sai cos’è e chi ci insegna, informati.
Sono inoltre abilitata dal Ministerio de Educación spagnolo ad insegnare Lingua e Letteratura Spagnola nelle loro scuole.
Detto questo: sì, suppongo di potere cavarmela nella reception di un hotel.
Saluti.
potevi metterci un po’ di più, somara
da una parte c’è che il bilancio della pubblica istruzione non copre -certi- capitoli di spesa della scuola (sorpresa!)
per esempio nel bilancio della P.I. non c’è l’edilizia scolastica, altrimenti si dovrebbe concludere che, stante il 3% dedicato al di fuori degli stipendi, i nostri figli vadano a fare lezioni sui prati dopo essere stati lasciati tutte le mattine davanti ad un ologramma
dall’altra c”è che il dato che citi tu, che è comunque falso nella veste nel quale lo presenti:
“NON E’ VERO che il 97% del bilancio del MIUR viene speso in stipendi, ma il dato reale è il 78,8%, buona parte in quota alle Regioni (dati OCSE – studio Education at a glance), in linea con gli altri paesi. E’ vero invece che il MIUR si limita SOLO a pagare gli stipendi, investendo appena il 2,8% del P.I.L., rispetto al 3,80 % di media dei paesi europei. (dati OCSE – Education at a glance). ”
——————————————————
quindi se prendi LA posta di bilancio fatta dagli stipendi, è fin troppo ovvio che questa comprenderà -solo- stipendi
Il MIUR paga solo gli stipendi, niente altro, anche se solo un po’ meno dell’80% vanno ai prof (il resto per il funzionamento dello stesso ministero della Gelmini, che si pappa il grosso di quel 20% della torta)
altrettanto ovvio che a presentarla come fate voi si tratti di UN ESPEDIENTE TRUFFALDINO, uno dei tanti che certa gente diffonde (perché ama la verità e l’onestà?)
che senso ha citare -il dato relativo ai soli stipendi- e presentarlo come l’intero bilancio dell’istruzione, per concludere che in Italia si spende -SOLO- in stipendi per i prof?
Il ministro, nelle sue affermazioni, non vuole tenere conto che ci sono oneri a carico delle Regioni per circa 2 miliardi e 263 milioni di euro e degli EE.LL. per altri 8 miliardi per incombenze, quali edilizia scolastica, trasporto, mensa e diritto allo studio.
Io questa la chiamo truffa, una truffa nella quale siete addestrati in parecchi direi, almeno a giudicare dall’agitazione attorno a questo dato malamente brandito a dimostrare solo la vostra malafede
aloha
p.s.
potevate poi evitarvi la fatica, quali che siano le fonti, resta il dato indubitabile per il quale l’Italia spende giàmolto meno della media OCSE per l’istruzione
questo è l’unico dato che conta, le puttanate sull’efficienza e questi trucchi da fiera servono solo a coprire un attacco generalizzato ai fondi per l’istruzione, perfettamente un linea con quindici anni di politica berlusconiana, fatta solo di slogan (le tre I, oltre alla recente ondata) e di tagli brutali
capito i miei cari agit-prop berlusconiani in libera uscita?
adesso tornate a fare un summit con gli amichetti e poi provate con un’altra stronzata :P
dimenticavo
tanto per rendere l’idea di quanto sia -pretestuoso- il discorso dei tagli, è bene ricordare che si macella l’istruzione per risparmiare -qualche milione- di euro, proprio nel momento nel quale ne stanno per essere buttati -centinaia di miliardi- in sostegni alle banche e ai patrimoni di quanti hanno speculato
capisco che per alcuni “giustizia sociale” sia una parolaccia, ma per altri assistere a cose del genere è criminale, come è criminale che ci sia gente arruolata per coprire questo genere di furto ai danni delle collettività
io non vi sto dando dei neocon, ma proprio dei disonesti, gente che vive diffondendo in continuazione falsi plateali
p.c. per Virginia, ci sono ancora due o tre thread dai quali sei fuggita dopo aver sparato una cazzata come ti accade qui, stai raccogliendo punti-militanza o sei solo una militonta?
:))))))
ti di dirò arcroyal: hai superato ogni mi più rosea previsione.
e grazie per avermi regalato questo strampalato film di uno che brucia shakespeare, poi si imbarca su una baleniera giapponese, fa il concierge a venezia e infine si fa catapultare in mezzo al deserto dell’arizona per poter vedere guiding light in lingua originale senza sottotitoli.
Calvin ( o era ArcRoyal? )per quanto riguarda invece il ” citatemi un neocon che abbia scritto di scuola”, e il movimento neocon in genere e la scuola, ci sarebbe William Bennet. Non molto conosciuto in Italia come le ” star” Kagan, Kristol, e qualche ex come Sullivan, etc. ma uno dei più importanti.
Ha idee un po’ più conservatrici di alcuni neocon, ma questo non lo esclude dal novero dei neocon, visto che sono i neocon che al di fuori della politica estera hanno posizioni anche molto distanti.
Ma è firmatario del PNAC. Nonchè membro del governo Reagan, quindi non un fesso qualunque. Possiamo annoverarlo tra i neocon? Bene, basta cercare e vengono fuori molte proposte di Bennet sulla scuola. Vouchers, fondi alle scuole confessionali, etc, etc, insomma, molto simile a certe idee ( deleterie ) che circolano anche qui
E lui è solo uno, anche se uno dei più importanti. Poi, guarda, sembra che questi fanatici stiano perdendo un po’ terreno, ultimamente, e quindi mi importa poco di lui e di loro. Però, ecco, lui è una delle prove che i neocon ,o almeno alcuni , di scuola si sono occupati eccome.
Mmmm… Ti dico come la vedo io: domani io e tre amici fondiamo un movimento gastronomico a favore dei canederli (che a me piacciono un mondo), che viene firmato da altri 100 che sono d’accordo con noi che sì, i canederli sono buonissimi e poi se lo spek è quello giusto. A questo punto io completo la mia analisi comparata dei rossi piemontesi, dove sostengo che c’è un complotto strisciante per favorire il barolo ai danni del barbaresco, che è MOLTO piu’ buono. E’ giusto dire che la posizione degli amici del canederlo è che il barbaresco è meglio del barolo? Boh, a me non convince! Così come gli articoli di Krugman in tema di – la butto lì – healthcare non rappresentano la posizione degli studiosi della new trade theory (che è un filone di economia internazionale, quindi roba che c’entra poco). Credo che il termine neocon vada utilizzato nel suo giusto ambito, cioé foreign policy; che poi alcuni aderenti a quella corrente di pensiero abbiano scritto su altri campi non vuol dire che quello sia il pensiero “neocon”, ma questo rappresenta la mia view.
Onestamente mi interessa di piu’ capire perché i voucher sarebbero un’idea deleteria: a me è sempre sembrata un’idea tanto banale quanto intelligente.
boia, da quando c’è mazzetta, la reginetta azzurra Virginia piglia di quegli schiaffi :))
Calvin, prima di tutto non c’è dubbio che il movimento neocon nel suo insieme abbia dedicato molta più attenzione a molti altri settori che non sia la scuola.
Però, io rispondevo a chi scriveva ” citatemi un neocon che abbia scritto di scuola ” oppure a te che invece scrivevi ” che i neocon non hanno nulla da dire in campi diversi dalla politica estera” Beh, eccolo qui un neocon che ha avuto e ha qualcosa da dire in un campo diverso dalla poltica estera. E devo ripetere non come un semplice opinionista, ma come una persona che aveva responsabilità poltiche. Nella sua opinione, la scuola è parte integrante di supporto per la sua ideologia.
Se invece vogliamo parlare del movimento neocon in generale e la scuola, allora devo dire che anche qui non è che le due cose siano così lontane.
C’è anche chi ne ha discusso
http://www.routledgeeducation.com/books/Knowledge-and-Power-in-the-Global-Economy-isbn9780805859393
Vogliamo speciicare che col tempo dire ” neocon ” ha significato tutto e niente? Ok. Però, le persone da me citate sono senz’altro neocon.
Per quanto riguarda i vouchers, cioè i buoni scuola, io mi riferisco alla scuola italiana ( senza parlare di quella americana con i richiesti finanziamenti anche a chi propaganda l’ID, per dire) e alla Costituzione che recita ” senza nessun onere per lo Stato”, bellamente raggirato. Onde per cui, dare soldi alle scuole non statali è un raggiro ed è pure deleterio per le casse dello Stato. Del resto, non si capisce perchè non dovrebbero stare sul mercato, e campare di soli soldi propri, visto che chi spinge per i buoni di solito fa pure sfoggio di ” mercatismo all along.
il punto è che la banda repubblicana raccolta attorno a Bush, come la si voglia chiamare, ha brandito l’iperliberismo per consegnare pezzi di bilancio pubblico a corporation amiche
questo è l’essenza del neocon-ismo, hanno esternalizzato anche l’esercito e la politica estera nei confronti di singoli paesi
gente che parla di liberarsi dallo stato per arricchirsi alle spalle della generalità, questo è l’unico filo conduttore possibile tra le politiche di Reagan e quelle di Bush2, se volete chiamarlo reaganismo è lo stesso
ricordate le reaganomics?
non c’è nessuna teoria generale per l’istruzione pubblica o per la sanità pubblica reaganiana, semplicemente perchè le rifiutano
ci sono solo ripetuti tentativi di minare l’esistente, proprio come qui da noi con i Berluschi
Siamo ancora li’, non credo esista una posizione della “scuola neocon” relativa all’istruzione perché la loro è una scuola di foreign policy. Comunque.
Salto la parte sulla Costituzione, che è un non problema (non è che l’ha dettata Dio a Einaudi sul Monte Sinai) e passo alla parte sostanziale: il genitore x (e anche chi non ha figli visto che naturalmente non esiste una tariffa) paga un ammontare di tasse y per usufruire del servizio “istruzione”. Quindi la “retta” nei fatti la paga anche alla scuola pubblica, anche se è figurativa. Per quale motivo non dovrebbe poter scegliere se pagare la retta alla scuola privata o ad una pubblica? Vabbé, tanto credo che domani uscirà un post su giornalettismo.it con pro e contro della riforma, magari se ne parlerà da quelle parti. salutations.
Aggiuntina: non sono un grosso fan di christian rocca ma li suo articolo su Bush presunto (iper)liberista mi pare una buona lettura. Non a caso i (pochi) libertarians che conosco negli States detestano Dubya peggio che il lettore medio del NYT :)
quello dei bushisti non è stato liberismo, ma mafia economica all’assalto della diligenza
ciò non toglie che la deregulation si sia rivelata per quello che era, una cazzata pericolosissima
zero tolerance con i barboni e i cittadini comuni, festa Napoli ai piani alti
questo è un dato che nessuno possa mettere in discussione
Dubia non è niente, non è mai stato niente, è solo lo strumento degli amici di suo padre impegnati ad inseguire le loro fissazioni da globalrisiko e a fare pressioni e anche peggio su quasi tutti i paesi del mondo
professionisti della strategia della tensione e del mantenimento della paura a congelare le opinioni pubbliche, sono quelli che hanno teorizzato, sostenuto e praticato le “guerre preventive” e lo “stato di guerra permnente”
non male per un paese che ha la “pursuit of happiness” nella Costituzione
comunque la distanza ideologica che c’è tra i dem e rep è difficilmente percettibile
bisogna anche considerare che è dagli anni 80 che questi ripetono incessantemente le loro pseudo “ricette” a reti unificate e senza alcuna alternativa a contendere il campo
qualche effetto l’ha provocato, soprattutto una feroce sovversione semantica
quando si cambia il senso delle parole per piegarlo alla realtà, la realtà si incarica della smentita ed è quanto accade in questi giorni in maniera eclatante
sono anni che comunque queste politiche si sono rivelate fallimentari ad ogni latitudine (se non per pochi e selezionati), la libera volpe nel libero pollaio si è già pappata le galline, ma c’è ancora gente che dice che le galline si sono divorate tra loro
Poi la finisco e lascio mazzetta a deficienti come quello del #47.
“da una parte c’è che il bilancio della pubblica istruzione non copre -certi- capitoli di spesa della scuola (sorpresa!)”
L’edificatore di calderoni, non sapendo leggere, copia alla cieca, fa le faccine e accusa terzi di complotti megagalattici tirando in ballo tutti gli spauracchi che stanno nella sua testolina da bambino (ripeto, deve per forza essere minorenne).
Si parla di Pubblica Istruzione, non di Miur, OCSE, neocon, definizioni varie di Voi, i marziani, il baubau e altri benaltrismi creativi.
LEGGE DI BILANCIO DI PREVISIONE 2008 – AREA ISTRUZIONE
Totale: 42,5 mld.
Di cui:
- 41,2 mld. per Spese di personale [Stipendi, compensi accessori e relativi oneri a carico dello Stato (IRAP e contributi previdenziali). Di cui 0,8% Amministrazione centrale e periferica]
- 493 mln. per Spese di funzionamento [Informatica di servizio, cancelleria e funzionamento generale. Spese di pulizia per circa il 40% delle scuole]
- 633 mln per Interventi [Trasferimenti ad enti pubblici e privati]
- 156 mln per Spese in conto capitale [Edilizia scolastica. Innovazione tecnologica nelle scuole. Interventi per la sicurezza nelle scuole.]
Che in Italia esista una massa ingente di fannulloni e incompetenti che si annida soprattutto nella P.A. (il grosso dei quali ha ancora nel 2008 il coraggio di nutrirsi parassitariamente di vertenze sindacali), si sa dai tempi di Adamo ed Eva. Non c’è bisogno di incrociare dati a caso, né di raccogliere testimonianze, come quelle di Arcroyal. Ognuno di noi ha sperimentato questa realtà in vari momenti della propria vita.
E non serve neppure fare voli di nicchia sui neocon americani, dei quali frega assai poco nel contesto.
Calvin, finchè c’è questa Costituzione sarebbe meglio attenersi a QUESTA Costituzione, che sia un problema o un non problema.
E dopo, semmai se ne riparla. Finora, è incostituzionale.
” Quindi la “retta” nei fatti la paga anche alla scuola pubblica, anche se è figurativa. Per quale motivo non dovrebbe poter scegliere se pagare la retta alla scuola privata o ad una pubblica?”
Perchè come sociatà ci siamo dati delle regole e delle istituzioni condivise e sono queste istituzioni che dovremmo sostenere . Se uno vuole rivolgersi altrove, che paghi di tasca sua. Quindi, ribaltando la tua domanda :perchè io devo vedere sottrarre denaro alla scuola pubblica per sostenere quella privata?
P.S. Scusa, ma la lezione su Bush via la groupie di Bush Rocca io me la risparmierei. Il masochismo può avere un suo fascino, ma giusto quando hai tempo da perdere. Io ora non ne ho, abbi pazienza.
virginia,
MIUR significa ministero dell’istruzione univesità e ricerca. rileggi il #42 adesso, ma senza fretta.
@ Haramlik
Ehm, scusami tu. Quando auspicavo il tuo imbarco su una baleniera giapponese ( per sabotarla, ovviamente, e ci riusciresti alla grande viste le tue evidenti inclinazioni caratteriali ), non mi basavo sulla tua preparazione professionale che evidentemente, non essendo mai stato tuo allievo, non sono in grado di valutare. Mi basavo invece su ciò che hai scritto qua su MN.
Quando una arriva a scrivere i pensierini che ci hai regalato poco sopra, il quadro è già abbastanza allarmante senza che sia necessario scomodare le competenze professionali. Tu ormai vivi la scuola come un conflitto tra te e la societa cinica e bara che ti circonda. Tu sei ormai in guerra con chi siede nei banchi davanti a te. E non vedo come tu possa trasmettergli conoscenze e cultura. Men che meno giudicarli. Se ai tuoi occhi sono ormai un’orda barbarica inebetita dagli schermi al plasma, l’unica cosa da fare è combatterli fino all’ultima goccia di sangue.
Questo riferimento ai
“Genitori che non vedi MAI a scuola, sindacalisti dei propri figli esperti di didattica come di pallone, …”
rappresenta davvero la realtà, oppure si tratta di un’enorme esagerazione e semplificazione tipica di voi profie? Oh, intendiamoci, io non sto negando che ci siano in giro parecchi genitori menefreghisti e testedicazzo, ma non la stai facendo troppo facile?
Per esempio, nel caso della telefonista berlusconiana da me citata sopra, ci sono padri che vengono trattenuti a casa da mogli e figli perchè altrimenti andrebbero davvero a mettere le mani addosso all’insegnante in questione. A casa, questa remota realtà che tu dipingi popolata da improvvisati esperti di didattica, ci sono tanti rozzi lavoratori che non capiscono come si possa trascorrere le mattinate a tenere comizi e a rispondere al telefonino invece di fare il mestiere per cui si è pagati. Non lo capiscono – e qui hai ragione tu – perchè sono limitati, non hanno la mente aperta come le Vostre Signorie, sono dei buzzurri insomma, che ricordano tanto quell’altro zozzone di Brunetta. Non essendo a loro concesso di fare altrettanto in fabbrica o in ufficio, non riescono a concepire che qualcuno, pagato anche con i propri soldi, faccia invece indisturbato i suoi porci comodi.
E del resto cosa otterrebbe da un colloquio con la docente? Il constatare che tiene acceso il cellulare anche durante l’ora di ricevimento ( ebbene sì…fa anche questo…che tanto nessuno può dirle niente ) ? Servirebbe a qualcosa, oltre che a mangiarsi il fegato dalla rabbia?
Poi tanto per fare la quotidiana immersione nella realtà che serve a combattere le fumisterie dei mazzetta, ecco un’altra storiella proprio inerente il rapporto scuola-genitori.
Professoressa di italiano e storia nel bienno delle superiori. E’vicina ai sessanta, e i metodi didattici risalgono perlomeno al primo ottocento. Dagli studenti pretende lo studio mnemonico, riga per riga, dei testi. Le lezioni consistono essenzialmente nella lettura ad alta voce degli stessi. E fin qui, tutto bene. I giovani hanno scarsa memoria, e torture del genere sono ampiamente giustificate. Ci sarebbe poi da parlare delle sue, dichiarate, simpatie politiche ( è una nostalgica di Benito, e una volta vedendo un suo studente con la cintura delle Waffen SS quasi si commosse ), ma se tolleriamo quelli che aspirano a trasformare la scuola in un soviet degli studenti e dei lavoratori in lotta contro lo zar Silvio, anche con lei bisogna chiudere un occhio.
Il problema è un altro.
Ha avuto alcuni gravi lutti familiari che le hanno squassato la vita. Per andare avanti le sono state prescritte dosi massicce di psicofarmaci e spesso, già di prima mattina, è rintronata come una biscia al sole d’agosto. Non mi riferisco tanto agli strilli da condor andino che ogni tanto emette, ma ai lunghi minuti di catalessi che l’assalgono sia durante le ’spiegazioni’ sia durante le interrogazioni. Cioè, in pratica, mentre ti sta facendo ripetere a memoria i fasti dell’Atene periclea, lentamente le palpebre si fanno pesanti e la testa si inclina verso il torace. A quel punto l’interrogato si interrompe e si mette a rileggere il testo che sta recitando, e il resto della classe sta in religioso silenzio per guadagnare impunito il suono della campanella.
Ora, a casa dove – come giustamente hai osservato tu – abbondano i pedagoghi dilettanti, tutto questo fa una strana impressione. Dapprima incredulità. Poi, giorno dopo giorno, e con qualche giro di telefonate con gli altri genitori, si prende consapevolezza che oltre al carattere tirannico ci sono alcune cosucce che non quadrano. E si decide di andare in delegazione dal preside per far presente la situazione. Certamente tu adesso penserai che si tratta della solita sommossa reazionaria organizzata da chi vuole sempre e solo dare ragione ai propri pargoli. Eppure in questo pazzo mondo c’è ancora qualcuno che lo considera un atto legittimo e perfino doveroso.
Ma cosa succede nell’ufficio del ‘dirigente scolastico’? Succede di ascoltare una diffesa appassionata della cattedratica fatta con gli stessi toni e argomenti usati da te quando mi hai buttato in faccia il tuo ( notevole ) ‘curriculum vitae’.
“ E’un’archeologa di fama. Vanta decine di studi e ricerche riconosciuti a livello internazionale. Ha studiato presso i più autorevoli professori dell’università agli studi di xyz. Come osate voi plebei mettere in dubbio la sua competenza? ”
“Ma, a dir la verità signor preside, noi volevamo solo far presente le sue condizioni di salute” risposero i tapini in delegazione ( anche se intanto qualcuno, meno avezzo alle cortesie diplomatiche – Dio, quanto sono buzzurri questi padri italici ! Questa maledetta televisione dello psiconano malefico ha proprio involgarito tutto e tutti ! – avrebbe voluto gridargli in faccia: “ Ma la mandi a scavare allora !” )
“ Bene. Prendo atto delle vostre rimostranze. Verificherò. Buongiorno “.
E non successe nulla per altri due anni ( nulla nel senso che pur tra altre proteste di altri genitori, quella rimase inchiavardata alla sua cattedra ) finchè l’Archeologa di fama non fece domanda di trasferimento per una grande città dove vive un qualche suo parente. E prontamente la richiesta fu accolta, liberando l’istituto dalla sua scomoda presenza ( ma trasferendo il problema ad altri studenti e ad altri genitori ).
Ora nel mio utopico mondo molto ‘neocon’, come direbbe la buon’anima del mazzetta, ad una così un consiglio scolastico presieduto dall’assesore all’istruzione del comune alla fine dell’anno offrirebbe un distacco di un paio di anni presso la locale biblioteca o presso la Sovrintendenza alle belle arti, che intanto qualche coccio romano da spolverare c’è sempre. E se rifiuta, amen, arriva il licenziamento. Nel mondo reale, invece, nel mondo ipersindacalizzato delle Haramlik, a meno che tu non violenti uno studente sulla cattedra durante l’orario di lezione ( e forse neppure in questo caso ), tu te ne resti al tuo posto perchè guai a mettere in discussione la libertà d’insegnamento prescritta da qui all’eternità dal Sacro Testo della Costituzione scritto con il sangue dei resistenti.
Torniamo adesso a te, cara Haramlik. Quando tu alle belle parole rivolte ai genitori aggiungi questi affettuosi pensieri dedicati agli studenti:
“ragazzotti che ci riportano nelle classi il bullismo di un Brunetta senza vedere che il vero spreco di denaro pubblico, nella scuola, sta nello scaldare il banco dei deficienti che l’anno scorso ci deliziavano con le loro prodezze messe su YouTube,…”
( e a proposito di You Tube, ricordo male io oppure in quei video erano ripresi pure fior di insegnanti? Perchè, sempre che la mia memoria indebolita da troppi anni di revival anni ottanta e da troppe puntate di Amici di Maria, c’era anche un professore che fumava nonsopiùcosa in classe sotto il cartello ‘Vietato fumare’. E mi sovvengono pure immagini di fondoschiena in cui si infilavano le mani di studenti allupati, e di un abito femminile e di un paio di tacchi indossati da un docente in vena di travestitismo…così, tanto per completare la tua visione del mondo in cui, curiosamente, gli insegnanti sono sempre vittime, e mai ‘carnefici’ )
e pianifichi forme di lotta come il blocco degli scrutini e la riduzione di ogni tua attività scolastica a quanto previsto dal contratto nazionale ( forme di lotta che, in ultima analisi, colpiscono appunto questi “ragazzotti da discoteca” e le loro famiglie, non certo il Caimano e i suoi accoliti ), a me appare evidente che sei arrivata alla frutta.
Come del resto si può rilevare anche dal tuo blog quando descrivi la sensazione di soffocamento che ti assale tutte le volte che rifletti su questa scuola impestata dal virus del berlusconismo e della globalizzazione capitalista. E allora mi domando se non sarebbe il caso di cambiare aria, di trovare nuovi stimoli e nuove gratificazioni in realtà meno orride e volgari. Per esempio ci sarebbe la tua amata Spagna, dove per altro il Ministerio de Educaciòn ti aspetta a braccia aperte.
Io non ho mai immaginato i miei professori come divinità omniscienti e onnipotenti. Mi sono sempre limitato ad aspettarmi giusto 3 cose:
1) conoscenza della materia
2) capacità di comunicarla
3)voglia e disponibilità a comunicarla.
Mi sembra che la voglia e la disponibilità nel tuo caso siano andate perdute. Non so se definitivamente e solo per l’Italia. Ma certo un bel periodo di riposo sabbatico, se fosse possibile, sarebbe altamente consigliato.
Perdonami ancora la lunghezza, ma quando ti leggo mi girano vorticosamente le palline e divento un fiume in piena.
Per continuare il siparietto intelligente “trova l’errore di Virginia” suggerirei “Babau” al posto di “Baubau”.
A meno che non ci siano appassionati di Tim Burton in giro.
Arcroyal….hai una paglia…?
Bah. A me pare che quello che ha qualche trauma con la scuola sia tu.
Quanto a me: io ho specificato che parlavo di alcune realtà e le ho anche elencate. Non mi pare di avere scritto che mi riferivo alla scuola in blocco. Comunico, piuttosto, che molte scuole italiane (specie quelle delle zone più disagiate, che ahimè esistono) pagheranno l’aumento del numero di studenti per classe e le altre meraviglie attraverso un aumento del tasso di invivibilità. Ma è una comunicazione oggettiva, non è che io c’entri qualcosa.
Poi, che vuoi che ti dica: ci sono momenti in cui c’è più entusiasmo e momenti in cui ce ne è di meno. Quest’estate ero tutta felice a sperimentare metodologie di insegnamento all’estero da portarmi in Italia, e questo autunno noto un cattivo clima generale che spegne gli entusiasmi miei e di molti colleghi.
In tutto questo, ho ex alunne che commentano nel mio blog, ne ho altre su Facebook, e non mi manifestano particolari turbamenti.
Probabilmente sono più pazienti di te, con noi prof avvilite dalla Gelmini.
Comunque prima di precipitare i professori ad arrotolare sushi o con un pugnale nel mezzo della foresta del Borneo considererei corsi rapidi di lettura di un bilancio e rudimenti di organizzazione e funzionamento dell’apparato statale per commentatori.
@ Haramlik
Una precisazione. Nessuno degli episodi da me raccontati riguarda miei insegnanti. Non li cito per un evidente conflitto di interessi ( e comunque, in generale e per le materie più importanti, i miei prof non sono stati così male, anzi alcuni erano decisamente eccellenti ).
Nel rapporto Ocse citato da quel buontempone di mazzetta ad un certo punto si legge:
“I risultati mostrano che non esiste sempre una correlazione tra il rapporto insegnanti/studenti ed il livello di prestazioni. In Giappone, Corea, Messico, Brasile, Cile e Israele ci sono 30 e più studenti per classe contro i 20 o meno di Danimarca, Islanda, Lussemburgo, Svizzera e Federazione Russa, ma in Lussemburgo, ad esempio, solo il 2,7% degli studenti figura tra i migliori in matematica (sempre secondo l’indagine PISA), contro l’8,2% in Giappone”
Non dubito che tu abbia le tue fans. Ce le aveva anche l’Archeologa di fama. De gustibus…
@ mazzetta, che altrimenti se non lo cago soffre
Errata corrige.
Avevo scritto:
“…la libertà d’insegnamento prescritta da qui all’eternità dal Sacro Testo della Costituzione scritto con il sangue dei resistenti ”
E’invece da intendersi
“…la libertà d’insegnamento prescritta da qui all’eternità dal Sacro Testo della Costituzione scritto con il sangue dei soldati anglo-americani che quasi da soli liberarono l’Italia dalla bestia nazifascista”
Su queste cose bisogna essere precisi, che altrimenti mi salti su e dici che sparo balle e faccio bassa propaganda.
Virginia son due settimane che chiudi i tuoi volantinaggi mazzetta oriented con “e adesso di mazzetta non mi occupo più, ho chiuso con mazzetta, ora basta rispondere a mazzetta” etc.
trotta trotta cavallina! :)))
Ma insomma, Arcroyal: tu sei uno scolaro? Stiamo discutendo con un minorenne?
Nulla contro i giovani commentatori, è solo per capire.
No, no, ma quale minorenne…ho finito le superiori da un pò.
Ma dal momento che vivo in mezzo a persone che quelle aule continuano a frequentarle tutti i giorni, ho materiale per mandare in onda intere stagioni di serial sui prof e la scuola media e superiore. E sull’università finora ho scritto poco o nulla.
Secondo me la Gelmini ha sbagliato a partire dalle elementari. Forse ha cominciato da lì perchè è più facile. Negli atenei bisognerebbe usare il lanciafiamme, e la battaglia sarebbe molto più cruenta.
okkio che domani arriva un’altra mattonata di Facci a Travaglio, zeppo di stile e di imprecisioni come al solito
guarda caso sorvola su Delfo Zorzi (un feroce neofascista et mafioso et latitante et cetera) e sul passato fascista di Pecorella, come se fosse un dettaglio per uno che deve essere eletto a giudice costituzionale
il tutto per reiterare le puttanate che ha già scritto almeno alttre 2 volte in questo mese e per scaricare un po’ di insulti su Travaglio
ci va di mezzo anche la Borromeo, che attacca pensando di sollevare consensi a sinistra toccando la sua appartenenza al censo privilegiato
roba degna di uno squadrista con pochi mezzi
fecciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Il cabarettista del Travaglino (quello che sfotte i difetti fisici degli altri anche se ha un fisico da verme solitario, quello che parla solo con magistrati amici suoi e li usa come uniche fonti) e insomma: il cabarettista del Travaglino, dicevamo, ha diffuso un nuovo video per la gioia degli sfigati che lo adorano e che hanno come capoultrà la contessina Beatrice Borromeo, nota precaria. Ultimo bersaglio è Gaetano Pecorella, reo di essere candidato a giudice costituzionale nonostante sia imputato (solo imputato) per favoreggiamento di Delfo Zorzi di cui oltretutto è il legale. Voi capite: parla l’omino che nel 2003 portò la famiglia a trascorrere le vacanze con un favoreggiatore di mafiosi arrestato tre mesi dopo, quel Pippo Ciuro che delinqueva anche durante quella vacanza mentre se ne stava a bordo piscina con Travaglio e col pm Antonio Ingroia (complimenti per il fiuto) prima di essere definito «figura estremamente compromessa con il sistema criminale» nella sentenza che in Appello l’ha condannato a 4 anni e 8 mesi. Voi capite: Travaglio i favoreggiatori non li può vedere, nel senso che non li vede proprio. Nel suo libro «Gli intoccabili», infatti, l’amico Ciuro viene trattato con guanti bianchi: e il fatto che trattasi dello stesso maresciallo che indagò su Dell’Utri e sui finanziamenti Fininvest, of course, è del tutto casuale.
Molto carina la sputtanata della Virgina belrusconiana
La sua frase:”Si parla di Pubblica Istruzione, non di Miur…” dimostra oltre ogni ragionevole dubbio l’esistenza di ignoranti mandati in giro per forum e blog a sostenere la propaganda governativa e a SPARGERE BALLE, ma dimostra anche la scarsa qualità delle balle come degli ignoranti coriferi.
Il problema di Berlusconi è sempre quello, trova un sacco di gente disposta a vendersi, ma tutta di pessima qualità
Direi che queste esibizioni rendano più chiaro di tanti discorsi da che parte stiano i torti e dove le ragioni; se hai ragione non hai alcun bisogno di mentire per sostenere le tue tesi.
Ecco, continuate pure a cercare di demolire i dati esposti da Virginia con giochini di parole e con giochetti delle 3 carte degni dei migliori biscazzieri napoletani.
Da qualunque prospettiva la si guardi, resta il fatto che la stragrande parte dei soldi destinati alla pubblica istruzione vanno a finire in stipendi. E un’enorme fetta di questi stipendi va a finire nelle tasche di persone che potrebbero stare in tanti posti, ma non in cattedra.
Senti stupido…
Lon saprei come altro nominarti, lo hai capito o no che il giochino delle 3 carte lo fate tu e Virginia e che vi hanno sputtanato poco qui sopra?
lo hai capito o no che tu e Virginia avete presentato dati FALSI per sostenere le vostre dubbie ragioni?
lo hai capito o no che quei dati sono stati demoliti, leggi e dati veri alla mano?
Se non sei capace di ammettere l’errore vuol dire che sei in cattiva fede, come quella poveretta che vuol ragionare di pubblica istruzione e delle sue dinamiche senza neppure sapere cosa sia il ministero della pubblica istruzione.
Anche i soldi che prendono i giornalisti e gli opinionisti che spargono questa merda (i dati che diffondete tu e Virginia) dovrebbero stare da un’altra parte e soprattutto non essere pagati con i soldi pubblici e invece accade
Quello è il male, così come le balle sono il male, così come demolire la scuola pubblica è male, così come insultare quelli che ti spiegano le cose che da solo non capiresti in mille anni è male.
Adesso vai a studiare, che ne hai molto bisogno, Virginia non la salva più nessuno, ma forse tu ti puoi ancora tirar fuori dalla fossa per gli ignoranti scavata dai beluscoidi
Arcroyal, TI AMO.
Virgì, davvero, fai qualcosa per quella Candida Albicans perchè ti rende davvero nervosa e nebulosa.
Oltretutto, ti ingarbuglia anche le sinapsi.
Risolvi e poi torna.
Ma Arcroyal ESISTE??? Davvero?
Cioè, non è un mio incubo notturno?
Caro Arc, io ero alle superiori 10 anni fa (all’ultimo anno) e alle medie ancora qualche annetto fa in più.
Il più ignorante dei miei compagni delle medie, quello che oggi non so se rubi monetine dai telefoni pubblici, sapeva un po’ di cose di storia, sapeva riconoscere un congiuntivo, sapeva far di calcolo e non parlava come se fosse appena nato. La scuola funzionava, era ancora più ’statale’ di oggi e questo accadeva al sud come al nord. Chi ci andava, e finiva le medie (non ti parlo delle superiori), sapeva anche l’inglese. Oggi hanno laboratori d’inglese sin dall’asilo, venti miliardi di attività curricolari ed extracurriclari e gli alunni sono ignoranti come capre di montagna.
Il massimo del bullismo che io ricordi, per mano di un soggetto poco raccomandabile, è una spugna tirata in faccia per gioco ad un ragazzo, che però era ad occhi aperti e zac. Sospensione di dieci giorni del preside.
Se DAVVERO hai amici nell’ambiente (ma tu hai amici che non sanno insegnare? Io le persone le scelgo anche in base alla loro passione, a te non frega nulla?) chiedi loro quanto la figura del preside manager abbia migliorato la scuola.
Per niente, ti risponderanno.
E’ un pretesto per lavarsene le mani ogni volta che è possibile, perchè prendere posizione contro qualcuno o qualcosa finisce per diventare una perdita di profitto, e allora chi se ne frega.
E qui entra in gioco mia madre, che ha 60 anni e tra tre anni andrà in pensione, e non vede l’ora.
Le piaceva insegnare, le piace tuttora, ma non ce la fa più.
Quando vedi ragazzine picchiate in bagno, e presidi che danno un giorno di sospensione, con genitori che ripetono il mantra ‘vabbè, sò ragazzi’, l’entusiasmo ti passa. Continui solo a fare bene il tuo lavoro, sapendo che se ti ammali (DAVVERO) si lamentano pure, sapendo che se esci per andare dal dottore ti beccano pure. Allora vogliamo dirlo, che in settori diversi dalla scuola con le finte malattie si organizzano le vacanze all’estero e invece in quest’ambiente sei reclusa in
casa?
Vogliamo dirlo che i genitori FORSE li vedi solo se e quando i figli vengono richiamati o a fine anno, quando ‘e chi se lo aspettava che non studiasse!Me l’avete bocciato!’.
Ma poi, perdonami, che cacchio parli di privatizzazioni?
Ma secondo te l’assenza dello stato nella crisi economica di oggi c’entra niente niente?
No, perchè lo dicono fior di economisti ex liberisti, lo dice pure l’ultimo Nobel, magari tu non c’eri, o se c’eri dormivi.
La scuola è il SECONDO passo.
Secondo, Arcroyal. Se alle spalle non c’è una minima educazione al lavoro ed al rispetto per gli altri, per il gruppo dei pari come per gli adulti, questa magagna impedisce ogni progresso, perchè uno abituato a fare quel che vuole in casa lo farà anche fuori.
E’ cosa buona e giusta che un insegnante impreparato non venga assunto, o che venga messo a riposo chi è uscito fuori di zucca, ma è cosa ridicola parlare di ‘bilanci di fine anno’. Le vite degli altri sono bilancio, fatturato? La Gelmini, tuo mito, ha, TEORICAMENTE, reintrodotto il maestro unico per non traumatizzare i figlioli. Certo, poi se hai occhi per vedere e orecchie per intendere capisci che Tremonti c’ha messo lo zampino perchè tra taglio dell’ICI e promesse di tasse minori qualche categoria sfigata dovevi colpirla…
Vuoi spiegarmi come si concilia questa sua premura, da te appoggiata, col presentare un nuovo insegnante ogni inizio anno?
Ma avrei dovuto non esserne stupita, sai?
La gente che cita le scuole americane come un esempio (ci sono fior di inchieste e documentari, americani, che attestano che lo studente americano è di un’ignoranza abissale), dimenticandosi che le uniche degne di nota sono le Università… e chi ci arriva alle Università, visto il sistema? Giocatori (con borsa di studio) che passano per la loro eccellenza nello sport e chi ha i soldi.
Ma dove vivi? Un insegnante con 1400 euro al mese (a volte molto meno a volte poco di più) dovrebbe risolvere i problemi di educazione e disciplina, nonchè di profonda ignoranza dei sentimenti altrui, per la tua bella faccia da profondo conoscitore della scuola?
Ma fammi il piacere, và.
p.s. ma voi non siete contro le droghe, comunque?
Perchè state peggio di me alla mia quattro giorni di Cannabis Cup in Olanda (e comunque capivo e sì, parlavo un perfetto inglese, sarà stato perchè ai miei tempi non c’era la Gelmini a fare i suoi riformini).
Che c’è, è il giorno della pecora sguinzagliata?
Ma ‘divertito’, quello che “haha io lo so che cos’è il Miur e lei no e c’ho capito tutto come sono furbo, i dati sono FALSI, babbo ha detto OCSE” ecc. è il fratello piccolo di mazzetta?
E quella con le sinapsi in chiaro, quella della quattro giorni di cannabis per intenderci, quella che “io ero alle superiori 10 anni fa (all’ultimo anno) e alle medie ancora qualche annetto fa in più”, dove la vogliamo mettere?
Ancora qui, Virginia puledrina? Toh, tieni una carota. No, che hai capito, girati, la carota è da mangiare! E adesso galoppa, galoppa via nelle praterie azzurre lontano dai mazzetta! Gidàp!
Credo che molto dipenda dal fatto che questi non hanno proprio idea di chi sia Mazzetta. Se se ne fossero resi conto, si sarebbero già dati alla fuga sulle orme di Facci. Berlusconi aveva provato con Chuck Norris, ma lui ha rifiutato dicendo che lo inquietava affrontare Mazzetta su un forum.
Siete avvertiti.
Sandra: parole sante, te lo appoggio.
@ divertente
Te la ripeto. Fosse mai che funzioni come con le scimmiette del circo, che dopo un po’ di volte che glielo ripeti riescono a buttare la buccia di banana nel sacco della munnezza.
Il problema non è il volume di denaro che viene speso per pagare gli insegnanti.
Il problema è il volume di denaro che finisce nelle tasche di docenti inetti e impreparati.
Il problema è l’utilizzo della scuola come parcheggio per laureati senza altri sbocchi occupazionali oppure, peggio, come ricovero di lungodegenti affetti da turbe psichiche.
Il problema è chi, come te, considera la scuola come un distributore automatico di posti di lavoro, e non come la ‘fabbrica del Futuro’.
Arcroyal, ma ci sei o ci fai?
perchè continui a dire che chiunque non sia d’accordo con il nano è motivato dal considerare la scuola come un distributore automatico di posti di lavoro?
questa è una cagata che ha inventato la propaganda del nano, nessuna persona sana di mente si aspetta questo dalla scuola e nessuno lo pretende e nessuno l’ja mai affermato
se vuoi risparmiare soldi inutili, vai a San Pietro e datti fuoco per protesta contro l’8 x mille e l’assunzione dei prof di religione (che li pagano pure di più li sceglie il vescovo, nemmeno il concorso)
in ogni caso non scassare con questi espedienti da Facci/Ferrara, ci hai già provato più volte nella stessa discussione e non è che migliori la tua immagine il ripetere all’infinito questa cagata, come non sarà mettendo in bocca ad altri pensieri da puzzone, che i tuoi sembreranno profumati ;)
Premessa alla risposta a sandra
La casta degli insegnanti è una delle tante corporazioni che flagellano l’Italia da diversi secoli. A differenza di quelle più famose dei politici, dei giornalisti o dei giudici, la casta dei docenti gode di molte meno ‘attenzioni’ da parte dei mass media vuoi perchè gli editori sanno che lì si trova una fetta cospicua di lettori, e quindi di clienti, vuoi perchè essendo numerosissimi costituiscono un importante bacino elettorale, vuoi perchè “poverini, prendono già stipendi da fame, perchè mai ce la si dovrebbe prendere con loro?”. Comunque sia, quando si parla dei mali della scuola, si preferisce buttarla sulla volgarità della televisione, sul bullismo dei ragazzi e sul menefreghismo dei genitori, anziché sulle capacità professionali dei docenti.
Una delle caratteristiche della corporazione è che, quando si inizia a descriverne le ‘efferatezze’, sia che ci si trovi nei corridoi di una scuola o di una università, sia che ci si trovi in uno studio televisivo, salta sempre fuori un parente, di solito un figlio o una figlia che comincia a gridare “ la mi mamma è tanto buona, brava e bella, e tu brutto stronzo smettila di parlarne male ”. Queste difese per affinità parentale capitano più spesso per gli insegnanti che per politici, giornalisti e giudici per una precisa ragion pratica. I figli degli insegnanti godono di speciali corsie preferenziali all’interno delle scuole e delle università.
Di solito i colleghi, quando si trovano di fronte ai pargoli di un altro insegnante, usano un occhio di riguardo, se non due, pensando che prima o poi toccherà a loro ricevere identico favore. E quindi figli e figlie di insegnanti, rispetto ai comuni mortali, hanno molto meno coscienza di quanto sia guasta la corporazione. A questo punto ci sarebbe pure da narrare un altro aneddoto ‘edificante’, ma visto che mazzetta ci ha fatto la grazia di non rompere nuovamente i coglioni con i neocon, salto la storiella di vita vissuta.
Fine della premessa.
@ sandra
“Ma Arcroyal ESISTE??? Davvero?
Cioè, non è un mio incubo notturno?”
Non so se si è notato, ma quando si accendono i riflettori sugli insegnanti e si narrano episodi precisi, c’è sempre qualcuno pronto ad insinuare che siano storie inventate, che non esistono, e che magari non esiste neppure chi le racconta. Haramlik pochi commenti fa indagava ansiosa sulla mia età, forse per cercare un appiglio per liquidarmi come un vile provocatore al soldo dello psiconano. La Sandra addirittura si chiede se io sia un incubo notturno.
Sveglia, Sandra, sono io, sono Arc, e questo non è il regno di Morfeo, ma la realtà.
“Caro Arc, io ero alle superiori 10 anni fa (all’ultimo anno) e alle medie ancora qualche annetto fa in più”
Anch’io più o meno sono nelle tue stesse condizioni.
“Il più ignorante dei miei compagni delle medie, quello che oggi non so se rubi monetine dai telefoni pubblici, sapeva un po’ di cose di storia, sapeva riconoscere un congiuntivo, sapeva far di calcolo e non parlava come se fosse appena nato”
Felice di sentirlo. Ma spero che non cominci anche tu con la solita lagna del “ai miei tempi si leggeva, si discuteva, si amava….ed invece adesso, signora mia, che schifo…”. Te lo dico subito. E’una cretinata che invece di rispecchiare la realtà, segna solo il fatto che anche tu, forse, hai cominciato ad invecchiare.
“La scuola funzionava, era ancora più ’statale’ di oggi e questo accadeva al sud come al nord”
Non ho capito cosa intendi con quel “era ancora più statale di oggi”. Come se adesso fosse meno ’statale’. Sul ‘funzionamento’ della scuola ti faccio 3 considerazioni.
1) L’ho già scritto nella premessa: tu non sei un osservatore imparziale, ma, ti piaccia o meno, fai parte della Casta.
2) Ognuno di noi non ha che una visione parziale: non tutte le scuole evidentemente fanno pena e pietà, non tutti gli insegnanti sono degli incapaci.
3) A conclusioni simili alle mie è giunto anche Broono, che non vota Berlusconi e che vive a Milano, una realtà ‘lontana’ e differente dalla mia. Se persone così diverse per convinzioni politiche e per collocazione sociale e geografica denunciano più o meno la stessa realtà, forse è il caso di cominciare a guardarsi intorno, invece di raccontarsi favole rassicuranti.
“Chi ci andava, e finiva le medie (non ti parlo delle superiori), sapeva anche l’inglese.”
Finchè non si mette questi presunti conoscitori dell’inglese a diretto contatto con un madrelingua ( bastano anche solo 5 minuti di Lost o di C.S.I. in lingua originale ), è altamente sconsigliato esprimere giudizi così categorici. Quello che ho visto la scorsa settimana ad un esame universitario di inglese, rivela dati molto meno rassicuranti. E’bastato che, oltre alle solite domandine a risposta chiusa o aperta, ci fosse una prova di ‘listening’, per fare un’autentica strage.
“Oggi hanno laboratori d’inglese sin dall’asilo, venti miliardi di attività curricolari ed extracurriclari e gli alunni sono ignoranti come capre di montagna.”
Non hai idea di quanto mi faccia piacere leggere questa tua ammissione. Quando si inizia a parlare dei mali della scuola, parte una serie infinita di lamentele sulla carenza di strutture. Pare sempre che le scuole siano ridotte in macerie, senza neppure i cessi per pisciare. Certo ci sono delle scuole in condizioni pietose, ma in generale la situazione non è così disastrosa. Anch’io posso testimoniare di aver goduto di buoni laboratori e di discrete palestre. Adesso però, dopo questa giusta constatazione, come ti spieghi che gli alunni sono ‘ignoranti come capre di montagna’? Colpa della televisione e delle famiglie, come ci continua a ripetere Haramlik, oppure qualche responsabilità ce l’ha pure chi sta in cattedra? Se da un ospedale i pazienti escono quasi tutti stesi in orizzontale, uno pensa che la causa più probabile sia l’aria malsana e la cattiva alimentazione oppure la scarsa preparazione di medici ed infermieri?
“Il massimo del bullismo che io ricordi, per mano di un soggetto poco raccomandabile, è una spugna tirata in faccia per gioco ad un ragazzo, che però era ad occhi aperti e zac. Sospensione di dieci giorni del preside.”
Io ricordo qualcosina di peggio, ma comunque nulla di così endemico e diffuso. E anche adesso, ottobre 2008, quello che vedo non è affatto così preoccupante come invece narrano alcune comode semplificazioni. I deficienti ci sono, ma non più numerosi che in passato. E allora, di nuovo, se non è colpa del bullismo e delle gangs, come mai il bagaglio culturale con cui si esce da scuola è sempre più scadente? Sarà mica che non tutti gli insegnanti sono all’altezza della situazione?
“Se DAVVERO hai amici nell’ambiente…”
E dagli con un’altra dose di sospettosa incredulità….
No, lo confesso, non conosco nessuno, mi manda Piersilvio Berlusconi per seminare scompiglio e confusione a maggior gloria di Mediaset e del Caimano. Va bene adesso? Soddisfatta?
“…chiedi loro quanto la figura del preside manager abbia migliorato la scuola”
L’ha migliorata poco perchè del manager gli manca la caratteristica essenziale. Non può assumere e licenziare il personale. Ne riparliamo quando l’autonomia scolastica sarà pienamente realizzata. Poi, è chiaro, si pone anche il problema di chi sceglie i presidi, ma intanto il trasferire il potere di assunzione direttamente ai singoli istituti, è già un buon modo per migliorare la situazione.
“E qui entra in gioco mia madre, che ha 60 anni e tra tre anni andrà in pensione, e non vede l’ora.
Le piaceva insegnare, le piace tuttora, ma non ce la fa più”
Nel mio primo commento avevo riportarto il giudizio della Littizzetto sul triste destino del mestiere di insegnare: più si va avanti con gli anni, più si peggiora. E’come lavorare in una centrale nucleare senza avere la tuta antiradiazioni e le altre protezioni. Non può essere il lavoro di tutta una vita. Dopo un po’ subentra la sfiducia, il cinismo, il senso di frustrazione perchè più passa il tempo meno si capiscono i tizi che ti trovi davanti quando entri in classe. Un’insegnante entrata in servizio negli anni settanta al tempo della Mazinga generation, oggi si trova ad insegnare a ragazzi che sono calati da mane a sera in mondi virtuali dove combattono per ore contro draghi e alieni, oppure chattano con coetanei che vivono dall’altra parte del globo. Altro che Goldrake e l’alabarda spaziale. O una ha la mente tanto aperta da cercare di entrare in sintonia oppure si è tagliati fuori. Non riesci a trasmettere più nulla. Cominci solo a vederti circondata da ragazzotti apatici e decelebrati, il cui modello sociale di riferimento sembra essere il tronista dalla De Filippi o la velina di Striscia. Esattamente quello che temo stia succedendo a tua madre e ad Haramlik. Un sistema che funzioni fisserebbe anni sabbatici a scadenza fissa, e distacchi presso altre amministrazioni nei casi irrecuperabili. Ed invece prevale l’idea di trattare gli insegnanti alla stessa maniera del postino e dell’impiegato dell’anagrafe.
“Quando vedi ragazzine picchiate in bagno, e presidi che danno un giorno di sospensione, con genitori che ripetono il mantra ‘vabbè, sò ragazzi’, l’entusiasmo ti passa”.
Io so solo una cosa. Nelle scuole dove ci sono presidi ed insegnanti che si fanno rispettare, queste cose non succedono. Nelle scuole, invece, dove si aggirano docenti menefreghisti e presidi fantozziani succede questo ed altro. Vorrei proprio capire perchè ci si ostini a voler tenere in servizio i buoni a nulla. Poi certo, ci vuole il 5 in condotta, sospensioni e bocciature a raffica. Ma se in contemporanea non si seleziona la classe docente, è tutto inutile.
“Ma poi, perdonami, che cacchio parli di privatizzazioni?”
Adesso mi dici dove mai ho parlato di privatizzazioni. E tu saresti quella che ha fatto una buona scuola? Ma se non sai manco leggere.
“E’ cosa buona e giusta che un insegnante impreparato non venga assunto, o che venga messo a riposo chi è uscito fuori di zucca”
Meno male, meno male che persino voi ammettete che vanno fatti fuori.
“… ma è cosa ridicola parlare di ‘bilanci di fine anno’”
Mi piacerebbe sapere come si possa allora determinare le scuole che lavorano bene, e quelle che sfornano invece solo degli asini. Probabilmente ci si deve rivolgere al Mago Othelma per la lettura dei tarocchi e della palla di vetro. In tutto il mondo si valutano scuole ed insegnanti secondo procedure precise e rigorose, in Italia no, non si può. Sarebbe una resa al capitalismo e alla cultura d’impresa, che poi ai mazzetta e alle sandrine gli prende un colpo, povere bestioline.
“La gente che cita le scuole americane come un esempio (ci sono fior di inchieste e documentari, americani, che attestano che lo studente americano è di un’ignoranza abissale), dimenticandosi che le uniche degne di nota sono le Università… e chi ci arriva alle Università, visto il sistema?”
I soliti luoghi comuni ripetuti di bocca in bocca da decenni. Spesso dietro a queste leggende nere c’è pure lo zampino di qualche insegnante che cerca così di esorcizzare l’arrivo da noi di una qualche forma di controllo e di valutazione della sua attività didattica. Con questa sparata hai solo dimostrato di non conoscere minimamente la realtà americana. Comunque, se non piace il modello americano, almeno seguiamo l’esempio inglese o tedesco. Li conosci? Tua madre, nella sua immensa preparazione e cultura, ti ha raccontato qualcosa a riguardo? O non vanno neppure bene quelli? Perchè leggendo te e parecchi altri qua dentro ho capito che voi temete i cambiamenti più di ogni altra cosa. Troppo comoda una realtà in cui i professori possono starsene tranquilli e beati senza che mai nessuno gli chieda conto del loro lavoro.
“Un insegnante con 1400 euro al mese (a volte molto meno a volte poco di più) dovrebbe risolvere i problemi di educazione e disciplina, nonchè di profonda ignoranza dei sentimenti altrui, per la tua bella faccia da profondo conoscitore della scuola?”
Eccerto, che lazzarone che sono…ho l’infame pretesa che gli insegnanti per 1400 euro al mese ( i professori universitari prendono parecchio di più per carichi di lavoro ancora più ridicoli….ma meglio non dirlo che altrimenti si fa solo della becera propaganda berlusconiana ) si preoccupino dei problemi di educazione, disciplina ed ignoranza dei loro allievi. E’come pretendere dai bidelli di preoccuparsi della pulizia delle aule. Ma stiamo scherzando? Ma quando mai?
Dopo aver letto questa ennesima esplosione retorica di vittimismo, ritorno a bomba ai propositi espressi nel mio primo commento qua sotto: licenziamoli tutti, e ricominciamo da zero. Almeno la mamma della sandrocchia può starsene finalmente a casa a curare la figlia, che mi pare averne urgente bisogno.
“Perchè state peggio di me alla mia quattro giorni di Cannabis Cup in Olanda”
Io dell’Olanda ricordo dei fantastici giri in bici. Ricordo un paio di ristoranti, lo zoo di Amsterdam molto bello e divertente, alcune notti trascorse fino all’alba sui canali a chiacchierare. Ma la Cannabis Cup mi manca. Sarà che non fumo e non bevo. Sarà anche che non ho avuto la fortuna di avere la mamma insegnante.
Qualcuno prima o poi mi dovrà spiegare perchè i figli degli insegnanti entrati in ruolo dopo il ‘68 fanno tutti, chi più chi meno, fa uso di sostanze stupefacenti. Boh…magari c’entra pure questo con lo sfascio della scuola italiana.
non ce la puoi fare…
non hai ancora capito che la quntità non sostituisce la qualità?
se dici un mare di stronzate non è che con questi ci copri le stronzate che hai detto prima, se tu fossi onesto riconosceresti almeno gli errori, invece come tanti riparti come se niente fosse e aggiungi pipponi inconcludenti su pipponi
forse non hai ancora capito che in questo thread è stato dimostrato che menti sapendo di mentire e quando te lo dimostrano svicoli nelle cazzate
capsico che ti faccia poca impressione (ci sarai abituato come Virgy I suppose..), ma renditi conto che da qui sembri uno scoppiato incarognito con gli insegnanti
Solo una precisazione, ché per il resto la discussione mi pare ormai tralasciabile:
1. Non è vero che il 97% del bilancio del MIUR viene speso in stipendi: il dato reale è il 78,8% (dati OCSE – studio Education at a glance), in linea con gli altri paesi.
2. E’ vero invece che il MIUR si limita a pagare gli stipendi, investendo appena il 2,8% del P.I.L., rispetto al 3,80 % di media dei paesi europei. (dati OCSE – Education at a glance).
Infatti, e lo ribadisco, è del tutto normale che il budget del ministero sia assorbito dagli stipendi degli insegnanti, dei dirigenti, del personale tutto: perché le altre spese che riguardano la scuola NON sono di sua competenza e non rientrano nel suo budget.
Il MIUR spende i soldi in stipendi perché è lì che è previsto che debba spenderli.
Tutto il resto, per esempio l’edilizia scolastica compresi gli arredi e i laboratori, sono compentenza degli ee.ll (enti locali: comuni, province e regioni – province in particolare per la secondaria superiore) in base alla legge dell’11 gennaio 1996 n° 23 e all’art. 14, comma 1, della legge dell8 giugno 1990 n° 142.
Tutto qui.
Precisazione alla precisazione
1) La previsione di bilancio per il 2008 per l’Area Istruzione la si può trovare qui
http://www.pubblica.istruzione.it/allegati/sintesi_bilancio_tab_7.pdf
Lì si legge chiaramente che il 96,98% del denaro andrà in stipendi.
2) Nel rapporto OCSE si legge anche:
“Da notare che una spesa unitaria minore non si traduce necessariamente in un livello di conseguimento più basso. Ad esempio, la Corea e i Paesi Bassi spendono meno della media OCSE per l’istruzione primaria e secondaria, ma figurano entrambi tra i paesi con le migliori prestazioni nell’indagine PISA 2003”
Non è tanto importante quanto si spende, ma come si spende.
Haramlik, ho riportato cifre dello Stato che puoi consultare facilmente, con dettagli sui costi di personale (che rappresentano il 97%del budget statale per l’Istruzione), ripartiti fra Miur, docenti e altri. Ho scritto che la somma pagata ai soli docenti rappresenta circa l’80% del budget totale. Che in questo budget sono inclusi 633 mln (1.200 md circa delle vecchie lire) per trasferimenti a enti pubblici e privati e 156 mln. (300 mld. delle vecchie lire) per edilizia scolastica, tecnologia e interventi per la sicurezza. Che gli enti locali spendano per edilizia ed altro è vero, ma quei soldi non arrivano dallo Spirito Santo, visto che questi enti locali, al momento, non hanno un fatturato totalmente proprio spendibile come una qualsiasi impresa privata. Che poi ci si attacchi all’edilizia, come se ogni giorno si debbano costruire edifici per scuole nemmeno si registrassero tassi di natalità cinesi, mi sembra debole come diversivo.
Se poi tu vuoi citare l’Ocse, che pesca i dati da quelli dello Stato, per concludere che si è in linea coi paesi europei e tacitare così il fatto che la scuola italiana contenga una gran mole di parassiti e pure ignoranti, beh, non ce la fai. Non so quale sia questo mitico studio che viene citato senza alcun link. Io ieri ne ho trovato uno che, parlando di spesa e facendo il confronti fra i paesi di tutto il mondo, specifica anche che a livelli di spesa elevata non necessariamente corrispondono livelli di istruzione più bassi.
Nessuno, dico nessuno, che sia entrato entri nel merito delle competenze di categoria, con l’onestà di prescindere dal fatto di esser parte di una categoria indispensabile al Paese. Nessuno che protesti sull’insufficienza di fondi diversi dagli stipendi o sulla qualità dei meccanismi che consentano di diventare insegnante. È una posizione ricattatoria, a mio avviso. Che non lava la coscienza di tutti i parassiti che albergano lì come in tante altre strutture pubbliche.
Precisazione alla precisazione: seconda puntata.
Sempre dal rapporto OCSE:
“Nel corso della durata prevista degli studi primari e secondari l’Italia investe $ 100.437 per studente, e si colloca per livello di investimento al 7° posto tra i paesi OCSE, dietro a Danimarca, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Svizzera e Stati Uniti, e più del 30% sopra la media OCSE che è pari a $ 77.204″
l’80% dell’edilizia pubblica ha bisogno di interventi urgenti
se l’investimento per studente è superiore alla media OCSE e gli stipendi degli insegnanti sono inferiori, vorrà dire che gli sprechi non sono sul versante delle retribuzioni dei professori, ma altrove
grazie Arcroyali per aver fornito la dimostrazione definitiva che fino ad ora hai sparato palle
penso che gente del genere, gente che come Virginia o altri indica persone che non conosce come parassiti o ricattatori, farebbe un gran bene a questo paese emigrando
visto che ci tocca tenerli, perchè all’estero non sopravviverebbero nemmeno 5 minuti, si potrebbe almeno rimandarli a scuola, gratis, così si rendono conto di cosa comporti il lavoro di un insegnante
p.s. x Virginia
PER COSA dovrebbe spendere il ministero della Pubblica Istruzione se non per gli insegnanti???
con i soldi -risparmiati- sulla pelle degli insegnanti, cosa si potrebbe offrire agli studenti al posto degli insegnanti?
vorrei che mi rispondessi su questo punto e basta, se sei in grado, di cosa pensi che abbia bisogno la scuola, oltre alle mura e agli insegnanti?
delle lavagne elettroniche promesse dal nano?
Per fortuna Mazzetta e Haramlik, con inattaccabile argomentazione, ci garantiscono di avere ragione, e che Arcroyal dice “un mare di stronzate”, e che la discussione ormai è “tralasciabile”.
Grande esempio di libero confronto.
Mazzetta, ogni giorno che passa mi diventi più simpatico. Mi ricordi troppo Willy Coyote.
“se l’investimento per studente è superiore alla media OCSE e gli stipendi degli insegnanti sono inferiori, vorrà dire che gli sprechi non sono sul versante delle retribuzioni dei professori, ma altrove”
Sarà mica – la butto lì, azzardo – che da noi gli insegnanti a libro paga sono molti di più rispetto ad altri paesi sviluppati? Sarà mica che questo alzi sensibilmente la spesa pro capite? Sarà mica che questo surplus di ‘cultura’ sia rappresentato dalle telefoniste antiberlusconiane, dalle madamazze ingioiellate e dalle Archeologhe di fama di cui sopra? Chissà.
“penso che gente del genere, gente che come Virginia o altri indica persone che non conosce come parassiti o ricattatori, farebbe un gran bene a questo paese emigrando”
Guarda, chiunque legga questo post e i relativi commenti si rende perfettamente conto di chi ha fatto esempi concreti, presi dalla vita reale, e di chi invece ha prodotto solo aria fritta su Bush, Reagan, i neocon.
Comunque visto che evidentemente ti manca la Arci-storiella, che così poi vai a nannina e fai sogni d’oro, parte il tradizionale aneddoto di vita vissuta. Questa volta è uno spot promozionale per l’assunzione diretta degli insegnanti da parte degli istituti.
L’anno scorso nel liceo classico della mia città è andata in pensione l’unica insegnante di tedesco. Era una stronza pazzesca, lunatica, che faceva favoritismi a pioggia ( soprattutto alle figlie delle colleghe ), ma conosceva la sua materia. Ogni anno, a spese proprie, andava per due mesi in Germania. Gli studenti la odiavano, ma appena usciti dal liceo le riconoscevano il merito di averli preparati bene in una lingua difficile. E’la classica insegnante che qualsiasi sistema scolastico si terrebbe ben stretta, pagandola magari il triplo di quanto percepiva.
Per il magico sistema delle graduatorie è stata catapultata dalla Sicilia qui tra noi una neolaureata, che probabilmente aveva fatto alcuni stage sulla lingua di Goethe a Pantelleria o a Filicudi. Non sa letteralmente una parola di tedesco. I genitori, soprattutto quelli dell’ultimo anno che hanno da affrontare la maturità, sono disperati. E non si può far nulla. Nel mondo che io sogno questa disgraziata non solo sarebbe rimandata a casa, ma le sarebbe interdetto l’insegnamento vita natural durante.
Buona notte, Mazzy, ci sentiamo domani :)
mi pare di aver argomentato il mio “mare di stronzate”
se mentono e lo dimostro, ho tutto il diritto di definirli bugiardi senza che arrivi un fesso in schiena a dirmi antidemocratico
..ma forse ti sei solo risparmiato la lettura sopra, dev’essere per quello che sembri sorvolare su uma montagna di spiegazioni fornite in cambio di storielle edificanti o di attacchi chi lavora, anzii no, ai “parassiti” che lavorano per istruire i nostri figli
o forse sei uno dei due genialoidi…vai a sapere…internet è bella anche per quello
certo è che sentire gente del genere ergersi in cattedra contro gli insegnanti è l migliore dimostrazione di quanto possa essere delicata e a tratti eroica la loro funzione
una classe delle medie Virginia ed Arcroyal se li pappano in un boccone e dopo non sputano neppure la buccia…
@ arcroyal:
“Sarà mica – la butto lì, azzardo – che da noi gli insegnanti a libro paga sono molti di più rispetto ad altri paesi sviluppati?”
no, visto che è la percentuale del PIL dedicata agli stipendi ad essere la più bassa, non solo le singole retribuzioni
Con le storielle esemplari non si scrivono le leggi, quindi puoi raccontare tutte quelle che vuoi e altri ti possono rispondere con (infinite) storie di genitori da internare e eroismi sul lavoro, ma sempre di fuffa parlerai
Il caso che fai dell’insegnante di tedesco incapace di tedesco, NON attiene al numero degli insegnanti e nemmeno alla loro retribuzione, ma all’arruolamento degli insegnanti, che se non te ne sei accorto non è più praticato in maniera organica da più di un decennio
Capisco che ti faccia comodo spostare il punto della discussione, ma la soluzione polista in questo caso è di quella che piacciono anche a te
non si assume nessuno e si tira avanti a botte di precari, hanno persino chiuso le SSIS, che un po’ di filtro lo facevano
mi sembra ovvio che -limitandosi a togliere insegnanti- non si possano fare progressi, o nella vindice tua foga suggerisci di licenziarne comunque, che così quelli cattivi calano per forza e sfiga per i buoni?
classi di 30 allievi affidati a una sola maestra, nel caso delle elementari, non sono un progresso, visto che tutta la scienza pedagogica ormai respinge il maestro unico
che, detto tra noi, è retaggio di sottoculture pre-moderne, nelle madrasse c’è il maestro unico, do you know?
“no, visto che è la percentuale del PIL dedicata agli stipendi ad essere la più bassa, non solo le singole retribuzioni”
A me sembra molto più convincente prendere in esame il dato di spesa riferito ad ogni singolo studente. Non tenere conto della differente consistenza numerica delle popolazioni scolastiche, falsa qualsiasi ragionamento.
“Con le storielle esemplari….sempre di fuffa parlerai”
Vedi, noi usiamo due diverse linee di pensiero. Io parto da casi particolari e mi domando come possano essere risolti, senza stare a farmi tante pippe mentali sul colore politico delle soluzioni. Tu parti da schematismi ideologici ottocenteschi, e la scuola rappresenta solo uno dei tanti fronti della tua quotidiana guerra contro il capitalismo, l’America, l’Occidente. Io sono pragmatico, tu sei testa di cazzo. Tutto qui.
“Il caso che fai dell’insegnante di tedesco incapace di tedesco, NON attiene al numero degli insegnanti e nemmeno alla loro retribuzione, ma all’arruolamento degli insegnanti,…”
Ed infatti l’ho presentato come ’spot promozionale per l’assunzione diretta degli insegnanti da parte degli istituti’.
“non si assume nessuno e si tira avanti a botte di precari,…”
Ci manca solo che ne vengano assunti altri prima di aver riodinato il sistema di reclutamento e di selezione. Ce ne sono già troppi. Vanno tagliati i ‘rami secchi’. Se poi si liberano dei posti, tanto meglio. Ma i nuovi vanno reclutati seguendo criteri completamente diversi dal passato.
“hanno persino chiuso le SSIS, che un po’ di filtro lo facevano”
Le SSIS erano delle autentiche truffe fatte per spillare soldi ai neolaureati. Servivano solo a guadagnare qualche punto in graduatoria. Ho da raccontare storie raccapriccianti a proposito. E non arrivano dalla sezione cittadina del PDL, ma da ragazze che li hanno frequentati. Secondo me vanno sostituiti da periodi di prova negli istituti dove ci sono dei posti vacanti, seguiti, nel caso di riscontro positivo, dall’assunzione diretta da parte della scuola.
“mi sembra ovvio che -limitandosi a togliere insegnanti- non si possano fare progressi, o nella vindice tua foga suggerisci di licenziarne comunque, che così quelli cattivi calano per forza e sfiga per i buoni?”
Non mettermi in bocca cretinate. Non sto predicando il principio della decimazione. Io voglio buttare fuori le mele marce. I docenti competenti, preparati e che hanno voglia di darsi da fare devono rimanere a tutti costi, e gli va aumentato sensibilmente lo stipendio.
“classi di 30 allievi affidati a una sola maestra, nel caso delle elementari, non sono un progresso, visto che tutta la scienza pedagogica ormai respinge il maestro unico”
Intere generazioni di italiani sono cresciuti con il maestro unico. Erano in tutte le materie molto più preparati di quelli che escono dalle classi con 3 maestre. Quanto alla scienza pedagogica, ci sono fior di studiosi che sostengono che a quell’età ci vuole una singola figura di riferimento, e non un gruppo di adulti spesso in scarsa sintonia tra di loro.
“…che, detto tra noi, è retaggio di sottoculture pre-moderne, nelle madrasse c’è il maestro unico, do you know?”
Il problema non è il numero degli insegnanti per classe, ma chi insegna, cosa insegna e come lo insegna. Non raccontiamo storie. Tu hai una fantastica capacità di astrarti dalla realtà e di partire per mondi immaginari e remoti. Vedo ogni giorno aule universitarie piene zeppe di studenti, in cui non si sente volare una mosca tanto è l’interesse che il docente in cattedra riesce a suscitare. Ma vedo anche aule mezze vuote, dove tutti fanno i cazzi loro e nessuno ascolta il trombone confusionario che se ne sta sulla predella.
buttare fuori le mele marce non si ottiene tagliando una spesa per l’istruzione già ai minimi in Europa, quello e solo quello fa la riforma Gelmini
il dato è quello, sei tu che paragoni due dati non omogenei come la retribuzione degli insegnanti e la spesa complessiva per l’istruzione pro-capite
se per ogni studente si stanziano più soldi della media, dimostra semmai che da qualche parte qualcuno spende male o i che i soldi spariscono, che c’entrano gli stipendi dei docenti che assorbono meno Pil (dato omogeneo) che negli altri paesi?
tra l’altro nella riforma non c’è niente che affronti le tue paranoie, sorry, ma ci sono solo vecchi tagli, vecchi maestri unici e vecchi grembiulini
efficienza, lingue straniere, informatica, sono solo slogan
Berlusconi e Tremonti sono già stati un’intera legislatura al governo, hanno sempre e solo tagliato, prova a citare un miglioramento dell’istruzione sotto il loro govern, uno solo :D
questa è una riforma di Tremonti, Gelmini c’entra come la Carfagna..
fuffa, come sono fuffa la sciocca propaganda e l’odio appena dissimulato verso gli insegnanti, evidentemente in una società che impedisce di sfogare la rabbia, ciascuno si appiglia a questo o quel capro espiatorio e ci da giù di brutto non appena si presta l’occasione, ma questo è un discorso che porterebbe lontano e non ha senso farlo con te
chapeau per:
“Io sono pragmatico, tu sei testa di cazzo. Tutto qui.”
dillo a quello del “libero confronto”
:)
che gente…bah…
bye pallonaro, adesso vai a scrivere quanto sono scemo sul tuo blog…pfffffffffffffffffffff
Io però ora una domanda la vorrei anche fare, molto più terra terra della parte economica che mi pare affrontata (da entrambe le parti) da persone molto più in grado di me e quindi zitto.
Leggo nel post e cito, precisando che la citazione fa un po’ da riassunto, spero non mi si risponda che non dovrei leggere solo una frase:
“Io credo che dobbiamo affrontarlo e denunciarlo noi, lo sfacelo sociale e culturale a cui assistiamo in tante delle nostre scuole (penso ai professionali ai confini della realtà di cui ho notizia, penso a certe realtà di periferia”
Ecco, prima della domanda una premessa, ché mi pare s’usi.
Io ho studiato in uno dei professionali citati nel post.
Cioè non so se l’autrice pensava proprio al mio, ma quando ho letto la frase io ho pensato “Il mio!” e quindi diciamo che può starci il coinvlgimento anche se non voluto.
Insomma, scuola professionale ai confini della realtà.
Ce l’ho:
Eravamo un distaccamento di una succursale di un altro istituto, nel quale venivano sversati gli iscritti alla scuola ‘madre’ in esubero; praticamente ci avevano messi ospiti di un istituto d’agraria che ci aveva concesso un piano, non avevamo quindi presidenza, no segreteria, niente, per incontrare il nostro preside dovevamo attraversare la cttà, così come lui per controllare noi quindi figuratevi quei confini là sopra che realtà avevano generato.
Di periferia:
Ce l’ho:
Quarto Oggiaro (MI).
Più periferia di quella, non in termini geografici ma sociali, solo Scampìa.
Che è la colonia estiva di quelli di quarto oggiaro.
Direi che sono la scuola citata nel post.
Di mio ci aggiungo due informazioni sui professori:
Sorvolo sui neolaureati più giovani di alcuni dei quartoggiaresi che, forse per non aver compreso il vero significato di ‘ripetere l’anno’ si ritrovavano più anziani dei loro stessi professori e mettetecela una strafiga (ma davvero strafiga) di meno di 30 anni tutta gnocca di pelle rossa vestita e figura genere Patsy kensit (erano quelli gli anni) a dire a uno di quarto oggiaro che da del tu pure ai muri che deve portare la giustificazione firmata dai genitori, quello dei due non in galera possibilmente.
Sorvolo persino su quelli che non conoscendo la materia di loro competenza ci fecero copiare il libro di disegno tecnico per 4 anni consecutivi così, copiare una pagina al giorno senza spiegazione, prima o poi se non altro il rapido(graph) impari a usarlo per osmosi.
Mi soffermo invece su quello della materia principe: grafica.
Mi dicono che morì pochi anni dopo il mio diploma, di aids.
Del resto, con la vita che faceva prima dopo e durante le ore di lezione non poteva finire che così.
E quello era quello della materia principe della scuola che avevo scelto, mica quello di, chessò, religione.
Sullo stato dell’edificio (visti i brani sul finanziamento all’edilizia) mi viene solo da dire che già ai tempi eravamo messi maluccio, oggi poi ho vsto il mio istituto in un servizio in tv sull’abitudine dei rom di ribare il rame.
Mancavano quindi i fili, verrà da pensare.
No, mancavano proprio le pareti.
Praticamente quella scuola è diventata un serbatoio di materie prime e ne è rimasto solo lo scheletro; il resto, dai cavi ai controsoffitti ai bagni tutto spolpato e rivenduto.
Fine della premessa necessaria al fine di produrre referenze atte a certificare la legittimità della seguente domanda:
Io sono uscito da lì nel ‘90, 18 anni fa (minchia)
Macchianera è on line dal 2000.
Siamo nel 2008.
Domanda (sì…arrivo…arrivo…sono amico di Arc mica per niente):
Com’è che in 8 anni di attività, su questo blog una frase come
“Io credo che dobbiamo affrontarlo e denunciarlo noi, lo sfacelo sociale e culturale a cui assistiamo in tante delle nostre scuole (penso ai professionali ai confini della realtà di cui ho notizia, penso a certe realtà di periferia”
da parte di chi in quelle scuole ci lavora da vent’anni e forse più non s’è mai letta?
Com’è che la si legge oggi, questa urgenza di non abbandonare noi poveri studenti di professionali di perferia al nostro destino di emarginati?
Può essere solo ritardo col quale è giunta la “notizia”?
PS:
‘Amico di Arc” in sonso blogghistico, eh.
Cioè di incontri/scontri.
Ché a livello di idee politiche oggi non sono, rispetto a lui, all’estremo opposto solo perché Mazzetta m’ha rubato il posto ridando un nuovo senso al termine ‘estremo opposto’, ma diciamo che fino a ieri io ero il Mazzetta di Arcoyal.
(Mazzetta, fuori dalle righe e dalle posizioni politiche…vedrai che dopo un po’ impari ad amarlo Arc. Ce ne fossero come lui, per scontrarsi in rete)
“se per ogni studente si stanziano più soldi della media, dimostra semmai che da qualche parte qualcuno spende male o i che i soldi spariscono,…”
Da qualche parte dove? E soprattutto chi o cosa si starebbe mangiando i nostri soldi? Quando ti metti a fare oscuri riferimenti ad entità misteriose, mi fai impazzire. Ti avverto, però : se mi tiri di nuovo fuori Bush e i neocon, vengo lì e ti picchio.
“ci sono solo vecchi tagli, vecchi maestri unici e vecchi grembiulini”
Non necessariamente le cose vecchie sono peggio di quelle nuove.
“hanno sempre e solo tagliato, prova a citare un miglioramento dell’istruzione sotto il loro govern, uno solo”
I dati OCSE dicono che siamo al settimo posto tra i paesi sviluppati per spesa pro capite durante l’intero arco della scuola primaria e secondaria. Questi tagli non devono essere stati particolarmente significativi visti i dati. Il maestro unico, il grembiule e gli ‘esami di riparazione’ non sono cattive idee. A te fanno inorridire. A me piacciono.
“fuffa, come sono fuffa la sciocca propaganda e l’odio appena dissimulato verso gli insegnanti,…”
Come al solito ti devo correggere. L’odio lo riservo per cose più importanti e ‘toccanti’, e ad ‘insegnanti’ ti sei dimenticato di aggiungere ‘fannulloni’. A me stanno sulle balle gli insegnanti ‘fannulloni’ e lotto per la valorizzazione di quei docenti che fanno bene il loro lavoro.
“evidentemente in una società che impedisce di sfogare la rabbia, ciascuno si appiglia a questo o quel capro espiatorio e ci da giù di brutto non appena si presta l’occasione”
Ha parlato quello che si aggira tutto il giorno schiumando rabbia e odio contro Bush, Berlusconi, i neocon, Magdi Allam, Facci, e via declinando in una lista lunghissima ed impressionante.
“ chapeau per:
“Io sono pragmatico, tu sei testa di cazzo. Tutto qui.”
dillo a quello del “libero confronto” “
In un confronto ci stanno pure gli sfottò. Tu ce ne spari addosso dall’alba a notte inoltrata. Condivido il commento di Federico solo per la parte riservata ad Haramlik. Tu ti ‘confronti’ fin troppo.
A proposito. Mi era sfuggita questa tua bassa insinuazione
“o forse sei uno dei due genialoidi…vai a sapere…internet è bella anche per quello”
che avevi cacato giù nella replica a Federico. Adesso te la restituisco con gli interessi.
Ieri, all’ora di pranzo, si aggirava per MN un tale Surfer che cantava altissimi osanna alla tua figura di Grande Economista ( ma LoooooL ) e che, addirittura, proprio qua sotto, ci ha gridato in faccia che non abbiamo ancora capito quanto sei figo, che sei più forte di Chuck Norris ( ma straLoooooooooL ). L’altro giorno, però, in una delle tue pseudo-risposte alle mie osservazioni alla sventagliata di link che ci avevi impropriamente gettato addosso, avevi scritto
“p.s. se surfi il Washington Post…”
e a me quel ’surfi’ era rimasto impresso come un vocabolo un po’ insolito. E adesso mi trovo davanti questo Surfer invasato di te. Sarà mica che hai voluto fare il bricconcello e ti sei travestito da surfista per riempire il post di ulteriori riferimenti alla tua Straordinaria Persona? Ho ormai intuito che per gonfiare il tuo ego smisurato sei disposto a tutto, ma non è il caso di esagerare. Già normalmente sei più gasato di uno Zeppelin senza bisogno di usare simili espedienti per pomparti altra aria.
‘Notte, tesoruccio.
Uffi…mi sono dimenticato di commentare il commiato di Mazzy.
“…adesso vai a scrivere quanto sono scemo sul tuo blog…”
Dal momento che non ho grandissimi titoli da esibire, anzi sono un emerito signor nessuno ( il Ministerio de Educaciòn spagnolo non sa manco che esisto…sigh :(, non ho un mio blog personale. Se proprio vuoi un mio indirizzo ‘virtuale’ dove venirmi a fare ancora una volta nero, c’è il blog di Broono.
Ci alligno da diversi anni insieme ad un’altra manica di pazzi squinternati come me. E non ho ancora capito come Broono abbia fatto a sopportarci per così tanto tempo visto che ogni nostro interventi inizia con ” Brò, come al solito non hai capito nulla…”. Probabilmente ci considera la sua coscienza critica.
A ribuonanotte, Mazzy.
@ Broono
Non so se Sua Signoria la Professoresssa Illustrisssima ti risponderà. Stasera ha dichiarato che la discussione le pare ormai ‘tralasciabile’. Poi ha distribuito un pò di dati per dimostrare che qui ci sono dei mentitori professionisti, non ha atteso le repliche e si è ritirata. Speriamo in una sua nuova epifania. Sarei proprio curioso di leggere cosa ti risponde.
E poi smettila di parlarci dei tuoi casi personali. Mazzy ha appena sentenziato che
“con le storielle esemplari non si scrivono le leggi, quindi puoi raccontare tutte quelle che vuoi e altri ti possono rispondere con (infinite) storie di genitori da internare e eroismi sul lavoro, ma sempre di fuffa parlerai”
e quindi cerca di adeguarti alla svelta, che tu sei il più ‘fuffoso’ di tutti.
( adesso torno nel sultanato a rassicurare il popolino circa la mia scomparsa…vorrei mai che pensassero che mi sia ritirato in esilio ;)
mi spiace, ma non ho l’esclusiva di certi termii, capita anziche certi modi di dire alla fine li condivida con chi frequento e surfthe net non è proprio esclusivissimo ;)
fortunatamente non m’appartiene il travestimento, tantomeno per dirmi quanto sono figo
p.s. per Allam, Facci etc, non provo odio
semplicemente li combatto in quanto sono convinto che facciano danni, come tutti i ballisti e i servi e in quanto strumento del mantenimento di un potere che riconosco come dannoso e criminale
ho ancora la pretesa di pensare che sia giusto combattere i disonesti e i criminali, diversamente da te io preferisco prendermela con chi regge le fila di questo sistema, piuttosto che fare battaglie di retroguardia al fannullone annifato nell’ente pubblico o al barbone che dorme in un cartone
è un po’ più difficile, forse anche più rischioso, ma che me ne farei di una paese con qualche fannullone e barbone in meno dopo che un branco di ladri ed incompetenti l’ha saccheggiato?
odio le guerre tra poveri, e il ricorrente linciaggio di questa o quella categoria sfigata offerto al popolo non è ltro che una guerra tra poveri al riparo della quale ui grandi ladri combinano di tutto inosservati
hai visto che mentre gli americani si preoccupavano della “sicurezza” gli hanno rubato anche la casa?
mentre tu rincorri i fannulloni, questi fanno lo stesso, poi quando ci ritroveremo con le casse vuote e la miseria, arriverà il bipolare schieramento alternativo a chiedere sacrifici
così certi merdaioli potranno parlare di governo comunista e porre le premesse per un altro giro di giostra e via all’infinito…
altro che odio, è una vita che la prendiamo in culo, come cittadini, perchè immensi pirla corrono dietro a narrazioni-patacca e credono a questi truffatori…
Rispondo a Broooono che, a proposito del mio accenno agli istituti professionali, scrive:
Com’è che la si legge oggi, questa urgenza di non abbandonare noi poveri studenti di professionali di perferia al nostro destino di emarginati?
Può essere solo ritardo col quale è giunta la “notizia”?
Guarda: questa “urgenza” la si legge solo nel mio post, temo. Non mi pare di averne letto altrove.
E, personalmente, io manco sospettavo lontanamente cosa potessero essere certi professionali finché non ho avuto la ventura di incapparci.
Quando ci sono incappata, appunto, ho detto e scritto che mi pareva un problema da affrontare, e di corsa.
Come possano prosperare certe realtà scolastiche te lo dice la realtà: le zone del disagio necessitano di “contenitori sociali” e chi insegna lì dentro impara a sue spese a farsi passare ogni velleità di insegnare: l’obiettivo, di fatto, diventa quello di intrattenere i ragazzi affinché non vadano in giro a strafarsi, a commettere reati o ad ammazzarsi. E a te tocca fare l’assistente sociale, e con gli anni ti scordi in cosa consista fare il prof vero.
Come si risolve il problema? Non ne ho idea. Ma a Ottobre del 2005, pensando al professionale dove ero finita dopo una lunga esperienza di insegnamento in Egitto, scrissi questo:
http://www.ilcircolo.net/lia/910.php
Quindi, come vedi, non mi pongo ’ste domande per loschi interessi personali basati sull’attuale emergenza.
In quelle scuole, io ci ho visto resistere due tipi di insegnanti: i molto mediocri, che magari non hanno voglia di affrontare contesti diversi, o gli estremamente bravi e generosi che se ne stanno apposta in prima linea a fare i Don Chisciotte.
E poi i giovani a cui tocca, prima di avere abbastanza punteggio da potere scappare.
Tutti gli altri hanno l’ambizione di insegnare la propria materia – giustamente – e quindi cercano di andare in scuole dove ciò sia possibile.
Personalmente credo che, in quelle realtà, le materie vadano effettivamente diminuite. Ma non quelle tecniche, con buona pace della Gelmini. Quelle culturali, compresa quella che insegno io. Così come è impostata adesso, l’offerta formativa è velleitaria. A volere essere generosi.
Questo però vuol dire uscire dall’inganno per cui certi studi, oggi, costituiscono un titolo di accesso all’università. E’ un argomento duretto per tutti, temo. Specie per gli studenti. Per noi, che vuoi che ti dica: si perde qualche cattedra e amen. Ma per loro, trovarsi di fronte al fatto che i tempi sono cambiati e che la situazione attuale farà sì che le scelte – e le cazzate – fatte a 15, 16 anni determineranno il corso della vita, potrebbe essere un bagno di realtà.
Si va verso un mondo sempre più di classe. Se il governo avesse il coraggio di dire cosa sta realmente facendo – mettere la scuola di Stato nell’impossibilità di contrastare questa deriva – direbbe questo. Che chi cresce in certe realtà, e viene espulso da certe scuole per quindi finire in certe altre, ha in linea di massima il destino segnato. Di “recupero”, non si parla più.
Si preferisce, invece, dare alla gente l’osso del “prof da punire”, affinché si intrattenga con quello e non pensi a ciò che la riguarda da vicino.
Evvabbe’.
Personalmente, vedendo il film “La classe”, l’altro giorno, ho molto invidiato le condizioni lavorative dei colleghi “di frontiera” d’Oltralpe.
Noi non le vediamo manco col cannocchiale. E pensa che sarebbe un film sul disagio nella scuola, quello.
E se già adesso siamo messi così, non voglio nemmeno pensare a cosa saremo dopo i tagli.
Io poi posso anche dirmi che non mi pare difficile capire che, in una scuola impoverita e resa ingestibile, i ragazzi ci smenano infinitamente più dei prof.
Ma che me lo dico a fare?
C’è l’Italia intera che pare regredita allo stato del Peppo tonto che passa l’anno a tirare le freccette al prof pensando di essere fighissimo e di trarne chissà quale soddisfazione.
Poi scopre di avere buttato nel cesso tempo e opportunità mentre, nel frattempo, il prof si portava a casa comunque il suo stipendio.
Ecco: noi lavoreremo comunque. Peggio, ma lavoreremo. I ragazzi impareranno peggio. Per loro, però, questo avrà ricadute di gran lunga più penalizzanti.
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