Il contorno occhi

In forte crescita il mercato dei cosmetici per uomini.
Non solo creme antirughe e depilazione del torace, ma persino un leggero lucidalabbra e il mascara incolore, pare che siano articoli piuttosto richiesti. Evito la fonte perchè a definire fonte il TG5 mi vergogno un po’ ma visto l’argomento trattato prendiamo per buono quel che dicono.
Mia figlia, dodici anni, resta con un broccolo infilzato nella forchetta a mezz’aria poi si gira schifata e fa “buchi!”.
“Buco” a Firenze significa omosessuale ma a quell’età significa soprattutto diverso qualsiasi cosa voglia dire diverso. Comunque è nella fase moralistica, chiedo perdono a nome suo a tutti gli omosessuali in ascolto.
Mio marito invece il broccolo se lo infila tranquillamente in bocca ed esclama semplicemente un “mah”.
A me i broccoli non piacciono e non mi piacciono neanche i moralismi. Qualsiasi cosa voglia dire.
“che vuol dire buco? Che modi sono questi di parlare?” (si può dire “cazzo” se ti casca un bicchiere pieno di aranciata sul maglioncino nuovo ma “buco” no, non si può dire).
Il babbo prende subito le difese della piccola e ne spiega il pensiero che poi sarebbe anche suo.
“buchi no” dice “ma un po’ ridicoli si”. Ne viene fuori un’animata discussione al riguardo.
Io sostengo che è solo questione di abitudine, loro invece sostengono che un uomo truccato se non buco sarà sempre ridicolo. “il vostro è un pregiudizio” faccio io “anche le donne quando hanno deciso di mettersi i pantaloni erano ridicole o poco femminili ma poi le cose sono cambiate rapidamente e adesso i pantaloni li portano tutte”.
“si” mi fa la piccolina “capisco quello che dici, secondo te non siamo ancora culturalmente preparati per questo cambiamento, ma io credo che l’immagine dell’uomo con il lucidalabbra ne uscirebbe, come dire? Poco maschio ecco”.
“culturalmente preparati per questo cambiamento?” ma come parla?
Amore, ma perchè non ti droghi come tutti i ragazzini della tua età?
Gli uomini depilati, per inciso, mi fanno ribrezzo. Ma questo alla piccolina non l’ho detto.

(Visited 18 times, 1 visits today)

44 Comments

  1. senza voler mancare di rispetto all’autrice, il tema è vecchio e in questo momento mi pare urgente come un mutuo.

  2. Sono giovane bello e glabro.
    Non sono bello come Filippo Facci, lo ammetto, ma non mi lamento.
    Buco è brutto, ti devo dar ragione.
    Ma che un uomo non sia ridicolo truccato ora, intendo nel 2008…
    Non so, nella Venezia del 700′, in Francia… quando vuoi.
    Ora, nel 2008, in Italia, o sei “buco” o sei un artista o sei scemo.
    Ho molti amici “buchi” , altri artisti.
    In Italia, non so, vedo molti più scemi.
    Dario
    ITALY ITALIA
    http://italyanditalians.blogspot.com/

  3. Mi preoccupa che, truccati o no, i celenterati sono comunque sempre riconoscibili. Alla prima parola. Sarei anche disposta a sopportare cosmetici maschili in quantità se a far da contraltare ci fosse un cervello parimenti curato.

  4. Ah ha ha … bella moralista ipocrita chell’ è , la mamma.
    :D , tanto lo si sapeva .
    Per il resto , più boriosamente , per chi se lo può permettere , la più rilevante critica che potrebbe subire esprimendosi così è di esser poco originali.
    Che , ok , “ bah , per me tussei un po’ buco “ e “se tussei buco , dillo!” etc. son dei classici evergreen, imho, possono anche stare in playlist , però , cribbio, basta che ogni tanto (euf.) la propria bocca trasmetta ad es. anche qualche pezzo nuovo , “diverso” , pìù complesso ,
    Poi c’è chi metterebbe 24/7 DolceNera , 883 ( “Ogni riferimento a cose o persone esistenti è da ritenersi puramente casuale e involontario”).
    Ritengo sarebbe buono fosse per molti almeno il livello a cui aspirare , poi … nei fatti … mentre scrivo son 2 minuti che : “non fare la battuta , broccoli/finocchi, non fare la battuta broccoli/finocchi , dai non devo fare la battuta broccoli/finocchi…”.
    Non si può non notare ,leggendo oltre , che tale completezza/eterogeneità tua figlia parrebbe averla . In effetti, pure troppo: “culturalmente preparati per questo cambiamento” ? Confermo : Un l’ è la Droga , magari… Ad andar bene l’è la robaccia con cui la tagliano , ma ,mi sa, neanche quella .

    Sulla questione estetica : sono dell ‘opinione che se lasciato veramente libero di esprimersi ,senza cercare di indirizzarlo, il mercato alla lunga , ma neanche troppo, prenderà la sua decisione .
    But maybe is just me .

  5. “Amore, ma perchè non ti droghi come tutti i ragazzini della tua età?”
    è la più bella e più pregna di tutte…

  6. Cara Viscontessa,
    alcune considerazioni su quanto hai scritto:
    1) i pantaloni sono più pratici della gonna. Il passaggio “sempre e solo gonna” —> “gonna o pantaloni, come ti pare” va nella direzione della praticità e della funzionalità e quindi è razionale.

    2) il passaggio “uomini senza rossetto” –> “uomini col rossetto” non va nella direzione della funzionalità e praticità, ma della vanità fine a se stessa. Quindi è più “ridicolo” del passaggio delle donne dalla gonna ai pantaloni, perché meno razionale.

    3) L’alternativa alle posizioni prese da tua figlia e tuo marito è una avalutatività totale come quella che hai mostrato tu? Sei fiera della tua avalutatività? Tu te le fai, di tanto in tanto, delle opinioni su qualcosa, o preferisci non fartene per essere sicura di non varcare mai le colonne d’Ercole del “politically correct”?

    4) Se durante gli ultimi cinquant’anni ti sei distratta, ti do una notizia: nella società occidentale c’è una cosa che si chiama CONSUMISMO. E’ una forza che, per farla breve, vuole vendere prodotti a tutto spiano plasmando le coscienze dei cittadini, che ribattezza “consumatori”, a sua immagine e somiglianza. Il CONSUMISMO è quella cosa che dice, tra l’altro, “quest’anno va di moda il blu, buttate le cose gialle che avete comprato l’anno scorso e compratene di blu”. Oppure: “quest’anno vanno i cosmetici da uomo. Perché non li fate provare al vostro boyfriend?”. Opporsi al consumismo, trovandone ridicole certe sue pretese, può essere sintomo di una certa intelligenza critica. Dai più retta a tua figlia, Viscontessa. Ascoltala di più. Potresti imparare un sacco di cose.

  7. Io ho imparato una cosa da grande. Mai dare giudizi se hai figli. Dalle mie parti si dice: la critica della lingua è la prima che si piange.
    Liberi di giudicare percarità, non lamentatevi però se i vostri figli diventano: froci, stilisti, zoccole, veline e quant’altro. Noi saremo qui a ricordarvi la vostra moralità di un tempo.

  8. Imparare dai figli.
    Quoto.
    il lucido non troppo lucido.
    Il pelo non troppo lungo.
    TG5 ore 20.15.
    Unforgettable come i broccoli.
    E dopo Hall Berry fotografata come Clinton per Esquire, ma sento che della Berrry riportano qualcosa di intelligente che stona.

    Son sere.

  9. “Amore, ma perchè non ti droghi come tutti i ragazzini della tua età?”

    Hai valutato l’ipotesi che sia un problema di paghetta?

    Poi.
    Di quel servizio, a me, è rimasta impressa una sola parte, che credo sia stata volutamente fatta scivolare via senza ulteriore approfondimento perché conteneva in maniera più che chiara l’idea che la Parodi voleva dare del tema.

    Tizio che sdraiato su panca con bilanceri in movimento per pettorali e muscoli facciali al limite della tortura spiega il perché di tanto dolore:

    “Bisogna far qualcosa, l’età avanza”
    “Quanti anni hai?”
    “21”

    Stacco.
    Passaggio ad altro intervistato.

    Ecco, secondo me sta tutto lì.

    Ché potrai far lampade truccarti collagenarti rossettotrasparentarti, ma se dietro la faccia c’è un coglione non c’è trucco che tenga, appena apri bocca il verdetto sarà implacabile.

    Allora inventino un immobilizzatore temporaneo di corde vocali.
    Quello sì potrebbe far apparire uomini un sacco di persone che uomini non sono.

    In senso di spessore, dico, non di genere.

  10. e comunque in questo momento a destra abbia nell’ordine due inserzioni, una per una crema notte antirughe, l’altra per azione distensiva effetto lifting viso e contorno occhi, nonché un banner millexmillemila per entrare in una chat gay invitato da un tizio nudo e glabro con addominali da panca HSE.

    Siamo tutti dentro il sistema.
    Più lo contestiamo, più lo richiamiamo.

    Siamo la crema antirughe del contorno occhi di MN.

  11. Viscontessa, dai, questa volta è andata così: l’intelligenza media dei commenti ha superato – e di brutto- quella del tuo post. Ti rifarai la prossima volta, forza e coraggio.

  12. Sulla questione del “buco” c’è un aneddoto che, vero o falso, vorrei menzionare.

    Negli anni settanta, sezione PCI della Bolognina, si tiene una sera un’animata discussione su, non so su che cosa, non importa. La Bolognina – per chi non lo sapesse – è a Bologna il quartiere popolare per eccellenza, quello della tradizione e degli umarèlls, ed infatti alla riunione partecipano tutti gli esponenti di quella generazione. Ma è anche il quartiere della “svolta” e della nascita del PDS.

    Intervengono alla discussione sindacalisti, ex partigiani, vecchi militanti; poi interviene un giovane rappresentante dell’Arci Gay, Franco Grillini, che espone le proprie idee e presenta una mozione. Poi la parola ripassa ad un vecchio militante, che esordisce dicendo: «Be’, io sono d’accordo, sì sì sono d’accordo, appoggio la mozione del compagno busone».

    Ecco, per me cose così spazzano via tutte le parole sul politicamente corretto.

  13. Il dialetto è così: diretto. se c’è un termine si usa, e quindi bu’i = gay

    VOI guardate il TG5? E perché?

    più che bu’i, rincoglioniti, concordo col marito.

  14. Sì, ho capito, ma i broccoli li salti con le salsicce? e con un pizzico di peperoncino? e l’aglio? l’aglio lo schiacchi o lo metti a pezzettoni? e la salsiccia la bricioli un po’?
    ;p

  15. Gabri, cotti solo al vapore che mia figlia è nel periodo broccolo al vapore.
    Tuttavia, in tempi migliori, l’aglio lo mettevo a pezzettoni e la salsiccia intera.
    Ma parlami del peperoncino, come lo si colloca nei broccoli?

  16. Se il vapore lo fai tradizionale (con pentola e non con macchina infernale) il peperoncino puoi tranquillamente buttarlo nell’acqua.
    Dopo averlo tritato, ovviamente.

    Alla figlia falli a parte, però, altrimenti altro che drogarsi, dopo.

    Io nell’acqua (per il vapore) ci butto sempre qualcosa.
    Le patate per esempio vengono fantastiche se nell’acqua ci butti una cucchiaiata di timo.

    [Mode Chiedilo alla Zia Alice: Off]

  17. ma le patate al vapore sono tristi. tristissime. pure col sentore di timo.
    già che uno si è preso la briga di comprarsi le patate che almeno le faccia: al forno, in purea, saltate, schiacciate, al cartoccio (etc), ma al vapore no!

    a meno di sommergerle di maionese, burrazzo, olio aromatizzato, formaggiazzo fuso o qualsiasi altra porcata saporosa che annulli l’effetto pseudosalutista ovvero ospedaliero della cottura al vapore del tubero scemo.
    chiedo venia ma è ora di cena.

  18. Dipende da cosa fai accompagnare loro.

    C’è anche chi dice che il pane toscano non sa di nulla.
    Poi ci mangi su dei salumi o dei formaggi di un altro pianeta e capisci che quelli di cui sopra ragionano per standard (leggi: non capiscono un tubo) e cioè quanto di più lontano dal concetto di piacere esista.

    Il riso in bianco non è anche lui ospedaliero?
    E com’è che oggi quando vai a mangiare sushi tanto tanto di moda sei felice di pagarlo e te ne vanti pure con gli amici 46 euro al grammo solo perché sopra ti ci mettono una strisciolina di salmone?

    E’ anche vero che chi considerare il comprare le patate una ‘briga’, ha un concetto davvero tutto suo di alimentazione nel quale effettivamente può starci sia il sushi a 46 euro che l’idea che il riso in bianco sa ospedaliero, senza per questo sentirsi in qualche maniera svitati.

    Con rispetto parlando, s’intende.

  19. Sono sostanzialmente d’accordo con rwidam tanto che non sapevo neanche che si potesse mettere qualcosa nell’acqua per cuocere al vapore.
    Le verdure lesse o al vapore mi fanno un po’ di tristezza per cui le butto lì e bon finita lì.
    Però con il giusto condimento anche le verdure più insipide cambiano saporeo e per giusto condimento intendo maionese ma fatta in casa, olio ma quello che compro dal contadino o il burro quello speciale che mi costa quanto il riso in bianco per il sushi. Che poi alla fine cosa ci sia sotto a tutte queste prelibatezze importa niente.

  20. Correggo:
    sei sostanzialmente d’accordo con come cavolo si scrive PERCHE’ non sapevi neanche che si potesse mettere qualcosa nell’acqua.

    Che poi, per chiarezza, non è che si ‘può’ mettere qualcosa nell’acqua…io l’ho fatto e ha funzionato.
    Voglio dire, se un cuoco ti dirà che me lo sono inventato, rispondi pure che sì, certamente.

    Però funziona e il piatto al vapore entra nella categoria ‘oh bello’ e non in quella ‘giusto perché mia figlia c’ha le fisse’.

    Come dire, anche il thé è acqua calda con delle foglie dentro.
    Però c’è persino chi ci fa un rito intorno.

    Prova a lanciare l’argomento e vedrai che bordello di gara a chi conosce il più sofisticato quello che conosce solo lui che si coltiva su un solo monte di un solo paese che non esiste manco più. si scatena.

    Poi tornate tu e come cavolo si scrive e inseritevi diecendo che è solo acqua calda con delle foglie dentro, per vedere di nascosto l’effetto che fa.

    :)

  21. caro broono, mi chiamo r w i d a m, che messo tutto insieme si scrive: rwidam (pronuncialo come vuoi, non ti posso sentire).

    ma passiamo all’angolo delle ricette:
    certo che è una briga comprarsi le patate: le vendono solo “dosi” di 5 chili e io abito al quinto piano senza ascensore.
    quindi, se mi prendo la briga, la maialata la faccio completa, così mi gratifico.
    le verdure al vapore, dico anche per viscontessa, sono fantastiche, di certo però la patata non è tra gli ortaggi il più indicato per questo tipo di salutare cottura.
    una volta che ti sei buttato sull’amido (patata) abbi il coraggio di godere e fallo fino in fondo (altro che timo).

    il sushi mi fa cagare, ma non per snobismo di ritorno: non mangio pesce, tu pensa mai se potrei ingollarne bocconi crudi, ancorché infarciti di ottimo riso in bianco che, caro broono, lo ammetto, io mangio.
    ma, così, nudo e bianco, me lo mangio solo se: ho una problema intestinale; ho un post sbornia; sono all’ospedale.
    che, sennò, sopra al riso in bianco, riparto con oliazzo, formaggiazzo, sugazzo e altra gustosa maialata a tua scelta.
    perché quello che non capisce un tubero, caro broono, sei tu. :)

  22. Caro R w i d a m, non se la prenda per il nome, su, si faceva per giocare, mica è una roba personale.

    Detto questo e consapevole che in altri post e con una nuova primavera di ritmo post/giorno che su MN non si vedeva da tempo si sta dibattendo di alta economia e politica e chiesa in maniera ben più profonda del nostro dialogo sulla patata che quindi sono pronto a veder cadere nel nulla per manifesta inferiorità, mi permetto di darle una notizia bomba sulla situazione socio/economico/urbana del nostro paese.

    Si tenga alla sedia…
    La notizia è di quelle che non si sentono tutti i giorni…
    Mi scusi per la violenza con la quale la esporrò ma i tempi richiedono anche questo…

    Vado?
    Allora vado eh…
    Vado:
    Non esistono solo i centri cmmerciali e/o supermercati.

    Bum!
    Eh lo so, l’avevo detto che siamo al limite dello scoop.
    Sono un temerario.

    Adesso provi a fare un esperimento:
    Esca di casa (non apposta, ché cinque piani a piedi per un dibattito su MN sarebbero troppi pure per me che ne faccio tre) e provi a passeggiare là dove ci sono dei posti con delle cassette fuori dalla porta.
    F-f-f-f-fatto?
    Bene.
    Guardi il tizio che sta in piedi tra le cassette.
    F-f-f-f-f-fatto?
    Bene.
    Ora, alla sua domanda ‘Desidera?’ risponda ‘Una patata’.
    F-f-f-fatto?
    Bene.

    In tempi più dorati le avrebbe risposto ‘Ma vada a cagare pezzente’.
    Oggi è probabile che davanti a lei ci troverà una fila di persone che fanno la stessa domanda.
    In entrambi i casi il curioso personaggio le darà la patata (non faccia battute sconce, Rwidam!) e sa perché?
    Perché si chiamano fruttivendoli o anche verdurieri e di lavoro fanno questo, le vendono le patate in numero proporzionale a quello dei soldi che ha in tasca e del peso che può portare.

    Lo so, da quando c’è Berlusconi uno si stupisce nello scoprire che non ci sono solo i grandi supermercati e che le patate si vendono anche dai verdurieri/panda in via d’estinzione, ma è così, si fidi, in Italia, volendo, può comprarne ancora e sempre di più solo una.

    Fine dell’analisi socio/economico/urbana del contesto micro/economico attuale.

  23. ahi!
    Dottor Broono esimio analista, lei ha colpito duro! Durissimo. E la mia sedia è alta, mi sono fatta molto male.

    Mentre mi massaggio la chiappa dolente e l’ego ferito da cotanta esposizione, raccolgo le idee per dirle quanto segue:

    – non frequento centri commerciali perché abito a Roma centro e mi risultano un filo fuori mano. E di certo non li scelgo per passarci la domenica, che nessuno si offenda per questo.

    – non riesco ad andare al mercato, né dal fruttivendolo, per questioni di orari di lavoro. Ebbene sì lavoro tanto, ma tanto: sono a partita iva ma sto presso un’azienda (ricorda l’annosa discussione?) e non campo. L’unica cosa che riesco a fare, quando torno tardi la sera, è buttare l’orrido scooter davanti al costosissimo supermercato non lontano da casa mia (che resta aperto fino alle 22, per questo è così caro) per raccattare quanto abbisogna al mio nutrimento. Con un occhio per il consumo responsabile, ne sia certo, ché è materia che molto mi interessa e parecchio mi coinvolse anni or sono.
    – evito la patata per il motivo di cui al commento il cui numero non ricordo perché, al supermercato già menzionato, i disgraziati ne vendono solo in confezioni da famiglia che ha in sprezzo gli anticoncezionali.

    Se poi, lei volesse spedirmi UNA patata via corriere con consegna sull’uscio, l’accoglierei di buon grado. Ma non la cucinerei a vapore, questo no. Mai. ;)

  24. Sorbole, Rwidam, ma Lei mi è DONNA!
    Avrei dovuto in effetto capirlo dalla A nel nome!

    Allor dunque summiamo:
    Se lei mi è donna, mi abita in Roma centro, mi fa parte dell’Italia iperproduttiva e si serve solo in supermercati supercari, non ha titoli per lamentarsi!
    Compri patate a chili e faccia il suo dovere per far girare l’economia!

    E non sia impudente!
    Chiedere così la patata a sconosciuti con esplicito invito a casa, su.
    Si contenga, Rwuidan!
    Siamo al limite della molestia!

  25. E che sarà mai portare 5 kg di patate per 5 piani? Anzi,sarebbe anche un vantaggio dato che dubito che con quegli orari trovi il tempo di andare in palestra!!

  26. Ma io non mi lamento cavalier Broono, mi limito ad orripilare davanti ai suoi gusti culinari al cospetto dei quali non ci si può contenere.

    Per il resto, rullo di tamburi, ho appena abbandonato l’iperproduttività in favore di una salutare nonché ispirata vita contemplativa.

    Indi, come prima cosa, domani andrò di buon ora al mercato rionale e, pensandola intensamente, comprerò sta cazzo di patata.

    Contento?

  27. @silvia, ma io sono bella di natura, non ho bisogno della palestra. quei cinque chili renderebbero le mie sottili braccia da danzatrice classica, dei terribili tronconi nerboruti.
    nonnonnò.

    così completo il quadro della stronza fatta e rifinita! :D

    grazie viscontessa dello spazio per le stronzate e sì, per fortuna che le patate (non) le comprano le donne. ;)

  28. Premesso che non sono io l’usurpatore di nick, Filippo, dico che sei esagerato. Prima di sporgere querela faresti bene a ricordare cosa hai detto di una commentatrice tempo fa. Il bue non può dire cornuto all’asino.

    Ma la comunità internet è generosa, lascia sempre un’alternativa anche ai blogger e commentatori facinorosi: tu ti scusi con Barynia e noi ce scurdamme u’ passate.

  29. Ventomare, io prenderei in considerazione l’ipotesi che nessuno dei tre sia il vero Facci:-)

    Rwidam, direi che visto l’argomento del post questo spazio era destinato a qualsiasi tipo di commento.
    Tienimi aggiornata sulle quotazioni delle patate:-)

  30. gentilissima viscontessa,
    il mio primo giorno di libertà l’ho passato praticamente in convento, che non è il carcere ma nemmeno le Bahamas.

    per dire che: la patata non l’ho comprata però, grazie ad un amico che lavora (come precario, ovvio) al vaticano, mi sono fatta un giro a casa di Paparazza.
    cioè sono entrata in città del vaticano, per chiarezza ecco.

    giardini ben curati, controlli come si fosse nel paradiso di Bossi: un passo, una dogana.
    ma, cazzo, sta patata non c’era.
    vale lo stesso che le stecche di sigarette stanno come a fiumicino? no? lei non fuma?
    allora tipo dopodomani vado al mercato.
    e sta patata la sistemiamo.
    Notte.
    Rwidam

  31. com’è che non sto capendo un cazzo?
    Circolano patate, Facci, papi, orti, rulli di tamburi, asini, cornuti e culinari.

    CAZZ’E’?!

Rispondi