Azael, da FriendFeed
E’ che essere un artista non è proprio un colpo di fortuna, pensavo guardando la vignetta di Mauro che ha scatenato il putiferio che sappiamo. Perché io so (proprio lo so, sono una dipendente dello Stato nell’Era Brunetta, con vista su una realtà particolarmente disgraziata) che l’aria che tira è di sconfitta, nichilismo e disperazione individuale, solitaria. Nulla di meno. E lo sanno pure le antenne di Biani, e mi basta guardarla, la “vigna” incriminata, per capire che ha capito benissimo, lui, tutto ciò che c’è da capire su come ci si sente, qua in giro.
Solo che il mondo non è fatto solo di testimoni diretti delle sconfitte, né tanto meno di artisti. Ci sono tutti gli altri – gli estranei – e loro non capiscono nulla che non sia bene ordinato, con tutti i parametri perbene al posto loro e così via. L’immaginazione non può fare miracoli. E a me pare che il problema, con questa vignetta, sia che Mauro non ha parlato a questi qua. Ha semplicemente descritto l’impotenza e la mortificazione senza limiti che io, nel mio piccolo, vedo attorno a me, a chi – ancora? – non la percepisce e, di conseguenza, può esprimersi solo attraverso lezioncine politicamente corrette: quelle che ci ispirano le cose che sono solo in TV o, appunto, sui giornali.
Io, per esempio, di scuola non parlo più, come è ovvio. Da quando i miei dati personali sono stati resi pubblici direi che non è più il caso: finirei col raccontare storie i cui protagonisti sarebbero riconoscibili, e non si fa. Molto meglio parlare di stronzate, ché così almeno mi distraggo e non ci penso, alla scuola e a quello che succede.
Però di una cosa che mi hanno raccontato posso parlarne, forse: di una collega anziana, in una sala prof che non è la mia, a cui l’altro giorno sono ceduti i nervi e ha cominciato a piangere e, da lì, è stato un crescendo in cui ha perso completamente il controllo e ha cominciato a battere la testa contro il tavolo e a mordersi le mani che pareva che si strappasse la carne e a dire che lei sarebbe morta, che alla fine dell’anno non ci sarebbe arrivata e che si sarebbe ammazzata prima, ed è stato uno spettacolo terribile, con le colleghe che cercavano di fermarla e di calmarla senza potere fare niente, proprio niente per aiutarla. Credo che in carcere, tra detenute, si sviluppi lo stesso tipo di solidarietà.
Il motivo: oh, le cose che fanno stare molto male la gente. L’accumulo di mortificazione, più che altro. Il genitore invalido che non puoi più assistere perché Brunetta ha ristretto la distanza in km che deve esserci tra te e lui perché tu abbia diritto ai permessi. L’accanimento che c’è contro di noi e che percepiamo benissimo, guarda.
Per dire, proprio oggi pensavo alla decurtazione dello stipendio che adesso ci tocca se ci ammaliamo, ed io stasera ho la febbre e, se voglio stare a casa ed evitare di passare l’influenza a mezza scuola, domani mi vedrò togliere un terzo della retribuzione della mia giornata lavorativa. E i nuovi orari relativi alla visita fiscale, per cui io domani starò a casa, appunto, e non ho la spesa fatta e non potrò andare a farla. Mangerò biscotti, chennesò. Il clima punitivo che c’è, per cui si impiantano come prassi, nelle scuole, un mucchio di soprusi su cui la Cassazione si è già pronunciata decine di volte sancendone l’illeicità, ma tanto si sa che la gente non ce la fa più, a protestare, e poi chi ce li ha i soldi per l’avvocato, visto che trovare un sindacalista che ricordi ancora quale è il suo mestiere è una mezza impresa? Non so, non ho voglia di raccontare casi o di infilarmi in analisi che un sacco di altra gente ha fatto molto meglio di quanto farei io.
Io volevo solo dire che sono stanca. Che l’entusiasmo, la voglia di fare bene il mio mestiere, mi sta diventando una specie di ricordo, e che non c’è sensazione più amara di questa. Ti perdi, proprio, schiacciata in un’immagine di te che non è tua e a cui, alla fine, ti pieghi per stanchezza e perché sopravvivere si deve. Ti va a pezzi l’identità, davvero. Non si fida di noi, lo Stato? Evvabbe’, faccia come crede. Ci arrangeremo. Ci daremo come obiettivo l’arrivare a fine giornata e al diavolo il resto. Chi cavolo ce lo fa fare.
Figurati: ci sono scuole dove non possiamo manco maneggiare la fotocopiatrice, ché si vede che hanno paura che gli rubiamo la carta. Non ci è permesso toccarla, dico davvero. E una dovrebbe preparare attività, dare materiale ai ragazzi e proporre cose facendosi precedere da richieste scritte, firmate, controfirmate, giustificate e motivate e avanzate con una settimana di anticipo? Per cosa? Perché le è venuto in mente un modo per fare imparare meglio qualcosa ai ragazzi e quindi le servono 15 fotocopie? E deve dimostrare che non li vuole rubare, i 15 fogli di carta?
Ma che andassero al diavolo tutti quanti, davvero. E qui siamo miti prof, abbiamo tutti i freni inibitori a posto, miracolosamente abbiamo ancora un lavoro (quelli di noi che lo manterranno, dico, che un 100.000 andranno a spasso) e quindi lo manifestiamo col burnout, questo senso di sconfitta totale. E sto parlando di me, che non sono in mobilità, che non ho – ancora – la devastazione sull’uscio di casa. Figurati gli altri. Poi, come dicevo, se uno ha la sfortuna di nascere artista, invece di fermarsi all’apparenza dettata dai nostri freni inibitori e dalla nostra depressione, piglia e si collega direttamente allo strato successivo, alla rabbia repressa che – state tranquilli – non viene fuori, al massimo si traduce in cancro o cose così.
Ed è uno scandalo, certo. Le cose represse non si dicono.
Ché poi arriva Gasparri e dà del violento a Biani.
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Editoria. Da guerre intestine, giornali di merda.
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241 commenti per "La vignetta di Biani e l’aria che tira"
Che bel post!
Hai descritto in modo sacrosanto il sentire comune o perlomeno di chi fa questo mestiere barattando ogni giorno dignità e pazienza, e parlo soprattutto della scuola.
In tutta onestà io manco ci avevo fatto caso alla vignetta e non ritengo che vi sia chissà che.
Naturalmente viviamo nell’era (?speriamo di no) della forma, del grembiulino che io indosserei a mò di cappio, di un oscurantismo che serpeggia, della becera superstizione e dei luoghi comuni in bocca a tronisti e genitori, veline e figli (che poi spesso stiamo là), della superstizione più banale davanti a tante scene di quotidianità disarmante che a raccontarle manco ci provi. Perchè ti prendono per scema, e poi tanto…c’è Brunetta, Gelmini, e tutto il complesso sacro per il concertino.
Bella Lia
Post assolutamente illuminante.
Dal “piove, governo ladro” al “sono esaurita, Brunetta a morte” e oltre, verso nuove inesplorate vette di sinistra vacuità.
Che aria tira ?
Aria fritta.
Moriremo tutti!
Condivido ogni singola parola.
La situazione è tragica e andrà sempre peggio mi sa.
giova ricordare che Berlusconi ha detto che l’economia europea non ha i problemi di quella americana e ancora meno li ha quella italiana
con le banche europee che cadono come birilli, chissà se quacuno glilelo farà notare…
non oggi, mazzetta, è il suo compleanno (“berlusconio”, come titolava il corriere stamani prima della correzione, fa 72 anni). non gli si vorrà rovinare la festa.
Questa vignetta fomenta il ritorno alla lotta armata,al terrorismo,e questo non lo si può permettere.
Solo i politici possono terrorizzare!Gli operai devo continuare a morire,i Casalesi non possono permettersi di uccidere,solo la politica deve avere l’esclusiva del terrore ;P
http://lozarathustra.splinder.com/post/18558921/a+proposito+di+Biani%2C+di+Brune
Decisamente interessante il post.
La vigna incriminata è forte ma “emme” è un settimanale dichiaratamente satirico e questa collocazione la contestualizza nel significato e nel fine, a mio avviso.
Per quanto riguarda il problema della scuola condivido ogni singolo carattere scritto.
Purtroppo. Per un motivo o per un altro, è una continua mortificazione.
[...] racchiuse in un guscio di intelligente equilibrio. Sarà per questo che ho così tanto apprezzato questo post di Fulvia De Feo (che prima non conoscevo, adesso sì, e va bene così), fatto di parole [...]
Io non faccio il professore o il maestro. Ho però una figlia alle elementari, e ho fatto le scuole dell’obbligo, il liceo e l’università.
La sapete una cosa? Io di tutti questi maestri e professori indefessi lavoratori e amanti della cultura e dei loro alunni, mica ne ho visti molti. Anzi.
La migliore insegnante che ricordi era la mia maestra (unica, guarda caso) delle elementari. Mi sembrava una persona normale, gentile. Entrava e ti alzavi, nessuno faceva casino in classe, le devi del lei, mi pare che tutti quanti quelli che erano con me in classe abbiano imparato a leggere, a scrivere e a contare. Nessuno è diventato un teppista o un tossico.
Poi, ricordo invece tanti ometti e donnette particolari, alcuni con evidenti carenze (italiano traballante, ad esempio), spocchia, disinteresse (quante giornate perse perché il docente-barone che avrebbe dovuto ricevere ha deciso di non presentarsi senza avvisare nessuno) e altri ancora peggio, fino ad arrivare a veri e propri freak, totalmente slegati dal mondo reale.
Quando mia figlia ha iniziato la scuola credevo che di acqua ne fosse passata sotto i ponti. Mi sbagliavo.
Ho trovato bidelli precari che frugavano nelle tasche dei bambini (la direttrice scolastica ha dovuto allontanarlo, ma non ha avuto il coraggio di denunciarlo, temendo le rogne conseguenti), supplenti che facevano stare due o tre bambini in un banco per mettersi al posto loro nel banco al sole sotto la finestra (“perché ho male al collo”), maestri che scelgono una decina di libri ogni anno e fanno comperare ancora un paio (“perché sono migliori”) e di tutta questa roba ne usano il 5% a dir tanto. In compenso riempiono i ragazzini di fotocopie e foglietti, che chiaramente finiscono sparpagliati e disordinati in giro per casa, cartella e aula.
Di aneddoti ce ne sarebbero a non finire, ma lasciamo perdere.
Insomma, nella mia e di altri esperienza ho incontato tanta gente che, chiaramente, se tolta dal contesto scolastico e messa a lavorare in una fabbrica o in un ufficio sarebbe stata in gran difficoltà.
Il succo è che sarà tutto vero: è un lavoro particolare, difficile ecc. ecc.
Però non è che tutti gli altri lavori siano delle cretinate e non è che tutto il personale docente sia composto da queste cime…
Invece mai una volta che abbia sentito una parola di autocritica da parte del personale scolastico; è sempre un gran protestare, lamentarsi: per lo stipendio, per gli orari, per la visita fiscale, per le decurtazioni in caso di malattia, per il governo cattivo… Lo sapranno che son tutte cose che vivono ogni giorno gran parte dei lavoratori dipendenti e nessuno si straccia le vesti? Lo sapranno che se il lavoratore autonomo ha la febbre e non apre la bottega al mattino non guadagna nulla? Lo sapranno che la gente normale deve prendere la baby sitter e pagarla durante le vacanze di natale, pasqua e in estate per tenere i figli, mentre maestri e professori sono a casa con i bambini? Ci pensano che tanta gente comune lavora in posti dove si prendono i tempi, si misura la produttivitò, si mette in competizione?
Insomma: daccordo il governo brutto e cattivo, i tagli al doposcuola e tutto il bla bla, ma se la considerazione sociale del loro ruolo è ai minimi storici, come sarà che nessuno dei dipendenti della pubblica istruzione si pone qualche dubbio?
Io non sono fautrice del ripulisti, ma voglio testimoniare che ciò che accade ora nel pubblico, da sempre lo subiamo anche noi nel privato. Ma cosa credete, che ottenere un lavoro sia una passeggiata? E che mantenerlo sia un diritto? Vorrei chiedervi, ad esempio, quanti di voi impiegati statali sono entrati senza “spinta”, magari di un sindacalista, di un politico amico di famiglia, di quel conoscente là etc. Io non ce l’ho mai fatta a vincere un concorso, perchè non ho santi in paradiso. Mi spacco la schiena da vent’anni e lavorando nel settore privato, se faccio troppe assenze, se non produco, mi sbattono fuori. Proprio l’anno scorso nella mia stessa azienda è stata licenzata mia sorella in tronco perchè tanto sotto i 12 dipendenti non c’è grande rischio di cause, e solo perchè non c’erano soldi. Il suo lavoro è ricaduto su noi tre che già eravamo oberatissimi. E pensate che possiamo esimerci? Ma spete quanto ci pagano? E sapete perchè i privati si dicono spesso costretti a fare questo? Perchè per pagare tutte ’ste tasse all’elefante stato che con la sua proboscite succhia con tanti sprechi, noi ci dobbiamo fare il culo a tarallo con straordinari non pagati, senza possibilità di avere aiuti perchè non si può assumere nessuno, perchè questo è e basta. Io dico, non so di quale Governo sia la colpa, ma qualche rimedio drastico bisogna trovarlo: forse una manovra di rottura – limitata nel tempo – che accenda dei fari sulle criticità è necessaria, di certo il risparmio perchè non c’è liquidità, sicuramente sacrifici di tutti per tentare se non altro di arrestare il declino. Poi, però, dovrà seguire una politica più equa e basata sul merito…Forse sarebbe la prima volta in questo Paese, ma sto a guardare, ci spero. Non ci sparo.
Laura, complimenti per la sintesi. In un breve post, sei riuscita ad elencare praticamente tutti i luoghi comuni che girano adesso sul “pubblico”. (e anche qualcosa sul “privato”)
Non ho voglia di polemizzare su ’ste cose: nel Teatro dei Pupi italiano c’è sempre l’ex alunno – ora genitore – scontento, la lavoratrice autonoma che ce l’ha con i dipendenti pubblici, il dipendente pubblico col suo repertorio di risposte e così via, in un tripudio di dialoghi tra sordi. Sono discussioni inutili.
Però ho una curiosità autentica, e quindi vorrei sapere da MC questo: ma se una maestra che guadagna sui mille euro al mese si ammala e, per non vedersi decurtati dallo stipendio i giorni di malattia, va a scuola lo stesso e impesta la tua bambina, tu sei più contento?
Lo trovi un progresso per il paese?
Se non volete capire che la dignità di chi lavora per lo Stato è la dignità dello Stato stesso, io non so che dirvi.
Posso dirvi solo che – sì, avete ragione – avete avuto cattivi insegnanti.
è passato il concetto che non mi importa che vada a bene a me: mi importa che vada male a te.
E’ stupefacente, ma è così.
Certo che molti insegnanti sono delle mezze calzette. E presuntuosi, per giunta, madonnasanta, che credono di saper leggere e scrivere solo loro e leggono e scrivono cumuli di banalità.
Certo che nel privato eccetera (peraltro, laura2, colgo l’occasione: io sono un dip pubblico entrato senza spintarelle). Certo che quello che volete.
E allora? Se mi tagliano una gamba non devo dire niente, non posso lamentarmi perchè a qualcun altro ne tagliano due? E i lav privato credono di poter sperare in qualcosa, se il clima di intimidazione si allarga anche ad altre categorie?
Mc, Laura2, le vostre considerazioni (sacrosante per altro) non fanno che alimentare una guerra tra poveri. Si sta male da una parte della barricata ma anche dall’altra, stanno male alunni, insegnanti e professori, stanno male lavoratori del pubblico e del privato e ancor più i disoccupati. Forse è su questo malessere generale e diffuso che bisognerebbe concentrarsi perchè è l’unione che fa la forza (e vabbè, concedetemi qualche luogo comune) e non questa continua puntualizzazione su chi sta peggio di chi.
potenza della catodica/dove ogni dramma è un falso
sarà dura estirpare (e infatti è chiaro che non ce la si farà) il vizio di fare i polli di renzo
e poveri sono poveri perhè sono fessi
poi è vero anche il contrario, che sono fessi perchè sono poveri
ma siamo sempre in zona
i mendicanti che si contendono il posto presso l’uscio del padrone, e si accusano a si menano
e i proci, che ridono
Oh Vis, sacrosante parole.
Sarebbe bello organizzare un vero stop generale, tutti fermi, immobili, nessuno a lavorare, nessuno a comprare. Uno stop che coinvolta tutti i settori… é un sogno vero?
Io non vedo nessuna guerra tra poveri, ma solo una sacrosanta sollevazione contro le corporazioni pubbliche ipergarantite che nonostante tutti i rpivlegi di cui godono spesso (non sempre per fortuna) forniscono ai cittadini un servizio indecente.
PreZ, vieni qui da me, vieni, ti ospito a casa mia e nel mio ufficio per una settimana, poi potrai rifare il tuo commento. Io ho a che fare anche con il pubblico quindi prendi due piccioni con una fava.
Così, giusto per non perdere il punto della questione:
Nei prossimi tre anni alla scuola si tolgono 8 miliardi di euro, circa 16.000 miliardi di lire. Per raggiungere questo obiettivo verranno licenziati 130.000 dipendenti e per questo motivo il sistema scolastico italiano dovrà riassorbire 800.000 alunni che rimarranno senza insegnanti. È come se svuotassimo tutte le scuole della Lombardia di docenti, bidelli, segretarie, dirigenti e lasciassimo dentro solo bambini e ragazzi.
Per porre rimedio a questo gigantesco “esubero” il ministro Gelmini ha deciso di aumentare il numero di alunni per classe, diminuire il numero di ore di lezione e chiudere le scuole più piccole: gli alunni saranno concentrati in grandi scuole, in cui staranno stretti e per poco tempo al giorno.
Tutto questo abbasserà la qualità dell’insegnamento, forzerà i tempi di apprendimento e aumenterà in generale il disagio degli alunni e dei loro insegnanti. In poche parole la scuola sarà solo più selettiva e non più efficiente così come vuol far credere il ministro.
E’ più chiaro, adesso?
Poi, se agli italiani non gliene fotte niente, ché tanto la formazione televisiva li soddisfa e gli basta, amen. Io sono una loro dipendente e do loro ciò che vogliono.
sollevazioni contro corporazioni ipergarantite?
stiamo parlando di banche, servizi essenziali e grandi imprese o ci siamo bevuti il cervello dopo l’immersione nella propaganda liberista?
Ma certo, 130.000 licenziamenti. Moriremo tutti!
Non capisco perchè ogni volta che si parla di statali,si percepisce il lavoratore maestro,poliziotto,ecc..
Sapete che esistono lavoratori statali che neanche immaginate? Veri pozzi senza fondo dove spariscono “veramente” i nostri soldi?
Aziende partecipate dallo stato che non avrebbero ragione di esistere?
Comunità montane in calabria che non esistono più da 50 anni!Tagliare si,ma dove si deve…
>Però ho una curiosità autentica, e quindi vorrei sapere da MC questo: ma se una maestra che guadagna sui mille euro al mese si ammala e, per non vedersi decurtati dallo stipendio i giorni di malattia, va a scuola lo stesso e impesta la tua bambina, tu sei più contento?
—- no, io sono contento se finalmente anche ai maestri mandano la visita fiscale a casa.
Sono contento se finalmente anche i professori si degneranno di non fare un mese di mutua se hanno un braccio rotto (visto con i miei occhi).
Se il prezzo da pagare è (potenzialmente) un raffreddore in più per mia figlia, ben venga.
>Se non volete capire che la dignità di chi lavora per lo Stato è la dignità dello Stato stesso, io non so che dirvi.
ma neanche per il cazzo (scusa il francesismo).
La dignità di chi lavora per lo stato è la sua (di lui) propria. Proprio come la mia lo è.
E’ ora di finirla di pensare che il parlamentare o il maestro o il comunale (che timbra e esce a fare la spesa, visti con i miei occhi: a me m butterebbero fuori il giorno dopo, giustamente) hanno più dignità di me.
Il mondo ha cominciato a peggiorare considerevolmente giusto dal momento nel quale i lavoratori della categoria “x” hanno cominciato a prendersela con i lavoratori della categoria “y”.
Intanto, i veri sfruttatori, nonchè palesi sobillatori della lotta delle “x” contro le “y”, se la ridono.
In pubblico si lamentano, e anche di come vanno le cose che dipendono da loro, tipo la produttività. Ma in privato se la ridono, e non par loro vero di vivere in un mondo così pieno di dabbenaggine. Dove uno che prende la migliaiata di euro facendosi un mazzo così attacca quello che prende una migliaiata di euro facendosi, a volte, un po’ meno mazzo.
—- “no, io sono contento se finalmente anche ai maestri mandano la visita fiscale a casa.
Sono contento se finalmente anche i professori si degneranno di non fare un mese di mutua se hanno un braccio rotto (visto con i miei occhi).”
Come volevasi dimostrare.
1) La visita fiscale per gli insegnanti c’è sempre stata. Prego andarsi a guardare la normativa degli ultimi 30 anni. Che la gente non lo sappia è desolante.
Brunetta l’ha semplicemente resa obbligatoria a partire dal primo giorno (prima lo era dal terzo) e ha allungato le fasce orarie in cui si può ricevere. Questo vuol dire che i medici fiscali trotterelleranno come tonti da un punto all’altro della città a guardarci in faccia mentre siamo in malattia (non visitano, lo sapevi?), e vuol dire che io adesso, per esempio, per andare a ritirare il mio certificato medico dal medico effettivo (quello che visita) manderò una comunicazione scritta alla scuola avvisandola, perché il medico riceve nello stesso orario della visita. Quindi la segreteria avviserà l’Asl che avviserà il medico che io, dalle 4 alle 5, non ci sono. Un trionfo dell’efficienza, sì.
2. Se io mi rompo un braccio, starò a casa per il tempo stabilito dal mio medico. Oggi come ieri. E giustamente, visto che l’Inpdap me la pago con le mie tasse.
Conclusione: si basa sull’ignoranza degli italiani, la politica berlusconiana. Niente di nuovo, del resto.
E’ ora di finirla di pensare che il parlamentare o il maestro o il comunale (che timbra e esce a fare la spesa, visti con i miei occhi: a me m butterebbero fuori il giorno dopo, giustamente) hanno più dignità di me.
———————-
secondo me non hai capito
Lia dice: se il dipendente pubblico ha una dignità, anche lo stato avrà dignità
dipendenti pubblici scannati e vilipesi contriubuiscono ad uno stato di merda
stesso discorso vale per tutti, ovviamente, anche per i dipendenti privati
tutti si lamentano di questo paese, ma che cazzo fanno a parte ripetere qualche cazzata sentita di traverso dalla t
Ho in mente paesi dove lo Stato è più solido e più efficiente che da noi. Uno che conosco bene è la Spagna, dove il primo stipendio di un professore neoassunto, tanto per dirne una, è di 1800 euro contro i 1200 italiani.
Non so, a me certe cose paiono ovvie: un dipendente dello Stato dovrebbe essere in grado di vivere, abitare, vestirsi con dignità. A me non pare che un “funcionario” spagnolo o i loro colleghi di altri paesi siano gli straccioni ridotti a capro espiatorio di un paese incattivito che abbiamo qua.
Dai dipendenti si riconosce il padrone, direi.
#23 – “Così, giusto per non perdere il punto della questione”… #30 – “Conclusione: si basa sull’ignoranza degli italiani, la politica berlusconiana. Niente di nuovo, del resto”…
:
- DL 112 del 25 giugno 2008 (“Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria”), art. 64 (“Contenimento della spesa per il pubblico impiego – Disposizioni in materia di organizzazione scolastica”), commi 2 e 6
- oppure comodo bigino:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5043&ID_sezione=29&sezione
comodo bigino niente, quello è un articoo di Ricolfi con le opinioni e le illusioni contabili di Ricolfi
e nulla toglie o aggiunge al fatto che il maestro unico sia una scelta che impoverisce l’esperienza degli alunni, dato per superato da tutta la pedagogia all around the world
il tutto per rispamiare quattro soldi che poi saranno bruciati in qualche bad company per far guadagnare gli amici
meglio spesi per educare i figli di tutti, che nelle tasche di questi mafiosi travestiti da uomini d’affari
(Scusate: metto un commento non per commentare – me so’ stufata – ma per capire come diamine si fa ad avere l’avatar.)
L’articolo di Ricolfi l’avevo letto a suo tempo e ci stavo già rimuginando perché c’erano due o tre cose che volevo verificare. Non ho ben capito che dovrebbe dimostrare, di primo acchito mi pare striminzito e debole sia sui riferimenti che proprio sulla logica. Da giornalista se vuoi fare chiarezza su un argomento confuso e sulle chiacchiere circolanti fai un lavoro più scrupoloso e accurato, non è che ti metti a replicare genericamente dando la tua opinione. Se no a che serve, se no a che servi?
Haramlik,
apprezzo moltissimo quello che stai facendo per far capire a chi non capisce quello che non si può capire.
Ho sempre detestato chi nella vita si piange addosso, sempre, sempre, ma vorrei che fose chiara una cosa e la dico a LETTERE DI MAZZACANE:
il fannullone, il disonesto, l’amorale verso il proprio lavoro e il proprio ambiente di lavoro c’è sempre stato, nella scuola e fuori, nel privato e nel pubblico, come c’è gente che si spezza la schiena in fabbrica e morirà incompresa e ripudiata.
Io dico una cosa, semplice:
se una persona si spacca il culo (e perdonatemi il livore e l’espressione) per anni per formarsi ed andare ad esmpio ad insegnare, tu non puoi retribuirlo come se tutta questa formazione non ci fosse mai stata.
Attenzione, non sto dicendo che tutti gli insegnanti sono bravi, tutt’altro, ma dico che tu, stato, devi garantire una cosa, una cosa sola: la DIGNITA’.
E non vale certo solo per la scuola.
Se il prezzo da pagare è un insegnante che si scalda il culo sul termosifone o che viene a scuola a infettare il bambino con la bronchite che ben venga, fanculo!
Perchè per questo insegnante che magari va a fare la spesa nell’ora di spacco noncurante di tutto, ce ne sono molti altri che danno anni di formazione e competenze impagabili ai fini della formazione di un allievo.
Io ho un rispetto sacro per gli studenti che ho spesso avuto e non ho lesinato mai un minuto di lezione, mai, e sono stata presente per qualsiasi loro esigenza, ma non mi sono sempre sentita capita. Ero capita con il cuore, forse per una semplice osmosi di umanità e basta, ma più di una sola volta mi sono sentita dire che Costantino Vitagliano o il sig. Briatore o la Puttanina di turno erano meglio di me perché nella vita avevano capito come si fa.
E io, miei cari amici benpensanti, devo ancora credere nel mio lavoro, con i troni di Mediaset al pomeriggio che al confronto quelli del gabinetto sono più dignitosi?
Io ci credo e ci crederò sempre perché non potrei fare altrimenti, ma capisco il malcontento di molti che ad un certo punto, forse sbagliando, mollano, ma difenderò a spada tratta anche le casalinghe mancate in cattedra, se necessario, perché davanti al mancato riconoscimento sociale e ad una dignità frantumata credo che occorra unirsi e non lottare fra poveri, appunto. Che poi poveri dentro non sono ed è una frase di cui si abusa che comincio anche a non sopportare più.
Tutto questo ha generato lo sfascio nella scuola, tu- stato- dai poco a me e io prof. do poco all’alunno e al genitore imbecille di turno. Sbagliato, sbagliato.
Poi ci si mette la Gelmini con classi gremite; ci andasse lei a schiattare in aule dove manco ti sentono all’ultimo banco, e a far tenere un comportamento dignitoso in aula e nei corridoi. Provasse lei l’ebrezza di insegnare a ragazzi indottrinati dai reality show e inebetiti dalla tecnologia del momento.
Per quanto mi riguarda, su questo argomento, sputerò veleno e basta. Almeno fino a quando le cose non cambieranno. Probabilmente mai.
E non rompessero più le scatole quelli che hanno avuto un buon insegnante, che ne rimirassero la fotografia, chè ve ne sono ancora di altrettanto bravi.
Ora, per favore, guardiamo avanti. Tutti.
P.S.
Perdonate l’eccesso di logos :)
“Far capire a chi non capisce quello che non si può capire.” Mi pare un’ottima sintesi, Morosita. :)
Prima una collega mi raccontava al telefono che da lei c’è un’insegnante neo-mamma che non vuole chiedere le ore di allattamento perché “poverini i ragazzi, poi perdono un pezzo di programma”. E le si sono sollevati i colleghi contro, al grido di: “Quest’anno gli eroismi evitiamoli, per favore, ché non è proprio il caso!”
E hanno ragione, e lo dice una che ne ha fatti a bizzeffe, guarda.
Secondo me finiremo col fare una specie di sciopero bianco, nelle scuole: non so quanta adesione ci sarà a quelli veri e propri, vista la povertà imperante, ma credo che diventeremo tutti molto più fiscali sul fare rispettare il mezzo diritto che ci rimane.
Detto questo, osservo che in questo paese sono tutti dei gran fautori della meritocrazia (giustamente: lo sono anche io) ma poi, stranamente, gli stessi cittadini arrabbiati che plaudono a Brunetta sono i primi che ululano fino al cielo se, meritatamente, gli bocci i pargoli.
Bah.
Allo scipero bianco ci penso seriamente.
Non so se sia fattibile, mia cara, ma ci penso ormai quasi costantemente.
In quanto alla contraddizione dell’ultimo capoverso,
non c’è che dire.
That’s Italy!
Ho appena parlato con un’amica che è medico ospedaliero, e mi raccontava di un suo collega che si era ammalato, poi si era sentito meglio ed era tornato al lavoro prima del tempo. Risultato: visita fiscale, non l’hanno trovato a casa (ci credo, era al lavoro…) e quindi giù lettere, certificati etc per giustificarsi.
Davvero, non ci vuole una lince per capirlo: fare scattare l’obbligatorietà delle visite fiscali al primo giorno di malattia creerà mostri burocratici e un mare di energie buttate. Alla faccia delle “norme per la semplificazione”.
E poi tassare le malattie, santo cielo. A quando il ritorno del lavoro minorile legalizzato, del ritiro dei permessi di maternità e così via?
morosita:
“Haramlik,
apprezzo moltissimo quello che stai facendo per far capire a chi non capisce quello che non si può capire.”
premessa sbagliata.
le premesse sono importanti: da lì si parte. inizierei semmai col cercare di condividere, dato il tema. dato tutto quanto detto (da altri) giustamente.
>Il mondo ha cominciato a peggiorare considerevolmente giusto dal momento nel quale i lavoratori della categoria “x” hanno cominciato a prendersela con i lavoratori della categoria “y”.
— ma torno a ripeterlo: se il mestiere di insegnante oggi ha una considerazione sociale pari a quella di un ramarro, e un tempo non era così, ci sarà un motivo? O è sempre colpa di berlusconi, del governo, dei tagli ecc. ecc.?
PErché non sento mai uno straccio di autocritica sui baroni universitari che fanno 10 lavori e non li trovi mai in aula o ai ricevimenti?
Perché quelli seri e motivati ecc. non fanno mai un corteo contro i colleghi palesemente raccomandati e ignoranti che scaldano la sedia tutto il giorno?
Perché sento sempre insegnanti lamentarsi di stipendi, orari, tagli (tutto giusto, per carità) e non sento mai una parola sulla torta dei libri di testo che cambiano ogni anno, e sono scelti proprio dagli insegnanti?
Potrei continuare per ore.
Ci saranno sempre i fannulloni e gli eroi ma nel mezzo ci sono tutti gli altri, tutte le persone normali, né eroi né fannulloni, che svolgono il loro lavoro al meglio se si sentono motivati in ciò che fanno. Lavorare per un obbiettivo, lavorare in un ambiente sereno, lavorare sapendo che il proprio lavoro verrà riconosciuto e servirà a qualcosa, significa lavorare meglio, ma le motivazioni non sono qualcosa che si può imporre o stabilire per legge. Non è denigrando i fannulloni o presunti tali che si invoglia gli altri, le persone normali, a sentirsi motivati.
Ma è il problema di questo governo, è la caratteristica di questa politica berlusconiana che pur non discostandosi per obbiettivi da una politica di sinistra, pensa di imporre la moralità, l’etica o le motivazioni con la stessa facilità con la quale si impone una legge.
I fannulloni esistono ed esistono i delinquenti ma insinuare che tutti lo siano salvo prova contraria non fa che accrescere il malcontento, il disinteresse, la sfiducia nel futuro di tutte le persone per bene.
Eppure che il senso di responsabilità non lo si raggiunge tramite la mortificazione dell’operato altrui, pensavano che fosse un concetto ormai acquisito.
@ rwidam
-La tautologia è la mia perversione.
>1) La visita fiscale per gli insegnanti c’è sempre stata. Prego andarsi a guardare la normativa degli ultimi 30 anni. Che la gente non lo sappia è desolante.
Brunetta l’ha semplicemente resa obbligatoria a partire dal primo giorno (prima lo era dal terzo) e ha allungato le fasce orarie in cui si può ricevere.
cerco che c’era, ma evidentemente, come per altri dipendenti statali, farla arrivare al terzo giorno non bastava. E perlomeno adesso quelli che si mettono in malattia per allungare il weekend non possono stare a spasso tutto il giorno.
Magari questo contribuisce a fargli fare meno mutua fasulla. Magari no, ma almeno è un tentativo.
La alternativa quale sarebbe?
Invece di piangere, fate una proposta sensata, realizzabile, pratica e che non comporti spese aggiuntive, anzi, che contribuisca a tagliare i costi.
>il ministro Gelmini ha deciso di aumentare il numero di alunni per classe, diminuire il numero di ore di lezione e chiudere le scuole più piccole: gli alunni saranno concentrati in grandi scuole, in cui staranno stretti e per poco tempo al giorno.
Tutto questo abbasserà la qualità dell’insegnamento, forzerà i tempi di apprendimento e aumenterà in generale il disagio degli alunni e dei loro insegnanti. In poche parole la scuola sarà solo più selettiva e non più efficiente così come vuol far credere il ministro.
— ora, questa è interessante.
In classe di mia figlia per tre volte la settimana stanno in classe fino alle 16.30. Dalle 8.30. Fate voi il conto di quante ore sono.
Io non ci credo che dei bambini delle elementari possano stare concentrati e attenti per tutto quel tempo, e infatti lei me lo conferma: per un mucchio di ore non fanno un cazzo e si annoiano. A volte fanno le prove delle recite e altre cose simili.
Quando ero ragazzino io stavi a scuola fino alle 12.30. C’era una sola maestra e e solo un paio di libri. Abbiamo imparato le stesse cose di base: leggere, scrivere, contare, qualche rudimento di storia e geografia.
Se il problema è dare un aiuto alle famiglie che non sanno dove parcheggiare i figli al pomeriggio (perché oggi le madri lavorano, perché non ci sono più le famiglie con i nonni ecc.), io lo capisco e lo trovo giusto.
Ma non stiamo parlando di insegnamento, stiamo parlando di assistenza sociale, ed è un tema differente.
>Lia dice: se il dipendente pubblico ha una dignità, anche lo stato avrà dignità
dipendenti pubblici scannati e vilipesi contriubuiscono ad uno stato di merda
ma che ragionamento è? Questa è la dimostrazione che certi insegnanti non vedono oltre il loro naso, che sono completamente autoreferenziali.
Le persone hanno la loro dignità, ovviamente a prescindere dal loro lavoro. Punto.
Cosa sarebbe la dignità dello stato? Lo stato non è una persona, lo stato è una forma giuridica.
Se per stato si intende il corpo sociale, allora è altrettanto evidente che la dignità dello stesso è quella delle persone che lo compongono. Tutte, non solo di quelle retribuite dal ministero.
@ morosita: non era tautologia, semmai un lapsus.
comunque odio fare le pulci o giocare di rimessa. però cerchiamo di giocare dalla stessa parte del campo. :)
“La torta dei libri di testo”… e quale sarebbe, di grazia? Il campione omaggio che mi danno per lavorare, a volte senza manco il cd???
Cosa credi, che ci diano i gadget?? :D E cosa, un quaderno omaggio?
Roba da matti.
Non si può discutere, in queste condizioni: qua c’è gente che parla dei fantasmi che ha nella testa, ed è come parlare coi matti.
“Torta dei libri di testo”. Insegnanti senza visita fiscale. Gente che sta a spasso tutto il giorno quando è in malattia.
Io mi arrendo, davvero…
Allora: prima, la visita era obbligatoria dal terzo giorno ma poteva arrivare anche dal primo, ok??? Se eri in odor di assenteismo, il preside te la mandava subito. Se no, ti arrivava dopo il terzo giorno.
Adesso deve arrivare obbligatoriamente dal primo, anche a quelli che fanno un giorno di malattia all’anno. E a prescindere dal preside, che sarebbe il dirigente e colui che conosce le persone con cui ha a che fare. Chiaro? Hai capito?
L’alternativa? Individuarli, gli assenteisti, e prendersela con loro. Non è difficile. In un’impresa, se uno ruba non abbassano lo stipendio a tutto il personale, giusto?
Nello Stato, per colpire il singolo assenteista colpisci milioni di lavoratori.
Come se avesse senso…
Non vi rendete conto, vero, che stanno pigliando per il culo VOI, non noi, con ’ste stronzate che vi bevete perché siete assetati di cattiveriucce da due lire?
Fanno passare tagli assurdi a dei beni che sono anche vostri (scuola, sanità etc) facendovi credere di stare punendo il Bieco Statale.
E voi, dal basso del vostro rancore coltivato tra propaganda e luoghi comuni, abboccate.
E vi tagliate i coglioni da soli, e pure contenti di farlo: perché io, in una scuola ridotta a uno schifo, continuerò comunque a lavorarci. Saranno i vostri figli, le vere vittime di questa svendita, non noi.
Soluzione al problema insegnamento è stata trovata in Gran Bretagna.Tutte le prestazioni di tutto il personale scolastico sono on-line.I professori devono passare degli esami per valutare la loro preparazione,esattamente come gli studenti.Gli insegnanti sono assunti a tempo indeterminato,ma in caso di “fannulloni” vengono ripresi e,in caso la situazione non cambiasse,licenziati.
Ripeto non è precariato,se fai bene il tuo lavoro,nessuno ti caccia.I vari voti on-line servono anche ai genitori per scegliere la scuola per i loro figli.Ma non dimentichiamo che di lazzaroni che vengono premiati perchè lavorano male,ne abbiamo visti fin troppi.I vari dirigenti di aziende pubbliche e non che hanno portato sul lastrico le suddette riempiendosi le tasche di denaro,mentre noi(mi ci metto pure io)siamo quì a disquisire a chi è più “pirla”(non offendetevi giuro che non è una parolaccia).
>Ho in mente paesi dove lo Stato è più solido e più efficiente che da noi. Uno che conosco bene è la Spagna, dove il primo stipendio di un professore neoassunto, tanto per dirne una, è di 1800 euro contro i 1200 italiani.
—- io lavoro da 15 anni, ho una laurea e ho una certa responsabilità. Sicuramente nel computo totale dell’anno lavoro più ore di un insegnante. Guadagno 1300 euro.
Come me ce ne sono milioni.
Per quale motivo voi dovreste avere TUTTI un aumento?
Ci saranno insegnanti migliori e peggiori, come in tutti i campi?
“Le persone hanno la loro dignità, ovviamente a prescindere dal loro lavoro. Punto”.
Certo, ma la dignità non è un concetto astratto.
Si corrobora nei fatti, nel riconoscimento reciproco, altrimenti si nutre di monologhi davanti allo specchio o nell’autocommiserazione.
La dignità, nel caso di un insegnante, è non assistere ad un genitore che si reca ai colloqui con l’aria di chi è stato sorteggiato alla lotteria della parrocchia e, tra l’adulazione (per tema di ripicche sul proprio figliuolo) e la finta competenza, si appollaia sulla cattedra e ti dice più o meno come dovresti insegnare al figlio Menandro e Boccazzio, perchè il figlio, cazzo, è un portento con l’I-Phone.
Dignità è non abbassare gli occhi quando paghi a rate una cosa che mi vergono pure di dire e l’intermediario (consulente, come cavolo si chiama) ti guarda dall’alto in basso ocn il ghigno di commiserazione come a dire “insegnante, eggià, povera illusa”.
Dignità è anche capire che debba smettere adesso.
Tanto siete tutti intelligenti qui, e basta prof. per stasera :)
@rwidam
Tranquilla, quando si gioca dalla stessa parte, mi troverai sempre. Anche dall’altra parte, come scassacazzo, però mi stanco subito causa paresse :)
c’è qualcuno in questo momento sintonizzato su un qualsiasi canale tv?
e c’è qualcuno che, nel frattempo, butta un occhio sulla borsa?
adesso, qualcuno, mi dice perché stiamo facendo il processo agli insegnanti?
così, per capire.
Haramlik,
poi dicono che uno fa tautologie..come vedi, è inutile.
Io ti faccio i complimenti per il coraggio di aver intrapreso. E poi in fondo era un OT, si parlava di Brunetta mi pare.
Siamo arrivati a parlare dei libri di testo, stavo aspettando per schioccare le dita ed è arrivato, voilà.
Sì, in effetti, gli insegnanti fanno il “comparaggio” come
alcuni medici con i farmaci.
P.S.
Avevo scritto un post che credo non sia passato perché c’era un link di un articolo molto esemplificativo che avevo scritto sul mio blog qualche mese fa.
Se non si può recuperare, lo scrivo qui e non per farmi pubblicità perchè non l’ho scritto io, purtroppo
(mese di luglio, sul mio blog, un articolo di Ilvo Diamanti uscito su Repubblica, crdo, qualche tempo dopo. Grazie).
>“La torta dei libri di testo”… e quale sarebbe, di grazia? Il campione omaggio che mi danno per lavorare, a volte senza manco il cd???
…
Roba da matti.
…
Non si può discutere, in queste condizioni: qua c’è gente che parla dei fantasmi che ha nella testa, ed è come parlare coi matti.
noto con piacere che il discorso viene spostato sul personale, dando del matto a chi ha idee differenti dalle proprie. Tu sei un insegnante, mi pare di capire: ti sembra un modo corretto di rapportarti?
Sui libri: io avrò le visioni, ma in tanti anni di scuola, mia e di mia figlia, ho visto cambiare regolarmente QUASI TUTTI i libri ogni anno. Sarà un caso? Serve davvero cambiare sempre il libro di matematica o di italiano?
Ho visto tanti esami universitari che guarda caso, necessitavano dell’acquisto del libro scritto dal docente. Ho visto gli stessi baroni FIRMARE il libro, in modo che non potesse passare di mano…
Comunque continuate così, non fate mai autocritica e pensate sempre di essere martiri: ci certo la vostra considerazione sociale ne trarrà grande giovamento.
Poldo,
io ho insegnato in Canada ed ero “on-line”, come dici tu.
Bene, benissimo, certo ero sottoposta al vaglio di docenti, genitori, alunni, rettore, etc, certo, non sbagliavo un colpo,ma era una scuola PRIVATA!
Se vogliamo questo, beh, allora ditelo.
I miei alunni avevano la giacchetta con cravatta e le ragazze le minigonne scozzesi e calzettoni. Pensa tu.
E pure l’armadietto dei telefilm.
>L’alternativa? Individuarli, gli assenteisti, e prendersela con loro. Non è difficile. In un’impresa, se uno ruba non abbassano lo stipendio a tutto il personale, giusto?
Nello Stato, per colpire il singolo assenteista colpisci milioni di lavoratori.
Come se avesse senso…
—- e come gli individueresti, se non mandando i medici a casa? Poi, se i medici sono compiacenti o non se la sentono di fare le persone serie, è un problema diverso e anche quello da risolvere.
La decurtazione dello stipendio dopo qualche giorno di malattia a me la facevano dove lavoravo prima, ed era il 2002, se non vado errato.
Io vorrei capire in cosa vi avrebbero “colpito”: se parliamo di licenziamenti, sono il primo ad essere dispiaciuto. Ma per il resto, francamente non capisco.
Difendete dei privilegi, bene, è un vostro diritto. Ma non fatelo passare come una battaglia sociale.
Mc,
ripeto: l’Università è un mondo a parte, nel senso che in Italia è abbastanza triste la faccenda.
Quello che dici è vero, ma come sempre, non sempre (perdona il bisticcio).
In Italia i dottorati si danno dopo palestre di leccaculaggini con salto con l’asta o maratona, nel senso di chi resiste più a lungo nell’abile specialità.
Dopo le cose possono cambiare oppure no.
E non c’entrano le competenze, ci sono persone per quanto preparatissime che hanno comunque bisogno delle suddette abilità.
Il problema dei libri di testo,
se mi consenti,
ha a che fare anche con l’organizzazione cognitiva di ogni docente.
Se c’è uno che sostiene che da lì si capisce meglio la regoletta anziché sull’altro o che, duole dirlo, la paginetta di storia sembra a lui docente più facile da spiegare perché c’è la didascalia o l’immagine di Charlotte Corday armata fino ai denti, uno che può fare?
ti assicuro che cambiando i libri di testo non si vince né Gardaland né un low-cost per l’Oktober FeSS :)
a morosì, non sei tautologica (forse pure, chissenefrega?) ma, cheppalle, tradisci intenti diversi da quelli che vuoi dimostrare (lapsus).
non sono spiegosa, sono sintetica, ma mi tocca dilungarmi, e che due maroni.
con la frase di cui allassù, invece di includere il più possibile tutti i lavoratori vessati, frustrati, minchia disfatti, tu ella, li hai sin dal principio esclusi dalla tua esperienza, la medesima che andavi siccome siddopo narrando, indi implicitamente mettendoli a parte della medesima.
LAPSUS!
tu volevi condividere eppure escludere, e l’escludere trovo, in questo dibattito, essere sbagliato.
uffilà, boia che fatica.
Intendevo dire che l’assunzione dallo stato non fa di te un semidio,ma sono anche convinto che chiunque faccia il suo lavoro in questo paese è sottopagato.Un’operaio specializzato in Germania guadagna 1800 €,io che sono un gradino sopra in Italia,se va bene prendo 1300€ con gli straordinari,e nemmeno tutto l’anno.Una base di 1100€.
Quì ci guardiamo nelle tasche gli uni con gli altri mentre i nostri stipendi non stanno al passo con l’inflazione.
Adesso non datemi del nostalgico-comunista,ma la “scala mobile” non era da abolire,e non lo ha fatto il centro destra(così non passo per comunista).
INTOCCABILI
di Sabrina Giannini
http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,RaiTre-Report%5E25298,00.html
Io non do del matto a chi ha IDEE diverse dalle mie. Do del matto a chi vede FATTI che non esistono, cosa che è propria dei matti, appunto.
Nella scuola, “torte dei libri di testo” non ne esistono, punto. Chiaro? Hai capito? Dici cose farlocche perché non sai di cosa parli, tutto qua.
All’università è diverso, perché un docente universitario è lì fondamentalmente per fare ricerca – l’insegnamento viene di conseguenza, sappilo, non certo come premessa – e la ricerca si traduce in pubblicazioni, appunto. Di conseguenza, il docente universitario è molto interessato a proteggere i propri diritti di autore.
Se non sai queste cose, è come se volessi parlare di fisica nucleare senza sapere le addizioni. Non è possibile, semplicemente, sostenere questa conversazione in modo sensato.
Quanto al come mi rapporto: ti faccio notare che al momento non sono in servizio e che tu non sei un mio alunno e non mi paghi.
Di conseguenza, mi rapporto come mi pare. E ci mancherebbe altro.
Infine: sono sempre stata un’appassionata fautrice della valorizzazione del merito, tra gli insegnanti: ho abbastanza curriculum per potermelo permettere e ci avrei solo guadagnato.
Invece mi sono pagata di tasca mia persino l’aggiornamento di quest’estate, ché ho lavorato praticamente gratis, ad agosto, all’unico scopo di impossessarmi, nel centro estero dove lavoravo, di tecniche e materiali per fare una programmazione ad hoc ai miei ragazzi di quest’anno, che sapevo che partivano da un livello basso visto che la scuola era particolare.
Tornata in Italia, mi sento dare della fannullona da uno che si chiama Brunetta e dalle capre che ha per fan.
Permettimi di essere definitivamente nauseata da questo paese e di mandarvi caramente al diavolo.
In queste condizioni, la mia categoria professionale può e deve solamente compattarsi.
I distinguo li faremo in un momento storico diverso, quando la gente come te ci avrà sbattuto il muso, sullo sfascio di ciò che è di tutti, e quando finalmente ci sarà voglia di uscire dalla propaganda e di vedere la realtà.
E con questa, scusatemi tanto, passo e chiudo.
Discutere non ha senso, davvero.
P.S.: http://www.gennarocarotenuto.it/3716-mariastella-gelmini-universit-pubblica-non-faremo-prigionieri/
ciò detto: vai morosita!
@rwidam,
non ti ho chiesto di spiegarmi perché sarei tautologica visto che l’ho detto io.
Ti ringrazio pertanto dello sforzo. Non era facile, era contorto e hai dimostrato notevole abilità logica e sforzo di analisi e “loquela argomentativa” visto che dici che sei sintetica. Credo che ora ti sia sembrata abbastanza di cui sopra per la quale per cui potrei ritenermi anche abbastanza soddisfatta, massì, ma in fondo perché no? Ammbarabàciccìcocò. E invece no, sento che in tutto questo, perdindirindina, mi manca lui, mi manca BROOONO!!! :)
P.S.
Ma Poldo è raccomandato che gli entra il link e a me no?
Ciò detto,
ho cambiato idolatria.
Da oggi è HARAMLIK il mio idolo.
Corro a stampare una sua effigie e ad approntare un tabernacolo.
Che Facci mi perdoni!
>la dignità non è un concetto astratto.
Si corrobora nei fatti, nel riconoscimento reciproco
…
La dignità, nel caso di un insegnante, è non assistere ad un genitore che si reca ai colloqui con l’aria di chi è stato sorteggiato alla lotteria della parrocchia
…
Dignità è non abbassare gli occhi quando paghi a rate una cosa
No: una persona dignitosa lo è a prescindere da quello che pensano gli altri di lui.
E ti faccio presente che le stesse cose che hai scritto sopra si applicano al operaio, all’impegatuccio e al pensionato. E ancor di più ai poveri precari di 30 anni con contratto da operatore call-center e stipendio da 600 euro al mese.
Però nel caso degli insegnanti bisogna tirare fuori la “dignità dello stato”. Per gli altri in difficoltà, no.
Bah.
“All’università è diverso, perché un docente universitario è lì fondamentalmente per fare ricerca – l’insegnamento viene di conseguenza, sappilo, non certo come premessa – e la ricerca si traduce in pubblicazioni, appunto. Di conseguenza, il docente universitario è molto interessato a proteggere i propri diritti di autore.
Se non sai queste cose, è come se volessi parlare di fisica nucleare senza sapere le addizioni. Non è possibile, semplicemente, sostenere questa conversazione in modo sensato.”
-I LOVE HER n.1-
“Quanto al come mi rapporto: ti faccio notare che al momento non sono in servizio e che tu non sei un mio alunno e non mi paghi.
Di conseguenza, mi rapporto come mi pare. E ci mancherebbe altro”.
-Temo che abbia molte più palle di me. Deve essere di sangue blu.
Mc,
CERTO che vale per tutti, ma che scherzi?
Qui si parlava di insegnanti, dunque…
Ovvio che con la dignità si nasce come quando si nasce signori e non strunz’, ma la dignità si alimenta anche con il riconoscimento sociale che talvolta è semplicemente il mezzo per esternarla, altrimenti certo che ce l’hai, ma rimane una cosa che non viene percepita ed in un lavoro come l’insegnante riconoscimento e credibilità sono i due concetti chiave.
per non incorrere in precedenti grotteschi, morosita, se vuoi possiamo sentirci via mail.
rwidam@tin.it
Se scopro che sei mia sorella,
sappi che ti dico “salutam ‘a soreta”.
Tout simplement.
>Io non do del matto a chi ha IDEE diverse dalle mie. Do del matto a chi vede FATTI che non esistono, cosa che è propria dei matti, appunto.
Nella scuola, “torte dei libri di testo” non ne esistono, punto. Chiaro? Hai capito? Dici cose farlocche perché non sai di cosa parli, tutto qua.
— cioè non ho visto docenti impreparati, professori che non si presentano ai ricevimenti, maestri assenteisti e baroni arroganti?
Non ho visto che moltissimi professori cambiano i libri di testo ogni anno, rendendo impossibile passarli dal figlio maggiore al minore?
Non ho visto i baroni universitari firmare i libri per non farli vendere usati?
Vai a dire ai tuoi amici non insegnanti che queste cose non accadono, e vedi cosa ti rispondono.
Tieni presente che non ne faccio una crociata contro una categoria. I comportamenti che ho evidenziato sopra sono propri di tutte le categorie: i furbi e i fannulloni ci sono nello stato come nel privato, ci mancherebbe.
Solo che nel privato la passi meno liscia e non ci sono levate di scudi lamentose ogni volta che qualcuno tira la cinghia, e non si tira fuori la “dignità dello stato” e “il futuro dei vostri bambini” per chiedere più soldi e se ti impongono di stare a casa quando sei malato.
>Di conseguenza, mi rapporto come mi pare. E ci mancherebbe altro.
— ma rapportati come vuoi, passa pure agli insulti personali e alle pernacchie. La tua dignità (Cit.) è solo tua.
>Invece mi sono pagata di tasca mia persino l’aggiornamento di quest’estate
— accidenti! Vuoi un premio per questo? Cosa pensi che facciano tanti altri lavoratori?
>Tornata in Italia, mi sento dare della fannullona da uno che si chiama Brunetta e dalle capre che ha per fan.
Permettimi di essere definitivamente nauseata da questo paese e di mandarvi caramente al diavolo.
— ancora insulti: “capre”.
Brunetta (guarda se mi tocca difendere Brunetta…) non ti ha dato del fannullone. Ha detto che colpirà i fannulloni: non è colpa sua se ti senti parte della categoria. Ma stai tranquilla: come al solito non succederà nulla, nessun assenteista verrà licenziato, nessun pelandrone verrà costretto a lavorare eccetera.
Per il resto, sulla tirata del paese nauseabondo, non capisco chi ti trattenga a restare in Italia.
ho una sorella, la vedo venerdì. nel frattempo se vuoi, sciogliamo la questione tautologia o lapsus, ma non è urgente. ed è, dato l’equivoco, in parte fuori tema.
ti auguro una buona notte.
Vabbè, basta
mò non ci appicichiamo più, semmai domani che non teniamo manco twitter per fancularci fino a notte alta.
- rwidam
ti auguro CARTESIANAMENTE buona notte.
-Mc,
ti prometto che se io e Haramlik (Lia??) partiamo dall’ Italia ti invitiamo per farci salutare col fazzoletto bianco sul molo modello Mario Merola. Però mandiamo le cartoline con l’indicazione per i libri di testo tramite soluzione di rebus e parole crociate crittografate.
[...] 1 Ottobre 2008 · Nessun Commento Ai miei quattro lettori, spendete due minuti del vostro tempo a leggere questo: La vignetta di Biani e l’aria che tira – Macchianera [...]
ma voi ci pensate a cosa sarebbe avvenuto adesso se una vignetta impostata allo stesso modo ma con diversi “bersagli” fosse apparsa su…chessò…Il Giornale o il quotidiano di AN?
“fascistiiiiiiiiiiii”….dissero tutti in coro. Invece la vigna la scrive un paraculo di sinistra ed è sacrosanta satira…mah!
e che a voi la sindrome da “compagni che sbagliano” ancora non vi passa…
Oggi è il 1° ottobre, mi ricordo di quando la scuola cominciava oggi. Per il resto, personale definizione dello spaccarsi la schiena: 10 ore al gg, un solo giorno libero per 950 Euro al mese (contratto a progetto); finite le 10 ore, insegnare ai corsi serali due volte a settimana per 150 Euro al mese (contratto a progetto). E adesso andate affanculo.
mc adopera argomentazioni di un qualunquismo imbarazzante.
Lui dirà che la metto sul personale, ma in effetti parla come certi individui molesti al bar, che dicono frasi fatte e le dicono forte e ripetute, un po’ per farsi coraggio, un po’ per cercare consenso e un po’ perchè è fino a lì che arrivano.
Di fronte all’osservazione che gli insegnati guadagnano poco, sa dire che anche lui è laureato e che guadagna 1300 euro.E allora? Qualcuno ha detto che SOLO fli insegnanti sono pagati male? Che chi ha il nick mc e una figlia con troppi libri di testo cambiati di continuo deve prendere uno stipendio basso? Non mi pare.
In generale, mc, pensi che il tuo reddito abbia più probabilità di migliorare se migliora anche quello di altre categorie di lavoratori dipendenti?
o pensi che se tengono alla fame prof e maestri a te ne venga qualcosa in tasca?
Mi rendo conto che uno che se parla di scuola mette insieme docenti universitari e maestre elementari non ha le idee molto chiare, ma santamadonna, che faccia uno sforzo.
Ti faccio una confidenza. Sono laureato, non insegno e il mio stipendio non è eccezionale. Non me ne dolgo, figurati che ho anche scelto il part time, ma voglio dire che il fatto che la mia (ehm) preparazione sia pagata poco (anche facessi il full time) non mi induce a dire che allora devono morire anche gli insegnanti.
Quanto alla dignità, scusa, ma hai detto un’altra cazzatiella. Quella che uno sente? ma và, dove l’hai copiata? dal compito della dottrina della parrocchia?
la dignità è poter fare delle cose degne, le quali, a volte (spesso) costano. Uno straccione non è dignitoso, magari è onesto, ma non dignitoso.
Come papa’ di un bimbo che tra un anno comincera’ ad andare a scuola sono molto preoccupato di quello che stanno facendo: i tagli sulla scuola ammontano a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni per il 2010, a 2.538 milioni per il 2011 e a 3.188 milioni per il 2012.
E tutti a parlare del grembiulino, del 7 in condotta, dei prof fannulloni….
ooohhh! Ci sentite? Stanno smantellando la scuola pubblica!
Ohhh!
STANNO SMANTELLANDO LA SCUOLA PUBBLICA!!!
Abbassate il volume di quel maledetto televisore!
http://orientalia4all.net/post/se-la-scuola-e-luniversita-diventano-peggio
>mc adopera argomentazioni di un qualunquismo imbarazzante.
Lui dirà che la metto sul personale, ma in effetti parla come certi individui molesti al bar, che dicono frasi fatte e le dicono forte e ripetute, un po’ per farsi coraggio, un po’ per cercare consenso e un po’ perchè è fino a lì che arrivano.
— io sono qualunquista, “non ci arrivo” eccetera.
Perfetto. Ora mi spieghi quali delle cose che ho detto sono INESATTE?
Se al bar parlano come me, non ti viene il dubbio che (forse) quello che dico è un sentimento diffuso?
Quando perderete questa spocchia elitaria da ceto intellettuale?
Torno a ripetere una cosa che ho chiesto divere volte ma alla quale nessuno risponde: se la percezione sociale del mestiere dell’insegnante oggi è così bassa, ci sarà un motivo?
>mc, pensi che il tuo reddito abbia più probabilità di migliorare se migliora anche quello di altre categorie di lavoratori dipendenti?
— no, non credo ci sia una relazione diretta. E non ho neppure nessun problema sul fatto che gli insegnanti rivendichino stipendi migliori e il mantenimento di certi loro privilegi. E’ un loro diritto, ci mancherebbe.
Solo, è veramente triste sentirli sempre e solo piangere, non fare un grammo di autocritica, non rendersi conto che a tutti sono richiesti sacrifici, e vedere che fanno sempre e comunque ricorso a motivazioni strappalacrime (“la dignità dello stato”, “il futuro dei bambini”).
>Mi rendo conto che uno che se parla di scuola mette insieme docenti universitari e maestre elementari non ha le idee molto chiare, ma santamadonna, che faccia uno sforzo.
- perché? non fanno entrambe parte della scuola? Non si parla sempre di istruzione e di insegnanti?
Mi pare di capire che gli insegnanti di questo thread non abbiano gran feeling con i docenti universitari…
>voglio dire che il fatto che la mia (ehm) preparazione sia pagata poco (anche facessi il full time) non mi induce a dire che allora devono morire anche gli insegnanti.
— oh signore… chi ha detto che devono morire? Fargli arrivare la visita fiscale il primo giorno di malattia equivale ad ucciderli?
Mi piacerebbe sentire anche qualche autocritica oltre ai piagnistei. Stop.
>Quanto alla dignità, scusa, ma hai detto un’altra cazzatiella. Quella che uno sente? ma và, dove l’hai copiata? dal compito della dottrina della parrocchia?
la dignità è poter fare delle cose degne, le quali, a volte (spesso) costano. Uno straccione non è dignitoso, magari è onesto, ma non dignitoso.
questa è fantastica.
Quindi, per il tuo modo di pensare, ad esempio Gesù non era una persona dignitosa.
Quindi, seguendo il tuo argomento, i ricchi sono persone degne e i poveri non lo sono.
Per coerenza, la dignità viene dall’essere riconosciuti tali dalla massa degli altri.
Bell’esempio di anticonformismo e di rispetto della individualità dell’uomo.
>E tutti a parlare del grembiulino, del 7 in condotta, dei prof fannulloni….
il “benaltrismo” è una malattia contagiosissima, vedo.
Mc:
Si ha dimestichezza e come dei professori universitari, ma, per quanto mi riguarda, qua già si sta affrontando un argomento spinoso di per sé e non mi sembra pertanto il caso di mettere tutto insieme dalla maestrina (detto con affetto) al barone docente di “Diritto e Metodologia della Minc… applicata”.
Lia (Haramlik, non so se sia il suo nome) ha ben esemplificato la questione delle baronie universitarie.
Io conosco molto bene le università perché in realtà è questo il mio lavoro, altrove, ma non credo che sia pertinente e non credo parimenti che, dimestichezza o meno, non si possa esprimere un giudizio DAL DI DENTRO per quanto riguarda la realtà scolastica altra che pure ho praticato.
Nessuno si piange addosso e comprendo benissimo Barynia, ad esempio, come comprendo le migliaia di persone con i controattributi che fa cose ai limiti della DIGNITA, appunto.
Il discorso è applicabile un pò a tutte le categorie NON casta che vigono nel nostro Bel Paese.
In quanto al riconoscimento sociale degli insegnanti, Mc, ti invito, ancora una volta, a riflettere. Qui non ci sono risposte aperte e tu hai ben detto, senza volerlo, parlando di “percezione sociale”.
E’ questo il punto. Perchè?
Ce lo chiediamo entrando in classe ogni giorno, per chi ci entra.
Io credo che sia una questione meramente economica, e non avrei mai pensato di arrivare a pensare questa eresia.
Se il ragazzetto sa che hai un cellulare di merda e lui no,
se il ragazzetto sa che hai una macchina di 41esima mano e lui no, se il ragazzetto torna a casa e si vede Corona e schifezza varia idolatrata, secondo te, che fa?
Ti dice, Prof. la prego, riprendiamo il Terzo canto del Paradiso?
E poi ci sono i professori, che hanno iniziato a non crederci più, a mollare, e a discutere nei corridoi di altro, considerando la scuola un impiego al pari di un altro rispettabilissimo lavoro.
La scuola non è un impiego come gli altri e non sto né osannando nè piagnucolando; lo sto dicendo perché è da un pò che lo sto capendo e fino a poco fa ero la prima a criticare gli insegnanti, come gran parte di voi.
Ora sto capendo molte più cose e sto cercando di difendere le mie nuove posizioni acquisite, soprattutto per me stessa che per voi, nel senso che non è il battibecco che mi interessa.
Mi interessa non girare a vuoto, tutto qui.
Mc,ti rigiro la frittata!Haramlik fa parte dei piagnoni che non fanno mai autocritica.Se non sbaglio è questo che dici,correggimi se sbaglio.Quindi non capisco dove vai a parare.Quindi cosa vuoi affermare oltrea negare ciò che dice Haramlik,che sicuramente non può rappresentare tutta la categoria degli statali,tra i quali,esistono veramente persone che sono pagate per “non lavorare”,
come gli operai dei cantieri di stato.Quindi quali sono le tue affermazioni oltre all’arte di citare gli altri ed attaccarti a singoli termini.Hai un pensiero tuo o no?
Ti ringrazio per la risposta.
mc, più parli più ne dici
se io dico che la povertà non dignitosa, non asserisco che la ricchezza necessariamente lo sia
se dico che uno basso non gioca pivot non ho affermato che uno alto invece sì necessariamente
si chiama condizionone necessaria ma non sufficiente
fai male a criticare gli insegnati
i tuoi devono essere stati scarsi un bel po’
quanto ai sentimenti diffusi, non è la diffusione, fra l’altro inoculata ad arte, che fa verità: con il tuo criterio, in Alalbama avevano ragione a linciare i neri
mettere insieme docenti universitari e maestri elementari, devo proprio spiegartelo ?(la boria intellettuale non è spontanea, le provocano le persone che non capiscono mai un pinolo)
a) si parlava evidentemente della scuola (diciamo dalle elementari alle superiori, a star larghi), non dell’università
b) che la condizione dei docenti universitari, a torto o a ragione non sia quella della maestrina, lo sanno anche i sassi, e nessuno fuori che te fa un fascio di erbe così diverse
quanto all dignità di gesù, fai pena a tirare fuori un esempio del genere, credente o meno che sia il ricevente della tua brillante pensata
se credi, paragoni un componente della trinità con un pezzente
se non credi, tiri fuori una figura non più che mitologica per utilizzarla del tutto fuori contesto
ma dove l’hai presa la laurea? in che cosa? che superiori hai fatto? ti rendi conto delle boiate che sforni a getto contunuo?
[...] da un giornale annacquato e anti-estremismi come l’Unità. Solo Bossi, che fa il ministro e non l’artista satirico, può ribadire impunemente, senza scuse e controscuse, che “per il fucile c’è sempre la prima [...]
Ok: la mia deformazione professionale da insegnante mi impone di spiegare ancora una volta la cosa ad MC. Se manco stavolta capisce, però, sarà il caso di riorientarlo ad altro thread.
1) Quando si parla di Stato e di scuola, ”la dignità dello stato” e “il futuro dei bambini” non sono “argomenti strappalacrime”. Sono il nodo della questione. Se non te ne accorgi è perché il qualunquismo di cui sei intriso ti ha reso una delle molte persone che, ormai, il senso dello Stato non sanno – proprio sinceramente – cosa sia e a cosa serva. Forse è da lì che bisognerebbe ricominciare. Quando, più su, dicevo che evidentemente avevi avuto cattivi insegnanti, volevo dire proprio questo. Si dice spesso che l’Educazione civica è stata colpevolmente trascurata, nelle scuole. Il risultato è che gente come te – imbottita di TV e mai educata a capire il senso della Costituzione e dello Stato – non si accorge manco più di cosa sia un’istituzione, e per giunta un’istituzione come quella scolastica.
Sì, stiamo parlando del futuro dei bambini. Lo capisci? Sì, stiamo parlando della dignità dello Stato, che non deve essere servito da straccioni mortificati ma da gente con l’orgoglio del proprio ruolo. Lo capisci o no?
No, non lo capisci. Ma non lo capisci perché lo sfascio già c’è, e tu ne sei un prodotto.
2) L’autocritica degli insegnanti. Se c’è una categoria il cui lavoro comporta la perenne messa in discussione di sé, quella è la nostra. Tu, è evidente, ignori completamente l’infinita mole di lavoro che esiste in questo senso. La formazione, l’autoformazione, l’aggiornamento, gli spazi di dibattito, di incontro e di lavoro che ci sono in rete e fuori, l’enorme mole di lavoro in buona parte volontario che ha permesso alla scuola di affrontare cosucce come l’immigrazione di questi anni, il costante rincorrere riforme del governo di turno per cui “aggiornati sulla didattica modulare”, “scordati la didattica modulare” e via dicendo.
Gli insegnanti, nella loro componente più sana, con la messa in discussione di sé ci convivono dalla mattina alla sera. Semplicemente, il Corriere non ritiene di doverci fare i titoli di giornale.
Il punto è che per te, “autocritica”, deve essere una cosa tipo 10 prof che si presentano da Maria De Filippi a confessare di essersi presi un ponte di troppo.
Be’, sì, in questo senso non è consueto.
Ma ci arriveremo, probabilmente.
3) Quanto detto sopra non toglie che, comunque, la scuola sia un ambito dove la mediocrità è presente e ben radicata. Esiste una mediocrità effettiva, incarnata da chi è finito nella scuola come ripiego, e una mediocrità di ritorno, di chi a un certo punto della sua carriera si è stufato e ha tirato i remi in barca.
Questo è dovuto al fatto che la scuola, per forza di cose, allontana i suoi elementi migliori, con poche ed eroiche – o nevrotiche – eccezioni. Perché, a parità di formazione culturale, di stress, fatica e responsabilità, se uno è bravo va a fare un mestiere per cui lo pagano meglio.
Ripeto: per chi è bravo, insegnare è un lusso che ci si concede per passione. Perché si sceglie di fare un lavoro che piace anziché un lavoro che renda.
Come è ovvio, un lusso di questo genere se lo concedono in pochi, e tra questi pochi le donne sono infinitamente più numerose degli uomini, per evidenti motivi.
Una persona sana di mente non si laurea (e non parlo solo della classica laurea in Lettere, visto che a scuola si insegnano materie scientifiche, diritto, economia e via dicendo) per andare a guadagnare – dopo anni di gavetta e precarieto pagato a stento o non pagato del tutto – mille e pochi euro al mese, abbonandosi per giunta al discredito che questo viziatissimo paese di figli unici getta addosso a chi ha valori non monetizzabili come, appunto, hanno i migliori tra noi.
Una persona sana di mente, se ha un’alternativa o se non ha proprio i sacri fuochi professionale, dalla scuola se ne scappa. Perché non ha voglia di spportare i vari MC in cambio di 4 lire, appunto.
E, fino a quando non ci si deciderà a mettere mano alla scuola VALORIZZANDO gli insegnanti anziché mortificandoli, le cose peggioreranno e basta.
Dignità dello stato è anche questo: fare sì che la gente possa essere orgogliosa di lavorarci dentro, quando adesso pare che una se ne debba vergognare, che ci si debba giustificare.
Infine: no, l’università non è scuola. Pare incredibile doverlo spiegare. A volte sono anche diversi, i ministeri che si occupano delle rispettive istituzioni. Un docente universitario è innanzitutto uno studioso e un ricercatore e DOPO, solo dopo, è uno che insegna. Lo capisci? La sua missione fondamentale è quella di fare progredire lo stato della conoscenza nel campo della sua disciplina, pubblicando i risultati delle sue ricerche. E non è che spiegarti questo voglia dire “non avere feeling con i docenti universitari”. Io ci ho lavorato per qualche anno, in università, e ho tutto il feeling che vuoi. Ma è un altro mestiere, proprio.
Poi, certo: tra la “licealizzazione” dell’università che si persegue da qualche anno e le terrificanti notizie che ho segnalato nel link messo al mio commento precedente, tra un po’ non esisterà nemmeno più, l’università intesa in senso autentico, in Italia.
E uno come MC non se ne accorgerà nemmeno, perché non ha mai capito che esisteva. In tv non glielo hanno detto.
Ultimo appunto sulla dignità: non so adesso, ma quando ero precaria io era normale che si venisse assunti a settembre e che il primo stipendio ti arrivasse a dicembre o gennaio. Dovere andare dal padrone di casa a spiegargli che non lo puoi pagare perché non hai ricevuto lo stipendio non è dignitoso. Può essere una cosa che ti fa somigliare a Gesù, ma non è dignitoso nel senso che comunemente si dà a questa parola.
Che il datore di lavoro che ti mette in queste condizioni sia lo Stato, è una vergogna per l’Italia tutta. O, almeno, per quella dotata di dignità.
premetto che Haramlik ha scritto un bel psto e che il suo commento qui sopra è anche meglio e che ne sottoscrivo la sostanza, però eccepisco su un punto.
dice Haramlik: “Perché, a parità di formazione culturale, di stress, fatica e responsabilità, se uno è bravo va a fare un mestiere per cui lo pagano meglio”
Non concordo.
La cd “bravura” è un concetto troppo vago e mobile e soggettivo. Uno bravo a insegnare non è assolutamente detto che sia bravo a fare altro.
Intanto, e già questo Haramlik lo dice, ma va sottolineato, molti dei titoli che ti mettono in cattedra non hanno pressochè altra spendibilità. O se ce l’hanno è nei Comuni, Province, Regioni, Ministeri, dove l’aspetto economico è paragonabile a quello degli insegnanti.
E poi, anche per quelle lauree che,come si diceva quando mi iscrissi io all’Università, ti aprono tutte le porte, ricordo che poi non è che dietro quelle porte ci sia qualcosa che si ti attagli. Ovvero anche un laureato in Economia o in Ingegneria, tipiche lauree “da mercato” piò non avere assolutamente le caratteristiche soggettive per lavorare in un’azienda. E quindi, più che per missione o per ideale, semplicemente insegna perchè è più adatto alla sua forma mentis.
Che non c’è niente di male, anzi.
Ma non è che se io mi trovo meglio (poniamo) a insegnare Diritto agli aspiranti ragionieri, per dire, anzichè scannarmi in tribunale contro altri avvocati o a fare il funzionario di banca algido e ben pagato, non è che ci sia un criterio morale. E’ che uno trova più bello per sè, più adatto fare l’insegnate a 1200 euro che altro al quadruplo.
1) Se l’educazione civica è stata trascurata la colpa è solo degli insegnati.
2) infinita mole di lavoro? ma di cosa stai parlando? Forse dovresti rivedere il tuo concetto di “mole di lavoro”, che non corrisponde alla vita reale di tutti gli altri lavoratori. E sarebbe anche ora di finirla con questo vittimismo. i dipendenti pubblici meno hanno da fare e più si lamentano, guardatevi intorno per aver eun’idea di cosa significa “mole di lavoro”.
Paco è un grande ad esempio.
Tipico personaggio che hai appena finito di apparecchiare la tavola sotto il suo naso ti chiede:
- “Perdona..la forchetta??”.
Paco è uno che si spacca il culo ad esempio. Lui sì.
Sì, concordo con quanto detto da Piti e mi ci riconosco anche.
Per Paco: rileggi la frase di cui parli, grazie.
Stamattina ho ricevuto una bella richiesta di raccomandazione per un concorso presso un ente pubblico. La media che ne ricevo è 4 a settimana. Che faccio? Gli diamo una mano ad entrare nel futuro inferno dell’impiego pubblico, vessati da Brunetta e company, violando qualsiasi regola morale, oppure rispondo loro che per il loro bene e per etica decliniamo la loro richiesta di aiuto e che vadano al collocamento o si mettano in proprio o che so, che espatrino? L’ulteriore beffa è che spesso, queste persone, non accettano una controfferta, magari in altro settore e allo stesso stipendio o anche superiore: pretendono di entrare lì e basta, pur non avendo magari i requisiti adatti. La morale quindi quale è: che l’italiano in pubblico magari protesta, ma in privato si fa i cazzi suoi, sentendosi più furbo di altri. Non mi sono mai sentita dire da uno di questi. “Sì, grazie solo per avermi dato una opportunità, non ho esperienza ma mi impegnerò, lavorerò sodo, all’inizio verrò pagata così ma non fa niente…”. Ma di che, sono tutti manager, tutti dirigenti, tutti superdotati, tutti meglio degli altri. Io ho iniziato a 18 anni a pulire i cessi in un Museo pubblico ed in una caserma alle 5.00 di mattina fino alle 13.00 compreso il sabato e nel 1988 ero pagata 400 mila lire al mese compresi gli straordinari! E ora, sono arrivata a poter essere io ad iutare gli altri…Ma andiamo, cominciamo con l’essere onesti con noi stessi se vogliamo cambiare le cose davvero….
vi scrivo dal pianeta papalla
io non sono entrato in ente pubblico con raccomanda
e di quella decina di persona che conosco bene all’interno di detto ente pubblico (notare il burocratese), nessuno ne aveva
ci sono, certo, ma è una esagerazione di comodo buttarla nel fanno tutti così. Come nel fancazzismo. Andate una settimana in anagrafe, in un urp che dico io, a uno sportello unico, poi vedete se quella elemosina del 27 non è meritata.
Siete usciti fuori tema (per restare ad argomenti scolastici). La presa di posizione di Haramilk è comprensibile e giustificata, ma lo spunto è inopportuno.
La vignetta di Biani non è satirica, non mi fa ridere affatto ed è del tutto fuori luogo per spiegare il malessere dei lavoratori.
Purtroppo è fin troppo evidente il richiamo a soluzioni in stile omicidio Biaggi/D’antona e la giustificazione di tale attegiamento è ancor più inopportuna sulla base delle motivazioni date da Haramilk.
A meno che non si voglia volutamente fare apologia di soluzioni terroristiche, nel qual caso parliamo di cose del tutto diverse ……..
Nel settore pubblico ci ho bazzicato ehm, elaborazione pratiche di invaldiita’ civile, su tre piani di uffici quelli che lavoravano erano si e no 5 toh, naturalmente fino alle 15. Ipergarantiti, e senza alcun mordente per aiutarsi a fare meglio e di piu’.
Non so se le misure del ministro vadano nel verso giusto, spero di si, spero che i cittadini vedano delle migliorie altrimenti non servono a nulla.
Del mondo della scuola nulla so, ma penso che se in Germania, Spagna o Svezia sono messi meglio e’ grazie anche al coraggio di cambiare e reinventarsi, e ad un clima di fiducia generale ormai totalmente perduto da noi.
Salve,
vi scrivo dall’ “ufficio sinistri” e volevo dirvi che il pesce ratto a me piace da morire.
C’è una cosa che mi gira in mente da ieri, nei discorsi di MC, ed è questo suo passaggio:
“supplenti che facevano stare due o tre bambini in un banco per mettersi al posto loro nel banco al sole sotto la finestra (”perché ho male al collo”)”
Ecco: ignoro come sia andata nel caso specifico ma, per come conosco io la scuola, le dinamiche sono queste:
c’è la supplente che, un po’ perché è insicura e bisognosa di lavorare e molto perché è giovane e entusiasta, va a scuola anche se ha male al collo. Di norma, un supplente lo devi proprio azzoppare, per farlo stare a casa.
La giovane maestrina entusiasta vuole essere simpatica, mettersi sullo stesso piano dei bimbi e credere in un mondo dove tutti si sono vicini.
Avendo, appunto, male al collo, le pare persino didatticamente indovinato fare leva sul senso di protezione dei bimbi e quindi dice: “Pierino, mettiti nel banco con Tommy e Sissy e lasciami l’angolino vicino al sole, ché ho tanto male”.
E così si siede pure nel banchetto del bimbo e fa lezione senza cattedra, nel più puro spirito del superamento della frontalità e tutte queste belle cose che ci insegnano ai corsi. E torna a casa contenta e congratulandosi con se stessa perché ha saputo sfruttare didatticamente pure il torcicollo.
Nel frattempo, Pierino torna a casa col papà e gli dice: “Sai, oggi ho ceduto il posto alla maestra perché aveva male al collo e doveva stare al sole.”
E il papà: “Come? E dove ti sei seduto??”
E Pierino: “Nel banco con Tommy e Sissy…”
Il giorno dopo, la direttrice della scuola chiama l’ingenua supplente e le comunica che ci sono state lamentele dei genitori perché pare che lei metta i bambini all’ombra per sedersi al sole.
La maestra ci piangerà o ci berrà su o andrà a farsi un’ora di corsa per togliersi l’incazzatura, dipende dai temperamenti.
Passato il primo momento, rielaborerà il tutto e capirà che la scuola non è come ci insegnano ai corsi, che fuori c’è un mondo nemico pronto a strumentalizzare qualsiasi cosa tu faccia e dica e che la tua priorità deve essere la tua salvaguardia, nel lavoro.
Diventerà un po’ meno giovane ed entusiasta ma sicuramente più esperta, e quindi in fondo professionalmente migliore.
E anche un po’ più vecchia.
Cambia gli ingredienti, ma questa parte della gavetta la abbiamo fatta tutti quanti.
Hara,
:)
[...] Di Haramlik via Macchianera [...]
>E’ questo il punto. Perchè?
Ce lo chiediamo entrando in classe ogni giorno, per chi ci entra.
Io credo che sia una questione meramente economica
— bah… scusami ma sembra una risposta poco sensata.
Pensi davvero che se la maestra guadagnasse 3000 euro al mese e potesse comperare il cellulare più bello sarebbe maggiormente rispettata da genitori e alunni e, soprattutto (perché questo è il punto), detti alunni imparerebbero meglio e sarebbero un giorno cittadini migliori?
>La scuola non è un impiego come gli altri
— credo che tanti dei problemi della scuola derivino proprio da questa convinzione.
SArebbe ora di iniziare a capire che il mestiere di insegnante è un lavoro come tanti altri, e come tale deve essere giudicato (costi, produttività eccetera)
>Quindi non capisco dove vai a parare.Quindi cosa vuoi affermare oltrea negare ciò che dice Haramlik,che sicuramente non può rappresentare tutta la categoria degli statali,tra i quali,esistono veramente persone che sono pagate per “non lavorare”,
come gli operai dei cantieri di stato.Quindi quali sono le tue affermazioni oltre all’arte di citare gli altri ed attaccarti a singoli termini.Hai un pensiero tuo o no?
— non capisco. Tutto quello che ho scritto fino ad ora è ovviamente il mio pensiero.
Non chiedo nulla ad Haramlik. Coglievo l’occasione per far notare come le rappresentanze degli insegnanti siano sempre pronte a lamentarsi in maniera anche eclatante di cose comuni a moltissimi altri lavoratori, e mai a fare un minimo di autocritica.
Tutto qui.
>se io dico che la povertà non dignitosa, non asserisco che la ricchezza necessariamente lo sia
se dico che uno basso non gioca pivot non ho affermato che uno alto invece sì necessariamente
si chiama condizionone necessaria ma non sufficiente
— Se la ricchezza è condizione necessaria (ma non sufficiente) per la dignità, ne consegue che un povero non ha le condizioni necessarie per essere dignitoso.
Questo secondo il tuo ragionamento.
>fai male a criticare gli insegnati
i tuoi devono essere stati scarsi un bel po’
— si, molti di loro sono stati molto scarsi. Mia figlia ha un paio di maestre molto brave e ne ha avuto alcune pessime.
>quanto all dignità di gesù, fai pena a tirare fuori un esempio del genere, credente o meno che sia il ricevente della tua brillante pensata
se credi, paragoni un componente della trinità con un pezzente
se non credi, tiri fuori una figura non più che mitologica per utilizzarla del tutto fuori contesto
— non capisco cosa avrei fatto di blasfemo.
Gesù era un “pezzente” (come lo chiami tu, con evidente disprezzo di coloro che non sono ricchi), tecnicamente parlando. Era un tizio che non possedeva nulla se non i suoi vestiti.
Secondo il tuo ragionamento era un uomo senza dignità.
>ma dove l’hai presa la laurea? in che cosa? che superiori hai fatto? ti rendi conto delle boiate che sforni a getto contunuo?
io mi rendo conto solo del fatto che qualcuno (non solo io) cerca di argomentare, tu e altri insultate e la volete mettere sul personale.
Comunicazione di servizio: qui, intanto il medico legale non si è ancora visto. Io sono in malattia da ieri ma riprendo servizio domani, quindi Brunetta dovrebbe sbrigarsi se vuole vedermi in pigiama.
Più plausibilmente, l’ultima parola sulle visite fiscali ce l’ha l’Asl, visto che dovrà pur farsi i conti su quanti medici ha, quanti malati ci sono etc.
Considerando che è stato calcolato (fonte it.istruzione.scuola) che ogni visita fiscale domiciliare costa all’asl sui 100 euro, suppongo che alla propaganda brunettiana in tv si contrapporrà un sano buonsenso da parte di chi effettivamente le amministra, le cose.
Io, intanto, ho appena mandato un’email alla scuola e all’asl per avvisarli che alle 5 esco per andare a prendere il mio certificato medico dal dottore.
E penso assorta ai due impiegati (uno a scuola e uno all’asl) che archivieranno la mia email etc. etc.
La burocrazia ha un suo fascino.
>Si dice spesso che l’Educazione civica è stata colpevolmente trascurata, nelle scuole. Il risultato è che gente come te – imbottita di TV e mai educata a capire il senso della Costituzione e dello Stato – non si accorge manco più di cosa sia un’istituzione, e per giunta un’istituzione come quella scolastica.
Sì, stiamo parlando del futuro dei bambini. Lo capisci? Sì, stiamo parlando della dignità dello Stato, che non deve essere servito da straccioni mortificati ma da gente con l’orgoglio del proprio ruolo. Lo capisci o no?
— mi spiace: non sono un consumatore di tv, mi capita di vederla quando mia figlia la accende e cerco di centellinarla anche a lei.
Educazione civica: ricordo che per una vita i miei genitori mi hanno comperato il libro di questa materia (perlomeno alle medie e i primi due anni di liceo, se non vado errato) e gli insegnanti di italiano e storia hanno sempre ben pensato di non farne uso.
Credo di avere assistito a tre lezioni di educazione civica in tutti quegli anni. Di chi era la colpa? Della televisione? Di Brunetta? Non degli insegnanti che pensavano che fosse una materia inutile?
>Il punto è che per te, “autocritica”, deve essere una cosa tipo 10 prof che si presentano da Maria De Filippi a confessare di essersi presi un ponte di troppo.
— sei decisamente ossessionata dalla televisione. Pensi davvero che sia il grande satana?
>Un docente universitario è innanzitutto uno studioso e un ricercatore e DOPO, solo dopo, è uno che insegna. Lo capisci?
— ne prendo atto. Credevo che un docente universitario dovesse in primo luogo insegnare.
>Una persona sana di mente non si laurea (e non parlo solo della classica laurea in Lettere, visto che a scuola si insegnano materie scientifiche, diritto, economia e via dicendo) per andare a guadagnare – dopo anni di gavetta e precarieto pagato a stento o non pagato del tutto – mille e pochi euro al mese,
— ti faccio notare che i mille euro al mese dopo la laurea li prendono non solo i bistrattati insegnanti, ma anche i praticanti del commercialista, il precario del call center, quello che in mancanza di altro deve fare il cassiere alla standa eccetera.
Lo vuoi capire che NON SIETE SPECIALI? Siete lavoratori come gli altri, con i problemi degli altri.
>E uno come MC non se ne accorgerà nemmeno, perché non ha mai capito che esisteva. In tv non glielo hanno detto.
questa della televisione è proprio un chiodo fisso.
E’ la solita storia elitaria: chi non la pensa come te è stupido e ingorante.
>Il giorno dopo, la direttrice della scuola chiama l’ingenua supplente e le comunica che ci sono state lamentele dei genitori perché pare che lei metta i bambini all’ombra per sedersi al sole.
— fantastico: adesso riesci anche a spiegarmi episodi vissuti da altri…
Comunque no, non è andata così. La supplente faceva stare i bambini in due o tre nel banco perché LEGGEVA per conto suo libri sotto la finestra tutta la mattina e LI MANDAVA ogni tanto alla macchinetta a farsi portare il caffé.
I bambini, abituati ad una maestra brava ed energica, dopo un paio di giorni di felicità per il classico casino da supplenza, tornavano a casa lamentandosi di queste stranezze e del fatto che si annoiavano tutto il giorno.
Io ci rinuncio!Lo scopriremo solo vivendo.Le scuole sono già iniziate e un Decreto Legge per apportare modifiche mi sembra esagerato.Una volta i DL si usavano solo in casi di grave calamità,ora sono la norma.Questa è la democrazia che cade dall’alto,senza nessuna discussione,non solo senza l’opposizione,ma senza insegnanti ne studenti.
Popolo della libertà…la loro di fare il cazzo che vogliono!
mc, è sempre la solita storia
che si parli di politica o di calcio, di lavoro o di cinema
se non capisci, nel caso inquestione quello che Hara, Morosita, il sottoscritto e altri hanno voluto dire, non possiamo farci niente
e se non tiri fuori gesù per giustificare gli stipendi bassi (la stronzata web dell’anno, senza ombra di dubbio), migliori di un po’ la figura da ottuso che hai sparso a piena tastiera
uno è anche libero di guarnire il pezzo di merda che gli faranno mangiare con una candelina, se crede di essere a una festa.
il problema è sempre quello dell’apologo di menenio agrippa (sforno citazioni per ottenere eccitazioni. Di morosita, per coloro che si mettessero all’ascolto solo ora).
Siamo un corpo unico. E se una parte di questo corpo decide di accettare della merda per pranzo (la candelina è un optional), quella merda se la becca tutto il corpo. E allora è epr questo che gli altri organi, quando ne incontrano uno del genere protestano. Mica per lui. Per loro stessi (sè medesimi? essi stessi? per costoro i quali? per proprio loro loro?)
lo so, ma purtroppo è anche vero che parlare con mc in questo momento è come parlare con un televisore. e sicuramente mc ha l’impressione di parlare con il politburo di stalin. per cui, sperando di non dover aspettare un ventennio prima che sia possibile ragionare, mi rassegno al fatto che non si può ribadire le stesse cose all’infinito, che fa un effetto avvilente di ecolalia. per strada, al bar, a casa mia, mi impegno ad accettare interlocuzioni, ma brevi. il luogo per esternare seriamente le cose d’ora in avanti è la piazza, o almeno me lo auguro.
di fronte allo tsunami di entusiasmo nazional-tribale accetto invece che per mc, qui e adesso, il bicchiere sia mezzo pieno
di merda.
>mc, è sempre la solita storia
…
(la stronzata web dell’anno, senza ombra di dubbio),
…
la figura da ottuso che hai sparso a piena tastiera
— insulti, solo insulti. Nessuna argomentazione.
Vai a rileggere il thread: io non ho mai apostrofato nessuno in modo maleducato, mi limito ad esporre idee, che come tali possono essere condivise o meno.
Tu, il prode democratico, il paladino degli insegnanti villipesi, invece di rispondere nel merito, sai solo metterla sul personale e insultare.
Bah.
Non hai esposto nessuna Idea!Quale sarebbe la tua idea?
Ti cito:
— non capisco. Tutto quello che ho scritto fino ad ora è ovviamente il mio pensiero.
Non chiedo nulla ad Haramlik. Coglievo l’occasione per far notare come le rappresentanze degli insegnanti siano sempre pronte a lamentarsi in maniera anche eclatante di cose comuni a moltissimi altri lavoratori, e mai a fare un minimo di autocritica.
Tutto qui.
scusami ma oltre questo,non hai detto un bel niente.
Anzi mi correggo.Sembra che sei tu quello piagnone che si lamenta.
Quindi tu puoi lamentarti e gli insegnanti no!
Questo è vero Comunismo.
Lavoratori tutti uguali,tutti poveri,presi a calci nel culo,precari.Tu giochi al ribasso.
boh, mc
piti ti riconosce pure come organo del suo stesso corpo, suggestionato dalla lettura dei classici. non mi sembra che ti consideri solo come un terminale per la ricezione degli insulti. si preoccupa di quello che pensi più di quanto tu ti preoccupi di cosa pensano gli insegnanti che sbatti in un solo calderone di bozzetti trucidi da giornalino di gian burrasca.
Mc,
sono stanca e, francamente, l’eccitazione per Menenio Agrippa e il nostro Livio di Macchianera (Piti), mi porta verso altri lidi nostalgici e di classico rimabmbimento.
Purtuttavia,
“…pensi davvero che se la maestra guadagnasse 3000 euro al mese e potesse comperare il cellulare più bello sarebbe maggiormente rispettata da genitori e alunni e, soprattutto (perché questo è il punto), detti alunni imparerebbero meglio e sarebbero un giorno cittadini migliori?”.
- SI’.
E non è mica per il cellulare e non è neanche da “imparerebbero in poi…”, semplicemente perché il danaro, vi piaccia o no, rende credibile ahimé tuto il resto e, che vi a ri-piaccia o no, MOTIVA.
Questo vale per tutti e non capisco, appunto, perché non dovrebbe valere per i prof. comuni mortali statali.
Direi, scusami, che per loro forse VALE DOPPIO (a insegnare a tante capa di minchia figlie di cape di minchie che non si sminchieranno mai, e non ce l’ho con te).
Sul resto glisso, ma mi viene in mente questo:
“La credibilità. Quando e perché la comunicazione ha successo”- Gili Guido
Now: PIGIAMA VOCAT.
Beh, sulla dignità ha ragione a mani basse il ‘povero’ MC: la dignità uno ce l’ha, oppure se la dà. Non aspetta che gliela diano il 27, altrimenti …
altrimenti, se avere dignità significa che il tuo cellulare deve essere più bello di quello del tuo alunno, abbiamo già decretato la vittoria per KO della buona Maria de Filippi.
Federico,
scusami, non voglio essere lesiva o offensiva perché su internet non sai mai chi hai davanti e non solo per questo,
ma non hai capito un cazzo.
Mai associato la dignità al 27 che se proprio vogliamo dirla tutta nella smorfia napoletana è il CANTERO.
Se ho detto questo, o mi sono spiegata male, e me ne scuso, o siete fessi voi.
Il cellulare è un’esemplificazione, un SIMBOLO, rimanda a concetti di riconoscimento sociale ALTRO.
Ciò non toglie che assistiamo ad un progressivo inebetimento delle masse ad opera di tecnologia più o meno inutile e dinanzi ai quali trovi i genitori che rimirano i figli come baccalà a bocca aperta perché in fondo com’è possibile che un figliolo che manovri un Mp3 non sia in grado di risolvere un problema di trigonometria o tradurti un periodo ipotetico?
Questo è più o meno il senso.
Ci siamo ragazzi, posso mettere il pigiama e andare a nanna o devo iniziare a fancularvi da sotto le coperte che l’I-Phone che, me tapina sfigata insegnante (?) – non ho?
Quanto al resto, che lo Stato tratti malissimo i suoi dipendenti, e gli insegnanti in particolare, è fuori discussione.
Quello che però non capisco è la coda fuori dalla porta.
Cioè, ad esempio: gli n-mila insegnanti precari che ogni anno deliberatamente optano per una scelta lavorativa suicida, perchè lo fanno?
(Per cortesia, non dite che è per vocazione. Potrei commuovermi)
Per vocazione. Molti.
La fessa che ti sta scrivendo, quando lo fa, ad esempio.
Ora piangi! Ma devi piangere molto che poco non mi accontento.
(Quello che hai espresso è vagamente ideal-classista e discriminatorio. Come dire, cazzo, perché ti sei iscritto ad una facoltà sfigata e lavori nella scuola?
Non potevi programmare meglio i tuoi mitocondri e farti piacere l’esame di Anatamia Comparata o Analisi II anziché intasare la Pubblica Istruzione?).
Ma che razza di domande-riflessione sono?
Se Haramilk non mi versa i contributi per come le sto tenendo in piedi il post, vi faccio vedere io cosa le combiniamo.
Brunetta ed io!
Scusa Morosita, effettivamente non ho capito.
Ma proprio non ho capito quello che hai detto (msg 113).
Cioè, ad esempio: non ho capito se sei d’accordo oppure no con la tesi che la dignità dipenda da quanto uno è ricco (ho capito bene almeno che il cellulare nuovo è un simbolo di ricchezza?).
Io credo che la mia dignità non dipenda da come tu mi tratti, o da quello che tu pensi di me (per fortuna). Credo che dipenda da come io sono quello che sono.
Che poi magari è vero che merito il doppio di stipendio, e nel caso degli insegnanti è certamente vero. Ma devo decidere, quando ne parlo, se ne parlo dalla parte del dipendente (che dice al suo datore di lavoro: pagami di più, perché la MIA dignità mi impedisce di lavorare per uno stipendio troppo basso) o come cittadino (che dice: la dignità dello stato ci impedisce di pagare così poco un insegnante).
Se ne parli da insegnante usando gli argomenti del cittadino è inevitabile che tu cada in un conflitto d’interessi (che oltretutto va tanto di moda). Perché l’applicazione delle tue idee politiche (le idee che tu hai in quanto cittadina) rischia di ingrossare il tuo portafoglio.
Con il che non sto dicendo che tali idee siano sbagliate, solo che sono fuori luogo, perché messe in imbarazzo dal conflitto di interessi.
—–
Anticipo la tua risposta: non ho capito comunque niente.
La differenza però è che, come già mc rimarcava, io non dico a te che tu non capisci un cazzo perché le tue idee sono diverse dalle mie.
Gessù, che discorso incredibile…
(Mor, scappa, questi so’ pazzi!!! :D :D)
avevamo una platea di idealisti e non lo sapevamo.
le dignità, per alcune anime candide in servizio permanente effettivo, non starebbe ANCHE nei soldi.
1) l’esempio di Hara, che chiedeva umilmente al padrone di casa di sospendere l’affitto perchè da supplente era pagata in ritarso, mi è sembrato lu-mi-no-so. Ma evidentemente qualcuno aveva gli occhiali da saldatore, perchè è rimasto nelle sue tenebre.
2) le paghe basse (per gli insegnanti come per chiunque) significano -se non hai altri cespiti da sfruttare- abitucci miserevoli, case disadorne, zero viaggi e quindi pochissimi contatti con il resto del mondo, pochi libri, cinema, teatro. Significa ripiegare un individuo,una persona dentro l’alveo ristretto della soddisfazione del minimo bisogno, e magari anche quello secondo modalità di ripiego. Significa POCHE OPPORTUNITA’. Sono dignitose le “poche opportunità?
Che questo stato di cose piaccia alla classe dirigente politica ed economica che ci ritroviamo è triste ma comprensibile. Si governa con poca fatica un popolo di scarsa apertura mentale che è conseguenza delle poche opportunità: a loro volta discendenti da redditi bassi (ok, non solo da questi, ma anche e inevitabilmente e soprattutto da questi).
Ma che dei contuncazzo purchessia, come mc e federico (che par di capire non fanno parte di nessun establishment, come me, morosita, hara, poldo ecc) sposino il moralismo fasullo della penuria, come non lesiva della dignità. fa francamente pena.
Che io speri di pagare poco il tecnico che viene a controllarmi la caldaia, può piacere o meno sul piano morale, ma c’ha una sua logica.
Ma che siano i riparatori di caldaie a bastonarsi da sè sulle palle dicendo che a guadagnare poco va bene lo stesso e la dignità non è in gioco, e gesù e barabba e le santemadonne, è sconcertante.
Prendono per buoni dei criteri che sono evidentemente nati da chi ha convenienza a far credere certe panzane.
Mc, io argomento. Sei tu che sei un capoccione. Sarà mica perchè prendi poco?
>Per vocazione. Molti.
— per vocazione alcuni, sicuramente.
Altri perché erano indecisi sul da farsi una volta finite le superiori e la facoltà è meno difficile di fisica, per dirne una.
Altri ancora perché (come accade nei concorsi per i comunali o al ministero) tutto sommato se entri hai la speranza di fare un lavoro “sicuro” e con minor stress del commerciale che deve fare fatturato ogni mese, altrimenti non prende la provvigione e/o non gli rinnovano il contratto.
Per il resto, direi che le posizioni reciproche sono chiare.
Io sostengo che gli insegnanti sono una categoria che ha pari dignità di quella degli altri lavoratori (e ci mancherebbe altro), che ha tutti i diritti di rivendicare stipendi migliori e la tutela di alcuni provilegi.
Aggiungo però che se la stima della stessa categoria presso il corpo sociale ha raggiunto livelli bassissimi la colpa non è certamente solo dei governi e della televisione, e se ne parlate con chiunque non sia insegnante avrete ampi anedotti a conferma.
Aggiungo che nel momento in cui a tutti i lavoratori del paese si chiedono (anzi, si impongono) sacrifici, le sollevazioni di scudi per la visita fiscale a casa il primo giorno di malattia fanno non solo sorridere, ma un pochino anche indignare.
Aggiungo che il misurare la dignità altrui sulla base dello stipendio (e degli status symbol che questo comporta), a me che sono da sempre una persona di sinistra, sembra una barbarie talmente colossale da farmi restare incredulo che a scriverla siano degli insegnanti.
Finisco constatando che il cercare di ragionare con taluni che sono insegnanti, esprimendo idee differenti da quelle del coro, non provoca dibattito: le risposte vanno subito a finire sul personale fino a sfiorare l’insulto. Se queste sono le persone che devono insegnare ai miei figli l’atteggiamento critico e il ragionare con la propria testa nei confronti del mondo, credo che effettivamente la scuola sia messa male e il problema principale non sia nella mancanza di fondi.
Per chiudere: la vignetta dalla quale è scaturito tutto era di pessimo gusto. Lungi da me voler censurare qualcuno o pensare che uno squilibrato possa andare a sparare istigato da un disegnino, ma sarei curioso di sentire le grida degli stessi che hanno difeso questo scarabocchio nel caso in cui avesse rappresentato una testa quadra padana con la pistola che minaccia Napolitano per avere la secessione.
[...] dal “mondo dei blog”. Oggi accenni sul Caso Biani, con citazione per il post di Lia su Macchianera. Poi qualche parola sui tanti interventi sul boom di Facebook, ad esempio quello di Zambardino, o [...]
>Mc, io argomento. Sei tu che sei un capoccione. Sarà mica perchè prendi poco?
— Vuoi sapere chi sono io? Vuoi sapere chi è la persona che con tanta facilità etichetti?
Eccomi:
io credo di guadagnare quello che merito. Non è molto, ma lo ritengo adeguato ad una persona che non ha capacità fuori dal comune, soprattuto in un momento in cui le aziende hanno difficoltà enormi a stare sul mercato.
Invece di piangere, quando posso faccio qualche lavoro in proprio (consulenza), sul quale pago regolarmente delle tasse fuori dalla grazia di dio, ma questo è un altro discorso.
Non guardo la tv e cerco di farla guardare il meno possibile a mia figlia, che stimolo alla lettura e alla curiosità verso la scienza. Soprattutto cerco di insegnarle l’atteggiamento critico verso le istituzioni e il pensiero comune, che sono degni di rispetto sempre, ma che possono essere condivisi solo dopo aver ragionato autonomamente. (Per inciso: in tanti anni di scuola, non aver MAI incontrato docenti che abbiano spinto al ragionamento personale è quantomento curioso).
Anche se non ho il cellulare ultimo modello e ho una automobile di 900cc di cilindata vecchia di dieci anni; credo di avere una certa dignità, che viene dal fatto di manetere in maniera onesta la mia famiglia, e dal tentare di vivere secondo adeguati principi.
Ecco, ti ho risposto.
E aggiungo che questo atteggiamento di considerare stupidi tutti coloro che non la pensano come te è veramente desolante.
Piti, la tua concezione di dignità è misera e da (piccolo) borghese. La dignità è un valore dell’io, non spetta agli altri misurarla.
Carissima Haramlik, ed è stato un vero piacer, credimi, sapere che esisti, io scappo, come ben consigli, ma non prima di dire a mc il cui nick ricorda una vaga formula di Einstein, beffa delle beffe plurime,
che:
- aspettavo solo il momento in cui dicessi che Fisica o facoltà scientifiche fossero più semplici e che della predisposizione e passione personale non se ne tenesse conto e , beh, questa cosa è arrivata.
In fondo stavo per preoccuparmene.
Perdonami, e mi fermo qui, perché in modo iniquo, forse, si sta sovrapponendo ai miei occhi la tua immagine a quella di altri che per anni ho detestato e non sopportato, per cui il dialogo sarebbe inevitabilmente NON sereno, e non mi pare il caso.
Ti rispondo, però, da idealista del cazzo forse, da una che ha avuto una passione dall’età di 8 anni- modello folgorazione sulla via di Damasco- pur essendo parimenti in grado di risolvere complessi problemi di Fisica dall’età di 16:
NON ESISTE una facoltà più facile di un’altra.
ESISTONO le predisposizioni che vengono, più o meno, incanalate, rafforzate, etc. e non si mai detto che un LAUREATO è meglio di chi la laurea non ce l’ha.
Cazzate, scusa ma qualche parolaccia ora la dico, puttanate.
ESISTONO persone intelligenti, persone che possiedono una capacità di studio, dicasi metodologia, epistemologia di base rispetto alle cose studiate, la LOGICA, che vale per una versione di greco come la terza legge di Newton, per il tuo nick name al quadrato come per il Rebus della Settimana Enigmistica, per un ragionamento sull’estetica kantiana come per la comprensione di un sintagma in tedesco, per la critica alla situazione geopolitica in Cecenia come per la vignetta di un Biani (uno a caso :)
Nella vita occorrono tre cose, anzi quattro:
-Passione
-Onestà intellettuale
-METODO e Capacità critica
-Tenacia
Stare a discutere con uno che, perdonami, ha in testa simili CATEGORIE di giudizio che Kant al confronto impallidirebbe, fa precipitare la mia dignità sotto ai piedi.
Sì, la dignità di un super- cellulare che corro a comprare perché, sì, tutto il problema in fondo era lì.
Il resto è noia.
TELA
Morisita, è inutile che ti alteri, non lo dico io, che oltretutto ho una laurea non scientifica.
Lo dicono le statistiche: le percentuali di chi finsce rispetto a chi inizia, per certe facoltà sono ben diverse.
“Se queste sono le persone che devono insegnare ai miei figli l’atteggiamento critico e il ragionare con la propria testa nei confronti del mondo”
Se ti capitassero un paio di queste suddette persone,
dovresti solo accendere un cero a San Giuseppe da Copertino (1603-1663), protettore degli studenti e dire “ammmèn” ogni qual volta tua figlia si siede nel banco (ammesso che la truce maestra dell’asilo dell’altra glielo permetta e non le chieda di stare su un piede solo, dietro la lavagna, a leggerle le pagine di “Visto” o a passarle la bottiglietta di acetone, all’uopo).
Mai pensato che è perché hanno scelto secondo STATISTICHE, appunto, e indici di borsa previsionali anziché indole, talento e motivazioni personali?
Se ti interessa,
ho un paio di amici che stanno ancora annaspando per concludere lauree in sociologia, lettere moderne e lingue.
Ti garantisco che non sono del tutto imbecilli.
Così come la figlia della mia estetista, una ragazzetta che ha dimestichezza infinita con le meches e le novità sui rossetti a lunga tenuta (per carità, l’ofanità è lecita e sacrosanta e non preclude a niente, ma per dire che perde molto tempo in sciocchezze) si sta incredibilmente laureando in Medicina dove, come in OGNI facoltà, un minimo di costanza ed applicazione è richiesto.
Che te ne pare? eccezioni? Naaa.
Semmai il mistero delle lauree del nuovo ordinamento che è un altro bello discorso che non intraprendo.
Rischierei di trasformarmi in Hulk o ne:”La bella e la bestia”, nella parte della Bestia.
Morosita, tutto molto bello e tu scrivi in un modo che fa intellettualmente rizzare. Però dimostri una certa furbizia nell’uso di espedienti retorici, tanto da non farmi credere molto alla tua onestà intellettuale :)
Per dirne una, cerca “facoltà facile” con google e poi dimmi se quello che ha detto mc, che è diverso da quello che gli hai messo in bocca, non è vero.
Here,
ho googlato ed è uscito un forum di psicologia.
Che artifizio retorico è?
In cosa non sarei onesta? Se ho traviato qualcosa sono pronta a rifarlo!! :)
La cosa più desolante del tuo commento resta una avverbio “intellettualmente” (e io che stavo già a confezionarmi il calendario!! :)
Morosita, io non ho detto che tutti quelli che fanno certe facoltà sono dei perdigiorno.
Dico che, purtroppo, certe lauree per qualche motivo sono più semplici da portare a termine. E aggiungo che non è giusto, e dovrebbero essere proprio i docenti di queste ad incazzarsi per essere considerati un facile aprrodo e selezionare meglio.
Però la realtà è questa, e lo sappiamo tutti. Sappiamo tutti che ci sono tante persone che fanno scienze della comunicazione (tanto per dirne una) perché è considerata una laurea semplice.
hereare, la mia concezione della dignità è quella di uno che non ama raccontarsi fandonie.
Chi crede che la dignità sia un a prescidere da è un povero illuso. O credi che essere costretti a negarsi una sera a teatro o non poter viaggiare non siano lesivi della dignità.
Piccolo borghese. Che ottuso. Io parlo di opportunità di crescita che passano anche dalla disponibilità di mezzi e quello pensa ai pulloverini.
mc, se data la tua incapacità a capire la pagine scritta avessi fatto uno sforzo nel rileggere, capiresti che il problema della dignità e del denaro non è in sè nello stauts symbol. Prova ne sia che discuti con Hara e morosita che trasudano cultura, interessi, ampiezza mentale da ogni pixel (morosita trasuda anche sesso, ma questi sono fatti miei).
Poi, che presentarsi come un barbone non aiuti la credibilità è un fatto. Ma morosita e Hara parlavano di denaro come opportunità, evidentemente. Evidentemente ma non per te.
” la tua concezione di dignità è misera e da (piccolo) borghese. La dignità è un valore dell’io, non spetta agli altri misurarla.”
A me non sembra molto difficile da capire. Ci sono due piani diversi. C’è la dignità personale, e quella te la dai tu, con la tua forza, con la tua personalità, educazione, punti di riferimento, valori, etc. E poi c’è la dignità sociale. Questa ti deriva dal riconoscimento del tuo valore sociale.
Ai dirigenti delle aziende viene dato riconoscimento monetario e di rappresentanza maggiore di quella dei suoi operai. Ovvio che un dirigente possa essere super pagato ed essere moralmente e personalmente una persona senza dignità, ma ciò non toglie che in società il suo ruolo viene riconosciuto e compensato di conseguenza.
Ora, con tutto l’approccio egalitario che uno può avere, gli insegnanti hanno un compito importante, l’educazione dei bambini-ragazzi , mica ca**i, è giusto che anche PUBBLICAMENTE venga riconosciuta questa loro particolarità ed è giusto che gli insegnanti possano essere in grado , economicamente e no, di poter accedere a tutti gli strumenti per potenziare questa possibilità. La retorica del piccolo maestrino che con una misera paga lotta indefessamente per i suoi allievi , mantenendo la sua dignità ha valore poco più di fiaba. Se c’è qualcuno che lo fa, bon, meglio per i bambini, ma lo spirito di abnegazione non dovrebbe essere obbligatorio.
Non si tratta di sfoggiare l’ultimo modello di telefonino, si tratta di dare incentivi , ANCHE economici per permettere all’insegnante di mantenere ad un certo livello la sua preparazione. Che contempla anche viaggi, spettacoli, etc…tutte cose che, ahimè, costano. E che però, servono a mantenere quello stato ” superiore” , anzi, no, diciamo uno stato ” altro” rispetto ad altre categorie, che dovrebbe essere dell’insegnante.
Ho riletto il tuo commento che copio e incollo:
“facoltà è meno difficile di fisica, per dirne una.”
Stabiliamo il criterio di difficoltà e la sua antitesi che è facilità. Sperando che trattasi di criterio biunivoco, da qui potremmo iniziare un ragionamento e azzardare un qualche sillogismo, se la luna è buona.
Suggerimento:
1) si intende meno difficile nel senso che OGGETTIVAMENTE lo è (sull’Oggettivamente ci sarebbe da discutere eoni, ma vabbeh)?
2) si intende meno difficile nel senso che tale è RESA da docenti squinternati e incompetenti (rischiamo di tornare al discorso sulla preparazione della categoria- docenti, per cui: cappiooo!)
3) si intende meno difficile nel senso che, data una NON preselezione all’inizio del percorso accademico, si genera sbandamento e approssimazione collettiva da parte di docenti e studenti o,viceversa, data una selezione che permetta una precedenza elettiva a chi decide quella determinata facoltà si garantisce serietà di intenti e severità negli sbarramenti e/o superamento esami?
4) si intende meno difficile perché ci hanno insegnato che chi capisce l’algebra è più dotato di chi scrive :”Mario mangia la mela” o dice “Mario eats an apple?”
5 (varie ed eventuali):
si intende più facile perché in quella facoltà si reperiscono più facilmente spinte e raccomandazioni ed idem dicasi per il prosieguo professionale per la serie: “Pasqualino,a zio, pigliati ’sta laurea che dopo fai il commericialista nella ditta di vernici di zio?” (il che inevitabilmente incide anche nel profitto inducendo a svegliarsi dal torpore del ritmo di un esame all’anno per la serie:” tanto dopo che vado a fare, la morta di fame che commenta su Macchianera?”).
Partiamo da uno di questi “assiomi” e spieghiamoci.
ma ben vengano gli incentivi, ci mancherebbe!
Però mi pare che la scuola si muova in maniera corporativa; mi spiego: io non sento mai gli insegnanti dire che vogliono essere valutati in maniera meritocratica, che vogliono che quelli di loro che sono raccomandati e impreparati possano essere licenziati, che vogliono che i migliori siano premiati e i peggiori no.
Non li sento mai dire che tante risorse (in tempo e soldi) sono sprecate anche a causa di scelte discutibilissime fatte da loro, dalle varie direzioni scolastiche eccetera.
Senti solo “lo stipendio”, “la visita fiscale”…
>servono a mantenere quello stato ” superiore” , anzi, no, diciamo uno stato ” altro” rispetto ad altre categorie
— ma perché??? perché “altro”. Perché solo gli insegnanti devono essere “diversi”?
Solo loro fanno un lavoro importante e difficile?
Sono solo loro che possono crescere se si possono permettere un libro o un teatro in più? Il livello culturale di una società si alza solo se i maestri possono fare una vacanza a Parigi e resta tale se questa vacanza la può pagare l’operatore del call center?
In un momento in cui lo stato non ha un centesimo per nulla, siamo sicuri che gli stipendi degli insegnanti siano la priorità assoluta? Io non lo so, non sono un economista, ma almeno il dubbio me lo pongo.
>2) si intende meno difficile nel senso che tale è RESA da docenti squinternati e incompetenti
…
3) si intende meno difficile nel senso che, data una NON preselezione all’inizio del percorso accademico
—- queste due sicuramente, anche se sono contrario alle preselezioni
>si intende più facile perché in quella facoltà si reperiscono più facilmente spinte e raccomandazioni
— questa forse, ma non ho riscontri, quindi mi astengo
Va bene, mc,
grazie per la tua lettura, non scherzo:)
Io avevo inteso più facile da un punto di vista delle materie ossia fisica vale 10 letterature inglesi.
Queste, sì, sono delle eventualità, ma in quanto tali anche non verificabili (nel senso che possono anche non verificarsi).
mc, scusa, ma perchè dici “solo loro” parlando degli insegnanti?
Io non insegno.
E -guarda mo’ che ho anch’io la mia dignità (piccolo borghese dice hereare, che invece ne ha una concezione da librino di catechismo della prima comunione). E quindi:
a) non credo di essere (scusa la semplificazione) da meno degli insegnati o di avere esigenze umane, culturali, sociali ed erotiche inferiori agli insegnanti.
b) non mi infastidisce, anzi mi corrobora l’idea che gli insegnati chiedano di più, sebbene io non ne faccia parte e sebbene non mi creda più trogloditico di loro. Semplicemente penso che le positività ne producano altre. Se la maestra o il prof cominciano a stare su paghe tedesche, per dire, non mi tolgono niente. Anzi mi danno la possibilità di dire “anch’io”.
Il gioco al ribasso, ribassa tutto.
E tu insisti con solo loro (gli insegnanti): ma qui nessuno dice che debbano essere solo loro. Ma certo che se un insegnate entra in classe con la scarpe bucate, con tre libri comprati all’anno, due cinema e tre giorni al camping Zadina di Cesenatico perchè di più non può, beh, quello non può essere un buon insegnante.
Poi Hereare, che invece si muove nell’empireo di ’sta cippa dirà che è piccolo borghese. Termine che non conoscerebbe neppure, se non ci fosse aìstata alle spalle qualche forma di possibilità economica.
Ah, MJ! ;-)
Piti,
però al “camping Zadina di Cesenatico” mi ci porti, eh?
Venga, non ” viene”
Taci, Piti, che mi corri dietro a Morosita.
( anche se il suo spirito piace anche a me )
Cerco di spiegarmi meglio.
Io sostengo che gli insegnanti abbiano lo stesso diritto di rivendicare migliori condizioni di lavoro e migliori stipendi dei metalmeccanici, per dire.
Però, per esperienza diretta e per quello che vedo adesso come genitore, trovo che la categoria (con tutta la approssimazione che comporta il generalizzare) sia carente. Carente come motivazione, come preparazione, come fantasia, come legame alla realtà che li circonda.
Poi è ovvio che ci sono quelli bravi e che si sbattono.
Inoltre, lo ho scritto sopra, mi infastidisce il considerarsi una casta di eroi, di speciali che invece la società martirizza. Ecco, io credo che si tratti appunto di lavoratori come gli altri, e che come per tutti noi oggi la vita sia più difficile.
La differenza è che lo strapparsi le vesti degli insegnanti ha ben più risonanza di tanti precari a 900 euro al mese, di gente con il contratto appeso a una valutazione oggettiva di produttività (“non hai fatto i numeri”) o con la provvigione e lo stipendio da fame.
Ecco, nel momento in cui lo stato e le aziende chiedono a tutti i lavoratori dei sacrifici, non capisco perché gli insegnanti debbano considerarsi avulsi da questo discorso.
MC, hai un po’ stufato con questa storia del privilegiati.
Gli insegnanti fanno un lavoro SPECIALE. Sono più importanti dei notai, degli avvocati, dei pompieri, perfino dei poliziotti e dei carabinieri.
Gli insegnanti insegnano a piccoli cittadini ad essere grandi cittadini. Insegnano loro le basi per essere persone, e via via che il grado di scuola avanza, dalle elementari fino all’Università, gli insegnanti hanno il compito di dare gli strumenti affinché il Paese sia, diventi, resti, un grande Paese.
Non siamo al pari. Non facciamo tutti lo stesso lavoro.
Se domani il mio lavoro scomparisse (faccio l’amministratore di sistema, rete e mi occupo di sicurezza inormatica), non succederebbe niente.
Se domani sparisse il mestiere degli insegnanti, perché nessuno vuole farlo perché non permette di vivere, tutto il Paese andrebbe in malora.
Gli insegnanti devono essere pagati. TANTO. Ma tanto davvero. Devono essere motivati. Devono vedere che più fanno, meglio lo fanno, più vengono gratificati. Devono avere tutti gli aggiornamenti del caso, sia sul metodo di insegmanento (si dice didattica, giusto?), sia sulla loro specifica materia. Dall’italiano alla fisica, passando per storia, latino, inglese, statistica.
Il lavoro che fanno è costruire le fondamenta: se le fondamenta fanno cagare, al limite puoi farci star sopra due piani, tre forse. Di certo non un grattacielo.
En passant, mia madre mi ha ricordato pochi giorni fa una cosa che diceva una delle mie due maestre delle elementari e che mi ero scordato. Siccome ho una pessima calligrafia e mia madre chiedeva se la cosa era preoccupante (ai suoi tempi lo era) la maestra le disse di non preoccuparsi, ché quando avrei finito le scuole io si sarebbe scritto col computer e non era il caso di perdere tempo con la calligrafia. Ho finito la quinta nel 1986, la maestra era più visionaria di Nicholas Negroponte.
Mi porto tutto “cucinato” da casa così non spendiamo soldi ed una scorta di matite rosso/blu.
L’attività mattutina consisterà nella sistemazione certosina di una griglia per il barbecue serale a base di pesci che andremo a rubare nell’acquario del camping, al quale parteciperanno tanti invidiabili colleghi e colleghe con la borsa Alviero Martini.
L’attività pomeridiana consisterà nella correzione di compiti in classe e lettura volantini negozi tecnologici per individuare il miglior rapporto qualità-prezzo di un cellulare.
L’attività serale consisterà nella lettura di passi scelti della sottoscritta dell’Anabasi di Senofonte e del terzo libro dell’Iliade ad opera di Piti, concentrandosi, in modo particolare, sulla lettura dell’esametro. Ad ogni accelerazione del ritmo del suddetto, Morosita scriverà un commento ad mc intimandogli di sputtanare Piti su Macchianera al grido di “Incompetente” o “Ladro di termosifoni!”.
L’attività notturna consisterà in varie ed eventuali adoperandosi particolarmente sul risparmio della batteria ricaricabile torcia elettrica in tenda.
Il post di cui sopra era per mc che dice che siamo martiri e ci facciamo frustrare in processione.
;)
>MC, hai un po’ stufato con questa storia del privilegiati.
Gli insegnanti fanno un lavoro SPECIALE. Sono più importanti dei notai, degli avvocati, dei pompieri, perfino dei poliziotti e dei carabinieri.
Gli insegnanti insegnano a piccoli cittadini ad essere grandi cittadini
— ecco, questa è una mia impressione personale, temo allora che negli ultimi 20 o 30 anni abbiano fallito nettamente, vista la deriva della società e la considerazione di cui godono nella stessa.
Non voglio essere noioso, ma non può essere solo un problema di stipendi.
Ho un’idea (per stemperare)!
Vogliamo scrivere TUTTI una lettera alla maestra di mc dicendole che era solo una vigliacca LADRA DI TERMOSIFONI (sì, anche lei)????
mC,
ma che anche tu possa essere stato un genitore “derivato” in questi ultimi 20, 30 anni te lo sei mai chiesto?
(ora scoppia la catastrofe. lo sento.)
“Gli insegnanti insegnano a piccoli cittadini ad essere grandi cittadini” è la migliore battuta della settimana, complimenti Spider hai un futuro come comico, magari fai domanda a Zelig. Prima però dovresti farti un giro in qualche classe per aggionrare i tuoi codici, mi sa che sei rimasto un po’ indietro sullo stato dell’insegnamento in Italia.
Paco,
speriamo che non “aggiorni” il codice da Vinci che potremmo ritrovarci tutti con l’apice della Piramide inversé del Louvre sotto al cu..
Io confido sempre nel codice della strada.
Un altro sforzo e ci siamo quasi, poi anche la satira sarà regolamentata e sarà il governo a stabilire chi la fa e di cosa potrà parlare.
>Vogliamo scrivere TUTTI una lettera alla maestra di mc dicendole che era solo una vigliacca LADRA DI TERMOSIFONI
— nah… era la supplente.
La maestra secondo me e mia figlia è molto brava.
>ma che anche tu possa essere stato un genitore “derivato” in questi ultimi 20, 30 anni te lo sei mai chiesto?
— se capisco bene quello che vuoi dire, la risposta è sicuramente si, eccome se me lo sono chiesto. La risposta non sono in grado di dartela, perché tutto sommato non sono sicuro di quello che penso, però posso assicurarti che mi sono sempre posto molti dubbi su me stesso, e molte volte non ne esco bene.
Morosita: perché discutere se sia vero o no che esistano facoltà più facili di altre non sposta il cuore della questione. Google, certo sommariamente, rileva la presenza della domanda, e poco importa se sia fondata o meno. Ma del resto perché mai la facilità non dovrebbe essere uno dei parametri di scelta, in compagnia magari di altre condizioni accessorie quali la distanza, la città e la presenza di amici?
Poi, siccome con gli anni sto diventando sempre più democristiano e confuso, aggiungo una piccola nota in senso contrario: mi sembra ovvio che un governo come questo, che del marketing fa il proprio dio, punti più sul percepito che sulla realtà. Dal basso della mia esperienza posso dire che di teste di cazzo nella pubblica amministrazione ne ho incontrate parecchie, ma in numero decisamente inferiore rispetto alle persone oneste e che lavorano con coscienza.
Piti: sei cretino tre volte. Una perché hai detto una cazzata ma non hai il coraggio di ammetterlo. Due perché sei astioso, e questo ti porterà a morire da solo in uno ospizio e senza affetti. Tre perché ci provi con Morosita mentre stavo cercando di intortarmela io.
MJ: posso accettare la tua definizione di dignità sociale. Ma la dignità (e basta) è un’altra cosa e non si misura col denaro.
Stringo virtualmente la mano ad mc (non scherzo), finalmente hai argomentato il tuo pensiero,peccato che ci hai messo due giorni.Monello!
Su alcuni punti,posso essere anche d’ accordo,su altri sono in completo disaccordo.Tendi a fare di tutta l’erba un fascio,menomale che hai specificato che la maestra di tua figlia è brava.
Quindi esistono insegnanti bravi!Meno male!
Lo sapevi che più di 20000 insegnanti DI RUOLO si trovano ad insegnare materie non loro?
Sono gli insegnanti di religione assunti dal 2004 ad oggi.
Mica insegneranno tutti religione no?Ma ormai sono assunti dallo stato,sono garantiti,e li mettiamo ad insegnare italiano ecc.
Sarà forse anche questo che ha portato questa ondata di qualità di cui parli?
Anche io conosco una professoressa di filosofia che dispensa a TUTTE le sue classi 1 e 2,come se giocasse alla schedina.Ma non posso dire che siano tutti così.
Purtroppo,e credo si tratti della famosa dinamica del “Ma chi me lo fa fare”.Se tutti rubano e la corruzione dilaga,chi me lo fa fare ad essere onesto.Sono gli onesti che lo prendono nel culo.Io stringo i denti,ma non vi nascondo che un pochino,comincia a bruciarmi ;P
Secondo me mc è un pusillanime.
Teme che la maestra della figlia legga Macchianera e faccia come “Giachetti lo boccio”.
(http://it.youtube.com/watch?v=DGTyydThPNc) in “Non ci resta che piangere”.
In ogni caso, mi riferivo alla TUA di maestra, quella che ti ha reso così PERSPICACE ai nostri occhi (scherzo, eh).
@Hereare:
certo che potrebbe essere un parametro, niente in contrario. Ribattevo solo a mc quando pensavo che volesse fare i distinguo tra facoltà e materie, dunque individui, di serie A e di serie B.
In quanto agli intortatori, che dire?
Io non vedo l’ora di andare al camping Zadina di Cesenatico che sembra uscito da una pagina di Ammaniti.
Poi da lì migrerò per Milano ad incatenarmi sotto la casa di Facci per un sit-in al fine di vederlo lanciare dal balcone un paio di mutande Facci’s.
Vediamo, chi di voi ha coraggio?
Se si fa avanti mc,
mi metto in malattia e chiamo la supplente del termosifone.
Ommioddioooo…
Arrivati alle mutande di Facci, mi fermo.
mc,
non mi fare il moralista. Orsù.
Tanto abbiamo capito tutti che hai una tresca con la supplente e mò vuoi fischiettare e fare l’indifferente.
Morosita mi dispiace, ma sono un vigliacco. Preferisco lasciarti così come ti immagino, un butterato quarantenne in sovrappeso di fronte ad un tavolinetto da PC in melaminico color faggio, con indosso solo delle mutande sbrindellate e un paio di pantofole in lana merinos acquistate in una televendita.
Here:
eehhh???
Mi dai del quarantenne brufoloso in sovrappeso?
Almeno cinque in meno, perdinci!
anni, chili o brufoli, morosita? ;)
>non mi fare il moralista. Orsù.
— è che proprio facci in mutande non è la mia cup of tea. Peraltro, anche la supplente in realtà non è che fosse una gran cosa.
Meglio in vestaglia e mutandoni di lana, hai ragione.
hereare:
1) il fatto di tirare a morosita è la prova onotologica che non sono così cretino
2) la cazzata sulla dignità della miseria è tua. Cocco. Potresti aggiungere che il denaro non da la felicità, così, per proseguire sulla strada dei pensieri profondi.
No hai capito che esiste un set di favolette, nelle quali credi come un bambino, fatte apposta per metterlo nel culo alle persone e dire che è cosa buona e giusta. La dignità che prescinde dal denaro ne è un esempio preclaro. E quando ai tuoi figli avranno i denti marci perchè non hai diecimila euro di dentista, mi penserai e capirai che avevo ragione.
3) non so se sono astioso e non mi frega un cazzo di niente di morire solo. E poi faccio sacrifici umani al mio unico dio: il puffo brontolone.
Non mi va di lascir correre le stronzate, anche se mi farebbero morire in compagnia. Tua, magari. Puah.
4) mi hai fatto ridere con la storia del quarantenne butterato.
Peccato saresti simpatico, ma sei un moralista da quattro soldi: e siccome sono solo quattro, perdi in dignità.
Se dico che gli insegnanti devono essere pagati tanto, perché adesso non lo sono, è inutile che mi veniate a dire che dovrei andare a vedere come stanno le scuole perché è *esattamente* ciò che stavo dicendo.
Non ho nemmeno bisogno di entrarci a scuola, perché sono passati vent’anni da quando ho fatto le elementari ma mi ricordo quando i genitori compravano la roba di cancelleria perché la scuola non aveva i soldi, ad esempio.
Come pensate, mc e Paco, che un’insegnante trovi la motivazione di fare bene il suo lavoro se viene umiliato continuamente? Come potete pensare che uno abbia la voglia di sacrificare soldi propri e ferie estive per un corso di aggiornamento, se l’unico metodo che viene trovato per punire gli approfittatori (che ci sono) è quello di mandare la visita a casa a tutti, anche a chi si prende un’influenza l’anno (tre giorni di assenza) ?
Ci sono sistemi per premiare quelli bravi (far fare agli alunni test uniformi in tutta italia ogni anno o ogni sei mesi, ad esempio), ma ci vogliono soldi.
non credo ai test uniformi
se io alleno carl lewis bambino e tu un ciccione sesquipedale, io vinco sempre anche se sono un allenatore scarso e tu bravo
un insegnante di scampia non può essere messo in competizione con uno di bologna centro
già nella stessa città, fra istituti diversi o addirittura sezioni diverse delleo stesso istituto è evidente che ci sono “utenze” scolastiche differenti
le prove, non vorrei fare don milani in 16simo, ma servono a marcare le differenze che già esistono
Piti sì, credo profondamente che il denaro non faccia la felicità. Anche se grossolana, mi sembra una buona sintesi delle nostre differenze e la accetto.
Dovresti chiudere i tuoi interventi con una bella signature. Io ti consiglio questa:
“Alboreto is nothing!”
certo, e tu “pace e bene da padre Mariano”
sai cosa mi sta sulle balle: che tu, come i pensatori di grana grossa quale palesemente sei, non capisci che l’idea del denaro non è per forze quella dell’uso statussimbolico, ma quello di mezzo per la liberazione dal bisogno, l’aumento dell’esperienza, lo sviluppo delle opportunità e la liberazione dal bisogno.
Ah, io sono di famiglia benestantuccia: da ragazzo ebbi gravi problemi alla vista. Mi salvarono alcuni interventi in cliniche private anche straniere, per le quali i miei spesero quello che costava una casa, al tempo (quasi 30 anni fa). Ricordo quelli dimessi dall’ospedale pubblico e che non poterono fare di più. Rimasero ciechi.
hai capito, adesso, coglione?
Alcuni ancora lo aspettano…Gesù intendo.Secondo i cattolici dovrebbe tornare.Non credo che qualcuno gli darebbe retta.Praticamente sarebbe un “Barbun” dicono a Milano.
Stanotte, a proposito dei discorsi qui sopra,
mi è venuta in mente questa scenetta che mi si consumò davanti agli occhi qualche annetto fa:
- Rappresentante di libri: “Dico davvero, è un manuale di retorica di cui NON potrà fare a meno. 12 comode rate da 10 euro e sarà suo a meno che non paga tutto ora. Non saprei….
- Prof: “Se pago tutto ora ho uno sconto?”
Poi uno dice i professori, i soldi, la dignità e il michiofonino.
Piti, senza un test unico di valutazione, come si stabilisce il merito di scuole e insegnanti?
spider, appunto. Personalmente, per la mia esperienza di sudente dalla prima elementare alla tesi di laurea, per quello che ho osservato per parenti, amici e umanità varia, trov che la misura del merito degli insegnati produca più danni, ingiustizie e paradossi grotteschi.
Capisco che in mondo che è ossessionato dalla misura della produttività sia una frustrazione dire “in questo caso non si può”. Ma, a mio parere, in questo caso non si può.
Ho avuto insegnati formalmente inappuntabili, che rispettavno il programma, che compivano tutti i passi prescritti, ed erano inguaribilmente mediocri. Altri molto più frou frou ma bravi, che ispiravano passione per il sapere, o almeno interesse, e davano visioni nuove.
Come anche insegnanti metodici e bravi e insegnanti frou frou non bravi. Ma in ogni caso, incommensurabili: sfuggenti a ogni metro precostituito. Come dice Hannibal a Jodie Foster, giù nella prigione: ” E tu vorresti catturare la mia anima con quel ridicolo questionario?”
Ecco, più o meno…
Poi, considra, come dicevo nell’altro commento la variabile rappresentata dai ragazzi: da dove vengono, da quali famiglie, con quali vantaggi o svantaggi.
Quando facevo il liceo gli insegnati si bullavano molto, fra il detto e il non detto, di come erano bravi misurabdo i risultati medi che ottenevano dai ragazzi e le carriere universitarie e professionali dei loro ex allievi. Ma era gente, scusa il termine un po’ ridicolo, scelta.
Insegnassero alle professionali, dove anche l’ABC della lingua italiana era un Everest.
Ripeto, vuoi mettere qualunque scuola di borgata o di qualche zona disastrata d’Italia con quelle frequentate dalla borghesia?
Credimi, la misurazione degli insegnanti è un tacòn peggio del buso.
Sì, piti, va bene, ma in qualche modo bisogna scremare chi fa da chi non fa o è incapace.
Se la dottrina Brunetta non va bene, perché di fatto spara nel mucchio e come sempre chi viene penalizzato è chi fa il suo lavoro onestamente, qualche altro metodo va trovato.
Perché è indubbio che ci sono dipendenti pubblici (insegnanti compresi) che se ne approfittano. E anche io ne ho incontrato qualcuno, tra medie e superiori.
Allora, come si fa per “colpire” quelli poco buoni? O si valuta quello che riescono a fare, o dà maggiore potere discrezionale al preside. Quest’ultimo espediente, però, non funziona. Se non ho capito male tu lavori nella pubblica amministrazione, io ci ho a che fare molto da vicino. Avrai visto che nessuno osa licenziare chi non fa il suo dovere e se succede è un’eccezione che finisce sui giornali.
Un sistema secondo me va trovato, per premiare le insegnanti come Lia e punire quelli come la supplente di MC.
Ahahahah, piti non so se sei più cretino o merda, dico sul serio eh.
Liberazione dal bisogno! Ma ti sei guardato in giro, cretino? Secondo te oggi siamo più o meno liberi dal bisogno rispetto a ieri?
E poi, merda, non vorrai mica dire che un bambino con i denti marci o cieco ha meno dignità di uno come te che ha avuto il denaro per farsi curare denti e occhi?
Sei veramente un pezzo da modernariato, vai ad infilarti in un museo con una bella targhetta.
Con immutata stima.
dico che suo padre non gli ha dato dignità, se non ha avuto i mezzi.
E l’umiliazione e il limite che quel bambino incontra sono perdite di dignità. Che non è mica una cosa astratta. Niente è astratto. Tutto deve avere un corpo, un oggetto. Le scoregge nonle vedi, ma puzzano. La dignità non sta in qualche cielo dantesco. Sta anche nelle condizioni materiali (certo: anche. Ma questo non le esclude nè la rende superflue).
Sei moderno tu, che parli come un insegnante di catechismo degli anni ‘50…
Buone cose.
Giustamente, una volta fatta oggetto, la dignità può anche essere passata di padre in figlio.
Però non hai risposto alla mia domanda. In questo percorso che ci conduce verso la libertà dai bisogni, sai spiegarmi perché di bisogni – al netto dei superflui – ne abbiamo sempre di più?
Se io sono degli anni ‘50, tu stai ancora fermo al settecento.
beh…è da ben prima degli anni ‘50 che si sa che i bisogni non essenziali sono indotti
la pubblicità serve a quello, possibile che ci si dimentichi anche step elementari come questo?
la creazione di bisogni è fondamentale per la “crescita” e l’ampliamento dei mercati e dei commerci, niente bisogni nuovi, niente nuovi mercati, nuovi clienti…
“la pubblicità è l’anima del commercio” vuol dire questo, poi ci sono alcune estensioni al concetto, sul piano più strettamente politico, che si trovano ben riassunte da Debord
lo stesso vale per la dignità, se si promuovono modelli fondati sull’apparenza fisica è ovvio che chi abbia i denti marci o sia obeso si senta escluso dal range modello accettato e promosso >>> meno degno
certo che se uno sente il bisogno di dare della merda all’interlocutore nel mezzo di un discorso sulla dignità, non è che ci si possa attendere molto…eh…
comunque, con tanti insegnanti in zona, ce ne fosse stao uno che che si fosse preso la briga di definire il termine “dignità”
Dal De Mauro:
“condizione di onorabilità e di nobiltà morale che deriva all’uomo dalle sue qualità intrinseche o da meriti particolari; il rispetto che per tale condizione si ha di sé e si esige dagli altri”
Ora, qualcuno degli insegnanti lo vuol spiegare alla Gelmini quanto costa la sua “condizione di onorabilità e nobiltà morale”? No, perché poi magari si scopre che si compera con poco.
Mazzetta, a noi piace darci delle merde, qualcosa in contrario? :)
Come spesso ti capita, sei troppo innamorato della tua intelligenza per riuscire a capire cosa dicono gli altri. Provo a riformularlo: oggi i bisogni, quelli essenziali, sono aumentati. Un tempo la malattia agli occhi che portava alla cecità non aveva cura, e la si accettava. Oggi invece la cura c’è, ed è diventata un bisogno.
Ora, in tutta franchezza, io non ho lo spessore per poter formulare ipotesi anti-illuministe. Mi limito però a evidenziare che il modello difeso da piti, cioè quello nel quale viviamo e che avrebbe dovuto portarci alla liberazione del bisogno, in realtà sta producendo mooolti più bisogni di quelli che è riuscito a soddisfare.
mc: i dizionari fotografano, circoscrivono, ma non sono la verità. Se la verità fosse nei dizionari, non esisterebbero i poeti.
mi sa che tu abbia scelto l’esempio sbagliato, penso che in ogni epoca sia esistito, concepito ed accettato tra i bisogni essenziali anche quelo di curarsi
la tecnica ha inventato cure che prima non esistevano, ma è nell’istinto di sopravvivenza dell’uomo tentare una reazione di fronte alla malattia, figuriamoci poi se invalidante come la cecità
fino a due secoli fa l’aspettativa di vita superava a stento i 40 anni, e quindi?
oggi è ancora a 40 anni in Africa, quasi 80 in Europa e 60 in Russia
ovvio che i bisogno degli uni possano eccedere quelli degli altri, ma se la distruzione dello stato sociale porta come tendenza la riduzione del dato qui sopra, occorre fare due conti e decidere quanto si è disposti a vivere in meno (e peggio) e quanto ci viene in tasca in cambio
perchè, al fondo di tutti questi discorsi c’è sempre un’unica alternativa, quella tra servizi e risparmi
a questo punto mi è sempre sembrato difficile sbagliare, dato, provato e riscontrato che i “risparmi” non vanno a retribuire altri servizi, anzi, statisticamente sono destinati ad evaporare
ancora di più se si considera che nessun governo ha mai in realtà abbassato significativamente le tasse
togliere l’ICI ha un impatto ridicolo quando al traino del’aumento dei prezzi si incassa l’iva doppia e via enumerando
conclusione: a chiunque viva al pelo con il proprio reddito non converrà mai e poi sostenere tagli ai servizi, che almeno quelli dovrebbero essere garantiti e non risentire dei fenomeni inflattivi
ci sono ampi margini per recuperare entrate, dal colpire il sommerso al mettere al guinzaglio regioni e centri di costo sullo stile Sciampagnini ed è già anche troppo tardi per portare le tasse sui capital gain a livelli europei, tassare chi guadagnerà dalla crisi finanziaria è sicuramente più utile che tagliare quattro spicci alla scuola…e a che prezzo
ps scusate l’intromissione nel vostro abituale scambio di merda :)
>mc: i dizionari fotografano, circoscrivono, ma non sono la verità. Se la verità fosse nei dizionari, non esisterebbero i poeti.
— eh?
Perdonami ma non ho capito.
Sai sono un povero buzzurro che non appartiene alla elite intellettuale del paese; vedendo che alcuni dicono che la dignità è legata allo stipendio, e considerando che a me pare una cosa fuori dal mondo, mi sono posto un dubbio: forse sbaglio io, magari la dignità non è quella cosa che penso io.
E allora prendo il dizionario e controllo.
Sorpresa: il dizionario (uno di quelli di oggi, su internet, mica di quelli del 1500), dice che la dignità viene da “qualità intrinseche o da meriti particolari”. Ommioddio: i soldi e i palazzi e i telefonini NON c’entrano nulla.
Questo mi rincuora, perché allora la dignità è quella cosa che pensavo io e non quella di cui parlano altri, che dovrebbero spiegarsi con più precisione, magari facendo riferimento al ceto (“gruppo sociale di persone che hanno in comune una stessa condizione economica”), o al benessere (“condizione di agiatezza, elevato tenore di vita”).
Poi però arrivi tu e mi parli dei poeti e io, povero ignorante materialista, mi confondo.
Accidenti, voi intellettuali riuscite sempre a farci sentire tanto zucconi.
Qualche giorno fa, su queste pagine, a essere legata al reddito era la possibilità di sognare che, curiosamente, vi veniva legata in maniera direttamente proporzionale e non viceversa come da dizionario.
Che oggi lo stesso concetto venga esteso alla dignità mi pare abbastanza coerente con la tendenza.
Quella sui poeti invece non l’ho capita manco io.
Cioè, al di là della sua funzione ‘chiusura a effetto’ più che evidente, il senso vero non l’ho mica capito.
Letta così parrebbe dire che i poeti trattino di verità.
Ma letta così mi pare una castroneria di discreta dimensione.
Poi così entrato nel dibattito dopo giorni di assenza e trovando tutti insieme i concetti: verità, dignità, soldi, con visione totale e non frammentata, mi viene un sacco in mente che se non leggessi il post potrei pensare di trovarmi su un forum cattolico.
Eran mica loro quelli che smerciano verità in cambio di soldi chiamando il tutto ‘dignità’?
Love Morosita.
Sempre prima Federica, ma Morosita incalza mica da ridere la pole.
Brevemente perché ho idea di aver rotto le palle già abbastanza.
Il bisogno si regge sul rapporto fra domanda e offerta. Senza offerta non c’è bisogno, al limite puoi parlare di speranza.
Sull’aspettativa di vita, due sole obiezioni, tratte da “La Ragione aveva Torto?” di Massimo Fini:
A. non è vero che nell’età preindustriale vivessero la metà. Le statistiche andrebbero ripulite dall’alto tasso di mortalità prima, durante e appena dopo il parto. L’aspettativa, già dai romani, era di oltre settant’anni.
B. Oggi si vive una decina di anni in più, ma del periodo peggiore della vita, la vecchiaia.
Ah, bè.
Allora, è solo una questione di parole. Allora, mi domando perchè si usi la frase ” uno stipendio dignitoso” visto che vuol dire uno stipendio decente e visto che ha a che fare con quanti dindini ti danno, questo vilissimo denaro.
Visto che siamo qui, potremmo fare l’etimo della parola
http://www.etimo.it/?term=dignita
Ovvero di ” grado di persona meritevole del rispetto comune ” toh, ci sono gli ” altri”, cioè il rispetto comune, mica si accontentano dell’autorispetto, questi.
Ma io mi domando se non sia un riflesso della religione cattolica, questo. Questo richiedere implicitamente un sacrificio. Ecco che diviene ” degna ” la persona che accetta di sacrificarsi, mentre invece la persona che chiede un rapporto alla pari ” io ti do tanto e tu mi paghi di conseguenza “, viene visto con sospetto. Sacrificio è bello, e l’insegnante che non è disposto a sacrificarsi diviene degno di disprezzo, questo infame attacato solo ai soldi.
“E allora prendo il dizionario e controllo.
Sorpresa: il dizionario (uno di quelli di oggi, su internet, mica di quelli del 1500), dice che la dignità viene da “qualità intrinseche o da meriti particolari”. Ommioddio: i soldi e i palazzi e i telefonini NON c’entrano nulla.”
sopresa, la vita esce dal dizionario :D
nell’epoca nella quale l’avere e l’apparire ha sostituito l’essere, se non hai (beni o denaro) o non appari, vieni schifato come un incapace o uno sfigato
direi che non ci sia bisogno di dilungarsi su questo dato, è verificabile da chiunque empiricamente
poi è vero che la dignità te la guadagni oltre alle apparenze, ma andare ad insegnare con le pezze al culo oggi rappresenta un handicap notevole, molto pù di un tempo
non tutti gli insegnanti possono poi diventare campioni in quiz tv
da quello che ne so io con lo stipendio di un’insegnante di ruolo farei fatica a vivere in qualsiasi media città del Nord, figurarsi poi con una o due persone a carico, altro che telefonini…
p.s. l’unico bullismo da stroncare nella scuola è quello dei genitori verso gli insegnanti, quelo sì mina la dignità di tutto l’nsegnamento scolastico, oltre a far la cazzata di mettere in contrapposizione ostile le due principali fonti educative.
non è ricordo dei bei tempi andati, rammentare che fino a pochi anni fa lo scarso rendimento dei pargoli portava pressioni sui pargoli e mai aggressioni ai docenti.
al contrario tra pargoli si menavano, spesso come fabbri e le pargole non erano certo meno bully, il mobbing era disneyland al confronto, anche nelle migliori scuole del regno prima e della repubblica poi
intervenire a colpi decreto in queste situazioni è assolutamente fuori posto e velleitario, maggiore educazione e rispetto reciproco sono la miglior medicina, ma se “utenti-genitori” e docenti non collaborano e anzi si schifano non si va da nessuna parte e non si fa il bene dei pargoli
che poi è o dovrebbe essere lo scopo di tutto lo sbattimento attorno all’educazione, il bene dei pargoli
possiamo tutti far meglio, fidati, ci sono margini
mc, prima di tutto intellettuale lo dici a tua sorella. Io bestia sono e bestia voglio rimanere.
L’amore è un sentimento assoluto. La lingua un codice finito. Con la lingua puoi cercare di descrivere cos’è l’amore, ma non potrai riuscire ad “afferrarlo” completamente. Inoltre il dizionario è una sintesi, la raccolta di definizioni provenienti da altre fonti, non decide quale sia il senso di una parola. Per questo un poeta può essere più bravo di un dizionario nel descrivere l’amore. Hai capito, amore? :)
E comunque io sostengo la tua idea di dignità :)
“Oggi si vive una decina di anni in più, ma del periodo peggiore della vita, la vecchiaia”.
Sacrosanta verità.
@Broono
pucci pucci miao miao
la lingua è un codice infinito, se consideriamo la dimensione del tempo.
con la lingua in effetti non afferro niente ma faccio delle inquadrature più o meno arbitrarie per segnalarle agli altri. questo significa che quando parliamo di dignità, intesa come qualcosa di assoluto e inafferrabile, parliamo di qualcosa che non conta un cazzo e parliamo a vanvera. ogni atto comunicativo richiede non solamente un codice ma anche un referente, se no tanto vale cinguettare dentro una gabbia.
per continuare a pestare indiscriminatamente sugli statali vedo che possiamo arrivare a improvvisare dibattiti da scuola oxoniense.
“Sull’aspettativa di vita, due sole obiezioni, tratte da “La Ragione aveva Torto?” di Massimo Fini:
A. non è vero che nell’età preindustriale vivessero la metà. Le statistiche andrebbero ripulite dall’alto tasso di mortalità prima, durante e appena dopo il parto. L’aspettativa, già dai romani, era di oltre settant’anni.”
imho è una palla
l’aspettativa di vita in epoche passare si ricava dalle testimonianze storiche e dalle analisi sui resti umani, non da statistiche come le attuali, cadaveri di settantenni pre-ottocento sono merce rara e tutte e cronache descrivono una società molto giovane
in epoca romana si faceva fatica ad arrivare a quarant’anni, su questo non ho mai sentito fonti discordi
forse Fini dovrebbe sostenere meglio un’affermazione tanto temeraria, non la può certo fondare su una considerazione del genere
Marquis, se parliamo di un mattone il dizionario è abbastanza. Se parliamo di dignità probabilmente no. Me lo concedi?
Adesso ti invito a leggere la definizione di amore sul dizionario(*) e di affermare che per te basta, e che altre riflessioni sul termine sono dibattiti da scuola oxoniense.
(*) http://www.demauroparavia.it/5362
Morosita, ho prenotato il bungalow al camping Zadina di Cesenatico e mi sono già dato una sciacquatina alle ascelle, direi che è tutto pronto.
Here, wow!!
Non vedo l’ora di pescare il pesce ratto!
“…Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
ma quasi tutti sono fatica, dolore;”
Salmo 89 versetto 10
A proposito di scuola oxoniense,
mi hanno appena comunicato da Cambridge che sta per uscire un libro con un mio pezzo.
Se sapessero quante profondità di pensiero appiccico su Macchianera mi regalerebbero un abbonamento alla ultima di Harry Potter.
Here,
non puo mischiare sacro e profano.
Prima dici bungalow, poi propini i salmi responsoriali, insomma una così si sbanda o ti viene incontro con un crocifisso spiegato che manco Biani …. ;)
Tranquilla, il mio unico sacramento è il battesimo, direi quindi che non sono neanche formalmente cattolico.
on sono mica io che ho cominciato a fare una parodia di dibattito sulla filosofia del linguaggio. il succo del mio commento è che la parola serve a fare inquadrature, e a tal fine inquadra tanto bene l’amore quanto un mattone. solo che l’amore è un campo lunghissimo e il mattone è un primo piano. se prendi l’amore o la dignità tocchi quei campi che riguardano l’esistenza e quindi ci metti delle sfumature di significato. è per questo che per ragionare, oltre al demauro bisogna tenere presente anche un referente. quando leggo di gente che mi definisce l’amore come sentimento assoluto e inafferrabile, vedo gente che sta facendo un inquadratura del cielo terso. complimenti, ma alla lunga questa inquadratura non vuol dire un cazzo. a meno che il contesto non lo richieda. se siamo sul crinale della poesia, ove per poco bondi non si spaura, va bene anche inquadrare a cazzo e buttarla sul misticismo.
se invece il referente è il rapporto reale tra dei soggetti intenderò ed escluderò delle cose un po’ più precise.
lo stesso discorso vale per la dignità. se uso la parola “dignità” facendo riferimento alle condizioni di lavoro, non sto parlando di insondabili qualità spirituali (che significa inquadrarsi le punte dei piedi), ma sto dicendo che il mio lavoro merita un riconoscimento perché possiede qualità e meriti propri.
Marquis,
dici bene.
Here,
possiamo dunque procedere all’esorcismo.
Hereare, guarda che stai equivocando da qualche dozzinaia di commenti.
1) io non propugno modelli consumistici di sviluppo. Sono un impiegato comunale part time, sai che mi frega dei vezzi e dei gadget. Ho un’età e una formazione che mi pongono abbondantemente al riparo da.
Occhei? Occhei!
2) il fatto che uno non ritenga essenziale al vivere il tv al plasma o qualsivoglia cazzatiella proposta dal mercato NON IMPLICA (sillaba: NON IM-PLI-CA) che i mezzi economici siano comunque INGREDIENTI FONDAMENTALE DELLA VITA, DELLA SUA QUALITA’, DELLA CRESCITA UMANA DI UN INDIVIDUO E PERCIO’ DELLA SUA DIGNITA’. Il tv al plasma è una cazzata. I denti a posto o un viaggio, no. Il vivere senza essere condizionati da mane a sera dal procacciamento dei conquibus è fondamentale per la dignità.
3) continua a non capire la concezione così astratta che alcuni solerti compulsatori di vocabolari propongono. I denti marci del figlio per mancanza di soldi del padre sono un vulnus per la dignità di entrambi. Se hai sempre creduto a dei valori sbagliati, dammi retta, non perseverare nell’errore. L’inerzia è comoda, ma porta a disastri della psiche, come osservo in te.
Sulla vecchiaia di ieri e di oggi sono molto d’accordo con te, invece. Potrei scrivere per ore, ma per oggi basta così.
Piti,
volevo semplicemente segnalarti che Hereare ed io siamo in partenza per il “tuo” camping Zadina di Cesenatico di cui sopra.
Lui si è già lavato le ascelle, pare, ed io sto preparando l’occorrente per la pesca al pesce ratto.
Che fai, vieni?
>Il bisogno si regge sul rapporto fra domanda e offerta. Senza offerta non c’è bisogno, al limite puoi parlare di speranza.
— ecco, quando fate queste affermazioni apodittiche da baci perugina, io che sono uno pane e salame prima dico “urca, che saggezza”. Poi, per poter capire meglio mi faccio un esempio in testa.
Facciamo il caso che sono nel deserto e ho sete, e non c’è il baracchino delle bibite: secondo la tranciante affermazione di cui sopra, non avrei bisogno di bere. Mah…
Si vede proprio che non sono un intellettuale e non potrei mai fare il maestro.
>nell’epoca nella quale l’avere e l’apparire ha sostituito l’essere, se non hai (beni o denaro) o non appari, vieni schifato come un incapace o uno sfigato
— la considerazione sociale è una cosa ben diversa dalla dignità.
In ogni caso, la soluzione non credo sia l’incoraggiare il rispetto dei maestri con i nokia nuovi di pacca.
Morosita, guarda io mi sono anche tagliato le unghie dei piedi, fra l’altro ottenendo un uutensile da cucina: delle mezzelune, utulissime per fare il battutino di cipolle che ti piacerà di sicuro. E mi sono pettinato i peli del sedere.
Ah, i bugni me li schiacci tu nel week end.
Comincia cosìììì il secondo tempo della vita miaaa
ma come cazzo fate a fare confusione fra il consumismo e le esigenze di espansione dell’io, che pure necessitano di denaro?
Possibile che si parli di telefonini parlando di soldi? E un viaggio e qualche mese senza lavorare (per capire per capirsi…), e la cura del proprio corpo ecc
ma uscite da questo equivoco, per visnù
>andare ad insegnare con le pezze al culo oggi rappresenta un handicap notevole, molto pù di un tempo
non tutti gli insegnanti possono poi diventare campioni in quiz tv
da quello che ne so io con lo stipendio di un’insegnante di ruolo farei fatica a vivere in qualsiasi media città del Nord
—- qualcuno mi dice per favore quanto prende all’ora un insegnante di ruolo con, diciamo una decina di anni di lavoro alle spalle? Grazie.
(stipendio annuo diviso ore di lavoro obbligatorie. Non ci mettete dentro tutte le cose volontarie, i corsi seguiti spontaneamente eccetera)
>continua a non capire la concezione così astratta che alcuni solerti compulsatori di vocabolari propongono. I denti marci del figlio per mancanza di soldi del padre sono un vulnus per la dignità di entrambi
— siamo al melodramma. Le maestre di mia figlia vanno in settimana bianca e i figli fanno l’università (siamo in una cittadina e tutti sanno tutto di tutti). Non sono certo ricche ma direi che vivono una vita assolutamente nella media.
>E un viaggio e qualche mese senza lavorare
— scusa: chi può permettersi qualche mese senza lavorare?
Comincio ad avere sogni erotici sulle maestre di mc.
- “scusa: chi può permettersi qualche mese senza lavorare?”.
Io posso permettermi un lavoro per qualche mese.
Ad esempio.
Mi spiego sul sogno erotico che sennò qui…..
“Maestrine” sulla neve,
“penne rosse” nelle tormente,
incappottate in splendidi ermellini e visoni,
figli biondi e perfetti che sciano senza denti marci,
borse firmate, solitari al dito,
capelli cotonati e vaporose in abiti di chiffon,
mariti “pluridecorati” che le aspettano in basso alle scale modello di Caprio-Titanic,
macchine lussuose e I-phone appeso al collo a mò di zampa del suddetto ermellino…
wow
quasi quasi mi faccio maestra. Vocazione più, vocazione meno.
“—- qualcuno mi dice per favore quanto prende all’ora un insegnante di ruolo con, diciamo una decina di anni di lavoro alle spalle? Grazie.
(stipendio annuo diviso ore di lavoro obbligatorie. Non ci mettete dentro tutte le cose volontarie, i corsi seguiti spontaneamente eccetera)”
inutili e incoerenti i confronti con -ore di lavoro al netto-
è come usare le -ore di volo- del personale viaggiante Alitalia per dire che lavorano poco
se poi consideriamo che quello dell’insegnante dovrebbe essere un lavoro -molto- qualificato, è fin troppo chiaro che sono pagati pochissimo
considerazione che -comunque- non esime dal convenire che anche in altri termini la loro sia una retribuzione miserabile, parlando di quella dei precari addirittura offensiva
Qualcuno sta tenendo il conto dei commenti? A che punto siamo, abbiamo superato quelli di Facci?
marquis, ma se alla fine questo riconoscimento al tuo lavoro non arriva, senti di aver perso la tua dignità? Senti intaccato il tuo valore morale? Secondo me no. Sulla poesia, semplicemente intendevo dire che un poeta ispirato può offrire sprazzi di verità su concetti complessi in modo migliore di una definizione da dizionario. Poi vabbe’, se vuoi mandare tutto in vacca citando Bondi, che te devo di’?
Mc, il bisogno si concretizza quando c’è la consapevolezza dell’offerta. Oggi abbiamo il bisogno di coprire grandi distanze in breve tempo perché esistono mezzi che ci permettono di farlo. Nel passato quest’offerta non c’era, e di conseguenza neanche il bisogno. Questi sono i bisogni secondari. I bisogni primari invece, come ad esempio il bere, devono essere soddisfatti altrimenti si muore (Don’t try this at home!).
Piti, mi sa che non potremo mai trovarci d’accordo. Quello che ti/vi contesto è la mercificazione di tutto, rapporti umani, sentimenti e valori morali (cazzo pure i sogni!). Per voi tutto ha un valore in denaro, anche la dignità. E tanto per capirci, a differenza di te io sono cresciuto in una famiglia povera, con madre divorziata e ovviamente mono reddito. Io il proletariato non l’ho letto sui libri, ma l’ho vissuto. E nonostante l’evidente sfruttamento subito da mia madre nel posto di lavoro, non mi è mai passato per la testa di pensare che fosse una donna poco dignitosa, o che la nostra famiglia lo fosse. Fine della parte strappalacrime.
Mazzetta, eccerto c’hai raggione, non si può confrontare la bibbia con “I fuggiaschi di Ercolano”, tutt’altro spessore.
Buona notte.
>Questi sono i bisogni secondari. I bisogni primari invece, come ad esempio il bere, devono essere soddisfatti altrimenti si muore
— questo lo sapevo pure io. Tu avevi scritto una cosa diversa.
>Oggi abbiamo il bisogno di coprire grandi distanze in breve tempo perché esistono mezzi che ci permettono di farlo. Nel passato quest’offerta non c’era, e di conseguenza neanche il bisogno
Ma anche no.
Il bisogno di viaggiare in fretta l’uomo lo ha sempre avuto e lo ha soddisfatto via via usando mezzi diversi (cavalli, carrozze, ferrovie, dirigibili, automobili, aerei eccetera), scaturiti appunto dall’applicare il suo intelletto al mondo che lo circonda.
>Per voi tutto ha un valore in denaro, anche la dignità
— ma lo dici a me, che son tre giorni che spacco le palle a tutti con questa storia? Che ho perfino tirato fuori il dizionario?
Senza parole:
http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2008/10_Ottobre/03/insulto_razzista_scuola_milano_insegnante_torna_giungla.shtml
“La maestra, una giovane precaria arrivata in quell’istituto da meno di un mese, non riesce a gestire la classe. Perde il controllo, urla e insulta gli alunni. «Asini», «bestie», grida. Trascende. «Stronzi», dice. Poi, a fine lezione, davanti a genitori e piccoli, si rivolge alla mamma adottiva di un bimbo di colore: «Signora, lo riporti nella giungla»
…
Nessun licenziamento. Tantomeno sospensione. «Non abbiamo il potere per emettere certi provvedimenti — confessa la dirigente — e questo mi distrugge». Unica arma possibile: «Ho “consigliato” alla maestra di mettersi in malattia (!!!!!!!!!!)
…
«Mi opporrò in tutti i modi— dice — all’immissione in ruolo di questa docente». Come? «Ancora non lo so, cercherò di produrre una serie di documenti che mettano alcuni punti in chiaro». Troppi docenti impreparati, incapaci di confrontarsi con la classe
…
nelle sue tre scuole elementari (820 alunni) due insegnanti sono assenti per malattia «e anche se conosco chi potrebbe sostituirli devo rispettare la graduatoria. Con il risultato che oggi (ieri per chi legge) avevo 17 genitori infuriati nel mio ufficio ». La certezza: «Non c’è garanzia di avere maestri all’altezza ». Peccato, conclude la preside: «Il personale poco qualificato danneggia solo i bambini».”
Anzi, due parole: se io sul lavoro faccio cazzate proporzionalmente così grosse, nessuno mi “consiglia di mettermi in malattia”. La malattia di questo genio la pago anche io.
hereare…
non fare il furbo, quello è un censimento, così come l’opera di McDonnel che vi è citata, con numeri e tabelle tratte dalla realtà
la Bibbia invece è una favola, un’opera di fantasia per giunta taroccata e ritaroccata nei secoli
me lo potevi dire subito che vivi in un mondo di favole, non avrei perso il mio tempo…torna sulla tua terra piatta :P
lo spessore scientifico della Bibbia è zero, quindi è ovvio che qualsiasi cosa fondata su uno straccio di dato sia meglio
se penso che i pretazzi distrussero tutta la cartografia romana, solo pechè contraddiva la geografia biblica, mi spaventa che gente del genere sia ancor tra noi…
..
>inutili e incoerenti i confronti con -ore di lavoro al netto-
—- ah ecco: il calcolo adottato per operai, piloti, impiegati, medici eccetera, per gli insegnanti è “inutile”.
scusami MC, vedo ora che hai già riportato l’articolo. Non intendevo ripeterlo, mi ero fermata al commento 40.
Certo mc,prima dell’avvento della scienza e della tecnologia l’uomo era un barbaro idiota e il mondo un posto terribile. Mi chiedo perchè tutti questi importantissimi bisogni latenti siano comparsi solo negli ultimi secoli, e non magari insieme alla nascita dell’uomo. E penso a quei cretini di indiani d’america che non volevano la ferrovia.
Mazzetta, quella della bibbia è una testimonianza storica che, per quanto manipolata, è certamente antecedente l’industrializzazione.
quella della Bibbia non è una testimonianza che abbia alcun valore scientifico, punto
l’attendibilità della Bibbia su questioni storico-scientifiche è -zero-
se qualcosa nela Bibbia risulta aderente alla realtà, si può dire solo dopo un riscontro con la realtà, la realtà fa a pugni con il testo che hai citato, non c’è un solo dato al mondo che lo confermi
esibire la Bibbia in questi termini è asolutamente privo di senso, per coerenza a questo punto dovresti sostenere anche che la terra è piatta
>prima dell’avvento della scienza e della tecnologia l’uomo era un barbaro
…
Mi chiedo perchè tutti questi importantissimi bisogni latenti siano comparsi solo negli ultimi secoli, e non magari insieme alla nascita dell’uomo
— guarda che scienza e tecnologia non è che sono calati dall’alto per grazia divina.
Scienza e tecnologia nascono e si sviluppano GRAZIE ai bisogni dell’uomo, che cerca con l’intelletto di risolvere problemi, di migliorare la sua vita.
Il pezzo di pietra affilato è scienza, e compare proprio perché l’uomo ha bisogno di qualcosa per tagliare la carne.
marquis, ma se alla fine questo riconoscimento al tuo lavoro non arriva, senti di aver perso la tua dignità?
sì. ho perso la mia dignità di lavoratore. la dignità non è una specie di oggetto (mattone). ci sono tante dignità quanti sono i comportamenti e gli ambiti della vita privata e associata. non siamo dignitosi come siamo biondi.
@ mc
inutile è cercare di paragonare dati non omogenei e fatiche lavorative del tutto diverse, sono paragoni fuorvianti e infondati
per i piloti ultimamente si è fatto riferimento alle ore di volo, che -non sono- equivalenti alle ore di lavoro, così come per gli insegnanti le ore di lezione non esauriscono le -ore di lavoro-
paragonare i lavoratori intellettuali a quelli manuali fondandosi sulle ore di lavoro è imho una stronzata, non saprei come dirlo diversamente
il paragone tra l’altro non esaurisce affatto la considerazione per la quale se il salario è insufficiente per vivere, diventa -oggettivamente- basso
per gli operai come per i maestri
tra l’altro i precari della scuola sono pesantemente discriminati al confronto di quelli a tempo determinato, ancora di più che in altri settori, visto che nei mesi estivi gli uni sono -disoccupati- mentre gli altri sono in ferie
Marquis presenta “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”
max weber la sapeva più lunga di te, hereare
io ti contesto il rifiuto (a questo punto devo credere di origine rimotiva) di riconoscere che la dignità non è un alone, un’aura, una riga come quella violetta intorno al sieropisitivo della pubblicità di una volta.
E’ un fatto concreto. Come l’amore è uccello che tira, pensieri continui, fatica non avvertita, soldi spesi senza badarci. Mica un passerotto che cinguetta su un ramo.
mc: mica per dire, io posso stare qualche mese ogni anno senza lavorare e viaggiare. Capita così. E cambia, oh, se cambia. E conosco millanta persone che possono o potrebbero. E però ho una macchina vecchia e comprata usata, vesto decathlon e quando vado a trans imbarco quelli che costano meno. E non ho prole.
Piti, parli di cose che non conosci, nè lavoro nè dignità. Forse qualche calcio in culo anzichè maritozzi in giovane età ti avrebbero aiutato. Adesso sei un caso senza speranza.
tu sei solo uo che cerca di rimuovere l’infanzia, here, e lo si vede ora, che ti ho stanato.
sottovaluti il denaro perchè non l’hai.
ciao, volpe, io vado a farmi un po’ d’uva, vieni anche tu?
>mica per dire, io posso stare qualche mese ogni anno senza lavorare e viaggiare
ah, scusa.
Allora adesso capisco tutto. Per fortuna ci siete voi radical chic a difendere i sottopagati.
mc, te sei l’altro coglione (si sa che sono sempre due)
la contraddizione è essere poveri e stare dalla parte dei ricchi
ringrazia che c’è gente che, pur avendo meno bisogno di te, ha la lucidità e il senso sociae di capire i bisogni che un lumpenproletariat della mente nemmeno si rende conto di avere
guarda, il comune dove lavoro ne è pieno
lo dicono: comodo avere i soldi e difendere i poveri
comodo dove? chi mi obbliga? chi obbliga mio padre a versare cifre inenarrabili ad un’associazione (che presiede) che segue persone in difficoltà socio economiche anzichè cambiare una mercedes ogni due anni?
i raidcal chic sono una categoria inventata da chi la vuol mettere nel culo ai poveri, e l’ha pensata bene perchè il mondo e i blog sono zeppi di gente che non capisce da che parte è il nemico
siete dei masochisti, ecco cosa.
il “te” usato come soggetto tradisce la mia zona d’origine
>mc, te sei l’altro coglione (si sa che sono sempre due)
— niente, non ci riesci proprio a discutere senza insultare.
Sarai anche benestante e illuminato, ma resti un maleducato.
>ringrazia che c’è gente che, pur avendo meno bisogno di te, ha la lucidità e il senso sociae di capire i bisogni che un lumpenproletariat della mente nemmeno si rende conto di avere
— grazie esimio intellettuale, meno male che si sei tu a difendere i miei interessi di salariato a 1300 euro al mese con il mutuo.
Meno male che ci sei tu a capire e a spiegarci le nostre necessità, tu con tutto il tuo carico di paroloni (sorbole: “lumpenproletariat” addirittura, mica noccioline) e i tuoi mesi di vacanza.
>guarda, il comune dove lavoro ne è pieno
lo dicono: comodo avere i soldi e difendere i poveri
in effetti…
Mi ricordi Bertinotti. Decidi tu se è un complimento.
tu mi ricordi masoch
che gode se lo prende nel culo a poch a poch
decidi tu se è un complimento
ah, e non mi hai spiegato quale sia il problema se un diciamo borghese prende le difese e riconosce le ragioni di chi ha meno
ma a parlare per frasi da frizzantino svaporato e saltini unti e mollicci son buoni tutti
poi, piangono se li confuti e dicono che offendi
spiego e non capisci, passo alle brutte e non capisci lo stesso
mc, non è che sei tu che hai dei problemi di comprendonio?
passo e chiudo
che il week end porti consiglio
hereare presenta la bibbia. addio
>ma a parlare per frasi da frizzantino svaporato e saltini unti e mollicci son buoni tutti
— ma come parli? Verrebbe da evocare Moretti, ma non ho voglia di cercare la citazione
>poi, piangono se li confuti e dicono che offendi
ma chi piange? Ti ho solo fatto notare che sei maleducato, e mi pare evidente, visto che che invece di argomentare usi la retorica ad hominem.
Piti, di famiglia benestante, laureato e part time nella pubblica amministrazione. Ora comprendo il tuo astio.
Hereare, ho due strade davanti a me, ora.
La prima è quella che immagini. Risponderti per le rime. Non è una cosa complicata. Gli spunti non mancano. A partire dal tuo commento n.233: condizione di rara pacificazione. E il problema è tuo, nel grondare stizza per.
Ma non voglio percorrere quella strada, ora, prima di cena.
Resetto tutto. Ti invito, e invito mc a fare la stessa cosa. E sinceramente.
Mancando di un riscontro in tempo reale, provo a immaginare che siate d’accordo con me e riprendiate il filo del discorso.
Allora.
Piti dice che la penuria di mezzi è una causa di perdita di dignità. Non dice che la dignità si misura a telefonini.
Anche perchè il denaro esiste da migliaia di anni e i telefonini da 15. Cazzo serviva il denaro, prima?
Piti parla di opportunità, non di status symbol o di gadgettistica superflua.
Piti dice che il denaro è una COMPONENTE della dignità.
Piti ritiene che un margine di azione rappresenti un fattore di dignità. Per non dire della possibilità offerta dai mezzi economici di potersi prendere cura del proprio corpo e della propria salute e di quella delle persone di cui si ha responsabilità e/o che si amano (cfr esempi dei denti marci e dei problemi di vista).
Piti, in questo quadro, ritiene che le paghe degli insegnanti non soddisfino questi requisiti.
Piti è consapevole che non soltanto gli insegnanti sono lavoratori sottopagati, ma ritiene che questo argomento sia tipico dei circoli viziosi. Spirali del tipo ” a te no perchè a me no” e l’altro che risponde con le stesse parole. E non ne esce nessuno.
Piti addirittura ritiene che il miglioramento di una categoria di salariati sia una spinta, in un modo o in un altro, per miglioramenti anche per altre categorie, nei limiti del possibile e cambiate le mutande.
Piti ritiene che la sua condizione, che gli permette talvolta di prendersi un bel tre mesi per viaggiare (talvolta in scambio casa, perchè Piti non è particolamente schiavo dei depliant patinati del settore turistico) e che gli permette altresì un orario ridotto all over the year non sia un impedimento o una causa di perdita di credibilità nel suo schierarsi con i sottopagati.
Anzi, Piti ritiene che sebbene la cosa lo riguardi fino a un certo punto, sia ancora più credibile la sua opinione sulle paghe perchè non parla per ragioni strettamente personali.
Piti ritiene che spesso gli oppressi siano educati ad amare le proprie catene e forte delle sua condizione di RELATIVA mancanza di oppressione cerca di far notare che spesso alla base di certe posizioni di durezza sociale, sposate dalle stesse vittime di detta durezza, ci sia un sindrome si stoccolma acquisita e non ben percepita da chi ci si trova nel mezzo.
Oltre che, ovviamente, comoda e incoraggiata da chi ha interessi concreti nel conculcarla, dicimao le mille Marcegaglie d’Italia.
Questo, in sintesi e nei limiti del mezzo espressivo e dell’appetito di Piti, è il suo pensiero.
E’ tanto strano? E’ tanto spregevole?
[...] 6 Ottobre, 2008 in università | Tags: concussione, università, università pubblica Ho visto tanti esami universitari che guarda caso, necessitavano dell’acquisto del libro scritto d… [...]
mi aiutate a fare un problema?
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