Adriano Sofri
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L’alunna Elisa M. viene mandata dal preside dopo aver forato (creando sussultori rumori molesti) il banco con un trapano manuale a manovella del padre e averci applicato un morsetto per tenerlo saldo allo stesso. Girando la manovella avvicinava la sua lingua al ciupa ciupa che, nell’inserto creato, girava vorticosamente. L’alunna ha chiamato la sua invenzione “Gira Chups”.
— (nota sul registro, dal sito “Sette in condotta“)

14 commenti per "Popular excuses"
Bellissima.
Bellissima!!!!
La battuta non è nuova però, mi pare che la disse già il portavoce di Prodi quando fu beccato con il trans.
A proposito di vignette, avete visto che casino Mauro Biani su l’Unità?
nientepopodimeno che gasparri, poi.
Chissà che sensazione strana farsi cazziare da Gasparri.
difficle sostenere certi sguardi.
Mah.
Non so se avete notato ma interrogarsi sul fatto che una cosa sia satirica o no è l’hobby del momento.
Ho visto donne al supermercato stare mezz’ora davanti al banco frigo, indecise su quale busta di mozzarelle prendere non riuscendo a capire se fossero satiriche o meno.
La satira fa bene a chi la fa.
Costringe il malcapitato che la pratica a pensare ad una minchiata al giorno, magari due .
Compatisco chi non la capisce.
Tranquillo Mauro, ci siamo anche noi.
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Dedica dal tuo collega Totò del Giornale di Sicilia.
@Federica, allora:
considera le mozzarelle(direbbe un sant’uomo che non c’è più).
Morosita, la mozzarella è sempre più fortunata dell’aragosta.
Hai ragione, io lo penso sempre.
Se solo fossimo più pesci, e più carne, capiremmo tante cose.
Siamo umani, invece, merdosi, “superiori”, umani.
Ma ammetto che credo che anche la mozzarella abbia un’anima.
Il latte che lacrima, ci hai pensato mai?
E delle zanzare, che dire?
Io non ne uccido mai e trovo discutibile la funzione del tergicristallo e dei parabrezza in genere.
[...] caricano di nuovi significati la vignetta di Rododendro che ho ripreso qui accanto da Macchianera). Vi consiglio di leggere questo articolo in merito firmato da Vittorio Catani. Abbiamo voluto [...]
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