About Makkox 119 Articoli
Classe '65. Adolescenza in pieni '80 tra Tenax e Frigidaire (in mezzo c'è tutto). Attualmente, assieme ad altri 8 ragazzi realizziamo volantini per i supermercati. Di segno da sempre e... uff. Mò m'ha preso tristezza per quella cosa dei supermercati e non riesco a finire il profilo. C'è roba mia su www.canemucca.com e su canemucca.tumblr.com

44 Comments

  1. makkox, ci ospiti, che Ciccio Facci ha di nuovo messo i commenti in moderazione e ho paura che si sia stancato del civile confronto? ;)

  2. Ciccio Facci wrote:

    Ma sì, lasciamo i commenti, va’.

    E due righe sotto:

    I commenti sono chiusi.

    Chiedo scusa a Mak, ma facci fa quasi piu’ ridere della sua (di Makkox, ovvio) vignetta (quasi!), solo e’ disegnato molto peggio poverino.

    Mi dispiace per i ritardatari per essersi persi una delle sputtanate piu’ carine ai danni del Facci, ma non fatevene un problema, basta leggere l’articolo in fondo ;-).

    Grazie ancora per l’ospitalita’ e scusami per l’intrusione,
    il tuo sincero ammiratore Zadig.

  3. lol

    un plauso ai lavoratori Alitalia che hanno fatto calare le braghe alla cordata degli alpini

    una prece per i soldi delle nostre tasse che pagheranno i debiti dell’Alitalia e anche il guadagno degli alpini

    Certo è che non ho mai visto cancellare tutti i commenti di un thread in tutta una vita di webvagare, per me il ceffo oltre ai noti disturbi comportamentali sconta anche un’alfabetismo informatico da paura, magari è pure convinto di aver cancellato qualche figuraccia…

    mollo qui la risposta per Paoletto

    @ paoletto: hai ragione, errore mio, transano è gergale ed è usato negli ambientacci che frequento, che usano “transare” (http://www.zacinto.it/errori.htm), in abbondanza, da cui -le parti transano-

    dove non hai ragione invece è nella seconda parte, sul merito, le transazioni in materia di cause con oggetto disponibile alle parti, sono parte integrante della pratica giudiziaria
    non capisco dove tu veda la generalizzazione e da dove tu ne tragga la mia ignoranza (cerca su gugl -querela + transazione – la prima voce relativa al Comune di Vercelli)
    quella è la transazione di una querela per diffamazione a mezzo stampa, cosa c’è che non ti torna?
    o dove avrei detto qualcosa di sbagliato affermando che molte querele finiscono in transazioni?

  4. Ah, ma F.F. ha “moderato” pure quello sulla Cina…
    :-)
    Dite che davvero non si rende conto?
    Sorry again Makkox,
    Zadig.

  5. non ci sta con la testa….
    ha ripulito anche quello sulla Cina e lasciato solo un commento che gli dice bravo e che vomita razzismo sulle università cinesi…

    davvero, sono basito, non capisco come possa pensare di aver fatto qualcosa di sano…

    quasi quasi con gli screenshot gli faccio un sito dedicato, dopo lo voglio vedere cordileone querelante :D

    scherzo Facci, non sei degno dello sbattimento, sei uno sfigato suicida :P

  6. Fallo il sito con gli screenshot Mazzetta, dai, ti prego…
    ;-)
    Un po’ mi fa pena, comunque…
    Ah, Makk, scusa eh, dai…

  7. hehehe, ma che ve scusate?
    sta cosa è troppo divertente e mi onora.
    comunque, ognuno raccoglie quel che semina.

    il resto del calendario di Frate Indovino, lo posto più tardi.
    ;)

  8. Il sig. Facci sarebbe stato comodo comodo a cancellare i volti scomodi dalle foto in bianco e nero dello stalinismo.
    PS: un calendario? bello…

  9. Il succo della faccenda è quindi che questo pubblica le sue cazzate e quando vede che butta male sega tutto e chiude i commenti, lasciando i suoi post -unici nel blog- senza alcun commento.

    Direi che a questo punto l’uomo possa essere considerato autosufficiente nella sua profonda disonestà. Son tutti così liberali e democratici nel Partito Delle Libertà, se servivan dimostrazioni Facci ce le ha servite.

    Chissà se capisce che così le sue pontificate in questo spazio finiscono per valere meno di un peto …

  10. Direi che a questo punto l’uomo possa essere considerato autosufficiente nella sua profonda disonestà

    Direi che a questo punto dovremmo farci un bel post, e sputtanarlo su tutta la blogosfera.
    Mazzetta, che ne dici ? Magari ci querUla in tandem, così dividiamo le spese :-)
    Mando anche una bella mail al nostro amico che lavora ad AnnoZero, giusto per ricordargli che invitare in trasmissione un coniglio censuratore non è buona cosa.

  11. leggetevi questa letterina che il FilippoFacci scrive a Dagospia:

    Lettera 2
    Egregio D’agostino, prometto anch’io che questa è la mia ultima sul caso della signora Amurri: la quale, a questo punto, lei e le sue querele e le sue sedi competenti, mi ha veramente scassato. E mi hanno scassato tutti questi giornalisti di tribunale che querelano altri giornalisti. Faccia quel che crede, chissenefrega. Dopo tutto il canaio sollevato, oltretutto, ora ha scritto che continuerà «a tenere fede al silenzio impostomi dal rispetto che ho per la storica testata».
    Filippo Facci

    Mazzetta, come vedi a lui hanno scassato questi giornalisti di tribunale che querelano.
    ERRE-O-TI-EFFE-ELLE


  12. Marco Travaglio
    Caro Dago, vedo che il noto poveraccio del Giornale, quello con le meches, in preda a un’ossessione che andrebbe curata, continua a dedicare pagine e pagine alle mie vacanze del 2002-2003. Prima ha insinuato, a rimorchio di D’Avanzo, che me le avesse pagate un presunto mafioso. Ora, dopo che ho dimostrato carte alla mano di essermele pagate io, sostiene che avrei chiesto uno sconto a un albergo di Trabia appartenente a un mafioso.

    Non ho mai chiesto sconti in vita mia: semplicemente pagai il doppio del preventivo inviatomi inizialmente dall’hotel. Non ho l’abitudine di informarmi sulla fedina penale dei proprietari degli alberghi in cui soggiorno, dei bar in cui prendo il caffe’, dei ristoranti in cui pranzo o ceno. Dunque non troverei nulla di strano se il proprietario di un hotel dove ho soggiornato fosse un poco di buono.

    Ma purtroppo il poveraccio del Giornale e’ sfortunato: come dimostra l’assegno che ho pubblicato, l’albergo era in amministrazione giudiziaria, cioe’ era in mano al Tribunale, cioe’ allo Stato. Il conto dunque non lo pagai al presunto mafioso che in precedenza lo possedeva, ma allo Stato. Non dev’essere difficile distinguere un hotel in mano a un mafioso da un hotel in amministrazione giudiziaria, ma comprendo che il poveraccio fatichi sul punto.

    Uno che si vanta di adorare un corrotto come Craxi, uno che sta al servizio di Berlusconi, uno che difende noti ladroni e che ha dichiarato a Sabelli Fioretti “da giovane rubavo. Mai mangiato così bene come in quel periodo. Perché se rubi, rubi il caviale mica la carne in scatola…”, deve avere le idee un po’ confuse. Ma, capirai, prendere lezioni di morale da un ex-ladro mi pare francamente eccessivo.
    marco travaglio”

  13. se c’è ancora un posto libero chiedo di potermi accasare …
    mi ricordo quando si giocava in cortile a palla….
    “il pallone è mio e decido io….”

  14. Querele? Diatribe? Risposte a tono?
    No.
    Penso che per il signore in questione la cosa peggiore sarebbe che noi, definiti spesso “sub-umani”, lo ignorassimo totalmente.
    Punto.
    Copia-e-incolla un suo articolo dal fogliaccio in cui scrive?
    Nessuno lo caga, poi vediamo….

  15. sono d’accordo con Prez, non ho certo intenzione di sbattermi dietro ai casi umani, non è per snobismo se dico di aver di meglio da fare che star dietro a un poverello che passa la giornata a sostenersi con nick evidentemente falsi (tutti al femminile, evidente, stranoto e puerile espediente per allontanare il sospetto cambiando “addirittura” sesso) e alla fine cancella tutto perchè si vergogna del risultato

    carino il blog dei faccifans :D

    p.s. x Facci

    cresci bamboccio, sarebbe anche ora…

  16. Facci non ha palle, fa il duro, ma non ha palle
    Confermo che si tinge i capelli

    FERMARE L’HITLER DI TEHERAN PRIMA CHE PRODUCA NUOVI CRIMINI CONTRO L’UMANITA’. LA SINISTRA AMERICANA CHE VOTA OBAMA E’ SEMPRE PIU’ CONDISCENDENTE CON QUESTA REINCARNAZIONE DI HITLER. SE COSTUI NON VIENE FERMATO SUBITO, ENTRERA’ ANCHE NEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONI UNITE. FIRMARE PER FERMARE.

  17. Fiiiiliiiippiiiinoooo miiiiiiiiio…dai…smettila chè più tardi ti compro un gelato…PPPPICCCCOLLLINNNO della mamma!

  18. Posso capire l’antipatia, ma la mamma di Facci è morta da tempo,lo dice nell’intervista a Sabelli: non è una battuta simpatica…

  19. Se Facci ripropone la calunnia del Travaglio colluso con la mafia facendo finta di non sapere che la storia è stata smentita dalla prima all’ultima virgola, perchè i suoi interlocutori dovrebbero comportarsi come se sapessero che sua madre è morta, notizia comunque sicuramente meno diffusa della smentita di Travaglio?

  20. porca troia. ho chiuso i commenti, ma me se riaprono!

    ma quei bei lucchetti VIRO de na vorta…?
    bah
    ;)

    il prob è che quello che facci espone ha bella forma. tocca ammetterlo. poi il contenuto può far girare le balle o gridare Siiii, finalmente! (a seconda del tifo. sì, perchè quello è)
    io penso: meglio che ci sia. rende un certo pensiero di dx esplicito e riconoscibile. le cose riconoscibili son sempre cosa buona.

  21. non essendo Facci esattamente una star, è probabile che le sue discgrazie fossero ignote all’autore

    FIRMATE CONTRO IL NAZISMO IRANIANO!

  22. Gianna, il fatto che lo dice nell’intervista non significa che io debba necessariamente saperlo…e infatti non lo sapevo (non m’interesso dello stato di salute dei familiari di giornalisti o presunti tali, a meno che non lo venga a scoprire per puro caso). Se ne ero a conoscenza non mi permettevo…Mi scuso con il bimbo per la battuta ma non per il concetto espresso.

  23. Questa è la blog-segreteria automatica di Filippo Facci

    Sono fuori casa, troppo preso dalla lavorazione del mio impegno televisivo.
    Lasciate un messaggio per una qualsiasi delle mie molteplici identità e sarete richiamati appena possibile

    Messaggio personale per quello che ha fatto il blog: TI CUERELO!!!

  24. FILIPPO FACCI: Io, un bubbone del giornalismo italiano
    di Shampoo

    Inizia un breve ciclo di interviste con i giornalisti del pool che seguirono Mani pulite. Il nostro Shampoo, prossimo presidente della Rai, fa due chiacchiere con Filippo Facci

    “C’è qualcosa che non va in un sistema in cui i giudici hanno preso il posto dei giornalisti e questi si sono accomodati a far loro da addetti stampa”.

    Il virgolettato è di Paolo Mieli sulle colonne del mensile Pagina. Era il febbraio 1986. Nando Dalla Chiesa al Pier Lombardo di Milano lancia un circolo votato alle supreme cause, Società civile.

    Sul palco sfilano Ilda Boccassini, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo. Antonio Di Pietro non c’era. Nessuno se lo filava. Se ne stava in un ufficio del Palazzo di Giustizia di Milano.

    Secondo Goffredo Buccini del Corriere i giovani colleghi lo chiamano “il troglodita” . Si occupa dei turni in carcere. Suo amico è l’avvocato Geppì Rosario Lucibello.

    Ma questa è già un’altra storia. Era il 1986. Quella classe politica che allora ci governava – e di cui scriveva Mieli – adesso è sparita.

    Molti di quei magistrati – a cui si riferiva Mieli – sono andati in pensione. Tra il 1986 ed oggi, c’è stata anche Mani Pulite.

    Ma quella piaga, quel rapporto magistrati-giornalisti, è stata ancora per anni discussa.

    Filippo Facci, giornalista ha vissuto da dentro quegli anni. Ha accettato di parlarne, senza peli sulla lingua com’è sua abitudine.

    Nel 1992 scrivevi sulle colonne dell’Avanti. Picchiavi duro e non facevi parte del pool dei giornalisti che avevano un rapporto più stretto con la procura di Milano. Cosa ti ricordi di quell’atmosfera?

    “Quando entravo in sala stampa al Palazzaccio, loro uscivano. Quando li incontravo per strada, loro cambiavano marciapiede.

    Ero escluso dal pool. Ero un cronista dell’Avanti!, diretto da Villetti, che i colleghi consideravano come ‘la gazzetta degli avvocati’.

    Mi accusavano persino di aver fatto scappare un latitante. Mio padre non mi parlava più, lui leggeva l’Indipendente di Vittorio Feltri. Il mio matrimonio era andato in crisi perché, tra l’altro, fino alle due di notte parlavo e discutevo di verbali, di Di Pietro e Borrelli. Ero malato. Malato di mani pulite”.

    Ma com’è stata la tua prima volta?

    “Scrivevo sull’Avanti!. Ero un collaboratore diciamo segreto, cioè non potevo firmare i servizi.

    Quando i magistrati italiani decisero di scioperare, escluse otto toghe, mi fu chiesto di seguire quella protesta. Era il 1991. Uno degli otto ‘crumiri’ era Di Pietro e l’allora capo della redazione milanese dell’Avanti! mi confidò “è un amico nostro”.

    Due mesi dopo, “l’amico nostro” arrestava Mario Chiesa. Ed io nemmeno sapevo chi fosse ‘sto Chiesa. Non sapevo che la mia vita sarebbe stata segnata. Ho vissuto la guerra civile”.

    E che ricordi degli scoop, dei verbali, delle indiscrezioni?

    “Non c’era notizia pubblicata che la procura non volesse. C’era un collo di bottiglia fatto da pochi cronisti, quattro o cinque, una sorta di redazione giudiziaria che si spartiva equanimante notizie e verbali.

    Giornalisti osservanti di quotidiani che, in quegli anni, titolavano: “Il pm contadino, quasi un eroe”, “Il fascino discreto dell’uomo onesto” o “La domenica tranquilla dell’eroe”.

    Non c’è da sorridere di questa retorica. Capitava che l’Espresso e Panorama pubblicassero lo stesso verbale ma con una differenza: il primo non citando De Benedetti e il secondo strillando a più non posso il coinvolgimento dell’editore caro alla sinistra.

    L’informazione era uniformata e simile da giornale a giornale. Che dire? I giornalisti si sentivano parte di una sedicente rivoluzione. Di fatto c’era un meccanismo perverso e fisiologico.

    Non è un caso, ad esempio, che il Corriere della Sera allontanerà quasi subito dal Palazzo di Giustizia il giornalista Michele Brambilla.

    E non è un caso se stimati colleghi, che non stavano alle regole imposte da Di Pietro, venivano dipinti come mitomani al servizio di Craxi.

    E, ancora, non è un caso se politici o imprenditori si presentavano in procura dopo aver letto il loro nome e cognome sui giornali. Sì, le pagine dei quotidiani trasformate in bollettini giudiziari. Verbali davvero autorizzati”.

    Anche l’Avanti! però pubblicava verbali “autorizzati”.

    “Ti riferisci al caso Ballarin. Ma in quel caso era un verbale ‘non autorizzato’. Val la pena raccontarlo.

    Pubblicammo uno stralcio dove Maurizio Prada chiamava in causa Antonio Ballarin, che sul mensile ‘Società civile’ discettava di moralizzazione e degenerazioni affaristiche della politica.

    I colleghi del pool, ca va sans dire, naturalmente sostennero che quei verbali erano ‘falsi’. Comunque, Ballarin – tra l’altro, cugino del giudice Gherardo Colombo – dopo aver saputo del suo coinvolgimento si presentò in tribunale, con l’Avanti! sotto il braccio.

    Venne indagato. Ma che sarebbe successo se l’Avanti! non avesse pubblicato quelle carte? Come sarebbe andata? Questo era il clima, questo era l’effetto del diluvio dei verbali“.

    Ma fu anche una stagione di dossier. E tu, caro Facci, ne sai qualcosa con “Gli omissis di Mani Pulite”, centonovantadue pagine dedicate alle amicizie pericolose di Di Pietro. Dossier che finisce, tra l’altro, nell’inchiesta giudiziaria su Tonino. E’ pure quello per te un momento davvero delicato sotto il profilo professionale.

    “Hai ragione, caro Shampoo, quel dossier è il momento che più mi ha segnato. Recentemente ho scoperto che un libro della Utet, ‘Storia del giornalismo italiano dalle origini ai giorni nostri”, mi classifica come una specie di bubbone del giornalismo nazionale.

    Un libro che è in uso alla Cattolica di Milano e che figura tra quelli consigliati dall’Ordine dei giornalisti per la preparazione all’esame di Stato.

    A pagina 366 si dice: “Esistono dei casi limite che chiariscono ambiguita’ e pericoli del mestiere.

    Ne ricordiamo tre, espressione di tre diversi momenti della storia italiana: portano il nome di Zicari, Pecorelli e Facci. Il primo si svolge durante gli anni dell’eversione di destra dopo la strage di piazza Fontana; il secondo si intreccia con gli scandali dell’Italcasse, della P2 e del rapimento Moro; il terzo interagisce con le vicende di “Mani pulite”.

    Poi: “Curiosa e ambigua la vicenda di Filippo Facci, un giovane di 26 anni nel 1993, che rimane disoccupato quando l’Avanti! chiude il 31 dicembre 1992. (…)

    Nel 1993, Facci colleziona particolari e notizie su Antonio Di Pietro, ne escono centonovantadue pagine che documentano le amicizie pericolose del pubblico ministero piu’ famoso d’Italia e simbolo del rinnovamento morale.

    Il dattiloscritto viene pagato 4 milioni da un oscuro personaggio, sedicente editore di una piccola casa editrice irlandese. Alcuni mesi dopo, pagine del libro iniziano a comparire sui quotidiani ma il volume ancora non e’ stampato.

    Circolera’ in seguito clandestinamente con il titolo di “Gli omissis di Mani pulite”, editore Marshall-Ltd, autore Anonimo Giornalista.

    I contenuti entreranno nell’inchiesta giudiziaria su Di Pietro che si concludera’ a Brescia nel marzo 1996 con il proscioglimento dell’ex magistrato”.

    Hai capito? Io come Zicari o come il direttore di Op. Ma la storia è diversa. Nel 93 resto disoccupato, l’Avanti! chiude, il mio matrimonio fallisce e non ho soldi.

    Di notte dormo in redazione. Parentesi: mi faccio tenerezza da solo. Allora feci una corposissima inchiesta che si tradusse in un potenziale libro (“Gli omissis di Mani pulite”) che parlava di alcuni aspetti critici di Mani pulite e raccontava il Di Pietro più segreto: il giro di certe amicizie, i Gorrini, i Radaelli, i Lucibelli, storie di prestiti e di cavalli e concorsi, faccende di Mercedes e di case in affitto a prezzi stracciati.

    Insomma, rivelava episodi che anni dopo diverranno di pubblico dominio, e questo in un periodo in cui non circolavano ancora dossier anonimi.

    Il libro poi fu diffuso clandestinamente, ma non da me, e diverrà, di fatto, la base di svariati dossier anonimi: la differenza è che i dossier contenevano anche un sacco di sciocchezze poi rivelatesi false, mentre ogni riga di quel mio testo sarà interamente confermata.

    Quando poi Il Giornale, nel luglio del 1995, scoprì che l’ autore degli Omissis ero io, lo sparò in prima pagina (“Ecco l’autore del dossier su Di Pietro – Anticipò l’indagine di tre anni”) e il risultato fu una pioggia di querele (poi vinte) e un interrogatorio di dieci ore da parte di Fabio Salamone a Brescia.

    Salamone mi disse che stava utilizzando quel testo quale falsariga per sue inchieste, e del resto due Gup di Brescia, in due sentenze, hanno identificato quel testo come base delle inchieste stesse; lo stesso Di Pietro, nel corso di un’udienza preliminare in cui lo ero presente, lo definì “all’origine di tutti i miei guai”.

    Successivamente, un altro mio articolo e relativo colloquio con Salamone (faccenda su presunte concussioni di Di Pietro per ottenere incarichi informatici al Ministero della Giustizia) sfociò in un altro fascicolo aperto contro Di Pietro (poi archiviato) che mi costò una denuncia per calunnia da parte di Di Pietro,vinta anche quella”.

    Non si può non dire che non ami vivere pericolosamente. Ma da quella stagione ti sei ormai staccato. Adesso, sulle colonne del Giornale scrivi di Wagner, cazzeggi su Paolino Isotta e vorresti persino intervistare Francesco Saverio Borrelli perché wagneriano. Che è successo?

    “La guerra civile è finita. C’è stato un referendum pro o contro Berlusconi ed io non ci sto.

    E’ una cosa disgustosa il bipolarismo giornalistico. Ho altro da fare. Poi, se hai notato, io non parlo mai di quanto accaduto dopo il 1995.

    Per essere chiari su Cesare Previti non scrivo. Se guardo dietro di me vedo un libro su Di Pietro ‘(Di Pietro, biografia non autorizzata’, editore Mondatori) che ha venduto 21mila copie e che Berlusconi regalava ai suoi ospiti ma che la Mondadori non ha mai ripubblicato negli Oscar”.

    Ma che altro resta di quegli anni?

    “Sono diventato più grande. Adesso distinguo. Di quelli del pool dei giornalisti mi capita ogni tanto di sentire Gomez.

    Penso che potrei anche invitarlo a cena. Ogni tanto in tv vedo Maurizio Losa e mi ricordo le sue telefonate a Di Pietro.

    Spesso chi va da Santoro o da Vespa mi chiama per avere rinfrescate su quel periodo. E un po’ mi rompe i coglioni. Poi, mi capita di vedere Di Pietro raccontare le sue verità e mi penso che quell’uomo è ancora il peggio che esiste al mondo.

    E’ chiaro che la tentazione di tornare a scrivere di Mani pulite è sempre forte. Poco tempo fa proposi a Maurizio Belpietro una sorta di ‘Storia di Mani pulite’ da allegare al Giornale.

    L’idea gli piacque molto, e lavorammo perciò come forsennati. A libro ultimato, con impaginazione e copertina e tutto, pronti per la stampa, mancò tuttavia l’okay dell’editore, cui ovviamente competono anche valutazioni che hanno rilevanza non solo editoriale ma anche economica.

    In ultima istanza fu deciso di non farne nulla, e questo per motivi probabilmente vari che in parte non conosco, ma ai quali – di questo son certo – non è stato estraneo il timore di ennesime e sempre nuove querele. E di questo problema delle querele, dopo qualche inutile scintilla, sarebbe anche il caso di tornare a parlare”.

  25. Virginia,
    per me tu riguardo a chi ha fatto il blog ne sai qualcosa…uhm, gatta ci cova.

    antonella,
    a Napoli si dice ” a merda cchiù si arrevota, più puzza”
    (la m…. più si gira, più puzza).

  26. ” poi il contenuto può far girare le balle o gridare Siiii, finalmente! (a seconda del tifo. sì, perchè quello è)”

    Falso: i contenuti di Facci sono calunnie allo stato puro, il tifo non c’entra niente. E infatti il cagasotto quando Mazzetta gli ha dato del falsario apertamente prima l’ha sfidato a dare i dati per querelarlo, poi ha cancellato tutto. Consiglio a Mazzetta, se ce l’ha ancora, di copiare per intero il suo commento nel post di Facci, che qui non può minacciare querele invano e poi cancellare tutto.

  27. Certo pero’ che anche questo qui sopra col nuovo Hitler e il nazismo iraniano c’ha dei problemini, eh…
    Poco dialogo in famiglia forse?
    Mah.

  28. di virginia posso dire che non condivido niente di quello che scrive (sintassi compresa) ma che non credo proprio sia un alter ego di facci.

  29. “antonella,
    a Napoli si dice ” a merda cchiù si arrevota, più puzza”
    (la m…. più si gira, più puzza).”

    Capito Facci?…nun t’ mòvere! (non ti muovere)

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