Prima che qualcuno dica che l’Italia non deve somigliare a Beirut; prima che qualcuno dica che le soluzioni militari non servono, che sono fumo negli occhi, inutili ed effimere campagne pubblicitarie… prima di tutto questo, voglio dire quanto sia piacevole pensare a quelle case rivoltate nel cuore della notte; a quei quartieri bucati come un panetto di burro con la lama calda. Quanto è bello vedere le loro donne, agitarsi come nelle commedie dei funerali per i morti ammazzati nelle loro guerre. Quanto è bello vedere i loro figli, che già da piccoli sono capaci di misurare la forza, capire che non c’è solo il loro papà con i muscoli di fuori. Quanto è bello vedere le strade, che non sono più terra loro, e vederli con la paura in faccia per uno sbirro che alza la paletta rossa se non hanno il casco in testa. Quanto è bello sapere che anche loro, qualche volta, sono costretti alla legge del più forte, che non sempre è quello che sa sparare per primo. Quanto è bello vedere quei grugni, che invadono i bar, i ristoranti, le strade, gli uffici che frequento anche io, contratti in una smorfia e non poter dire niente.
Prima di pensare che le divise, sparate in faccia alla gente onesta, deturpano il paesaggio, pensate a quanto facciano sentire meglio noi vigliacchi, incapaci di difenderci, affrancati da una forza che è solo violenza: violenza delle parole, dei gesti, della sola presenza.
Durerà poco e non servirà.
Lo so.
E lo sanno anche loro.
Ma tre mesi di vita in più a un condannato a morte, pensate siano niente, pensate valgano quanto i loro sputi?
Noi siamo i vigliacchi del tiramm’ a campà. Noi siamo quelli che si sentono forti solo se hanno una fiaccola in mano e una telecamera in faccia. Al buio, nella solitudine, è tutto più difficile, tutto più inutile. Eppure le passioni le abbiamo anche noi, il nostro spicchio di dovere lo facciamo, a volte. Non sempre. Quel che basta ad andare a dormire più tranquilli; quel tanto che serve a dire: una coscienza ce l’ho e non è morta. Come lo chiamate? pessimismo meridionale? va bene, a patto che capiate che significa avere i vostri stessi sogni, i vostri stessi diritti, i vostri stessi doveri e sapere che servono a niente.