Tronchetti Provera. Ehi, pensate se fosse stato anche capace di fare qualcosa, dove sarebbe arrivato. Una cosa qualunque, eh? Anche piccola. Che so, le bolle di sapone. Pettinarsi. Stare su una gamba sola.

Passiamo ad altro.

Il temino di oggi è: la musica di sssinistra. E’ noiosa come i film di sssinistra?

Cioè, lasciamo stare gli scarsi sommovimenti della top 5, con Giusy Ferreri in testa (ma è l’ultima settimana. Se i Metallica non la tirano giù di lì, come penitenza prometto per la prossima settimana un elogio dello straordinario talento musicale di Federico Zampaglione in arte Tiromancino) e Jovanotti che risale al n.2 e i Coldplay che scalano al n.3) e allarghiamo il campo visivo. Con le due nuove entrate, più una vecchia sòla.

Entra al n.7 Ottavio della BandaBardò.

Entra al n.22 Il mulo, di Cisco, ex Modena City Ramblers.

Tiene al n.36 Dalla pelle al cuore di Antonello Venditti. Uscito 43 settimane fa. Capperi.

Chi continua a comprare Venditti? Perché? Quanti sono? Non è che sono una trentina la settimana e bastano a tenerlo lì nella top 40? Antonè, non querelarmi anche tu, lo sai che ti venero e un giorno farò anch’io un film tratto da una tua canzone (magari Peppino Peppinoooo figlio dell’amoreeeh). Ma se il compagno Venditti fosse un film, non sarebbe uno di quelli intitolati alle notti prima degli esami, bensì un qualcosa tra Verdone e Ozpetek, una di quelle robe che prendono lo spettatore dicendogli “Vedi? Questo è quello che siamo ora”. E lo spettatore, invece di dirgli: “Non dire cazzate” ci crede, e se è di sssinistra si deprime (se non lo è, no. La depressione, nella maggioranza, non attecchisce, specie di questi tempi) (il che prova che Montanelli, che era un depressone, era di sinistra come si è visto alla fine, ciaveva ragione Silvio).

Quella di Venditti comunque è una persistenza della memoria: se continua a vendere quelle x copie è perché molti si ricordano quando scriveva canzoni monumentali, e altrettanti si ricordano quella stradaaaah – eravamo noi e lui. Ma anche per Cisco è un fatto di memoria: il profeta di “Non c’è primo maggio senza Bella ciao!” ai tempi dei MCR, nel suo nuovo disco (intitolato non a caso all’animale della cocciutaggine) omaggia Ivan Della Mea e ripete: “Continuo ad aspettare la mia rivoluzione”. Se Cisco fosse un film, sarebbe un film di Sabina Guzzanti, non so se Viva Zapatero o Le ragioni dell’aragosta.

Quello della BandaBardò è sicuramente il caso della settimana e smaccato pretesto per il presente temino: chi se l’aspettava, in top ten? Con tutto l’affetto che si può avere per loro, c’è la concreta possibilità che questo n.7 dica una parola definitiva sulla quantità di dischi che si vendono in Italia. Ma nel dettaglio, premesso che la Banda è sempre stata meno cocciuta dei Modena City Ramblers nella sua impostazione folk, non credo di dire niente di grave affermando che il credito di cui godono sia basato più sulla fama di caciaroni da festa picaresca ed etilica, che non per le loro ambizioni artistiche. Che poi, dette ambizioni ci sono: Ottavio volendo potrebbe essere definito un’opera rock, un concept album. Se l’ambito pop e rock non fosse da temere come da sana tradizione demoproletaria. Loro invece conoscendo i loro polli ne parlano come di un “dramma teatrale in quattro atti”. Il protagonista nel suo viaggio “dalla nascita alla rinascita” (ops. Rinascita. Toh) incontra “la varietà del genere umano: diseredati, potenti, uomini di fede e donne splendide”.

E’ una divisione un po’ facilona, veh. A me ricorda i miei compagni di liceo che leggevano le prime tre pagine del Capitale e dicevano “Ah! Ho capito”.

(nota bene: nel Capitale mancano le donne splendide. Penso sia il suo punto debole. Ma il mio non è materialismo storico, è storico materialismo).

Voglio dire, siamo ancora a questa suddivisione umana? E dove stanno i nerd? E gli scambisti? E le sociologhe? E la tipa che stamattina alla cassa dell’Ipercoop ci ha tenuti tutti lì per un’eternità perché le era venuto un ripensamento sul diario dell’Inter da comprare al figlio, e la cassiera aveva già cominciato a battere e ha dovuto tenerci in stand-by? Con la gente che ostiava lei, il figlio e l’Inter, e la cassiera che pensava: “Ah, perché non sono la Giusy Ferreri?” (…giusto per stare in argomento musicale, se no poi dicono che sono un incompetente) (invece, vedete?)

A me questo zoo umano di Ottavio - e i ricchi e i preti e il vecchio anarchico e la bella donna, e lo teatro - mi ricorda tanto qualcuno. Laonde, mi sento di dire che se la BandaBardò fosse un film, sarebbe Musica per vecchi animali di Stefano Benni con Dario Fo e Paolo Rossi.

Beh, che dire.

“Poi dice che la gente si butta a destra”.