6 Comments

  1. Giochiamo che:

    Ci leggevamo lo speech di Sarah Palin, dopo quello di Obama. Minoranze per minoranze.

    Per par condicio facevamo una vignetta sporca sui neri. Che male c’è? Si può far satira su certe religioni, sulle donne bigotte o puttane, ecc. Chessò, butto lì un’idea, facciamo un search per vedere se ci sono foto di Obama naked, giochiamo con Osama, insinuiamo sul bigottismo filo islamico, guardiamo che forse c’è pure un “maiale” dem e nero a Detroit, mostriamo le rughe delle carampane “liberal” che giocano sulla cofana della Palin e analizzano la faccia di Hillary. E diciamo pure che, poveretta (sta in Alaska con gli eschimesi), quel figlio down da Noi non ci sarebbe “stato”. Che male c’è? È satira.

    Se non eravamo capaci di leggere gli speech oppure che ci annoiavamo o quanto sopra non ci faceva ridere, concludevamo con una bell’analisi sociologica sul fatto che gli americani sono una massa di idioti e che al G8 di Genova, ad esempio. E, piuttosto che ai vignettisti satiri, affidavamo la preziosa riflessione ad uno dei nostri top bloggers.

  2. cara virginia,
    mi piacerebbe tanto giocare con te, ma potresti inventare un gioco nuovo?
    grazie.

  3. riccardo romani, inviato di sky tg24 dagli usa, parla da un po’ della palin, poi di obama.
    e vabbè (!) ma parla con la vocetta peggio di quella di giordano.
    gli uomini con la vocetta mi fanno strano. mi fanno paura. mi fanno allontanare anche se sono fatti, anzi anche se non sono fatti come giordano.
    ora, a parte il romani, chiedo alle donne qui: ma la vocetta?
    parliamo della vocetta? e se vi capita uno con la vocetta?

    qualcuna, o qualcuno, può dire qualcosa delle voci?
    sono pur sempre parti significative del tutto: ora, ad esempio, odo quella di la russa.

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