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Classe '65. Adolescenza in pieni '80 tra Tenax e Frigidaire (in mezzo c'è tutto). Attualmente, assieme ad altri 8 ragazzi realizziamo volantini per i supermercati. Di segno da sempre e... uff. Mò m'ha preso tristezza per quella cosa dei supermercati e non riesco a finire il profilo. C'è roba mia su www.canemucca.com e su canemucca.tumblr.com

33 Comments

  1. C’è poco da ridere la memoria corta degli italiani funziona sempre : prima tanto can can perNON VENDERE LA COMPAGNIA DI BANDIERA adsesso ? Et voilà il piatto è servito la manina fatata “della compagnia del teatro instabile” ha rassicurato che nessuno andrà a spasso! ma li vedete voi gli inpegati Alitalia che vanno a lavorare alle poste? e non 2mila come aveva detto quel “buono a nulla” di spinettà ma udite udite 7 mila ; il bello è che farnno 2 compagnie una sana e la vendono e una non sana e ce la smazziamo “noi” la ggggente che paga per errori di latri :-) come dicono a milano cuntent sciura?

  2. Con i sindacati che ci sono in Italia non è che si possa fare molto di più. Chi la prenderà nel didietro sono solo i contribuenti che dovranno continuare a mantenere una massa enorme di fancazzisti assunti solo per motivi clientelari e per tacitare i sindacati.
    Questi pesi morti saranno ben felici di andare alle Poste dove potranno lavorare ancora meno e saranno ancora più protetti.

  3. hehehe… famo la cordata, non je la si può regalare ai francesi. LA FACCIO COMPRARE DAI MIEI FIGLI!
    (ragà, non dimentichiamoci dei sindacati, che al tavolo c’erano seduti loro, non essebì).

    cianno fatto il culo TUTTI. a noi che pagheremo e stiam pagando, dico.

  4. I nostri sindacati andrebbero aboliti. Sono vecchi e sono una delle cause per cui l’economia italiana ristagna e si imputridisce ogni anno di piu’. Si dovrebbero aiutare le aziende che vanno bene non quelle che vanno male. Putroppo la mentalita’ del “posto sicuro” non e’ sostenibile e ne si paga le conseguenze comunque. I sindacalisti dovrebbero capire che niente e’ per sempre, che e’ normale affrontare delle crisi e dei cambiamenti e che il piu’ delle volte se ne esce con un lavoro nuovo magari migliore del vecchio. Ovviamente perche’ questo avvenga bisogna investire i soldi dei contribuenti in ammortizzatori sociali e corsi di aggiornamento non in “pagare i debiti” delle azziende sputtanate. Ma ovviamente i debiti li si fanno con le banche e qualcuno diceva che “politici sono i camerieri dei banchieri” (Ezra Pound).

  5. E se esportassimo i sindacati? Lo so, è una vecchia idea però non dovremmo avere difficoltà a spacciarli per qualcos’altro ai potenziali acquirenti. Non originali taroccati alla cinese, ma proprio merce contraffatta all’italiana. Potremmo venderli ad un prezzo vantaggioso agli Stati Uniti come organizzazione umanitaria governativa mandando in tilt l’amministrazione americana. Oppure?

  6. Li vedrei bene in Cina, lì potrebbero sul serio difendere i diritti degli sfruttati invece di difendere come fanno ora i privilegi corporativi degli ipergarantiti.

  7. se i sindacat non difendono i diritti di chi è garantito, i garantiti diventano non garantiti e quindi il lavoro del sindacato fallisce.
    Difendendo i garantiti si crea un perimetro di garanzia ove prima o poi possono entrare i non garantiti.
    O i sindacati dovrebbero “sgarantire” i garantiti? e dopo i non garantiti cosa trovano nel terreno delle garanzie?

    Birba, invece delle frasi fatte prova a usare quella buffa appendice in cima al collo, compresa fra due orecchie e presumubilmente sovrastata da una peluria più o meno folta detta capelli.

  8. Nel 2001Ricordo che il 50%, degli iscritti ai sindacati confederali è Pensionato,provate ad aggiungere questo dato alla discussione,calcolando che la nostra popolazione diventa sempre più vecchia.Se devi garantire i diritti ai pensionati,da qualche altra parte questi benedetti soldi delle pensioni si devono trovare.Concordo pienamente con quanti scrivono di ipergarantiti, sempre con il culo parato,ma quì si dovrebbe discutere di Alitalia come azienda e non solo dei suoi dipendenti.
    La cosa che più mi da sui nervi,è questa strafottente faccia da tolla che abbiamo nell’esportare l’arte del “furbettismo”.
    Siamo capaci di truccare le carte in tavola,anzi di cambiare le regole del gioco e subito dopo di dire a Spinettà, che si è trattato di una burla e di investire nel nostro paese,che non c’è pericolo.Questi comportamenti hanno minato la fiducia degli investitori stranieri,che vedono l’Italia come un’immensa azienda a conduzione “Familiare”.Di quelle “Famiglie”che sanno sempre quando è il momento buono per investire,delle solite famiglie, sempre le stesse,che si consegnano il paese in eredità di padre in figlio,di madre in figlia.Come al solito ci sono riusciti,e noi siamo a parlare di esuberi e sindacati,con, in compenso,un “nuovissimo” buco del culo. ;P

  9. Bravo pitti hai fatto la tua battuta, clap clap.
    Ora che so cosa pensi di me (ma temo di non essere un argomento interessante per tutti gli altri) sono più tranquillo. Infatti mi chiedevo ansiosamente: ma cosa diavolo penserà il buon Pitti di quello che ho scritto?
    In ogni caso ti sbagli su tutta la linea, creando privilegi corporativi e ipergaranzie non si crea un circolo virtuoso ma esattamente l’opposto. E ne abbiamo esempi tutti i giorni. Alitalia è solo uno di questi.

  10. Ah, adesso il problema di Alitalia sono i sindacati? Bene. E a me che, povero stronzo, sembrava che la buffonata (condita da un sempre gradito insider trading di inizio campagna elettorale) l’avesse fatta qualche pagliaccio che parlava di non dar via la compagnia di bandiera, di cordate familiari, di Aeroflot, di prestito ponte (poi effettivamente realizzato in barba a tutto). E invece qua le merde sono i sindacati.

    Che povero stronzo che sono, non capisco mai un cazzo.

  11. hehehe
    spè Uvo…
    il nano ha fatto il solito circo, fottendosene di alitalia, dei dipendenti, degli italiani tutti (che tanto siam plebe nel suo regno) e ha infocato l’aria per tornaconto suo.
    questa è storia.
    però, come mi trovavo a rilevare in un precedente intervento, al tavolo con Spinetta non s’è mai seduto Berlusconi (a che titolo? non era ancora PM), ma erano seduti i sindacati.
    Anche questa è storia.

    Qui a cercar di capire chi è stato più coglione ci vuole il fotofinish.
    :)

  12. … fatemi capire … io lavoro da 35 anni e sarei un privilegiato ? perchè c’è il sindacato che mi protegge? ma dove vivete? la società dove io lavoro se decide di trasferrsi alla Cayenna o alle bahamas non c’è sindacato che tenga lo fanno e nulla più … soltanto il tempo tecnico di fare i pacchi con le cose che le appartengono ( ciè nulla visto che tutto è in leasing o giù di lì) e poi se ne vanno! e voi pensate che il sindacato abbia la forza di impedirlo? forse vivete in un altro paese ! qui da noi chi lavora mantiene pure gli altri compresi gli industriali che capitalizzano i profitti e scaricano sul pubblico le perdite! secondo voi questo è capitalismo ? alcune nostre società in altri paesi veramente capitalisti viverbbero il tempo di un week end … invece qui da noi ciuca e baraca! tanto chi lavora paga per tutti … per cui daimo a cesare quel che gli compete e il resto all’altro se gli compete

  13. non ti preoccupare gicrobotdacciaio i sindacati da iene quali sono si avventano solo contro le superditte paraculate e politicate.

  14. Sono andato di là, in castigo, a riflettere convinto che, meditando, avrei capito.
    Ma adesso sono tornato e mi sento ancora lo stronzo di prima: sicuro che in questo caso la figura delle merde-parassiti-vergognadell’Italia la stiano facendo i sindacati? No, sapete, è perchè ho ancora dei dubbi…

  15. Puoi toglierti i dubbi, dati che persino gli stessi sindacati hanno ammesso che lasciare il tavolo con Spinetta è stato un errore. Ed è ovvio da allora a oggi la situazione è di molto peggiorata, qualsiasi persona di buon senso si rende che per una azienda che perde in media unmiliarid al giorno, ogni giorno perduto è un danno gravissimo. Soprattutto per i contribuenti, dato che quei 300 milioni di prestito ponte non lo pagano i sindacati ma i contribuenti. Pensiamo a quanto è ipertrofica AZServizi, terreno di favori clientelari che ha assunto centinaia di persone di cui non c’era alcun bisogno.
    E quando l’azienda tirava davvero le continue tensuoni, gli sicoperi, l’impossibilità di arrivare ad accordi duraturi, la iper difesa ad oltranza di tutti i posti di lavoro (persino di coloro che furono beccati a rubare negli hub e che dopo tante polemiche zitti zitti sono stati reintegrati) sono stati tra i fattori che hanno lentamente portato alla crisi strutturale che ha reso l’azienda debole e marginale in un mercato in forte cambiamento per l’ingresso del low cost.
    Certo non si deve esagerare con la croece ai sindacati, le passate dirigenze hanno enormi colpe, anche superiori a quelle sindacali, ma insomma tutti ci hanno mangiato su Alitalia e tra i vari attori di questa triste vicenda il più pulito c’ha la rogna, come dice la nonna.

  16. beh, saim Birba, le battute riuscite o meno, ma anche tiu non è che fai poi sganassare dal ridere, te le cerchi con le frasette buone per tutte le stagioni sui sindacati.

    I sindacati sono quella cosa che se difendono chi lavora (stabilità, salario, pensioni ecc) allora non vanno bene perchè affossano il Paese.

    Se non difendono chi lavora (chi cazzo sono poi i garantiti, un impiegato delle poste a 1000 euro?) non vanno bene perchè nonhanno difeso chi lavora.

    Birba, sai solo dare addosso allo stesso cane solo perchè il coro canta la medesima canzone da 25 anni.

  17. Non vorrei passare per il figlio di Epifani o il cugino di Cremaschi, men che meno per il fratello di Angeletti però mi sembra che gettar letame sui sindacati e, ancora di più, auspicare -per poi giurare, subito dopo, che si stava scherzando- un loro definitivo scioglimento mi sembra da popolino leghista paesanotto e arrabbiato a prescindere. Che ci siano corti circuiti all’interno dei sindacati è evidente, ma trovatemi un ambito al cui interno non vi siano incoerenze, contraddizioni se non proprio nicchie di privilegi per povere bestie e truffaldini (penso ai partiti, alla Chiesa, alle società sportive giù giù fino ai circoli della bocciofila). Ma da qui a domandarsi a cosa servano i sindacati beh, ce ne passa. Di più: di qui ad asserire che il problema italiano sono i sindacati allora casco dalle nuvole e mi chiedo: ma a far della Costituzione carta da culo sono stati i sindacati? A cucirsi addosso leggine sono stati i sindacati? A corrompere giudici sono stati i sindacati? A fare la campagna acquisti dei senatori sono stati i sindacati? A screditare i giudici, offendendoli quotidianamente, sono stati i sindacati? Ad avere il monopolio dell’informazione sono stati i sindacati? Ad avere un conflitto di interessi unico nell’Occidente del mondo sono stati i sindacati? Ad abbassare -fino a renderla rasoterra- il livello dela politica con veline, starlette, carfagne, carlucci, tette, culi, pompini, raccomandazioni per puttanelle da due soldi sono stati i sindacati?
    E, per ritornare nel seminato: a fare prestiti ponte, insider trading, incontri con Putin per Aeroflot&Bagaglino, vendere-nonvendere-svendere Alitalia alle cordate di figli/nonfigli/amici SONO STATI I SINDACATI?

  18. @uvo
    hehehe, macchè, no, no…
    è che dagli stronzi ci s’aspettano stronzate, mentre dai sindacati (con tutte le magagne che qualsiasi associazione superi il numero di due persone ha al suo interno) non ce le si aspetta, non così grandi, quindi c’incazziamo.
    Poi, il numero ha sempre fatto la forza (contrattuale) quindi ovvio che i sindacati abbiano un occhio di riguardo per chi fa corpo, anche se, bisogna dire, l’ultimo “nessuno” impiegato d’una dittarella da 50 dipendenti è sicuro di poter contare sull’assistenza sindacale in caso di rogne (questa è cosa buona).
    Quello che si rimprovera qui, però, è stato l’aver giocato male una partita che poteva chiudersi con perdite ragionevoli.
    Le colpe del nano sono gigantesche e magari proprio per questo non se ne coglie ancora l’enormità, o almeno non la colgono tutti.
    La conferenza stampa di ieri dimostra come sia possibile inventarsi una realtà fittizia e contare sulla volontà di credere dei suoi fedeli.
    Questi ultimi ormai sono al pari di fanatici religiosi. Il loro Dio, quello in cui hanno riposto speranza di salvezza, semplicemente non PUO’ sbagliare, quindi anche metterli di fronte all’evidenza non serve.

    Spero che presto (sicuramente non sarò più in vita per vederlo, perchè prevedo tempi lunghi) torni l’amore per il dubbio (non il sospetto, attenzione!), per saper mettere in discussione, valutare e anche perdonare (senza assolvere da colpe) le persone in cui riponiamo fiducia.

    Minchia, mi sembro na specie di Don Peppone a rileggermi.
    hehehe

  19. Makkox, ma don Peppone è una sintesi ottenuta in laboratorio di don Camillo+sindaco Peppone?
    Che i sindacati, come dice giustamente Armyz, abbiano avuto un ruolo nel teatrino siamo d’accordo.
    Però m’incazzo quando si smette di parlare di quello che è la causa di tutti i mali (e il primo che mi taccia di qualunquismo si vedrà travolto da un dettagliatissimo elenco di misfatti dal 1994 a stamattina) per prendersela, come diceva Piti in precedenza, SOLO con lo stesso cane che è ingenerosamente bastonato, da 25 anni a questa parte, da leghistelli ignoranti come zulù e padroncini finto capitalisti.

    Ad ogni buon conto, è sempre un piacere leggere i Makkox e i Piti vari.

  20. Uvo, d’accordo su tutto, e aggiungo: la finiamo con questa storia che siccome uno dagli stronzi si aspetta stronzate, li riteniamo meno colpevoli di quelli più vicini a noi? Va beh che siamo in democrazia, ed essere stronzi è un diritto, ma qui c’è chi se ne approfitta…

  21. Sullo sfondo c’è che in Italia non si riesce a far fallire una grande impresa insolvente. Non ci si riesce. Si permette che questa prosegua come un morto che cammina, trascinando con sé altre imprese e lavoratori, e si interviene sempre “dopo la puzza”, con amministrazioni straordinarie ormai inutili, quando non c’è più niente da fare se non prendere atto del disastro. In tutto questo, per la mia esperienza, sono tanti ad avere colpe: i sindacati e la loro miopia, il sistema bancario che talvolta fornisce solo quelle “boccate d’ossigeno” necessarie a far galleggiare la baracca per pochi mesi (e per ragioni non encomiabili), e certamente il sistema politico, che mette il naso nell’economia in modo proporzionale alle dimensioni dell’impresa, riversando sui cittadini il costo di questi ritardi. È così difficile capire che fa, purtroppo, parte delle regole del gioco il rischio di fallimento, e quindi il rischio che lavoratori perdano il proprio lavoro? E che, però, quanto prima si attiva una procedura concorsuale, tanto più efficacemente si può intervenire per limitare i danni?

  22. @Fiandri
    permettimi una precisazione sull sfondo “c’è proprio l’italia o quel recinto nel quale siamo rinchiusi” dove semplicemente NON SI RIESCE A FAR RISPETTARE LE REGOLE … tutto lì … “ma tanto è così dappertutto”. Lo giuro il prossimo che me lo dice “gli sputo in faccia” così lo “profumo ” come diceva qualcuno.

  23. intervengo per lanciare un’altra merda nel calderone.

    Ok, i sindacati, er reuccio d’italia; entrambi colpevoli d’esersi giocati male una mano di poker coi soldi nostri.
    Vavè, assodato.

    Ma modificando la legge sul fallimento, per poter smembrare alitalia in una parte sana e una marcia, produce un altro effetto: tutti i manager dell’azienda che l’hanno portata nella fogna, sono SALVI! Non perseguibili.
    Non chiedetemi di mettere qui il perverso meccanismo, ma è così. Informatevi.

    hehehe… Alitalia…
    Ragazzi, pensavate che prendere nel culo un jumbo jet fosse così indolore? Era solo il muso quello che avete sentito fin’ora, adesso tocca far passare le ali :)

  24. … et voilà siore e siori … sapete come si chiamerà la nuova compagnia di volo nazionale ? ve lo dico io ” AERnano” …
    cuntent sciura?

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