Ier l’altro camminavo in corso Vittorio Emanuele, a Milano. Dalla Galleria sono usciti sei esponenti della Polizia Municipale. Alle loro spalle, dentro la Galleria, spiccavano due Carabinieri, di quelli alti - con i pennacchi, con i pennacchi. Cinquanta metri più avanti, all’ombra della mia cattedrale preferita e proprio sotto la mia gargolla preferita (quella che sembra l’indimenticato ciclista Miro Panizza) stazionavano due camionette dell’Esercito e due auto della Polizia di Stato.

Che magnifico dispiego di sicurezza, in nemmeno cento metri, e in un punto così periferico. Insomma, lo vedete che la Dittatura delle Libertà alla fine ci protegge. Finalmente io e voi e la libera impresa possiamo passeggiare sotto al Duomo alle tre del pomeriggio senza paura di essere stuprati nell’indifferenza generale. Siamo un Paese stabile e lo conferma la hit parade: stabile, appunto. Identica da tre settimane. Giusy Ferreri, MiticoLiga, Jovanotti, Coldplay, Madonna. Hanno smesso anche di cambiarsi di posizione nella top 5, che comunque è affar loro già dal 10 luglio, giorno in cui la Giusy, col suo disco da 9,99 euro (“…avete capito bene!”) è diventata premier.

E già che ci sono, vorrei far notare una forma musicale di continuità tra il nuovo, fighissimo fascismo 2.0 e la sua versione primitiva del Ventennio. L’autarchia. In questo momento siamo l’unica nazione tra quelle realmente rilevanti ad avere un prodotto autoctono (Giusy Ferreri, appunto) in testa alle charts. Tutti gli altri, si affidano agli stranieri. Tanto per cominciare:

- Nel cuore dell’Impero, al n.1 c’è Rihanna con una canzone considerevolmente brutta che si chiama Disturbia. Rihanna è delle Barbados, che gli americani considerano roba loro, ma in realtà sono uno Stato sovrano con la sua bella bandiera (blu e gialla e con una forchetta in mezzo).

- Viceversa, nel Regno Unito la regina è americana: Katy Perry, la porcona che si vanta di aver baciato una ragazza, oh là là. I kissed a girl è più brutta di Disturbia, in effetti è così brutta e ovvia che sembra scritta da Jo Squillo, ma è bello pensare che al mondo c’è un altro popolo così disperatamente arrapato da premiare qualsiasi confusa ipotesi di maialeria.

- Al contrario, i francesi si confermano insensibili alla carnazza, e davvero non si capisce per quale motivo un’italiana su due abbia trovato modo di finire a letto con un mangiarane: pensate che al n.1 mandano addirittura gli asessuati inglesi Coldplay con Viva la vida.

- Per i tedeschi invece la canzone dell’estate è All Summer Long, di un americano, Kid Rock. Su di lui vale la pena soffermarsi per diversi motivi. In primo luogo, perché è veramente scarso – i suoi rap sono veramente roba da ritardati, tranne quello in cui affermava: “Bawitdaba da bang a dang diggy diggy diggy said the boogie said up jump the boogie”, messaggio nel quale mi sono sempre un po’ rispecchiato. In secondo luogo, ha ospitato Afef sul suo yacht, non so bene perché - ma il fatto è che io e Afef siamo uniti da un sentimento molto profondo, entrambi ogni giorno fantastichiamo languidamente sui benefici che il nostro conto in banca trarrebbe dalla morte prematura di Tronchetti Provera. Fermi, non ho detto che solo per i prezzi da grassatori senza vergogna applicati dalla sua inefficientissima compagnia telefonica auguro a Tronchetti una morte ricolma di inutili sofferenze – ehi, non fatemi dire cose che NON ho detto. Ma tornando a Kid Rock e alla mancanza di vergogna, bisogna avere rispetto per uno che prende Sweet home Alabama, la suona uguale ai Lynyrd Skynyrd, ci canta sopra: “Ehi, gente, quant’era bella Sweet home Alabama”, e al momento del ritornello NON canta Sweet home Alabama. E’ come uno che riesce a vendere bambole gonfiabili usate, e dopo aver sigillato tutti i buchi.

- Chiudiamo con quelli che ci sorpassano, masnada di schifosi. Ebbene: almeno in Spagna, uno si aspetterebbe il legittimo trionfo del tormentone estivo spagnoleggiante, baila muchacha caliente de mi vida – …invece no! In testa c’è una cantante BELGA! Di tutti i posti! Kate Ryan, con Ella, elle l’a, pezzo in francese. Bah, sciocchi stranieri esterofili, siete ridicoli, voi e la vostra moneta unica e i vostri iniqui regolamenti comunitari: ma non illudetevi: noi italiani difenderemo le nostre Libertà, la nostra bella musica, e i nostri preziosi fluidi vitali.