Ciao ragazzi, tutto a posto. Vi scrivo dal mio iPhone sorseggiando daiquiri circondato da belle pupe su una spiaggia deserta. Sì, magari. Invece sono qui nel patio di casa, con il mio vecchio portatile e una connessione a 56k, perché in spiaggia si è scatenato l’inferno ferragostano. Avete mai visto un’ammucchiata di donne represse fare acqua-gym ballando salsa a mezz’acqua guidate, a riva, da una cicciona isterica? Io sì. Sono esperienze che ti segnano. Dice, cosa ti ricordi dell’estate 2008? Mah, veramente non ricordo gran che. Però, aspetta, c’era una cicciona che si agitava in riva al mare. Ecco, ho avuto la certezza che qualsiasi altro ricordo di quest’estate verrà oscurato da questa ingombrante interferenza. Poi ho pensato: questa qui è un’icona. L’icona della lotta di classe! Perché oggi come oggi bisogna lottare per avere classe, e si vede benissimo che lei sta ancora lottando. È l’Italia del vorrei-ma-non-posso, del facciamo-finta-che. Un Paese che rivuole indietro la società delle classi abolita dai cattocomunisti. Quelli per cui siamo tutti uguali. Dice, macché uguali, ma non lo vedi che cicciona? Certo che la vedo, come potrei non vederla? Ma la vedi in quanto fai finta di non vederla oppure la vedi in senso paradigmatico? La vedo come simbolo di un’Italia che fa finta di essere quello che non è. Plebei che fingono di essere borghesi. Borghesi che fingono di essere aristocratici. Aristocratici che fingono di essere plebei. E questa qui che fa finta di essere magra. Rieccola che passa. Guarda, mi ha fatto pure perdere il filo. Che stavamo dicendo? Sì, i cattocomunisti. Quelli per cui anche una cicciona può insegnare ai magri come dimagrire (tanto siamo tutti uguali, no?). Invece era tutto più facile una volta, quando eravamo diversi. Adesso, per essere uguali, tocca fare sacrifici enormi. Come le casalinghe del nord-est che pagano la spesa a rate con la carta di credito. Come il tizio che ha fatto installare l’impianto a gas sul suo gippone Porsche (me l’ha raccontato il mio meccanico che quando fa spaccati dell’Italia è più preciso di Renato Mannheimer). La vera lotta di classe inizia adesso. Non quella per far finta di essere uguali, ma quella per far finta di avere classe. Intanto mi tuffo e faccio finta di arrivare alla secca (sempre meglio della cicciona).