The Classifica 28. Cinesi fottuti

Ma perché i cinesi se ne sbattono del beach volley? Forse non amano i culi? Come possiamo confrontarci con questa gente che rimane indifferente ai culi? Come possono svilupparsi una libera stampa e una libera opinione in un Paese così uncool (…buona questa, vero?). Come possiamo esportare la democrazia in tale assenza di affinità ideali? Come possono le nostre imprese trovare un mercato ricettivo? No, amici, è inutile girarci attorno: o noi, o loro. Non si accettano compromessi su queste cose. Approfittiamo delle Olimpiadi, che sono distratti (da tutti gli altri sport noiosi) e rolliamoli. Niente se e niente ma, sappiamo tutti che è in pericolo tutto quello per cui i nostri nonni hanno lottato. Stanno svanendo i punti di riferimento essenziali. Guardate quest’estate 2008. Siamo senza tormentone. Senza Giochi Senza Frontiere. Senza Festa dell’Unità.

(sì, ci sarà la Festa Democratica – con quel bel nome sexy, tutto una promessa. “Che si fa stasera?” “Si va alla Festa Democratica” “Vai, figata! Si becca sicuro”)

E senza Festivalbar. Le cui due raccolte, la blu e la rossa, affondano tristi nella classifica delle compilation, nella quale trionfa iMusic Summer Compilation 5. In vendita con Sorrisi & Canzoni, a 9,99 euri, con 30 euri di telefonate wind aggratis.

La blu e la rossa vengono precedute persino da Hot Party Summer e Hit Mania Estate.

(che titoloni fantasiosi le compilation, vero? Immagino ci sia un team di creativi che li partorisce dopo generose autosomministrazioni di sostanze ricreative)

Comunque, con il loro laconico quarto e quinto posto, la blu e la rossa salvano appena la faccia, cosa che non farebbero se conoscessero l’onta di finre dietro a Papeete Beach, alla tarrissima M20 Compilation e alla supercafona Supalova Club vol. 15.

Ora, anticipando la vostra muta domanda: SI’, mi sto occupando della classifica delle compilation perché quella degli album più vendute è sempre uguale, da tre settimane, e non so più cosa dire (…mi viene in mente l’unico guizzo realmente apprezzabile dei tifosi interisti nei loro 90 anni di vita lamentosa: lo striscione “Non so più come insultarvi” apparso a San Siro 4 anni fa) (ecco, io invece non so più come insultare la classifica degli album, perciò passo alle compilation).

Anticipo anche l’altra vostra muta domanda: NO, non sto per rifare l’elogio funebre del Festivalbar, gli ho già dedicato la The Classifica 20.

Avete altre mute domande da fare? Bene, perché quello che volevo far notare è una piccola cosa: che a boicottare la compilation rossa del Festivalbar, pubblicata dalla EMI, è la stessa EMI, che pubblica anche iMusic Summer eccetera. Le tracklist dei due cd coincidono per nove pezzi: dai fighetti Ting Tings alla cover-caciotta di Zucchero, dai “ragazzi da spingere” One Republic e Kooks al soprammobyle Moby, dall’immancabile MiticoVasco con Gioca con me a un successo ormai vecchio di Duffy. Per la iMusic la EMI ha persino osato quello che per il Festivalbar non aveva avuto il pelo sullo stomaco di fare: buttare dentro Love love love di Lenny Kravitz spacciandola come “successo”. Chi compra iMusic comunque tollera tutto, anche che si apra con il pezzo voluto dallo sponsor (Kelly Joyce, Rendez-vous, la fanfaronata similswing che accompagna gli spot di Aldo Giovanni & Giacomo), in cambio di un disco che 1) costa meno 2) che ha dentro il mellifluo Sam Sparro.

In ogni caso questa quasi sovrapponibilità di iMusic e Festivalbar è interessante, perché forse alla fine il mercato sta mandando un segnale preciso. Non sono le canzoni, in sé, a non piacere. Il problema è il marchio. Basta con “Festival”, termine che emana quell’odore di tomba che proviene da Sanremo. E basta con “bar”, che fa Italietta di provincia e vecchi ubriaconi. Casomai, Festivalpub. O Festivalpube, che poi la rete giovane di Mediaset si può gemellare. Oppure ci si può gemellare con gli schifosetti del canale accanto, e intitolarsi Total Request Beach – ma no, che sciocchezze: come per Alitalia, la cordata per salvare Festivalbar deve nascere dall’impulso dell’uomo che la manifestazione negli anni ha evocato a più riprese, facendo vincere brani dal titolo inequivocabile: Credi a me, Piccolo uomo, Il grande Baboomba e soprattutto l’assolutoria Che male c’è, niente di male – insomma proviamoci: chiamiamola Compilation delle Libertà e stiamo a vedere.

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15 Comments

  1. Cioè tu, da critico musicale, sei l’unico che potrebbe parlare di cooli chiamandoli in maniera finalmente motivata ‘Lato B’..e NON LO FAI???

    Sgrunt.

  2. ben detto.
    nel complesso ste complilation fanno schifo spacciando per house cio’ che house non e’ e che a malapena raggiunge lo status di “commerciale’, e infarcendole di schifezze alla Kelly Joyce per di piu’ mischiata e accostata a quelli che sono invece dei grandi artisti come Mobi.

    meglio scaricarsi, legalmente, i dj set, a cominciare da quelli presenti su http://www.newmixes.com

  3. Se non lo dico adesso alle 1.30 del 14 agosto non avrò più il coraggio di farlo. Su insistenza di mia figlia ho appena scaricato la Giusy. Ecco, l’ho detto, ora posso andare a dormire quasi tranquilla.

  4. x quel gran coglione di FILIPPO FACCI:

    14-08-2008 09:53

    Brugnetti:’Smog? a Milano e’ peggio’ Per marciatore vero problema e’ umidita’: ‘E’ come bagno turco’

    PECHINO, 14 AGO – ‘Lo smog? Vi assicuro che a Milano e’ peggio’. A dirlo e’ il marciatore Ivano Brugnetti, oro nella 20 km ad Atene. ‘Qui a Pechino il medico Piero Fiorella ed io abbiamo fatto un test per misurare la qualita’ dell’aria – ha detto l’atleta – i livelli di carbonio e nitrato sono risultati quasi nulli. Il vero problema e’ l’umidita’. Qui e’ come un bagno turco’. L’atleta spera di ripetere l’exploit olimpico.

  5. Ma con le canzoni a 0.99 hanno ancora senso le compilation? Uno fa prima a farsela da sé, comprando solo pezzi che gli piacciono. Alla fine per dieci canzoni avrà speso di più che per un CD di 17, ma sono 10 canzoni che piacciono, nessuno scarto e nessun inserimento forzato da parte dello sponsor.

  6. Datemi un suggerimento. Cosa faccio, prendo il post di Gemini che insulta il mio amico Faccione e lo sparo nel limbo (se poi il limbo non esiste, meglio)? Cioè, cosa si fa con uno che mentre state chiacchierando di musica con gli amici arriva, salta sul tavolo e grida: “Ehi, volevo dire che quel tipo che è entrato qui ieri e oggi non c’è, ecco, insomma è un gran coglione!”
    Ditemi se mi autorizzate a segarlo oppure se tratterebbesi di turpe censura.

  7. Il mio voto va a ‘non porti nemmeno il problema’.
    Non perché meriti di essere lasciato, ma perché

    a) Sia che tu lo tolga sia che tu lo lasci, nessuno si accorgerebbe della differenza

    b) Anche lo togliessi, i commenti che qui e là nei post si rivolgono a Facci sono periodici e puntuali e questo è parte fissa e inevitabile di questo blog.
    Toglierlo non contribuirebbe in alcun modo a risolvere il problema, quindi zero benefici, ma porterebbe te a farlo da oggi in poi ogni volta che è il momento ‘Facci coglione’, quindi una menata in più per te.

    Un’inutile (ai fini della risoluzione del problema ‘spam contro Facci’) palla pazzesca che fossi in te mi concederei il lusso di risparmiarmi, cosa che hai tutti i meriti per permetterti.

  8. Ma poi che saranno grulli a fare a gara a chi c’ha l’aria più inquinata? A me fanno ridere :-D

    Oh broono, scrivi i veri romanzi, ma ho scoperto che ad aver la pazienza di leggerti mi garba quello che scrivi. Siccome una volta ti avevo criticato per questo, ecco, volevo dirtelo.

    Oh, P.Madeddy (uahuhauha), scusa l’offtopic :D

  9. Ogni volta che scrivo mi viene mossa questa critica.

    Mi si cita sempre una roba tipo veriquet…mesilet…netiquet… che se non ho capito male dovrebbe essere tipo -‘a livella- ma una versione 2.0 estesa ai viventi e nel caso particolare frequentanti la blogosfera.

    La cosa bella è che tutti quelli che me la muovono confermano di non leggermi comunque (e allora che vuoi, dico io, continua a saltare no?) e poi sono gli stessi che quando si prendono la briga di leggermi confermano l’opinione sulla lunghezza ma rtirano il suo carattere negativo.

    Ecco perché, tendenzialmente, di quella critica me ne fotto.

    (è un grazie)

  10. Broono ce l’ha lungo ma Spider lo sa usare, direi quasi

    fa un caldo che pare di stare all’arena di Verona la sera della finale del ‘bar

  11. non esistono più i “TORMENTONI” quelli lunghi … esistono i tormenti quotidiani di notiziari pieni di vuoto pneumatico ( mi sono perso il grande esodo, ma mi rifarò con il controesodo) … dicevo di notiziari che escluse poche eccezioni sono starnazzamenti di serve da cortile … con cortei di fatti luttuosi e famigliari che piangono e interviste ai famigliari in lacrime fino alla settima generazione … e poi GRANDE : famiglia cristiana che si finge “dissidente” con il governo e con il potere e qundi con la sua “centrale” con batti e ribatti di precisazione e contro precisazioni … ovviamente commedia dei pupi; dopo un pò orecchie basse e crapone basso e tutti allineati e coperti “All together now”
    ma scusate cosa volte più di così ….

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