Uhm.

Insomma, Repubblica.it promette: “Rosita Celentano, tuffi nude look”.

Corriere.it rilancia: “Rosita a Formentera tra i nudisti”.

Che tecnicamente è vero. Solo che lei non è nuda.

Nudo, nella foto LaPresse proposta con doverosa puntualità da entrambi i prestigiosi quotidiani on line, è soltanto il suo fidanzato, un coglionazzo d’Asburgo-Lorena. Deduco che la 43enne figlia di Adriano e Claudia non sta più con il tipo dei California Dream Man. Chissà se la brava vip gli ha cantato la sua pregevole hit degli anni 90, Faccia di merda. Ma a prescindere dalle sofferte vicissitudini sentimentali di Rosita, personaggio incommensurabile che giustifica l’attenzione dei due imperiali organi di informazione – la verità è che, con tutta l’indulgenza possibile per due siti miliardari e progressisti costretti a rincorrere lingua penzoloni il troiaio Dagospia, ESSI SI BURLANO DI NOI.

Solo la tv ci ama. Solo lei ci fa vedere vip realmente nude. Solo lei ci consiglia bene. Della tv potete fidarvi. Vi dice cosa comprare, chi votare, cosa ascoltare. In top 10 ci sono Giusy Ferreri (da un mese n.1, grazie a X Factor), Marco Carta (n.7, grazie ad Amici), gli Aram Quartet (n.9, grazie a X Factor), Roberta Bonanno (n.10, grazie ad Amici). Il resto della bella diecina, orribilmente uguale, dal n.1 al n.8, a quella della settimana scorsa, include i poveri nomi su cui la discografia ha investito miliardi. MiticoLiga, Coldplay, Jovanotti, Madonna, MiticoVasco. Non include più Biagio Antonacci – cosa che di per sé sarebbe bastevole a riportare il sorriso a un paese triste, che non si riconosce più nel tormentone, ma solo nel tormento.

Oh, tutti se lo stanno chiedendo angosciati: ma qual è il tormentone di quest’estate? Niente da fare. Quest’anno, non c’è trippa per gatti. L’anno scorso, volendo, era stato il mefitico Toda joia, toda belleza di Roy Paci & Aretuska. Ma d’altro canto il tormentone allegrone, classifiche alla mano, non è che ci sia sempre. Appare in certe annate, in altre no. Tanto che è legittimo avanzare l’ipotesi che dipenda anche lui dal governo. Abbiamo avuto tanti governi tristi cui corrispondevano tormentoni allegri. Ora come ora abbiamo un Paese triste e un Governo allegro. Il risultato è che la gente si butta su una canzone estiva carica di angoscia e senso di precarietà, ovvero Non ti scordar mai di me della Giusy. E comunque, a parità di tristezza col MiticoLiga o coi Coldplay, la gente apprezza i dischi della tv perché costano poco. Sì, perché tre dei cd succitati contengono sei brani e costano noveeuroenovanta. Tranne quello di Marco Carta (10 brani, 15 euro) quelli degli altri telecantanti costano come costavano i singoli quando esistevano e avevano la loro classifica, che oggi invece non esiste più nemmeno nell’archivio FIMI/Nielsen. E’ però vieppiù interessante che la tv decida anche quello che la discografia non ha saputo decidere, cioè che rilanci il formato dell’EP e il prezzo del singolo, a ribadire che l’album è morto. Ha un prezzo assurdo ed è una tale fatica arrivare alla fine – del resto Franco Battiato, per quei privilegiati che sanno capire Battiato (cfr. Bluvertigo) lo aveva intuito già negli anni 80: da allora fa dischi cortissimi (…ma a prezzo pienissimo. Cosa dite? Questo lo rende un prodotto per una élite di colti abbienti? Beh, se lo pensate, andateglielo a dire) (no, davvero. Lo renderete felice).

E sono morte anche certe stantie categorie. Ad esempio, Mediashopping sta reclamizzando un cofanetto con i più grandi brani dei FANTASTICI ANNI 80. E ne fa sentire alcuni, di quei brani dei MAGICI ANNI 80. Tipo Heroes di David Bowie. Hold the line dei Toto. My Sharona degli Knack.

Sì, forse qualcuno di voi ha già intuito qual è il punto. Mancano Yesterday, e Bitter sweet symphony, e Seven nation army dei White Stripes e la Rapsodia in Blu. Perché nemmeno loro sono pezzi degli anni 80, ma essendo MAGICI, possono assumere questa qualità - come capitato a quelli succitati, tutti degli anni 70. Perché dopo anni in cui tutto quello che era targato anni 80 era deprecabile, qualcuno ha deciso per il contrordine, compagni.

80 = buono; resto = cattivo. Lo dice Mediashopping. Che è LA tv. Quindi, dovete fidarvi.