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	<title>Commenti a: Con Sandro Veronesi questa vita e pure quell&#8217;altra</title>
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	<description>Più che una testata registrata, un calcio nelle palle in diretta</description>
	<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 14:24:38 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Memento Media &#187; Blog Archive &#187; Con Sandro Veronesi questa vita e pure quell&#8217;altra</title>
		<link>http://www.macchianera.net/2008/07/09/con-sandro-veronesi-questa-vita-e-pure-quellaltra/comment-page-4/#comment-94085</link>
		<dc:creator>Memento Media &#187; Blog Archive &#187; Con Sandro Veronesi questa vita e pure quell&#8217;altra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 20:55:16 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Neri, Macchianera, 9 luglio [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Neri, Macchianera, 9 luglio [...]</p>
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		<title>Di: MJ</title>
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		<dc:creator>MJ</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 14:12:50 +0000</pubDate>
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		<description>"  ma saprà che cos’è la menzogna." 

Appunto, Virginia. Grazie di avere pubblicato questo pezzo.
Lorenzetti aveva gli strumenti per sapere cosa era menzogna e cosa no. Non li ha utilizzati.  
Ognuno può giudicare se è stato perchè non ha potuto o non ha voluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;  ma saprà che cos’è la menzogna.&#8221; </p>
<p>Appunto, Virginia. Grazie di avere pubblicato questo pezzo.<br />
Lorenzetti aveva gli strumenti per sapere cosa era menzogna e cosa no. Non li ha utilizzati.<br />
Ognuno può giudicare se è stato perchè non ha potuto o non ha voluto.</p>
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		<title>Di: Virginia</title>
		<link>http://www.macchianera.net/2008/07/09/con-sandro-veronesi-questa-vita-e-pure-quellaltra/comment-page-4/#comment-93460</link>
		<dc:creator>Virginia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 12:21:37 +0000</pubDate>
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		<description>Tolgo un link, causa moderazione. Per Fiandri e quello Intitolato. Quando si parla di contenuto diffamatorio dei virgolettati, di responsabilità, di affermazioni gravi, di andare a verificare, di giornalisti poco seri, buon senso, ecc. (Sinceramente, buon senso qui mi fa ridere).

http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=IS21Q

E quando si parla di pietose spiegazioni, scorrettezze, indignazioni varie, come si permette, giornale di cialtroni, ecc. leggere pezzo dell’intervistatore in merito.
Segnalo questo passo memorabile: “C’è il giornalismo che pretende di ricostruire la verità. C’è un altro giornalismo che sa di non poter afferrare con una presa sicura l’intera storia che racconta. E’ un giornalismo consapevole di un limite e accetta di lavorare a una continua approssimazione della verità, cosciente che non saprà mai davvero che cos’è la verità, ma saprà che cos’è la menzogna. La indicherà ai suoi lettori. Vi si opporrà, per quel che poco o molto che è in grado di fare. E potrà ripetere ai pochi o ai molti che gli concedono ogni giorno fiducia: “Non vi abbiamo mentito”.”
Ecco, questo passo lo porterei in Cassazione perché rielaborino le loro sentenze. L’”approssimazione della verità”. E costui, se non sbaglio, è pure vice-direttore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tolgo un link, causa moderazione. Per Fiandri e quello Intitolato. Quando si parla di contenuto diffamatorio dei virgolettati, di responsabilità, di affermazioni gravi, di andare a verificare, di giornalisti poco seri, buon senso, ecc. (Sinceramente, buon senso qui mi fa ridere).</p>
<p><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IS21Q" rel="nofollow">http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IS21Q</a></p>
<p>E quando si parla di pietose spiegazioni, scorrettezze, indignazioni varie, come si permette, giornale di cialtroni, ecc. leggere pezzo dell’intervistatore in merito.<br />
Segnalo questo passo memorabile: “C’è il giornalismo che pretende di ricostruire la verità. C’è un altro giornalismo che sa di non poter afferrare con una presa sicura l’intera storia che racconta. E’ un giornalismo consapevole di un limite e accetta di lavorare a una continua approssimazione della verità, cosciente che non saprà mai davvero che cos’è la verità, ma saprà che cos’è la menzogna. La indicherà ai suoi lettori. Vi si opporrà, per quel che poco o molto che è in grado di fare. E potrà ripetere ai pochi o ai molti che gli concedono ogni giorno fiducia: “Non vi abbiamo mentito”.”<br />
Ecco, questo passo lo porterei in Cassazione perché rielaborino le loro sentenze. L’”approssimazione della verità”. E costui, se non sbaglio, è pure vice-direttore.</p>
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		<title>Di: Virginia</title>
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		<dc:creator>Virginia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 12:03:52 +0000</pubDate>
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		<description>Per Fiandri e quello Intitolato. Quando si parla di contenuto diffamatorio dei virgolettati, di responsabilità, di affermazioni gravi, di andare a verificare, di giornalisti poco seri, buon senso, ecc. (Sinceramente, buon senso qui mi fa ridere).
http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=IS21Q
E quando si parla di pietose spiegazioni, scorrettezze, indignazioni varie, come si permette, giornale di cialtroni, ecc.
http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=IS0WA
Segnalo questo passo memorabile: “C'è il giornalismo che pretende di ricostruire la verità. C'è un altro giornalismo che sa di non poter afferrare con una presa sicura l'intera storia che racconta. E' un giornalismo consapevole di un limite e accetta di lavorare a una continua approssimazione della verità, cosciente che non saprà mai davvero che cos'è la verità, ma saprà che cos'è la menzogna. La indicherà ai suoi lettori. Vi si opporrà, per quel che poco o molto che è in grado di fare. E potrà ripetere ai pochi o ai molti che gli concedono ogni giorno fiducia: "Non vi abbiamo mentito".”
Ecco, questo passo lo porterei in Cassazione perché rielaborino le loro sentenze. L'"approssimazione della verità". E costui, se non sbaglio, è pure vice-direttore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Fiandri e quello Intitolato. Quando si parla di contenuto diffamatorio dei virgolettati, di responsabilità, di affermazioni gravi, di andare a verificare, di giornalisti poco seri, buon senso, ecc. (Sinceramente, buon senso qui mi fa ridere).<br />
<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IS21Q" rel="nofollow">http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IS21Q</a><br />
E quando si parla di pietose spiegazioni, scorrettezze, indignazioni varie, come si permette, giornale di cialtroni, ecc.<br />
<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IS0WA" rel="nofollow">http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IS0WA</a><br />
Segnalo questo passo memorabile: “C&#8217;è il giornalismo che pretende di ricostruire la verità. C&#8217;è un altro giornalismo che sa di non poter afferrare con una presa sicura l&#8217;intera storia che racconta. E&#8217; un giornalismo consapevole di un limite e accetta di lavorare a una continua approssimazione della verità, cosciente che non saprà mai davvero che cos&#8217;è la verità, ma saprà che cos&#8217;è la menzogna. La indicherà ai suoi lettori. Vi si opporrà, per quel che poco o molto che è in grado di fare. E potrà ripetere ai pochi o ai molti che gli concedono ogni giorno fiducia: &#8220;Non vi abbiamo mentito&#8221;.”<br />
Ecco, questo passo lo porterei in Cassazione perché rielaborino le loro sentenze. L&#8217;&#8221;approssimazione della verità&#8221;. E costui, se non sbaglio, è pure vice-direttore.</p>
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	<item>
		<title>Di: Virginia</title>
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		<dc:creator>Virginia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 15:06:06 +0000</pubDate>
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		<description>No dai. Ti sei intitolato da solo tante di quelle volte che ormai hai una wild card a vita. 
E stavolta, infine, “bastava un po’ di buon senso”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No dai. Ti sei intitolato da solo tante di quelle volte che ormai hai una wild card a vita.<br />
E stavolta, infine, “bastava un po’ di buon senso”.</p>
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		<title>Di: Leo</title>
		<link>http://www.macchianera.net/2008/07/09/con-sandro-veronesi-questa-vita-e-pure-quellaltra/comment-page-4/#comment-93043</link>
		<dc:creator>Leo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 13:08:28 +0000</pubDate>
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		<description>Io sono troppo poco intitolato per continuare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono troppo poco intitolato per continuare.</p>
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	<item>
		<title>Di: Fiandri</title>
		<link>http://www.macchianera.net/2008/07/09/con-sandro-veronesi-questa-vita-e-pure-quellaltra/comment-page-4/#comment-92990</link>
		<dc:creator>Fiandri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 15:33:25 +0000</pubDate>
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		<description>No Mj, non ce la faccio più
:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No Mj, non ce la faccio più<br />
:)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mj</title>
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		<dc:creator>Mj</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 09:33:03 +0000</pubDate>
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		<description>" E poi ti faccio notare che tu hai tenuto a precisare di essere un avvocato eccetera e io ti ho risposto in merito. Capisco che tu abbia pensato di assestare un colpo mortale dicendo di essere avvocato. Però, siccome la tua precisazione ha sortito pochi effetti, facciamo conto che ognuno di noi si basi solo su ciò che si scrive qui."

Questa è proprio bella. Una scrive " fantasiosi giuristi", oppure " gente che crede che basti cercare su google, l'altro gli risponde: " veramente , putacaso,io sarei del ramo..." ed ecco che si risponde " hai TENUTO a precisare che sei avvocato" e " la tua precisazione ha sortito pochi effetti" , come se niente fosse. ( quello di mandare a ramengo i commentini pretenziosi sulle competenze evidentemente NON acquisiti con google, no?) 
Ovvero, la credenziale della competenze viene richesta a seconda che faccia comodo o no. 

Davvero, avete finito? No, perchè era piuttosto divertente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; E poi ti faccio notare che tu hai tenuto a precisare di essere un avvocato eccetera e io ti ho risposto in merito. Capisco che tu abbia pensato di assestare un colpo mortale dicendo di essere avvocato. Però, siccome la tua precisazione ha sortito pochi effetti, facciamo conto che ognuno di noi si basi solo su ciò che si scrive qui.&#8221;</p>
<p>Questa è proprio bella. Una scrive &#8221; fantasiosi giuristi&#8221;, oppure &#8221; gente che crede che basti cercare su google, l&#8217;altro gli risponde: &#8221; veramente , putacaso,io sarei del ramo&#8230;&#8221; ed ecco che si risponde &#8221; hai TENUTO a precisare che sei avvocato&#8221; e &#8221; la tua precisazione ha sortito pochi effetti&#8221; , come se niente fosse. ( quello di mandare a ramengo i commentini pretenziosi sulle competenze evidentemente NON acquisiti con google, no?)<br />
Ovvero, la credenziale della competenze viene richesta a seconda che faccia comodo o no. </p>
<p>Davvero, avete finito? No, perchè era piuttosto divertente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: emanuello</title>
		<link>http://www.macchianera.net/2008/07/09/con-sandro-veronesi-questa-vita-e-pure-quellaltra/comment-page-3/#comment-92875</link>
		<dc:creator>emanuello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 06:13:18 +0000</pubDate>
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		<description>Continuate, vi prego!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Continuate, vi prego!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Fiandri</title>
		<link>http://www.macchianera.net/2008/07/09/con-sandro-veronesi-questa-vita-e-pure-quellaltra/comment-page-3/#comment-92839</link>
		<dc:creator>Fiandri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 23:37:49 +0000</pubDate>
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		<description>Niente Virginia.

Avevo detto che &lt;b&gt;se dovessi giudicarti solo da quello che leggo qui,&lt;/b&gt; non mi sembreresti proprio in grado di capire queste cose, ma ora dico che &lt;b&gt;se dovessi giudicarti solo da quello che leggo qui,&lt;/b&gt; non mi sembreresti proprio in grado di capire un bel po' di cose.

Per cui lascio perdere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Niente Virginia.</p>
<p>Avevo detto che <b>se dovessi giudicarti solo da quello che leggo qui,</b> non mi sembreresti proprio in grado di capire queste cose, ma ora dico che <b>se dovessi giudicarti solo da quello che leggo qui,</b> non mi sembreresti proprio in grado di capire un bel po&#8217; di cose.</p>
<p>Per cui lascio perdere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Leonardo</title>
		<link>http://www.macchianera.net/2008/07/09/con-sandro-veronesi-questa-vita-e-pure-quellaltra/comment-page-3/#comment-92838</link>
		<dc:creator>Leonardo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 22:50:29 +0000</pubDate>
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		<description>Virginia, io non sarò intitolato, ma tu stai veramente a spaccare il capello per una sciocchezza. Bastava un po' di buon senso.
C'è un virgolettato con accuse gravi? Si controlla.
Altrimenti poi nascono casini, come questo.

Il problema è che certi giornali sui casini ci campano, è vero pure questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Virginia, io non sarò intitolato, ma tu stai veramente a spaccare il capello per una sciocchezza. Bastava un po&#8217; di buon senso.<br />
C&#8217;è un virgolettato con accuse gravi? Si controlla.<br />
Altrimenti poi nascono casini, come questo.</p>
<p>Il problema è che certi giornali sui casini ci campano, è vero pure questo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Virginia</title>
		<link>http://www.macchianera.net/2008/07/09/con-sandro-veronesi-questa-vita-e-pure-quellaltra/comment-page-3/#comment-92837</link>
		<dc:creator>Virginia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 22:46:54 +0000</pubDate>
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		<description>Veniamo al punto. Non essendo io avvocato, Franzo Grande te lo rimbalzo serenamente. E siccome ti sei premurato di precisare di non avermi dato della sciocca, ti rimembro il precedente: “non mi sembreresti proprio in grado di capire queste cose”. E poi ti faccio notare che tu hai tenuto a precisare di essere un avvocato eccetera e io ti ho risposto in merito. Capisco che tu abbia pensato di assestare un colpo mortale dicendo di essere avvocato. Però, siccome la tua precisazione ha sortito pochi effetti, facciamo conto che ognuno di noi si basi solo su ciò che si scrive qui.
È evidente che non condividiamo il concetto di contenuti.
1. Non copincollo un bel niente. Se uno dice che c’è giurisprudenza sul comportamento di un intervistatore professionista, mi sono chiesta – ironicamente – se esistesse un decalogo ad hoc, sancito dalla legge. Qualcosa che disciplinasse il tutto, al di fuori della deontologia professionale, insomma. E uno tira fuori le delibere di Cassazione sul reato di diffamazione. 
2. Certo. Però il post parla di Lorenzetto e non di Marco Travaglio. Vedi che la serietà di un giornalista è un concetto che non puoi dirimere giuridicamente. Se tu fai un elenco di giurisprudenze sul reato di diffamazione senza esporre un tuo pensiero personale onesto, sono io che ti chiedo di rispondere alle mie domande.
3. “Io non mi sono mai sognato di dire che il giornalista è tenuto a verificare tutto, ma proprio tutto ciò che gli viene riferito”, ecc. Ah no? Lasciamo perdere. Resta sul punto e molla la dottrina. Se sei avvocato dovresti sapere che questa va pure interpretata. Che cavolo vuoi dire, in sostanza, in soldoni o quello che ti pare, sul tema? Se la questione è che Lorenzetto non sia un giornalista serio, potevi risparmiarti i riferimenti alla Cassazione, che, per quanto tu riporti ulteriori minutaglie, la sostanza è, date le premesse stracitate,  l’esenzione da responsabilità dell’intervistatore. Arrivi persino a citare il Madeddu, come se fosse un testo da opporre in un dibattimento ….
4. Bene. Ora ti discosti dalla diffamazione, ma: “Credo che non si sia comportato come una persona e un giornalista serio”. Questa è una tua opinione che vale tanto quanto la mia, ma come pure, alla peggio, quella di chi copincolla. Oppure, mediamente, come quella di chi, pur essendo avvocato, manifesta orientamenti politici. Peraltro legittimi. 
Quindi, per quanto mi stia divertendo in questo scambio, ti pregherei di non tediarmi ulteriormente con le tue lezioni di legge.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Veniamo al punto. Non essendo io avvocato, Franzo Grande te lo rimbalzo serenamente. E siccome ti sei premurato di precisare di non avermi dato della sciocca, ti rimembro il precedente: “non mi sembreresti proprio in grado di capire queste cose”. E poi ti faccio notare che tu hai tenuto a precisare di essere un avvocato eccetera e io ti ho risposto in merito. Capisco che tu abbia pensato di assestare un colpo mortale dicendo di essere avvocato. Però, siccome la tua precisazione ha sortito pochi effetti, facciamo conto che ognuno di noi si basi solo su ciò che si scrive qui.<br />
È evidente che non condividiamo il concetto di contenuti.<br />
1. Non copincollo un bel niente. Se uno dice che c’è giurisprudenza sul comportamento di un intervistatore professionista, mi sono chiesta – ironicamente – se esistesse un decalogo ad hoc, sancito dalla legge. Qualcosa che disciplinasse il tutto, al di fuori della deontologia professionale, insomma. E uno tira fuori le delibere di Cassazione sul reato di diffamazione.<br />
2. Certo. Però il post parla di Lorenzetto e non di Marco Travaglio. Vedi che la serietà di un giornalista è un concetto che non puoi dirimere giuridicamente. Se tu fai un elenco di giurisprudenze sul reato di diffamazione senza esporre un tuo pensiero personale onesto, sono io che ti chiedo di rispondere alle mie domande.<br />
3. “Io non mi sono mai sognato di dire che il giornalista è tenuto a verificare tutto, ma proprio tutto ciò che gli viene riferito”, ecc. Ah no? Lasciamo perdere. Resta sul punto e molla la dottrina. Se sei avvocato dovresti sapere che questa va pure interpretata. Che cavolo vuoi dire, in sostanza, in soldoni o quello che ti pare, sul tema? Se la questione è che Lorenzetto non sia un giornalista serio, potevi risparmiarti i riferimenti alla Cassazione, che, per quanto tu riporti ulteriori minutaglie, la sostanza è, date le premesse stracitate,  l’esenzione da responsabilità dell’intervistatore. Arrivi persino a citare il Madeddu, come se fosse un testo da opporre in un dibattimento ….<br />
4. Bene. Ora ti discosti dalla diffamazione, ma: “Credo che non si sia comportato come una persona e un giornalista serio”. Questa è una tua opinione che vale tanto quanto la mia, ma come pure, alla peggio, quella di chi copincolla. Oppure, mediamente, come quella di chi, pur essendo avvocato, manifesta orientamenti politici. Peraltro legittimi.<br />
Quindi, per quanto mi stia divertendo in questo scambio, ti pregherei di non tediarmi ulteriormente con le tue lezioni di legge.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fiandri</title>
		<link>http://www.macchianera.net/2008/07/09/con-sandro-veronesi-questa-vita-e-pure-quellaltra/comment-page-3/#comment-92835</link>
		<dc:creator>Fiandri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 20:45:41 +0000</pubDate>
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		<description>Direi che dici schiocchezze anche se fossi Franzo Grande Stevens, non mi interessa quali esperienze tu abbia avuto, leggo quello che scrivi qui. E, nota bene, non ho affatto detto che &lt;i&gt;sei&lt;/i&gt; sciocca, ma che dici sciocchezze. Così come spero che tu non stessi dicendo che &lt;i&gt;sono&lt;/i&gt; vile e scorretto

E ora veniamo ai contenuti.

1) «Qui non stiamo discutendo se il reato di diffamazione a mezzo stampa c’entri con la stampa, non credi?» (Virginia, commento 145). «E poi si cita la giurisprudenza sul reato di diffamazione a mezzo stampa che non c’entra un cavolo coll’eventuale decalogo del bravo intervistatore sancito dalla legge.» (Virginia, commento 96). Ti rendi conto della contraddizione? Ecco.

2) «Tu hai sostenuto che no, il giornalista era senz’altro passibile di accusa per diffamazione nel caso [...] Sei partito già dal presupposto che si fosse in quell’ambito.» (Virginia, commento 145). Ma quando l'avrei detto? Non mi attribuire cose che non ho detto. Io non sono partito da questo presupposto e anzi mi ero nemmeno posto il problema riguardo a Lorenzetto: se leggi bene il mio commento 58, vedi che ho parlato della sua &lt;b&gt;serietà&lt;/b&gt; ma non ho mai, proprio mai, detto che fosse passibile di accusa per diffamazione. Della responsabilità giuridica “dei giornalisti” (&lt;i&gt;non&lt;/i&gt; ho affatto parlato di Lorenzetto), così come di quella “etica”, io ho parlato per rispondere ad Angelo, che diceva che basta riportare fedelmente le parole dell'intervistato per essere immuni da critiche (o da crucifige).

3) Se rispondi a me, te lo dico ancora, devi basarti su quello che dico io. Io non mi sono mai sognato di dire che il giornalista è tenuto a verificare tutto, ma proprio tutto ciò che gli viene riferito: ho detto - e ripeto - che deve operare un vaglio sulle dichiarazioni dell’intervistato in modo da valutarne la veridicità, alla luce ad esempio dell’autorevolezza della persona intervistata e delle «ulteriori circostanze del caso». Non ho ancora capito perché queste “mie teorie” sarebbero smentite dalle sentenze che ho citato, meno che mai dalle S.U. le quali proprio dicono che «al giornalista stesso incombe pur sempre il dovere di controllare veridicità delle circostanze e continenza delle espressioni riferite». Il che non significa mettere automaticamente in dubbio tutto ciò che l'intervistato dice, ma nemmeno sentirsi dispensati da qualsiasi responsabilità per il semplice fatto di aver riportato fedelmente un virgolettato. E qui non sto a dilungarmi sul significato che dottrina e giurisprudenza attribuiscono all'espressione «purché l’intervista sia stata raccolta in modo serio e diligente», diciamo che al riguardo posso richiamare il commento 118 di Paolo Madeddu.

4) Sul limite della verità io, lo ripeto ancora, non ho mai detto che Lorenzetto ha diffamato o che ha scritto cose diffamatorie. Credo che abbia accostato affermazioni e dati in modo volutamente suggestivo, malizioso e scorretto. Credo che non si sia comportato come una persona e un giornalista serio. Ma questo non c'entra, io rispondevo ai tuoi esempi e ti spiegavo che il limite della verità non deve essere sempre invocato sempre e per qualsiasi parola venga stampata, ma solo allorquando qualcuno vi sia l'accuso di aver diffamato, ecco perché i tuoi esempi erano fuori bersaglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Direi che dici schiocchezze anche se fossi Franzo Grande Stevens, non mi interessa quali esperienze tu abbia avuto, leggo quello che scrivi qui. E, nota bene, non ho affatto detto che <i>sei</i> sciocca, ma che dici sciocchezze. Così come spero che tu non stessi dicendo che <i>sono</i> vile e scorretto</p>
<p>E ora veniamo ai contenuti.</p>
<p>1) «Qui non stiamo discutendo se il reato di diffamazione a mezzo stampa c’entri con la stampa, non credi?» (Virginia, commento 145). «E poi si cita la giurisprudenza sul reato di diffamazione a mezzo stampa che non c’entra un cavolo coll’eventuale decalogo del bravo intervistatore sancito dalla legge.» (Virginia, commento 96). Ti rendi conto della contraddizione? Ecco.</p>
<p>2) «Tu hai sostenuto che no, il giornalista era senz’altro passibile di accusa per diffamazione nel caso [...] Sei partito già dal presupposto che si fosse in quell’ambito.» (Virginia, commento 145). Ma quando l&#8217;avrei detto? Non mi attribuire cose che non ho detto. Io non sono partito da questo presupposto e anzi mi ero nemmeno posto il problema riguardo a Lorenzetto: se leggi bene il mio commento 58, vedi che ho parlato della sua <b>serietà</b> ma non ho mai, proprio mai, detto che fosse passibile di accusa per diffamazione. Della responsabilità giuridica “dei giornalisti” (<i>non</i> ho affatto parlato di Lorenzetto), così come di quella “etica”, io ho parlato per rispondere ad Angelo, che diceva che basta riportare fedelmente le parole dell&#8217;intervistato per essere immuni da critiche (o da crucifige).</p>
<p>3) Se rispondi a me, te lo dico ancora, devi basarti su quello che dico io. Io non mi sono mai sognato di dire che il giornalista è tenuto a verificare tutto, ma proprio tutto ciò che gli viene riferito: ho detto - e ripeto - che deve operare un vaglio sulle dichiarazioni dell’intervistato in modo da valutarne la veridicità, alla luce ad esempio dell’autorevolezza della persona intervistata e delle «ulteriori circostanze del caso». Non ho ancora capito perché queste “mie teorie” sarebbero smentite dalle sentenze che ho citato, meno che mai dalle S.U. le quali proprio dicono che «al giornalista stesso incombe pur sempre il dovere di controllare veridicità delle circostanze e continenza delle espressioni riferite». Il che non significa mettere automaticamente in dubbio tutto ciò che l&#8217;intervistato dice, ma nemmeno sentirsi dispensati da qualsiasi responsabilità per il semplice fatto di aver riportato fedelmente un virgolettato. E qui non sto a dilungarmi sul significato che dottrina e giurisprudenza attribuiscono all&#8217;espressione «purché l’intervista sia stata raccolta in modo serio e diligente», diciamo che al riguardo posso richiamare il commento 118 di Paolo Madeddu.</p>
<p>4) Sul limite della verità io, lo ripeto ancora, non ho mai detto che Lorenzetto ha diffamato o che ha scritto cose diffamatorie. Credo che abbia accostato affermazioni e dati in modo volutamente suggestivo, malizioso e scorretto. Credo che non si sia comportato come una persona e un giornalista serio. Ma questo non c&#8217;entra, io rispondevo ai tuoi esempi e ti spiegavo che il limite della verità non deve essere sempre invocato sempre e per qualsiasi parola venga stampata, ma solo allorquando qualcuno vi sia l&#8217;accuso di aver diffamato, ecco perché i tuoi esempi erano fuori bersaglio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Virginia</title>
		<link>http://www.macchianera.net/2008/07/09/con-sandro-veronesi-questa-vita-e-pure-quellaltra/comment-page-3/#comment-92830</link>
		<dc:creator>Virginia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 19:06:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.macchianera.net/?p=7180#comment-92830</guid>
		<description>Fiandri, non farti venire il sangue alla testa. Il fatto che tu sia avvocato e ti occupi di informazione, sebbene ti riabiliti ai miei occhi - data la mole di sedicenti professionisti che googlando oggi si credono medici, domani avvocati e dopodomani premi Nobel - non fa di te un padreterno, posto che non sai che cognizioni ed esperienze io abbia. Non essendo un avvocato, non tengo il computo di sentenze di Cassazione o quant’altro. Ma ho scritto decine e decine di comunicati stampa con annessi virgolettati, molti dei quali di una certa delicatezza, che ho dovuto vagliare non solo in rapporto al codice, ma anche alle disposizioni Consob. 
Troppo spesso voi avvocati vi attorcigliate verbosamente su questo o quel disposto, perdendo di vista il punto per il quale vi si consulta. Almeno, questa è la mia esperienza. E ti assicuro che, nel consultarmi con loro (alcuni dei quali molto noti), ho faticato non poco per ricevere una risposta pertinente al caso che sottoponevo. E con questo mi auguro che tu abbia sgombrato il campo dalla certezza di avere a che fare con persone molto sciocche con l’aria di aver capito tutto.
Qui non stiamo discutendo se il reato di diffamazione a mezzo stampa c’entri con la stampa, non credi? Non stiamo ragionando di fattispecie giuridiche. Il punto – almeno il mio – è che siccome si è adombrato che il giornalista in questione non fosse stato accurato sulla storia dello scrittore e che quindi potesse essere incorso nel reato di diffamazione perché tenuto a verificare tutto, ma proprio tutto ciò che gli veniva riferito, io nel commento 87 ho detto che egli è responsabile di aver riportato fedelmente il pensiero dell’intervistato attraverso il virgolettato. Fatti salvi i contenuti oggettivamente offensivi, tipo quelli a mio parere apparsi nella lettera. E questo credo che rientri in primis nella sua responsabilità professionale. Qui pensavo di averti dato una risposta sostanziale, prima che formale. In generale, se tu non svolgi accuratamente il tuo mestiere, prima di tutto rischi di perdere il lavoro o, come minimo, di vedere compromesse la tua credibilità e le tue possibilità di carriera. 
Tu hai sostenuto che no, il giornalista era senz’altro passibile di accusa per diffamazione nel caso (cit. :“Non so se tu riesca a definire serio il lavoro di un giornalista che prende per buone accuse così basse e le riporta senza alcuna verifica, senza nemmeno dare la possibilità agli accusati di difendersi: io no.”). Sei partito già dal presupposto che si fosse in quell’ambito. Io no. Quindi è inutile che mi ricordi che le sentenze pertengono al reato di diffamazione eccetera. Qual era infine la questione: che il parente dello scrittore stesse realmente male o che egli avesse preso a pretesto quel fatto reale per rigettare le richieste della Torri?
Poi ti sei peritato di citare sentenze che in sostanza attestavano l’esenzione da responsabilità dell’intervistatore per le dichiarazioni rese dall’intervistato. E quella del dicembre dà pure definizione di verità nella fattispecie: “La verità che deve sussistere è “(oggettiva o anche soltanto putativa, purché l’intervista sia stata raccolta in modo serio e diligente) circa il fatto che nelle circostanze di tempo e di luogo indicate dal giornalista il soggetto intervistato ha effettivamente esposto le affermazioni in questione”. A me è parsa chiara. Ora, se questa sia minoritaria o meno, non lo so. Ma il fatto che tu l’abbia citata presumerei che sia autorevole.
Quanto al testo da te successivamente riportato, che presenta le premesse “Nel caso di intervista a contenuto oggettivamente diffamatorio” (siamo in quel caso?), direi che ci sono ampiamente gli estremi perché le circostanze lasciassero “ragionevolmente presupporre la veridicità delle dichiarazioni rese”.
Quanto infine alla tua conclusiva asserzione sul limite della verità, ove mi starei avventurando, mi spiace, ma nella fattispecie, seppur sgradevole, Lorenzetto ha risposto. 

PS: non so usare il grassetto nei commenti e detesto l'uso delle maiuscole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fiandri, non farti venire il sangue alla testa. Il fatto che tu sia avvocato e ti occupi di informazione, sebbene ti riabiliti ai miei occhi - data la mole di sedicenti professionisti che googlando oggi si credono medici, domani avvocati e dopodomani premi Nobel - non fa di te un padreterno, posto che non sai che cognizioni ed esperienze io abbia. Non essendo un avvocato, non tengo il computo di sentenze di Cassazione o quant’altro. Ma ho scritto decine e decine di comunicati stampa con annessi virgolettati, molti dei quali di una certa delicatezza, che ho dovuto vagliare non solo in rapporto al codice, ma anche alle disposizioni Consob.<br />
Troppo spesso voi avvocati vi attorcigliate verbosamente su questo o quel disposto, perdendo di vista il punto per il quale vi si consulta. Almeno, questa è la mia esperienza. E ti assicuro che, nel consultarmi con loro (alcuni dei quali molto noti), ho faticato non poco per ricevere una risposta pertinente al caso che sottoponevo. E con questo mi auguro che tu abbia sgombrato il campo dalla certezza di avere a che fare con persone molto sciocche con l’aria di aver capito tutto.<br />
Qui non stiamo discutendo se il reato di diffamazione a mezzo stampa c’entri con la stampa, non credi? Non stiamo ragionando di fattispecie giuridiche. Il punto – almeno il mio – è che siccome si è adombrato che il giornalista in questione non fosse stato accurato sulla storia dello scrittore e che quindi potesse essere incorso nel reato di diffamazione perché tenuto a verificare tutto, ma proprio tutto ciò che gli veniva riferito, io nel commento 87 ho detto che egli è responsabile di aver riportato fedelmente il pensiero dell’intervistato attraverso il virgolettato. Fatti salvi i contenuti oggettivamente offensivi, tipo quelli a mio parere apparsi nella lettera. E questo credo che rientri in primis nella sua responsabilità professionale. Qui pensavo di averti dato una risposta sostanziale, prima che formale. In generale, se tu non svolgi accuratamente il tuo mestiere, prima di tutto rischi di perdere il lavoro o, come minimo, di vedere compromesse la tua credibilità e le tue possibilità di carriera.<br />
Tu hai sostenuto che no, il giornalista era senz’altro passibile di accusa per diffamazione nel caso (cit. :“Non so se tu riesca a definire serio il lavoro di un giornalista che prende per buone accuse così basse e le riporta senza alcuna verifica, senza nemmeno dare la possibilità agli accusati di difendersi: io no.”). Sei partito già dal presupposto che si fosse in quell’ambito. Io no. Quindi è inutile che mi ricordi che le sentenze pertengono al reato di diffamazione eccetera. Qual era infine la questione: che il parente dello scrittore stesse realmente male o che egli avesse preso a pretesto quel fatto reale per rigettare le richieste della Torri?<br />
Poi ti sei peritato di citare sentenze che in sostanza attestavano l’esenzione da responsabilità dell’intervistatore per le dichiarazioni rese dall’intervistato. E quella del dicembre dà pure definizione di verità nella fattispecie: “La verità che deve sussistere è “(oggettiva o anche soltanto putativa, purché l’intervista sia stata raccolta in modo serio e diligente) circa il fatto che nelle circostanze di tempo e di luogo indicate dal giornalista il soggetto intervistato ha effettivamente esposto le affermazioni in questione”. A me è parsa chiara. Ora, se questa sia minoritaria o meno, non lo so. Ma il fatto che tu l’abbia citata presumerei che sia autorevole.<br />
Quanto al testo da te successivamente riportato, che presenta le premesse “Nel caso di intervista a contenuto oggettivamente diffamatorio” (siamo in quel caso?), direi che ci sono ampiamente gli estremi perché le circostanze lasciassero “ragionevolmente presupporre la veridicità delle dichiarazioni rese”.<br />
Quanto infine alla tua conclusiva asserzione sul limite della verità, ove mi starei avventurando, mi spiace, ma nella fattispecie, seppur sgradevole, Lorenzetto ha risposto. </p>
<p>PS: non so usare il grassetto nei commenti e detesto l&#8217;uso delle maiuscole.</p>
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	<item>
		<title>Di: Fiandri</title>
		<link>http://www.macchianera.net/2008/07/09/con-sandro-veronesi-questa-vita-e-pure-quellaltra/comment-page-3/#comment-92827</link>
		<dc:creator>Fiandri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 16:28:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.macchianera.net/?p=7180#comment-92827</guid>
		<description>Molto bene, Virginia, vedo che non rispondi alla mia domanda ma implicitamente, forse senza accorgertene, una risposta me la dai. Le sentenze che mi hai citato lo sai che cosa trattano? Te lo dico io così facciamo prima: della diffamazione a mezzo stampa. Allora dovresti deciderti, una volta per tutte, se la diffamazione a mezzo stampa c’entra con la responsabilità di cui parlavo io oppure no. Ti rispondo io, che sono avvocato, che mi occupo proprio di diritto dell’informazione e che le sentenze in questione le ho citate già in altre occasioni (forse in modo pertinente, visto che mi hanno dato ragione): sì, la responsabilità giuridica tipica del giornalista che riporti una intervista è quella per diffamazione a mezzo stampa.

Scendo un filo nel dettaglio non tanto per amore di verità o perché speri di farti capire (visto che, se dovessi giudicarti solo da quello che leggo qui, non mi sembreresti proprio in grado di capire queste cose), ma per puro spirito polemico e perché quando sento una persona dire cose molto sciocche con l’aria di aver capito tutto, mi va il sangue alla testa. È un mio difetto. Quanto alla viltà dei miei comportamenti, lascia stare che ci fai più bella figura.

Come ho - invano - tentato di spiegarti, nel commento 58 avevo detto che il giornalista deve &lt;b&gt;operare un vaglio sulle dichiarazioni dell’intervistato in modo da valutarne la veridicità, alla luce ad esempio dell’autorevolezza della persona intervistata e delle «ulteriori circostanze del caso»&lt;/b&gt;. Visto che si uso testualmente  le parole delle sentenze che poi ho riportato, poi magari mi spiegherai (ma so che non lo farai) perché tali sentenze affermerebbero il contrario di quello che dico.

E infatti tu, non io, hai detto che un virgolettato è una dichiarazione sotto responsabilità del dichiarante e che l’intervistatore è esente da responsabilità se riporta fedelmente le parole dell’intervistato. Io allora ti ho spiegato che la giurisprudenza assolutamente prevalente dice il contrario di quello che dici tu. Ed è proprio così. Le sentenze che “ti danno ragione” (i.e.: che dicono che all’intervistatore basta riportare per filo e per segno le parole, per essere esente da responsabilità giuridica) sono assolutamente minoritarie, non ho detto che non ve ne siano, no detto che sono &lt;b&gt;assolutamente minoritarie&lt;/b&gt; (provo a ripetere più volte il concetto e a metterlo in grassetto, tante volte ti servisse a comprenderlo). Peraltro forse non sai (ma, se uno non conosce troppo bene una cosa, dal mio punto di vista farebbe meglio ad essere meno presuntuoso) che gli orientamenti delle Sezioni Unite della Cassazione sono - quanto ad importanza e autorevolezza, certo da noi non v’è il precedente giudiziario vincolante - di gran lunga prevalenti su tutte le altre, e che le Sezioni Unite hanno detto che &lt;b&gt;non basta&lt;/b&gt; al giornalista riportare alla lettera le dichiarazioni dell’intervistato, dovendo comunque controllare la veridicità delle circostanze e la continenza delle espressioni riferite, salva la possibilità di effettuare tale controllo mediante altri elementi, fra i quali la qualità dei soggetti coinvolti, ed altri elementi: sono le famose ulteriori corcostanze del caso di cui si parlava prima.

Quanto alla questione del limite della verità, ancora una volta Virginia, ti stai avventurando in un campo che non è il tuo, ma non è così facile, un po’ tocca studiare se si vuol fare i giuristi. Il limite della verità (come quello della continenza espressiva, come quello dell’interesse pubblico: sono questi i tre “canoni”) costituisce, tecnicamente, una “scriminante” alla diffamazione a mezzo stampa. Cioè: tu commetti l’illecito di diffamare qualcuno sul giornale (oppure ti accusano di averlo fatto), e tu dici “l’illecito ci sarebbe, ma ho la scriminante (detta anche “causa di giustificazione”) che stavo correttamente esercitando il diritto di cronaca, dal momento che i tre canoni della verità, continenza e interesse pubblico erano rispettati”. Ora, se uno dice “Mi ruppi un braccio in terza media”, oppure gli altri esempi porti tu, dove starebbe la diffamazione? L’esempio da fare è un altro: se io in una intervista dico “Pinco Pallino è un ladro”, allora Pinco Pallino mi può fare causa sentendosi diffamato (e può farla al giornalista per omesso vaglio sulla veridicità), e io gli posso opporre un documento che prova che lui è proprio un ladro, e che quindi è rispettato il limite della verità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bene, Virginia, vedo che non rispondi alla mia domanda ma implicitamente, forse senza accorgertene, una risposta me la dai. Le sentenze che mi hai citato lo sai che cosa trattano? Te lo dico io così facciamo prima: della diffamazione a mezzo stampa. Allora dovresti deciderti, una volta per tutte, se la diffamazione a mezzo stampa c’entra con la responsabilità di cui parlavo io oppure no. Ti rispondo io, che sono avvocato, che mi occupo proprio di diritto dell’informazione e che le sentenze in questione le ho citate già in altre occasioni (forse in modo pertinente, visto che mi hanno dato ragione): sì, la responsabilità giuridica tipica del giornalista che riporti una intervista è quella per diffamazione a mezzo stampa.</p>
<p>Scendo un filo nel dettaglio non tanto per amore di verità o perché speri di farti capire (visto che, se dovessi giudicarti solo da quello che leggo qui, non mi sembreresti proprio in grado di capire queste cose), ma per puro spirito polemico e perché quando sento una persona dire cose molto sciocche con l’aria di aver capito tutto, mi va il sangue alla testa. È un mio difetto. Quanto alla viltà dei miei comportamenti, lascia stare che ci fai più bella figura.</p>
<p>Come ho - invano - tentato di spiegarti, nel commento 58 avevo detto che il giornalista deve <b>operare un vaglio sulle dichiarazioni dell’intervistato in modo da valutarne la veridicità, alla luce ad esempio dell’autorevolezza della persona intervistata e delle «ulteriori circostanze del caso»</b>. Visto che si uso testualmente  le parole delle sentenze che poi ho riportato, poi magari mi spiegherai (ma so che non lo farai) perché tali sentenze affermerebbero il contrario di quello che dico.</p>
<p>E infatti tu, non io, hai detto che un virgolettato è una dichiarazione sotto responsabilità del dichiarante e che l’intervistatore è esente da responsabilità se riporta fedelmente le parole dell’intervistato. Io allora ti ho spiegato che la giurisprudenza assolutamente prevalente dice il contrario di quello che dici tu. Ed è proprio così. Le sentenze che “ti danno ragione” (i.e.: che dicono che all’intervistatore basta riportare per filo e per segno le parole, per essere esente da responsabilità giuridica) sono assolutamente minoritarie, non ho detto che non ve ne siano, no detto che sono <b>assolutamente minoritarie</b> (provo a ripetere più volte il concetto e a metterlo in grassetto, tante volte ti servisse a comprenderlo). Peraltro forse non sai (ma, se uno non conosce troppo bene una cosa, dal mio punto di vista farebbe meglio ad essere meno presuntuoso) che gli orientamenti delle Sezioni Unite della Cassazione sono - quanto ad importanza e autorevolezza, certo da noi non v’è il precedente giudiziario vincolante - di gran lunga prevalenti su tutte le altre, e che le Sezioni Unite hanno detto che <b>non basta</b> al giornalista riportare alla lettera le dichiarazioni dell’intervistato, dovendo comunque controllare la veridicità delle circostanze e la continenza delle espressioni riferite, salva la possibilità di effettuare tale controllo mediante altri elementi, fra i quali la qualità dei soggetti coinvolti, ed altri elementi: sono le famose ulteriori corcostanze del caso di cui si parlava prima.</p>
<p>Quanto alla questione del limite della verità, ancora una volta Virginia, ti stai avventurando in un campo che non è il tuo, ma non è così facile, un po’ tocca studiare se si vuol fare i giuristi. Il limite della verità (come quello della continenza espressiva, come quello dell’interesse pubblico: sono questi i tre “canoni”) costituisce, tecnicamente, una “scriminante” alla diffamazione a mezzo stampa. Cioè: tu commetti l’illecito di diffamare qualcuno sul giornale (oppure ti accusano di averlo fatto), e tu dici “l’illecito ci sarebbe, ma ho la scriminante (detta anche “causa di giustificazione”) che stavo correttamente esercitando il diritto di cronaca, dal momento che i tre canoni della verità, continenza e interesse pubblico erano rispettati”. Ora, se uno dice “Mi ruppi un braccio in terza media”, oppure gli altri esempi porti tu, dove starebbe la diffamazione? L’esempio da fare è un altro: se io in una intervista dico “Pinco Pallino è un ladro”, allora Pinco Pallino mi può fare causa sentendosi diffamato (e può farla al giornalista per omesso vaglio sulla veridicità), e io gli posso opporre un documento che prova che lui è proprio un ladro, e che quindi è rispettato il limite della verità.</p>
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