Dimmi perché piangi e abbracci gli alberi

Prima di diventare madre non capivo perché una neo-mamma parlasse solo ed esclusivamente della quantità di aria nella pancia del proprio pargolo.
Pensavo che avrei capito il fenomeno una volta passata al di là della barricata.
Bene, sono trascorsi più di due anni dalla prima doglia e ancora non trovo gioia nel comunicare al mondo le mirabolanti imprese dell’intestino di mia figlia e, cosa più importante, non sopporto le altre mamme.
Mio figlio di qui, mia figlia di là, mio figlio di giù.
E allora?
Mia figlia è ovviamente perfetta ai miei occhi ma non per questo parlo di lei tutto il giorno tutti i giorni a tutti quelli che conosco.
Ad aumentare l’astio ci si mettono pure le varie filosofie pedagogiche new age che puntano a tirar su bambini insopportabilmente viziati che, al contrario, dovrebbero vantare dei chakra allineati con l’intero universo.
Mi son detta che magari, grazie ad un mezzo di comunicazione veloce come internet, avrei trovato altre mamme anti-mamme come me e invece mi imbatto costantemente in pagine come queste sui portali più visitati.
Oltre ad aver tirato un sospiro di sollievo per aver scoperto che potrei usufruire di uno sconto maternità nel caso volessi iscrivermi ad un servizio praticamente identico a meetic, ho letto di un favoloso consiglio: quello dell’abbracciare un albero per combattere la depressione post-partum.
Avete capito mamme? Invece di piangere tutto il tempo dopo la nascita di vostro figlio andate in strada ed abbracciate il primo albero che trovate.
Se poi riuscite anche a darlo sui denti a tutti quelli che scrivono in giro certe assurdità spacciandole per consigli ve ne sarò infinitamente grata.

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27 Comments

  1. Io non ho mai parlato dell’aria nella pancia dei miei figli, e ne ho tre… sarà grave?
    Mari

  2. sì, sì, sì!
    abbasso le supermamme, io non le posso sopportare! è possibile? esci con loro, che si fanno la prima serata dopo 15 mesi di astinenza dalla vita mondana, e quella sera ti parlano dei bellissimi abitini delle loro bimbe, o di quanto è stato emozionante quella volta che il loro bimbo ha rigurgitato il succo di frutta dal naso…
    ma accidenti, stiamo uscendo, parliamo di NOI?! parliamo del mondo esterno?

    ps: e questo ve lo dico io che ho il figlio -obiettivamente- più intelligente, bello e dolce del mondo … e sapeste come nuota bene…

  3. serena: quando sono fuori con gli amici ne parlo solo se sono loro a chiedermi di lei.
    Mi limito a rispondere con un “sta bene, corre, mangia, dorme. E’ perfetta.” :P

  4. Ziggy: non scorderò mai l’unico giorno in cui i futuri papà vennero al corso pre-parto.
    Alla domanda “qual è la cosa che più vi spaventa del diventare padre?” tutti risposero: cambiare i pannolini.
    Tutti.
    La mia dolce metà fu l’unica a dire qualcosa di diverso che suonava più o meno così: mi preoccupa trovare il modo più giusto di insegnarle a vivere.

    Ecco perché le supermamme e i superpapà new age tutti pannolini e tecniche di rilassamento mi mettono paura.
    Vengono sopraffatti da problemi di ordine pratico trascurando cose ben più importanti.

  5. Bob: questa gente qui crea dei mostri.
    Ne conosco uno.
    Il figlio, chissà perché, è sempre agitatissimo.
    Fanno di tutto per creare assurde dipendenze che rovinano lo sviluppo dei bambini.

    Ecco, ci vorrebbe un albero sui denti anche per loro. ;)

  6. vabbeh ma hanno ragione i neo papà, insegnare a vivere è abbastanza semplice e cambiare i pannolini che fa schifo, anche io che sono un neo zio posso guardarlo per ore, ma di cambiarlo mi rifiuto completamente

  7. ma perchè, per allattare bisogna prima leggere le avvertenze e le sollecitazioni di certe associazioni? o mio dio, a me non ha detto niente nessuno, per fortuna ho potuto allattare i miei qui, quo e qua e pace. Per chi non può pazienza, i bambini crescono lo stesso… Per quanto riguarda i pannolini, no comment, gli uomini riescono sempre a fermarsi di fronte alle cose più sceme…

  8. mari: è che c’è sempre qualcuno disposto a farti il lavaggio del cervello dicendoti che devi allattare perlomeno per quattro anni di fila.
    Roba da brividi.
    E pensare che il latte è nutriente solo per i primi 6 mesi di vita del bambino. Dopo diventa più o meno sostanzioso come l’acqua.

    Pensa, quelli della lega del latte sono talmente bravi a condizionare le neo-mamme da convincerle pure a cambiare pediatra finchè non ne trovano uno che dia ragione alla loro filosofia di vita.

  9. vogliamo parlare di cosa avviene quando le tue due compagnucce di liceo preferite rimangono incinte a 2 gg di distanza e partoriscono il pargoletto lo stesso giorno? Prima ti sorbisci il racconto delle ecografie (con quei piediiiiiiiiiiiiiini, signora mia…), poi il dilemma etico “amniocentesi si amniocentesi no”, poi le stupefacenti performance del nascituro, poi le stupefacenti performance del neonato (vagiti, odore della cacca, “modus ciucciandi” della tetta) e poi, quando finalmente si organizza l’uscitina serale con le neomamme, eccola, la cosa migliore di tutte….IL RACCONTO DELLA GINNASTICA VAGINALE POST PARTO!!! Un incubo…

  10. Che due coglioni. E’ già il secondo post che leggo, nel giro di un paio di giorni, a tema. Dopo il fondamentalismo ideologico sulla maternità, ora c’è la mareggiata delle ideologhe dell’anti-maternità. Cazzate di moda, totalmente al di fuori della realtà e dette per fare le originali (tutte insieme, in coro), sbertucciando un po’ a buon mercato presunte orde di genitrici petulanti e figlio-centriche. Mai incontrata una così negli ultimi quattro anni. In compenso, conosco un numero discreto di padri che parlano volentieri dei propri figli, ciascuno con la brillantezza (o la noiosità) che gli è propria, e in misura equivalente a quella delle colleghe madri. Cioè, ogni tanto. Con sana e divertita passione. Ergo, da madre mi sento di dire una cosa a quelle che “non sopportano le altri madri”: trovatevi altri zerbini per pulirvi le scarpe, va.

  11. Shangri-la: non sapevo che diventare madri fosse una moda. Eppure di bambini ne nascono ogni giorno.
    Non è colpa mia se non condivido affatto il comportamento di molte delle madri che ho incontrato e se io non rientro nella categoria “esiste solo mia figlia al mondo”.
    Quando ho voglia di pulirmi le scarpe non lo faccio scrivendo di certo un post sulla stupidità della gente. Sarebbe davvero troppo facile.

  12. Amen.
    Ce ne fossero, di madri e di padri così, il mondo sarebbe un posto migliore. Con la stessa quantità di aria nella pancia, ma migliore.
    Andate avanti così!

  13. @shangri-la:
    avere un figlio è meraviglioso, essere madri è meraviglioso. tanto meraviglioso che fai fatica a ricordarti che esiste un mondo esterno, e quando sei nel mondo esterno vorresti parlare solo di te e tuo figlio. ma quando eccedi dai fastidio, perché non puoi pretendere che gli altri capiscano quanto sei INMPREGNATA di questa stupenda sensazione di essere mamma.
    per noi è tutto unico e speciale, per gli altri è lo stesso aneddoto che hanno sentito migliaia di volte da migliaia di neo-mamme diverse…
    ed è uno sforzo SANO trattenersi un po’ per non invadere il prossimo con milioni di aneddoti che non li riguardano.
    inoltre, quel tunnel mentale post gravidanza che ti fa ignorare qualunque cobcetto di mondo esetrno non credo sia sanissimo, neanche per tuo figlio.
    tutto qui, credo. che c’entra la moda? che centra essere anti-mamme?
    (e, ripeto, lo dico io che ho il figlio più bello e più inetlligente. e sapeste come nuota bene…)

  14. Nessuna moda “anti mamma” cara Shangri-La, semplicemente noto che qualcuno si dimentica di saper (e bene oltretutto) parlare anche d’altro.
    Nel mio post ho naturalmente accentuato il lato comico, ma ti assicuro che per chi non è mamma (per scelta o meno non è rilevante), il resoconto della ginnastica per le pareti vaginali è oltrechè noioso, alquanto avvilente.

  15. Io questa stupenda sensazione di diventare madre non l’ho sentita, anzi, ero abbastanza preoccupata di mettermi uno sconosciuto in casa. M’è andata bene, per fortuna, ma non si può mai dire. E poi non esistono super mamme. Esistono le mamme capaci di essere mamme e sinceramente sono molto poche.

  16. Eh sì, brutta gente quelli della Lega del Latte… sostenitori a oltranza della zinna :D

  17. Sono stata più di un mese in un ospedale milanese. Dalla finestra non si vedevano le colline che invece posso godermi al mio paese. Solo strade, strade e ancora strade. Poi ho avvicinato lo sguardo, al giardino dell’ospedale. C’erano dei grossi tigli … ho sentito fortissimo il desiderio di abbracciarne uno. Stupida la cosa? Assolutamente no. E’ la voglia di scappare dal chiuso, dall’odore di medicine .. la voglia di essere viva, di aspirare la linfa che viaggiava in quel tronco. La voglia di natura, di sentirmi parte di un universo più grande. Dopo sei mesi sono tornata per un controllo …. l’albero era stata abbattuto, si era rinsecchito.

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  1. buon tempo
  2. Like a mirror | Ninna till the end

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