Prima di diventare madre non capivo perché una neo-mamma parlasse solo ed esclusivamente della quantità di aria nella pancia del proprio pargolo.
Pensavo che avrei capito il fenomeno una volta passata al di là della barricata.
Bene, sono trascorsi più di due anni dalla prima doglia e ancora non trovo gioia nel comunicare al mondo le mirabolanti imprese dell’intestino di mia figlia e, cosa più importante, non sopporto le altre mamme.
Mio figlio di qui, mia figlia di là, mio figlio di giù.
E allora?
Mia figlia è ovviamente perfetta ai miei occhi ma non per questo parlo di lei tutto il giorno tutti i giorni a tutti quelli che conosco.
Ad aumentare l’astio ci si mettono pure le varie filosofie pedagogiche new age che puntano a tirar su bambini insopportabilmente viziati che, al contrario, dovrebbero vantare dei chakra allineati con l’intero universo.
Mi son detta che magari, grazie ad un mezzo di comunicazione veloce come internet, avrei trovato altre mamme anti-mamme come me e invece mi imbatto costantemente in pagine come queste sui portali più visitati.
Oltre ad aver tirato un sospiro di sollievo per aver scoperto che potrei usufruire di uno sconto maternità nel caso volessi iscrivermi ad un servizio praticamente identico a meetic, ho letto di un favoloso consiglio: quello dell’abbracciare un albero per combattere la depressione post-partum.
Avete capito mamme? Invece di piangere tutto il tempo dopo la nascita di vostro figlio andate in strada ed abbracciate il primo albero che trovate.
Se poi riuscite anche a darlo sui denti a tutti quelli che scrivono in giro certe assurdità spacciandole per consigli ve ne sarò infinitamente grata.