Il lancio della nuova grafica di Macchianera (che peraltro è ben lungi dall’essere completata: chi utilizza Internet Explorer, ad esempio, vede ancora un pastrocchio) impone che io metta per iscritto alcune linee guida per gli autori che hanno accesso al blog. Fermo restando che chi ha ricevuto la password ha sempre carta bianca, sarebbe utile (per vari motivi barbosi che non vi sto ad elencare, ma che riguardano soprattutto la coerenza nella grafica e nell’archiviazione) che tutti seguissero questi suggerimenti:

  • Non copiate e incollate il testo da Word nell’editor visuale: succede che vengono mantenuti i caratteri e la formattazione che avete utilizzato, prevalendo su quelli del blog. Se proprio desiderate farvi del male, c’è una funzione in Wordpress (attivabile cliccando la penultima icona sull’editor) che permette di farlo.
  • A meno che non siate vignettisti, non utilizzate immagini troppo grandi: deve esserci spazio per tutti. Piuttosto, scegliete di utilizzare un’icona che linki all’immagine nelle dimensioni reali. In ogni caso, per le icone, è cosa buona e giusta non superare i 100-150 pixel per il lato più lungo.
  • Se invece siete vignettisti potete fare in modo che il testo dei balloon si possa leggere chiaramente anche senza cliccare sull’immagine. Anche qui, possibilmente senza esagerare, e facendo ricorso, quando si può, all’immagine piccola che linka quella più grande.
  • Non utilizzate immagini provenienti da altri server (anche se è il vostro). In primo luogo qualcuno potrebbe protestare. E poi è già successo che alcuni siti abbiano chiuso e vecchi post siano rimasti nudi come vermi. Wordpress vi consente di uploadare le vostre immagini sul server di Macchianera: fatelo.
  • Utilizzate, quando potete, grassetti (specialmente per i nomi) e corsivi (per titoli e citazioni): migliora la leggibilità e aumentano le possibilità che i lettori non debbano ricorrere all’oculista. Evitate, invece, di utilizzare la funzione di sottolineatura: è riservata ai link e confonde le idee.
  • Scegliete sempre una categoria che classifichi il post che avete scritto: serve a indicizzare meglio il sito e permette ai lettori di trovare con più facilità quel che avete scritto. Ma, soprattutto, scegliete una categoria attinente al vostro post. Si abusa spesso del termine “satira”. Siate onesti, nel 90% dei casi non lo è. E non è detto che proprio tutti sappiano farla: non è un problema. Non tutti sappiamo disegnare, per dire: ognuno contribusce come può, e chi è stato invitato a scrivere su queste pagine ha evidentemente qualità che lo hanno fatto notare. In più, alcune delle rubriche sono riservate agli autori che le hanno create: vale per “Banca dati della memoria”, “Brontolario”, “Catena di San Libero”, “Clarence Story”, “Paginatré”, “Senza Cuore”, “Net to Be”, “Vergogna equa e solidale” e altre.
  • Se potete, utilizzate anche le tag. Pure quelle contribuiscono ad una migliore indicizzazione del sito. Ma usatele bene. Per convenzione, le tag vanno sempre minuscole. Si possono usare spazi tra le parole, ma le singole tag devono essere separate da virgole. Tag che siano uguali al nome della categoria non servono a niente. Tag che non siano “generaliste” nemmeno (esempio: “berlusconi alla festa della repubblica” non è una tag; “silvio berlusconi”, “festa della repubblica”, “ricorrenze”, sono tag). Infine: le tag servono perché altri autori, in altri post, possano utilizzarle. Per questo è utile stabilire delle convenzioni: i cognomi, ad esempio, vanno sempre riportati in abbinamento al nome (per dire: “berlusconi”, “nano”, “berluskaz” non sono tag ed esistono per lo più nella vostra immaginazione; “silvio berlusconi” è una tag condivisa che bene per tutti, e alte sono le probabilità che un altro autore la possa riportare uguale). Il nome dell’autore del post non deve invece essere mai una tag: esiste la ricerca per autore proprio per evitare le ridondanze.
  • Limitiamo le marchette: una ogni tanto va bene, sempre no. Se un giornale debutta in edicola, ci sta che Macchianera possa e voglia pubblicizzarlo; se però dobbiamo ritrovarci un post ogni volta che esce in edicola non va più bene: si chiamano periodici apposta, perché dopo il primo numero continuano ad uscire. Idem dicasi per qualsiasi altro ambito, ivi comprese le “selezioni settimanali” con link ai migliori post di un determinato sito: Macchianera fa di tutto per pubblicizzare i vostri blog ed è giusto che sia così, ma abusarne non è carino, e non è detto che interessi ai lettori. Ah, già che ci siamo: il fatto che un’iniziativa sia lodevole, caritatevole e progressista non ci muove ad una deroga a questa regola. Degli iscritti dell’associazione Pinco Pallino che si ritrovano nel sottoscala del teatro della parrocchia non può fregare di meno a nessuno: stampate dei manifesti e distribuiteli per il quartiere.
  • Se il vostro post è troppo lungo, spezzatelo in due: la prima pagina dovrebbe fungere da sommario e presentare al lettore il più alto numero di articoli senza che si debba fare lo scroll su due metri di schermata. Evitate invece quel che fanno tanti blog: rimandare ad una nuova pagina in cui c’è solo una frase finale del pezzo. E’ un bieco tentativo di aumentare le pagine viste e a noi, francacamente, non interessa.
  • Non scrivete mai “Macchianera sta con tizio”, “Macchianera sostiene l’iniziativa tal dei tali” o “Macchianera è per l’abolizione di questo o quello”. Macchianera è tutti gli autori che lo scrivono: tante teste non possono avere sempre la stessa idea o essere sulle medesime posizioni. Parlate per voi.