Chi è senza peccato

C’è una parola inglese breve e precisa che si chiama bias.
Indiaca fra le altre cose il modo di raccontare le cose vedendole solo da una
parte. Parecchi giornalisti italiani lo sanno fare molto bene, soprattutto
quando parlano delle colpe della sinistra. Funziona semplicemente così: metti
in fila gli errori compiuti del PCI o dalla sinistra quelli nell’arco di qualche decennio; solo
gli errori. E sembra che la sinistra sbagli sempre.

Stiamo al gioco e rispondiamo per le rime, così magari si
può capire che la storia non si fa solo scrivendo le pagine dispari:


1. La TV a colori non la voleva nessuno in Italia, nè la
destra, nè la sinistra. La Malfa Sr., uno di destra destra, fece filippiche per
anni bloccando tutti I progetti e abdicò solo alla fine. Chi ritardò il tutto,
se permettete, è stata la compagine governativa, che si alternava tra centro
destra e centro sinistra. Ma della quale il PCI non faceva parte. La nascita della
TV a colori è datata 1. Febbraio 1977, durante gli anni in cui il PCI era al governo,
con appoggio esterno (governo meglio conosciuto come la formula della “non sfiducia”).

2. Le autostrade furono costruite con buon impegno per
evitare le zone produttive rosse. Il PCI era così contrario che le regioni
rosse costruirono le bretelle che attraversano Umbria ed Emilia. Trattasi di
statali a 4 corsie, equivalenti negli anni ’70 alle autostrade. Senza pedaggio.
Perchè il PCI era contrario ai pedaggi. Un scelta lungimirante, se consideriamo
quanto le autostrade senza peage hanno giovato alle economie dei paesi dove non
si paga al casello.

3. Il PCI era così contrario alle metropolitane che
concluse, durante la gestione Petroselli-Vetere, l’opera della Metro A romana
dopo che le giunte di destra l’avevano tirata per le lunghe per più di
vent’anni.

4. La destra è così innovativa nel campo delle energie che
propone nel 2008 un investimento ventennale sul nucleare, tralasciando l’eolico
e il solare termodinamico sul quale stanno investendo in tutto il mondo. La
stessa destra che ha licenziato Carlo Rubbia, reo di aver sviluppato un sistema
di centrali solari termodinamiche da urlo. Sistema che il nostro premio Nobel
sta mettendo in opera adesso in Spagna. Già mi immagino il Berlusconi di turno
proporre nella campagna elettorale del 2028 un investimento strategico sulle
centrali offshore eoliche. Ovviamente a beneficiarne saranno le aziende
tedesche e olandesi.

5. Per tornare alle TV, la destra ha boicottato in tutti i
modi il referendum sulla concentrazione delle TV; non ve lo dicono, ma in tutti
i paesi europei il numero dei canali nazionali in chiaro è aumentato
costantemente ed è di gran lunga superiore a quello italiano. In Italia siamo
fermi a 6 più una piccolina e un paio di canali musicali. Un’arretratezza che
causerà prima o poi l’effetto pesce-grande-mangia-pesce-piccolo e che è costata
migliaia di posti di lavoro.

6. Finiamo la lista degli esempi con l’Alfa Romeo,
venduta a prezzo di favore alla FIAT per mantenerla italiana, rinunciando ad
un’offerta della FORD decisamente migliore sul piano industriale. La decisione
è degli anni ’80, di nuovo presa dalla destra allora al governo, appoggiata dal
PSI. Per l’Alfa ha significato la scomparsa di una tradizione motoristica
enorme e l’accorpamento in un gruppo che non ha avuto più concorrenza interna.
Insomma, la stessa cosa che la destra sta facendo per l’Alitalia.

Fine del giochino, volutamente esagerato.

Fuori dale righe vi verrei scrivere un mio parere
spassionato, scritto da chi ha avuto la possibilità di confrontarsi con le
scelte progressiste fatte all’estero: in Italia purtroppo manca la percezione
del futuro e degli investimenti decennali o ancora più a lungo termine. A
destra come a sinistra; a destra però in modo becero ed arrogante.

Quello di cui invece abbondiamo è una classe giornalistica
che certamente ci delizia permettendoci di passare belle giornate in compagnia di un
quotidiano. Ma niente di più. Una classe giornalistica che, se un giorno
maturasse e uscisse dagli schemi destra-sinistra-comunisti-fascisti, aiuterebbe
la stessa classe dirigente politica a fare quel salto intellettuale che le è
mancato dal dopoguerra ad oggi.

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23 Comments

  1. Bella lezione di giornalismo per l’ego con la parrucca, il piccolo chimico della mistificazione retorica, l’apprendista-Ferrara, sì insomma Facci.
    La ciliegina, adesso, sarebbe assistere alla di lui trottata, ma mi sa che ci dovremo accontentare della solita battutina da porta-a-portinaia di Virginia.

  2. Tutto ineccepibile. Dimentichi però una cosa. Moltissimi giornalisti nel nostro Paese sono pagati per scrivere proprio quello, e non altro. Sui giornali, alla TV… leggi e vedi dei portavoce. Il “mestiere del giornalista” è diventato un impiego ben remunerato, niente di più. E se non esponi e proponi argomenti ed idee di chi ti paga le bollette e l’affitto, sei fuori; alternativamente fai carriera in RAI. (o in Mediaset, ovvio)

  3. Io l’ultima frase la incornicerei: la condivido in pieno.
    Anche se è in contraddizione con la penultima ;))

    Per quanto riguarda il tuo post, la differenza sostanziale tra i due tipi di arretratezza riguarda l’ideologia: la destra non fa perché bloccata dall’incapacità. La sinistra perché bloccata dall’ideologia.
    Poi ci sono le “convenienze” su cui destra e sinistra vanno a braccetto, ma che essendo bipartisan poco c’entrano con quello che vorresti dimostrare tu.
    Ciaoooo

  4. Bisogna farsi qualche semplice domanda quando si parla di editoria.Quanto vendono i giornali?
    Quanti soldi tira fuori lo stato per mantenere i giornali?
    Oltre a questi soldi,quali entrate hanno i giornali?
    Stesso discorso vale per la TV…Pochi sono gli esempi di buon giornalismo.La maggior parte delle volte da parte di Free Lance che il servizio lo devono vendere,se vogliono pagare l’affitto(o il mutuo).Cosa assurda e che è più facile vendere gossip che articoli di inchiesta.Questo non lo decidono i caporedattori,lo decide,aimè il mercato.
    Infatto solo un’occhio ben allenato si accorge delle cosiddette “marchette”,e tutti i giornalisti sanno di quello che parlo.
    Quelle “marchette”, prevedono dei premi,perchè ufficialmente il giornalista di turno,non potrebbe fare pubblicità.Questo fa capire il livello di onestà di alcuni giornalisti.

  5. Ampiamento basi USA= NO

    Ponte sullo stretto = ari-NO

    Tav= boh

    Intanto la CMC di Ravenna (coop un pelino rossa) si imberta centinaia di mln di euro in dette opere.

    Doppia morale?

  6. Io aggiungerei anche una cosa che c’ho qui sul gozzo da un po’: io se permettete, visto che sono di sinistra, sono anche moralmente superiore. La sinistra (gli uomini e le donne che la formano) è la cosa migliore che questo paese di merda ha.
    Il primo (e tutti gli altri) che diranno che ho scritto minchiate possono andare a f… Chiaro?

  7. Per comprendere il giornalismo italiano,bisognerebbe farsi delle semplici domande.
    Quante persone leggono i giornali?
    Quanti finanziamenti prendono i giornali e da chi?
    Oltre ai finanziamenti,quali sono le altre entrate economiche?
    Ormai il gossip è più redditizio del giornalismo di inchiesta.
    Il buon giornalismo è rimasto quello dei freelance che i servizi li devono anche riuscire a vendere,mentre in altri paesi fanno a cazzotti per aggiudicarseli.
    Per non parlare del fenomeno delle “marchette”.
    I giornalisti sanno benissimo di cosa parlo.Pubblicità camuffate da articoli,che sempre di più diventano plateali,in cambio di favori o regali.Il nostro paese,secondo Freedom House Ha un’economia ed un’informazione SEMILIBERA.Forse il motivo per il quale la Germania ha un’economia che galoppa è anche per il fatto di avere un’ecomonia non fatta da poche famiglie(compresi i grandi editori),ed un’informazione libera?

  8. “è incredibile come gli errori commessi da giovani tornino a persegutarci infischiandosene del fatto che nel frattempo noi siamo decisamente migliorati”(per dirla con Flaiano)

  9. La relatività ha un senso. Tutto è in relazione ad un punto di vista parziale ed assolutamente personale. Ed i giornalisti non ne sono certo immuni, hanno solo la capacità di usare parole piu’ idonee per sostenere un punto di vista apparentemente assoluto ma che sempre parziale rimane. Trovo che il tuo post renda l’idea, mi piace per questo.

  10. Moralmente superiore,che considerazione profonda, potevi tenertela sul gozzo ancora un po’. Il classico elitarismo di chi pensa che anche i suoi rutti abbiano valore.

  11. Carletto,
    in tutto questo non ho capito dove collochi i nani, le ballerine, i ministri con i capelli unti di grasso, i puzzoni anti-nucleare folgorati sulla via di Damasco, i portaborsa, i lacchè di professione, i leccaculo del potente di turno, quelli dell 8% fisso. E ancora… i nottambuli frequentatori di locali notturni popolati da troie, puttane, zoccole e varia umanità scartata e avanzata dalle discariche del tempo. Si insomma, quelli della Milano da bere. Fulgido esempio e precursori dei tempi moderni.
    Fabrì, quella gentaglia è finita sotto una pioggia di monetine. I prossimi che fine faranno quando gli italioti si sveglieranno dal sonno telecomandato?

  12. La Malfa era uno di destra destra?
    Ma che scherziamo? un antifascista amendoliano, uno dei fondatori del Partito d’Azione, un componente del governo di Ferruccio Parri, di destra?
    Nella vendita di Alfa Romeo alla FIAT ci furono pesanti condizionamenti della politica (vedi PCI e DC) e del sindacato, come del resto c’erano stati al tempo della sciagurata apertura dello stabilimento di Pomigliano che si è ingoiato miliardi come noccioline.

  13. A parte il resto, ma perché tutti citano Rubbia e non gli altri che invece sono pro nucleare, tipo Zichichi? Come si può pensare che uno pagato per sviluppare il solare sia d’accordo sul nucleare?
    E basta menarla con l’eolico, che tutti vorrebbero, ma ben lontano da casa propria, ne più ne meno del nucleare e delle discariche e che per essere efficace comporterebbe migliaia di pale, che in Italia non verrebbero mai piazzate offshore, quindi creeremmo filari di orrendi pali alti decine di metri che con il loro rumore (non se ne parla mai) romperebbero le balle alla fauna.
    A proposito di Spagna, facile darsi al solare con 9 centrali nucleari a pararti il culo con ben 15 milioni di abitanti in meno rispetto a noi. Queste centrali verranno smantellate entro il 2030, quindi se in Italia qualcuno pensa di cavarsela in poco tempo a passare al solare o l’eolico si è preso una cantonata, a manco abbiamo Rubbia. Intanto il petrolio sale di prezzo e creiamo gas serra a go go col carbone. Ditemi che non è ideologia il no al nucleare.

  14. Rocca: “perché tutti citano Rubbia e non gli altri che invece sono pro nucleare, tipo Zichichi?”

    Della serie, farsi una domanda e darsi una risposta.

  15. Murmur, Murmur, benedetto figliuolo! Facciamo così: con uno che definendo il principio di precauzione “una favola arrogante” vuol costruire centrali nucleari, e che c’ha pure quella faccia lì, ci vai in macchina te.

    Io, tutt’al più, gli concedo di darmi ripetizioni di organo.

  16. Io vado ad ogni edizione del Bias (Biennale Internazionale dell’Automazione, Strumentazione, Microelettronica e ICT per l’industria)
    Ma forse non è la stessa cosa.
    Byez

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