Per farla finita con Travaglio

Marco Travaglio è in difficoltà, e, avendo avuto in passato un decente rapporto con lui, non riesco a non provare un pizzico di pena.

Ciò che sconvolge è che, all’apparenza, non abbia capito nulla della spaventosa lezione che gli è stata impartita: è lì che si agita e smentisce come un Previti qualsiasi, come se l’avessero accusato di qualcosa di terribile anziché avergli meramente dimostrato (glie’ha dimostrato Giuseppe D’Avanzo, il Travaglio degli anni Novanta) che una scrittura omissiva e suggestiva può distruggere chiunque.

Prendete le seguenti frasi.

– Marco Travaglio è andato in vacanza con un tizio poi condannato per favoreggiamento di un mafioso, già prestanome di Bernardo Provenzano.

– Marco Travaglio telefonò a un siciliano (uno che faceva la spia per un prestanome di Provenzano) per chiedergli uno sconto sulla villeggiatura in Sicilia.

– Le famiglie di Marco Travaglio e di Pippo Ciuro, poi condannato per aver favorito le cosche, si frequentavano in un residence consigliato da Ciuro e dove si scambiavano generi di conforto.

– Un filo rosso collega Marco Travaglio, Pippo Ciuro, Totò Cuffaro eccetera.

– Il procuratore Pietro Grasso forse non a caso del resto scrisse al Corriere della Sera accusando Travaglio di fare «disinformazione scientificamente organizzata».

– Renato Schifani frequentò persone inquisite per mafia 18 anni dopo, mentre Travaglio ne frequentò una arrestata mesi dopo.

Eccetera. Sono frasi per certi versi ineccepibili, non querelabili, sono tutti «fatti» come direbbe Travaglio.
Ma sono infamie lo stesso.
Perchè bisogna spiegare, precisare, contestualizzare, fare insomma ciò che parte di voi ha fatto nei vostri commenti per distinguere, rapportare, completare, proporzionare, aggiungere: che è proprio quello che Travaglio non ha fatto da Fabio Fazio, e tende a non fare mai.

Travaglio ha la sola fortuna di non avere un Travaglio che le suddette infamie gliele ripeterà di continuo, riciclandole in libri e articoli e comparsate, con la postura del migliore.

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40 Comments

  1. Io sarei infine per la chiusura dei commenti, perché le cose più interessanti di cui discutere avvengono su post contigui, gentilmente o per caso.
    Però è interessante assistere alla pregnanza dei puntuali commenti di M (oltre a nome e cognome, neppure l’indirizzo o la partita IVA ne cambierebbero lo spessore), che si mescolano con quelli di Morosita (con tutto il rispetto per lei) e di tutto il carro buoi che si scatena di riflesso con insulti personali. Mendicando attenzione e restando persino gratificati da un pari insulto in risposta. Al fine di riportarlo poi nel proprio blog personale a mo’ di trofeo. Come un minorenne mendica un autografo.
    E non capisco perché, a sua volta, FF si mostri gratificato da quest’ennesimo esperimento.

  2. Clavin, che Tosi sembri troglodita, purtroppo per lui, è una cosa oggettiva. Travaglio ha preso l’occasione solo per ricordare il personaggio e le sue simpatie neofasciste, simpatie che il sindaco ha dimostrato pubblicamente a prescindere dal percorso tecnico del processo, quindi basta che ricordi quello.

    Travaglio poi ha quei duecento-trecento mila processi che gli girano in testa e quindi quello gli è venuto in mente. Un po’ come facci che ha quei duecento-trecento litri di bile e parla di conseguenza.

    G, magari sei tu che ti sei fermato sulla tua di opinione. Comunque il fatto che non capisci perchè Facci viene attaccato a prescindere, vine spiegato dalla tua introduzione “Non sono di casa”.
    Se conoscessi Facci sapresti che in confronto al suo stile i vaffa random di grillo sono da principiante.
    E non aiuta nemmeno il suo modo protofascista di sfogare la sua frustrazione padroneggiano e ostentando il microscopico potere che si ritrova.
    Insomma, a me starebbe anche simpatico, ma non è uno che si fa amare.

    Inoltre da quello che scrivi non sembri conoscere così bene nemmeno internet, forse vieni dal mondo la fuori in cui Facci è considerato un giornalista brillante, come Vespa.

  3. Si parla di Facci e lei ancora non c’è.Andate a chiamare Virginia…Ma dov’è finita? Ah, eccola!

  4. “Travaglio ha la sola fortuna di non avere un Travaglio che le suddette infamie gliele ripeterà di continuo, riciclandole in libri e articoli e comparsate, con la postura del migliore.”
    Mi vien da far la battuta che Travaglio, per sua fortuna, ha Filippo Facci.
    A parte gli scherzi, ma vi sembra logica tutta questa cagnara? Che cavolo di lezione si vuole impartire ad un giornalista come Travaglio che ci campa scrivendo e dicendo quelle cose ed usando quel tono? Ci sono i diretti interessati che possono rispondere nel merito e possono pure ricorrere alle vie giudiziarie. Poi ci sono gli altri giornalisti che la pensano diversamente che possono completare e spiegare quello che ritengono che Travaglio o chiunque altro abbia detto o spiegato solo parzialmente.
    Facci poi avrebbe dovuto suggerire a D’Avanzo come impostare l’esempio per Travaglio, invece il giornalista di repubblica si è spinto un po’ troppo oltre ed ora rischia due querele (da Travaglio e da Giuseppe Ciuro).

    A parte questo volevo fare i complimenti a Facci per l’articolo di oggi (oramai ieri) sul Giornale, veramente molto bello.

  5. Volevo proporre un applauso ad un amico, ad un maestro, ad un uomo che ha saputo illuminare il nostro cammino indicandoci la strada. Un uomo che ha fatto della sua vita una eterna ricerca, una persona dalla quale dovremmo tutti imparare; una figura esemplare, dovrei dire, un integerrimo rappresentante della nostra storia, della nostra tradizione. Volevo proporre un applauso per Erich Priebke.

  6. La verità è una sola.
    Il Neri sta imbottendo macchianera di click USANDO sia Facci che, indirettamente, Travaglio.
    My compliments quando aumenterai le tariffe delle inserzioni almeno a qualcosa tutto questo sarà servito.

  7. Albionese, non ho idee preconfezionate, in tutta questa storia penso che alla fine i pretendenti si siano autoeliminati cercando di eliminare l’altro. Travaglio ha sbagliato modi e tempi, D’Avanzo e Facci per far notare l’errore sono caduti nelle stesse tele. Più o meno , anche se poco, il concetto è questo. Non ho detto che non si deve criticare Facci, non mi sono proprio fatta capire, non tiro mai l’acqua al mulino di qualcun’altro, parlo e penso per me. FF può scrivere cretinate rimanendo, a mio avviso, comunque un giornalista, per qualcuno un pessimo giornalista, per altri un buon giornalista. Tutto qui. Gli insulti di Facci non li ho commentati, e non perché li approvi o non ne conosca l’esistenza, diciamo per non fargli maggior torto? E’ il suo marchio di fabbrica e penso sia la cosa che alcuni preferiscono in lui, non carina come cosa, no. Su questo gioca e si diverte come un bambino. E’ evidente. Sempre per i numeri che mi circondano, il tempo che posso dedicare ad internet è spesso stringato, leggo magari qualche articolo qua e là, ma dei video di Facci non mi ero proprio mai interessata, me ne sono veramente accorta oggi e l’unica cosa che ha suscitato la mia attenzione sono state alcune minacce, forse ho drammatizzato!?

  8. Vi prego di non toccare Facci.

    Dopo i suoi clamorosi scoop su Beppe Grillo (da bambino era ciccione, giocava male a calcio, aveva i denti sporgenti etc.) è diventato il mio giornalista preferito di sempre.

  9. Minch*a Virgì…alla faccia del ruolo di Tutor dei commentatori di MN!
    E io che pensavo di aver visto il picco.

    Ora in un colpo solo sculacci Neri perché dovrebbe chiudere i commenti, i commentatori perché sono degli idioti in cerca d’autografi e Facci perché fa qualcosa la cui logica ti è oscura e che quindi gli fa meritare la tua ics rossa perché se una cosa non la capisci tu, non può che essere scema o malata.

    Tutto in un solo commento, questa volta!
    Qui c’è del patologico.

    Ma è il tempo che lasci passare tra una bacchettata e l’altra, che ti salva dal vedere il filo che le lega?

    Perché non te lo vorrei dire…ma visti da fuori i tuoi commenti sono più ossessivamente ripetitivi di quelli di M, di Facci, di Morosita e di tutti quelli ai quali dai il puntuale voto sotto ogni post messi insieme.

    Ma è un disturbo preciso?
    Ce l’ha una pagina su WPedia?
    E’ stato già studiato o fa parte delle patologie generatesi dopo la diffusione del web 2.0 per le quali ancora si cerca una collocazione scientifica?
    Hai bisogno di un’aiuto di qualche tipo?
    Possiamo fare qualcosa?

    Fai qualcosa, davvero, perché è veramente un tunnel il tuo, e la luce che vedi alla fine non è né l’uscita né Facci, è una proiezione.

  10. a G: sulle minacce a Facci hai pienamente ragione:

    in democrazia le critiche vanno bene, le minacce personali no, perchè sono vergognose e delinquenziali, più che mai se anonime, come in genere succede.

    Saluti

    a Virginia:

    “E non capisco perché, a sua volta, FF si mostri gratificato da quest’ennesimo esperimento” :

    eh, cara Virginia, questo dovresti proprio chiederlo a lui…io, dal modesto par mio, la risposta in proposito l’ho già data in un altro commento, in questi termini:

    “parlate pure male di me purchè ne parliate”

  11. a G: sulle minacce a Facci hai pienamente ragione:

    in democrazia le critiche vanno bene, le minacce personali no, perchè sono vergognose e delinquenziali, più che mai se anonime, come in genere succede.

    Saluti

    a Virginia:

    “E non capisco perché, a sua volta, FF si mostri gratificato da quest’ennesimo esperimento” :

    eh, cara Virginia, questo dovresti proprio chiederlo a lui…io, dal modesto par mio, la risposta in proposito l’ho già data in un altro commento, in questi termini:

    “parlate pure male di me purchè ne parliate”

  12. Non scusarti, Carlo, ti rileggiamo sempre volentieri.

    ***

    Nb: Wikipedia sbaglia su Di Pietro. Non è mai stato ‘assolto’ e tantomeno perchè ‘il fatto non sussiste’. Nei suoi confronti vi è stato il ‘non luogo a procedere’, il che significa che non è mai stato propriamente processato e che le sue vicende, a Brescia, si fermarono in udienza preliminare. Oltretutto ffurono, forse, le udienze preliminari più lunghe della storia giurisprudenziale italiana.

  13. Castelli dice : “signor Travaglio, visto quello che ha detto ad inizio trasmissione, lei dovrebbe dimettersi da giornalista, visto che è stato condannato”

    Travaglio ” sì, ma civilmente e non penalmente”

    Strano paese l’Italia, direbbe Travaglio.

  14. D’Avanzo scrive, Travaglio risponde e, su questa risposta, c’è una chiusura dello stasso D’Avanzo.
    “Nessuno ha mai messo in dubbio l’onorabilità di Travaglio. Nessuno ha voluto sollevare una noiosa e irrilevante polemica personale. Si è voluto soltanto ragionare senza ipocrisie su un metodo giornalistico che, con niente o poco, può distruggere la reputazione di chiunque. Era un memento a Travaglio e a noi stessi ad usare con prudenza, armati di niente o poco, la parola “verità” (evocata, purtroppo, anche oggi). E prima di mettere punto: ma davvero c’è qualcuno che, in buona fede, può pensare che Repubblica faccia sconti alla mafia e alle sue collusioni con i poteri? ”
    Traduzione:
    “Nessuno ha mai messo in dubbio l’onorabilità di Travaglio. Personalmente io in mano ho poco o niente, ma se non fai il “bravo giornalista” altri “bravi giornalisti” cercheranno di distruggerti la reputazione con la loro “verità”.”

  15. Virginia, io non ho un blog personale e tu hai fatto l’ennesima figura di merda.

    In ogni caso, a te non capita mai di pensare che all’altro capo della rete ci possa essere un essere umano normale? Le tue spiegazioni sono sempre psicanalitiche, per tutti. Tranne che per te stessa. Sembri quello contromano sull’autostrada che vede gli altri tutti contromano.

    A me invece qualche volta, ogni tanto, mi capita di pensare agli esseri umani all’altro capo, ed e’ per questo che vorrei dirti, pacatamente, che io non faccio parte di nessun branco. Neppure del branco anti-Facci a prescindere. In piu’ di un’occasione ho concordato con i post di Facci, in piu’ di un’occasione gli ho espresso simpatia umana, nel senso che ho simpatia per alcuni tratti umani di Facci e anche per qualche pezzo della sua storia che mi e’ capitato di conoscere tramite le cose che racconta. Mi sembra fondamentalmente una persona per bene a cui la vita non riesce bene come vorrebbe. Lo si vede quando parla in televisione: un concentrato di complessi e frustrazioni.

    Detto questo, semplicemente non gli faccio sconti quando e’ cialtrone. E non perche’ sia ossessionato da lui, ma perche’ sono ossessionato, questo si, dalla situazione del nostro paese, che ritengo molto brutta, anche a causa dei nostri giornalisti e dello stato dell’informazione in Italia. Gente impaurita, inchiodata dalla paura, o professionisti della menzogna al servizio di un qualche potere. Gente che attacca i colleghi liberi, i cani sciolti, con un po’ piu’ di coraggio o incoscienza, e li vorrebbe vedere sotto un ponte, per invidia del loro coraggio o per servire il padrone di turno.

    Un esempio abbacinante nella sua chiarezza e’ stato fornito da Fazio qualche giorno fa, mentre la Littizzetto faceva il suo pezzo al solito un po’ graffiante; le ha detto praticamente di contenersi perche’ la sua trasmissione e’ uno degli ultimi spazi di liberta’ e non avrebbe voluto fosse chiusa a causa di quello che la Littizzetto stava dicendo. Cioe’: manteniamoci questo spazio di liberta’ rendendolo non libero; manteniamoci la liberta’ di non dire nulla che possa disturbare. Io non so se questa gente si rende conto dello stato in cui versa, se si rende conto della propria condizione di cani al guinzaglio.

  16. M., tesoro, su Fazio esiste da tempo l’equivoco nel quale per altro sei cascato anche tu. Fazio è assolutamente conscio di quello che la Littizzetto (o chi altro) dirà in trasmissione, visto che l’ha invitata lui stesso. Il suo ruolo è quello del paraculo che dissente sempre e comunque da quello che i vari ospiti di volta in volta sostengono. Non piace neanche a me, sia chiaro, ma definirlo cane al guinzaglio è eccessivo anche in virtù del fatto che Fazio non è un giornalista. Altro errore che a mio avviso commetti è quello di credere che tutto quello che viene detto in tv sia vero e sacrosanto, non è che se Fazio sgrida in diretta la Littizzetto, pensi veramente quello che ha detto, è tutto sempre e su qualsiasi canale pre-costruito e pre-ordinato.

  17. @matilde : Tutto in tv è preparato a tavolino, ci sono ministri o attori che prima vogliono il fax con le domande. Lo ha detto ieri notte Chiambretti alla Lollobrigida, in Markette.

  18. Matilde, so benissimo che in tutte le puntate c’e’ il siparietto con Fazio che fa finta di disperarsi e di voler zittire la Littizzetto, ma in quel caso particolare e’ apparso un po’ diverso, per la frase in se stessa e per come l’ha detta. Sembrava crederci, ecco.

  19. Ma quale crederci M., figurati! Come se poi “Che tempo che fa” fosse la trasmissione del sub-comandante Marcos, è un siparietto in cui ogni tanto vanno ospiti interessanti che ogni tanto dicono qualcosa di interessante, non mi sembra l’avanposto della libertà in televisione.

  20. Travaglio è in giro da anni e le cose che afferma non sono delle novità assolute, la ripete da tempo e mi pare che nessuno sia mai riuscito a fermarlo. Forse perchè non è vero che racconta poi così tante balle? Come mai ora all’improvviso sono tutti contro di lui? non è un po’ troppo strano per essere un fatto casuale?

  21. Il problema caro Facci è che Schifani è il PRESIDENTE DEL SENATO. Contradditorio o no, è la seconda carica più alta dello Stato (anche se non conta una cippa esattamente come la prima). NEL DUBBIO IO NON VORREI MAI CHE UNO CHE HA AVUTO ANCHE DI STRISCIO E ANCHE SE NON LO AVESSE SAPUTO, FREQUENTAZIONI MAFIOSE, COME PRESIDENTE DEL SENATO, ma a dire il vero non lo vorrei neanche bidello nella squale dei miei figlie e tanto meno come stalliere…
    Ma se proprio vogliamo continuare a citare i fatti parliamo seriamente e diciamo che quello che cita Travaglio proviene da atti processuali, quello che viene citato da voialtri “Giornalisti” proviene da una dubbia telefonata da un avvocato Palermitano che deve ancora essere dimostrata.
    Se mi permette caro Facci c’è una bella differenza a citare Fatti e citare telefonate.

  22. In qualunque paese civile del mondo Schifani sarebbe dovuto andare a spiegare in televisione le sue frequentazioni. Per chiarire a tutti che la seconda carica dello stato è scevro da qualunque possibile tipo di ricatto o, anche, sudditanza. Con qualunque argomento potesse essere utile, comportamenti ed opere.

    In qualunque paese del mondo che non sia uno di quelli della corrotta Africa, del corrotto oriente, della corrotta Russia e dei regimi teologici e dittatoriali arabi.
    Con tutte le contestualizzazione del caso.
    Stiamo parlando della seconda carica dello Stato.

    Ma dopo che Berlusconi, eletto quattro volte presidente del Consiglio, non ha spiegato da dove venivano i capitali ingentissimi con i quali ha fondato Fininvest, tutto può accadere in questo paese. Adesso manca solo l’ultima disgrazia: che Berlusconi diventi Presidente della Repubblica. Lui, le cui origini ignote dei capitali sono nelle disponibilità di qualche cassaforte bancaria svizzera, pronte per essere usate in ogni momento. Un paese sotto schiaffo siamo.

    L’ultima volta che un giornalista (a parte l’Economist) chiese a Berlusconi l’origine delle sue ricchezze (gli stessi soldi che nel Caimano di Moretti vengono piovono nello studio del protagonista sfondando il tetto) e del perché si fosse avvalso della facoltà di non rispondere nel novembre 2002 quando fu interrogato dai giudici di Palermo che indagavano sui rapporti di dell’Utri con la mafia, a Palazzo Chigi, fu Floris prima delle elezioni del 2006.

    Berlusconi replicò raccontando di essere stato un modello di trasparenza per tutta la sua carriera di imprenditore, a partire dalle attività immobiliari fino all’entrata nelle assicurazioni; e accusò Floris, guardandolo livido, di essere fazioso e di avergli fatto quella domanda “indegna di chiunque” proprio alla vigilia delle elezioni.

    Avete capito? Proprio alla vigilia delle elezioni: e quando sennò?

  23. Ieri sera Travaglio ha annichilito il noto giurista Castelli…
    5 anni al ministero della Giustizia e non sapere nulla della materia….a dimostrazione che in quel dicastero ci debbano andare dei completi ignoranti (a parte Diliberto)
    Tosi che interviene a difesa del condannato Bossi e si impapocchia miseramente sulla maxitangente enimont…
    Uno spasso, due trogloditi messi ko

  24. Facci,
    se non ci fosse Travaglio, tu non esisteresti, come giornalista.

    Sono certo che te ne sei reso conto, perché sei molto intelligente.

    Non ti rendi conto, invece, che è vano ogni sforzo fatto per attaccare un uomo – Travaglio – che, come certo saprai, è indipendente sino al midollo?

    E che + lo si attacca, + diventa un GIGANTE?

    Santoro ieri ha detto la cosa + giusta: Travaglio ormai è nel cuore della gente e non ha nulla da temere.

    Tu nel cuore di chi sei?

  25. Nel cuore di Luca Sofri di sicuro. Ormai il suo blog campa con i post di Facci.

    Lo stesso Sofri, mostro di coerenza, che in occasione del caso Luttazzi/Ferrara si affretto’ a dichiarare in ogni dove che non era corretto attaccare un collega d’azienda. Si vedano ora i suoi commenti al caso Travaglio/D’Avanzo, colleghi a Repubblica ed Espresso, come minimo.

  26. Io non capisco tutte queste polemiche contro l’articolo qui sopra.
    Facci ha solo dimostrato come, riportando determinate notizie (vere) ma non altre, si dà un’impressione del tutto sbagliata.
    E’ vero che Travaglio ebbe rapporti con Ciuro. Ma è anche vero che questi rapporti probabilmente si limitarono al prestito di tovaglie e padelle.
    E’ vero che Schifani ebbe rapporti con gente poi giudicata mafiosa. Ma è anche vero che probabilmente Schifani non aveva idea che quelle persone fossero mafiose e che anzi probabilmente, al tempo in cui detti rapporti ci furono, le persone in questione, mafiose non lo erano neanche.

  27. I servi sputano in cielo
    di D. Martinelli

    I giornalisti non indagano più sui fatti, attaccano i colleghi più informati ben remunerati dai finanziamenti pubblici all’editoria.
    Assistere alla manfrina del vicedirettore di Repubblica Giuseppe D’Avanzo che insinua contatti con i mafiosi per Travaglio (credendo di scrivere uno scoop) pare di vedere la brutta copia di Vittorio Feltri quando nel ‘95, ai tempi in cui dirigeva il Giornale, diffamava Antonio Di Pietro attribuendogli false dichiarazioni di pentiti con frasi del tipo “Di Pietro mi ha sbancato”.

    La mossa di D’Avanzo, più che uno scoop da brivido, ha tutto il sapore di una leccatina di natiche ai governanti attuali. Sia mai che magari ne abbia benefici diretti, magari in televisione, visto che in questo periodo Berlusconi, Schifani e Fini dovranno segnalare quali giornalisti pedina spostare, togliere e mettere dalle redazioni dei telegiornali Raiset. Sia mai che magari lo invita la De Filippi o la Perego!

    Quella di D’Avanzo nei confronti di Marco ha tutto il sapore di una gratuita calunnia mirata a minarne la credibilità perché così in Italia si usa. Lo si intuisce dalle parole dell’articolo apparse su “Repubblica”, da cui affiora un’ invidia professionale nei confronti di chi è più informato e tagliente.

    Se D’Avanzo fosse un onesto giornalista sosterrebbe la veridicità e il senso dei fatti esposti da Travaglio, documentandone i rischi che si corrono in questa Italia governata da una banda a maggioranza piduista e mafiosa, presieduta da un prescritto in conflitto d’interessi.
    Se D’Avanzo fosse un onesto giornalista avrebbe arricchito gli elementi esposti da Marco con maggiori dettagli che evidentemente non possiede, perché forse non è così ferrato in cronaca giudiziaria come vuole far credere.
    Se D’Avanzo fosse un onesto giornalista avrebbe mille appigli per indagare sui trascorsi degli oltre 70 politici invischiati con problemi di giustizia, anziché attaccare un collega documentato.
    Se D’Avanzo fosse un onesto giornalista contribuirebbe a difendere la categoria con inchieste serie, denunciando le marchette di quei colleghi palesemente asserviti che scrivono articoli pataccari pur di screditare gli avversari politici del loro editore.
    Se D’Avanzo fosse un onesto giornalista scriverebbe editoriali in cui spiegherebbe come la nostra categoria sia minata da prostituzione e asservimento che hanno oltrepassato il ridicolo.
    Se D’Avanzo fosse onesto ammetterebbe che un giornalista specializzato in giudiziaria e in inchieste di mafia, potrebbe imbattersi in qualcuno che gli fornisce notizie in esclusiva, spiegando la differenza fra frequentazione per ottenere notizie e frequentazione per comuni interessi in politica!

    Un giornalista in vacanza che conosce un militare che gli offre il pranzo o che gli paga l’albergo, non ha alcuna relazione con l’etica e le responsabilità della seconda carica dello Stato, che da politico come Schifani, 20 anni fa faceva il politico con politici che successivamente sono stati condannati per mafia.
    Travaglio non ha mai avallato leggi ad personam per il Mafionano, Schifani si.
    Se D’Avanzo fa queste insinuazioni su Travaglio abbia il coraggio di insinuare frequentazioni e infiltrazioni anche dei Gomez, degli Abbate e dei Fabrizio Gatti!

    Siccome Giuseppe D’Avanzo odora di servo che esegue ordini impartiti dall’alto, gioca agli sputi verso il cielo. Conscio che lo stipendio, il 27, per lui arriverà comunque e conscio che in caso di querele perse sarà “Repubblica” a risarcire i danni verso chi è stato sputtanato. Che problemi volete ci siano sborsare un milione o 2 di risarcimento a fronte degli oltre 25 milioni l’anno di prebende pubbliche assicurate da noi cittadini?
    In questo momento, per giornalai come D’Avanzo e giornaletti come “Repubblica” conviene spargere merda verso chi sostiene la causa dell’abolizione del finanziamento all’editoria piuttosto che difenderne le tesi. Ogni pretesto, anche il più banale va bene! L’imperativo è sputtanare.

  28. “Per Antonella: compaio nei libri di storia del giornalismo italiano dal 1998”

    Facci, anche Federico Moccia compare come scrittore…
    E’proprio questo a rendermi confusa.

  29. Schifani aveva rapporti d’affari, mica d’hotellerie, con mafiosi in un momento dove la DC ammetteva a malapena l’esistenza della mafia.
    18 anni sarebbero stati condannati, l’unica giustificazione che e’ stata data..un po’ poco, non si sa da quando furono idagati, ne dov e avessere preso i soldi per fondare una societa’…ricchi di famiglia?
    D’Avanzo si dimostra che si puo’ gettare fango su chiunque..ma qui Travaglio ha fatto centro pieno, anche a vedere dal fuoco a cui e’ sottoposto.
    Che poi faccia pena non so, sicuramente non sono le querele ai blogger il suo problema.

  30. “Per Antonella: compaio nei libri di storia del giornalismo italiano dal 1998”

    Facci, anche Federico Moccia compare come scrittore…
    E’proprio questo a rendermi confusa.

    E aggiungo: Manuela Arcuri è considerata un’attrice.

  31. “Per Antonella: compaio nei libri di storia del giornalismo italiano dal 1998”

    Facci, anche Federico Moccia compare come scrittore…
    E’proprio questo a rendermi confusa.

    E aggiungo: Manuela Arcuri è considerata un’attrice.

    e aggiungo: CAstelli è stato minisro della Giustizia

  32. balthazar, io la vedo un pò diversa da te su Castelli e Tosi, mi pare che abbiano dato notizie precise su alcune cose, come ad esempio che ne Bossi ne Castelli sono stati condannati. Travaglio sì, anche se civilmente e non penalmente.

    Sono pazzi sti italiani, direbbe Travaglio.

  33. Facci,
    l’unico omissis che riguarda te in questo caso, è che Travaglio sta parlando del Presidente del Senato, non del primo politicuccio all’orizzonte.

    Forse per te sarà una cosa da poco, ma che la 2° carica dello stato abbia avuto rapporti (anche lontanissimi) con dei mafiosi, per me è scandaloso!

    Appoggio del tutto la posizione di Travaglio.
    Maurizio

    Zigolo.net

  34. “Scoop da brivido”? “Minarne la credibilità”? Mi sa che neanche Martinelli ha capito niente del discorso di D’Avanzo.

  35. HTTP500: ma come Bossi non è stato condannato? Allora non tanto che hai capito un cazzo. E poi, visto che ne fai un discorso di condannati/non condannati (anch’io sono stato condannato a pagare una multa di 36 euro), Castelli è stato condannato dalla Corte dei Conti a pagare 98mila euro e rotti. E,comunque, se conosci Castelli, spiegagli la differenza tra civile e penale.
    Intanto vorrei ribadire che Bossi è stato condannato.
    Salute, ragazzi.

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