14 Comments

  1. Mi sembra di guardarti, mentre ti rotoli per terra, Virginia.

    Cosa mi ” obietti”, nel tuo commento, di grazia?

    Mi hai chiesto perchè ho postato quel link e la risposta era già nel commento precedente. Però, ho fatto finta che tu non avessi fatto finta di non avere capito e te l’ho rispiegato.

    IL senso dell’articolo è che il giornalista riporta come un fatto normale che Travaglio dica quelle cose in Tv. Nemmeno una volta scrive che però, Travaglio ha sbagliato. Nemmeno esagerato, niente di niente.

    Invece, rileva come la Rai, invece di invitare Schifani to ” EXPLAIN “, abbia chiesto scusa. Faccio torto alla tua intelligenza se suggerisco che il giornalista sembra pensare che il fatto che la Rai abbia chiesto scusa gli sembra strano? Bizzarro? Che la cosa migliore da fare sarebbe stato invitare Schifani to EXPLAIN? Cioè, lo devo spiegare? Dici che non si capisce dall’articolo?

    Ma comunque, andiamo a spiegare anche altre banalità

    ” Ovvero, quando un giornalista pone questioni, il politico è tenuto ( o dovrebbe) essere tenuto a rispondere. O può anche non rispondere. Ma il giornalista è leggittimato a farle.”
    Oltre al delirio del non senso di questo chiamiamolo concetto, nel tuo precedente commento avevi scritto “Schifani, poteva chiede di precisare qualcosa, se preferiva”

    Virginia, io non sono come te che di solito faccio mio in blocco ciò che dice Facci, o Rocca, o altri. Io scrivo ciò che penso io. Ciò che penso io è che Schifani doveva rispondere a ciò che gli si contestava. Però, dato che siamo in un paese libero, poteva anche scegliere di non rispondere a niente e chiedere semplicemente una rettifica , meglio, un’integrazione a ciò che aveva detto Travaglio in trasmissione. Questo è ciò che penso io, che non è in ” contraddizione” con ciò che dice l’articolo, perchè l’articolo riporta l’opinione di un’ ALTRA persona. Chiaro?

    ” In NESSUN punto dell’ articolo da me citato l’autore dice che Travaglio ha sbagliato.”
    E chi ha detto niente?”

    Ah, no? Mi sembra questa, la GRANDE questione in onda su MN, e nei giornali.Ovvero, come e perchè TRvaglio ha sbagliato. Si è scomodato anche D’Avanzo, a impartire una lezione di giornalismo. Poi, oh, se mentre impartiva la sua lezioncina ha contribuito a diffondere un fatto che TRavaglio e un’altra persona coinvolta dicono FALSO, ovvero D’Avanzo ha messo in circolo una calunnia, su cui altri stanno inzuppando il pane alla grande, che importa? Lui voleva solo dare una lezione. Di giornalismo, non so, sicuramente ha dato una lezione. Anche di come ci si possa dimostrare un po’ meschini.

    Per il resto, il senso del mio link era chiaro da ciò che ho scritto all’inizio. Ovvero, come , in un paese un po’ più ” normale” del nostro, viene visto e commentato l’intervento di Travaglio. E cioè, come un fatto legittimo. Come un fatto ” normale” se questa parola non sembra una parolaccia.

  2. Ricordiamo che Travaglio stesso ha confermato le vacanze col mafioso, nonché le telefonate. Di cui esistono, peraltro, le intercettazioni.

  3. Per la precisione, non sei molto preciso.

    D’avanzo ha messo in circolo non solo la questione delle vacanze con ” mafioso”( te la faccio passare, perchè non me ne frega niente in questo momento, anche se Ciuro dice che da nessuno parte gli si contesta la ” mafiosità”)

    D’Avanzo scrive che l’avvocato di Aiello gli ha confidato che il suo assistito gli ha pagato le vacanze. Cosa smentita da tutti e che D’avanzo avrebbe perlomeno potuto verificare, prima di mettere in circolo. Ed è su questo ” la mafia ha pagato le vacanze di Travaglio ” che qualcuno sta inzuppando il pane.
    Mavabbeh, prima o poi si depositerà il polverone.

  4. Ancora qui a spiegare che gli asini non volano.
    Dire che “la mafia ha pagato le vacanze di Travaglio” è stata sì una grave disattenzione da parte di D’Avanzo, ma ciò non inficia il resto del suo discorso. Si continua a vedere il dito e non la luna. Il succo del discorso di D’Avanzo l’ha spiegato magistralmente Facci nel suo post “Per farla finita con Travaglio”, dove riporta appunto tutte frasi non smentibili (non a caso l’affermazione falsa che la mafia abbia pagato l’hotel a Travaglio non compare) che potrebbero comparire in un libro di Travaglio per screditare lo stesso Travaglio.

    Ma a mio parere l’epitome più significativa di tutta questa vicenda, forse la dimostrazione definitiva della tesi di chi ha criticato Travaglio, è stato vedere lo stesso Travaglio ad Annozero costretto a difendersi, a spiegarsi, a spiegare che l’albergo non era stato pagato dai mafiosi, ad affannarsi a dire che lui non ha avuto rapporti con persone condannate per mafia, come fosse un Previti o un Dell’Utri qualsiasi.

  5. Via, MJ, lo sai bene che sono altri che si attaccano alla storia dell’albergo pagato per non dover ammettere – come ha ammesso lo stesso Travaglio: e dinanzi a delle intercettazioni, come avrebbe potuto negare? – che il giornalista e Pippo Ciuro, oltre 4 anni e mezzo per favoreggiamento provenzanesco, si conoscevano e si telefonavano. Per cercare di allontanare il sospetto, insomma, che le notizie che Travaglio pubblicava erano quelle che il buon Ciuro faceva filtrare a seconda delle convenienze dei boss.

  6. Murmur, quegli articoli di D’Avanzo, anche alla luce delle sue ” rivelazioni” fattegli dalla fonte, sono uno degli esempi di articoli falsi e tra i più ipocriti che possano esistere. Per cominciare, esagera volutamente la portata delle azioni di Travaglio, per fare la sua bella lezioncina.
    Ovvero, addebita a Travaglio un comportamento che non ha avuto, per avere il prestesto per fargli la lezione. Inoltre, ricorre spesso al trucchetto di dare per ” assodato” ciò che dovrebbe interessare il lettore. IL che è scorretto, da parte di un giornalista.
    Ma evidentemente a voi sta bene che un giornalista abbia già dall’inizi dell’articolo la sua bella idea che voi dovete sposare. GIà bella e pronat da mangiare La cosa buffa è che lui ricorre a questo trucchetto nel momento stesso in cui finge di denuciarlo in Travaglio. E non se ne accorge nemmeno. E nemmeno i lettori entusiasti del suo articolo, evidentemente. Inoltre ancora, mette in circolo una notizia falsa, e grave, che qualcuno abbia pagato l’albergo di Travaglio, e lo fa senza prima avere verificato. Inoltre ancora, fa finta che ” nessuno mette in dubbio ” la moralità di Travaglio ( am davvero non vede la profonda ipocrisia di quella affermazione? E già. Però, con quella notizia dell’albergo pagato lo sta appunto facendo. Perchè anche se Travaglio non conosce il tizio, c’è la questione che sapere che un boss ha pagato per lui, sarebbe un grave smacco per Travaglio COMUNQUE, anche fatto all’insaputa di Travaglio. Roba che i giornali ci inzuppano il pane, appunto.
    Ma D’Avanzo non si è curato di questo aspetto, dimostrando che di eventuali velenosità contro i collega non gli fregava punto Inoltre ancora, fa finta che la questione non sia personale. O grazie tante, signor giornalista.
    Però, per fare un discorso ” generale”, avresti anche potuto inventare un fatto inventato, senza mettere in mezzo questioni personali perfettamente ricondicibili alla persona Travaglio e nessun altro. Che poi saranno abbondantemente sfruttate da altri in modo strumentale. Ma il grande D’Avanzo, nella sua infinta sapienza, non poteva minimiamente immaginare un esito del genere, no? NO, lui era in buona fede. Faceva solo una lezione di ” giornalismo”. Lui, che parlava di ” responsabilità ” politiche riconducibili ala destra, che puntava sulla presenza di Fini a Genova per implicitare chissà che. Mentre a Fini non è stato MAI contestato niente di niente. Però, dai la sua è stata una grande inchiesta, mica come quelle di Travaglio.

    Ma per favore. Almeno non prendiamoci in giro.

    Sempre per la precisione, fammi indovinare. Tu sei garantista , ma così garantista che più garantista non si può, giusto?

  7. No: ho solo imparato a giudicare dai fatti, dopo anni di letture di articoli di Travaglio (per il quale il garantismo è robaccia: vedasi l’ultimo Annozero, in cui ha trattato da pregiudicato il signor Tosi, soggetto in attesa di processo senza nemmeno una condanna provvisoria sulle spalle).
    E perciò, per arrivare a delle conclusioni mi basta sapere che Travaglio col mafioso ci andava in piscina, ci giocava a tennis, ci parlava (di “cuscini”) al telefono al punto da essere stato intercettato e trascritto; nonché che l’avvocato di un altro mafioso ha affermato che il suo cliente ha pagato l’alloggio al Giornalista.
    E’ reato? Non importa: Lui mi ha insegnato che ciò che conta sono i giudizi morali – sulla persona – e sostanziali – sulla sua opera.
    Certo di essere un buon allievo, aspetto con ansia il 10 e lode dal Maestro, o da qualche sua pecorella. Quando l’uno o l’altra si saranno ripresi dalla tranvata.

  8. Sono precisissimo, no, non sei molto preciso. Dici che ti ispiri a Travaglio, ma sembri ispirarti più a D’Avanzo. Perchè Travaglio non basa i suoi articoli su non meglio specificate ” fonti”. Non si dice sempre che i suoi sono i bollettini delle procure? Ecco, perlomeno sono basati su dati ufficiali.

    Però, dato che dici che sei ” allievo ” di Travaglio, voglio rassicurarti. Anche ammesso che abbia preso una ” tranvata” si è ripreso.
    E a giudicare da questo articolo sgarzolino si è ripreso molto bene.

    http://www.antimafiaduemila.com/content/view/5598/78/

    C’è anche una chiosina finale dedicata a D’Avanzo. Leggera leggera.

    Sei contento? Su, lascia la trombetta con cui stavi facendo perepeè e vai a festeggiare.

  9. Poiché, come il Maestro, sono precisissimo, debbo precisare, appunto, che le “non meglio specificate fonti” si chiamano verbale degli inquirenti e confessioni, dinanzi all’evidenza, di Marco Travaglio (questo per le vacanze e le telefonate – http://www.corriere.it/politica/08_maggio_15/travaglio_martirano_3b59d18e-224b-11dd-8bc7-00144f486ba6.shtml).
    Sull’albergo, è la parola, tra gli altri, dell’avvocato di un mafioso contro quella del soggetto interessato. Quest’ultimo è in evidente conflitto d’interessi, per cui non attendibile; il primo invece, e questo lo devo agli insegnamenti dell’Illustre Giornalista, rilascia dichiarazioni avendo contatti con quelle fonti preziosissme per il giudizio morale che sono i mafiosi (che si facciano chiamare pentiti o meno), e che sono credibili per definizione. O meglio: secondo comodità. Ed ora è comodo che lo siano.
    Forse dovresti ripassare meglio le lezioni di Marcolino. Se serve, do ripetizioni. In nero, ché sto dalla parte giusta e posso.
    Buona giornata.

  10. Sono precisissimo, tu insisti e insisto pure io.

    Attingere a ” non meglio specificate fonti” è spesso il modus operandi d’ D’Avanzo. In genere. Cosa che gli è costata in passato qualche frecciatina e anche di più, da parte degli stessi che adesso lo stanno osannando.

    ” Sull’albergo, è la parola, tra gli altri, dell’avvocato di un mafioso contro quella del soggetto interessato.”

    Beh, questo tizio ha smentito non solo di averne parlato con D’Avanzo ma anche di averlo fatto con altri. Però, D’avanzo, per metterci una pezza, dice che la cosa è stata raccolta da ” fonti vicine all’inchiesta”. Bon. Allora, sarà scritta in qualche atto ufficiale, giusto? Tipo, intercettazioni, verbali, dichiarazioni raccolte…cose così. Altrimenti, sono solo chiacchiere raccolte chissà dove, giusto?

    Appunto” non meglio specificate fonti”

    Per il resto. Citi molto il ” metodo Travaglio”, ma mi sa che forse non lo conosci molto. Onde per cui, ripassalo, prima di citarlo a sproposito.

  11. Brava, passi avanti. Come da metodo Travaglio, che la butta su Berlusconi nell’articolo che mi hai linkato, anche tu ora passi dallo specifico – la mafiosità accertata, perlomeno in punto di fatto, di Travaglio – al generico – lo stile D’Avanzo. Brava.
    Prossimo gradino: imparare ad ignorare le smentite; quelle non ignorabili, ridicolizzarle (le smentite o chi le rende).
    Per ogni chiarimento, comunque, non hai che da chiedere.

  12. ” anche tu ora passi dallo specifico – la mafiosità accertata, perlomeno in punto di fatto, di Travaglio – al generico – lo stile D’Avanzo.”

    No, io non ” passo da uno stile all’altro”.

    Semplicemente, tu dicevi che ti ” ispiravi” a Travaglio e io ti ho detto che invece rifarsi a non ben specificate ” fonti” fa parte più dello stile D’Avanzo.

    Travaglio è quello che riporta i ” bollettini delle procure”, ricordalo.
    E lo vedi che non sei preparato?

    Per il resto, è inutile che continui a cercare di stuzzicarmi, se tu vuoi alludere alla ” mafiosità ” di Travaglio fai pure.
    Lo so, quella voglia di fare perepepè, come i bambini , è irrefrenabile. Coraggio, poi passa.

  13. A chi, in un post ora non più commentabile, asserisce che Bossi non è stato condannato:
    Wikipedia riporta:

    Il 5 gennaio 1994, al processo Enimont Umberto Bossi ha riconosciuto la colpevolezza dell’amministratore del movimento Alessandro Patelli relativamente ad un finanziamento illecito ricevuto dallo stesso da parte di Carlo Sama della Montedison. Dopo aver restituito integralmente la somma di 200 milioni di lire, raccolta dagli stessi militanti leghisti, e dopo l’allontanamento dal partito di Patelli, è stato condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.

    Bossi è stato in seguito condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per averla in più occasioni, il 26 luglio e il 14 settembre 1997, pubblicamente offesa usando, nella prima occasione la frase “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”, nel secondo caso, rivolto ad una signora che esponeva il tricolore, “Il tricolore lo metta al cesso, signora”, nonché di aver chiosato “Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore”.

    Per la prima affermazione, Bossi è stato condannato il 23 maggio 2001 ad un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena; il 15 giugno 2007 la Prima sezione penale della Cassazione, respingendo il ricorso presentato dalla difesa, lo ha condannato in via definitiva. Per il secondo evento si è ricorso alla Camera, nel gennaio 2002, che non ha concesso l’autorizzazione a procedere nei confronti di Bossi (allora ministro delle Riforme) per l’accusa di vilipendio alla bandiera, ma la Consulta ha annullato la delibera di insindacabilità parlamentare, nella sentenza 249 del 28 giugno 2006.

    All’inizio del 2006 la pena prevista per il reato di opinione è stata modificata, dall’originaria detentiva (che prevedeva fino a tre anni di reclusione), ad una pecuniaria (multa fino al massimo di 5000 euro). Bossi ha chiesto poi che anche la multa gli venisse tolta, in quanto europarlamentare, ma la Cassazione ha rigettato il ricorso confermando la condanna a pagare 3 mila euro di multa.

  14. E pensare ke questo “essere” è un ministro del governo ITALIANO mi viene da vomitare…

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