Maurizio Milani
26 apr
Alla fine degli anni Settanta Giuseppe Piero Grillo prende moglie: a Rimini conobbe la proprietaria di una pensioncina, Sonia Toni, e in breve la sposa. Avranno una figlia, Valentina, e Davide, nato purtroppo con dei problemi motori.
Il girovagare di Grillo tra i residence di Roma e Milano, tuttavia, renderà le cose difficili molto presto. Su un importante quotidiano nazionale, pochi anni dopo, la moglie rilascerà un’intervista in cui accuserà il marito di non andarla a trovare praticamente mai e soprattutto di lasciarle sempre pochissimi soldi.
Ma oggi i rapporti sono ottimi: anche se si è vista negare, da ex candidata per i verdi a Rimini, il famoso bollino grillesco che suo marito rilascia alle liste civiche. Si è arrabbiata molto.
Il tardo 1981 e non il 1980, come erroneamente riferito nel suo blog, è l’anno in cui il comico diviene protagonista di un episodio destinato a segnalarlo per sempre.
26 apr
25 apr
24 apr
Le prime tracce visive di un Beppe Grillo volontariamente comico sono del 1970: un cortometraggio in super 8 diretto da Marco Paolo Pavese e scritto e interpretato e doppiato dal citato Orlando Portento; lì si vede il primo Grillo, imberbe. Mediaset ne mandò in onda degli spezzoni qualche anno fa.
Ma Grillo, già da tempo, aveva cominciato a fare qualche seratina di cabaret accompagnandosi con la chitarra: circolini, qualche discoteca, molte feste e festicciuole politiche per liberali e socialdemocratici e democristiani e socialisti. «Gl’importava zero della politica» dice ora Portento, «era un frivolo, un cinico», anche se Grillo ogni tanto raccontava di qualche simpatia familiare per i liberali di Giovanni Malagodi. L’avvocato Gustavo Gamalero, boss dei liberali genovesi, lo ingaggiò per alcune cene elettorali prima delle elezioni regionali: 15mila lire a serata. Più di 20mila, in giro, non se ne spuntavano: per questo gli amici lo aiutarono dopo che la famiglia chiuse o quasi i rubinetti.
Lo aiutava anche qualche giovane imprenditore che voleva mettersi in vista; lo aiutava la bella ragazza con la quale stette per quasi dieci anni, Graziella, che vanamente cercò di farsi impalmare; lo aiutava qualche giornalista cui Grillo pietiva sempre qualche buona recensione, e tra questi ha memoria buona Vittorio Siriani, ai tempi al Corriere Mercantile. Insomma lo aiutavano tutti, e va benissimo: ma ce ne fosse uno che non lamenti ingratitudine.
24 apr
24 apr
24 apr
Il nostro uomo, una delle fonti incontrate nella nostra due giorni genovese, comincia a esser stanco: «Poi vabbe’, ci sono storie personali, che non si possono scrivere».
Dica.
«Non si possono scrivere».
Dica.
«Ma niente, lui a un certo punto stava in questo suo attico in Corso Europa, che era tutto bello, col pianoforte, e ogni tanto ci portavamo le ragazze che gli procuravo quasi sempre io. Tra l’altro sotto il letto nascondavamo un mangianastri per registrare le cose, gli amplessi, poi riascoltavamo e ci ammazzavamo dal ridere. Avevamo un gergo nostro: lui, il coso, lo chiamava «il gottoro», e urlava sempre questa parola alle ragazze che non capivano: “Gottoro! Ecco il gottoro!”. Il problema è che un giorno sua madre trovò le cassette e si mise ad ascoltarle, un macello».
E’ questa la storia personale?
«Aspetti. Un giorno portammo nell’attico due ragazze, mi ricordo che una era sposata. I suoi, del Giuse, erano nella casa di Savignone. Ma niente: ognuno cominciò a fare le cose sue e a un certo punto lui fece un urlo bestiale, ma bestiale, corse da me tutto nudo e disse “Guarda, guarda! Che mi succede?”» e io glielo guardai e lui… lui… ».
23 apr
Furio Colombo, prima delle elezioni, ha scritto che «il modello di Berlusconi adesso è Putin» e quindi c’è da aspettarsi «la pratica di far spiare dai servizi segreti i giudici e i giornalisti», e nondimeno «una dittatura che vuol dire togliere la parola» perché in definitiva «il Paese in cui è stata assassinata la giornalista Olga Politoskaia è il modello di comportamento del governo Berlusconi».
A parte che la Politoskaia si chiamava Anna, ci sarebbe da chiamare il sanatorio, perchè solo una cosa purtroppo è stravera: che Vladimir Putin è inopinatamente quella roba lì. L’amicizia con la Russia è una buona cosa, ma agitarsi per il Tibet non significa dimenticare che nell’ex Unione Sovietica la libertà di stampa è una chimera e che negli ultimi dieci anni hanno fatto fuori più di 200 giornalisti.
Che Putin faccia chiudere i giornali sgraditi non è una forzatura: è solare.
Che ci siano intere zone della Russia interdette alla stampa, la Cecenia su tutte, è comprovato.
Che da quelle parti abbiano ammazzato anche il cronista di Radio Radicale Antonio Russo, trovato morto nel 2000 dopo che aveva raccolto materiale compromettente sulle truppe russe, ecco, non è che ce lo siamo dimenticato proprio tutti.
L’amicizia di Berlusconi con Putin può essere vista come un problema o come un’opportunità: confidiamo in quest’ultima, e sul paio di domandine che Vladimir, prima o poi, meriterà.
(Il Giornale, 23 aprile)
23 apr
Ma forse, proprio come il Milan ritrovò la sua identità in
serie B, la sinistra si ingagliardisce – dapprima timidamente, poi sempre più
virilmente - quando ritorna in auge Nostro Signore. Dev’essere quella faccenda
della Resistenza, uno prende il vizio. Prendiamo Caparezza, più alta nuova
entrata di questa settimana, al n.3 dietro a Vasco Rossi (la cara salma) e Jovanotti.
22 apr
Prossimamente su questo blog.
22 apr
21 apr

Al di là delle previsioni, questa sera, a partire dalle 21:20 circa, Macchiaradio torna su RadioNation 1 per commentare la puntata finale del Grande Fratello (e, implicitamente, per festeggiare il ritorno di quei commentatori tipo “sono deluso, pensavo che su questo sito si parlasse di cose serie”: anche, cicci, anche).
Dietro i microfoni Luca Bizzarri, Matteo Bordone, Laura Carcano, Francesco Cataldo, Ilaria Mazzarotta, Paolo Madeddu, Gianluca Neri, Guia Soncini, Claudio Sterpone.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
(o cliccare qui per aggiungerlo in iTunes). |
…oppure puoi riascoltare la trasmissione in questa stessa pagina, cliccando “Play” |
Ecco cosa puoi fare:
• Ascoltare la radio mentre continui a navigare (apre un piccolo player, così puoi uscire da questa pagina)
• Chiamare in diretta via Skype (abbassando il volume della radio e avendo cuffie e microfono)
• Entrare in chat via web
• Entrare in chat via IRC (installa il programma necessario: Windows | MacOS | Linux )
• Consultare il palinsesto di RadioNation su Google Calendar (
)
Se vuoi interagire in diretta con il programma, entra nella chat IRC di RadioNation cliccando sul link “Continua a leggere…” sulla destra, oppure qui. Se invece utilizzi un programma in grado di collegarsi a IRC, è sufficiente cliccare qui.
21 apr
21 apr

Aggiornamento: ahem, no, pare proprio di no. Mario, Teresa, Christine e Gianfilippo. Se fosse MasterMind, uno su quattro.
21 apr
Gli impegni dei prossimi mesi saranno parecchi e anche di una certa entità, per questo ci perdonerete se ci portiamo un po’ avanti con l’organizzazione della BlogFest (non abbiamo mai smesso di lavorarci, pensare al programma, discutere con gli sponsor (quelli che già ci sono - date retta - si potrebbero definire a dir poco “autorevoli”), e più che mai dovremo farlo da oggi in poi).
Cos’è successo? Che nel frattempo (oltre ad essere stato messo online il sito della manifestazione, attraverso il quale sarà possibile persino prenotare i soggiorni) è stato redatto un comunicato ufficiale che rende più chiare le idee a proposito di quel che vuole essere e sarà la BlogFest a Riva del Garda.
Da qui in poi, se vorrete, le nostre idee potranno mescolarsi alle vostre per fare in modo che la festa sia il più possibile simile a quelli tra voi che sceglieranno di partecipare.
C’è già il tema di uno dei tre convegni; ci sono i temi di tre dei vari BarCamp che avranno luogo nel corso della manifestazione.
Ecco, di seguito, il comunicato (di cui esiste anche una versione in inglese):
Il 12, 13 e 14 Settembre 2008 a Riva del Garda si terrà la prima BlogFest italiana: un evento che riunirà in un unico posto, per la prima volta, tutto ciò che in Italia gravita attorno alla rete, con particolare riguardo ai blog, al social networking e alle community. In sostanza: qualcosa che in Italia non è mai stato realizzato.
Saranno tre giorni nei quali la Rete si radunerà per raccontarsi ed essere raccontata da chi la frequenta.
L’intera città di Riva del Garda metterà disposizione degli eventi della BlogFest i suoi spazi, le sue strade e il suo lago.
Tra gli appuntamenti: conferenze, dibattiti, installazioni, presentazioni, concerti, premiazioni, giochi e qualsiasi altro tipo di evento la rete sia in grado di suggerire.
Riva del Garda, in occasione della BlogFest, ha preparato pacchetti soggiorno ad hoc che prevedono tariffe scontate e sistemazioni per ogni gusto, dall’hotel a 4 stelle al campeggio in canadese (per chi vuole rendere più avventurosa la propria permanenza, tra la vecchia “Festa di Cuore” e il “Burning Man Festival”).
Il sito ufficiale della BlogFest (www.blogfest.it) darà a chiunque lo desideri la possibilità di prenotare quanto necessario per il proprio soggiorno: sistemazione, navette per andare e venire dalle più vicine stazioni ferroviarie o dall’aeroporto, partecipazione ai BarCamp, posti alle conferenze e ai concerti.
E poi: una valanga di badge, magliette, premi e zainetti zeppi di gadget e prodotti offerti dai main sponsor e dagli altri partner.
Attraverso il sito della BlogFest e vari altri strumenti di social networking (messaggi su Twitter, discussioni sui gruppi di Google, partecipazione al Wiki ufficiale) si può cominciare sin da ora a fare parte della community, suggerire idee e chiedere informazioni.
BlogFest 2008: una festa, una gita di classe tra blogger, un raduno, puro divertimento.
Preoccupati delle pagliuzze e le travi che si arrangino da sole.
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