Due paroline a Wladimir

Furio Colombo, prima delle elezioni, ha scritto che «il modello di Berlusconi adesso è Putin» e quindi c’è da aspettarsi «la pratica di far spiare dai servizi segreti i giudici e i giornalisti», e nondimeno «una dittatura che vuol dire togliere la parola» perché in definitiva «il Paese in cui è stata assassinata la giornalista Olga Politoskaia è il modello di comportamento del governo Berlusconi».
A parte che la Politoskaia si chiamava Anna, ci sarebbe da chiamare il sanatorio, perchè solo una cosa purtroppo è stravera: che Vladimir Putin è inopinatamente quella roba lì. L’amicizia con la Russia è una buona cosa, ma agitarsi per il Tibet non significa dimenticare che nell’ex Unione Sovietica la libertà di stampa è una chimera e che negli ultimi dieci anni hanno fatto fuori più di 200 giornalisti.
Che Putin faccia chiudere i giornali sgraditi non è una forzatura: è solare.
Che ci siano intere zone della Russia interdette alla stampa, la Cecenia su tutte, è comprovato.
Che da quelle parti abbiano ammazzato anche il cronista di Radio Radicale Antonio Russo, trovato morto nel 2000 dopo che aveva raccolto materiale compromettente sulle truppe russe, ecco, non è che ce lo siamo dimenticato proprio tutti.
L’amicizia di Berlusconi con Putin può essere vista come un problema o come un’opportunità: confidiamo in quest’ultima, e sul paio di domandine che Vladimir, prima o poi, meriterà.

(Il Giornale, 23 aprile)

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27 Comments

  1. Anche l’amicizia con un boss mafioso può essere vista come un problema o come un’opportunità. Berlusconi, giustamente, persevera con il suo stile, stile che gli ha dato tanto successo in questo bellissimo paese.

    Quando scriverai un bel articolo in difesa del tuo datore di lavoro dicendo che considera putin un eroe, ma solo per come balla con il cast del bagaglino?

    Non sei credibile…

  2. Diciamo che e’ piu’ probabile che sia un problema che un’opportunita’, e visto lo stile con cui si e’ ricominciato mi sembra ingenuo (se non ipocrita) confidare in quest’ultima e anche aspettare che dalla stampa (quella italiana, poi…) vengano fatte un paio di domandine a Putin.

  3. Mamma mia Filippo Facci è geniale!Mamma mia Filippo Facci è geniale!Mamma mia Filippo Facci è geniale!Mamma mia Filippo Facci è geniale!Mamma mia Filippo Facci è geniale!Mamma mia Filippo Facci è geniale!Mamma mia Filippo Facci è geniale!Mamma mia Filippo Facci è geniale!Mamma mia Filippo Facci è geniale!Mamma mia Filippo Facci è geniale!Mamma mia Filippo Facci è geniale!Mamma mia Filippo Facci è geniale! Questo è un bel punto di partenza per rendersi conto che ho scritto puttanate! Fallo anche tu!

  4. Fili’, mah. Allora facciamo la stessa cosa con tutti i tipini fini che tiranneggiano in giro. Così alla fine gli possiamo dire due paroline.
    Non regge il discorso.
    Potresti semplicemente dire che l’amicizia con un personaggio del genere è molto imbarazzante.

  5. Quando ho letto nel titolo Wladimir,ti giuro,che ho pensato a Luxuria!Sarebbe una svolta!Un vero comunista a governare la Russia Invece di un agente del KGB!
    P.S.In molti dicono EX…ma per diventare ex, nei servizi, bisogna morire!

  6. Bando gli scherzi,sarebbe come dire,col senno del poi,che Hitler o Stalin sarebbero potuti essere un problema od un’opportunità.
    Meno male che sono morti entrambi.Mentre lo zarino…

  7. Ma quale sarebbe l’opportunità?
    Però aspettiamo e godiamoci il momento in cui Berlusconi porterà Bush e Putin ad un concerto di Apicella, soltanto così potrà mettere d’accordo i due. A parte gli scherzi, come farà a barcamenarsi tra due che fanno finta di essere pronti al dialogo mentre in realtà covano chissà cosa? Una barzelletta li seppellirà…

  8. l’opportunità è quella di poter leggere quell’articolo delirante di Furio Colombo,
    detesto Berlusconi ma che cazzo…

  9. Gentile Facci,

    le assicuro che non ho intenti polemici, ma in quale dei vari sistemi di traslitterazione Политковская diventa Politoskaia?

    Cordiali saluti.

  10. L’opposizione utile si fa anche sulla traslitterazione dal cirillico.
    Confesso che avrei preferito Manganov. E pure un’eventuale Manganovaja.

  11. mio caro, ma l’abbiamo visto tutti come il Tuo Beniamino ha reagito alla domanda se il suo amico avesse effettivamente divorziato: ha mimato un mitra verso la giornalista!
    e questo secondo te dovrebbe farci sperare!?!?!?

  12. Penso che le “due domandine” dovrebbero provenire da una personalità autorevole, per avere un qualche valore come moral suasion.
    Non basta essere presidente del consiglio in Italia per vedersi attribuita tale autorevolezza, anzi, a giudicare da ciò che scrive la stampa internazionale su di noi, direi che è la Nazione che sta perdendo credibilità, più che il Presidente in pectore a guadagnarne.
    Se le “due domandine” le facesse, ad esempio, Nelson Mandela, pubblicamente, avrebbero un peso, ma se le fa un prescritto per corruzione giudiziaria, magari durante un concerto di Apicella, capisci che anche il presidente del Botswana si sentirebbe legittimato a spernacchiarlo; immaginati il presidente/zar di una superpotenza nucleare … già ha spernacchiato gli inglesi di Blair e Brown …

  13. Mela, si rilassi: era una battuta.
    E non faccia il pianto greco dicendo che in Russia i giornalisti vengono uccisi davvero, bla bla bla.

    Pensi agli accordi tra Gazprom ed Eni, invece.

  14. l’unico punto di forza del tuo post è il cenno a Colombo.
    e lo sai benissimo.

  15. Credo che, in attesa di andarmene da qui e farmi finalmente un blog mio, tornerò a togliere la possibilità di commentare. Il livello, incredibile a dirsi, è sempre più basso. Non c’è ragione di pensare il contrario, e la colpa è mia. Gente che non capisce letteralmente un cazzo, non sa un cazzo, non ha un’idea seppur minima di come gira il mondo. Gente che torna qui solo a rosicare e fare perepè. Gente che si compiace semplicemente di una mia risposta, purchèssia. Gente che poi se m’incontra diventa piccola piccola. Gente che paragona il capo di stato della Russia a Nelson Mandela, che pensa che Mandela esista in termini di relazioni internazionali, che che ignora la nostra dipendenza energetica dalla Russia, che bada alla traslitterazione dal cirillico, che non ha idea di che cosa significhi pubblicare (riuscire a farlo, anzitutto) un articolo del genere sul Giornale di Berlusconi.
    Io vado avanti. Il mio esperimento sulla deficienza della rete, sulla massificazione del pensiero, sul sasso lanciato dalla folla, sulla mano nascosta da un nick del cazzo, prosegue ma va a concludersi. Il grillismo, in fondo, ne è la risposta definitiva. Basta così. Gente che non ha il coraggio di un nome e vede quello altrui solo come un complotto ai suoi danni, un inganno non spiegato, un’ingiustizia sociale nascosta in qualche anfratto.
    Gente brutta vera, gente che se mi schianto con la macchina gode nel silenzio. Gente interessata solo ad abbassare l’asticella e a spiegare con corruzioni, dell’anima e del portafoglio, il successo, l’indipendenza morale, persino il colore dei capelli altrui.
    Non c’è più posto per voi nei miei post.
    Il mio indirizzo è filippofacci@tiscalinet.it.
    Uno alla volta, se ne avete la forza. Se esistete.

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