The classifica 8. Non siamo mica gli americani

Allora, diciamo pure che la televisione non sposta voti, che
la par condicio è un falso problema, che chi controlla il mezzo televisivo
blablabla. Ma intanto, gli otto italiani che stanno nella top ten sono passati
dal Sanremo di quest’anno in qualche misura. Jovanotti (n.1) e i Pooh (n.6)
come ospiti, Gianna Nannini (n.2) come autrice della canzone vincente di Giò Di
Tonno
& la tipa; Sergio Cammariere (n.7) i Sonohra (n.9) e i Finley (n.10)
come concorrenti. E anche le due roboanti new entry, Gianluca Grignani (n.4) e
Paolo Meneguzzi (n.8), pur sempre alla corte di Pippo si arrabattavano. Comunque li
accogliamo con piacere, Meneguzzi è un po’ sottovalutato ma potrebbe essere il
nuovo Scialpi, e Grignani potrebbe essere il nuovo Grignani – se gli va male.

In questa coalizione governativa filosanremese ci sono solo
due indipendenti e sono gli stranieri: Amy Winehouse (n.3) e la terza roboante
new entry: gli enfatici Muse, col disco dal vivo a Wembley, H.a.a.r.p. I più informati di
voi sanno che il nome del disco sta a indicare degli esperimenti che gli americani
stanno facendo sulle Alte Frequenze – del tutto innocui, naturalmente, come gli
americani medesimi del resto, tant’è che non c’è nessuno yankee nella top ten
essendone uscito Eddie Vedder – poi venitemi a dire che siamo culturalmente
colonizzati e province dell’Impero e blablabla: Rick Ross sta al n.1 in Usa ma qui la Seconda Repubblica ignora pervicacemente i suoi grugniti. E ci fa schifo anche il Canada, ché il
nuovo disco di Bryan Adams è entrato in classifica al n.51 (sotto Matteo
Branciamore
dei Cesaroni, n.47) – e parliamo di uno che in Italia basta
accendere la radio e tempo venti minuti ne esce Bryan Adams cantando
dell’estate del 69. Se ne deduce che alla base elettorale non piace
Bryan Adams, bensì il 69. Dalla topa decina è uscito anche Tricarico, chi
l’avrebbe detto, ma amici, se è il prezzo da pagare per vedere l’uscita di
Zucchero, io pago, e pago soldi veri – a proposito, che fine avrà fatto
Pacifico Settembre in arte Pago, cantautore che per un breve ma fiammeggiante
momento è stato marito di Miriana Trevisan? Il 13 novembre 2006 il suo sito
ufficiale annunciava l’apertura di un nuovo sito ufficiale con tutte le novità. E
va bene, io ci vado, clicco sulle news, e l’ultima novità è appunto la nascita del
nuovo sito ufficiale con tutte le novità. Sentite, piantatela di farmi parlare
di Pago, con tutto quello che devo dirvi a cominciare dall’uscita dalle prime
cento posizioni, dopo una sola settimana, di Toto Cutugno ma anche di Little
Tony
. Viceversa, lottano come Gandalf e il Balrog avvinghiati l’uno all’altro
mentre precipitano nell’abisso Frankie Hi-Nrg e Tiromancino. Ma Frankie è al
n.93, mentre Zampaglione è al n.100 (ahahaHAHAHA!) (…scusate, anche stavolta era
un po’ personale) (e anche stavolta sopra entrambi, non molto ma quel tanto che
basta, c’è la raccolta di Amedeo Minghi, n.92) (mentre non posso non segnalare
il manipolo di irriducibili che manda il nuovo disco dei Van Der Graaf
Generator
al n.81. Mi immagino i loro acquirenti elegantissimi e preoccupanti
come quei tizi che vanno porta a porta a vendere “Lotta comunista” – gente che
a vederla non lo diresti mai, ma che a un cenno è pronta a scattare contemporaneamente
in tutto il Paese e sovvertire le istituzioni democratiche oppure intonare i 23 minuti di A
plague of lighthouse keepers
) (“Irreale, irreale, gridano nocchieri fantasma”) 

En passant: Max Gazzé è già fuori dalla top 30. Va benino (n.6) nella classifica giovane dei pezzi più scaricati, nella quale svetta la nuova lagna di Vasco. Classifica giovane che però io guarderei con sospetto e pregiudizio, visto che senza un vero perché Rihanna risale dal n.17 al n.10. La verità è che basta che un cugino abruzzese di Rihanna scarichi sei volte il pezzo per i parenti, per farsi largo tra i download a pagamento. Comunque, parlando di top 30, come ebbi a dirvi la settimana scorsa, vi si aggira uno spettro. Stavolta vi dico chi è. Si chiama Giovanni
Allevi
. Si trova al n.13, 16 e 28. E per sovrammercato anche al 62 col suo primo
disco, toh. E i sondaggi ci dicono che la gente non dà in isterie solamente nel sentirlo suonare la pianola: se lo
guardano in DVD (n.17) e se lo leggono persino (n.11 nella classifica della
Feltrinelli). Strano boom per quel tipo di soffuso plinplin che dal Koln Concert di
Keith Jarrett a Ludovico Einaudi passando per i Piano Samplers della Windham
Hill
ritorna a scadenze regolari sempre più annacquato come il sequel di un
horror. Certo è difficile interpretare il segnale che l’elettorato, tramite
Allevi, vuole dare ai vertici del Paese. Potrebbe essere: avanti, piano.

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1 Comment

  1. Nel mio blogghino senza pretese tempo addietro dedicai un “cattivissimo” (rubrica di amore&affetto particolari verso un musicista) a Zampaglione.
    Che non ebbe neanche grandi adesioni di pensiero.
    Quelle robe lì tipo “a te non piace la nuovamusicaitaglianadiqualità” e simili.
    Capisci perchè da quando ti ho letto la prima volta ti ho semi-mitizzato?

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