The classifica 7. Il tè nel desehrto

I Sonohra sono due fratelli di Verona. La loro pagina su
myspace informa che “Nonostante la giovane età hanno sviluppato un alto senso
della composizione, e la loro musica riesce a conciliare il linguaggio rock e
delle più nuove frontiere della musica british, con la lingua italiana senza
mai perdere credibilità”.

(…a proposito di lingua italiana, il brano con cui hanno
vinto la Sezione Giovani di Sanremo afferma perentorio: “L’unica certezza è gli
occhi che io ho di te”)

E’ possibile che il nome Sonohra vi sembri un po’ scemo. Ma è mio dovere riportare che “Contiene in sè molteplici significati: si chiama Sonora il
deserto che confina con lo stato della California, rimanda al concetto della
musica senza discriminazioni e se si pronuncia con stretta assonanza, significa Suono Ora“.

(a proposito di molteplici significati: un altro loro brano
declama: “Non ci sto più a ridere di un mondo che va in cenere, ti aspetto qui
a vivere, vedrai da te che l’aria non c’è e noi facciamo finta che non so, non
sai, è tutto ok, avere o essere, mi drogherò di musica”)

Sapete, da anni attendevo che il situazionismo irrompesse nella top
ten. Mi sa che ci siamo. Luca Fainello, che dei due fratelli ciuffosi è quello che prende su di sè la responsabilità dei testi, ha 25 anni, non 12,
perciò io dico: lo fa apposta. Ha voluto mettere in scena il deserto che
confina con la comunicazione canzonettistica come noi la conosciamo, periferia
dell’implosione strutturale della nostra cultura – sì, il famoso détournement
di cui tutti si riempiono la bocca E’ QUI, è venuto a trovarci inaspettato come
in Carramba che sorpresa e si è piazzato al sesto posto, malevolo e
destabilizzante cuneo tra il quinto di Sergio Cammariere, con le sue ribollite per
brizzolati, e il settimo dei Finley, con le loro canzoni-Smarties. I Sonohra portano
il loro attacco al cuore di uno Stato che nelle posizioni di governo si imbelletta
con i consueti atteggiamenti “liberal” di facciata: JovanottiAmy WinehousePoohNannini. Dal
quarto all’ottavo posto c’è invece il contingente sanremese, composto come si
diceva da Cammariere, Sonohra, Finley e Tricarico, in ascesa – e non credo
abbia finito di ascendere, la sua in fondo è la vendetta di Rino Gaetano e di Franco
Fanigliulo
e Luigi Tenco e Gigi Meroni – insomma quelli con l’aria di fare una strana
fine che di solito la penisola beatifica allorché si levano dalle palle – ma oggi
la vita è veloce, tutto accelera e chi ha tempo di aspettare che a questi
benedetti ragazzi capiti l’irreparabile? Elio & le Storie Tese, Fiorella Mannoia e Lenny Kravitz
escono dalla top ten, mentre Zucchero rientra al n.9 – poi non stupiamoci se
anche stavolta la gente vota Gabriella Carlucci. Al n.10 Into the wild di
Eddie Vedder, un po’ per merito suo un po’ di Sean Penn.

Bella lì raga, con la top ten abbiamo finito. Togliamoci anche il
pensiero delle new entries, che sono due. Al 29mo posto Mario Venuti. Ora, io
so di essere un uomo turpe, ma Mario Venuti mi inquieta. E anche chi compra il
suo disco. Dev’essere l’attacco del pezzo che ha portato a Sanremo: “Che ne
diresti se si andasse a fare un giro in sella a una canzone che parla ancor
d’amore?” …Già, cosa direi? Magari potrei dire “E’ questa la tua parte dentro
questo film? Dicesi di morte in casi come il tuo” (da Niente insetti su Wilma,
Denovo). Ma alla fine, di fronte a gente che candida la propria fisioterapista
e il capo dei tassinari, uno vota anche Venuti, vedete come funziona? L’altra
nuova entrata è il n.43 di Snoop Dogg, che tra tutti i rapper è probabilmente
il più inutile e imbecille – e capirete che non è facile distinguersi con tanta
concorrenza – comunque è un po’ inaspettato che i componenti delle baby-gang
non abbiano lo know-how tecnologico per scaricare il disco di Snoop, oppure che
le bancarelle dei pirati non lo vendano. Se ne deduce che anche nella microcriminalità non
è che funzioni tutto come dicono.

Poi volevo dirvi cheToto Cutugno langue al n. 98.

Little Tony va molto meglio, è al n.61. Ed è davanti a Tiromancino, ahahAHAHAHA. Scusate, questa era un po’ personale. Comunque Zampaglione è al n.74 – non che Frankie Hi-Nrg vada molto meglio, è al n. 49. Ma come non ricordare il vecchio Zampa che dice all’ex amico Frankie “I tuoi dischi vendono sempre meno?”. Ad ogni buon conto va meglio di entrambi, al n.46, Amedeo Minghi, con un disco che si chiama 40 anni di me con voi. Più che un titolo sembra una condanna inappellabile.

Dei singoli digitali, che dire. Dopo una settimana di perplessità, salgono finalmente al comando Giò Di Tonno e la tipa. La precedente n.1, Estupido, eseguita da quattro tette a nome Cinema 2, è sparita di botto dalla top ten, il che dice molte cose su come funziona questa classifica della FIMI Nielsen.

Ora volevo parlarvi di un’altra cosa: c’è uno spettro che si
aggira per la top 30 – ma questo pezzo è già troppo lungo. Quindi, no.

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12 Comments

  1. Madeddu, se impari a fare i post con i rimandi, anzichè occupare tutto ‘sto spazio manco fossero encicliche papali, ecco, grazie.

  2. Dopo l’invidia del pene, l’invidia dello spazio su MN. “Mamma, Madeddu ce l’ha più lungo!”

  3. Madeddududù-dadadà mi mandi una mail per piacere che dovrei passarti un lavoretto? Non trovo il tuo indirizzo su quel bareddu… Assonegorrù!

  4. giù le mani dai valorosi post di madeddu, che poi c’è chi ne ha piazzati di ben più prolissi e poi deplora quelli degli altri

  5. Attento che l’artista immenso ti chiede altri soldi perché lo hai danneggiato dal punto di vista morale, economico ed esistenziale ;-)

  6. “se impari a fare i post coi rimandi”…

    Non è mai troppo tardi, per esempio Facci in sei-sette mesi ce l’ha fatta.

  7. Madeddu, sei il mio mito.
    Però giochi facile facile, in casa e con 4 gol di vantaggio.
    Parlaci della classifica di Billboard, oppure di NME.
    Poi vediamo in quanti riescono a ridere.

  8. Ad ogni buon conto va meglio di entrambi, al n.46, Amedeo Minghi, con un disco che si chiama 40 anni di me con voi. Più che un titolo sembra una condanna inappellabile.
    ah ah ah ah ah
    Madeddu è amico mio. Figo!!!

  9. @ JPier: la FIMI non fornisce dati, ma secondo me con 5000 copie vendute in una settimana oggi come oggi sei nella top 30.
    @ Faccione: io credevo che fosse Neri a piegare i tuoi pezzi lungo le linee tratteggiate. Comunque se c’è da imparare imparo, sono un ragazzo di buona volontà.
    @ DiamondDog: gioco in casa perché la rubrica ha la scomposta velleità di tastare il polso al Paese tramite le charts – in effetti la mia segreta, smaniosa ambizione è diventare il Klaus Davi della hit parade.

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