Siamo tutti tibetani

Certe domande bisogna farsele. Come mai la sinistra non sa che cosa dire di fronte al dramma del Tibet? Forse perché la destra, giocando d’anticipo, sta già promuovendo il boicottaggio delle Olimpiadi? E di quando in qua la sinistra, covo di mollaccioni e debosciati, si interessa di sport? Forse perché stavolta c’è di mezzo la Cina, ex amica e compagna? Oppure perché il Dalai Lama, quella specie di woytilaccio buddhista, sta simpatico agli americani? Come mai Jacques Rogge, presidente del Comitato Olimpico, dice che è inutile boicottare, tanto la situazione non cambia, e che si penalizzerebbero solo atleti innocenti? (questa era facile) Come mai gli ebrei sono riusciti a far ricordare in tutto il mondo l’olocausto mentre nessuno ricorda lo sterminio di 1.200.000 tibetani da parte dei cinesi, cioè circa un quinto della popolazione? Come si dice in tibetano “Shoah”?

(Visited 6 times, 1 visits today)

26 Comments

  1. La Cina serve, i tibetani no.
    Non capisco queste sinistre. Proprio no. La destra oppone principi al business olimpionico, la sinistra no.
    Non essere in Cina per le Olimpiadi non darà libertà immediata a gente cui è negata la parola (e non solo), non farà resuscitare i morti ammazzati, ma sarà comunque una comunicazione forte e chiara: noi non ci stiamo, noi non avalliamo, noi non giochiamo nel sangue della repressione.

  2. Siete speculari a quelli che criticate. Cambia la tragedia internazionale, cambiano i protagonisti, non cambia le strategie di comunicazione adottate in italia. Dagli addosso ai tuoi avversari politici, anche se non c’entrano un cazzo. complimenti

  3. Qual’è la destra che promuove il boicottaggio delle olimpiadi? La Lega?
    La cosa più sconcertante è lo stesso Dalai Lama, che parla di genocidio culturale ma si rifiuta di lanciare l’appello per il boicottaggio delle olimpiadi.

  4. oppure perchè il dalai lama è un dittatore in esilio che si batte per la razza pura?

  5. Io mi chiederei invece com’è che qualsiasi argomento di rilevanza internazionale venga da noi rapidamente declassato a pretesto per il chiacchiericcio domestico.
    Irrecuperabili.

  6. Come mai gli USA hanno appena cancellato la Cina dalla lista degli stati che violano i diritti umani?

  7. Tutto giusto, quanto all’infame comportamento della Cina nei confronti dei tibetani (nelle beghucce di casa nostra non entro volutamente, mi fanno pena e disgusto): tranne il fatto che sino alla (ingiusta e violenta) invasione del Tibet da parte della Cina suddetta, i bravi e buoni lama regnavano come feudatari dispotici sui contadini delle loro terre…perchè cacchio non lo ricorda mai nessuno?

  8. Parlare di “destra” e “sinistra” in questioni come questa è assolutamente insensato.
    È di destra o di sinistra il governo cinese che perseguita il clero e allo stesso tempo abolisce la schiavitù? È di destra o di sinistra un capo religioso e monarca assoluto che incassa soldi dalla Cia e contemporaneamente chiede autogoverno per il suo popolo? È di destra o di sinistra un governo teocratico in esilio cacciato dai comunisti cinesi e ospitato dai socialisti indiani? È di destra o di sinistra boicottare le olimpiadi perché la Cina maltratta un popolo particolarmente celebre e simpatico?

  9. la destra boicotta le olimpiadi perchè gli fa comodo, non certo perchè le sta a cuore le sorti del tibet!

  10. Domande interessanti ma alle quali non è possibile rispondere ; non sappiamo chi è la “sinistra” in Italia e men che meno se la parola “sinistra”, sia ancora portatrice di valori universalmente riconoscibili.
    Io, molto più banalmente mi chiedo cosa c’è nel Tibet ,oltre alla natura in tutta la sua magnificenza, che interessa tanto alla Cina e ai Tibetani ?
    La ribellione dei monaci Buddisti è una ribellione religiosa?
    E le religioni portano indipendenza e progresso in quanto tali o solo se sono Buddiste?
    La pragrammatica Cina, proprio sul Tibet ne fa una questione, in apparenza ideologica, perchè?
    C’è qualcosa che non va su tutta la questione :tante domande,nessun elemento certo per poter dare una valutazione vera e questo prima che sia di destra o di sinistra.

  11. …la Cina serve..e quello del Tibet è un problema moltiplicabile per tutte quelle comunità assorbite a suo tempo dalla Cina comunista come dalla ex Russia sovietica.
    Non è solo un problema politico ma anche etnico.
    Dappertutto gli Huan tentano di diventare maggioranza con ogni mezzo. Le popolazioni indigene vengono ‘normalmente’ considerate rozze e selvagge e si tenta di conformarle alla propria cultura.
    I comunisti italiani si celano dietro una ancaronistica difesa di un Paese comunista.
    Gli americani e gli occidentali pensano al mercato cinese sia in termine di importazione dei loro prodotti che di delocalizzazione delle proprie produzioni.
    Non c’è non solo la forza ma neanche la volontà politica di afforntare in modo coerente un problema che partirebbe dal Tibet e si estenderebbe ad altre realtà geopolitiche dell’Asia Centrale. Russia compresa.
    L’ipocrisia della situazione è nella paradossale concordia anti-boicottaggio di comunisti e capitalisti.

  12. A nice: mah, almeno in campo internazionale invece che di destra o sinistra io parlerei di “democratico” (cosa che la Cina comunque ancora non è) o non democratico;

    quanto all’importanza del Tibet per la Cina, penso che conti soprattutto strategicamente come regione-cuscinetto con l’India e il Pakistan, che tra l’altro già da molto tempo hanno entrambi la bomba atomica

  13. Zagazig, se la situazione non fosse drammatica, la tua idea che “I comunisti italiani si celano dietro una anacronistica difesa di un Paese comunista” farebbe scompisciare dalle risate; certo, indubbiamente c’è (più di) qualche nostalgico che guarda i simboletti, pensa al Grande Timoniere, si emoziona e non vede la realtà delle cose: e cioè che se quella cricca di banditi che governa la Cina è comunista, io quanto meno sono la reincarnazione di Lenin… Diciamo piuttosto che la questione tibetana ha un punto fermo (la durissima repressione cinese) ma molti punti oscuri che ai media nostrani non piace analizzare, perché rovinerebbero il quadretto buonista: il mix tra politica e religione, che va bene per i buddisti ma non per gli islamici (e, a sinistra, nemmeno per i cattolici perché i preti devono farsi, giustamente, gli affari loro); una concezione del buddismo da cartolina; la realtà del Tibet prima del ’50 e poi del ’59, fatta di una società semi-feudale; l'”insurrezione” del ’59 pilotata e aiutata dalla CIA, compresa la fuga del Dalai Lama in India; il fatto che in quello che accade in questi giorni Radio Free Asia (CIA + Dipartimento di Stato USA) abbia avuto un ruolo molto pesante; il fatto che il Dalai Lama e il resto del gruppo dirigente tibetano sembrano in parte aver perso il controllo della situazione, etc. Che qualcosa per il Tibet e i tibetani vada fatto, e subito, non lo mette in dubbio nessuno, ma magari bisognerebbe uscire un pochino dagli schemi (simili a quelli usati dai media durante la guerra in Bosnia ’92-’95) e capire un po’ meglio le cose.

  14. Si forse la sinistra, quella che tu chiami sinistra e che per alcuni rappresenta solo il volto ripulito della destra, ha dimenticato qualcosa. Che la destra giochi d’anticipo non capisco cosa voglia dire a cominciare dal fatto che tutto questo è tranne che un gioco.
    L’unica cosa certa che so leggendo ciò che scrivi è che ciò che scrivi si riferisce solo ed esclusivamente ai pochi e sommari articoli di questi giorni. Hai trascurato, volontariamente se la conosci involontariamente se la ignori, molto della storia recente e passata.
    Sulla storia passata questo box è davvero troppo piccolo, sulla storia recente ti inviterei a rivedere il concetto di inutilità del boicottaggio a fronte del fatto che non tanto “woytilaccio”, il comitato o la sinistra non apprezzano l’iniziativa quanto, un paese sull’orlo del fallimento economico, immerso in un debito da capogiro con la Cina: gli amatissimi, almeno dalla destra, soliti, Stati Uniti.

    http://frapolitics.blog.kataweb.it/2008/01/03/chi-finanzia-lenorme-debito-americano/

  15. Mi dispiace per la brevità del pezzo ma non volevo annoiare con delle risposte, quindi ho preferito fare delle domande. Per noi pigri della carta stampata, scrivere in rete ogni tanto è una pacchia. Tu dai il “la” e poi ci sono sempre i saputelli di turno che abboccano come salmoni e integrano il tutto con lezioni di storia e di politica (anche dove non ce n’è bisogno). Soltanto un fatto mi ha colpito veramente: dove ho mai scritto di essere contro il boicottaggio? Da quale frase si evince? Vi prego di dirmelo perché sto cominciando a dubitare di me stesso. Forse ero un altro? Eppure il pezzo porta la mia firma…

  16. Non ho mai creduto nei boicotaggi, sono stupidi e fanno soffrire spesso chi non c’entra, ovvero la popolazione. In questo caso visto che si tratta di boicotaggio mediatico, sono ancora più contrario. Se non ci sei non conti. Pensate invece se tutti, dico tutti i vincitori di una medaglia dedicassero la loro vittoria al Tibet rilasciando interviste, cosa succederebbe? censurano tutti? So che agli atleti è fatto divieto di parlare dell’argomento, ma forse ne varrebbe la pena. Cosa farebbe il Comitato Olimpico, squalificherebbe tutti in massa?

  17. Non siamo nemmeno ad Aprile,scommettiamo che tutti questi boicottatori spariranno molto prima dell’inizio delle olimpiadi?
    Conta solo ciò che si dice,non ciò che si fa realmente!Forse nessuno ve lo ha detto!Siete in Italia!OK!
    Scusami Carlo Asili,Il fatto che un paese sia una democrazia,non conta un bel nulla!2 esempi.La Tunisia è una democrazia,il suo presidente è lì da 30 anni!l’India è la più grande democrazia del mondo è si basa su di un sistema di caste,un paese dove le figlie femmine vengono soffocate alla nascita!(Ferrara dovrebbe andare lì a manifestare e pensa i musulmani sono solo il 13%).Non scriviamo per frasi fatte.Ciò non toglie che la Cina sia una dittatura sanguinosa,ma commercia con Noi e con gli USA.Conta il mercato!La politica é uno specchietto per le allodole.Se non lo abbiamo ancora capito…aspettiamo le olimpiadi!

  18. Secondo me potrebbe fare di più un Tommie Smith in versione 2008 che migliaia di boicottaggi verbali con l’inciucio economico sottobanco.
    La domanda è: quanto sarebbe disposto a perdere un atleta, dopo il sudore e i sacrifici spesi per arrivare in cima, in nome di una causa ‘non sua’?

  19. Caro poldo, ovviamente quando parlo di democrazia intendo dire “democrazia nella sostanza”, non certo nella forma politica (che appunto, forma è e purtroppo assai spesso rimane): ad esempio gli USA sono una democrazia solo in parte (poi loro le dittature le insediano comodamente a casa degli altri…), cioè quasi per modo di dire; vedi anche l’infame faccenda delle circa 40 “extraordinary renditions”, ad opera di Cia e Servizi segreti locali, nei nostri “democratici” Paesi europei. Sulla prevalenza dell’economia sono totalmente d’accordo con te, quel che conta ormai sono solo i soldi e il mercato: questa è la triste era cannibale che Esiodo chiamerebbe “Età del Ferro” e i Vichinghi “Wulf Age”…

    Caro ballardini, se scrivi una qualunque cosa su di un blog (salvo che la terra gira intorno al sole o che domani è un altro giorno) non puoi che aspettarti dei commenti di qualunque genere e forma, compresi quelli di coloro che tu chiami “i saputelli di turno che abboccano come salmoni e integrano il tutto con lezioni di storia e di politica”: e tu questo lo sai benissimo, infatti scrivi proprio perchè tutti, compresi i cosiddetti “salmoni” abbocchino, cioè esercitino il loro legittimo diritto di commentare: it’s the web 2.0, baby…

    PS: troppo comodo dire “ma non volevo annoiare con delle risposte, quindi ho preferito fare delle domande”, e poi bollare lapidariamente chi ti onora del suo (criticabilissimo, è ovvio) commento come “saputello”…un po’ più di rispetto per le opinioni altrui e per chi (magari, eh) ne sa più di te, no? E non parlo certo di me, perchè di Tibet e Cina ne so veramente pochissimo…

  20. Caro Asili, lo so benissimo, ma avveniva anche nel web 1.0. I blog, in Italia, servono solo a mettersi in mostra fra saputelli, non a condividere conoscenza o scambiare opinioni. Sono intervenuto solo perché qualcuno mi ha messo in bocca cose che non ho mai detto e nemmeno pensato (il fatto che io sia contro il boicottaggio). Poi, era troppo corto il pezzo? Ah ah! E chi se ne fotte! La prossima volta scrivete voi!

  21. Intorno al periodo in cui i paesi dell’area sono andati a formarsi il Tibet ricopriva un’importanza sia strategica che territoriale per gli equilibri rispetto agli altri soggetti emergenti vicini. Strategica perché è una barriera naturale con il suo massiccio montuoso di difficile accesso, che separa e protegge da una potenza come l’India con la quale i rapporti non sono mai stati troppo distesi.
    Territoriale perché il Tibet storico ammonta a un quarto abbondante di tutta l’estensione cinese.

    Se a questo ci aggiungi il problema rappresentato dall’esplosione demografica e il fatto che il territorio tibetano è scarsamente popolato rispetto al resto del paese dovrebbe essere abbastanza chiara la crescente importanza che ricopre negli equilibri interni dello stato.

  22. Caro Ballardini, troppo corto il tuo pezzo? Per quanto mi riguarda tu e tutti quelli che scrivono qui avete il sacrosanto diritto di scrivere con la lunghezza e la forma che vi pare, ci mancherebbe altro!! Beato te che scrivi qua, non sai quanto mi piacerebbe…
    Se poi i blog hanno la funzione che gli annetti tu (cioè “servono solo a mettersi in mostra fra saputelli, non a condividere conoscenza o scambiare opinioni”), io non lo so, perchè li frequento solo da sei mesi circa, ma mi sembra un po’ riduttivo: certo è che se fosse veramente così sarebbe molto triste, anche se come ben sai – Andy Warhol e Guy Debord docent – da decenni viviamo nella società dello spettacolo e quindi c’è ben poco da meravigliarsi;

    sicuramente poi mettere in bocca a qualcuno qualcosa che non ha detto o lasciato intendere è scorretto e sleale: consolati comunque, a me succede praticamente tutti i giorni, in almeno un post su quattro, nel blog di Paolo Guzzanti…

    Cordialità

  23. Ma se nemmeno il papa ha voluto ricevere il Dalai Lama quand’e’ venuto in visita a Roma.

    E’ chiaro che tra indifferenza e persuasione ha vinto la prima linea strategica.

    Secondo me si dovrebbero rivedere i criteri di assegnazione delle Olimpiadi da parte degli Svizzerotti del Comitato Olimpico, gia’ dare le olimpiadi del centenario alla coca cola aveva fatto capire molto….quest’ultima, poi.

Rispondi