Un giorno, giuro, la pianterò di raccontare cose che sono successe a me e Roberto mentre facevamo Clarence.
Un giorno però, non oggi.
Insomma, siamo io, lui e tutta la combriccola che abbiamo messo in piedi, attorno a un tavolo. Che peraltro è l'unico tavolo dell'ufficio. Abbiamo assunto 5 persone rubandole ai portali più in voga in quel momento, e stiamo pagando il tutto (ufficio, persone, tavolo) con i nostri risparmi. Tutti i nostri risparmi. Nel senso che dopo kapùt, è la fine, tutti a casa (la gente dell'ufficio, il tavolo), e noi sotto i ponti.
Se invece abbiamo la sicurezza di non andare a finire sotto i ponti non è solo perché siamo giovani, scemi e spericolati, ma anche perché da qualche mese stiamo trattando con finanziatori sempre più grossi, che offrono sempre di più: è la New Economy, baby.
Noi ci proviamo anche a spiegare la nostra idea: è che a loro (i finanziatori) non frega più di tanto. Siamo della "roba su internet", italiana, e tanto gli basta.
Nel frattempo, però, la combriccola si mette a lavorare per costruire il portale che noialtri stiamo vendendo a parole: servono tre mesi, e nel frattempo che il vecchio sito non c'è più e il nuovo portale nasca che cosa va in linea? Urgono idee: siamo attorno a quel tavolo perché ce ne vengano.
Spariamo alto, pensiamo. Facciamo Davide e Golia. Facciamo il Ginger del discount che parte a testa bassa contro le palle della Coca-Cola. Visto che per ora non ci conosce nessuno, prendiamo per i fondelli quelli che contano. Ci giochiamo su la campagna di lancio: la pubblicità comparativa in Italia è stata appena ammessa dalla legge, ma nessuno ha il coraggio di utilizzarla. Va da sé: successone.
Nascono così, in quei tre mesi di stallo, "Caronte", la parodia di Virgilio; quella della neonata (e spendacciona: è sempre la New Economy, baby) Kataweb; "il Giampy" (vi ricorda qualcosa? Dava le previsioni meteo solo per Arcore, Macherio e Cologno); "Oh, nooo!", e "Scarsavista", burle sugli allora popolarissimi Yahoo! e Altavista.
Dovrei ancora averle da qualche parte. Sono ancora online, con qualche pecca grafica dovuta al tempo trascorso e ai vari passaggi di mano.
In onore a quei gloriosi tempi qui a fianco trovate la parodia di una delle poche cose della rete che ancora dà soddisfazione prendere per i fondelli: i blog. E, tra i blog, uno in particolare.
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(ps: Di solito guida De Kerchove, anche perché McLuhan è un po'morto - certo, trovandosi vicino a Alitalìa, una resurrezioncella è non solo possibile, ma quasi probabile).