Tenetevi le ghiande.

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Mettetela come vi pare, e appiccicatemi addosso quel che vi pare: ma quando sento Fabio Mussi citare gli economisti classici, parlare di «consumo signorile», di capitale, e rimettere le categorie d’estremismo e moderatismo al loro posto, io qualche brivido lo provo ancora.
E lo dico: Fabio Mussi, anche quello con i due reni vecchi, vale dalle due alle tre volte Walter Veltroni. Il Pagnoncelli che c’è in me vuole dire di più, esattamente questo: sostengo Mussi con il 78,0% delle energie politiche rimaste; con il 2,0% provo anche io l’euforia generalista e senza contenuto per il Partito Democratico; il residuale 20,0% è energia dispersa.
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10 Comments

  1. Franz, se hai personalità multiple, puoi anche alzare la percentuale per quel che mi riguarda.

  2. Questa è la volta buona che ci liberiamo una volta per tutte della ridicola sinistra radicale. Forza Walter.

  3. Piuttosto che votare Veltroni e il suo nuovo/vecchio partito di inciucisti che da anni continuano ipocritamente a salvare il culo al Cavaliere, prima mi taglio le palle e poi mi faccio suora

  4. Diego,
    i brividi procurati da un politico per me sono un ricordo lontano. L’ultimo si chiamava Enrico. Oggi non cerco brividi o roba forte. Voglio un responsabile, unico. Uno solo. Se fa bene, buon per lui e per tutti noi. Se fa male un calcio in culo e avanti il prossimo. L’altro giorno ho visto una conferenza della Sinistra CazzoArcobaleno o comecazzosichiama. Bene, anzi male. Erano in sei a quel tavolo. Gli altri “leader” erano seduti in prima fila. Il tavolo era troppo piccolo e loro erano in tanti. AFFANCULO loro e chi non ce li manda.

  5. Perché, il leader dovrebbe essere 1 solo, in modo da farsi la lista su misura con prefetti, industriali, finti precari taroccati, figli di amici d’infanzia, generali?
    Constato sempre una grande pochezza nelle critiche alla sinistra arcobaleno.
    Se mi posso permettere, chi ha visto Matrix sa che non solo Mussi è imparagonabile per spessore intellettuale a Veltroni, ma anche il vecchio leone Bertinotti, e ai miei occhi Vendola o il mio preferito in assoluto, Paolo Ferrero.
    Veltroni è la fine di tutto: un’Italia senza la sinistra. Ma vi rendete conto?
    La dittatura del pensiero unico confindustriale. Mi vergogno a dirlo ma quell’uomo non deve vincere, se vogliamo che il PD si salvi dalla sua deriva più che centrista.

  6. Alessandra,
    guarda che io sono più a sinistra di tutti quelli che hai nominato ma questo non mi impedisce di criticarli, anzi. Ma lo volete capire che non ci servono mille colonnelli. Cavolo, ne hai nominati quattro in due righe di commento. Ma se non sono capaci neanche di darsi un leader, uno. Il comandante Fausto è a tempo lo sai? E’ un comandante di scopo. Dopo le elezioni riprenderanno il solito teatrino nelle televisioni. Ognuno con una ricetta diversa. Ognuno di loro a remare per conto proprio. Che vadano affanculo. Hanno fatto più danni loro con le loro divisioni, con le loro utopie. Cazzo, siamo nel XXI secolo. Le decisioni vanno prese con la velocità della luce altrimenti quando le assumi sono già vecchie e dannose. Altro che pochezza nella critica alla Sinistra comecazzosichiama che per fare un simbolo, solo un simbolo elettorale, per poco non si scannavano. Che vadano affanculo un milione di volte.

  7. Murmur: “temo” che il governo di questo paese si libererà una volta per tutte della ridicola compagine radicale ed estremista, ovvero degli amici del PD. Non sono di sinistra, quelli, ma se ti accontenti…

    Lunar: quando Berlinguer moriva dovevo ancora nascere; per tradizione e studi, però, quei brividi non me li sono risparmiati. Al confronto, certo, quelli di oggi sono acari che ti fanno il solletico.

    Alessandra, si capisce che sono con te su una certa critica al PD. Però non cerco un elenco di leader, nemmeno uno, guarda un po’. E quattro segreterie di partito, quattro apparati, quattro leader e tutto quadriplicato meno i voti, per me sono un errore politico. Così come la Sinistra Arcobeleno, voto o non voto, è un cartello a consumo.

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