Archivio per febbraio, 2008
Italian scientific heroes
Il 2008 passerà alla storia come l’anno in cui un premio Nobel per la fisica è costretto a rispondere alle frasi di Gabriella Carlucci sulla nomina di Maiani al CNR. Ovvero come l’anno in cui la stessa risponde alla risposta. Oppure come quello in cui il premio Nobel in questione è costretto a tornare sull’argomento, con parole definitive:
Italy should be very proud of its many scientific heroes, and not malign them.
Inquietanti similitudini
tempo spendevo 500 euro ma anche di più se lo rapportiamo ad oggi, per truccarmi una sola sera, noi donne lo sappiamo, a sera poi il trucco va via non resta. Vi dico questo per darvi un’idea di come trattavo prima i soldi, oggi ne ho una grande cura, per gli altri che non possono permettersi nulla”.
Le cattive abitudini
Provate a immaginare Teresa Noce ribattezzata “Longo’s Angel” o
Nilde Iotti “Palmiro’s Girl”. E immaginate anche la loro reazione
(soprattutto quella di Teresa Noce, nota fumantina, ribattezzata dai
compagni di partito “Madonna Tempesta”: altro che angelo). Sessant’anni
fa, una donna che faceva politica aveva altri problemi, ma sicuramente
non quello di non essere presa sul serio dai quotidiani nazionali desiderosi di cavare un fenomeno di costume da quella che dovrebbe essere la normalità.
Probabilmente dobbiamo ringraziare la cultura del velinismo
parlamentare coltivata con tanta passione da una certa frangia del
centrodestra, che di ogni donna attraente nelle sue fila ha fatto un
caso e un vanto, a prescindere dal contenuto e dal valore del suo
impegno. Così le giovani militanti del PD vengono ribattezzate
“Walter’s Angels”, interrogate sul loro stato civile (“[…] niente figli
e niente marito, e quanto poi all’ipotesi di un fidanzato, sospira e
lascia — sembra — spiragli”: uè, ragazzi, c’è figa!), citate in modo da
apparire pudiche e modeste riguardo alle proprie qualifiche (“È triste
se scriviamo che ho preso 110 e lode?”) e ridotte a figurine da gossip
(“Il Giornale ha ricordato
che è stata fidanzata con Giulio Napolitano, figlio quarantenne del
Capo dello Stato. Anche se poi una neo-laureanda dev’essere libera
d’innamorarsi di chi vuole. Pure se con l’handicap di fare bagni,
l’estate, all’«Ultima spiaggia», a Capalbio. Un posticino ventoso e
pieno di gente non qualsiasi.”)
Poi ci si domanda, ma perché ci sono così poche donne in politica?
Le ragioni sono molteplici, sicuramente. La tendenza a trattarle come
bambine che fanno oh davanti al Maschio Alfa di turno, fragili e
graziosi fiori piantati per ingentilire una politica troppo maschia,
potrebbe essere uno dei fattori concorrenti.
(In cross-posting con Sorelle d’Italia)
Astensionismo creativo
Mi rivolgo quindi agli amici della Sinistra Arcobaleno (tu senti che nome): a leggere certe interviste, care compagne e compagni, viene voglia di portarsi da casa un adesivo del PCC da appiccicare sulla scheda elettorale, e con la matita che ti danno gratis votare Fidel. Fate voi.
Kelablu questa settimana:
- I piaceri della carne | Thin line between love and… food
- Tutti Titolisti | Gisele Bundchen, il corpo (a corpo) del vino
- Quando lo Chateau incontra Victoria's Secret | Descrivere questo coso senza che qualcuno si offenda è impossibile, poi che c'entra, c'è scorrettezza e scorrettezza. E scorretta come Playboy proprio non ce n'è.
- Amici di "Uolter", il formaggino | Yes we can
- Patatrac (o Patatrat) | Topi nelle patatine, chiusa la Pai
- Giornalismo old style| Beccarsi la multa dai carabinieri di Viarigi pur di avere il Ruchè al proprio matrimonio
- E' ok odiare Bruno Vespa | The Bruno Horror Picture Show
links for 2008-02-22
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Insomma. Io rivoglio SabatoNotte. Ora. Subito.
Aida, la costituente, la democrazia e chi ce l’ha
Il problema è che i giornalisti hanno sentito solo le parole “Aida Yespica” e “candida”, ma non quel che c’era in mezzo.
Questione logica consequenziale
Entro di rado in casa d’altri, di solito mi invitano, e poi non sono mai entrato in un bordello. Cionondimeno, spiegatemi la ratio del pensiero – come si usa dire lì, nella casta dei puttanieri della parola – secondo cui avrebbe un qualche senso logico non candidare “chiunque” sia sotto procedimento penale, candidando chi da quei procedimenti ne è uscito con una condanna. Parlo di logica. Punto. Non sono un “grillino“, e me ne guardo bene (se lo fossi, per prima cosa, lincerei i puttanieri della parola che scrivono due volte il termine “grillino” in un post et similia). E se un laureato conta più di un cantante, un ricercato conta più di un ricercatore: per quel che mi riguarda, Forza Italia potrebbe candidare anche il mostro di Milwaukee, purché sia ancora vivo.
I say: non candidare chi ha procedimenti penali in corso, nel mio paese, è un contraccettivo: previene l’insorgere di condannati iscritti nel proprio gruppo. Se poi, per sfizio, questi me li inoculo precauzionalmente, il consiglio a Bondi è di non star lì a fare il prezioso. Pena l’emergere dell’idea consequenziale secondo cui la condanna penale, da quelle parti, varrebbe un riconoscimento politico, e se non te la sai guadagnare in tempo nonostante gli sforzi, figlio loro, vali un cazzo che merita un contraccettivo di facciata.
L’esegesi di Sandro Bondi è comunque difficile, è sera, inizia Lost, e allora mi lascio cadere nelle forme rafforzative (il maiuscolo, antiestetico, è mio):
links for 2008-02-21
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da esteri – Repubblica.it
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The New Way to Use Your Phones
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from Neatorama » Blog Archive
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Free Open-Source On-The-Fly Disk Encryption Software for Windows Vista/XP, Mac OS X and Linux – Downloads
Ellen Page /1-2
The classifica 4. But the kid is not my son
Con obnubilata
pervicacia, questa rubrica insiste nel guardare la classifica dei dischi più
venduti come l’aruspice etrusco contemplava le viscere dell’animale defunto –
in questo caso, il mercato discografico. Quale futuro per un Paese in cui
entrambi gli schieramenti si accusano di essere il vecchio che avanza, e nel
quale al n.1 ci sono i Pooh che offrono una Beat regeneration? Ma allora hanno
ragione tutti, che diamine. Pure, c’è qualcosa di interessante dietro alle
prevedibili conferme di Jovanotti al n.2 e Lenny Kravitz al n.3 (prevedibile
perché è il regalo ideale alla persona che ci ha invitati alla sua festa e alla
quale non si sa cosa regalare. Una situazione incresciosa che si verifica così
spesso e che noi facciamo finta di non vedere. Situazione che giustifica
l’esistenza di Lenny Kravitz e delle candele profumate).
Dicevamo: al n.4 si
verifica un interessante cambio della guardia: i Baustelle che la occupavano la
settimana scorsa vengono rapidamente catapultati fuori dalla top ten; chi lo
doveva comprare l’ha comprato, e Amen. Questa settimana il ragazzo da copertina,
quarto e fiero, è il Bernasconi – un uomo salvato da una sillaba. Davide Van De
Sfroos, lo Springsteen che canta in comasco e, che gli piaccia o no, ha la sua
maggiore base elettorale tra i giovani leghisti – molti dei quali in fondo all’anima
ci hanno tante inquietudini, a cominciare da Bobo Maroni. Assieme al suo
“Pica!”, l’altro disco nuovo entrato nella top ten (al sesto posto) è il
nuovissimo “Thriller”, dell’Artista Precedentemente Noto Per Essere Negro. E
con questo le novità sono finite, anche se è il caso di annotare le altre due
nuove uscite italiane: i Linea 77, al n.21, e Syria, la cui svolta “indie” di
“Un’altra me” è premiata con un sontuoso n.99 – direi che a questo punto le
conviene entrare nella Rosa Bianca con Tabacci. Peraltro, oltre metà della top
100 (per l’esattezza 51 titoli) consiste in raccolte o dischi usciti un anno fa
se non molti di più: da “Joshua Tree” (51mo) a “The dark side of the moon” (74mo) a
“Nevermind” (76mo. Ovvero: “Che c***o gli regaliamo, Lenny Kravitz? Nah, mi fa ******, prendiamogli i Nirvana e vaffan****”). Visto che è esattamente in quelle zone della classifica che i
nuovi dischi di Fabri Fibra, Subsonica e Anna Tatangelo si dibattono come pesci
nella nassa, verrebbe da consigliare a qualunque artista sotto i 40 anni di
intitolare qualsiasi disco, ivi compreso quello di debutto, “Tutti i successi” – per accalappiare il voto degli
indecisi.
Né noi italiani
possiamo essere accusati di appecoronamento alle tendenze anglosassoni: Jack
Johnson, il cui nuovo disco è al n.1 in Usa e nel Regno Unito, è 33esimo da
noi. Comunque, in questo panorama bigio, il Paese manda dei segnali. Ovvero:
Amy Winehouse. E’ sempre settima. Lo era dal 18 al 24 gennaio. Poi il 31
gennaio. Quindi il 7 febbraio. E naturalmente anche il 14 febbraio. Una
percentuale di consensi immutabile che potrà essere di conforto ai radicali:
evidentemente, anche se non si riesce a sfondare a sinistra né a destra,
l’antiproibizionismo ha i suoi fans.
Nel nome del Padre, del Foglio, e dello Spirito Santo
Clicca “play” per fare partire il video oppure qui per vederlo nelle dimensioni originali |
L’origine del mondo (o dell’universo, se sono stati gli alieni)
Dopo i triangoli nel deserto, il triangolo nel grano.
Alternative al click per il fai-da-te: aprire Google Maps; cercare “Farra d’Isonzo strada dei campi” e zoommare finché è possibile.
